I deliri sono convinzioni o idee errate che vengono spesso sperimentate dal soggetto schizofrenico. Tali idee sono non condivisibili e persistenti nonostante le evidenze contrarie. Ovviamente tali idee devono messe in corelazione con l’ambiente socio-culturale di appartenenza, dal momento che quello che può apparire “delirio” per un popolo, può apparire normale in un altro popolo o in un altro contesto, ad esempio di tipo religioso. Il delirio può essere primario, cioè non secondario ad altri processi morbosi, oppure secondario ad allucinazioni o a disturbi dell’umore. Inoltre il delirio può essere cronico, acuto, confuso, ricorrente. Le persone che sperimentano i deliri possono credere di essere perseguitate (paranoia), di avere poteri particolari o di possedere talenti speciali, oppure possono credere che i loro pensieri e loro azioni siano controllati da forze esterne. Alcuni dei tipi più comuni di delirio vengono elencati qui di seguito:
- delirio di nocumento: convinzione delirante di essere osteggiato o danneggiato da tutti, conoscenti e/o sconosciuti, per motivi noti (solitamente assurdi) o senza alcun motivo. Ad esempio il paziente può riferire che per strada tutti cercano di rubargli il portafogli o di farlo inciampare;
- delirio di controllo: delirio in cui sembra che i propri sentimenti, impulsi, pensieri o azioni siano sotto il controllo di qualche forza esterna (ad esempio altra persona o identità estratta) piuttosto che assoggettati alla propria volontà;
- delirio erotomane: l’idea delirante che un’altra persona, di solito di rango sociale elevato (una persona ricca e famosa, ad esempio), sia innamorata segretamente del soggetto. Ad esempio una paziente può essere sicura che l’attore Tom Cruise sia segretamente innamorata di lei;
- delirio di gelosia delirante: il delirio che il proprio partner sessuale sia infedele anche in totale assenza di una infedeltà;
- delirio grandioso, di grandezza o megalomania: delirio di aumento del proprio valore, potere, sapere, identità, o di speciale relazione con qualche divinità o persona famosa. Il paziente ha la convinzione di essere estremamente importante, per esempio di essere stato prescelto da Dio per compiere una missione di fondamentale importanza, o di essere l’unico detentore di conoscenze o poteri straordinari;
- delirio bizzarro: delirio centrato su fenomeni che la cultura del soggetto considera totalmente non plausibili, ad esempio l’idea di essere capace a teletrasportarsi;
- delirio persecutorio: delirio in cui il paziente crede che sé stesso (o qualcuno a lui prossimo) stia venendo aggredito, molestato, ingannato, perseguitato, o fatto oggetto di improbabili cospirazioni, ad esempio il paziente può credere che l’FBI l’abbia “incastrato” per farlo ritenere il capo di un traffico internazionale di stupefacenti;
- delirio da collasso: condizione transitoria che si verifica frequentemente nelle malattie acute, in concomitanza con la cessazione di stati febbrili (normale in pazienti non psicotici);
- delirio di colpa: il paziente si sente responsabile e colpevole di danni e di sciagure di ogni tipo motivando tali convinzioni sulla base di avvenimenti e fatti di importanza irrilevante o addirittura inesistenti. Ad esempio può sentirsi responsabile di un terremoto;
- deliri di indegnità e di rovina: il paziente si sente rovinato, finito, distrutto, indegno di essere considerato una persona umana. E’ convinto di aver condotto sé stesso ed i propri familiari alla rovina economica ed al disprezzo sociale e di meritare quindi il suicidio. Per lui continuare a vivere significa perpetuare in eterno questa condizione dove lui è il responsabile e il colpevole della rovina sua, dei suoi familiari, dei suoi amici o addirittura dell’universo stesso;
- delirio di riferimento: delirio il cui tema è che gli eventi, gli oggetti, o le persone del proprio immediato circondario abbiano un significato particolare e inusuale. Questi deliri hanno di solito una valenza negativa o peggiorativa, ma possono presentare anche contenuti grandiosi. Ciò differisce dalle “idee di riferimento”, in cui la falsa convinzione non viene sostenuta altrettanto fermamente, né risulta altrettanto strutturata in un solido sistema di credenze;
- delirio mistico: il paziente riferisce di comunicare telepaticamente con Dio in modo diretto e privilegiato (“solo io posso”) o di essere egli stesso parte della divinità, oppure può sentirsi un messaggero o un incaricato di Dio e comportarsi come tale. In altri casi può sostenere di essere la nuova incarnazione di Cristo, oppure di avere avuto le stimmate, anche se oggettivamente non siano presenti, e così via;
- delirio da toccamento: consiste nella mania eccessiva di toccare alcuni oggetti;
- delirio nichilista: si riscontra nelle depressioni melanconiche, ed è costituito da un ammasso incoerente di idee iperbolicamente negative, ad esempio credere che domani arrivi un meteorite che distrugga la Terra;
- delirio di negazione: il paziente ritiene di aver fatto scoperte od invenzioni di eccezionale importanza per l’umanità o di aver risolto problemi che assillano l’uomo da millenni, ma che non gli siano riconosciuti i suoi meriti. Ad esempio “Ho trovato la cura per l’AIDS, ma nessuno lo dice“;
- delirio onirico: consiste in un perturbamento della coscienza che conduce a emozioni simili a quelli presenti nella fase onirica; la coscienza del perturbato entra in una fase tale da non riuscire a distinguere la realtà dal profilo onirico di essa stessa.
- delirio professionale o di occupazione: consiste nel ricreare, da parte del paziente, le condizioni e i luoghi abituali di lavoro;
- delirio residuale: rappresentato dal perdurare di rappresentazioni deliranti a livello del pensiero, anche dopo la cessazione del perturbamento;
- delirio interpretativo: il soggetto interpreta fatti casuali come fatti a lui legati, sentendosi l’attore principale o sentendosi indicato come parte in causa;
- delirio di inserzione del pensiero: delirio che alcuni dei propri pensieri non siano i propri, ma piuttosto vengano inseriti nella propria mente;
- delirio del furto del pensiero il paziente percepisce il suo pensiero come estratto, asportato o rubato abusivamente e con finalità ostili e tale delirio è associato spesso a situazioni di blocco del pensiero;
- delirio di trasmissione del pensiero: delirio che i propri pensieri vengono trasmessi fuori ad alta voce, cosicché possono essere percepiti dagli altri (questo delirio, insieme a quello dell’inserzione del pensiero e del furto del pensiero, appartiene alla categoria dei “deliri da influenzamento“);
- delirio religioso: il paziente è convinto che forze religiose (quasi sempre appartenenti alla propria religione) lo proteggano da disgrazie, oppure da una malattia (reale ed esistente);
- delirio di identità: colui che ne è affetto crede di essere un’altra persona, spesso persone importanti come Principi, Presidenti;
- delirio ipocondriaco somatico: delirio il cui contenuto principale riguarda l’aspetto o il funzionamento del proprio corpo, che il paziente può considerare totalmente diverso dall’ordinario (ad esempio l’idea di avere il cervello al posto del cuore e viceversa) o malato di patologie improbabili (parassiti di grandezze esagerate) o totalmente inventate.
I deliri, insieme alle allucinazioni, sono sintomi principali di un disturbo psicotico. La cura del del delirio richiede quasi sempre specifici psicofarmaci antipsicotici, ma che quasi sempre il paziente si rifiuta di assumere, perché solitamente è del tutto inconsapevole del fatto di essere malato e che le sue idee sono del tutto errate, inventate e/o distorte.
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
In medicina, o più precisamente in psichiatria, con “delirio di inserzione del pensiero” ci si riferisce alla convinzione assoluta, da parte del paziente, che i pensieri nella sua testa non siano i propri, ma provengano da un’altra persona che si sia “inserita” nella propria testa. Questa “altra persona” quindi esercita una condizione di controllo più o meno elevata sul paziente e può determinare alcune, se non tutte, sue azioni. Non è quasi mai possibile convincere il paziente che il suo delirio sia errato e che lui sia malato. Il delirio di inserzione del pensiero è uno dei sintomi più frequenti nella schizofrenia, ma può essere presente anche in altre patologie di interesse neurologico e psichiatrico. Il delirio di inserzione del pensiero, insieme a quello di “trasmissione del pensiero” e del “furto del pensiero“, appartiene alla categoria dei “deliri da influenzamento“);
Quando si è accorta di aver perso circa 10 kg in una settimana, Caroline Dick si è detta subita entusiasta. La donna, 42enne scozzese, portava in grembo il suo Maxx, che oggi ha 3 anni. Pensava che fosse solo “fortunata” a perdere peso mentre il bimbo cresceva dentro di lei: non aveva idea del fatto che proprio quella gravidanza stesse mascherando una malattia incurabile. Caroline infatti era stata colpita da un cancro dell’intestino che ha portato alla rimozione della vagina, del colon e del retto. All’epoca, sebbene la sua fosse stata considerata una “gravidanza normale” e aumentasse di peso con Maxx, la donna aveva notato che le sue braccia e le sue gambe si stavano assottigliando. Inizialmente non si è soffermata su questo aspetto. Ma dopo essersi accorta che il suo peso continuava a diminuire anche dopo che il bimbo era nato, ha capito che c’era qualcosa non andava.
I disturbi bipolari
Mary Temple Grandin, o semplicemente Temple Grandin, nacque a Boston, il 29 agosto 1947 in un periodo in cui l’autismo era una patologia ancora ben poco conosciuta, dal punto di vista medico. Essendole stato diagnosticato un danno cerebrale all’età di due anni, fu ospitata in una scuola materna strutturata per tali casi, dove a suo dire fu seguita da buoni insegnanti. Parecchi anni più tardi fu accertata come autistica (formalmente la diagnosi era di Sindrome di Asperger, versione meno grave dello spettro autistico).
Quando tuo figlio gattona (o meglio “carpona”) sul pavimento, finisce per sollevare una nuvola di sporco, cellule della pelle, batteri, pollini e spore fungine, che finisce per respirare, specialmente se si sta muovendo su tappeti o moquette. I bambini che gattonano inalano dosi di microrganismi e sporcizia quattro volte superiori (per chilogrammo di massa corporea) rispetto ad un adulto che cammina sulla stessa superficie, almeno secondo una recente ricerca statunitense della Purdue University, West Lafayette (Indiana), pubblicata sul numero uscito il 2 gennaio della rivista “