Sudare fa davvero dimagrire? La verità scientifica

MEDICINA ONLINE TOM TOM RUNNER CARDIO CORRERE CORRIDORE CORSA APERTO TAPIS ROULANT MAGNETICO DIFFERENZE DIETA DIMAGRIRE AEROBICA GRASSO BRUCIARE MINUTI CALORIE SALITA BOSCO CITTA SMOG WAArrivano i primi caldi ed i vestiti più leggeri fanno intravvedere qualche grasso che abbiamo accumulato durante l’inverno, per cui la maggior parte della gente comincia a seguire la tipica improbabile dieta rapida per dimagrire velocemente prima della prova costume. Grandissimo errore! Premesso che dimagrire senza sforzo non è possibile, e che perdere 10 kg tutti da un tratto è un’impresa oltre che difficile, si può seguire una dieta perfetta e realizzare la giusta dose di attività fisica al giorno per perdere qualche chilo in più, o almeno per migliorare la nostra salute.
In estate però, la gente tende a ripetere una cattivissima abitudine che si vede ormai sempre più spesso e dappertutto al mondo: credere che sudando si perdano chili. Dimagrire sudando, niente di più assurdo! Davvero credete che il sudore abbia nella sua composizione delle molecole di grasso? Assolutamente no! Quindi, che giustificazione può avere il fatto di andare a correre in piena estate, un pomeriggio a luglio sotto il sole, vestiti con tute di plastica, felpe invernale o di neoprene? Nessuna, ma purtroppo è un pensiero generale, del tutto sbagliato e controproducente assolutamente per la salute, che ogni anno si ripete o addirittura si vede più spesso. Tristemente, perfino alcuni grandi negozi di abbigliamento sportivo offrono “Tute di Sudorazione”…una buona strategia di marketing, ma niente di più sbagliato dal punto di vista della salute o della nutrizione.

Se perdete molti liquidi con il sudore e vi pesate, è ovvio che la bilancia vi dirà che il vostro peso è diminuito, ma questo non vuol dire che i kg persi siano grasso, bensì che vi siete disidratati e non dimagriti, cosa che appare chiara eseguendo una semplice bioimpedenziometria.

Ricordate: Perdere peso non significa necessariamente dimagrire; aumentare di peso non significa necessariamente ingrassare

Una corsa di mezz’ora è un’ottima attività aerobica che aiuta a dimagrire, ma non perché si sudi di più in estate vuol dire che sia più effettiva che in inverno!
Sudare è un processo fisiologico per il quale il corpo tende a regolare la sua temperatura interna. Sempre che facciamo esercizio fisico, anche in inverno ma sopratutto quando fa caldo, la temperatura interna del corpo aumenta, e si scatena un meccanismo fisiologico che stimola la secrezione delle ghiandole sudoripare, disperse in tutta la cute e concentrate principalmente nelle ascelle. Questo liquido, il sudore, ha come funzione bagnare la superficie del corpo, perché come immaginerete, al entrare in contatto con l’aria fa perdere calore al corpo. E la stessa dinamica di quando vi bagnate apposta con dell’acqua fresca in estate per raffrescarvi: l’evaporazione dell’acqua sulla superficie del corpo diminuisce la sua temperatura interna.
Alcune persone sono convinte che il sudore sia fatto di grasso sciolto. Assolutamente no. Il sudore è formato in primo luogo da acqua, e poi un gran numero di minerali, quali il sodiocloropotassio e magnesio come principali. Come ben vedete, nessuna molecola di grasso è presente nel sudore.

Leggi anche:

Quindi, non solo che il grasso non ha niente a che vedere con il sudore o la sudorazione, ma inoltre, coprendo il vostro corpo con vestiti pesanti, state bloccando questo normale processo fisiologico che riduce la temperatura corporale, e quindi stressando al massimo il vostro organismo. Perciò, correrete di meno, perché vi stancherete prima!! Oltre che dimagrire!
Come avrete visto più di una volta, gli atleti vanno a correre con pantaloncini cortissimi e magliette di tessuto leggero e senza maniche: loro sanno bene che devono permettere al loro corpo di sudare normalmente man mano aumenta la sua temperatura, per non dannare in nessun modo il loro corpo o rischiare un collasso del sistema energetico muscolare.
Queste ridicole soluzioni disperate per dimagrire non sono altro che sciocchezze senza giustificazione alcuna. Volete perdere peso sul serio? Seguite una dieta equilibrata, delle tante diete che vi proponiamo in questo sito, facendo anche un po’ di esercizi fisici al giorno adeguatamente. Non vi aspettare miracoli: semplicemente cambiate uno stilo di vita sedentario e una cattiva alimentazione per una vita sana e più naturale.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

La psichiatria in palestra: dalla lunghezza del pene fino a chi è la più anoressica

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PSICHIATRIA IN PALESTRA PENE ANORESSICA Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgFrequento palestre da quando avevo tredici anni ed ho capito una cosa: nel caso in cui voleste avere lo spettacolo di un gran numero di “malati mentali” che Continua a leggere

I 10 calciatori più pagati in Italia nel 2017

MEDICINA ONLINE 10 calciatori piu pagati Italia Serie A MONEY RICH GOL GOAL CORNER FLY EMIRATES FOOT TALL WEIGHT HEIGHT SHORT SOCCER PORTOGALLO  EUROPE MONDIALE PALLONE CALCIO FOOTBALL  WALLPAPER PICS PHOTO PICTURE HD HI REIn questa speciale classifica dei dieci calciatori più pagati della Serie A, domina la Juventus con sei giocatori, seguono Roma, Inter e Napoli. Ecco la top 10 stilata da France Football (cifre intese al lordo).

10.Sami Khedira (Juventus) : 8 M€

9.Claudio Marchisio (Juventus) : 8,2 M€

7.Marek Hamsik (Napoli) : 8,6 M€

7.Miralem Pjanic (Juventus) : 8,6 M€

6.Edin Dzeko (Roma) : 8,7 M€

4.Leonardo Bonucci (Juventus – Milan) : 8,8 M€

4.Mauro Icardi (Inter) : 8,8 M€

3.Gianluigi Buffon (Juventus) : 9 M€

2.Daniele De Rossi (Roma) : 12,5 M€

1.Gonzalo Higuain (Juventus) : 15,5 M€

eggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Ronnie Coleman e la fine della sua carriera di bodybuilder

MEDICINA ONLINE RONNIE COLEMAN THEN AND NOW HD ERNIA OSPEDALE HOSPITAL DEATH DEAD MORTE BODY BUILDING DOPING LETTERA MUSCOLI COME RICONOSCERE UN DOPATO IN PALESTRA ATLETA TEST ANTIDOPING IPPOLITO RECORD.jpgSenza dubbio Ronnie Coleman è stato il più grande campione del culturismo mondiale moderno. Il suo incredibile fisico, con i suoi 130 chili in gara e i glutei striati, ha dominato per molti anni la gara del Mister Olympia, la più famosa e prestigiosa gara di bodybuilding del mondo. Ma l’ombra del doping era sempre presente, ed è stata la causa del suo successo e declino.

Ronnie coleman oggi

Che Ron “The King” Coleman sia stato probabilmente il più grande campione del Mister Olimpia di tutti i tempi, direi che è assodato. Nessuno come lui ha vinto tanto, e soprattutto, nessuno come lui ha mai mostrato al Mister Olimpia masse muscolari spaventose con definizioni incredibili è glutei striati (nei suoi anni migliori). Eppure anche per lui è arrivato il conto da pagare per una vita di abusi sul suo fisico, e parlo di abusi di varia natura.

Gli esperti dicono che la migliore dote genetica che possa avere un Mister Olimpia stia nella sua capacità di sopportazione alle cure farmacologiche, e io sono d’accordo. Ron Coleman ha retto per oltre 20 anni probabili abusi farmacologici senza apparenti grossi problemi; inoltre, un’altra forma di abuso che ha martoriato il fisico di Ron Coleman, è stato l’uso di carichi super pesanti, peraltro con esecuzioni tecniche degli esercizi assurde (forse qualcuno ha visto il modo in cui faceva gli stacchi da terra, praticamente da suicidio articolare e muscolare).

Leggi anche:

Il declino inesorabile di ron coleman

Qualche anno fa, dopo la sua ultima vittoria al Mister Olimpia, Ron si strappò vari muscoli a livello dorsale dei tricipiti e della coscia, e questo fu l’inizio della fine, infatti al successivo Mister Olimpia perse e vinse per la prima volta Jay Cutler. Poi Ron peggiorò sempre più, e non solo non vinse più al Mister Olimpia, ma non era più nemmeno in grado di presentarsi in forma decente a delle esibizioni, l’ultima delle quali fu all’ultimo Trofeo Due Torri 2011 ove si presentò sul palco con un fisico patetico, distrutto e fuori forma, lontano ricordo del migliore Ron Coleman.

Meglio sarebbe stato che dopo la sua ultima vittoria al Mister Olimpia si fosse ritirato da vincitoree con un ottimo ricordo, ma il suo orgoglio non ha voluto cedere ed è arrivata la fine, anche in ragione del fatto che recentemente sono state diffuse in rete foto di ron coleman ricoverato in un letto di ospedale, si parla di un intervento chirurgico per curare alcune ernie, poi ripetuto ancora in seguito.

L’unica via del bodybuilding è quella naturale

Auguriamo a Ron Coleman una pronta guarigione e recupero della salute, ma voglio farvi riflettere sul fatto che paragonando Ron con me (io ho anche qualche anno in più), non si può fare a meno di rilevare che io sono in salute perfetta, con articolazioni sane e integre, e ho un super fisico grosso e magro. E se qualcuno banalmente vorrà sostenere che lui andava in gara a 130 chili e striato, io altrettanto banalmente dico che il doping trasforma gli uomini ma è una illusione, mentre la vera realtà è quella del fisico natural, e nemmeno Ron da naturale avrebbe potuto battermi, ovvio. Riflettete bene ragazzi.

Se rimanete natural potrete lo stesso diventare grossi oltre la mediocrità, ma la cosa più importante è che potrete conservare la salute, e scusate se è poco. Ma la via per diventare grossi naturalmente non è facile, e nemmeno ce ne sono tante, perché stretta e irta è la via! Noi abbiamo creato il sistema di allenamento con i pesi perfetto, e chi vuole dare una svolta alla sua vita lo faccia, lo aspettiamo con noi. Avrete un incredibile ed efficace metodo di allenamento no doping, progressivo ed adatto a tutti, sia che vi alleniate da pochi mesi che da molti anni.Avrete un vero maestro che vi segue, ed una comunità unica e composta di veri culturisti naturali, carichi di entusiasmo e dedizione.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

I 5 calciatori più alti della Serie A 2017

MEDICINA ONLINE GIANLUIGI DONNARUMMA ITALY TALL FOOTBALL PLAYER ITALIAN WALLPAPER PHOTO PICTURELa Serie A 2016-2017 sta entrando nella sua fase clou. In attesa di scoprire chi vincerà lo scudetto, con la Juventus lanciata verso uno storico sesto trionfo consecutivo e Roma, Napoli Atalanta ed Inter a inseguire, abbiamo analizzato tutte le rose dei calciatori per trovare quali sono i 5 giocatori più alti della Serie A 2016-2017. Alcuni di loro sono dei veri e propri colossi che non hanno nulla da invidiare ai cestisti del basket. L’altezza media è salita parecchio negli ultimi anni e ci sono parecchi giocatori che superano i 190 cm e che fanno della forza fisica la loro arma migliore. La maggior parte di questi “giganti” sono portieri, ovviamente, ma non mancano esempi anche neglle altre zone del campo. Sfogliate le pagine per scoprire quali sono i 5 calciatori più alti della stagione 2016-2017.

5. DONNARUMMA, MILAN

Giovanissimo (classe 1999), ma già considerato tra i migliori portieri del mondo: il Milan e il calcio italiano hanno scoperto un tesoro. Gianluigi Donnarumma ha tutte le qualità per essere considerato un predestinato, ed è destinato a fare la storia del club rossonero. Un gigante buono, dall’alto dei suoi 196 cm ,amato e coccolato dalla dirigenza e dalla tifoseria milanista, che puntano su di lui per ritornare ai fasti di un tempo.

4. HART, TORINO

Una delle novità della Serie A 2016-2017: portiere titolare della nazionale inglese, Joe Hart ha scelto l’Italia e Torino per dare un nuovo impulso alla sua carriera, dopo essere stato tagliato dal nuovo allenatore del Manchester City, Pep Guardiola. Con la maglia granata Hart sta disputando un buon campionato, pur commettendo qualche errore, e con i suoi 196 cm ha conquistato i tifosi granata.

3. BALOGH, PALERMO

Il Palermo ha in attacco un vero gigante. Norbert Balogh, nato nel 1996, ha un fisico granitico di 197 cm per 80 kg. Il centravanti ungherese non ha trovato troppo spazio in questa stagione ma il presidente Zamparini assicura che sarà il futuro del club nei prossimi anni. Per il momento, però, si parla più della sua altezza che dei suoi numeri in campo…

Leggi anche:

2. SIMY, CROTONE

Arrivato questa estate in Serie A, proveniente dalla seconda divisione portoghese, Simy è il secondo giocatore più alto del nostro campionato. L’attaccante nigeriano, 198 cm di altezza, nella scorsa stagione si è laureato capocannoniere nella B portoghese, ma non sta riuscendo a confermare le sue qualità con la maglia del Crotone.

1. TATARUSANU, FIORENTINA

And the winner is… Ciprian Tatarusanu! Il portiere della Fiorentina, alto come il precedente Simy, l’abbiamo inserito in prima posizione perchè è un titolare nella nostra Serie A. Con i suoi 198 cm è riuscito a difendere egregiamente la porta viola in questa stagione. Arrivato a Firenze nell’estate del 2014, inizialmente per fare da riserva di Neto, Tatarusanu è riuscito a conquistare in meno di un anno un posto da titolare, e nel 2016 ha partecipato con la nazionale rumena agli ultimi Europei di Francia.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Doping nei bambini: perché è così diffuso e quali farmaci vengono usati

MEDICINA ONLINE KIDS PLAY FOOTBALL CALCIO SOCCER ALLENAMENTO PALLONE SPORT DOPING ADOLESCENTE MIGLIORE PUBERTA SVILUPPO ETA EVOLUTIVA CONSIGLIO SQUADRA SALUTE FORZA MEDICO DELLO SPORT VISITA AGONISTICO.jpgDoping è un termine inglese che tradotto in italiano significa “fare uso di droghe o sostanze stupefacenti”. Nell’ambito sportivo significa usare sostanze o procedimenti destinati ad aumentare artificialmente il rendimento in occasione di una gara sportiva.I composti chimici utilizzati illecitamente nello sport sono molti, con diversi meccanismi d’azione e diverso grado di pericolosità.
Oggi il doping è diventato un fenomeno sociale preoccupante, non più circoscritto alla sola cerchia degli atleti professionisti e non più limitato al giorno prima della gara, ma esteso a vasti strati della popolazione sportiva con coinvolgimento dilagante dei più giovani e fin anche dei bambini.

Perché è così diffuso?

Per un giovane la ricerca del successo può essere così attraente e irresistibile che può perdere di vista che cosa sia giusto e cosa no ed essere più importante della prospettiva di seri danni alla salute da abuso di farmaci. Per qualcuno l’incentivo principale può essere quello economico.
Negli U.S.A. (Denver, Colorado) uno studio condotto nel 1995 ha evdenziato che l’età media in cui gli studenti iniziano ad usare steroidi anabolizzanti è di 14 anni (range 8-17 anni); un questionario somministrato in tale ambito rilevò l’assoluta mancanza di informazioni degli utilizzatori circa gli effetti dei farmaci da loro utilizzati e il desiderio di solo il 18% di ricevere qualche informazione dal medico di loro riferimento.
Nel 1993 il “Canadian Center for Drug-free Sport” ha stimato che il 2,8% di bambini/adolescenti con un’età compresa fra gli 11 e i 18 anni avevano usato steroidi anabolizzanti nei precedenti 12 mesi, stimando così la presenza di 83.000 utilizzatori fra gli scolari canadesi. Analogamente, in Europa venne condotto uno studio nel 1998 su 1.000 scolari inglesi. Emerse che gli steroidi anabolizzanti dopo i cannabinoidi e le amfetamine erano la droga più comunemente offerta; al 6,4% dei bambini e all’1,3% delle bambine era stato proposto l’uso degli steroidi anabolizzanti.

Quali sostanze vengono utilizzate e quali sono i rischi per la salute?

Il doping ormonale include l’ormone maschile testosterone ed i composti chimici a questo affine. I rischi per la salute legati all’abuso di questi farmaci sono molteplici. Oltre a difetti nella struttura del tessuto muscolare che predispongono a rottura dei tendini sotto sforzo, possono essere epatotossici; nei giovani in fase pre-pubere o appena post-pubere determinano un’accelerazione della maturazione scheletrica con arresto prematuro della crescita, nelle ragazze l’abuso di ormoni androgeni comporta irsutismo e irregolarità dei cicli mestruali o vera e propria virilizzazione a seconda della entità e della durata dell’abuso.
Determinano inoltre un aumento della pressione arteriosa, che si traduce in un aumentato rischio per eventi cardiovascolari (infarto miocardio, ictus cerebrale) e causano gravi sintomi psicotici quali stati maniaco-depressivipsicosi paranoidi e aggressività.
Vi sono inoltre segnalazioni di tumori al fegato e alla prostata in atleti che facevano uso indiscriminato di anabolizzanti. L’ormone della crescita è una proteina secreta in maniera pulsatile dall’ipofisi e viene utilizzato per la terapia dei bambini con deficit di tale ormone.
Oggi è un farmaco in gran voga fra coloro che abusano di sostanze per migliorare la propria performance atletica, non solo nelle specialità di potenza (velocità, lanci, sollevamento peso, ecc.) come nel caso degli steroidi anabolizzanti, ma anche in quelli a più alto impegno del metabolismo aerobico, quali per esempio gare di endurance.
Quando l’ormone della crescita viene somministrato a lungo termine in soggetti che non ne sono carenti provoca i segni ed una serie di patologie come gigantismo (se somministrazione avviene prima dello sviluppo) o acromegalia (se avviene al termine dello sviluppo). Il doping è un fenomeno dilagante non soltanto fra gli adulti: sempre più minorenni finiscono vittime del doping. La fascia di età a rischio si è abbassata progressivamente arrivando ad interessare i bambini/adolescenti di 8-17 anni.

Leggi anche:

Il ruolo del medico

L’utilizzo di sostanze che migliorano la performance fisica da parte dei giovanissimi è un problema nuovo che non solo il pediatra, ma l’intera società si trova a dover affrontare per i notevoli risvolti morali che tale abuso comporta.  Il ruolo del pediatra e del medico sportivo in tal senso è “prezioso”: possono fornire informazioni reali sugli effetti positivi in termini di rendimento fisico e sulle conseguenze mediche derivanti dall’uso di sostanze “dopanti”, e possono consigliare come alternativa per raggiungere una performance atletica ottimale un “sano” allenamento e un’alimentazione bilanciata.
Il tentativo di scoraggiare il giovane tramite informazioni inesatte che sminuiscano la reale efficacia dei farmaci riduce soltanto la credibilità del medico e non aiuta nella lotta al doping. Un’azione contro il doping richiede necessariamente una comprensione delle motivazioni psicologiche e sociali che portano un bambino o un adolescente ad abusare di farmaci e dovrebbe essere rivolta anche agli adulti, allenatori, organizzatori di eventi sportivi, genitori di bambini/adolescenti sportivi.
La pratica del doping ha quindi pochi vantaggi e tantissimi rischi. È questa la ragione per cui in tutto il mondo si cerca di debellarla. Le metodiche punitive antidoping non hanno dato ad oggi i risultati attesi. Nell’ambito di un fenomeno endemico che affonda le sue radici nella società e che al momento non trova ostacoli al suo diffondersi, il ruolo del medico appare cruciale.
Come sottolineato dalla Società Americana di Pediatria, la prevenzione tramite l’istruzione appare il primo strumento da utilizzare. È compito poi del medico identificare i giovani a rischio, comprenderne le motivazioni e tentare di allontanarli dal doping; compito del medico è anche quello di seguire clinicamente colui che ha fatto uso di doping, prescindendo dai propri pregiudizi ed impostando un piano diagnostico e terapeutico come per qualunque altro paziente.

Come prevenire e contrastare il doping?

La società americana di pediatria ha emanato una serie di raccomandazioni per guidare il pediatra nei casi certi o sospetti per doping e soprattutto per prevenire l’avvicinamento dei giovanissimi a tale pratica:

– l’utilizzo delle sostanze volte a migliorare la performance fisica deve essere fortemente sconsigliato;
– i genitori devono assumere una posizione forte e convincente contro il doping e quando possibile devono richiedere che gi allenatori vengano adeguatamente informati circa gli eventi avversi del doping;
– la scuola, i comitati organizzativi sportivi devono scoraggiare attivamente il doping e provvedere a programmi educativi volti a formare gli allenatori, i genitori e gli atleti;
– programmi educativi che incoraggino una competizione agonistica senza doping devono essere propagandati. Tali programmi devono sottolineare la validità di una alimentazione corretta, di un allenamento sano rispetto ad un abuso di farmaci che comporta danni fisici ancora non completamente noti. Una formazione di tipo psicologico deve essere fornita al giovane per aiutarlo a non cedere alle pressioni che lo portano verso il doping;
– la scuola, le squadre devono promuovere la discussione aperta dell’utilizzo dei farmaci in ambito sportivo. Devono propagandare il concetto che il doping va evitato non per la paura di essere scoperti ai test antidoping, ma perché è immorale voler vincere a tutti costi sugli altri facendo il ricorso a farmaci;
– domande circa l’uso dei farmaci dopanti devono essere poste nel corso della visita medica, nello stesso modo con cui si chiede circa l’uso del tabacco e dell’alcol;
– coloro che ammettono di far ricorso al doping devono essere adeguatamente informati circa i benefici in ambito sportivo, gli effetti avversi noti e la mancanza attuale di dati sugli effetti a lungo termine nei giovani utilizzatori. Fondamentale è individuare la sostanza di cui il giovane abusa per poter instaurare se necessario un programma diagnostico e terapeutico;
– il pediatra che segue un giovane che ammette di utilizzare sostanze doping deve tentare di capirne le motivazioni, deve valutare la possibilità di abuso di altre sostanze illecite quali stupefacenti, e deve tentare di proporre come valide alternative salutari e moralmente corrette nel raggiungimento degli obiettivi sportivi;
– i non-utilizzatori di sostanze doping devono essere incoraggiati nella loro scelta, instaurando così con loro un dialogo aperto sull’argomento.
– I pediatri, infine, devono promuovere lo sport fra i giovanissimi, fornendo informazioni sugli effetti benefici dell’attività fisica in un organismo in crescita, sull’importanza di una sana alimentazione, su come mantenere un peso corporeo adeguato, su come prevenire le lesioni da sport.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Core stability ed allenamento in palestra

MEDICINA ONLINE MUSCOLI DIFFERENZA DISTROFIA MUSCOLARE DUCHENNE BECKER SISTEMA NERVOSO DISTROFINA GENE GENETICA MALATTIA MORBOI termini “core” e “core stability” sono sempre più in voga nel mondo del fitness e dello sport. Oggi tutti parlano di core, a tutti i livelli, in tutti gli sport. Tuttavia, il concetto stesso di core e di core stability non è ancora ben definito, nemmeno dalla comunità scientifica. In questo articolo cercherò di spiegare cos’è il core e il suo allenamento (“core stability training”), cercando di coniugare sintesi e completezza di informazione. Per chi volesse approfondire, consiglio di seguire i vari link, prima di tutti questo, un ottimo articolo del 2011 che fa il punto sullo “stato dell’arte” riguardo le conoscenze sul core e la core stability.

Cos’è il core?
Il termine “core” in inglese significa “nucleo”. Anatomicamente, il core è composto da una complessa serie di muscoli della regione compresa tra le braccia e le gambe. Si tratta di muscoli che si attivano durante qualunque movimento del corpo umano, dal più piccolo e semplice, fino al più complesso.
I termini “core” e “core stability” nascono agli inizi degli anni 90, ma la loro notorietà s’impenna con l’inizio del nuovo millennio. È molto interessante fare una breve analisi riguardo la storia degli studi sul core, ricerche che oggi non sono più allo stato iniziale, ma sono ben lungi dall’aver definito in modo chiaro quale siano le funzioni del core e come vada allenato in modo ottimale.
Tutto nasce dalla teoria dell’instabilità vertebrale, iniziata negli anni 60 e considerata la causa principale dei problemi articolari alla schiena. Secondo questa teoria la maggior parte dei problemi alla schiena sarebbe causato dall’instabilità vertebrale, cioè dal venir meno della capacità dell’organismo di limitare i movimenti dei vari segmenti della colonna vertebrale. Infatti, gli elementi passivi del tronco (la colonna vertebrale, i dischi intervertebrali e i legamenti) sono molto instabili e da soli sono in grado di assorbire carichi molto bassi. Solo quando interviene la muscolatura del tronco, insieme alle due “camere” costituite dalla cavità toracica e da quella addominale (nel complesso, il “core”), il sistema aumenta in modo esponenziale la capacità di assorbire carichi statici e dinamici. Si iniziò quindi a pensare che il mal di schiena fosse causato dal venir meno delle funzioni del “core”, in termini non solo di forza e di resistenza, ma anche di coordinazione neuromuscolare. Infatti non è solo importante che i muscoli del core siano forti e resistenti, ma anche che si attivino nel momento e nel modo giusto per ottimizzare la funzione di protezione della colonna vertebrale. Lo avevamo visto nell’articolo sul mal di schiena: i soggetti con lombalgia hanno uno dei muscoli fondamentali del core (il multifidus dorsi) sottosviluppato e un difetto nel tempismo di contrazione del core che avviene prima di effettuare qualunque movimento. Il core è costituito da muscoli cosiddetti stabilizzatori (trasverso dell’addome, obliquo interno, multifido, trasverso spinale lombare), che hanno la funzione di aumentare la pressione intraddominale e di “preparare” la colonna vetebrale ad assorbire in modo ottimale l’aumento di carico; e muscoli di movimento (retto dell’addome, obliquo esterno, erettori spinali, quadrato dei lombi, adduttori, quadricipite, ischio-crurali, grande gluteo, ecc), responsabili dei movimenti del tronco. Per la salute della schiena è fondamentale che i muscoli stabilizzatori si attivino, con il giusto tono e la giusta coordinazione, PRIMA che si attivino i muscoli di movimento. In seguito si capì che non solo i muscoli del tronco erano coinvolti in questo meccanismo di stabilizzazione, ma anche i muscoli dell’anca e quelli del cingolo scapolare. Oggi, le ultime definizioni di “core” parlano di “zona compresa tra le spalle e le anche”, comprendendo quindi tutta la schiena, anche la zona dorsale.
Gli studi sulla funzione del core si concentrarono inizialmente sulla protezione nei confronti degli infortuni alla schiena, e soprattutto della bassa schiena. Oggi i ricercatori stanno scoprendo che l’efficienza del core è anche coinvolta nella prevenzione e nella cura degli infortuni alle estremità, come per esempio quelli alle ginocchia. Infatti una instabilità a livello delle anche può causare un disallineamento dell’articolazione del ginocchio, che non lavorando “in asse” è soggetta a sollecitazioni anomale che, a lungo andare, possono causare infortuni come la condropatia rotulea.
L’avanguardia dello studio sulla core stability riguarda la sua influenza sulle prestazioni sportive. Gli studi a riguardo sono ancora pochi, e hanno trovato correlazioni medie o deboli tra la prestazione sportiva e la core stability. Tuttavia, probabilmente questi studi sono influenzati dal fatto che allo stato attuale non esiste ancora un metodo standardizzato e riconosciuto internazionalmente per misurare la core stability.

Cos’è la core stability?
Il termine “core stability” (stabilità del core) è diventato di uso comune nella letteratura scientifica internazionale solo dalla fine del secolo scorso, inizialmente solo nel campo della riabilitazione da infortuni, in seguito anche nel campo del fitness e del benessere. Secondo McGill (2001), un programma di allenamento della core stability in campo riabilitativo è finalizzato all’allenamento dei muscoli del core al fine di ottenere una sufficiente stabilità della spina dorsale.
Come abbiamo visto, ormai è ampiamente dimostrato come un core forte ed efficiente sia in grado di prevenire gli infortuni alla schiena e anche alle estremità (ginocchia in primis), e probabilmente influenza anche la prestazione (questa, allo stato attuale, è solo una ipotesi).
Oggi la core stability è inserita praticamente in tutti i programmi riabilitativi, e non solo in quelli del tronco, ma anche in molti programmi di riabilitazione degli infortuni alle estremità.
E non solo: oggi la core stability è inserita in tutti i programmi di allenamento degli atleti professionisti, ed è sempre più utilizzata anche dagli amatori. Nel campo del fitness il cosiddetto “functional training”, di cui la core stability è un caposaldo, è sempre più di moda e si sta pian piano affermandosi a discapito delle macchine e dei sistemi tradizionali di allenamento.
Insomma, la core stability è diventata ormai un complemento necessario, da affiancare al normale allenamento per il proprio sport preferito, o da integrare all’interno di un programma di fitness finalizzato al benessere o alla forma fisica. Ma come si deve impostare un programma di core stability?

La core stability in pratica
Il core può essere considerato come il “collegamento” tra parte alta e bassa del corpo, o tra le braccia e le gambe. I tipici esercizi che attivano il core, dunque, sono quelli che prevedono movimenti complessi, dove sia le braccia che le gambe sono coinvolte.
Anche gli esercizi in condizioni precarie di equilibrio coinvolgono i muscoli del core.
Infine, tutte le posizioni che mettono in crisi la posizione allineata della colonna, costringendo il soggetto ad attivarsi per mantenerla, sollecitano in modo importante i muscoli del core.
L’allenamento del core va inteso in due momenti: nella prima fase ci si concentra solo sull’attivazione e l’allenamento in isolamento dei muscoli del core, nella seconda fase si cerca di attivare correttamente il core nell’esecuzione dei movimenti della vita quotidiana e nella pratica sportiva. Avere un core fortissimo e non saperlo attivare quando serve non è di grande utilità. Lo abbiamo visto all’inizio dell’articolo: non è importante solo la forza, ma anche la coordinazione dei muscoli del core.
Gli esercizi fondamentali per l’allenamento del core sono i cosiddetti “ponti” (plank e bridge, in inglese), in tutte le loro versioni e progressioni didattiche, dall’esercizio più semplice a quello più complesso. Si tratta di esercizi prevalentemente statici, o che prevedono movimenti minimi, finalizzati allo sviluppo della forza e della resistenza del core. Possono anche essere utilizzati per valutare l’attuale stato di forma del core. In rete trovate tantissimi video che illustrano l’esecuzione corretta dei ponti.
Gli esercizi effettuati in condizioni precarie di equilibrio prevedono l’uso di fit ball, BOSU trainer, TRX, pedane, slackline, ecc. Si basano sul fatto che per mantenere e recuperare l’equilibrio il core deve lavorare in modo coordinato e continuo. Si tratta quindi di un lavoro di resistenza e coordinazione, oltre che di forza.
Combinando tra loro questo tipo di esercizi, si possono impostare programmi di core stability personalizzati in base alle esigenze di ognuno. È assolutamente fondamentale che il programma sia personalizzato in base alle caratteristiche del soggetto. Infatti gli esercizi di core stability, affinché siano efficaci, vanno eseguiti con una buona tecnica, perché è molto probabile che il soggetto, soprattutto se ha un core debole, esegua gli esercizi non utilizzando i muscoli del core, ma compensando con i muscoli periferici, rischiando di esacerbare lo squilibrio muscolare e il carico sulle articolazioni periferiche e della colonna, ottenendo il risultato opposto rispetto a quello voluto. La respirazione è sicuramente uno degli aspetti fondamentale per la corretta esecuzione degli esercizi di core stability.
Da ultimo, non bisogna dimenticare la mobilità articolare, un altro elemento fondamentale della salute di muscoli e articolazioni, da non trascurare in qualunque programma di allenamento, e nemmeno quindi in un programma di core stability.
Concludendo, cerchiamo di capire come integrare l’allenamento del core in un programma di allenamento. Possiamo distinguere due scenari:

  • core tropo debole, da RIABILITARE;
  • core sufficientemente forte, da mantenere o ottimizzare.

Nel primo caso, conviene dedicarsi in modo specifico alla core stability, fino ad arrivare ad un livello minimo di prestazione (in rete si trovano innumerevoli test per valutare l’efficienza del core), prima di dedicarsi ad altri sport. In genere i soggetti che si dedicano a questo tipo di allenamento hanno già sperimentato qualche infortunio oppure soffrono di mal di schiena, o alle ginocchia, a causa del loro core debole.
Nel secondo caso, è sufficiente prevedere una o due sedute specifiche alla settimana di allenamento del core (in sostituzione dell’allenamento specifico degli addominali); l’esecuzione di esercizi di core stability durante il riscaldamento; e inserire nell’allenamento esercizi che sollecitino il core, utilizzando per esempio le tecniche peculiari del functional training, particolarmente in voga negli ultimi tempi ed ormai utilizzate praticamente in tutti gli sport, a qualunque livello.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Il doping nei bambini e negli adolescenti: il ruolo dei genitori

MEDICINA ONLINE KIDS PLAY FOOTBALL CALCIO SOCCER ALLENAMENTO PALLONE SPORT DOPING ADOLESCENTE MIGLIORE PUBERTA SVILUPPO ETA EVOLUTIVA CONSIGLIO SQUADRA SALUTE FORZA MEDICO DELLO SPORT VISITA AGONISTICOSe ne parla ancora troppo poco, ma sono tantissimi i bambini e gli adolescenti che fanno uso di sostanze dopanti per migliorare le prestazioni sportive o, ancora più grave, sostenuti e incitati dai genitori a farne uso, pur di vincere. Questi aspetti sono estremamente dannosi per il fisico e per la psiche dei ragazzi coinvolti.

Con la parola doping si intendono tutte quelle sostanze che aumentano in maniera artificiale le prestazioni ed il rendimento fisico, muscolare, sia in termini di forza che di durata. Le sostanze dopanti aiutano a ridurre la percezione della fatica, migliorano le prestazioni sotto vari punti di vista, vanno ad intervenire sull’apparato cardiovascolare e respiratorio, sulla forza muscolare e anche sul peso corporeo. Il problema è che se somministrati in bambini e adolescenti in piena fase di sviluppo psico-fisico, si rischia di creare danni permanenti, come un arresto della crescita prematuro. Spesso vanno ad intaccare il ciclo mestruale nelle ragazze e i testicoli nei ragazzi, favorendo l’atrofizzazione, aumentando quindi il rischio di impotenza ed infertilità. Il doping ha effetti importanti anche da un punto di vista psicologico: la presenza di alcuni ormoni, aumenta l’aggressività e favorisce sbalzi dell’umore con presenza di sintomi depressivi. Un recente studio condotto su 2793 adolescenti di età media di 14,4 anni, ha rilevato che, gli adolescenti maschi del campione intervistato utilizzano per il 34,7% proteine in polvere, il 10% altre sostanze per accrescere la muscolatura e circa il 6% steroidi, mentre le femmine, il 21.2% proteine, il 5,5% altre sostanze e il 4,6% steroidi (Eisenberg et al. 2012).

Spesso sono gli stessi ragazzi che sfruttano la rete o conoscenze personali, per impossessarsi di queste sostanze; altre volte sono gli allenatori che stilano piani alimentari e consigliano quelli che chiamano “integratori”. In questi casi i genitori sono spesso assenti o poco presenti nella vita dei figli, non fanno caso ai loro cambiamenti di umore o li attribuiscono a problemi scolastici, o alla adolescenza stessa. Non si accorgono delle modificazioni corporee troppo repentine dei figli che non possono essere attribuite solo alla alimentazione. In questi casi è importante fare molta attenzione alla fissazione per il fisico e per il corpo del ragazzo, alla ossessione per l’alimentazione e alla eccessiva attività sportiva. Attenti anche alle amicizie, spesso, durante le fasi della crescita, queste cose si fanno in gruppo perché deresponsabilizza e facilita. È importante che parliate con loro, domandategli cosa sta succedendo e come mai stanno indirizzando tutta questa attenzione al corpo. Controllate se vi chiedono soldi per comprare integratori o quant’altro e chiedete di visionare i prodotti che acquistano. Se non siete sicuri rivolgetevi ad uno specialista.

Altre volte, però, sono gli stessi genitori che non concedono ai figli il diritto di NON essere campioni e vogliono che vincano a tutti i costi, mettendo a repentaglio anche la salute e il benessere psico-fisico. Nel febbraio 2014, il tribunale di Treviso, ha tolto la patria potestà ai genitori di un quattordicenne, affidando il minore ai servizi sociali, perché lo obbligavano a doparsi per vincere. In tal modo, per i genitori, la fissazione di voler trasformare il proprio figlio per forza in un campione li porta a perdere di vista il benessere del figlio, la salute e l’educazione. In questo modo si insegna al figlio che nella vita bisogna vincere per forza, che sei accettato solo se sei un vincente. Si trasmette al figlio una pesantezza psichica notevole, che trasforma lo sport da divertimento e scarico, a stress. Il figlio vive uno stato emotivo caratterizzato dalla paura di fallire, di non essere all’altezza, di deludere o, nel caso contrario, si rischia di stimolare talmente tanto la competitività che si apprende l’insegnamento sbagliato: “pur di vincere, si può anche annientare l’avversario”. La competizione diventa quindi prevaricazione e può dar luogo anche ad episodi di bullismo, che si possono riproporre anche in ambito scolastico e relazionale. In questo modo NON si vince, ma si perde il reale significato dello sport.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!