Italia tra le nazioni più pigre al mondo

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DIMAGRIRE GRASSO DIETA DIETOLOGIA CALORIE IPOCALORICA OBESO OBESITA SOVRAPPESO KG BILANCIA (2)La “sedentarietà” è una malattia e come tale andrebbe riconosciuta dal Servizio sanitario nazionale. L’Italia, infatti, è nella top 20 delle nazioni più «pigre» al mondo con oltre 24 milioni di sedentari, circa il 42% della popolazione e un indice di inattività del 54,7%. È l’allarme lanciato dai medici dello sport, riuniti a Catania per il congresso nazionale. Per loro la sedentarietà è davvero una malattia e chiedono al Ministero della Salute di essere il primo il mondo a riconoscerla come tale, al pari di disturbi cardiovascolari, diabete, tumori. I motivi, spiegano, sono tanti. A partire dalle dimensioni del fenomeno: il nostro Paese è la 17esima nazione più pigra al mondo, con un indice di inattività che supera il 50 per cento, contro un media che si ferma al 31%. Se rapportati all’Unione Europea, il quadro è ancora più desolante. Siamo quinti, superati soltanto da Malta, Cipro, Serbia e Regno Unito. L’Istat censiva, nel 2013, oltre 24 milioni di sedentari.

Telomeri invecchiati

Diversi studi hanno dimostrato che la sedentarietà – oltre a fare male a livello fisico – riduce la neuroplasticità e le dimensioni dell’ippocampo, oltre a favorire l’invecchiamento dei telomeri (sequenze di Dna poste nella parte finale dei cromosomi, che ad ogni divisione cellulare si accorciano, considerati una sorta di “orologio biologico” delle cellule). L’attività fisica, favorisce al contrario un effetto neuroprotettivo, con risultati di apprendimento migliori. Ecco perché è fortemente indicata anche nella terza età. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, i decessi per le non communicable diseases (malattie non trasmissibili) aumenteranno del 17% nei prossimi dieci anni ma, con interventi coordinati, sarà possibile evitare oltre 30 milioni di morti premature nel mondo entro il 2015, delle quali quasi il 50% negli under 70.
 
I ragazzi non hanno spazi

Un po’ a sorpresa, sono i ragazzi ad essere molto più pigri degli adulti tra i 30 e i 50 anni. «Gli over 30 iniziano a praticare sport come fattore di aggregazione o per seguire i consigli del medico. Una volta finita la scuola, dove già le strutture sono carenti, gli adolescenti non trovano invece le attrezzature e gli spazi adatti e abbandonano di conseguenza l’attività fisica. Diventa importante quindi sfruttare anche lo spazio che i media offrono per comunicare l’importanza dell’esercizio fisico», dicono dalla Federazione medico sportiva italiana (Fmsi). «Il movimento fisico è, insieme alla corretta alimentazione, uno dei garanti del benessere individuale. E va prescritto come terapia, al pari di un farmaco, nella giusta dose individuale, dove la sedentarietà deve essere riconosciuta come patologia», aggiungono i medici dello sport. «Per tutti questi motivi, il messaggio scientifico che vuole arrivare al Ministero della Salute è di procedere insieme alla Fmsi su un percorso ormai necessario e non dilazionabile per la salute di tutti i cittadini, che vede il riconoscimento della sedentarietà come patologia all’interno del Ssn».

FONTE

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Zucchero: il killer del terzo millennio. Ecco i cibi insospettabili dove si nasconde

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SALE ZUCCHERO BIANCO CUCCHIAIO CUCINA CUCINARE DIETA DIETOLOGIA DIMAGRIRE CALORIEChe un consumo eccessivo di zucchero possa portare alla comparsa di diverse malattie tra cui obesità e diabete, probabilmente lo sapevate già. Che l’obesità sia un fattore di rischio per praticamente tutte le malattie attualmente conosciute – tra cui infarto del miocardio ed ictus cerebrale – probabilmente lo sapevate già. Quello che ancora probabilmente non sapete è che il saccarosio, altro nome con cui si chiama lo zucchero, si nasconde in quantità esagerate in moltissimi alimenti insospettabili (la stessa cosa accade anche col sale, a tale proposito vi consiglio di leggere anche: Ridurre il consumo di sale ci può salvare la vita).

Leggi anche: Differenze tra il diabete di tipo 1 e 2 (insulino dipendente e resistente)

Nascosto in ogni luogo

Ma cominciamo con una domanda – apparentemente – banale: quante calorie possiede lo zucchero? Quello di canna possiede 360 calorie ogni 100 grammi, lo zucchero di barbabietola (quello bianco per intenderci) ne ha circa 395 ogni 100 grammi. Mediamente una bustina di zucchero ha 30 calorie, mentre un cucchiaino di zucchero possiede circa 20 calorie. Un cucchiaio grande di zucchero vale invece 50 calorie circa. Purtroppo lo zucchero è ovunque. Una lattina di bevanda gassata da 33 cl contiene mediamente 30 grammi di zucchero, mentre una semplice granita può arrivare a contenerne addirittura quasi un mezzo etto, cioè quasi 200 calorie! Lo zucchero è ovunque, in posti dove è scontato che sia, ma anche in cibi “insospettabili”: osserviamo insieme la prossima lista, che contiene i cibi con più zucchero.

Zucchero 99.8 grammi di zucchero per 100 grammi di prodotto.
Zucchero a velo 97.81 g
Zucchero di canna 97.02 g
Budino alla vaniglia 92.9 g
Fruttosio 92.7 g
Torrone alle mandorle 83.33 g
Miele 82.12 g
Aspartame 80.7 g
Canditi 80.68 g
Budino alla banana 76.57 g
Siero di latte, dolce, evaporato 74.46 g
Miele, McDonald’s 74.32 g
Siero di latte, acido, evaporato 73.45 g
Sciroppo al malto 71.3 g
Biscotti al cocco 70.65 g
Caramelle alla frutta 70 g
Cappuccino istantaneo in polvere, zuccherato 69.16 g
Bevanda al malto e cioccolato 66.67 g
Datteri 66.47 g
Litchi, secchi 66.1 g
Gomme da masticare 66.08 g
Bevanda istantanea al cioccolato 65.8 g
Caramelle dure 65.5 g
Mirtilli rossi, secchi, zuccherati 65 g
Marshmallow al cioccolato 64.06 g
Budino al cocco 64 g
M&m’s, con cioccolato al latte 63.68 g
Toffee 63.47 g
Ovomaltina 63.38 g
Datteri secchi 63.35 g
Caramelle 62.9 g
Confetti 62.5 g
Cioccolato al latte con uvette 62.22 g
Marmallata di arance 60 g
Milky way 59.69 g
Uva secca 59.19 g
Cioccolato bianco 59 g
Caramelle di gelatina con zucchero 58.97 g
Marshmallow 57.56 g
Tamarindo 57.4 g
Barretta al caramello 56.92 g
Praline 55.79 g
Melassa 55.49 g
Crunch, nestle 55 g
Latte condensato zuccherato 54.4 g
Crema di nocciole e cacao 54.05 g
Popcorn caramellati 53.19 g
Latte in polvere scremato 51.98 g
Cioccolato al latte 51.5 g
Cioccolato fondente 51.48 g
Cioccolato al latte, con cereali 51.06 g
M&m’s, con arachidi 50.75 g
Cioccolato al latte con caffè 50.75 g
Snickers 50.47 g
Farina di carrube 49.08 g
Kit kat 48.68 g
Marmellate 48.5 g
Twix 48.25 g
Fichi secchi cotti 47.92 g
Banane, disidratate 47.3 g
Fiocchi glassati al cioccolato 47 g
Barretta di latte e cereali 45.97 g
Tavoletta di frutta e nocciole 45.95 g
Biscotti della fortuna 45.42 g
Cioccolato al latte, con mandorle 43.9 g
Pomodoro in polvere 43.9 g
Marmellata di albicocca 43.4 g
Wafer alla crema 42.95 g
Croccante di arachidi 42.22 g
Barretta ai cereali con frutta, per l’infanzia 42 g
Cioccolata con caramello e nocciole 41.35 g
Peperoncini secchi 41.06 g
Biscotti al cacao farciti con crema 41.01 g
Barretta croccante al burro di arachidi 40.33 g
Biscotti farciti con crema 39.3 g
Purea di prugne 39 g
Bevanda istantanea al cioccolato, senza zucchero 39 g
Succo di mela, concentrato, congelato, senza vitamina c aggiunta 38.83 g
Carote disidratate 38.82 g
Maraschino 38.77 g
Latte in polvere intero 38.42 g
Tartufi dolci 38.31 g
Prugne secche 38.13 g
Salsa di mirtilli rossi, zuccherata 37.9 g
Torta con crema e cioccolato 37.76 g
Pomodori secchi 37.59 g
Cioccolato al latte con arachidi 37.59 g
Wafer alla vaniglia, dietetici 37.5 g
Wafer alla vaniglia, dietetici 37.5 g
Sciroppo di nocciole 36.72 g
Zuccotto confezionato 36.66 g
Brownie 36.61 g
Pasta di mandorle 36.25 g
Torta alla crema 36.11 g
Fiocchi di cereali allo sciroppo d’acero 35.45 g
Biscotti al burro di arachidi 35.44 g
Banana chips 35.34 g
Cookies 35.14 g
Barretta frutta e cereali 35.1 g
Sciroppo di cioccolato 34.82 g
Salsa barbecue, McDonald’s 34.31 g
Carruba dolce, senza zucchero 34.11 g
Cereali, Kellogg’s Choco Crispies 33.96 g
Torta ciliegia e cioccolato 32.94 g
Gelato gusto lime 32.6 g
Bombolone al cioccolato, zuccherato o glassato 31.92 g
Barretta di riso e mais 31.8 g
Muesli 31 g
Muesli con nocciole e frutta secca 31 g
Cereali, Kellogg’s Special K con frutti rossi 30 g
Torta alla frutta 29.84 g
Fiocchi di mais e crusca con frutta e nocciole 29.8 g
Wafer al cioccolato 29.66 g
Noce moscata 28.49 g
Pasticiccini danesi alla frutta 27.53 g
Topping alla fragola 27.38 g
Sundae al cioccolato, McDonald’s 26.89 g
Crostata al cioccolato 26.31 g
Salsa barbecue 26.06 g
Salsa di formaggio 26.06 g
Pasticiccini danesi alle noci 25.87 g
Strudel di mele 25.75 g
Coni gelato, zuccherati 25.66 g
Gelato al cioccolato 25.36 g
Barretta cioccolato e fibre 25 g
Barretta cioccolato al latte, dietetica 25 g
Salsa di carne di suino 24.73 g
Biscotti d’avena 24.66 g
Fiocchi di cereali allo sciroppo d’acero e noci 24.5 g
McFlurry, McDonald’s 24.37 g
Sorbetto all’arancia 24.32 g
Biscotti secchi, per l’infanzia 24.2 g
Biscotti alla frutta, per l’infanzia 24.2 g
Yogurt freddo alla vaniglia 24 g
Fichi secchi 23.35 g
Creme caramel 23.15 g
Pina colada, preparata 22.33 g
Uovo, sostituto in polvere 21.8 g
Cheesecake 21.8 g
Lamponi rossi, congelati, zuccherati 21.76 g
Susina in barattolo 21.58 g
Bombolone, senza ripieno, zuccherato o glassato 21.58 g
Gelato alla vaniglia 21.22 g
Gelato fior di latte 21.16 g
Topping all’ananas 21.01 g
Milkshake al cioccolato 20.85 g
Ciliege, zuccherate, congelate 20.26 g
Biscotti al burro 20.24 g
Lamponi in barattolo, con sciroppo 20.06 g
Muesli fatto in casa 20 g
Gelato all’arancia 19.99 g
Pasticiccini danesi alla cannella 19.78 g
Liquore alla crema di caffe 19.76 g
Mirtilli blu, congelati, zuccherati 19.72 g
Bombolone lievitato al miele, con glassa 19.52 g
Yogurt freddo al cioccolato 19.24 g
Torta alla zucca, confezionata 18.88 g
Torta alla zucca, confezionata 18.88 g
Yogurt aromatizzato con frutta 18.64 g
Frullato al cioccolato, fast-food 18.6 g
Cetrioli dolci 18.27 g
Crostata 18.13 g
Milkshake alla vaniglia 17.75 g
Crema di verdure 17.51 g
Dessert vaniglia e ciliegia, per l’infanzia 16.98 g
Succo di prugna 16.45 g
Cracker al latte 16.44 g
Ciambelle 16.28 g
Fichi 16.26 g
Ciliege, sciroppo, zuccherato, in barattolo 16.18 g
Cereali, Kellog’s All-bran 15.69 g
Crostata di mele 15.65 g
Uva 15.48 g
Litchi 15.23 g
Nettare di pera 15.16 g
Cracker, a basso contenuto di grassi 15.01 g
Mele, in barattolo, zuccherate, affettate 15

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Quante proteine devo assumere ogni giorno? Troppe proteine fanno male?

MEDICINA ONLINE MANGIARE DIETA CIBO DIMAGRIRE PROTEINE CARNE SALUMISono domande che mi sento rivolgere spesso, sia da pazienti che frequentano la sala pesi della propria palestra, sia da pazienti che vogliono semplicemente imparare a nutrirsi in maniera adeguata.

Quante proteine giornaliere?

Confrontando le linee guida ufficiali, notiamo come il corretto fabbisogno giornaliero di proteine ovviamente varia in modo soggettivo, specie in funzione dello stile di vita e del metabolismo:

  • per un soggetto adulto sedentario e/o con un basso metabolismo basale, un quantitativo di 1 g grammi di proteine per kg di peso corporeo è adeguato;
  • per soggetti adulti mediamente attivi e/o con un medio metabolismo basale, si ritiene che assunzioni da 1.1 ad 1.4 g/kg di peso corporeo sono adeguati;
  • per soggetti molto attivi o addirittura atleti e/o con un alto metabolismo basale, si arriva ad assunzioni da 1.5 a 2 g/kg di peso corporeo;
  • se il soggetto pratica sport di potenza e/o ha l’obiettivo sportivo di aumentare copiosamente la muscolatura, si giunge fino ad assunzioni di 2.5 g/kg di peso corporeo ed oltre, ovviamente sotto stretto controllo medico.

Troppe proteine fanno male?

E’ il concetto di “troppo” che è estremamente variabile, visto che il buon senso è sempre più raro al giorno d’oggi! Consumate da soggetti sani, entro i parametri prima indicati, le proteine sono da ritenersi sicure ed anzi necessarie al nostro organismo. Studiando consumi superiori (come avviene, ad esempio, nei soggetti che cercano un aumento muscolare particolarmente spiccato e quindi tendono ad assumere integratori proteici) alcuni ricercatori hanno suppostoun potenziale danno renale causato dall’aumento dell’escrezione di azoto durante il metabolismo proteico, aumento di escrezione che causerebbe un innalzamento della pressione glomerulare e un’iperfiltrazione. Tuttavia tali risultati sono ancora controversi: altri autori affermano che assunzioni non eccessivamente superiori al consigliato, in soggetti sani, sono generalmente associate ad adattamenti funzionali non ascrivibili a danno o patologia. Questo comunque non significa che oltrepassare l’assunzione proteica giornaliera consigliata sia utile o produttivo. Per quel che riguarda il nostro corpo ricordate sempre che “la virtù sta nel mezzo”!

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Cos’è la taurina, a cosa serve ed in quale alimenti trovarla?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO TORO ANIMALE NATURA CORNALa taurina è una sostanza chimica acida che prende il suo nome dal fatto che originariamente sia stata isolata dalla bile del toro, ed è una sostanza chimica acida abbondante in molti tessuti animali, tra cui anche l’uomo. E’ diventata famosa al largo pubblico nel momento in cui ha cominciato ad essere aggiunta in integratori e bevande energizzanti famose (ad esempio Red Bull). Dal punto di vista biologico la taurina si differenza dai venti alfa aminoacidi che formano le proteine per la presenza di acido sulfonico (SOOOH) al posto del tradizionale gruppo carbossilico (COOH).

Che ruoli svolge nel corpo?

La taurina ha due ruoli fisiologici ben documentati:

  • Per molti animali, la taurina è tra i principali osmoliti intracellulari ed è quindi un contributo importante alla regolazione del volume cellulare.
  • La taurina è coniugata attraverso il suo gruppo ammino-terminale agli acidi biliari acido chenodesossicolico e acido colico per formare il sale biliare taurochenodesossicolato di sodio e taurocolato di sodio (vedi bile). Il basso pKa (1,5) del gruppo solfonico della taurina assicura che quella parte di molecola sia caricata negativamente nei range di pH che si trovano normalmente nel tratto intestinale e ciò migliora le proprietà surfattanti del coniugato dell’acido colico.

La taurina è anche implicata in un grande numero di vari fenomeni fisiologici, tra cui il potenziamento a lungo termine dello striato/ippocampo, la stabilizzazione di membrana, l’inibizione feedback degli scoppi respiratori di neutrofili/macrofagi, e l’omeostasi del calcio. Gli effetti riscontrati sono relativamente poveri se comparati con i casi riportati sul ruolo della taurina nella sintesi degli acidi biliari e nella osmoregolazione. Neonati prematuri che mancano nell’enzima necessario per convertire la cistationina in cisteina potrebbero diventare taurina-deficienti. Per questo la taurina è un componente essenziale nella dieta di questi neonati. Negli esperimenti sui ratti è stato dimostrato che la taurina è efficace nel rimuovere i depositi di grasso sul fegato, nel prevenire malattie epatiche e nel combattere la cirrosi. Sebbene sia presente in diverse bevande energetiche, la taurina non ha proprietà energizzanti; sono state dimostrate tuttavia proprietà anti-ossidanti. In particolar modo, ha l’effetto di contrastare le sostanze ossidanti rilasciate dal corpo in seguito all’esercizio fisico. È stato dimostrato anche il beneficio che la taurina può svolgere nelle persone predisposte a infarto aumentando l’efficienza delle contrazioni del muscolo cardiaco. La taurina ha inoltre attività di agonista indiretto sul sistema GABAergico, inibendo l’attività dell’enzima GABA-transaminasi, responsabile del metabolismo del GABA a livello sinaptico.

In quale alimenti si trova la taurina?

La taurina è presente in molti cibi: uova, pesci, carne e latte, ma NON negli alimenti di origine vegetale. Nell’uomo la taurina può essere sintetizzata nel fegato a partire da cisteina e da metionina (due aminoacidi) se presenti sufficienti quantità di vitamina B6.

Usi commerciali della taurina

Dagli anni ’80, la taurina è diventata un ingrediente nelle bibite energetiche come la Red BullBurn Energy DrinkMonster Energy, Verve! e altre bevande o preparati affini; ha inoltre trovato impiego in caramelle energetiche come le XS Energy DrinkFoosh, le White Bull e le Red Bull. Tale componente è presente anche in diversi integratori alimentari disponibili in commercio oltre che in diversi tipi di latte per la crescita comunemente in commercio, come il Latte Nipiol 3 per citarne uno. Viene inoltre utilizzato nei mangimi destinati agli animali. Grazie alle sue proprietà antiossidanti viene raccomandata ai soggetti sottoposti ad intenso allenamento come ad esempio i cavalli sportivi. La taurina può essere assunta in qualsiasi momento della giornata dopo l’allenamento e favorisce il recupero fisico dopo un intenso sforzo riducendo il danno muscolare e lo stress ossidativo. Essa infatti agisce in diverse parti dell’organismo: migliora il metabolismo dei lipidi e degli zuccheri a livello epatico; favorisce l’escrezione renale di sostanze tossiche; favorisce la contrattilità della muscolatura scheletrica e del cuore aumentandone così la gittata cardiaca. Viene quindi consigliata nei cavalli sportivi per aumentare le performance atletiche e diminuire i tempi di recupero.

Taurina nello sport

La taurina può essere utilizzata come aiuto ergogenico nell’ambito sportivo. Essa sembra avere un’azione insulino-simile, cioè migliora il trasporto del glucosio e di alcuni aminoacidi all’interno della cellula. Tra le proprietà maggiormente citate emerge la sua utilità come antiossidante e anticatabolico, stimolatore del volume cellulare e delle condizioni anaboliche (miglioramento del metabolismo proteico) all’interno delle cellule muscolari.

Vi sono anche prove che la taurina negli esseri umani adulti possa contribuire a ridurre la pressione sanguigna, e studi recenti dimostrano che gli integratori di taurina somministrati ai ratti con una dieta ricca di grassi hanno impedito loro di raggiungere il sovrappeso, migliorando nel contempo il controllo del diabete. Recentemente ulteriori studi sull’uomo hanno mostrato che l’assunzione di taurina può avere effetti favorevoli nell’ossidazione di grasso durante l’esercizio. In uno studio recente, la supplementazione pre-allenamento di 1,66 g di taurina non ha dimostrato di migliorare la prestazione, ma ha aumentato del 16% l’ossidazione dei grassi durante una prestazione a moderata intensità al 66,5% del VO2max per 90 minuti in ciclisti allenati. Tuttavia sono necessari ulteriori approfondimenti per poter determinare l’efficienza della taurina nei programmi per la perdita di peso. La taurina è presente in alte concentrazioni nel muscolo scheletrico, ed è stato visto che le concentrazioni dell’amminoacido al suo interno si riducono dopo l’esercizio, indipendentemente dalla durata. Inoltre, questa diminuzione è stata rilevata specificamente nelle fibre a contrazione rapida (di tipo 2), anche se la concentrazione plasmatica di taurina è rimasta invariata. Si è suggerito che l’amminoacido possa giocare un ruolo come difesa cellulare dal danno indotto dai radicali liberi. Infatti l’esercizio intenso si crede possa aumentare lo stress ossidativo e il danno muscolare. Alcune ricerche hanno rilevato che la supplementazione di taurina o la deplezione di taurina possono svolgere misurabili azioni citoprotettive per attenuare le lesioni muscolari indotte dall’esercizio fisico. A seguito dell’esercizio coi pesi con ripetizioni eccentriche, l’assunzione di taurina ha dimostrato di influire sulla contrazione muscolare riducendo lo stress ossidativo, in associazione con una riduzione del superossido, un radicale libero. Vi sono evidenze recenti che l’assunzione concomitante di taurina e amminoacidi ramificati (BCAA) riesca a ridurre la percezione del DOMS e il danno muscolare indotto dall’esercizio coi pesi più dei soli BCAA. La taurina è piuttosto conosciuta per essere, assieme alla caffeina, un ingrediente delle popolari bevande energetiche. Esse contengono circa un grammo di taurina, ma la taurina non ha mostrato di essere energetica di per sé; tuttavia alcuni risultati scientifici sull’uso di taurina hanno dimostrato un suo ruolo nel ridurre la fatica muscolare, portando a benefici nella termoregolazione (aiutando a stabilizzare la temperatura corporea durante l’attività fisica) e nella concentrazione. Si è spesso erroneamente sostenuto che la taurina sia uno stimolante energetico, ma in realtà essa può svolgere un’azione opposta, essendo coinvolta nell’inibire i neuroni eccitatori del cervello, il che la renderebbe più una sostanza rilassante. La taurina è infatti un amminoacido che calma il sistema nervoso, perché sostiene la produzione di GABA. Essa può favorire la gestione dell’ansia contrastando potenzialmente gli ormoni dello stress. Il suo utilizzo come ingrediente nelle bevande energetiche è quindi ottimale accanto a un effettivo stimolante come la caffeina, per i suoi benefici nel ridurre la fatica, favorire la termoregolazione e migliorare la concentrazione. L’effetto sinergico tra caffeina e taurina è stato dimostrato anche in dissociazione da tali bevande. Anche se assunta singolarmente, la ricerca mostra come la taurina possa portare benefici e miglioramenti nella prestazione sportiva in soggetti affetti da scompenso cardiaco, aumentando la prestazione e la resistenza alla fatica. La taurina ha dimostrato un potenziale di imitare l’attività dell’insulina, attenuando la glicemia in risposta all’assunzione di glucosio. Si è ipotizzato che la taurina favorisca il trasporto di glucosio e amminoacidi all’interno delle cellule muscolari, in ultima analisi, svolgendo un ruolo come volumizzatore cellulare. Questo permetterebbe che le cellule diventino “superidratate”, e alcune ricerche suggeriscono che questo possa promuovere una maggiore sintesi proteica muscolare e l’inibizione del catabolismo proteico muscolare. Questo potrebbe portare a uno sviluppo di maggiore massa e forza muscolare, anche se queste rimangono ipotesi. La ricerca ha anche rivelato che l’integrazione con taurina può diminuire la quantità di una sostanza chimica chiamata 3-metilistidina (3-MH), il che segnalerebbe che la taurina sembra contribuire a ridurre il catabolismo proteico muscolare.

Dosi di assunzione della taurina

La taurina viene assunta in due o tre dosi giornaliere, per raggiungere un dosaggio che in genere oscilla tra 2 a 8 grammi massimi al giorno.

Quali sono gli effetti collaterali della taurina?

Un eccesso di taurina negli adulti può provocare ipertensione arteriosa, diarrea e ulcera peptica.
La taurina potrebbe aggravare una psoriasi.

Integratore alimentare

Il miglior integratore di taurina, consigliato dal nostro Staff, è questo: https://amzn.to/3z55x0z

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La classifica dei dieci alimenti che contengono più omega 3

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO UOVA CIBO DIETA (1)Prima che iniziate a leggere, vi consiglio di leggere questo articolo: Quanto sono importanti gli omega-3 e gli omega-6 per la tua salute?

Fatto? Ora potete che sapete tutto sugli Omega 3, passiamo alla classifica dei dieci cibi che ne contengono di più.

1) Noci

La frutta secca è una delle fonti principali di nutrienti, fibre, proteine e ferro. Le noci, in questo senso, ne forniscono un apporto importante, contenendo anche bassi livelli di colesterolo. Grazie alla loro versatilità e al loro sapore così caratteristico, possono essere utilizzate nelle insalate, nello yogurt oppure nei pesti.

2) Olio di pesce

Anche le pillole a base di olio di pesce possiedono Omega 3, ma sono consigliate in ultima istanza, ovvero, nel caso non si riesca ad assumere il giusto quantitativo di questi grassi naturalmente nella dieta.

Leggi anche: Differenza tra omega 3, omega 6 ed omega 9: quale integratore scegliere?

3) Semi di lino

Questi, possono avere molteplici effetti benefici per l’organismo, per esempio contro la stitichezza, la pressione alta, il colesterolo e problemi di cuore. Sono anche ricchi di un acido grasso fondamentale detto Acido Alfa Linoleico (ALA). Per assumere il giusto quantitativo di Omega 3 quotidianamente dovreste consumarne almeno 2 cucchiai, come specifica la nutrizionista indiana Priya Kathpal.

4) Salmone

Questo pesce, insieme a sardine, gamberi, granchi e ostriche, possiede notevoli quantità di acidi grassi e in più, è ricco di Omega 6, proteine, vitamine e minerali. Potete consumarne anche 2-3 porzioni a settimana.

Leggi anche: Quanto peso perdiamo ogni volta che andiamo in bagno?

5) Semi di chia

Questi sono una delle fonti vegetali primarie di Omega 3 e possono essere consumati nelle insalate oppure come snack croccante. Regolarizzano le funzioni intestinali, sono ricchi di fibre e favoriscono la resistenza fisica e la stabilità emotiva.

6) Semi di soia

Molti prodotti a base di soia, come il latte possono offrire il giusto apporto di Omega 3, ne è sufficiente anche un bicchiere al giorno. I semi di soia hanno un basso contenuto di colesterolo, ma, al contrario, sono ricchi di fibre, ferro, calcio, proteine, vitamina K e folati.

7) Uova

Ottime a colazione, oppure come pasto completo se accompagnato con verdure e pane integrale, sono un’ottima fonte di proteine e Omega 3, ma dato il loro elevato livello di colesterolo è opportuno consultare il proprio medico prima d’inserirle nella dieta.

8) Cavolfiore

Quest’ortaggio è considerato uno dei più ricchi di Omega 3 e di altri nutrienti essenziali come il potassio, il magnesio e la niacina che aiutano a mantenere in salute il cuore e i vasi sanguigni.

9) Olio di canola

La canola possiede numerose virtù per il benessere del cuore, oltre ad essere ricca di Omega 3. È anche un ottimo olio per la frittura perché ha un punto di fumo più elevato.

10) Spinaci

Una tazza di spinaci sbollentati in acqua è sufficiente per il fabbisogno quotidiano di acidi grassi, sono poveri di calorie e ricche di minerali e ferro.

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Quanto sono importanti gli omega 3 e gli omega 6 per la tua salute?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO PESCE CIBO SALMONE CUCINA DIETA OMEGA 3 (4)Se ne parla tanto quando si discute della nostra alimentazione, anche se non tutti sanno esattamente cosa siano. Una domanda che mi sento rivolgere spesso è “quanto sono importanti gli omega-3 e gli omega-6 per la mia salute?”. Decisamente tantissimo. Vediamo oggi cosa sono questi acidi grassi e quali importanti compiti svolgono all’interno del nostro organismo.

A che servono gli omega-3 e gli omega-6?
Sia gli acidi grassi omega-3 (ω-3) sia gli omega-6 (ω-6) sono importanti componenti delle membrane cellulari e sono importanti precursori di molte altre sostanze nell’organismo come quelle coinvolte nella regolazione della pressione sanguigna e nelle risposte infiammatorie. Gli acidi grassi omega-3 sono considerati sempre di più come fattori di protezione nelle malattie cardiache letali e sono noti i loro effetti antinfiammatori, che possono essere importanti in queste ed in altre malattie. C’è anche una crescente attenzione per il ruolo degli acidi grassi omega-3 nella prevenzione del diabete e di alcuni tipi di neoplasie.1
Il corpo umano è capace di produrre tutti gli acidi grassi necessari, eccetto due: l’acido linoleico (LA), un acido grasso omega-6 e l’acido alfa-linolenico (ALA), un acido grasso omega-3. Questi devono essere apportati dalla dieta e si definiscono anche “acidi grassi essenziali”. Entrambi questi acidi grassi sono necessari per la crescita e la guarigione dei tessuti, ma possono anche essere utilizzati per la produzione di altri acidi grassi (es. l’acido arachidonico (AA) deriva dall’LA). Tuttavia, poiché la conversione ad acido grasso omega-3 eicosapentaenoico (EPA) e docosaesenoico (DHA) è limitata, si consiglia di includere nella dieta questi acidi grassi. Gli acidi grassi ALA e LA si trovano nei vegetali e nell’olio di semi. Anche se i livelli di LA sono di solito più alti rispetto a quelli di ALA, l’olio di colza e di noci ne sono ottime fonti. Gli acidi grassi EPA e DHA si trovano nell’olio di pesce (es. salmone, sgombro, aringa). L’acido grasso AA si può ottenere da fonti animali quali la carne e l’albume d’uovo.

Leggi anche: Differenza tra omega 3, omega 6 ed omega 9: quale integratore scegliere?

Il rapporto omega-3/omega-6
Nel corpo umano LA e ALA sono in competizione, in quanto metabolizzati dallo stesso enzima, Δ6-desaturasi. Questo aspetto è da tenere in considerazione per la salute poiché una eccessiva assunzione di LA potrebbe ridurre la quantità di Δ6-desaturasi disponibile per il metabolismo di ALA con il conseguente aumento del rischio di malattie cardiache. Dati a sostegno di questa teoria mostrano che negli ultimi 150 anni, l’apporto di omega-6 è aumentato, mentre quello degli omega-3 è parallelamente diminuito, con l’aumento di malattie cardiache. Pertanto è stato applicato il concetto di un rapporto “ideale” tra omega-6 ed omega-3 nella dieta. Una eccessiva assunzione di omega-6 può compromettere la formazione degli omega-3 a partire dall’acido alfa-linolenico, e viceversa. Non a caso, nella dieta tipica dei Paesi occidentali, il rapporto omega-6/omega-3 è di 10:1, mentre, per essere ideale, dovrebbe essere di 6:1. Per riequilibrare tale rapporto è fondamentale aumentare il consumo di pesce, soprattutto di quello azzurro e delle specie che popolano i mari del nord.
Tuttavia, non è ancora stato identificato il rapporto associato alla riduzione del rischio delle malattie cardiache e attualmente molti esperti suggeriscono che il rapporto è meno importante; ciò che preoccupa di più gli Autori è la quantità assoluta di acidi grassi assunti. Un lavoro pubblicato su questo argomento ha stabilito che aumentando solamente la quantità di ALA, EPA e DHA nella dieta si può ottenere la quantità desiderata di questi acidi grassi nei tessuti corporei, e che non è necessario diminuire l’apporto di LA e AA.3 Inoltre, il metodo utilizzato è identico sia per le diete che hanno un corretto apporto di omega-6 e omega-3, sia per quelle che sono carenti di entrambi.

Funzioni degli omega-6 e degli omega-3
Gli acidi grassi polinsaturi omega-6 abbassano la colesterolemia, riducendo i livelli plasmatici delle LDL. Questo beneficio, tuttavia, è in parte attenuato dal fatto che gli stessi acidi grassi omega-6 riducono anche il colesterolo “buono” HDL.
L’acido oleico (olio di oliva), invece, riduce i livelli di colesterolo-LDL senza intaccare la percentuale di colesterolo-HDL. Questo acido grasso, pur non essendo essenziale come gli altri due, è quindi molto importante per il nostro benessere. L’acido oleico si trova in numerosi condimenti di origine vegetale ed in particolar modo nell’olio di oliva che, anche per questo motivo, rappresenta uno dei migliori condimenti da utilizzare in cucina.
Gli acidi grassi polinsaturi omega-3 abbassano i livelli plasmatici di trigliceridi, interferendo con la loro incorporazione a livello epatico nelle VLDL. Per questo motivo possiedono un’importante azione antitrombotica (ricordiamo, infatti, che alti livelli di trigliceridi nel sangue riducono il processo di fibrinolisi, deputato allo scioglimento dei coaguli intravasali; per questo motivo l’ipertrigliceridemia si accompagna ad un aumentato rischio di patologie cardiovascolari).
Tutto ciò spiega come mai ogni giorno, tramite tv e giornali, medici e nutrizionisti sottolineino l’importanza di un regolare consumo di alimenti ricchi di omega-tre (pesci e semi di lino), in modo da tenere sotto controllo i livelli ematici di colesterolo, trigliceridi e, insieme ad essi, il rischio di malattie cardiovascolari.

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Quanto omega-3 assumere ogni giorno?
L’integrazione consigliata di omega-3 varia da paese a paese, da 0,5 a 2% dell’energia; l’integrazione raccomandata di ALA varia da 0,6 a 1% dell’energia ossia 1-2 g al giorno. Uno studio sull’apporto dietetico di vari tipi di grassi ha riscontrato che l’effettiva assunzione di ALA varia da circa 0,6g/dì (Francia e Grecia) a 2,5g/dì (Islanda) nell’uomo e 0,5g/dì (Francia) a 2,1g/dì (Danimarca) nelle donne. Le integrazioni sono troppo basse nella maggior parte dei casi e si consiglia un aumento del consumo degli alimenti ricchi di omega-3 per avere un beneficio nella maggior parte delle diete. Questo si può ottenere per esempio mangiando una o due volte la settimana il pesce azzurro e usando l’olio di colza al posto dell’olio di girasole.

La struttura degli omega-3 e omega-6
Circa il 90% degli acidi grassi contenuti nella nostra dieta sono trigliceridi, che sono costituiti da acidi grassi e glicerolo. Gli acidi grassi presentano una catena di atomi di carbonio, con un gruppo metile ad una estremità ed un gruppo acido all’altra estremità .Ogni atomo di carbonio lega degli atomi di idrogeno, il cui numero varia a seconda che l’acido grasso sia saturo o insaturo. I saturi contengono il massimo numero possibile di atomi d’idrogeno, mentre negli insaturi alcuni atomi d’idrogeno mancano, e sono sostituiti da doppi legami tra gli atomi di carbonio.
I grassi vengono definiti “monoinsaturi” se presentano un solo doppio legame, e “polinsaturi” se presentano due o più doppi legami. Gli acidi grassi omega-3 e omega-6 sono entrambi polinsaturi (Fig. 1): essi differiscono nella posizione del primo dei doppi legami. Negli omega-3 il primo doppio legame si trova sul terzo atomo di carbonio, mentre negli omega-6 si trova sul sesto atomo di carbonio, iniziando a contare dall’estremità dotata del gruppo metile (contrassegnata dall’omega).

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Qual è la giusta percentuale di grasso che dobbiamo avere nel corpo?

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Roma GIUSTA PERCENTUALE GRASSO CORPO Radiofrequenza Rughe Cavitazione Peeling Pressoterapia Linfodrenante Dietologo Cellulite Dieta Pancia Sessuologia Sex Filler Botulino

In molti, dopo avere stati sottoposti all’esame bioimpedenziometrico, mi chiedono quale sia la percentuale di massa grassa che il loro corpo deve possedere per essere considerati “in forma”. Da ora in poi, grazie alla figura che vedete qui in alto, questa percentuale non sarà più un mistero!

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Le bottiglie di plastica cedono all’acqua elementi tossici

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FRIGORIFERO CUCINA CIBO DIETA DIMAGRIRE PRODOTTI SPESA SUPERMERCATOLe bottiglie di plastica che si trovano nei nostri supermercati possono cedere nell’acqua composti potenzialmente tossici derivanti dall’involucro in Pet (polietilene tereftalato). A sostenerlo è Silvano Monarca, docente del Dipartimento di Igiene e sanità pubblica dell’Università di Perugia, le cui ricerche hanno dimostrato che queste cessioni, pur rimanendo nei limiti consentiti dalla legge, sono rilevabili in quantitativi variabili nel tempo. Le ricerche dell’equipe umbra non sono le uniche ad aver messo in evidenza una migrazione nell’acqua di elementi potenzialmente pericolosi sulla salute: alcuni studi europei hanno infatti trovato in alcune acque in bottiglia la presenza di interferenti endocrini, sostanze che potrebbero modificare l’equilibrio ormonale.

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