Fino a che eta l’uomo può avere erezioni?

MEDICINA ONLINE GELOSIA UOMO COME FUNZIONA ONE HUNGRY SAD COUPLE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVER SEX GIRLA che età è fisiologico che un uomo perda l’erezione ?
Non esiste un’età anagrafica ben precisa caratterizzata dalla perdita della possibilità di avere erezioni da parte dell’uomo, anche se è ovviamente normale che – con l’età – questa diventi sempre più difficile da raggiungere in maniera efficace e duratura, tale da avere rapporti sessuali soddisfacenti. E’ molto importante considerare lo stato di salute del soggetto, quasi più dell’età: un settantacinquenne che si è sempre tenuto in forma, non fumatore, senza patologie vascolari e diabete, normopeso può avere certamente più possibilità di avere una erezione efficiente rispetto ad un cinquantenne sedentario, sovrappeso, fumatore e diabetico. Sicuramente l’erezione risulta più difficoltosa dai 50 anni in su e ancora di più oltre i 70, ma virtualmente un uomo può avere erezioni anche in età molto avanzata, fino al giorno della sua morte. Tuttavia bisogna sempre tenere conto del testosterone, l’ormone sessuale maschile che regola molte funzioni del nostro corpo soprattutto nell’invecchiamento e qualora sia insufficiente potrebbe essere reintegrato sotto controllo medico.

Esiste un collegamento tra ipertrofia prostatica e disfunzione erettile ?
All’aumentare dell’età, aumenta anche il rischio di sviluppare ipertrofia prostatica benigna che deve essere curata con farmaci che possono avere, come effetto collaterale, quello di avere erezioni più difficoltose.
Nel caso di un’ intervento chirurgico di asportazione per patologia benigna della prostata non si modifica la capacità di avere erezioni, con normale raggiungimento del piacere, ma si ottiene una eiaculazione retrograda. Invece qualora sia necessario asportare tutta la prostata per un tumore, si può rischiare la disfunzione erettile, se non vengono conservati i nervi cavernosi per l’erezione con una particolare tecnica operatoria.

E’ vero che fumo ed alcool causano disfunzione erettile ?
Nei pazienti “teorici” accennati all’inizio dell’articolo, uno e fumatore e l’altro no e ciò determina una grossa differenza, infatti il fumo rappresenta uno dei fattori di rischio più importanti per la disfunzione erettile. Il danno che provoca sulle arterie del sistema cardiocircolatorio oltre che polmonare, rende più difficile la circolazione del sangue a livello delle arterie cavernose e quindi provoca l’impotenza. Le arterie del pene essendo di piccolo diametro sono più facilmente danneggiate dal fumo rispetto ai grandi vasi sanguigni e pertanto il deficit erettile si può manifestare come primo sintomo di una malattia cardiocircolatoria diffusa. In certi casi l’impotenza rappresenta un campanello d’allarme di patologie più gravi che non erano ancora state diagnosticate.
L’alcol è meno direttamente coinvolto, perché in prima istanza provoca una vasodilatazione e facilita l’afflusso di sangue nei corpi cavernosi, inoltre riduce i freni inibitori che molte volte sono causa di impotenza erettile. Ma l’abuso è sicuramente causa di gravi danni al fegato e al sistema cardiocircolatorio, quindi va assunto in piccole quantità insieme al cibo e controllando sempre la pressione arteriosa oltre che gli esami del sangue.

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Aumentare la lunghezza del pene con ausili meccanici
Esistono due tipi di strumenti per l’allungamento del pene: le pompe a vuoto e gli estensori. Le pompe a vuoto per l’allungamento penieno sono costituite da un cilindro in cui infilare il pene e di un meccanismo di pompaggio che fa espandere il pene oltre le sue normali capacità. Le pompe a vuoto, pur non fornendo guadagni macroscopici delle dimensioni, in alcuni soggetti potrebbero aumentare circonferenza e lunghezza del pene. Esempi di pompe a vuoto tecnicamente ben costruite, sono:

Un prodotto più economico, ma comunque caratterizzato da buona costruzione, è questo: http://amzn.to/2HRt3Ah

Un estensore penieno è una struttura composta da due anelli (uno da fissare alla base del pene, l’altro appena sotto il glande) uniti da aste metalliche ai lati, che vengono regolate in modo da tenere in trazione il pene, “stirandolo”, per ottenere un suo allungamento non chirurgico. Esempi di estensori tecnicamente ben costruiti, sono:

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Che cos’è e quanto dura il periodo refrattario dopo l’orgasmo?

MEDICINA ONLINE PENE EREZIONE SPERMA LIQUIDO SEMINALE ANATOMIA EIACULAZIONE PENETRAZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE SESSO UOMO RAPPORTO SESSUALE SEX Male Genital and Rectal Anatomy.jpgIl periodo refrattario post orgasmico (in inglese “refractory period” o “post orgasmic chill”) è un lasso fisiologico di tempo che interviene dopo l’orgasmo maschile, periodo in cui l’uomo non prova più piacere o, anche in presenza di un nuovo stimolo sessuale, non può raggiungere una erezione. A volte, un’ulteriore stimolazione del pene o del glande può provocare senso di fastidio o addirittura dolore.

Calo della libido

Il periodo refrattario è provocato dal fatto che, in occasione dell’orgasmo, nell’organismo avviene il rilascio di ossitocina e di prolattina, due ormoni regolati principalmente dall’ipotalamo. L’ossitocina è responsabile dell’abbassamento del livello di testosterone, mentre la prolattina inibisce temporaneamente il rilascio della dopamina. L’abbassamento dei livelli di testosterone e di dopamina ha come effetto collaterale il calo della libido, il che rende difficile un’ulteriore erezione in tempi brevi.

Periodo refrattario post orgasmico nelle donne

A differenza degli uomini, la maggior parte delle donne non ha un periodo refrattario subito dopo un orgasmo ed in molti casi è in grado di raggiungere immediatamente altri orgasmi mediante ulteriore stimolazione, subito dopo averne raggiunto uno. La risposta sessuale femminile è più varia rispetto a quella dei maschi e vi sono molte donne che provano ipersensibilità del clitoride dopo l’orgasmo, il che di fatto costituisce un periodo refrattario. Queste donne possono essere in grado di raggiungere altri orgasmi, ma il dolore relativo rende questa prospettiva poco desiderabile.

Due eiaculazioni consecutive

Sebbene sia difficile, non è impossibile per un uomo avere un orgasmo con eiaculazione e provarne un’altro entro pochi secondi, con una nuova erezione ed eiaculazione, specie se la prostata è fortemente stimolata (ad esempio mediante massaggio prostatico), a tal proposito leggi:

Quanto dura il periodo di rilassamento prima di una nuova erezione del pene?

Secondo alcuni studi, i maschi diciottenni hanno in media un periodo refrattario di circa 10/15 minuti, mentre i settantenni impiegano circa venti ore, con una media generale per i maschi adulti di mezz’ora all’incirca. Sebbene siano piuttosto rari, alcuni maschi non presentano un periodo refrattario o hanno un periodo refrattario minore di 10 secondi. Il periodo refrattario dipende ovviamente anche dalla potenza del nuovo stimolo sessuale: uno stimolo estremamente intenso può infatti accorciare di parecchio i tempi di recupero per raggiungere una nuova erezione.

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Come avviene l’eiaculazione maschile?

MEDICINA ONLINE TESTICOLI ANATOMIA ANSIA DA PRESTAZIONE SESSO TRISTE SESSUALE PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE COPPIA PSICOLOGIA LETTO PENETRAZIONE UOMO DONNA LIBIDO SPERMA PIACERE MALE GENITALIA SEXUn nostro giovane lettore ci chiede: “Cosa succede nel nostro corpo durante una eiaculazione? Se possibile gradirei una spiegazione il più possibile semplice. Grazie”

Il termine “eiaculazione” (dal latino ejaculatio) designa l’espulsione dello sperma (anche chiamato liquido seminale) da parte dell’uomo. È il frutto della stimolazione ripetuta del pene – e quindi indirettamente della prostata – durante la masturbazione o il rapporto sessuale o altri tipi di stimolazioni (ad esempio massaggio prostatico). La prostata è una piccola ghiandola di forma tondeggiante, posizionata sotto la vescica e davanti al retto, che circonda completamente l’uretra, il condotto che porta l’urina (e lo sperma) dalla vescica all’esterno.

Nelle fasi immediatamente precedenti l’orgasmo, gli spermatozoi prodotti ed immagazzinati nei testicoli, imboccano il dotto deferente in direzione della prostata. Salvo malattie, il collo della vescica si chiude automaticamente per impedire che l’urina eventualmente presente in vescica, si mescoli accidentalmente allo sperma. A livello della prostata e delle vescicole seminali (poste lungo i dotti deferenti), gli spermatozoi si mescolano al plasma seminale, la parte liquida dello sperma prodotta da prostata e vescicole seminali. Il plasma seminale, unito agli spermatozoi, diventa liquido seminale (sperma) a tutti gli effetti e – durante l’orgasmo – raggiunge l’esterno tramite il meato uretrale posto all’apice del glande del pene, dopo aver percorso l’uretra. In alcune malattie, come l’ipospadia, lo sbocco dell’uretra non è sull’apice del glande, bensì in una posizione diversa (ad esempio lungo l’asta del pene).

L’eiaculazione dura, generalmente, alcuni secondi ed è influenzata da fattori fisici (durata delle contrazioni, numero e forza), quantitativi (produttività della ghiandola prostatica e delle vesciche spermatiche, giorni di astinenza) nonché psicologici e – in alcuni casi – patologici.

Durante una eiaculazione maschile, lo sperma viene espulso ritmicamente, con una potenza variabile, inizialmente con più forza e quantità di liquido e via via sempre più debolmente e con meno sperma. Se l’orgasmo è presente, viene provato dall’uomo durante queste contrazioni. Le contrazioni ritmiche sono causate principalmente dal muscolo pubococcigeo e si riflettono anche nelle contemporanee contrazioni ritmiche dell’ano, dell’uretra e dell’intero pene, che appare “pulsare” (si inturgidisce e si rilascia ad intervalli regolari). Durante l’eiaculazione, anche i muscoli lombari e quelli dei glutei partecipano alla propulsione dello sperma contraendosi e rilasciandosi, spingendo ritmicamente in avanti il bacino, fatto che aumenta la possibilità – durante un rapporto sessuale con penetrazione vaginale – di far arrivare gli spermatozoi nell’utero della partner e determinare il concepimento.

Il numero di contrazioni è variabile, solitamente l’uomo prova dalle 4 alle 8 contrazioni muscolari principali, associate ad altrettante emissioni di liquido seminale. In alcuni casi, specie in caso di forte eccitazione, le contrazioni possono essere anche molte di più. Le primissime contrazioni sono quelle più intense. Alcune lievi contrazioni automatiche possono essere avvertite anche al termine dell’eiaculazione vera e propria e perdurare perfino durante il rilassamento del pene. Al termine dell’eiaculazione il pene si rilascia e torna lentamente nella posizione di riposo, entrando nel periodo refrattario post orgasmico.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Rottura del frenulo del pene: cosa fare?

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Il frenulo, come tutti i tessuti, se particolarmente sollecitato, può andare incontro ad una lacerazione parziale o totale. Il risultato consiste in un dolore intenso e nel sanguinamento. La lacerazione del frenulo avviene soprattutto quando non ci siano le condizioni per una sufficiente lubrificazione.

Leggi anche: Frenulo del pene: cos’è e perché la sua lunghezza è importante?

Vedi anche: foto di un pene sottoposto a frenulotomia

Rottura del frenulo: cosa fare

Rottura del frenulo: cosa fare? Se si dovesse andare incontro ad un episodio di questo genere, la prima cosa da fare consiste nel tamponare la ferita per qualche minuto. In genere tutto ciò basta per risolvere il problema.

Se invece ci troviamo di fronte ad una lacerazione più estesa, è necessario recarsi al pronto soccorso. Ricevendo le giuste cure mediche, si verrà sottoposti ad un piccolo intervento ambulatoriale, che avviene in anestesia locale.

Subito dopo l’intervento che segue la rottura del frenulo, ci si dovrà astenere dai rapporti sessuali per circa 20 giorni. Se il frenulo si lacera, ma riusciamo comunque a tamponare la fuoriuscita di sangue, è opportuno evitare i rapporti sessuali per circa 10 giorni, disinfettando in maniera adeguata la ferita, in modo che si possa giungere ad una cicatrizzazione completa.

E’ però da specificare che il frenulo può essere sottoposto ad una nuova lacerazione in seguito ad un rapporto successivo. In casi come questo si deve scegliere: lasciare che la rottura avvenga in modo naturale oppure ricorrere alla frenuloplastica. Quest’ultima è un’operazione risolutiva, che determina il superamento del problema in maniera definitiva, magari abbinando l’intervento a qualche piccolo accorgimento, come l’uso del preservativo, nel momento in cui si riprende l’attività sessuale.

In effetti la rottura del frenulo con il preservativo è più rara, ma non è detto che non avvenga. La frenuloplastica è comunque un intervento da considerare, anche perché non va trascurato il legame fra eiaculazione precoce e frenulo corto, anche se non ci sono prove decisive per questo collegamento.

Al pari dell’intervento per la circoncisione maschile, la frenuloplastica rientra fra quei tipi di interventi chirurgici da non sottovalutare per una corretta salute sessuale dell’uomo.

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Andropausa (menopausa maschile): cos’è, a che età, sintomi e cura

MEDICINA ONLINE ANDROPAUSA MENOPAUSA SPERMA SPERMATOZOI EREZIONE PENE SESSO LIBIDO INTEGRATORI LIBIDO TESTOSTERONE AMORE STERILITA VOGLIA FARE VIAGRA LEVITRA AFRODISIACI OLD COUPLE CALOGli uomini, come le donne, in età avanzata provano dei sintomi caratteristici legati ad una riduzione degli ormoni sessuali. Questi cambiamenti sono inevitabili e non sono considerati una malattia perché legati al fisiologico invecchiamento dell’organismo, ma colpiscono gli individui in modo differente. Alcune persone si accorgono poco di tali cambiamenti, mentre altre ne risentono notevolmente; in ogni caso, molti degli effetti sgradevoli del processo, possono essere ridotti con dei rimedi farmaceutici.
Nelle donne la caduta della produzione ormonale avviene in modo piuttosto brusco, solitamente nel giro di qualche mese od anno tra i 45 ed i 50 anni. Le ovaie riducono drasticamente la produzione di estrogeni, la regolarità del ciclo viene meno e successivamente si interrompe del tutto (menopausa), venendo meno la possibilità di gravidanza. Durante la menopausa le donne possono anche provare:

  • vampate di calore;
  • sudorazioni;
  • cambiamenti repentini dell’umore;
  • alterazioni nella risposta sessuale, come la secchezza delle mucose;
  • riduzione nell’interesse all’attività sessuale.

Età dell’andropausa

Negli uomini la caduta della produzione ormonale è molto più graduale rispetto alle donne, e si evolve nell’arco di vari decenni tanto che i cambiamenti fisici o mentali che avvengono sono talmente graduali che possono essere facilmente non notati, specie nelle fasi iniziali, anche perché l’uomo – al contrario della donna – ha la possibilità di concepire un bambino virtualmente fino alla morte, quindi non esiste un evento come nella donna è il cessare del ciclo mestruale, a “sancire” con precisione l’andropausa.
In ogni caso la produzione di testosterone nell’uomo diminuisce gradualmente e progressivamente dai 35/40 anni in poi e tende a diminuire più velocemente dai 50, periodo in cui possiamo teoricamente inserire l’avvento dell’andropausa. Anche altri ormoni sono coinvolti, incluso l’ormone della crescita, gli ormoni tiroidei, e quelli correlati alla stimolazione dei melanociti. Con l’avanzare dell’età possono verificarsi altri cambiamenti ormonali come l’ipotiroidismo (cioè la ridotta attività della tiroide) ed il diabete. C’è comunque da ricordare che una buona alimentazione povera di grassi, l’evitare il fumo e – soprattutto – una adeguata attività fisica, tende a mantenere i livelli di testosterone il più alti possibile più a lungo: un individuo ultracinquantenne in forma e con elevata massa muscolare ha probabilmente livelli ormonali migliori di un quarantenne obeso, fumatore e diabetico.

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Sintomi e segni dell’andropausa

I sintomi e segni da carenza ormonale tipici dell’andropausa sono numerosi anche se spesso sono sfumati e/o aspecifici, per questo motivo l’andropausa non è una condizione facile da individuare con certezza. I sintomi possono coinvolgere diversi aspetti della salute dell’uomo.

Sistema cardiocircolatorio ed il sistema nervoso:

  • vampate di calore;
  • sudorazione;
  • insonnia;
  • nervosismo.

Umore e funzioni cognitive:

  • irritabilità e stanchezza;
  • diminuzione del senso di benessere;
  • perdita della motivazione;
  • scarsa energia mentale;
  • difficoltà con la memoria a breve termine;
  • depressione;
  • ridotta autostima;
  • insicurezza e facilità a preoccuparsi o spaventarsi.

Virilità

  • energia, resistenza e vigore fisico ridotti;
  • riduzione del tono muscolare.

Sessualità

  • diminuzione della libido e dell’interesse sessuale;
  • attività sessuale ridotta;
  • erezioni “povere”;
  • piacere ridotto nell’orgasmo;
  • eiaculazione debole;
  • quantità di sperma ridotto;
  • ridotta quantità di vitalità degli spermatozoi.

Caratteristiche fisiche 

  • riduzione della massa muscolare;
  • perdita dei peli del corpo;
  • obesità addominale.

Molti altri effetti si possono notare nel metabolismo e nella chimica dell’organismo, quali:

  • riduzione del colesterolo HDL ed incremento del colesterolo LDL, condizione che aumenta il rischio di sviluppo di problemi coronarici;
  • aumento della percentuale di grasso corporeo (dovuta alla diminuzione di massa muscolare);
  • osteoporosi;
  • riduzione della quantità di globuli rossi.

L’andropausa comporta cambiamenti che possono essere dannosi, in vario modo, per la salute:

  • aumento del rischio di fratture dovute all’osteoporosi e problemi cardiovascolari;
  • riduzione del benessere generale;
  • depressione;
  • insufficienze cognitive (problemi con il pensiero, la concentrazione e la memoria);
  • riduzione della forza psicologica;
  • disfunzioni sessuali.

I sintomi, i segnali e le conseguenze metaboliche dell’andropausa sono nella maggioranza dei casi reversibili e possono essere corretti con una terapia ormonale.

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Come riconoscere l’andropausa e quali cure sono disponibili?

Un basso livello di testosterone nel sangue è insufficiente per una diagnosi, anche se per avere il sospetto che si tratti effettivamente di andropausa dovrebbero essere presenti diversi sintomi e segnali fisici, in concomitanza di bassi livelli di testosterone nel sangue. Il problema si presenta nel misurare i livelli di ormoni maschili nel sangue. Sarebbe confortante pensare che una semplice analisi del sangue possa aiutare ad individuare una deficienza ormonale tipica dell’andropausa. Sfortunatamente non è il nostro caso. Non esiste un accordo comune, attualmente, per definire quali siano i livelli normali di testosterone e quali, esattamente, dovrebbero essere gli esami che permettano di rivelare una situazione di deficit di ormoni maschili.

Questo è principalmente dovuto al fatto che il “range di normalità” dei valori nel sangue è stato calcolato in base ad statistiche di casi molto ampie, che includono anche uomini in andropausa. Quindi definendo un “normale livello di testosterone” non si intende un “salutare” livello dell’ormone, ma solo quello nella media. Il testosterone viene prodotto e rilasciato nel circolo sanguigno in modo discontinuo, di solito in maggiore quantità il mattino piuttosto che nelle tarde ore della serata. Il sangue da analizzare, dunque, dovrebbe essere prelevato tra le 8 e le 10 del mattino, almeno in due giornate distinte e bisognerebbe notare delle considerevoli anomalie per poter pensare che ci sia un problema nei livelli di testosterone.

Inoltre il 60-70% del testosterone è legato ad una proteina di trasporto plasmatica chiamata SHBG. Questo genere di proteina è un modo comune tramite il quale gli ormoni vengono trasportati nel sangue, ed è un effettivo “magazzino mobile” di testosterone. Il testosterone diventa attivo solo quando il legame con questa proteina viene rotto, ed avviene di continuo. Gli uomini più anziani producono relativamente più SHBG (come avviene anche nei forti bevitori e nelle persone con disordini tiroidei). Questo porta ad una riduzione di testosterone effettivamente libero nel circolo sanguigno.

Un altro 30-40% del testosterone è invece debolmente legato ad un altra proteina chiamata albumina e rimane inattivo, quindi probabilmente il testosterone effettivamente libero corrisponde a circa l’1-2% del totale. Di qui il problema principale: la misurazione del testosterone totale non è attendibile per quanto riguarda la presenza di testosterone effettivamente libero nel sangue. Individuare il testosterone libero, in più, comporta delle analisi piuttosto costose e può essere difficile trovare dei laboratori attrezzati.

Altri esami possono essere più attendibili (per esempio l’indice FAI calcolato secondo il rapporto ((testosterone totale)/SHBG)x100). Tutto ciò riesce a confondere anche i medici. Molti dottori non pensano che l’andropausa esista in realtò, e non offrono cure in merito. Altri invece credono nella sua esistenza e la vedono ovunque.

Al momento attuale, un approccio più pratico è probabilmente il più utile. Se molti dei sintomi dell’andropausa sono presenti, ed il rapporto FAI è al di sotto della norma, un tentativo terapeutico di integrazione di testosterone fino ad un massimo di tre mesi può essere utile. Se si notano dei miglioramenti dei sintomi, e si nota che l’integrazione ha una sua efficacia, si può mantenere la cura fino a quando il risultato permane. Un effetto placebo accentuato potrebbe verificarsi con alta probabilità, perciò il miglioramento deve essere monitorato nel tempo.

Chi assume integratori di testosterone dovrebbe fare dei controlli medici regolari ogni mesi per almeno tutti il primo anno di trattamento, i quali dovrebbero includere il controllo della prostata e analisi del sangue. Dopo questo periodo tali esami dovrebbero essere effettuati almeno una volta l’anno. Il testosterone può essere assunto tramite capsule, iniezioni, cerotti, gel ed iniettori. Le capsule non sempre aumentano prontamente il livello nel sangue. Il cerotto è probabilmente il metodo più comodo per assumere testosterone, anche se è ragionevolmente il più costoso.

Per tutte queste preparazioni è necessaria la prescrizione medica. Gli effetti collaterali possono essere veri. Mal di testa, aumento del peso, acne, aggressività verso le altre persone, calvizie androgenetica sono stati segnalati in tutti i casi di assunzione di testosterone, ma sono rari se il testosterone libero rimane nei livelli di normalità. Per quanto riguarda gli effetti sulla prostata, il testosterone non dovrebbe essere somministrato a pazienti che mostrano un ingrossamento della stessa. Non si pensa che il testosterone aumenti il rischio di cancro alla prostata, in ogni caso, se già presente, può favorirne la moltiplicazione delle cellule. In quasi l’80% dei maschi ultraottantenni americani, è stata diagnosticato, post mortem, un cancro alla prostata, perciò quanto possa influire l’integrazione di testosterone sulla mortalità non è quantificabile. Il livello di colesterolo e la produzione di globuli rossi, invece, vengono influenzati. Per tale motivo è necessario mantenerli monitorati in caso di cure.

Se credi di avere un problema di andropausa, di crisi di coppia o di disfunzione erettile di origine psicologia, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, riuscirai a risolvere definitivamente il tuo problema.

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Lunghezza media pene a 15 anni: quando il pene raggiunge la massima lunghezza possibile?

MEDICINA ONLINE TESTICULAR TESTICOLI PENE PROSTATA SEX SESSO GLANDE SEMEN SPERMA BIANCO GIALLO ROSSO MARRONE LIQUIDO TRASPARENTE EIACULAZIONE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VIAGLa crescita fisica di un uomo dipende da persona a persona ed i caratteri sessuali secondari si sviluppano in base agli stimoli ormonali che si verificano durante la pubertà. I caratteri sessuali secondari sono tutte quelle caratteristiche che rendono maschi e femmine, diversi. Nei maschi tali segni comprendono: comparsa di peli sul pube, sotto le ascelle, sul petto e sul viso; timbro della voce più profondo; muscolatura più pronunciata; ingrandimento di pene, testicoli e scroto.

Quando il pene raggiunge le massime misure possibili?

Generalmente lo sviluppo del pene dura fino a 3 anni circa dopo l’inizio dello sviluppo. Lo sviluppo puberale inizia nel maschio sano generalmente tra gli 11 ed i 12 anni, quindi il pene terminerà il suo sviluppo intorno ai 14/15 anni ed è questa l’età in cui il pene in genere raggiunge le sue dimensioni massime, cioè quelle che rimarranno stabili anche nella fase adulta.

Quali sono le misure medie a 15 anni?

Le misure medie di un pene di un giovane di 15 anni sano, allo stadio terminale dello sviluppo puberale, sono:

  • 8-9 centimetri di lunghezza a riposo (flaccido);
  • 14-16 centimetri di lunghezza durante l’erezione;
  • 9-10 centimetri di circonferenza a riposo;
  • 11-12 centimetri di circonferenza in erezione.

Tali dati numerici sono tuttavia fortemente variabili in base a genetica, stato di salute, etnia ed altri parametri.

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Prostata ingrossata ed infiammata: ecco cosa fare per mantenerla in salute

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PROSTATITE BATTERICA ABATTERICA PROSTATA Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PeneQuando la prostata è infiammata o ingrossata per diversi motivi, come ad esempio nel caso di una iperplasia prostatica benigna, si avverto sintomi molto fastidiosi, come la pollachiuria (aumentata frequenza nell’urinare), la nicturia (cioè un aumentato bisogno di urinare durante la notte), l’urgenza di urinare (la necessità di svuotare la vescica non può essere rimandata) e il bruciore durante la minzione.

Consigli per evitare l’infiammazione

Per ridurre il rischio di infiammazione della prostata, può essere molto utile seguire – oltre a quelli che vi darà il vostro medico – anche questi consigli:

  • Segui uno stile di vita adeguato. L’infiammazione della prostata molto spesso dipende o viene aggravata da un alterato stile di vita. L’attenta osservanza dei consigli di seguito riportati è indispensabile per attenuare i fastidiosi sintomi causati dalla prostatite e per evitare le recidive, che sono molto frequenti.
  • Evita alcuni cibi dannosi per il basso tratto urinario. Ad esempio: birra, insaccati, spezie, pepe, peperoncino, superalcolici, caffè, cioccolato, formaggi grassi, pesci grassi (anguilla, tonno, sgombro ), molluschi, frutti di mare, crostacei (gamberi, aragosta).
    Tutti gli alimenti elencati presentano spiccate proprietà irritanti sul basso tratto urinario (prostata e vescica).
  • Preferisci i cibi che contengono: Vitamina A(carote, albicocche, spinaci, broccoli, pomodori), Vitamina C (ribes, kiwi agrumi, fragole, cavolfiori, peperoni), Vitamina E (olio d’oliva, oli vegetali, germe di grano), Licopene (pomodori rossi), Selenio (carne, noci, tuorlo d’uovo), Zinco (carni rosse, noci, fegato), Manganese (cereali integrali, tè nero, verdure a foglie verdi). Tutti gli alimenti elencati presentano spiccate proprietà antiossidanti per cui aiutano a ridurre l’infiammazione sul basso tratto urinario (prostata e vescica).
  • Bevi almeno 1.5/2 litri di acqua al giorno. Per ridurre il peso specifico delle urine ed evitare le infezioni urinarie, che sono molto frequenti nel paziente prostatico, bere almeno 1.5/2 litri di acqua oligominerale tiepida, a piccoli sorsi, frequentemente nel corso della giornata. E’ però indicato ridurre l’introito di liquidi 2-3 ore prima di coricarsi, onde evitare di alzarsi di notte per urinare a causa di un’aumentata diuresi.

Integratori alimentari per il benessere della prostata

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Consigli per la salute della prostata

Altri consigli utili per mantenere la prostata in salute, sono:

  • Regolarizza la tua funzione intestinale. La funzione dell’intestino deve essere regolare. Sia la stipsi cronica che la diarrea possono determinare fenomeni di passaggio di batteri tra intestino e prostata (circolo entero-urinario). Per migliorare la regolarità intestinale è consigliata una dieta ricca di fibre.
  • Evita una prolungata astinenza sessuale. L’attività sessuale non è nociva, anzi, se praticata con regolarità e senza esagerazione, ha effetti benefici. L’astinenza prolungata provoca infatti ristagno di secrezioni nella ghiandola prostatica ed una possibile infezione seminale; a tale proposito leggi anche: Masturbarsi regolarmente ti protegge dal cancro alla prostata
  • Evita di praticare il coito interrotto. Quando sopraggiunge lo stimolo eiaculatorio, questo va sempre assecondato e mai interrotto volontariamente, onde evitare fastidiosi fenomeni di reflusso intraprostatico del liquido seminale.
  • Pratica frequentemente attività fisica. Tutte le attività fisiche e sportive di tipo aerobico riducono la congestione della prostata e stimolano la circolazione pelvica.
  • Modera l’uso di mezzi a due ruote, come moto, scooter, bicicletta e cyclette. I microtraumi perineali possono essere responsabili di processi infiammatori prostatici. L’impiego di selle imbottite è in grado solo parzialmente di ridurre tali fenomeni.
  • Evita la masturbazione compulsiva. La masturbazione compulsiva, attuata spessissimo nella dipendenza da video pornografici su internet, può determinare una infiammazione cronica della prostata. Per approfondire: Masturbazione compulsiva e dipendenza dalla pornografia online causano impotenza anche nei giovani: colpa dell’effetto Coolidge

E’ importante, specie dopo aver compiuto i 50 anni di età, effettuare una visita medica di controllo della prostata almeno una volta all’anno. Ogni visita deve essere preceduta dal dosaggio del PSA nelle sue tre frazioni (totale, libero e rapporto libero/totale), oltre ad essere completata dall’esecuzione dell’esplorazione rettale digitale e, se occorre, dell’ecografia specialistica della prostata (con sonda transrettale); a tale proposito leggi: Esplorazione rettale digitale della prostata: fa male? A che serve?
Nei soggetti a rischio (con familiari di primo grado affetti da cancro della prostata) lo screening va iniziato più precocemente (40 anni) e va effettuato ad intervalli più frequenti.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Il peperoncino potenzia davvero l’erezione e combatte la disfunzione erettile?

MEDICINA ONLINE PEPE DI CAYENNA PEPERONCINO PAPRIKA PAPRICA NERO VERDE GRIGIO ROSA BIANCO SAPORE PICCANTE DIFFERENZA CALORIE RICETTA CUCINA USO CUCINARE SALSA PASTA CARNE PESCE IRRITA GASTRITE FA MALE CONTROINDICAZIONISono molte le proprietà – reali e presunte – attribuite al peperoncino. Tra esse una delle più famose è quella relativa all’aiuto che tale alimento piccante darebbe sotto le lenzuola, tanto che spesso viene chiamato “Viagra dei poveri”. Ma davvero il peperoncino può aiutare e potenziare l’erezione del pene e contrastare quella che una volta veniva chiamata “impotenza”, cioè la disfunzione erettile?

Vasodilatatore

La risposta a questa domanda è SI. Il peperoncino, specie di buona qualità ed assunto con moderazione (quantità ridotte e non più di due volte a settimana), può effettivamente agire come blando vasodilatatore naturale e ciò può determinare una effettiva maggiore facilità di raggiungere e mantenere una erezione efficace e per un tempo maggiore. Inoltre il peperoncino ha un effetto infiammante sulla prostata e ciò può tradursi in un rapporto sessuale più ricco di emozioni piacevoli. A questo si aggiunge – come spesso avviene negli integratori stimolanti – una percentuale non indifferente di “effetto placebo” che può solo che aiutare l’uomo a mantenere una potente erezione.

Soluzione definitiva?

Il peperoncino è quindi la soluzione definitiva, naturale e senza controindicazioni alla disfunzione erettile? Certamente no. E’ importante ricordare infatti che un eccessivo uso di peperoncino può determinare infiammazioni a bocca, esofago e stomaco oltre a fastidiose prostatiti ed aumentare il rischio di eiaculazione precoce; inoltre alcuni tipi di disfunzione erettile (ad esempio quelle in cui l’impotenza è correlata ad alterazioni vascolari dell’asta peniena) non giovano assolutamente dell’assunzione di peperoncino.

Integratori che migliorano la vita sessuale

Qui di seguito trovate una lista completa di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto:

Per approfondire, leggi: Come avere la più potente erezione della tua vita senza farmaci

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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