Eccessiva sonnolenza diurna e calo di vigilanza: cause, diagnosi, cure

MEDICINA ONLINE stanchezza astenia forze fisiche mentali stress lavoroCon eccessiva sonnolenza diurna (da cui l’acronimo ESD; in inglese “excessive daytime sleepiness”, da cui l’acronimo EDS) in medicina si indica un sintomo caratterizzato da una sonnolenza ostinata, spesso accompagnata da una astenia (generale mancanza di energia fisica e mentale), che può essere presente nonostante un sonno notturno apparentemente adeguato, sia in fatto di numero di ore dormite che di igiene del sonno. L’eccessiva sonnolenza diurna non è una malattia in sé, bensì un sintomo che può essere la manifestazione di varie patologie disturbi del sonno, tra cui:

  • sindrome delle apnee nel sonno;
  • narcolessia;
  • ipersonnia idiopatica;
  • cattiva igiene del sonno;
  • patologie del sistema nervoso;
  • disturbi del ritmo circadiano.

Le persone con eccessiva sonnolenza diurna hanno un generale calo di vigilanza e sono costrette a contrastare tale calo con ripetuti dei piccoli sonnellini durante il giorno, combattendo continuamente l’incessante bisogno di dormire in situazioni inappropriate, per esempio mentre sono alla guida, al lavoro, durante i pasti o in una conversazione. Quando l’impulso a dormire si fa più intenso, la capacità di portare a termine le azioni che si stavano svolgendo diminuisce nettamente, con risultati potenzialmente molto pericolosi per sé stessi e per gli altri, qualora l’impulso compaia mentre si guida o si compia un lavoro pericoloso che richieda la massima vigilanza possibile: ad esempio è stato dimostrato che la diminuzione delle prestazioni dovuta alla sonnolenza può essere peggiore di quella associata all’ebbrezza da alcol ed una eccessiva sonnolenza diurna grave ha ovvie ripercussioni sociali e professionali.

Cause e fattori di rischio

L’eccessiva sonnolenza diurna può essere il sintomo di varie patologie e disordini che possono interessare sia la sfera del sonno ma che possono essere relativi anche all’intero organismo. Le cause e fattori di rischio della eccessiva sonnolenza diurna sono di seguito riportate.

Sonno insufficiente o non adeguato

La causa più comune di eccessiva sonnolenza diurna è un riposo notturno insufficiente, che potrebbe riflettere una cattiva igiene del sonno o una deprivazione di sonno autoimposta dal soggetto o richiesta dalla società. Le ore di sonno potrebbero essere insufficienti, oppure potrebbero essere sufficienti ma caratterizzate da una non adeguata igiene del sonno: ad esempio il soggetto potrebbe dormire in un ambiente troppo illuminato o luminoso o con un compagno che gli russa accanto. Anche la frammentazione del sonno abbassa la qualità del riposo: dormire in modo continuo e ininterrotto è molto più ristoratore di un sonno inframezzato da risvegli. Turni di lavoro notturni o qualsiasi condizione che tenga sveglio il soggetto, possono determinare l’eccessiva sonnolenza diurna.

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Disturbi respiratori nel sonno

I disturbi respiratori nel sonno (SRBD, acronimo inglese da sleep-related breathing disorders) rappresentano una causa frequente di frammentazione del sonno e quindi di riposo non sufficiente, che porta il soggetto a soffrire di eccessiva sonnolenza diurna. L’apnea ostruttiva nel sonno è il disturbo respiratorio nel sonno più diffuso e spesso è la causa di eccessiva sonnolenza diurna. Anche la sindrome da aumentata resistenza delle vie aeree superiori provoca una frammentazione del sonno e diminuisce fortemente l’igiene del sonno.

Leggi anche: Apnea ostruttiva del sonno: cause, rischi, trattamenti e prevenzione

Movimento periodico degli arti nel sonno

Il disturbo da movimento periodico degli arti nel sonno (“mioclono notturno”) rappresenta una causa molto comune di frammentazione del sonno ed è caratterizzato da movimenti degli arti (braccia ma soprattutto gambe) ripetitivi e involontari che si presentano durante il sonno.

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Narcolessia

L’eccessiva sonnolenza diurna è il sintomo più eclatante della narcolessia, un tipo di ipersonnia: la sonnolenza diurna è spesso irresistibile per un narcolettico e porta a ripetuti attacchi di sonno, ovvero degli episodi di sonno che si verificano in momenti inappropriati.

Leggi anche: Narcolessia: cause, sintomi, cure e terapia farmacologica

Ipersonnie primarie (idiopatica e ricorrente)

L’ipersonnia idiopatica è una ipersonnia primaria tipicamente caratterizzata da eccessiva sonnolenza diurna. Non ha causa nota. Per quanto possano dormire, l’eccessiva sonnolenza diurna degli ipersonni idiopatici non viene mai alleviata e i sonnellini generalmente sono lunghi ma poco ristoratori. La sindrome di Kleine-Levin è una forma periodica e ricorrente di ipersonnia primaria e si presenta principalmente negli adolescenti, caratterizzata da periodi di eccessiva sonnolenza diurna, di solito accompagnati da iperfagia, aggressività e ipersessualità; questi periodi possono durare giorni o settimane e sono separati da periodi di remissione dei sintomi che durano settimane. Durante i periodi sintomatici i pazienti dormono fino a quasi 20 ore al giorno e, nelle restanti ore giornaliere, appaiono di solito assonnati, confusi ed irritati.

Leggi anche: Ipersonnia idiopatica: cause, sintomi, diagnosi, terapia, consigli

Ipersonnie secondarie

Le ipersonnie secondarie sono ipersonnie causate da traumi o patologie che interessano il sistema nervoso. Determinano, come le primarie, una eccessiva sonnolenza diurna.

Leggi anche: Ipersonnie: tipi, classificazione, cause, sintomi, diagnosi, terapie

Disturbi circadiani

I periodi di vigilanza e sonnolenza nell’arco delle 24 ore sono determinati dal ritmo circadiano, un meccanismo biologico regolato dal nucleo soprachiasmatico dell’ipotalamo. Se il ritmo circadiano interno si desincronizza rispetto al ritmo esterno, l’individuo avvertirà il bisogno di consumare il periodo principale di sonno (che normalmente coincide col sonno notturno) in orari inappropriati, e rimarrà sveglio e vigile durante la notte. Per approfondire i disordini del ritmo circadiano, leggi:

Disturbi del sistema nervoso

L’eccessiva sonnolenza diurna potrebbe essere causata o favorita da molti tipi di patologie e disturbi del sistema nervoso, tra cui: ictus cerebrali ischemici o emorragici, tumori cerebrali, malformazioni artero-venose, encefaliti, neuropatie periferiche, traumi cranici, epilessia, e varie malattie neurodegenerative, come la malattia di Parkinson, la malattia di Alzheimer, la sclerosi multipla, le demenze, la sclerosi laterale amiotrofica, l’atrofia spinale e l’atrofia multi-sistemica.

Disturbi psichiatrici

I disturbi psichiatrici sono spesso associati con un sonno disturbato. La malattia psichiatrica che più frequentemente si associa ad una eccessiva sonnolenza diurna è la depressione maggiore. Anche i pazienti con disturbo da stress post traumatico, disturbo ossessivo compulsivo, schizofrenia, ipersonnia psicogena e disturbo bipolare maniaco depressivo possono soffrire di eccessiva sonnolenza diurna.

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Farmaci

Molti farmaci possono determinare una eccessiva sonnolenza diurna, in particolare quelli sedativi, ipnotici, ansiolitici, antistaminici, antidepressivi, antipertensivi, anticonvulsivanti e neurolettici. Anche la sospensione improvvisa di farmaci e l’interruzione di principi attivi stimolanti può produrre un’ipersonnia di rebound e quindi una eccessiva sonnolenza diurna.

Altre cause

Una eccessiva sonnolenza diurna può infine essere causata o favorita da numerose altre condizioni e patologie, tra cui:

  • anemia da carenza di ferro;
  • diabete;
  • ipotiroidismo;
  • insufficienza renale;
  • ipotiroidismo;
  • tossicodipendenza (abuso di cocaina, eroina, LSD…);
  • tabagismo;
  • alcolismo;
  • malnutrizione;
  • carenze vitaminiche (deficit di biotina);
  • artrite;
  • ipotiroidismo;
  • fibromialgia;
  • spondilolisi;
  • dolore cronico di qualsiasi natura;
  • angina pectoris notturna;
  • rinite allergica;
  • asma bronchiale;
  • enfisema polmonare;
  • gravidanza;
  • disfunzioni urinarie;
  • ansia cronica;
  • dispepsia;
  • ulcera peptica;
  • reflusso gastroesofageo;
  • sindrome del colon irritabile.

Virtualmente qualsiasi patologia o condizione che produca dolore (fisico o mentale) può favorire o causare una eccessiva sonnolenza diurna.

Sintomi e segni

Sintomi e segni associati ad eccessiva sonnolenza diurna, sono:

  • inadeguata vigilanza diurna;
  • ridotte performance fisiche e cognitive;
  • eccessiva tendenza a dormire;
  • attacchi di sonno incontrollabili che portano il paziente a dormire all’improvviso anche in situazioni inconsuete;
  • aumento del tempo di sonno nelle 24 ore (di solito il soggetto dorme tra le 14 e le 18 ore al giorno);
  • tempo di addormentamento significativamente inferiore;
  • difficoltà a raggiungere un risveglio completo al termine del sonno.

Fra i sintomi e i segni clinici associati ad eccessiva sonnolenza diurna, spesso ritroviamo:

  • ansia;
  • cefalea;
  • iperfagia o inappetenza;
  • perdita o aumento di peso corporeo;
  • attacchi di panico;
  • irritazione;
  • stress;
  • allucinazioni;
  • aggressività;
  • alterazioni della libido;
  • difficoltà a concentrarsi;
  • astenia (mancanza di forze fisiche e mentali);
  • perdita di memoria;
  • disorientamento.

L’eccessiva sonnolenza diurna è il sintomo di altra patologia o condizione: in base alla patologia o condizione a monte il paziente può avvertire altri sintomi specifici.

Conseguenze e rischi

L’eccessiva sonnolenza diurna può anche condurre a problemi di concentrazione, di memoria e d’umore anche molto gravi e ciò riduce il profitto scolastico o lavorativo. Se si svolgono lavori in cui è richiesto un alto livello di vigilanza, l’eccessiva sonnolenza diurna può essere pericolosa per sé stessi o per gli altri. Pensiamo ad esempio a cosa può significare avere una forte sonnolenza diurna per chi guida un tir, per chi maneggia sostanze pericolose o per un chirurgo.

Diagnosi

Qualsiasi soggetto che riferisca di essere costretto a fare frequenti pisolini diurni potrebbe soffrire di eccessiva sonnolenza diurna. E’ bene per prima cosa distinguere tra sonnolenza diurna occasionale, che potrebbe essere comune anche in individui sani magari sottoposti a forti stress, ed eccessiva sonnolenza diurna propriamente detta: quest’ultima infatti è una condizione patologica e cronica. Come con la maggior parte delle condizioni mediche, la diagnosi di ipersonnia inizia con un’accurata anamnesi. Il paziente potrebbe lamentare stanchezza o affaticamento più che uno specifico sintomo di sonnolenza, dunque domande come

  • “Schiacci dei pisolini durante il giorno o lo faresti, se ne avessi l’opportunità?”,
  • “Ti addormenti facilmente in situazioni passive o monotone?”,
  • “Dormi di più durante i fine settimana e quando sei in vacanza rispetto ai giorni lavorativi?”,
  • “Quanto tempo ci metti ad addormentarti la sera?”.

Nell’anamnesi bisognerebbe anche preoccuparsi della sicurezza del paziente, indagando su difficoltà e incidenti alla guida o durante l’utilizzo di macchinari. Anche se il paziente è consapevole della propria sonnolenza, potrebbe ignorare o negare problemi secondari come il declino delle prestazioni e delle funzioni neurocognitive. Il declino delle prestazioni non sempre è un buon segnale di eccessiva sonnolenza diurna, in quanto potrebbe essere temporaneamente nascosto da entusiasmo e motivazione. Potrebbero essere chiamate in causa anche strategie compensatorie; per esempio un aumento degli errori potrebbe essere evitato lavorando più lentamente. Inoltre gli individui potrebbero anche accettare di convivere con un rendimento più basso. Sono stati sviluppati vari strumenti per valutare la sonnolenza in modo più obiettivo. La Scala di Stanford della sonnolenza e la Scala di Karolinska della sonnolenza valutano il grado di vigilanza/sonnolenza in un particolare momento, ma non riescono a valutare il problema su un periodo più esteso di tempo. La Scala di Epworth della sonnolenza offre un metodo più appropriato per valutare la sonnolenza complessiva; consiste di otto domande, alle quali è possibile rispondere con un’intensità che va da zero a 3. Anche i test delle prestazioni possono essere usati per misurare la sonnolenza, ma sono condizionati dal fatto che il soggetto, nel corso delle prove, prende più familiarità con l’azione che deve compiere. Può essere usata la pupillografia che misura i cambiamenti nella stabilità della pupilla, i quali variano in base al livello di vigilanza. Più comunemente si usa il monitoraggio polisonnografico. Può essere utilizzato il test delle latenze multiple del sonno (MSLT) che viene eseguito immediatamente dopo una polisonnografia notturna, o ancora il test del mantenimento della veglia (MWT). Per il medico di base o per il neurologo semplici misure soggettive (come la scala di Epworth della sonnolenza o altre scale visive analogiche) rappresentano un buon punto di partenza nella valutazione dell’eccessiva sonnolenza diurna, soprattutto dopo aver eseguito una accurata anamnesi.

Altri esami

E’ necessario spesso aggiungere altri esami e test specifici per diagnosticare la malattia a monte che ha determinato l’eccessiva sonnolenza diurna: ad esempio radiografie e TAC cranio in caso di sospetto di tumore cerebrale, esami del sangue accurati in caso di anemia da carenza di ferro, spirometria ed indagini radiologiche dirette al torace in caso di problemi respiratori, ecografia della tiroide in caso di ipotiroidismo.

Terapia

Non esiste una terapia unica, valida in tutti i casi. La terapia essere specifica poiché deve curare il disturbo a monte che ha causato l’eccessiva sonnolenza diurna: è infatti estremamente diversa la cura di una anemia, di una sindrome delle apnee nel sonno;
di una narcolessia, di un ictus cerebrale o di una depressione. In ogni caso, a prescindere da quale sia la causa a monte dell’eccessiva sonnolenza diurna, è importante migliorare l’igiene del sonno.

Consigli per una migliore igiene del sonno

Per migliorare l’igiene, e quindi la qualità, del tuo sonno, è importante seguire questi consigli:

  • condizionare la mente per prepararsi al letto in momenti coerenti;
  • avere un ambiente ideale per dormire: pulito, silenzioso, accogliente, buio e che faccia sentire protetti ed a proprio agio;
  • dormire sempre nello stesso posto;
  • avere materassi, cuscini e coperte comodi, adeguati e puliti;
  • avere il giusto numero di cuscini (usare ad esempio due cuscini in caso di frequente reflusso gastroesofageo notturno);
  • avere una temperatura adeguata nella camera da letto;
  • avere la giusta umidità in camera da letto che non deve essere troppo secca né troppo umida;
  • evitare climatizzatori e termosifoni accesi al massimo per tutta la notte;
  • se climatizzatori e termosifoni vi aiutano a prendere sonno, usare temperature e ventilazione adeguati ed inserite un timer in modo che il funzionamento dell’apparecchio si interrompa in modo automatico nel momento in cui presumiate di esservi già addormentati;
  • evitare luci, suoni o rumori che possono interrompere il sonno;
  • se la musica vi concilia il sonno, usare volumi e generi musicali adeguati ed inserite un timer in modo che la riproduzione musicale si interrompa in modo automatico nel momento in cui presumiate di esservi già addormentati;
  • limitare l’uso di sostanze eccitanti come la nicotina delle sigarette prima di coricarsi;
  • non fumare a letto;
  • non fumare nella stanza da letto durante il giorno o poco prima di dormire: aprire la finestra è insufficiente per eliminare le sostanze tossiche dalla stanza (fumo terziario), che verranno inalate per tutta notte;
  • evitare di assumere bevande stimolanti nelle ore tardo-pomeridiane e serali, come caffè, tè, la Red Bull e cioccolata calda;
  • evitare pasti serali abbondanti, piccanti, molto calorici o ad alto contenuto di grassi (cibi fritti, merendine…) o di proteine (carne, pesce);
  • evitare di mangiare cioccolato prima di coricarsi;
  • evitare di mangiare a letto;
  • evitare alcolici (vino, birra e superalcolici) nelle ore serali;
  • evitare l’assunzione di droghe come cocaina o LSD;
  • evitare lo stress psico-fisico nei momenti prima di coricarsi;
  • evitare lo stress psico-fisico prolungato durante il giorno;
  • evitare di dormire in ambienti luminosi e/o rumorosi;
  • evitare l’uso di smartphone, tablet e pc prima di coricarsi;
  • evitare di ascoltare musica a volumi alti, specie in cuffie, prima di addormentarsi;
  • evitare se possibile partner che russano o che fanno rumore o che tengono le luci accese mentre si dorme;
  • evitare il jet lag relativo a viaggi intercontinentali;
  • curare eventuali problemi di russamento (propri e del partner);
  • evitare odori sgradevoli in camera da letto;
  • dormire solo quanto è necessario;
  • coricarsi sempre alla stessa ora;
  • svegliarsi sempre alla stessa ora;
  • evitare le abbuffate prima di dormire;
  • alimentarsi in modo adeguato;
  • idratarsi in modo corretto;
  • evitare di bere troppa acqua prima di andare a dormire;
  • perdere peso se obesi o in sovrappeso;
  • non recarsi a letto affamati;
  • in caso di difficoltà nel prendere sonno, non restare a letto per più di 10-15 minuti a rimuginare sui propri problemi;
  • evitare bagni o docce troppo calde o troppo fredde nelle ore serali;
  • usare tecniche di rilassamento come lo yoga;
  • evitare di pensare ai propri problemi mentre si è a letto;
  • evitare di “sforzarsi” di dormire.
  • svolgere adeguata attività fisica durante il giorno;
  • evitare di svolgere eccessiva attività fisica poco prima di dormire;
  • evitare masturbazione e rapporti sessuali prolungati, intensi e faticosi poco prima di addormentarsi;
  • evitate di avere luci intense sul comodino;
  • usare la stanza in cui si dorme solo per dormire;
  • se avete una sveglia luminosa, mettete in una posizione tale da evitare di vederla durante la notte;
  • evitare attività mentali troppo impegnative prima di dormire, ad esempio letture coinvolgenti in cui “si vuole andare avanti per vedere come va a finire”;
  • evitare spettacoli emotivamente disturbanti prima di dormire, ad esempio film dell’orrore o ricchi di musiche dure, come il metal;
  • preferite una sveglia digitale, senza lancette che facciano rumore;
  • disinfestare l’ambiente se sono presenti parassiti o insetti (acari, zanzare, formiche, mosche…);
  • evitare di effettuare pisolini durante il giorno (ad esempio quello pomeridiano dopo il pranzo).
  • al risveglio mattutino non restare a letto più del necessario;
  • arieggiare la stanza al mattino, anche per evitare l’accumulo di acari nel materasso.

Prendiamo ora in considerazione alcuni punti fondamentali ed approfondiamoli:

  • in caso di difficoltà nel prendere sonno, non restare a letto per più di 10-15 minuti a rimuginare sui propri problemi e sul fatto stesso di non riuscire a dormire, magari guardando nervosamente più volte l’orologio: invece alzarsi e svolgere attività rilassanti fino a quando non si percepisce sonnolenza;
  • è importante se possibile usare la stanza in cui si dorme solo per dormire. La camera da letto dovrebbe in teoria essere uno spazio diverso rispetto a quello dove si svolgono altre attività giornaliere, come ad esempio lo studio, il cucinare o l’uso di un computer. In tal modo la stanza da letto viene mentalmente associata ad un luogo di rilassamento mentale e non ad un posto di lavoro o di studio;
  • per favorire la regolarità del ritmo sonno-veglia, è estremamente importante cercare se possibile di mantenere costanti sia l’ora di coricarsi che quella di sveglia, a prescindere dalla qualità del sonno nella notte precedente e dall’ essere in un periodo di vacanza;
    non trasformare la camera da letto in un bivacco: tenetela ordinata e non mangiate a letto, magari spargendo briciole fastidiose per il sonno;
  • anche se il regolare esercizio fisico favorisce il sonno, evitare di farlo nelle ore immediatamente precedenti l’ addormentamento e senza esagerare con lo sforzo fisico, specie se non siete allenati a sforzi elevati;
  • non consumare alcol, caffè o bevande contenenti caffeina alla sera, evitare di andare a letto a digiuno o con lo stomaco troppo pieno ed evitare il fumo di sigaretta prima di coricarsi;
  • cercare di evitare di dormire durante il giorno o di addormentarvi la sera sul divano davanti al televisore;
  • creare delle routine abitudinarie prima di andare a letto, come fare il bagno, lavarsi i denti, prepararsi il letto ecc. Tali abitudini sono tuttavia sconsigliate nelle persone con disturbi di tipo ossessivo-compulsivo;
  • evitare se possibile di utilizzare farmaci che possono interferire con l’organizzazione e lo sviluppo del sonno (ad esempio farmaci che hanno insonnia come effetto collaterale frequente).

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