Struttura del sonno, fasi del sonno e ciclo sonno-veglia

MEDICINA ONLINE DORMIRE SONNO LETTO NOTTE INSONNIA MELATONINA INTEGRATORE SLEEPING JETLAG SLEEPING NIGHT BUIO MATERASSO ORTOPEDICO CUSCINO SCHIENA COLONNA VERTEBRALE POSIZIONE TESTA COLLO DOLORE RIGURGITO RUSSARE RUSSO NASOIl sistema nervoso è sottoposto costantemente ad influenze di fattori esogeni ed endogeni che ne condizionano l’attività. Schematizzando, alcuni di essi appaiono legati ad esigenze omeostatiche, altri invece si presentano legati al puro scorrimento del tempo con periodicità facilmente identificabile.
Il ciclo sonno-veglia risponde in parte a fattori omeostatici, la necessità di dormire cresce esponenzialmente in funzione della durata della veglia precedente, e in parte appare fortemente influenzato dagli effetti della rotazione planetaria, in particolare dal ciclo luce-buio. All’interno del periodo di sonno l’alternarsi di fasi di sonno REM con fasi
NREM appare anch’esso regolato da fattori omeostatici e ultradiani.

Nel corso della veglia la necessità di reagire a stimoli esterni, estremamente complessi e variabili, maschera la leggibilità di queste influenze, sicché solo le più forti assumono un aspetto strutturale evidente. È provata infatti l’esistenza di un’oscillazione ultradiana dei livelli di vigilanza e performance, con periodo approssimabile ai 100 minuti, ed è altrettanto conosciuta una distribuzione bimodale della sonnolenza diurna. Nel corso della notte il cervello dormiente, parzialmente deafferentato dall’ambiente interno ed esterno, e in condizioni di estrema rarefazione di stimoli afferenti, si comporta come un sistema che svolge funzioni in modo automatico, seguendo programmi globali e stereotipati in cui si possono rintracciare sequenze temporali regolari, costanti in ogni notte di sonno di uno stesso individuo e, con variabilità sorprendentemente scarsa, nel sonno di tutti gli individui.

L’esecuzione di questi programmi si estrinseca in una serie di modificazioni dell’assetto del sistema nervoso centrale rilevabile con le opportune tecniche neurofisiopatologiche.
Il concetto di «fase» del sonno nasce appunto da un tentativo di correlare le variazioni in funzione del tempo dello stato funzionale del sistema nervoso centrale, leggibili come livelli di profondità del sonno, con le modificazioni dei parametri neurofisiologici risultanti da attività dinamiche di circuiti e strutture neuronali.

Lo studio di queste modificazioni è stato reso possibile dall’introduzione di tecniche di monitoraggio continuo di molte attività biologiche nel corso del sonno, che costituiscono nel loro insieme la polisonnografia, la quale verrà trattata approfonditamente nell’articolo che pubblicheremo domani.

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