Ronnie Coleman sulla morte di McCarver: soffocamento? C’è dell’altro

Ronnie Coleman, intervistato da TZM.com, parla a ruota libera della morte di Dallas McCarver.

“Cresceva troppo in fretta […] non ho mai visto nessuno pesare oltre 300 libbre a 26 anni, io a quell’età non ero lontanamente vicino a quel peso. […] Dopo quel che era successo all’Arnold Classic Australia, se la situazione fosse stata presa in modo corretto, ora Dallas sarebbe ancora vivo. […] Tutti parlano di soffocamento, ma secondo me c’è dell’altro. […] Ricordo quando un altro big del culturismo anni 90, Shawn Ray, si “permise” di dire a Dallas che, visto l’episodio dell’Arnold, forse stava esagerando e che doveva andarci piano. Dallas rispose che Ray era una nullità, che la sua carriera era ormai finita, che era isterico e che gli rimanevano solo questi pettegolezzi per far parlare di se.”

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Anllela Sagra: la splendida fitness model colombiana [FOTO]

Famosa ormai da cinque anni sui social, Anllela Sagra ha iniziato come modella, poi ha incontrato un istruttore in palestra che le ha cambiato la vita trasformandola nella fitness model che è adesso e rendendola popolare in tutto il mondo. Seguitissima perché ha un fisico scolpito e perfetto, ecco oggi alcune sue foto:

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Philip K. Dick, i film più belli della fantascienza li dobbiamo a lui

MEDICINA ONLINE PHILIP K DICK SCRITTORE FILM ELENCO OPERE SCRITTI LIBRI SCENEGGIATURA FANTASCIENZA CINEMA.jpgIl grande scrittore di fantascienza Philip Kindred Dick è nato il 16 dicembre 1928 a Chicago e ha trascorso in California, a Los Angeles e nella zona della Baia, la maggior parte della sua vita: un’esistenza inquieta e disordinata, ma sempre lucida dal punto di vista letterario, fin dagli esordi, avvenuti nel 1952. Philip Dick è stato al centro, dopo la morte avvenuta nel 1982, di un clamoroso caso di rivalutazione letteraria.

Sottovalutato in vita, è emerso nella critica e nella considerazione generale come uno dei talenti più originali e visionari della Letteratura americana contemporanea. La sua figura è divenuta oggi un simbolo per lettori giovani e meno giovani, affascinati dalle numerose sfaccettature di un’opera che si presta sia ad una lettura immediata che a più serie riflessioni, e parecchie delle sue opere sono ormai considerate degli autentici classici. Cultura della droga, realtà apparenti e soggettive, difficoltà di definire il Divino ed il Reale e, all’interno del Reale, l’Umano (che sfuma continuamente nei suoi simulacri artificiali), controllo occulto sugli individui… queste le tematiche della sua sregolata, ma geniale produzione narrativa, permeata da quell’alone di tragico pessimismo che l’autore si portò appresso per tutta la vita.

Cresciuto da una madre possessiva e nevrotica, che aveva presto divorziato dal padre, Dick sviluppò una personalità contraddittoria, caratterizzata da atteggiamenti diffidenti e contrastanti nei confronti del sesso femminile. Non è quindi un caso che i suoi rapporti con le donne siano sempre stati particolarmente difficili (ma la sua vita fu anche segnata da problemi fisici e psicologici, come asma, tachicardia e agorafobia). L’incontro con la fantascienza avvenne nel 1949, a dodici anni, quando comprò per errore una copia di “Stirring Science Fiction” al posto di “Popular Science”, rivista di divulgazione scientifica. Da allora nacque in lui la passione per questo genere letterario, che non l’avrebbe più abbandonato.

Il suo maggiore interesse, oltre naturalmente alla scrittura e alla letteratura, era la musica. In gioventù fece il commesso in un negozio di dischi e curò un programma di musica classica alla stazione radio di San Matteo. Alla fine delle superiori incontrò e sposò Jeanet Marlin. Il matrimonio durò sei mesi, poi divorziarono e non si incontrarono mai più.

Iniziò l’università a Berkeley, frequentando corsi di tedesco e di Filosofia e in questo periodo conobbe la sua seconda moglie, Kleo Apistolides, sposata nel 1950. Pessimo studente, non riuscì a terminare gli studi, anche a causa della sua (all’epoca), appassionata attività politica, che lo portava ad opporsi all’iniziativa bellica americana in Corea.

Già da allora Dick mostrava segni di una particolare insofferenza per la politica della destra americana e non pochi furono i suoi scontri con gli esponenti del “maccartismo”: i suoi biografi raccontano con una certa ironia di come due agenti dell’FBI fossero tanto assidui nei controllo della vita intima e lavorativa di Dick da diventare alla fine suoi buoni amici.

In quel periodo, comunque, aveva iniziato come molti scrivendo racconti e inviandoli per posta alle riviste. Nel 1952 si scelse un agente, Scott Meredith, e quasi subito vendette il suo primo racconto: “The Little Movement”, che apparve soltanto su “Magazine of Fantasy & Science Fiction”. La vendita del racconto gli fece decidere di diventare scrittore a tempo pieno. Il primo romanzo,”Solar Lottery”, uscì tre anni dopo, nel 1955, quando Dick non aveva ancora trent’anni. Un dato statistico molto semplice fa capire le difficoltà di Dick in quel periodo: nel solo arco degli anni ’50 scrisse undici romanzi oltre settanta racconti, al di fuori del genere fantascientifico e tutti ricevettero il rifiuto alla pubblicazione (soltanto uno fu poi pubblicato, “Confessioni di un artista di merda”).

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Negli anni che seguirono, Dick pubblicò una quantità di racconti e romanzi, tra i quali ricordiamo “Il disco di fiamma” (1955), “Autofac” (1955), “Noi marziani” (1963/64). La lista potrebbe continuare a lungo. Tra i tanti, citiamo ovviamente “Il cacciatore di androidi” (titolo originale: “Do the Androids Dream of Electric Sheeps?”, 1968), dal quale Ridley Scott ha poi tratto il film “Blade Runner”, e “Ubik (1969), forse il suo romanzo più significativo.

Nel 1958 abbandona la vita della metropoli per Pt. Reyes Station dove conosce Anne Rubenstein che sposerà l’anno successivo, dopo il divorzio da Kleo. La vita, per lui, cambia e assume un aspetto più familiare: alle tre figlie precedenti della moglie si aggiunge la nascita della sua figlia, Laura Archer. Gli anni ’60 sono per lui un periodo tumultuoso: il suo stile cambia, si fa più interiore e diventa sempre più pressante la domanda, di stampo metafisico ma per Dick assai legata ai mutamenti di prospettiva indotti dall’evoluzione tecnologica, “che cos’è che fa di un uomo un uomo?”. Nel 1962 pubblica “The Man in the High Castle” (tradotto in Italia come “La svastica sul sole”) che gli farà ottenere nel 1963 il premio Hugo e con esso il riconoscimento come autore di primo piano.

Cambia anche il tipo di opere scritte: negli anni ’60 scrive diciotto romanzi e venti racconti. Un ritmo di scrittura impressionante, al limite dello stress psicofisico (oltre sessanta pagine al giorno) finirà col distruggere la sua vita familiare (divorzierà nel 1964) e il suo fisico (si volgerà sempre di più ai medicinali, soprattutto anfetamine). Ben presto Dick cadrà in depressione e in questo periodo oscuro sposa Nancy Hackett (1966), una donna schizofrenica che lascerà quattro anni dopo ma che contribuirà non poco a spingerlo verso un declino sempre più inarrestabile.

L’arrivo di un’altra donna, Kathy DeMuelle, arresterà la caduta anche se non farà iniziare la risalita. L’inizio degli anni ’70, quindi, si presenta come un periodo sterile, intriso di paranoia e dominato dalla droga. Seguono l’abbandono di Kathy, i viaggi in Canada e l’incontro con Tessa Busby che sposerà e che nel 1973 gli darà un figlio, Christopher, per poi divorziare ancora nel 1976. Nel 1974, e precisamente il 2 Marzo, la vita di Dick cambia: ha quella che definisce una “esperienza mistica”. Ricomincia a scrivere romanzi molto diversi da quelli scritti in precedenza, e perde interesse per la narrativa breve (l’ultimo racconto sarà “Frozen Journey” pubblicato su Playboy nel 1980) e indirizza tutto il suo entusiasmo verso un sogno ambizioso: una trilogia di romanzi con tendenze mistiche: la trilogia di Valis (comprende i romanzi: “Valis”, “The Divine Invasion” e “The Trasmigration of Timothy Archer”). Un infarto, il 2 febbraio 1982, lo stroncherà mentre sta lavorando ad un nuovo romanzo, “The Owl in Daylight”.

Come scrittore, Dick è sempre rimasto fedele ai temi classici della fantascienza, ma li ha impiegati in maniera personalissima,con un discorso letterario la cui coerenza e profondità d’ispirazione ha pochi eguali. Tutte le sue opere più importanti, ruotano attorno al tema realtà/illusione, in cui si proiettano l’angoscia e la fragilità dell’uomo contemporaneo. Nei suoi ritratti del futuro, dai paesaggi urbani agli scenari post-nucleari, troviamo i temi di sempre: la violenza del potere, l’alienazione tecnologica, il rapporto fra esseri umani e creature artificiali. All’interno di società disintegrate, i suoi personaggi cercano affannosamente un barlume d’umanità e la riaffermazione di un principio morale.

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Lista degli adattamenti cinematografici dei lavori di Philip K. Dick

  • Il romanzo Il cacciatore di androidi è stato trasposto nel film Blade Runner (1982) di Ridley Scott.
  • Alcune scene di Terminator (The Terminator, 1984), e l’idea della guerra futura dove androidi assassini cercano di intrufolarsi nei rifugi camuffandosi da esseri umani, rimandano in modo chiaro a Second Variety (Modello due, vedi anche Screamers, più avanti), nonostante non sia presente alcun riferimento nei titoli del film. L’altra grande opera che ha ispirato Terminator sembra essere stata il racconto di Harlan Ellison Soldier.
  • Il film Atto di forza (Total Recall, 1990) di Paul Verhoeven era basato su un suo racconto, Ricordiamo per voi.
  • Il film francese Confessions d’un Barjo (1992) di Jérôme Boivin è basato su Confessioni di un artista di merda (Confessions of a Crap Artist).
  • Il film Screamers – Urla dallo spazio (1995) era basato su un suo racconto: Modello due (Second Variety, in Rapporto di minoranza e altri racconti)
  • Waking Life (2001), diretto da Richard Linklater, è un film che riflette sulla sottile linea che separa lo stato di sonno e quello di veglia. Nell’ultima scena il regista stesso parla delle esperienze dickiane.
  • Il film Impostor (del 2000 ma distribuito nel 2002) di Gary Fleder è basato su un suo racconto omonimo, come peraltro una serie di telefilm degli anni sessanta.
  • Il film Minority Report (2002) di Steven Spielberg è basato sul racconto Rapporto di minoranza.
  • Paycheck (2003), diretto da John Woo, è tratto dall’omonimo racconto (in italiano I labirinti della memoria) del 1953.
  • La “composizione personale” di Dick Strange Memories of Death è stata adattata nell’omonimo cortometraggio da parte degli Yates House Studios, ma il film non è stato ancora distribuito.
  • A Scanner Darkly – Un oscuro scrutare (2006) è l’adattamento cinematografico di Un oscuro scrutare. Diretto da Richard Linklater (regista di Waking Life girato con digital rotoscope, la stessa tecnica che viene usata in questo film), ha come protagonisti Winona Ryder, Keanu Reeves e Robert Downey Jr..
  • Fonti non ufficiali del 2003 parlano di una sceneggiatura scritta dallo scrittore Brandon M. Easton per La svastica sul sole.

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Racconti

Nota: le opere sono elencate in ordine di pubblicazione

1952
Beyond Lies the Wub (Ora tocca al wub)
The Gun (Il cannone)
The Little Movement (Minibattaglia)
The Skull (Il teschio)
The Variable Man (L’uomo variabile)

1953
The Builder (La barca)
Colony (Colonia)
The Commuter (Il sobborgo dimenticato)
The Cookie Lady (La signora dei biscotti)
The Cosmic Poachers (Pirati cosmici)
The Defenders (I difensori della Terra)
Expendable (Un uomo a rischio)
The Eyes Have It (Invasione oculare)
The Great C (Il grande C)
The Hanging Stranger (L’impiccato)
The Impossible Planet (Pianeta impossibile)
Impostor (Impostore)
The Indefatigable Frog (L’infaticabile ranocchio)
The Infinities (Cavie)
The King of the Elves (Il Re degli Elfi)
Martians Come in Clouds (Nuvole marziane)
Mr. Spaceship (La mente dell’astronave)
Out in the Garden (In giardino)
Paycheck (I labirinti della memoria)
Piper in the Woods (I pifferai)
Planet for Transients (Pianeta alieno)
The Preserving Machine (La macchina salvamusica)
Project: Earth (Progetto: Terra)
Roog (Ruug)
Second Variety (Modello due)
Some Kinds of Life (Un certo tipo di vita)
The Trouble with Bubbles (Il mondo in una bolla)
The World She Wanted (Il mondo che lei voleva)

1954
A World of Talent (Il mondo dei mutanti)
The Last of the Master (L’ultimo dei capi)
Adjustment Team (Squadra riparazioni)
Beyond the Door (Dietro lo sportello)
Breakfast at Twilight (Colazione al crepuscolo)
The Crawlers (Quelli che strisciano)
The Crystal Crypt (La cripta di cristallo)
The Exhibit Piece (Il padiglione del passato)
The Father-thing (La Cosa-padre)
The Golden Man (Non saremo noi)
James P. Crow (Jeams P. Crow)
Jon’s World (Il mondo di Jon)
The Little Black Box (I seguaci di Mercer)
Meddler (Il fattore letale)
Of Withered Apples (Mele avvizzite)
A Present for Pat (Un regalo per Pat)
Prize Ship (La nave nemica)
Progeny (Progenie)
Prominent Author (Un autore importante)
Sales Pitch (Vendete e moltiplicatevi)
Shell Game (Rivolta contro la Terra)
The Short Happy Life of the Brown Oxford (Breve vita felice di una scarpa marrone)
Small Town (Piccola città)
Souvenir (Souvenir)
Strange Eden (Strano Eden)
Survey Team (Squadra di ricognizione)
Time Pawn (Il dottor futuro)
Tony and the Beetles (Tony e i coleotteri)
The Turning Wheel (La ruota cosmica)
Upon the Dull Earth (Sulla monotona Terra)

1955
Autofac (Autofac)
Captive Market (Commercio temporale)
The Chromium Fence (Saltare il fosso)
Foster, You’re Dead! (Foster, sei morto!)
The Hood Maker (Il fabbricante di cappucci)
Human Is (Umano è)
The Mold of Yancy (Yancy)
Nanny (Nanny)
Psi-man Heal My Child! (Psi)
Service Call (Servizio assistenza)
A Surface Raid (Un incursione in superficie)
Vulcan’s Hammer (Vulcano 3)
War Veteran (Veterano di guerra)

1956
A Glass of Darkness (La città sostituita)
Minority Report (Rapporto di minoranza)
Pay for the Printer (Diffidate delle imitazioni)
To Serve the Master (Al servizio del padrone)

1957
Misadjustment (Le illusioni degli altri)
The Unreconstructed M (La macchina)

1958
Null-o (Non-o)

1959
Explorers We (Tornando a casa)
Fair Game (Selvaggina pregiata)
Recall Mechanism (Meccanismo di ricordo)
War Game (Il gioco della guerra)

1963
All We Marsmen (Noi marziani)
The Days of Perky Pat (I giorni di Perky Pat)
If There Were No Benny Cemoli (Se non ci fosse Benny Cemoli)
Stand-by (Presidente di riserva)
What’ll We Do With Ragland Park? (Cosa ne facciamo di Ragland Park?)

1964
Cantata 140 (Svegliatevi, dormienti)
A Game of Unchance (Giocate e vincete)
Novelty Act (Uno show originale)
Oh, to be a Blobel! (Oh, essere un blobel!)
Orpheus with Clay Feet (Orfeo dai piedi d’argilla)
Precious Artifact (Il gatto)
The Unteleported Man (Utopia, andata e ritorno)
The War with the Fnools (Bacco, tabacco e… Fnools!)
Waterspider (Pulce d’acqua)
What the Dead Men Say (Quel che dicono i morti)

1965
Project Plowshare (Mrs. Lars, sognatore d’armi)
Retreat Syndrome (Sindrome regressiva)

1966
Holy Quarrel (Teologia per computer)
We Can Remember It For You Wholesale (Ricordiamo per voi)
Your Appointment Will Be Yesterday (Il suo appuntamento è fissato per ieri)

1967
Faith of our Fathers (La fede dei nostri padri)
Return Match (Partita di ritorno)

1968
Not By Its Cover (Legatura di pelle)
The Story To End All Stories (Il racconto che mette fine a tutti i racconti)

1969
A. Lincoln, Simulacrum (A. Lincoln, androide)
The Electric Ant (Formica elettrica)

1972
Cadbury, the Beaver Who Lacked (Cadbury, il castoro scarso)

1974
The Different Stages of Love
The Pre-persons (Le pre-persone)
A Little Something For Us Tempunauts (Noi temponauti)

1979
The Exit Door Leads In (L’ultimo test)

1980
I Hope I Shall Arrive Soon (Spero di arrivare presto)
Rautavaara’s Case (Il caso di Rautavaara)
Chains of Air, Web of Aethyr (Catene d’aria, ragnatela d’etere)

1981
The Alien Mind (La mente aliena)

1984
Strange Memories Of Death (Strani ricordi di morte)

1987
The Day Mr. Computer Fell Out of Its Tree (Il giorno che il signor Computer uscì di testa)
The Eye of The Sibyl (L’occhio della sibilla)
Fawn, Look Back
Stability (Stabilità)

1988
Fawn, Look Back

1989
11-17-80

1992
The Name of the Game is Death (Labirinto di morte)

ROMANZI

Nota: le opere sono elencate in ordine di pubblicazione. Tra parentesi la prima versione italiana, e altri titoli con cui è stato pubblicato il romanzo.

1955
Solar Lottery (Il disco di fiamma, pubblicato anche come Lotteria dello spazio)
1956
The World Jones Made (Il mondo che Jones creò, pubblicato anche come E Jones creò il mondo)
The Man Who Japed (Redenzione immorale)
1957
Eye in the Sky (L’occhio nel cielo)
The Cosmic Puppets (La città sostituita)
1959
Time Out of Joint (Tempo fuor di sesto, pubblicato anche come Il tempo si è spezzato, L’uomo dei giochi a premio e Tempo fuori luogo)
1960
Dr. Futurity (Il dottor Futuro)
Vulcan’s Hammer (Vulcano 3)
1962
The Man in the High Castle (La svastica sul sole, pubblicato anche come L’uomo nell’alto castello)
1963
The Game-Players of Titan (I giocatori di Titano)
1964
Martian Time-Slip (Noi marziani)
The Simulacra (I simulacri)
Clans of the Alphane Moon (Follia per sette clan)
The Penultimate Truth (La penultima verità)
1965
The Three Stigmata of Palmer Eldritch (Le tre stimmate di Palmer Eldritch)
Dr. Bloodmoney, or How We Got Along After the Bomb (Cronache del dopobomba)
1966
The Crack in Space (Svegliatevi, dormienti, pubblicato anche come Vedere un altro orizzonte)
Now Wait for Last Year (Illusione di potere)
The Unteleported Man (Utopia, andata e ritorno)
1967
Counter-Clock World (In senso inverso)
The Zap Gun (Mr. Lars, sognatore d’armi)
The Ganymede Takeover, scritto con Ray Nelson (L’ora dei grandi vermi)
1968
Do Androids Dream of Electric Sheep? (Il cacciatore di androidi pubblicato anche come Ma gli androidi sognano pecore elettriche? o Blade Runner)
1969
Ubik (Ubik)
Galactic Pot-Healer (Guaritore galattico)
1970
Maze of Death (Labirinto di morte)
Our Friends from Frolix 8 (Nostri amici da Frolix 8, pubblicato anche come I nostri amici di Frolix 8)
1972
We Can Build You (L’Androide Abramo Lincoln, pubblicato anche come A. Lincoln, Androide)
1974
Flow My Tears, The Policeman Said (Scorrete lacrime, disse il poliziotto, pubblicato anche come Episodio temporale)
1975
Confessions of a Crap Artist (Confessioni di un artista di merda)
1976
Deus irae (scritto con Roger Zelazny) (Deus irae)
1977
A Scanner Darkly (Un oscuro scrutare, pubblicato anche come Scrutare nel buio)
1981
VALIS (Valis)
The Divine Invasion (Divina invasione)
1982
The Transmigration of Timothy Archer (La trasmigrazione di Timothy Archer)
The Man Whose Teeth Were All Exactly Alike (L’uomo dai denti tutti uguali)
1985
Radio Free Albemuth (Radio libera Albemuth)
Puttering About in a Small Land (In questo piccolo mondo)
In Milton Lumky Territory (In terra ostile)
1986
Humpty Dumpty in Oakland
1987
Mary and the Giant (Mary e il gigante)
1988
The Broken Bubble
Nick and the Glimmung (per bambini) (Nick e il Glimmung)
1994
Gather Yourselves Together (Il paradiso maoista).

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Franca Viola: la prima donna a rifiutare il matrimonio riparatore

MEDICINA ONLINE FRANCA VIOLA DONNA ALCAMO TRAPANI SICILIA FUITINA MATRIMONIO RIPARATORE MAFIA MAFIOSA FAMIGLIA FILIPPO MELODIA POLIZIA CARCERE PROCESSO RIFIUTO.jpgFranca Viola è stata la prima donna italiana a rifiutare il matrimonio riparatore. Divenne simbolo della crescita civile dell’Italia nel secondo dopoguerra e dell’emancipazione delle donne italiane.

Il fidanzamento rotto

Nata il 9 gennaio 1948 ad Alcamo (Trapani, Sicilia), Franca all’età di quindici anni – con il consenso dei genitori – si fidanzò con Filippo Melodia, nipote del mafioso Vincenzo Rimi e membro di una famiglia benestante. Tuttavia in quel periodo Melodia venne arrestato per furto ed appartenenza ad una banda mafiosa e ciò indusse il padre di Franca, Bernardo Viola, a rompere il fidanzamento; per queste ragioni, la famiglia Viola fu soggetta ad una serie di violente minacce ed intimidazioni: il loro vigneto venne distrutto, il casolare annesso bruciato e Bernardo Viola addirittura minacciato con una pistola al grido di “chista è chidda che scaccerà la testa a vossia“, ma tutto ciò non cambiò la sua decisione.

Il rapimento e le violenze

Il 26 dicembre 1965, all’età di 17 anni, Franca Viola fu rapita (assieme al fratellino Mariano di 8 anni, subito rilasciato) da Melodia, che agì con l’aiuto di dodici amici, con i quali devastò l’abitazione della giovane ed aggredì la madre che tentava di difendere la figlia. La ragazza fu violentata e quindi segregata per otto giorni in un casolare al di fuori del paese e poi in casa della sorella di Melodia ad Alcamo stessa; il giorno di Capodanno, il padre della ragazza fu contattato dai parenti di Melodia per la cosiddetta “paciata”, ovvero per un incontro volto a mettere le famiglie davanti al fatto compiuto e far accettare ai genitori di Franca le nozze dei due giovani.

La liberazione e l’arresto di Melodia

Il padre e la madre di Franca, d’accordo con la polizia, finsero di accettare le nozze riparatrici e addirittura il fatto che Franca dovesse rimanere presso l’abitazione di Filippo, ma il giorno successivo, 2 gennaio 1966 la polizia intervenne all’alba facendo irruzione nell’abitazione, liberando Franca ed arrestando Melodia ed i suoi complici. Secondo la morale del tempo, una ragazza uscita da una simile vicenda, ossia non più vergine, avrebbe dovuto necessariamente sposare il suo rapitore, salvando l’onore suo e quello familiare. In caso contrario sarebbe rimasta zitella, additata come “donna svergognata”.

Il processo

All’epoca, la legislazione italiana, in particolare l’articolo 544 del codice penale, recitava: “Per i delitti preveduti dal capo primo e dall’articolo 530, il matrimonio, che l’autore del reato contragga con la persona offesa, estingue il reato, anche riguardo a coloro che sono concorsi nel reato medesimo; e, se vi è stata condanna, ne cessano l’esecuzione e gli effetti penali”, in altre parole ammetteva la possibilità di estinguere il reato di violenza carnale, anche ai danni di minorenne, qualora fosse stato seguito dal cosiddetto “matrimonio riparatore”, contratto tra l’accusato e la persona offesa; la violenza sessuale era considerato oltraggio alla morale e non reato contro la persona. Il caso sollevò in Italia forti polemiche divenendo oggetto di numerose interpellanze parlamentari. Durante il processo che seguì, la difesa tentò invano di screditare la ragazza, sostenendo che fosse consenziente alla fuga d’amore, la cosiddetta “fuitina”, un gesto che avrebbe avuto lo scopo di ottenere il consenso al matrimonio, mettere la propria famiglia di fronte al fatto compiuto e che il successivo rifiuto di Franca di sposare il rapitore sarebbe stato frutto del disaccordo della famiglia per la scelta del marito. Filippo Melodia fu condannato a 11 anni di carcere, ridotti a 10 con l’aggiunta di 2 anni di soggiorno obbligato nei pressi di Modena. Pesanti condanne furono inflitte anche ai suoi complici dal tribunale di Trapani, presieduto dal giudice Giovanni Albeggiani. Melodia uscì dal carcere nel 1976 e fu ucciso da ignoti, il 13 aprile 1978, nei dintorni di Modena, con un colpo di lupara.

Simbolo di libertà e dignità

Franca Viola diventerà in Sicilia un simbolo di libertà e dignità per tutte quelle donne che dopo di lei avrebbero subito le medesime violenze e ricevettero, dal suo esempio, il coraggio di “dire no” e rifiutare il matrimonio riparatore. Franca Viola si sposò nel 1968 con il giovane compaesano amico d’infanzia Giuseppe Ruisi, ragioniere, che insistette nel volerla sposare, nonostante lei cercasse di distoglierlo dal proposito per timore di rappresaglie.

«Non fu un gesto coraggioso. Ho fatto solo quello che mi sentivo di fare, come farebbe oggi una qualsiasi ragazza: ho ascoltato il mio cuore, il resto è venuto da sé. Oggi consiglio ai giovani di seguire i loro sentimenti; non è difficile. Io l’ho fatto in una Sicilia molto diversa; loro possono farlo guardando semplicemente nei loro cuori»

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La morte di Ayrton Senna, campione di Formula 1 mai dimenticato

MEDICINA ONLINE AYRTON SENNA FORMULA 1 F1 GP GRAN PREMIO IMOLA MORTE DEAD DEATH AUTO INCIDENTE AUTOMOBILISTICO VIDEO SAD BRASILE ITALIA RETTILINEO CASCO ROTTURA SOSPENSIONE WALLPAPER  PICS PHOTO PICTUREE’ la domenica primo maggio del 1994 e sono le ore 14.17: il mondo dell’automobilismo e dello sport sta per cambiare per sempre. La Williams di Ayrton Senna colpisce il muro di cemento all’esterno della curva del Tamburello con un angolo di impatto di circa 22 gradi e una velocità compresa tra i 213 (stima dei periti dell’accusa al processo) ed i 186 km/h (ipotizzati dalla Sagis, ente che gestisce l’autodromo di Imola). Nel violento urto il lato destro della vettura è devastato, le due ruote, i triangoli delle sospensioni e le ali volano in aria mentre la vettura rimbalza verso la pista, esaurisce la sua energia strisciando e impuntandosi nella fascia d’erba fino a fermarsi, a pochi metri dall’asfalto. L’elicottero riprende impietoso, sotto il sole battente il casco giallo è reclinato a destra, immobile. Poi, per due volte, si muove, come per raddrizzarsi. E’ un lampo di speranza per tutti, ma dura pochissimo per i primi uomini del servizio di soccorso che raggiungono di corsa la monoposto. Il pilota non è cosciente, anzi, il casco è letteralmente pieno di sangue. Senna viene estratto dall’auto e disteso sul cemento a fianco, il suo cuore batte ancora e i medici operano velocemente una tracheotomia per liberare le vie respiratorie, sotto di lui si espande una macchia rossa inequivocabile. L’elicottero del servizio medico di emergenza atterra in pista sul rettilineo dopo il tamburello, per accelerare il trasferimento all’ospedale di Bologna. Il mondo spera. Ayrton va ripetutamente in arresto cardiaco, i medici riescono a mantenere in attività il cuore fino al ricovero,  ma è tutto completamente inutile. Il primo bollettino diramato dall’ospedale è inappellabile, l’encefalogramma del pilota è completamente piatto, solo le macchine tengono il suo cuore in attività. Alle ore 18:40 Ayrton Senna viene ufficialmente dichiarato morto.

La sospensione anteriore destra

L’autopsia chiarisce la dinamica dei fatti. A causare la morte sono state le gravissime ferite riportate alla testa, non originate dalla semplice decelerazione, come nel caso di Ratzenberger, ma da una circostanza incredibilmente sfortunata: nell’urto un oggetto acuminato, probabilmente un pezzo della sospensione anteriore destra rimasto attaccato alla ruota, è stato scaraventato violentemente verso l’abitacolo perforando la parte superiore della visiera del casco e il cranio del pilota, come una lunga e letale lama. Il contraccolpo ha inoltre causato estese fratture alla base cranica. Il danno è stato tale da arrestare sul colpo ogni funzione cerebrale provocando inoltre una estesissima emorragia; l’ora della morte cerebrale è stata ufficialmente fissata alle 14.17 cioè il momento dell’impatto.
Il telaio in carbonio ha protetto molto bene il corpo del pilota, che non ha riportato lesioni degne di nota, quindi pochi centimetri di diversità nella direzione di rimbalzo di una ruota avrebbero potuto cambiare il destino di Ayrton e farlo uscire sostanzialmente incolume dal pauroso incidente. Ma così non è stato. Quella giornata già non era iniziata bene, per via del dramma di Ratzenberger.

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Roland Ratzenberger

Senna appariva sorridente in quasi tutte le foto. Ma in quel primo maggio 1994, in tutte le immagini dell’epoca, era sempre ritratto con un’espressione particolarmente triste. Era per via del dramma vissuto poche ore prima, a causa della morte di Roland Ratzenberger, deceduto in un incidente alla curva Villenueve durante le qualifiche di quello stesso GP di San Marino. Senna era stato l’unico pilota a recarsi sul punto dell’incidente. Voleva capire. Forse voleva anche pregare lui, che era intimamente religioso, tanto da tenere sempre una bibbia sul comodino dell’hotel. Sappiamo che Senna era rimasto talmente scosso dalla tragedia di Ratzenberger da aver collocato nell’abitacolo della sua Williams il giorno della gara una bandiera austriaca: l’avrebbe sventolata nel giro d’onore, in omaggio al pilota austriaco, qualora avesse vinto il GP. Perché Ayrton era sicuro di vincerlo. Aveva fatto modificare durante la notte dai suoi meccanici il piantone dello sterzo della sua Williams, così che gli risultasse più facile guidare senza tenere i polsi troppo piegati come era stato costretto a subire nelle prime tre gare dell’anno per via di un abitacolo scomodo. Purtroppo Ayrton non avrebbe sventolato mai quella bandiera austriaca. Di quell’incidente, nel corso di tanti anni, abbiamo saputo tutto, o quasi. Dal piantone dello sterzo che si è rotto, all’impatto devastante contro il muro di cemento del Tamburello calcolato dalla telemetria di bordo a 211 km orari, fino alla incredibile e drammatica causa reale della morte di Ayrton.

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Tributo a Senna

Fu il braccetto della sospensione anteriore destra che, spezzandosi, si ripiegò su se stesso colpendo il casco, a provocare la ferita mortale. Fu un’incredibile e irripetibile dinamica. Di quelle che capitano una volta su un milione di casi. Purtroppo capitò quel giorno al Migliore di tutti. L’impatto contro il muro ha divelto l’anello dell’uniball di fissaggio al telaio del braccetto della sospensione. L’energia ha slabbrato l’anello trasformando il braccetto da un innocuo pezzo di metallo in una specie di lancia con una punta metallica acuminata; come già accennato all’inizio dell’articolo, questa è penetrata nel casco proprio dove era più vulnerabile, ferendo mortalmente Senna alla testa. Fosse passato un paio di centimetri più in alto, la curvatura della calotta avrebbe deviato il braccetto dall’obiettivo. Sfortuna ha voluto che il braccetto, trasformato in lama, sia entrato appena più sotto, dove c’erano la visiera e la guarnizione di gomma e non c’è la fibra del casco ad opporre resistenza. La lama ha penetrato la testa di Ayrton all’altezza della tempia provocando le mortali lesioni al cervello che l’hanno ucciso praticamente sul colpo. Con i caschi F1 di oggi  non sarebbe finita in quel tragico modo: dopo l’incidente di Massa del 2009 sono obbligatoriamente dotati di una striscia protettiva in carbonio più rigido proprio per sigilliare e proteggere lo spazio fra calotta e visiera. Purtroppo le corse sono piene di episodi in cui il senno di poi e le tecnologie più moderne avrebbero fatto cambiare la storia. Si può solo pensare che all’inequivocabilità del destino.

Il pilota che nessuno dimenticherà mai

Di quell’incidente e dei drammatici istanti trasmessi in diretta TV ci ricorderemo per sempre l’immagine di quell’ultimo sussulto di Senna ferito nella monoposto ferma e distrutta in pista. Quel sussulto che molti, frettolosamente, hanno scambiato per un segno positivo: l’impressione che Senna stesse riscuotendosi dall’intontimento dopo la violenta botta. E che invece il dottor Sid Watkins, il medico della Fia responsabile del soccorso medico, definì con azzeccate parole più tardi come “il momento in cui lo spirito di Ayrton ha lasciato il suo corpo terreno”. Il corpo del miglior pilota di F1 di tutti i tempi, che nessuno di noi potrà mai dimenticare.

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Gli uomini perdono la salute per fare soldi, poi perdono i soldi per recuperare la salute

MEDICINA ONLINE TENZIN GYATSO, IL XIV DALAI LAMA FRASI CITAZIONI WALLPAPER PICS PICTURE HI RES PHOTO MEDITATION AFORISMI UOMINI VIVONO MORIRE MAI MUOIONO MAI VISSUTO PRESENTE FUTURO LAVORO SOLDI SUCCESSO.jpg“Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere né il presente né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto.”

Tenzin Gyatso
Monaco buddhista tibetano, XIV Dalai Lama del Tibet.

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Michelle Lewin: la bellissima fitness model venezuelana [FOTO]

Michelle Lewin è una fitness model venezuelana molto seguita sui social per il suo fisico muscoloso, ma allo stesso tempo molto femminile. Michelle non ha sempre avuto questo fisico scolpito e armonioso. Prima di dedicarsi al fitness era in sovrappeso: la sua storia riesce a motivare tantissime ragazze in tutto il mondo, ispirate dalla sua trasformazione. Ecco di seguito alcuni suoi dati fisici:

Peso: 56.7 – 61.2 kg
Altezza: 162.5 cm
Anno di nascita: 1986

Ed ecco alcune sue fantastiche foto:

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Robert Liston: il chirurgo geniale che ha ucciso tre persone in una sola operazione

MEDICINA ONLINE Robert Liston (Ecclesmachan, 28 ottobre 1794 – Londra, 7 dicembre 1847) è stato un chirurgo scozzese, pioniere della chirurgia, famoso per la sua abilità.jpgRobert Liston (1794-1847) fu un chirurgo scozzese, noto per le sue tecniche pionieristiche. Egli era noto per la sua abilità di chirurgo e per la rapidità di azione, qualità quest’ultima molto importante in un’epoca in cui la velocità delle operazioni era questione di vita o di morte a causa della mancanza di anestesia. Liston divenne primo docente di chirurgia clinica al college di Londra, nel 1835. Egli era in grado di amputare una gamba in 2 minuti e 30 secondi, aumentando le probabilità di sopravvivenza del paziente. Alcune fonti riportano un’amputazione della durata di soli 28 secondi. Robert Liston è stato per questo soprannominato “il coltello più Veloce del West End”.

Nei primi dell’800, la chirurgia era diversa da come è ora: si trattava di un’epoca della medicina in cui l’igiene non era considerata ed i chirurghi operavano con camici incrostati di sangue, poiché la trasmissione delle infezioni non era nota. Liston fu un pioniere della chirurgia, e fu il primo ad eseguire un’operazione con moderna anestesia in Europa, utilizzando dell’etere, il 21 Dicembre 1846, sulle orme dei medici americani che avevano già sperimentato la tecnica 2 mesi prima (al Massachusetts General Hospital). Un giorno Liston riuscì a rimuovere da un paziente un tumore allo scroto di 20 kg. Lo scroto era talmente ingombrante e pesante, prima dell’intervento, che il paziente per poter camminare doveva trasportarlo con una carriola.

Liston non era ben visto dai colleghi scozzesi a causa del carattere brusco e polemico, ma nonostante ciò, pazienti e conoscenti lo hanno sempre descritto come un medico estremamente professionale, generoso e caloroso nei confronti dei malati: era famoso anche perché si prestava spesso ad operare anche i più poveri e coloro che erano stati giudicati inoperabili dagli altri medici. Le antipatie erano comunque molte nei suoi confronti e nel 1840, per sfuggire dalla cerchia dei detrattori, Liston si trasferì a Londra e iniziò a lavorare presso lo University College Hospital.

Liston era specializzato soprattutto nella calcolosi vescicale e nelle amputazioni per le quali inventò nuove tecniche e strumenti. Alcuni di questi strumenti, tra cui alcuni tipi di pinze per bloccare le emorragie e la stecca Liston per il sostegno della coscia, sono in uso ancora oggi. Attualmente un tipo di bisturi prende il suo nome (il coltello da aputazione Liston). Nel film La vera storia di Jack lo squartatore – From Hell, con Johnny Depp, nel dialogo fra l’ispettore di polizia indagatore sugli omicidi commessi a White Chapel e il medico chirurgo della Regina Vittoria, quest’ultimo cita proprio questo coltello da amputazione.

Nonostante la sua indubbia genialità, Liston divenne tuttavia famoso anche per i suoi incidenti catastrofici sul tavolo operatorio. Eccone una selezione documentata in “Great medical disasters” di Richard Gordon.

Il tumore che non lo era

Liston discuteva con un collega riguardo alla massa pulsante sul collo di un ragazzo. Si trattava di aneurisma dell’arteria carotide o di un tumore? Affermando che in un paziente così giovane non si poteva trattare di aneurisma, Liston estrasse un bisturi e perforò la massa. L’arteria iniziò a buttare sangue a gran carriera e il ragazzo morì dissanguato. L’arteria è conservata ancora oggi al museo della patologia del college di Londra, campione N°1256.

Testicoli rimossi “per l’entusiasmo”

Liston, amputando una gamba in 2 minuti, amputò anche i testicoli del paziente “per l’entusiasmo” scrive Gordon parafrasando l’enfasi e la velocità con cui Liston operava.

Tre decessi con un solo intervento

Il suo incidente più celebre fu letteralmente letale per tre persone. Mentre Liston amputava una gamba, poiché il paziente si agitava molto, amputò anche per sbaglio le dita del suo assistente, inoltre il chirurgo forò accidentalmente col bisturi la giacca di una persona che assisteva all’intervento. Non solo morirono di cancrena sia il paziente che l’assistente: anche lo spettatore morì praticamente all’istante per lo spavento che forse gli provocò un infarto del miocardio. E’ ad oggi l’unica operazione della storia dell’uomo con un tasso di mortalità del 300%.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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