Delirio persecutorio, erotomane, di gelosia… Tutti i deliri della psichiatria

MEDICINA ONLINE RICONOSCERE VOLTI CARI UMANI PROSOPAGNOSIA TEST CURE FACCIA DANNO CERVELLO CRANIO EMORRAGIA CEREBRALE ISCHEMIA EMORRAGICA ICTUS SANGUE EMATOMA EMIPARESI EMIPLEGIA TETRAPI deliri sono convinzioni o idee errate che vengono spesso sperimentate dal soggetto schizofrenico. Tali idee sono non condivisibili e persistenti nonostante le evidenze contrarie. Ovviamente tali idee devono messe in corelazione con l’ambiente socio-culturale di appartenenza, dal momento che quello che può apparire “delirio” per un popolo, può apparire normale in un altro popolo o in un altro contesto, ad esempio di tipo religioso. Il delirio può essere primario, cioè non secondario ad altri processi morbosi, oppure secondario ad allucinazioni o a disturbi dell’umore. Inoltre il delirio può essere cronico, acuto, confuso, ricorrente. Le persone che sperimentano i deliri possono credere di essere perseguitate (paranoia), di avere poteri particolari o di possedere talenti speciali, oppure possono credere che i loro pensieri e loro azioni siano controllati da forze esterne. Alcuni dei tipi più comuni di delirio vengono elencati qui di seguito:

  • delirio di nocumento: convinzione delirante di essere osteggiato o danneggiato da tutti, conoscenti e/o sconosciuti, per motivi noti (solitamente assurdi) o senza alcun motivo. Ad esempio il paziente può riferire che per strada tutti cercano di rubargli il portafogli o di farlo inciampare;
  • delirio di controllo: delirio in cui sembra che i propri sentimenti, impulsi, pensieri o azioni siano sotto il controllo di qualche forza esterna (ad esempio altra persona o identità estratta) piuttosto che assoggettati alla propria volontà;
  • delirio erotomane: l’idea delirante che un’altra persona, di solito di rango sociale elevato (una persona ricca e famosa, ad esempio), sia innamorata segretamente del soggetto. Ad esempio una paziente può essere sicura che l’attore Tom Cruise sia segretamente innamorata di lei;
  • delirio di gelosia delirante: il delirio che il proprio partner sessuale sia infedele anche in totale assenza di una infedeltà;
  • delirio grandioso, di grandezza o megalomania: delirio di aumento del proprio valore, potere, sapere, identità, o di speciale relazione con qualche divinità o persona famosa. Il paziente ha la convinzione di essere estremamente importante, per esempio di essere stato prescelto da Dio per compiere una missione di fondamentale importanza, o di essere l’unico detentore di conoscenze o poteri straordinari;
  • delirio bizzarro: delirio centrato su fenomeni che la cultura del soggetto considera totalmente non plausibili, ad esempio l’idea di essere capace a teletrasportarsi;
  • delirio persecutorio: delirio in cui il paziente crede che sé stesso (o qualcuno a lui prossimo) stia venendo aggredito, molestato, ingannato, perseguitato, o fatto oggetto di improbabili cospirazioni, ad esempio il paziente può credere che l’FBI l’abbia “incastrato” per farlo ritenere il capo di un traffico internazionale di stupefacenti;
  • delirio da collasso: condizione transitoria che si verifica frequentemente nelle malattie acute, in concomitanza con la cessazione di stati febbrili (normale in pazienti non psicotici);
  • delirio di colpa: il paziente si sente responsabile e colpevole di danni e di sciagure di ogni tipo motivando tali convinzioni sulla base di avvenimenti e fatti di importanza irrilevante o addirittura inesistenti. Ad esempio può sentirsi responsabile di un terremoto;
  • deliri di indegnità e di rovina: il paziente si sente rovinato, finito, distrutto, indegno di essere considerato una persona umana. E’ convinto di aver condotto sé stesso ed i propri familiari alla rovina economica ed al disprezzo sociale e di meritare quindi il suicidio. Per lui continuare a vivere significa perpetuare in eterno questa condizione dove lui è il responsabile e il colpevole della rovina sua, dei suoi familiari, dei suoi amici o addirittura dell’universo stesso;
  • delirio di riferimento: delirio il cui tema è che gli eventi, gli oggetti, o le persone del proprio immediato circondario abbiano un significato particolare e inusuale. Questi deliri hanno di solito una valenza negativa o peggiorativa, ma possono presentare anche contenuti grandiosi. Ciò differisce dalle “idee di riferimento”, in cui la falsa convinzione non viene sostenuta altrettanto fermamente, né risulta altrettanto strutturata in un solido sistema di credenze;
  • delirio mistico: il paziente riferisce di comunicare telepaticamente con Dio in modo diretto e privilegiato (“solo io posso”) o di essere egli stesso parte della divinità, oppure può sentirsi un messaggero o un incaricato di Dio e comportarsi come tale. In altri casi può sostenere di essere la nuova incarnazione di Cristo, oppure di avere avuto le stimmate, anche se oggettivamente non siano presenti, e così via;
  • delirio da toccamento: consiste nella mania eccessiva di toccare alcuni oggetti;
  • delirio nichilista: si riscontra nelle depressioni melanconiche, ed è costituito da un ammasso incoerente di idee iperbolicamente negative, ad esempio credere che domani arrivi un meteorite che distrugga la Terra;
  • delirio di negazione: il paziente ritiene di aver fatto scoperte od invenzioni di eccezionale importanza per l’umanità o di aver risolto problemi che assillano l’uomo da millenni, ma che non gli siano riconosciuti i suoi meriti. Ad esempio “Ho trovato la cura per l’AIDS, ma nessuno lo dice“;
  • delirio onirico: consiste in un perturbamento della coscienza che conduce a emozioni simili a quelli presenti nella fase onirica; la coscienza del perturbato entra in una fase tale da non riuscire a distinguere la realtà dal profilo onirico di essa stessa.
  • delirio professionale o di occupazione: consiste nel ricreare, da parte del paziente, le condizioni e i luoghi abituali di lavoro;
  • delirio residuale: rappresentato dal perdurare di rappresentazioni deliranti a livello del pensiero, anche dopo la cessazione del perturbamento;
  • delirio interpretativo: il soggetto interpreta fatti casuali come fatti a lui legati, sentendosi l’attore principale o sentendosi indicato come parte in causa;
  • delirio di inserzione del pensiero: delirio che alcuni dei propri pensieri non siano i propri, ma piuttosto vengano inseriti nella propria mente;
  • delirio del furto del pensiero il paziente percepisce il suo pensiero come estratto, asportato o rubato abusivamente e con finalità ostili e tale delirio è associato spesso a situazioni di blocco del pensiero;
  • delirio di trasmissione del pensiero: delirio che i propri pensieri vengono trasmessi fuori ad alta voce, cosicché possono essere percepiti dagli altri (questo delirio, insieme a quello dell’inserzione del pensiero e del furto del pensiero, appartiene alla categoria dei “deliri da influenzamento“);
  • delirio religioso: il paziente è convinto che forze religiose (quasi sempre appartenenti alla propria religione) lo proteggano da disgrazie, oppure da una malattia (reale ed esistente);
  • delirio di identità: colui che ne è affetto crede di essere un’altra persona, spesso persone importanti come Principi, Presidenti;
  • delirio ipocondriaco somatico: delirio il cui contenuto principale riguarda l’aspetto o il funzionamento del proprio corpo, che il paziente può considerare totalmente diverso dall’ordinario (ad esempio l’idea di avere il cervello al posto del cuore e viceversa) o malato di patologie improbabili (parassiti di grandezze esagerate) o totalmente inventate.

I deliri, insieme alle allucinazioni, sono sintomi principali di un disturbo psicotico. La cura del del delirio richiede quasi sempre specifici psicofarmaci antipsicotici, ma che quasi sempre il paziente si rifiuta di assumere, perché solitamente è del tutto inconsapevole del fatto di essere malato e che le sue idee sono del tutto errate, inventate e/o distorte.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Inserzione del pensiero: quando quello che pensi proviene da un altro

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Allucinazioni lillipuziane e Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie

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Alice dopo aver mangiato il fungo… allucinogeno!

La “Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie” è una particolarissima sindrome di interesse neurologico e psichiatrico, in cui viene alterata la percezione dello spazio e del tempo, facendo vedere – a chi ne soffre – gli oggetti molto più grandi o molto più piccoli di quanto siano in realtà. Inoltre queste persone trovano difficoltoso giudicare il tempo che scorre, dal punto di vista quantitativo. Il disturbo può essere temporaneo, quando è associato con l’emicrania, crisi epilettica, tumori cerebrali e l’uso di droghe psicoattive, oppure permanente in seguito a lesioni cerebrali di vario tipo.

Le allucinazioni lillipuziane

Un sintomo prominente, e spesso fastidioso, della sindrome è quello dell’alterazione dell’immagine del proprio corpo: il malato può infatti confondere la dimensione e la forma di parti (o di tutte le parti) del corpo. La sindrome comporta distorsioni percettive anche della dimensione degli oggetti. Le allucinazioni caratterizzanti la sindrome sono chiamate spesso “allucinazioni lillipuziane“, questo perché gli oggetti possono apparire molto più grandi o – più frequentemente – molto più piccoli di quello che in realtà sono. I pazienti possono presentare sia micropsia che macropsia. La micropsia è una condizione caratterizzata dalla visione distorta di oggetti, che appaiono più piccoli di quanto in realtà sono. Nella macropsia, invece, il paziente vede tutto più grande di quanto non lo sia in realtà. Anche le reali distanze, tra soggetto e oggetti, vengono percepite in modo errato; per esempio un corridoio può sembrare di ampiezza smisurata o il terreno apparire troppo vicino.

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Credersi in movimento da fermi

Il paziente può presentare un senso del tempo e dello spazio distorto, per cui il tempo sembrerà scorrere molto lentamente, in modo simile ad un trip da sostanze allucinogene. La perdita temporanea di tali sensi causa una distorsione nella percezione della velocità. Questo può portare il paziente a credersi in movimento, anche quando non lo è. Altri sintomi minori e meno comuni possono essere: mancanza di coordinamento, difficoltà nel muovere gli arti, perdita di memoria a lungo termine e una sensazione persistente di essere ascoltato, osservato o toccato. La sindrome è talvolta chiamata “Sindrome di Todd“, in riferimento ad un’influente descrizione della condizione nel 1955 da parte dello psichiatra inglese John Todd nella prima metà del ‘900. Todd aveva infatti scoperto che molti dei suoi pazienti, che soffrivano di gravi attacchi di emicrania, vedevano e percepivano gli oggetti in modo sproporzionato, soprattutto dopo un’intensa aura encefalica.

Il romanzo

Spesso questo delirio può essere causato da emicrania, della quale Lewis Carroll (l’autore del famoso “Alice nel Paese delle Meraviglie”, di cui il 14 gennaio ricorrevano i 150 anni dalla morte) soffriva e che probabilmente ha ispirato la scrittura del racconto. Inoltre nel romanzo di Lewis, colpisce il fatto che la protagonista Alice presenti tutti i sintomi della sindrome in questione dopo l’ingestione di muscimolo, un alcaloide psicoattivo contenuto dall’amanita muscaria e dall’amanita pantherina (nel romanzo descritto come un “fungo rosso e bianco”).

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Correzione chirurgica di seno asimmetrico [VIDEO]

In questo video è possibile osservare la tecnica chirurgica che ha permesso di correggere la malformazione di un seno che determinava una importante asimmetria tra le due salienze mammarie.

Attenzione: il video presenta delle immagini dell’operazione chirurgica, non adatte ad un pubblico facilmente impressionabile

Il video può essere visionato seguendo QUESTO LINK

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È incinta e perde peso: “Sono felice”. Ma in realtà è un cancro incurabile all’intestino

MEDICINA ONLINE GRAVIDANZA INCINTA DIARREA FECI LIQUIDE FETO PARTO CESAREO DIETA FIBRA GRASSI ZUCCHERI PROTEINE GONFIORE ADDOMINALE MANGIARE CIBO PRANZO DIMAGRIRE PANCIA PESO INTESTINOQuando si è accorta di aver perso circa 10 kg in una settimana, Caroline Dick si è detta subita entusiasta. La donna, 42enne scozzese, portava in grembo il suo Maxx, che oggi ha 3 anni. Pensava che fosse solo “fortunata” a perdere peso mentre il bimbo cresceva dentro di lei: non aveva idea del fatto che proprio quella gravidanza stesse mascherando una malattia incurabile. Caroline infatti era stata colpita da un cancro dell’intestino che ha portato alla rimozione della vagina, del colon e del retto. All’epoca, sebbene la sua fosse stata considerata una “gravidanza normale” e aumentasse di peso con Maxx, la donna aveva notato che le sue braccia e le sue gambe si stavano assottigliando. Inizialmente non si è soffermata su questo aspetto. Ma dopo essersi accorta che il suo peso continuava a diminuire anche dopo che il bimbo era nato, ha capito che c’era qualcosa non andava.

Cancro diffuso

Quando Maxx aveva ormai compiuto un anno, le è stata data la sconvolgente notizia: cancro all’intestino al quarto stadio. Caroline, originaria di Uphall, West Lothian, ha ammesso come quella diagnosi, nel dicembre 2015, l’abbia sconvolta totalmente. “È stato davvero difficile e lo stress di tutto quel periodo ha portato alla rottura della mia relazione con il padre di Maxx”. In precedenza aveva sofferto di dolore al coccige, spossatezza e sangue nelle sue feci. “Non avevo idea che tutte queste cose fossero dovute al cancro dell’intestino. L’ho sempre considerata come una malattia tipica di una persona anziana” prova a spiegare. Inizialmente, la chirurgia e la chemioterapia sembravano aver funzionato, ma un anno, alla fine del 2016, Caroline ha scoperto che la malattia si era diffusa nelle aree vaginali e rettali e che avrebbe avuto bisogno di nuovi interventi chirurgici. Ma le sorprese amare non erano ancora finite.

Sensibilizzare l’opinione pubblica

Poche settimane dopo essersi sottoposta ad una isterectomia completa, vaginectomia e alla rimozione del colon e del retto al Royal Edinburgh Hospital nel giugno 2017, i medici le hanno detto il tumore ai polmoni era troppo pericoloso da rimuovere e il suo cancro era oramai incurabile. “Mi hanno che mi restano solo alcuni anni, tutto quello che possono offrirmi è la chemioterapia palliativa, per farmi vivere più a lungo possibile. Da allora, ho fatto un trattamento di chemioterapia ogni due settimane per tre giorni.” Ora la signora Dick sta cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica sul cancro dell’intestino nei giovani come parte della campagna Bowel Cancer UK e Beating Bowel Cancer Never Too Young: “Le persone devono essere consapevoli dei sintomi e penso che i medici debbano essere più consapevoli che ciò può accadere a tutti. Spesso le diagnosi avvengono troppo tardi”.

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Disturbi bipolari e sindrome maniaco depressiva: cause, sintomi, diagnosi, farmaci, psicoterapia

MEDICINA ONLINE DISTURBO DIPOLARE DISORDINE SINDROME MANIACO DEPRESSIVA DI PERSONALITA MULTIPLA DEPRESSIONE DISSOCIATIVO IDENTITA PSICHIATRIA CARATTERE TWO FACE FACCIA PAZZIA MAD PSICOLOGIA NARCISO IPOCRITA FALSO BUGIA.jpgI disturbi bipolari (in passato chiamati sindrome maniaco-depressiva) sono un gruppo di patologie psichiatriche caratterizzate dal comprende i due estremi dei disturbi dell’umore che si alternano: la depressione e la mania (o a una forma meno grave detta ipomania). Colpiscono, con diversa intensità, circa il 4% della popolazione. I disturbi bipolari interessano allo stesso modo sia gli uomini che le donne, specie adulti, mentre sono rari nei bambini. I principali disturbi bipolari sono:

  • Disturbo bipolare I: il soggetto ha avuto almeno un episodio maniacale completo (tale da inibirgli la normalità funzionale o che abbia incluso allucinazioni) e solitamente episodi depressivi.

  • Disturbo bipolare II: il soggetto ha presentato episodi depressivi maggiori, almeno un episodio maniacale grave (ipomania), ma nessun episodio maniacale completo.

Tuttavia, alcuni soggetti hanno episodi che ricordano il disturbo bipolare ma non rispondono ai criteri specifici previsti per il disturbo bipolare I o II. Tali episodi vengono classificati come disturbo bipolare non specificato o disturbo ciclotimico.

Cause

La causa esatta del disturbo bipolare non è nota. Si ritiene che l’ereditarietà sia coinvolta nello sviluppo del disturbo bipolare. Inoltre, determinate sostanze prodotte dall’organismo, come i neurotrasmettitori noradrenalina o serotonina, potrebbero non essere regolate normalmente (i neurotrasmettitori sono sostanze che le cellule nervose utilizzano per comunicare). Il disturbo bipolare talvolta insorge dopo un evento stressante, oppure un tale evento può scatenare un altro episodio. Tuttavia, non è stata dimostrata alcuna relazione di causalità. I sintomi del disturbo bipolare, la depressione e la mania, possono verificarsi in alcune patologie, come in presenza di livelli elevati di ormoni tiroidei (ipertiroidismo). Inoltre, gli episodi possono essere scatenati da varie sostanze, come cocaina ed anfetamine.

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Sintomi

Nel disturbo bipolare, gli episodi sintomatici si alternano a periodi praticamente privi di sintomi (remissioni). Gli episodi possono durare da poche settimane a 3-6 mesi. I cicli (dalla data di insorgenza di un episodio alla data di quello successivo) hanno durata variabile. Alcuni soggetti presentano episodi infrequenti, magari solo due nell’arco della vita, mentre altri accusano oltre quattro episodi l’anno (disturbo bipolare a cicli rapidi). Nonostante questa grande variabilità, la durata del ciclo per ciascuna persona è relativamente regolare. Gli episodi consistono di depressione, mania o mania meno grave (ipomania). Solo una minoranza dei soggetti alterna episodi di mania e depressione in ciascun ciclo. Nella maggior parte dei casi, uno dei due episodi è parzialmente predominante.

Depressione

La depressione nel disturbo bipolare assomiglia alla depressione unipolare. Il soggetto si sente eccessivamente triste e perde interesse nelle proprie attività, pensa e agisce lentamente, può dormire più del solito, l’appetito e il peso possono aumentare o diminuire, e può essere sopraffatto dal senso di inutilità e di colpa. Potrebbe non essere in grado di concentrarsi o prendere decisioni. I sintomi psicotici (come allucinazioni e fissazioni) sono più comuni nella depressione che accompagna il disturbo bipolare che nella depressione unipolare.

Mania

Gli episodi maniacali terminano più bruscamente rispetto a quelli di depressione e sono solitamente più brevi, della durata di una settimana o poco più. Il soggetto si sente esuberante, energetico, esaltato o irritabile, e può anche sentirsi troppo sicuro di sé, agire o vestirsi in modo stravagante, dormire poco e parlare più del solito. I suoi pensieri si accavallano rapidamente. Il soggetto è facilmente distratto e passa continuamente da un argomento a un altro o da un’occupazione a un’altra; si dedica a un’attività dopo l’altra (impegni di lavoro, scommesse o comportamenti sessuali pericolosi), senza pensare alle conseguenze (come perdita di denaro o lesioni). Tuttavia, il soggetto spesso tende a credere di essere nel migliore stato mentale possibile e manca della capacità di comprendere la propria condizione. Tale mancanza, insieme alla grande capacità di agire può renderlo impaziente, invadente, sfacciato e aggressivamente irritabile quando infastidito. Ciò porta a problemi nelle relazioni sociali e a una sensazione di ingiustizia o di persecuzione. Alcuni soggetti hanno allucinazioni, ossia vedono o sentono cose che non ci sono.

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Psicosi maniacale

La psicosi maniacale è una forma estrema di mania. Il soggetto presenta sintomi psicotici che assomigliano alla schizofrenia. Può avere manie di grandezza estreme, come credere di essere Gesù. Altri possono sentirsi perseguitati, come essere ricercati dall’FBI. Il livello di attività aumenta notevolmente; il soggetto può correre ovunque gridando, bestemmiando o cantando. L’attività psico-fisica può essere talmente alterata che vi è una completa perdita di ideazione coerente e comportamento adeguato (mania delirante), che provoca un estremo esaurimento. Un soggetto così colpito richiede un trattamento immediato.

Ipomania

L’ipomania non è grave quanto la mania. Il soggetto si sente allegro, necessita di poco sonno ed è mentalmente e fisicamente attivo. Per alcuni soggetti, l’ipomania è uno stato produttivo. Ci si sente pieni di energia, creativi e fiduciosi, spesso si hanno riscontri positivi nelle situazioni sociali e non si desidera necessariamente abbandonare questa condizione appagante. Altri soggetti affetti da ipomania, comunque, si distraggono e si irritano con facilità, talvolta con scatti d’ira. Il soggetto spesso prende impegni che non può mantenere o inizia progetti che poi non porta a termine e cambia rapidamente umore; può riconoscere queste reazioni ed esserne turbato, proprio come le persone che gli stanno intorno.

Episodi misti

Quando la depressione e la mania o l’ipomania si verificano in un unico episodio, il soggetto può improvvisamente mettersi a piangere nel corso di un momento di esaltazione oppure i suoi pensieri possono iniziare a galoppare durante la depressione. Spesso, il soggetto va a letto depresso e si sveglia di primo mattino sentendosi esaltato ed energico. Il rischio di suicidio negli episodi misti è particolarmente elevato.

Diagnosi

La diagnosi si basa sul quadro caratteristico della sintomatologia. Tuttavia, il soggetto affetto da mania può non riferire correttamente i propri sintomi perché ritiene di non avere problemi. Per tale motivo, il medico spesso deve ottenere informazioni dai famigliari. Il soggetto e i suoi famigliari possono utilizzare un breve questionario che li aiuti a valutare i rischi di disturbo bipolare. Inoltre, il medico chiede al soggetto se ha pensieri suicidi, esamina i farmaci assunti per controllare se uno di essi possa contribuire ai sintomi e controlla se vi siano segni di altre patologie in grado di sostenere la sintomatologia. Ad esempio, può richiedere esami del sangue per controllare la presenza di ipertiroidismo ed esami delle urine per verificare l’abuso di droghe. Il medico determina se il soggetto presenta episodi maniacali o depressivi in modo tale da somministrare il trattamento corretto.

Trattamento

Per la mania o la depressione grave, spesso è necessario il ricovero. Nelle forme maniacali meno gravi, il ricovero può rendersi necessario nei periodi di iperattività, per proteggere il soggetto e i suoi famigliari da attività finanziarie e comportamenti sessuali pericolosi. La maggior parte dei soggetti affetti da ipomania può essere trattata senza ricovero. I soggetti che presentano cicli rapidi sono più difficili da trattare. Senza trattamento, il disturbo bipolare si ripresenta in quasi tutti i soggetti.

Il trattamento può comprendere:

  • tototerapia, che può essere utile nel trattamento del disturbo bipolare stagionale;
  • farmaci per la stabilizzazione (stabilizzatori dell’umore), come il litio e alcuni anticonvulsivanti (farmaci solitamente usati per il trattamento delle crisi epilettiche);
  • farmaci antipsicotici;
  • farmaci antidepressivi;
  • psicoterapia;
  • terapia elettroconvulsivante, talvolta usata quando gli altri sistemi non hanno funzionato.

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Litio

Il litio può ridurre i sintomi maniacali e depressivi e in molti soggetti aiuta a evitare i cambiamenti d’umore. Poiché il litio richiede dai 4 ai 10 giorni per avere effetto, per controllare l’ideazione e l’attività frenetiche spesso si somministra un farmaco che agisce più rapidamente, come un anticonvulsivante o un farmaco antipsicotico più recente (di seconda generazione). Il litio può avere effetti collaterali, può causare sonnolenza, spasmi involontari (tremori), spasmi muscolari, nausea, vomito, diarrea, sete, diuresi eccessiva e aumento ponderale. Spesso l’acne o la psoriasi del soggetto peggiorano. Tuttavia, questi effetti collaterali sono di solito temporanei e il medico può ridurli o mitigarli aggiustando il dosaggio. Talvolta, l’assunzione di litio va sospesa a causa degli effetti collaterali, che scompaiono dopo la sospensione. Il medico controlla il livello di litio nel sangue con regolari esami del sangue, perché se i livelli sono troppo elevati è più probabile che insorgano effetti collaterali. L’uso a lungo termine del litio può abbassare i livelli dell’ormone tiroideo (ipotiroidismo) e, raramente, compromettere la funzione renale. Per tale motivo, devono venire effettuati regolarmente esami del sangue per monitorare la funzionalità tiroidea e renale.

La tossicità da litio si manifesta quando il tasso di litio nel sangue è estremamente elevato. Può causare cefalea persistente, confusione mentale, sonnolenza, convulsioni e anomalie del ritmo cardiaco. Gli effetti collaterali sono più frequenti negli anziani e nelle persone che presentano una disfunzione renale.

Le donne che desiderano una gravidanza devono sospendere l’assunzione di litio perché, in rari casi, può provocare malformazioni cardiache nel feto.

Anticonvulsivanti

Gli anticonvulsivanti valproato e carbamazepina possono essere usati per trattare la mania quando si presenta per la prima volta o per trattare sia la mania sia la depressione quando insorgono contemporaneamente (episodio misto). A differenza del litio, questi farmaci non danneggiano i reni, tuttavia la carbamazepina può provocare una notevole riduzione della conta eritrocitaria e leucocitaria. Sebbene sia raro, il valproato può danneggiare il fegato (principalmente nei bambini) oppure danneggiare gravemente il pancreas. Con un attento monitoraggio medico, questi problemi possono essere rilevati in tempo. Il valproato non è consigliato nelle donne con disturbo bipolare in stato di gravidanza o di allattamento al seno, poiché pare che aumenti i rischi di difetti genetici al cervello o al midollo spinale (difetti del tubo neurale) e di autismo nel feto. Il valproato e la carbamazepina possono essere utili, specialmente se il soggetto non ha risposto ad altri trattamenti.

Talvolta, la lamotrigina viene usata per controllare gli sbalzi di umore, specialmente durante gli episodi di depressione. La lamotrigina può provocare una grave eruzione cutanea. Raramente, l’eruzione cutanea si evolve nella sindrome di Stevens-Johnson, che è potenzialmente fatale. Assumendo lamotrigina, il soggetto deve controllare l’eventuale insorgenza di nuove eruzioni cutanee (in particolare nella zona intorno all’ano e ai genitali), febbre, ingrossamento ghiandolare, afte in bocca o sugli occhi, e gonfiore delle labbra o della lingua, riferendo tutto al medico. Per ridurre i rischi di sviluppare questi sintomi, il medico deve seguire scrupolosamente lo schema consigliato per l’aumento della dose. L’assunzione del farmaco inizia con un dosaggio relativamente basso, che viene lentamente aumentato (nel corso di qualche settimana) fino alla dose di mantenimento consigliata. In caso di sospensione della dose per almeno 3 giorni, lo schema di incremento graduale deve essere ricominciato.

Antipsicotici

Gli episodi maniacali sono sempre più trattati con gli antipsicotici di seconda generazione, perché agiscono rapidamente e il rischio di effetti collaterali gravi è inferiore rispetto a quello di altri farmaci usati per trattare il disturbo bipolare. Tra questi farmaci ci sono aripiprazolo, lurasidone, olanzapina, quetiapina, risperidone e ziprasidone.

Per la depressione bipolare, determinati antipsicotici potrebbero essere la scelta migliore. Alcuni di essi vengono somministrati con un antidepressivo.

Gli effetti a lungo termine degli antipsicotici comprendono l’aumento ponderale e la sindrome metabolica. La sindrome metabolica è un eccesso di grasso nell’addome con ridotta sensibilità agli effetti dell’insulina (resistenza all’insulina), iperglicemia, livelli di colesterolo anomali e ipertensione arteriosa. Il rischio di tale sindrome può essere minore con l’aripiprazolo e lo ziprasidone.

Antidepressivi

Alcuni antidepressivi vengono talvolta usati per il trattamento della depressione grave in soggetti affetti da disturbo bipolare, ma la questione è controversa. Pertanto questi farmaci vengono usati solo per brevi periodi e generalmente sono somministrati in associazione a un farmaco stabilizzatore dell’umore, ad esempio un antipsicotico.

Psicoterapia

La psicoterapia viene spesso consigliata ai soggetti in terapia con farmaci stabilizzatori dell’umore, soprattutto per aiutarli a seguire il trattamento come indicato.

La terapia di gruppo spesso aiuta i soggetti e i/le loro partner o i famigliari a comprendere il disturbo bipolare e i suoi effetti.

La psicoterapia individuale può aiutare il soggetto a comprendere come convivere al meglio con i problemi della vita di tutti i giorni.

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Diversa ma non inferiore: l’incredibile storia di Temple Grandin

MEDICINA ONLINE Mary Temple Grandin (born August 29, 1947) is an American professor of animal science at Colorado State University Temple Grandin is a 2010 movie biopic directed by Mick Jackson and starring Claire Danes.jpgMary Temple Grandin, o semplicemente Temple Grandin, nacque a Boston, il 29 agosto 1947 in un periodo in cui l’autismo era una patologia ancora ben poco conosciuta, dal punto di vista medico.  Essendole stato diagnosticato un danno cerebrale all’età di due anni, fu ospitata in una scuola materna strutturata per tali casi, dove a suo dire fu seguita da buoni insegnanti. Parecchi anni più tardi fu accertata come autistica (formalmente la diagnosi era di Sindrome di Asperger, versione meno grave dello spettro autistico).

Il successo negli studi

Nonostante le enormi difficoltà ad integrarsi con gli altri per via dei suoi comportamenti ritenuti bizzarri dai compagni, che non perdevano occasione per prenderla in giro, Temple negli anni riuscì ad ottenere grandi risultati negli studi, anche grazie alla sua geniale capacità di memorizzare ed elaborare le informazioni visive. Conseguì una laurea di primo livello in psicologia al Franklin Pierce College (1970), successivamente si laureò in zoologia all’Università Statale dell’Arizona nel 1975, e completò poi il dottorato di ricerca in zoologia presso l’Università dell’Illinois nel 1989. Grandin iniziò ad essere conosciuta dopo che il grande neurologo scrittore Oliver Sacks (l’autore del famosissimo “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello”) la descrisse nel suo racconto Un antropologo su Marte, il cui titolo riprende la definizione della stessa Grandin circa il suo modo di sentire le persone neurotipiche. Il libro di Sacks lo potete trovare qui: http://amzn.to/2mBwUsj
Diventando sempre più famosa negli anni, Grandin è stata ospite dei più importanti programmi televisivi nazionali ed ha scritto articoli per riviste come Time, People, e Forbes, e quotidiani come il New York Times, oltre ad articoli tecnici su riviste specializzate nell’allevamento di bestiame, specie sul comportamento dei vitelli. Attualmente è una professoressa associata di zoologia della Colorado State University ed è molto nota anche per la sua attività di progettista di attrezzature per il bestiame.

Il mondo di Temple

La Grandin ha più volte raccontato alla stampa di essere ipersensibile ai rumori e ad altri stimoli sensoriali e di provare il bisogno di trasformare ogni cosa in immagini visive. Secondo Temple il suo successo nel lavoro di progettista dipende proprio dalla sua condizione di autistica. È a partire da tale condizione infatti che riesce a soffermarsi su dettagli minutissimi ed è in grado di utilizzare la memoria visuale come fosse un supporto audiovisivo, sperimentando mentalmente le diverse soluzioni da adottare. In tal modo riesce a prevedere anche le sensazione che proveranno gli animali sui quali verrà utilizzata l’attrezzatura.

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L’impegno sociale

Grazie alla popolarità che il suo caso ha destato prima negli USA e successivamente in tutto il mondo, la Temple ha contribuito ad accendere i riflettori su alcune patologie precedentemente messe in secondo piano dalla comunità scientifica, dando una speranza ai milioni di bambini autistici o con Sindrome di Asperger. Sulla base della sua personale esperienza ha invocato l’intervento ed il supporto di insegnamenti che possano risolvere le problematiche dei bambini autistici, combattendo comportamenti inadatti per altri più adeguati. Il suo merito principale è stato quello di presentare il punto di vista delle persone autistiche, contribuendo in tal modo all’affinamento di metodologie di intervento più adatte a supportare le persone colpite da questa sindrome. Grandin è inoltre un’importante attivista sia del movimento in tutela dei diritti degli animali che del movimento dei diritti delle persone autistiche dai quali a sua volta è frequentemente citata.

La macchina degli abbracci

Tuttora la Grandin assume antidepressivi e utilizza una speciale apparecchiatura (hug machine) da lei ideata all’età di 18 anni: si tratta della cosiddetta “macchina degli abbracci” che l’ha resa famosa. L’idea le venne osservando l’effetto calmante, sugli animali in procinto di essere visitati o vaccinati dal veterinario, di un’arla di travaglio, nel quale l’animale non riusciva a girarsi, sperimentò uno strumento analogo sui bambini autistici, scoprendo che, in quella condizione, il bambino si lasciava abbracciare: per questo la chiamò la macchina degli abbracci. La storia di questa donna fuori dall’ordinario è narrata nel film del 2010 “Temple Grandin – Una donna straordinaria” diretto da Mick Jackson, in cui Temple è interpretata dall’attrice Claire Danes, da cui è tratta la famosa frase “diversa, ma non inferiore“. Se la storia che vi ho raccontato vi ha emozionati, non rimarrete delusi da questo bellissimo film.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Tuo figlio gattona in una nuvola di polvere e batteri

MEDICINA ONLINE BIMBO BAMBINO NEWBORN BABY NEONATO LATTANTE GATTONARE CARPONARE CAMMINARE PARLARE BENE PRIMA PAROLA SCALCIARE CORRERE PARLARE MASCHIO FEMMINA DIFFERENZA AIUTO GENITORIQuando tuo figlio gattona (o meglio “carpona”) sul pavimento, finisce per sollevare una nuvola di sporco, cellule della pelle, batteri, pollini e spore fungine, che finisce per respirare, specialmente se si sta muovendo su tappeti o moquette. I bambini che gattonano inalano dosi di microrganismi e sporcizia quattro volte superiori (per chilogrammo di massa corporea) rispetto ad un adulto che cammina sulla stessa superficie, almeno secondo una recente ricerca statunitense della Purdue University, West Lafayette (Indiana), pubblicata sul numero uscito il 2 gennaio della rivista “Environmental Science & Technology” e firmato dal team di Brandon Boor.

Asme ed allergie favorite

 “Eravamo interessati a conoscere meglio il materiale biologico inalato inavvertitamente da un bimbo nel primo anno di vita, quando ancora gattona – riferisce il dott. Boor – Diversi studi hanno mostrato che l’esposizione a microbi e allergeni in questa fase della vita gioca un ruolo significativo”. In effetti potrebbe favorire asma e allergie, ma anche combatterle, sottolinea lo studioso. “Ci sono lavori – ricorda infatti – che hanno mostrato come essere esposti ad elevate concentrazioni di materiali biologici può ridurre lo sviluppo e la prevalenza di asma e allergie più avanti negli anni”. Insomma, non tutto lo sporco viene per nuocere.

Bimbo robot

Per capire davvero cosa accade ad un bebè che gattona, il team ha costruito un bimbo-robot e l’ha fatto muovere ‘a quattro zampe’ su campioni di tappeto prelevati da vere abitazioni. Poi i ricercatori hanno misurato e analizzato il particolato ad altezza naso e bocca del piccolo robot, riscontrando che il suo movimento sollevava nuvole di polvere e microrganismi, con concentrazioni anche 20 volte superiori rispetto a quelle nel resto della stanza. Ora, secondo il team, sarebbe opportuno continuare a lavorare con microbiologi ed immunologi per comprendere meglio il ruolo di allergeni e inquinamento indoor sulla salute di neonati e bambini piccoli.

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