Polisonnografia: elettroencefalogramma, elettrooculogramma, elettromiografia

MEDICINA ONLINE NEONATO BAMBINO BIMBO GENITORE PAPA PADRE FIGLIO DORMIRE SONNO LETTO NOTTE MATERASSO CUSCINO DONNA SLEEP APNEA OSTRUTTIVA RESPIRARE BITE DENTI RUMORE CERVELLO RIPOSO STRESS SVEGLIA OROLOGIO MELATONINA INTEGRLo studio delle modificazioni che avvengono nel nostro corpo durante le ore di sonno è stato reso possibile dall’introduzione di tecniche di monitoraggio continuo di molte attività biologiche nel corso del sonno, che costituiscono nel loro insieme la polisonnografia. Tra le tecniche di monitoraggio più usate ricordiamo:

  • elettroencefalogramma (EEG);
  • elettrooculogramma (EOG);
  • elettromiografia (EMG);
  • respirogramma;
  • ossimetria (saturimetria o pulsossimetria);
  • elettrocardiagramma (ECG);
  • pHmetria esofagea;
  • enurogramma;
  • fallogramma (NPT);
  • misurazione della temperatura corporea.

Nella standardizzazione dei criteri di valutazione della struttura ipnica risulta necessaria e sufficiente la valutazione di tre di essi: l’attività elettrica cerebrale (EEG), i movimenti
oculari (EOG) e l’attività muscolare (EMG), che verranno trattati in questo articolo. Le altre tecniche verranno pubblicate domani.

Elettroencefalogramma

L’EEG è la misurazione, in funzione del tempo, della differenza di potenziale esistente fra due elettrodi posti sullo scalpo. Esso riflette lo stato di maggiore o minore elettropositività o elettronegatività della corteccia sottostante l’elettrodo esplorante. Le variazioni di potenziale si traducono in una serie ritmica di oscillazioni della penna scrivente misurabili in termini di ampiezza (distanza fra picco positivo e picco negativo di oscillazioni consecutive misurata in μV) e di frequenza (numero delle oscillazioni
nell’unità di tempo misurabili in Hertz o cicli al secondo).
Nello studio del sonno l’EEG viene solitamente registrato da elettrodi applicati allo scalpo in posizione centrale paramediana C3 o C4 (sistema internazionale 10-20) in registrazioni referenziali con un elettrodo considerato indifferente, applicato sulla mastoide controlaterale (A2-A1).
La scelta di queste derivazioni è basata sul fatto che tutte le forme di onde EEGrafiche usate per distinguere gli stadi e le fasi del sonno sono qui ben rappresentate. È tuttavia consigliabile e spesso necessario, per specifici scopi clinici, raccogliere il segnale da un maggior numero di derivazioni per cogliere attività focali o compiere comparazioni fra attività a distribuzione topografica regionale.

Elettrooculogramma

L’importanza della registrazione dei movimenti oculari durante il sonno è ovvia, dato che movimenti particolari degli occhi (REM, rapid eyes movement) sono i segni cardinali di una particolare fase di sonno: il sonno REM. La registrazione EOGrafica è basata sulla differenza di potenziale esistente fra cornea (positiva) e retina (negativa); gli elettrodi, con derivazioni referenziali alle mastoidi contro laterali, sono posti sul canto esterno destro e sinistro; le modificazioni di differenza di potenziale dovute ai movimenti coniugati degli occhi sono registrate come deflessioni in contrasto di fase di due
penne scriventi.

Elettromiografia

L’elettromiografia è la misurazione in funzione del tempo della differenza di potenziale fra due elettrodi registranti lo stato di contrazione tonica e fasica di un gruppo muscolare. Esso si traduce in una serie di oscillazioni molto rapide: l’ampiezza media costante del segnale riflette lo stato di contrazione tonica dell’insieme delle fibre muscolari esplorate, aumenti bruschi dell’ ampiezza riflettono la contrazione fasica di fibre muscolari.
Nelle registrazioni poligrafiche standard l’ampiezza dell’EMG tonico viene valutata come criterio per la definizione della fase REM.
Nello studio clinico di patologie specifiche diversi gruppi muscolari possono essere studiati (ad esempio i tibiali anteriori per i movimenti periodici delle gambe, i muscoli intercostali nei pazienti con patologie respiratorie).
Usualmente l’EMG è registrato con derivazioni bipolari fra elettrodi posti su muscoli submentali. Elettrodi e trasduttori particolari possono essere impiegati per il monitoraggio continuo di altre variabili fisiologiche di rilievo in caso di studio polisonnografico di patologie specifiche.

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