Quando le rughe colpiscono le labbra

MEDICINA ONLINE DONNA CAPELLI BELLEZZA LABBRA OCCHIDifficilmente posso essere smentito quando affermo che le labbra sono un importantissimo strumento di seduzione, e non solo per le donne! E se i maschietti all’ascolto dovessero pensare “è una cosa da donne”  riflettessero su quanto è importante per una donna che l’uomo sappia baciare bene e su quanto è importante avere delle belle labbra curate per rendere un bacio indimenticabile agli occhi di una donna.

Avere delle belle labbra è una questione di genetica, ma ovviamente entrano in gioco altri fattori come l’alimentazione, la cosmesi, il fumo… La bellezza delle labbra si costruisce in maniera paziente sulla somma di tutte le nostre abitudini come parlare poco o tanto, sorridere molto o raramente, arrabbiarsi continuamente o di rado. In realtà non bisogna dimenticare che la bellezza delle labbra è composta anche da altri fattori che contribuiscono all’effetto finale, come ad esempio avere dei denti curati, perfettamente in linea e tra loro proporzionati, possibilmente di colore bianco (clicca sui link!), . Avere degli incisivi esageratamente grossi non aiuta purtroppo molto l’effetto finale. Le labbra si giovano anche di gengive curate e sane, specie in caso di risata cavallina. Perfino la lingua contribuisce ad un effetto finale gradevole: molte sono le patologie che possono rendere la lingua non piacevole da guardare. Inoltre le labbra perfette devono essere perfettamente proporzionate al resto del viso e non essere mai troppo “ritoccate” dal medico estetico per evitare l’effetto canotto.

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Ma in questo articolo voglio parlare di un problema comune: le rughe labiali.

Le rughe delle labbra e la loro origine

Le rughe verticali (“codice a barre” o rughe periorali) sono tipiche di chi fuma molto, o sta sempre con le labbra corrucciate.
Le rughe o solchi labiali commissurali (“ruga della marionetta”) conferiscono un aspetto triste e invecchiato e che va dai lati delle labbra, a volte fino giù al mento.
Le rughe del sorriso si formano dove solitamente alcune persone hanno le fossette.

Rimedi per addolcire le rughe delle labbra

I nostri consigli:

  • non fumare;
  • bere molto;
  • massaggiare le labbra;
  • fare una ginnastica facciale;
  • proteggere la pelle usando una crema contro i dannosi raggi UVA-UVB;
  • consumare cibi ricchi di vitamine e sali minerali.

La medicina estetica cosa può fare per le mie labbra?

Dipende tutto dal tipo di labbra:

  • Labbra del fumatore:sono le tipiche labbra un po’ giallastre spesso caratterizzate dall’aumento della distanza tra la base del naso e il labbro. In questo caso, così come nel caso di labbra affette da invecchiamento foto-indotto, la correzione ideale è il laser. Il trattamento ritenuto più valido oggi è l’abbinamento di laser e tossina botulinica.
  • Labbro del formichiere:è quello senescente per eccellenza che perde turgore soprattutto sul labbro superiore. La soluzione più adatta, in questi casi, è il filler temporaneo, come l’acido ialuronico, che, anche se riassorbibile, consente di ridare freschezza e giovinezza al labbro senza traumi e complicanze. Oltre all’acido ialuronico, si utilizza con successo anche l’acido retinoico sia ad uso topico domiciliare che ad uso ambulatoriale.
  • Labbro sottile:è il classico labbro alla Audrey Hepburn sottile e non carnoso. Sono molte le donne che si rivolgono al chirurgo proprio per aumentare il volume delle labbra e delinearne meglio il contorno. Oltre all’impiego di filler, la soluzione proposta è il goretex, ma di recente si è diffuso anche il ricorso ad uno stick rimodellante per labbra contenente oltre che un oligopeptide in grado di stimolare la produzione di collagene anche un biomateriale a base di polvere di madreperla che stimola la rigenerazione tissutale.  Se il vostro problema è avere le labbra troppo sottili, vi potrà interessare questo link!

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Le regole d’oro per la bellezza di ogni tipo di capello

MEDICINA ONLINE DONNA CAPELLI BELLEZZATutti sanno che i capelli hanno bisogno di tanta cura per apparire belli e sani. Lavaggi e shampoo regolari per mantenerli puliti, trattamenti balsamo quotidiani per mantenere l’idratazione, trattamenti intensivi settimanali e mensili per renderli e mantenerli forti, il prodotto giusto per la piega durevole e per una capigliatura brillante e morbida, eccetera. Sono tutti accorgimenti e regole che abbiamo già sentito molte volte e che ormai conosciamo bene.

Il problema consiste nel fatto che non tutti i capelli sono gli stessi: si passa dal riccio al liscio, dal capello fine al capello danneggiato, eccetera, e ciascun tipo di capello necessita di cure specifiche: ci sono infatti tre regole di base per ciascun tipo di capello che possono aiutarci ad avere capelli meravigliosi.

La cosa più difficile per chi ha capelli fini è riuscire a dare forma alla pettinatura. I capelli fini, infatti, hanno bisogno di molto lavoro per poter rendere una capigliatura voluminosa e organizzata. I consigli riportati qui sotto possono aiutarci a fare la differenza e rendere vitali le nostre sottili ciocchette pendenti:

  1. Usare shampoo volumizzanti e prodotti per lo styling – come spray e mousse – per dare consistenza alla capigliatura. Da evitare siero, cera e pomate che rendono il capello più pesante.
  2. Abbassare la testa. Il vecchio trucco di abbassare la testa quando si asciugano i capelli aiuta davvero a dare più volume alla capigliatura. Si possono anche usare bigodini e ferri arriccianti per aumentare volume e movimento.
  3. Provare con accostamenti strategici di colore. Il colore può dare corpo alla capigliatura per il solo fatto di aggiungere sostanze sui capelli. Inoltre, sfumature poste con cura sulla capigliatura nel posto giusto riflettono la luce e fanno apparire i capelli più voluminosi di quello che in realtà sono.

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Capelli Danneggiati

La decolorazione, il colore, le permanenti, le lisciature, l’uso di phon, strumenti termici, il sole, il vento, l’acqua del mare, della piscina e alcuni trattamenti specifici possono danneggiare i capelli. Se i nostri capelli sono danneggiati, consideriamo questi semplici suggerimenti:

1. Lasciar asciugare naturalmente i capelli per evitare alla capigliatura lo stress da
calore.
2. Quando non si può fare a meno del phon, usare un diffusore che addolcisca il
flusso di calore e lasciare la temperatura al minimo. Inoltre, cercare di non
dirigere il flusso di aria calda verso lo scalpo e indirizzarlo invece verso la
direzione di crescita dei capelli, in modo da evitare che la cuticola si irruvidisca.
3. Effettuare trattamenti idratanti intensivi per dare elasticità alle ciocche
danneggiate e riportare il giusto grado di idratazione. Selezionare balsamo o
trattamenti ad alto contenuto proteinico e idratante per ottenere migliori
risultati. Importante usare anche trattamenti a base di olio ristrutturante.

Capigliature Folte

La maggior parte di noi pensa che avere una chioma folta e rigogliosa sia una gran fortuna. In verità, tuttavia, avere una chioma di questo tipo può essere davvero una grande responsabilità ed è spesso difficile prendersene cura nel modo giusto. Le numerose ciocche, infatti, possono facilmente sfuggire al controllo se non trattate secondo le regole. Questi suggerimenti possono aiutarci a tenere in ordine i nostri capelli:

1. I capelli folti necessitano di un taglio regolare effettuato da un professionista
per essere sempre al meglio. Scegliere il parrucchiere di fiducia e prenotare
appuntamenti a scadenze regolari.
2. Scegliere stili che contengano lunghe e ampie scalature. Ciò minimizzerà il
volume e darà un look più ordinato e rifinito nonostante la ricrescita.
3. Tenere sempre d’occhio le punte e spuntare i capelli per evitare la formazione
delle doppie punte. Queste, infatti, se lasciate libere di proliferare non fanno
altro che aggiungere cresposità e disordine alla capigliatura.

Capelli Ricci

Il problema più importante per le donne con capelli naturalmente mossi è costituito dalla cresposità e dalla incapacità di controllare i capelli. I capelli di questo tipo possono essere la cosa più bella al mondo, ma possono anche diventare l’incubo peggiore che le nostre teste abbiano mai sperimentato. Ecco qui alcuni consigli per domare queste ciocche ribelli:

1. Balsamo, balsamo, balsamo e, molto importante: BALSAMO! Se i capelli
sono ben idratati e trattati col balsamo, appariranno morbidi e sani e saranno
subito più facili da gestire.
2. Mantenere un atteggiamento “distaccato” dai propri capelli. Non toccare i ricci
fino a quando non sono completamente asciutti. Lasciare asciugare i capelli
naturalmente (oppure usare un phon con diffusore) per diminuire l’effetto
nebbia. Pettinare i capelli nello stile desiderato utilizzando le dita.
3. Ferma i ricci con un getto di aria fredda dal phon e lisciare il crespo e le ciocche
volanti con un tocco di siero, o crema, o olio da posare sulle dita e passare con
le mani attraverso i ricci.

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Una vostra amica è troppo magra? Vi insegno a capire se soffre di anoressia

MEDICINA ONLINE ANORESSIA ANORESSICA ANOREXIA IMAGE IMMAGINI CORPO NON ESISTE PIU BULIMIA NERVOSA VOMITO OSSA DIMAGRIMENTO CIBO MANGIARE PSICHIATRIA DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTAREMi capita spesso che una persona venga da me per chiedermi una opinione, preoccupata dal fatto che una sua amica (o una conoscente, o una figlia) è vistosamente al di sotto del peso normale o allarmata nel vedere che questa è dimagrita troppo in un arco di tempo eccessivamente breve. Casi estremi come quello che vedete nella foto in alto non lasciano dubbi alla presenza della patologia, ma lo stesso non è per quei casi border, di persone abbastanza magre: soffrono o no di anoressia? E’ ovvio che non tutti quelli che dimagriscono molto o che sono al di sotto del peso normale soffrono di anoressia, tuttavia è importante ricordare che non tutte le persone sottopeso che stanno “benissimo” con un certo vestito (secondo i canoni della nostra ormai distorta società) sono sane. Insomma come fare a distinguere una persona normale o al massimo sottopeso da una persona che soffre di anoressia, in un mondo che idolatra modelle malate?

Cos’è l’anoressia?

L’anoressia (dal greco ανορεξία: anorexía composto da alfa privativo e órexis: ‘appetito’ quindi senza appetito) è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato dal rifiuto del cibo, che nasce per la paura morbosa di ingrassare. La caparbia volontà di mantenersi sotto un peso normale, comunque percepito come eccessivo dall’anoressico, conduce allo sviluppo di una repulsione ossessiva nei confronti del cibo che dilaga fino a scatenare i sintomi fisici dell’anoressia conclamata: peso corporeo sotto i limiti di normalità (inferiore all’85% del peso ideale, indice di massa corporea anche detto BMI inferiore a 1,75 kg/m2), magrezza francamente patologica, bassa temperatura corporea, bradicardia, fragilità di unghie e capelli, osteopenia, alopecia, riduzione del volume del seno, ipotensione, pelle secca, aspetto debilitato/cachettico, ritardi mestruali e amenorrea (ritardo di almeno tre cicli mestruali consecutivi).

Nell’ultima edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5) in realtà è stata rimossa la presenza di amenorrea per tre cicli consecutivi, dal momento che non era applicabile ai maschi, alle femmine in età prepuberale o che assumessero pillole anticoncezionali o, più in generale, in donne che comunque fossero affette da anoressia pur in presenza di una minima attività mestruale; tuttavia tale criterio risulta tuttora utile ai fini di una diagnosi rapida.

Nel caso l’anoressia si accompagni a saltuarie abbuffate seguite da condotte di eliminazione (anoressia nervosa di tipo bulimico), si registra una tipica erosione dentale dovuta agli episodi ripetuti di vomito autoindotto, spesso con ipertrofia delle ghiandole salivari.

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Alcuni dei sintomi dell’anoressia sinora elencati riguardano esclusivamente il sesso femminile, nel quale la frequenza della malattia è da 20 a 25 volte superiore rispetto alla popolazione maschile, in alcune popolazioni il rapporto uomo donna è ancora più a favore di quest’ultima. Nell’uomo anoressico si può apprezzare un importante calo della libido e dell’attività eiaculatoria. Alcuni autori associano l’anoressia maschile al termine vigoressia.

Cosa ci dicono le analisi del sangue?

In presenza di anoressia, le analisi del sangue possono rilevare alterazioni endocrine con valori di ormoni tiroidei, leptina e gonadotropine prossimi ai limiti inferiori di normalità o al di sotto di essi. Si può registrare anemia, leucopenia con linfocitopenia, ipokaliemia, ipocalcemia, ipomagnesemia ed ipofosforemia, alcalosi metabolica ed ipoglicemia. Il metabolismo basale appare decisamente inferiore rispetto alla norma.

Come riconoscere quando una persona soffre di anoressia?

riconoscere anoressia

L’esordio dell’anoressia è piuttosto sfumato sul piano sintomatologico e difficilmente riconoscibile anche dai familiari. Un basso peso corporeo, anche se non ancora patologico, associato alla colorazione giallo-arancio del palmo delle mani e della pianta dei piedi, può essere uno dei pochi sintomi fisici associati all’anoressia nervosa negli stadi precoci. Questo sintomo potrebbe infatti derivare dall’abitudine di mangiare quasi esclusivamente vegetali, molti dei quali ricchi di carotenoidi, che si accumulano nella cute determinando la carotenodermia. La condizione non va confusa con l’ittero, nella quale la magrezza è causata da disordini epatici e la colorazione giallastra si estende anche alle sclere oculari. Nelle fasi di esordio dell’anoressia nervosa sono soprattutto alcuni sintomi di carattere psicologico, tradotti in azioni e stati d’animo peculiari, a far sospettare la malattia. Non tutti sono ovviamente presenti contemporaneamente:

  1. paura morbosa ed immotivata di aumentare di peso;
  2. rifiuto ossessivo del cibo o di alcuni tipi di alimenti, specie di quelli con elevato contenuto calorico;
  3. alterata percezione corporea: si tende a vedersi grassi nonostante l’ago della bilancia segnali un peso corporeo normale, inferiore alla norma o decisamente sottopeso;
  4. ansia nell’osservare il proprio corpo allo specchio per la paura di vedersi ingrassati;
  5. eccessivo esercizio fisico nel tentativo disperato di bruciare più calorie
  6. iperattività ed ansia;
  7. tendenza a nascondere o a non ammettere di avere un problema con il cibo: si mente sulla quantità di alimenti consumata (arrivando a lasciare finte prove per dimostrare ai propri genitori di mangiare più di quanto si faccia realmente) e si banalizzano o nascondono i sintomi ed i disturbi fisici derivanti dall’anoressia;
  8. sensazione di disagio quando ci si trova a mangiare in pubblico od in compagnia di altre persone;
  9. abuso di tisane, integratori/farmaci anoressizzanti, lassativi, diuretici e farmaci che intervengono sulla tiroide per aumentare il metabolismo;
  10. pratiche inconsulte per consumare più calorie, ad esempio eseguire docce o bagni con acqua fredda, esercizi fisici sfrenati ad orari o in luoghi inusuali, pratica di attività motoria nonostante le precarie condizioni fisiche;
  11. consumo di acqua in quantità eccessive per stimolare il senso di sazietà;
  12. tentativo di sembrare più magra scegliendo abiti neri, con righe verticali o tagliandosi i capelli;
  13. tentativo di nascondere l’eccessiva magrezza a famigliari ed amici usando abiti larghi;
  14. comportamento compulsivo ritualistico riguardo al cibo (tagliare le pietanze in pezzi piccolissimi e rigirarli nel piatto prima di mangiarli, cucinare piatti elaborati per i familiari senza assaggiare quanto preparato, raccogliere e catalogare le ricette);
  15. sensazione di non essere capiti da nessuno, se non da altri che condividono la “voglia di dimagrire”;
  16. sintomi depressivi e, in alcuni soggetti, pensieri suicidari.

In caso di uso frequente di condotte di eliminazione, il paziente presenta spesso il segno di Russell; per approfondire: Segno di Russell in anoressia e bulimia: cause ed interpretazione

Cosa fare nel dubbio?

Se riscontrate almeno la metà questi sintomi in qualcuno che vi è vicino dovreste subito iniziare ad indagare più a fondo sulle abitudini della persona in questione, fecendo intervenire i familiari ed eventualmente cercando di convincere la persona a farsi una visita di controllo dal medico.

Secondo la mia esperienza il paziente con anoressia è un paziente molto fragile ma che rimane saldo sulle sue convinzioni di NON avere un problema, quindi difficilmente si recherà da medico in modo autonomo. Nel dubbio, se volete portarlo da un medico per fare diagnosi esatta di anoressia, ditegli che lo state portando ad una visita di controllo generica perché, se il paziente anoressico intuisce che lo state portando ad una visita che riguarda il suo rapporto col cibo, allora si “chiuderà a riccio” e non riuscirete a portarcelo.

Se voi stessi vi siete ritrovati in almeno 6 di questi punti, dovete cercare assolutamente di superare la vostra convinzione di sottostimare quelli che potrebbero essere i primi sintomi di una malattia del comportamento alimentare: potrebbe salvarvi la vita.

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Olio di germe di grano: proprietà cosmetiche sui capelli e sulla pelle

MEDICINA ONLINE OLIO COSMETICOL’olio di germe di grano è molto utilizzato nell’alimentazione ma anche nella cosmetica, quest’olio infatti, estratto a freddo dal cuore del chicco del frumento, è una fonte naturale ricca di vitamina E e di vitamina D, quindi le sue proprietà cosmetiche sono decisamente positive anche per i capelli sfibrati e per la pelle secca e disidratata.

Vi avevo parlato delle proprietà benefiche per i capelli dell’olio di argan, l’olio di germe di grano è un altro olio dalle numerose proprietà benefiche. Ha infatti proprietà antiossidanti ed è molto utilizzato in cosmetica grazie a questa sua caratteristica. Spesso viene aggiunto a delle creme per il viso o per il corpo o a dei balsami per capelli, è utile per la riduzione delle rughe grazie alla presenza di acido linoleico, ricco di tocofenoli.

Se per esempio se ne applica anche solo qualche goccia sul contorno occhi prima di coricarsi, l’azione idratante e nutriente sarà istantanea e applicata tutte le sere contribuirà a ridurre o a prevenire le rughe in quella zona.

L’olio di germe di grano inoltre contiene diversi sali minerali tra cui il Magnesio, il Ferro, il Calcio, il Rame e il Fosforo ma anche diverse Vitamine del gruppo B e la Lecitina. Grazie a tutti gli elementi nutrienti che possiede è perfetto per restituire elasticità e idratazione alla cute e per curare pelli affette da arrossamenti dovuti anche a prolungate esposizioni al sole. Può anche essere utilizzato come ingrediente per maschere per capelli: aggiungendone infatti qualche cucchiaio a dello yogurt si otterrà un ottimo impacco rigenerante per i capelli, lo si potrà applicare anche una volta al mese.

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Forfora: cause e rimedi

forforaLa forfora, secca o grassa, si caratterizza come un disturbo del cuoio capelluto. Si avverte prurito alla testa e la pelle si desquama. Ci sono dei fattori di rischio, che possono incidere sul problema. Per esempio è da tenere in considerazione che gli uomini sono maggiormente esposti, probabilmente perché gli ormoni maschili hanno un ruolo nella sua formazione. Di solito il problema si manifesta da giovani e continua in età adulta. Anche alcune patologie possono accentuare il disturbo, soprattutto nel caso del morbo di Parkinson e di malattie neurologiche e per quelle che implicano la compromissione del sistema immunitario.

Che cos’è la forfora?

Occorre ricordare che la forfora null’altro è che la sovrapposizione di cellule morte desquamatesi dall’epidermide sotto forma di scaglie lamellari che aderiscono al cuoio capelluto e che una volta rimosse cadono con quel fastidioso effetto neve che di solito si deposita sui vestiti, nel pettine e sulle mani se ci si tocca in testa.

Continua la lettura con https://www.tantasalute.it/articolo/forfora-rimedi-e-cause/11531/

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Valeria Lukyanova: la Barbie umana [FOTO]

Valeria Lukyanova è la “Barbie umana” che ha sconvolto il web: le immagini di lei hanno impressionato gli internauti, i quali hanno faticato a credere che, quella nella foto, fosse una ragazza in carne ed ossa e non una bambola in plastica. Ma questo era l’obiettivo di Valeria: apparire praticamente perfetta, almeno agli occhi suoi. Perché quegli occhi sporgenti, la bocca a cuoricino e quel vitino così stretto, sono il risultato di una serie di interventi chirurgici, che l’hanno completamente trasformata. Valeria, infatti, prima della trasformazione, era una ragazza come tante altre, che conduceva una vita normale, fin quando poi ha deciso di diventare altro da sé.

Continua la lettura con https://www.today.it/gossip/valeria-lukyanova-prima-e-dopo-barbie-umana-foto.html#:~:text=Ma%20questo%20era%20l’obiettivo,che%20l’hanno%20completamente%20trasformata.

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Olio di Argan: l’elisir dell’eterna giovinezza

MEDICINA ONLINE OLIO COSMETICOQuest’olio ha proprietà eccezionali per mantenere la pelle tonica, bella e sempre giovane. Dal viso ai capelli, dal corpo alle unghie: scopri come usarlo.

Olio di Argan: l’elisir dell’eterna giovinezza
L’olio di Argan, detto anche oro del deserto, è un olio naturale estratto dal frutto dell’albero di Argan o Argania spinosa. La raccolta della materia prima avviene nella zona a sud-ovest del Marocco, nel triangolo formato da Essaouira, Taroudant e Tiznit, ai confini del Sahara occidentale, in particolare nella pianura del Souss.

Continua la lettura con https://www.riza.it/benessere/bellezza/3250/olio-di-argan-l-elisir-dell-eterna-giovinezza.html

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Come usare l’olio di Argan per la salute e la bellezza di viso, labbra, capelli, corpo e unghie
Viso: applica 1 goccia al mattino e una alla sera per combattere efficacemente la formazione di rughe e ostacolare i processi di invecchiamento cellulare. È utile anche in caso di acne lieve, poiché regola la produzione di sebo e previene la formazione di cicatrici. Ed è utile anche per gli uomini: poche gocce di olio di Argan prima e dopo la rasatura lasciano la pelle idratata ed evitano le irritazioni.

Labbra: è utile per preparare uno scrub che le rigenera, basta mescolare 1 cucchiaino di olio di Argan e uno di zucchero, e passare poi la miscela sulle labbra 1 volta a settimana. È eccezionale!

Capelli: adatto per i capelli fragili, secchi, sfibrati e privi di lucentezza, combatte inoltre le doppie punte, basta scaldare qualche goccia d’olio tra le mani e strofinarlo delicatamente sui capelli ciocca per ciocca. Si deve lasciare in posa per un’ora e poi procedere con il solito lavaggio.

Corpo: da usare per uno scrub da preparare con 3 cucchiai di olio di Argan e 3 cucchiai di sale marino integrale. Ci si mette poi nella vasca o nella doccia e si passa, prendendone poco per volta, il mix sulla pelle, insistendo di più su gomiti, ginocchia e piedi. Qundi si procede con il bagno o la doccia.

Unghie: ideale per rinforzarle, lo si applica tutte le sere con un massaggio in senso circolare. Per un trattamento settimanale, immergere per 10 minuti le punte delle dita in un mix di olio di Argan e succo di limone in pari quantità, poi massaggiare.

E non è finita qui!
L’olio di Argan può essere applicato sulla pelle anche in caso di psoriasi (attenua il prurito e riduce la desquamazione della cute), smagliature prodotte dalla gravidanza, dopo la doccia per ammorbidire e reidratare la pelle, nell’acqua della vasca (10 gocce) per eliminare le impurità dalla cute, per ridare elasticità alla pelle del seno, per massaggi rilassanti e decontratturanti della muscolatura.

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Alcol, testosterone e sessualità: bere troppo può portare a disfunzione erettile

alcol impotenza 2L’alcol è un afrodisiaco?
Molto spesso, dopo aver bevuto una bevanda alcolica, gli uomini (ma anche le donne) sentono un desiderio crescente, insieme ad un’aumentata capacità di soddisfare la propria partner.
Il fatto è che, a volte, piccole dosi di alcol possono avere un effetto disinibente e migliorare le prestazioni sessuali, ma in realtà l’alcol, se viene assunto per lunghi periodi ed in quantità elevate, cronicamente diminuisce il livello di testosterone nel sangue provocando riduzione del desiderio sessuale, difficoltà di erezione, disfunzione erettile (impotenza), calo nella libido, anorgasmia e frigidità, quindi in generale un’inibizione della funzione sessuale.

Poco alcol disinibisce

L’alcol (vino, birra, cocktail, superalcolici…) è un’arma a doppio taglio: dal punto di vista neurochimico l’alcol riduce temporaneamente il controllo che il lobo frontale esercita sui nostri comportamenti istintivi, tra cui quelli sessuali. Questa parte del cervello è fondamentale perché lì “abita”, il controllore dei nostri comportamenti, colui che ci blocca quando vorremmo fare qualcosa che non è d’accordo con la nostra educazione, la nostra cultura, le nostre leggi. L’alcol è come se narcotizzasse lievemente questo censore interno, ed ecco che il comportamento diventa più disinibito: a piccole dosi, l’alcol è considerato un “facilitatore” sociale. Proprio perché, disinibendoci un po’, aumenta la capacità di interagire con il partner, ci rende meno (auto)critici e meno severi, più allegri e più divertenti con tutti. Il problema si presenta quando la quantità di alcol aumenta e tale abuso viene portato avanti per lunghi periodi: in questo caso, infatti, non solo sul momento mettiamo più facilmente in atto comportamenti pericolosi o addirittura antisociali (guida in stato di ebrezza, risse, violenze…), ma anche il nostro desiderio sessuale sul lungo periodo viene frenato e viene inibita la produzione di testosterone, riducendo la funzione sessuale globale. Ciò vale sia per l’uomo che per la donna).

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In che modo l’alcol riduce la funzione sessuale?

Il comando per produrre testosterone è impartito da una ghiandola situata alla base del cervello, detta ipofisi, che utilizza due “aiutanti” per trasmettere gli ordini: l’FSH (ormone follicolo stimolante) e l’LH (ormone luteinizzante). Quando il loro messaggio stimolatorio giunge ai testicoli, dove viene prodotto il testosterone.
L’alcol agisce sia sui testicoli, interagendo negativamente con le Cellule di Leydig; sia a livello dell’ipofisi, inibendo la capacità di produrre l’ormone LH. A livello testicolare, l’alcol interagisce con la membrana esterna delle cellule, ricca di acidi grassi; l’alcol ossida questi grassi, causando la rottura della membrana, e la conseguente morte cellulare; senza cellule di Leydig, il testosterone non può più essere prodotto.
Ma l’alcol agisce anche in un secondo modo: i ricercatori hanno dimostrato che esso inibisce la funzione della proteina Chinasi C, fondamentale per la produzione di LH; l’alcol, inoltre, può legarsi anche con le stesse molecole di LH, riducendo la loro capacità di stimolare la produzione di testosterone.

Leggi anche: Dipendenza da alcol: come fare per smettere di bere alcolici e superalcolici

Meno drink, più ormoni

Non c’è da stupirsi, dunque, dei risultati ottenuti al termine di uno studio condotto nel 2006 dal dott. Marc Walter, che ha dimostrato come il livello di testosterone presente nel sangue di alcuni pazienti in fase di disintossicazione da alcol cresca man mano che aumenta il periodo di astensione dalle bevande alcoliche. In un altro studio, condotto con dose giornaliera di alcol calibrata per il peso (3 grammi di alcol per chilo) è stato osservato un calo del livello di testosterone nel sangue nel giro di pochi giorni. L’assunzione continua di alcol, dunque, causa un’interruzione della produzione di testosterone, riducendo il desiderio sessuale e aumentando, contemporaneamente, il rischio di infertilità e di ipogonadismo. Sia l’esposizione acuta che cronica all’alcol provoca impotenza nell’uomo. Circa il 50% degli etilisti cronici di sesso maschile hanno disfunzione erettile e mostrano segni di femminilizzazione testicolare e ginecomastia (formazione di seno negli uomini).

E se al bere associate il fumo di sigaretta la situazione peggiora! seguite il link.

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