Le dieci diete più strane (e pericolose) al mondo

medicina-online-dott-emilio-alessio-loiacono-medico-chirurgo-roma-dieci-diete-piu-strane-pericolose-riabilitazione-nutrizionista-medicina-estetica-cavitazione-radiofrequenza-ecografia-pulsata-macchieEcco a voi una classifica semi-seria di alcune diete che girano per il mondo e sono diffuse nel web. Statene alla larga perché – se seguite alla lettera – possono rappresentare una seria minaccia per la vostra salute!

1) Dieta di Horace Fletcher: la dieta inventata da Horace Fletcher – soprannominato “il grande masticatore – prevede che una persona debba masticare ogni boccone 32 volte (con un ritmo di
circa 100 atti masticatori al minuto) tenendo la testa inclinata in avanti. Quando la masticazione è completa, la testa viene inclinata all’indietro, consentendo al contenuto nella bocca di scivolare verso il basso in gola. In fondo questa dieta ridicola non è pericolosa per la salute, anzi sicuramente masticare bene è importantissimo per una buona digestione, ma i vostri pasti durerebbero ore e non perdereste peso.

2) Dieta del cavolo: la dieta del cavolo è veramente da pazzi: per 7 giorni dovrete mangiare solo zuppa di cavolo; perderete liquidi e non grassi ma in compenso soffrirete parecchio di aerofagia, contenti voi!

3) Dieta paleolitica: il principio contenuto in questa dieta consiste nel ritornare alla preistoria alimentare, mangiando alimenti semplici e non trattati; questa alimentazione infatti manterrebbe l’uomo sano dalle varie malattie dell’epoca moderna; i paleolitici moderni si cibano di carne magra, pesce, verdure, frutti, radici e noci, ed esclude grano, legumi, prodotti lattiero-caseari, sale, zucchero raffinato, oli e trasformati. Detta tra noi questa dieta non è proprio del tutto da deridere: ha anche spunti interessanti.

4) La dieta del fruttarianesimo:  si basa nel mangiare solo ed esclusivamente frutta in virtù di un ritorno biblico alle nostre origini in cui Adamo ed Eva mangiavano solo frutta! Oltre a creare diverse carenze organiche crea anche un vero e proprio allontanamento e disagio sociale. Pensate che questa dieta non sia ancora sufficientemente strana e troppo poco “cattolica”? Leggete la prossima.

5) La dieta della Bibbia: con questa si raggiunge il top della “catto-alimentazione”; si fonda sul concetto che alcuni alimenti sono vietati in quanto incompatibili con i precetti religiosi cattolici. La dieta biblica si sviluppa in tre fasi: nella prima fase alimenti da rifiutare in maniera categorica sono carni di maiale, pancetta, struzzo, prosciutto, salsicce e tutti i derivati della carne. In seguito possono essere reintrodotti ma con moderazione; alimenti invece da abolire completamente sono i frutti di mare come la frittura di pesce, gli impanati di pesce, l’anguilla, lo squalo, il granchio, vongole, ostriche, cozze, aragoste, scampi. Prima di ogni pasto dovete pregare per cinque minuti e così ogni volta che viene fame! Anche in questo caso il concetto di stare alla larga da pancetta, salsicce e fritture di pesce non è del tutto errato.

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6) Dieta shangri-la: in tale assurda dieta – che vorremmo fare tutti noi – non c’è nulla di vietato ed è possibile mangiare di tutto accompagnando la vostra giornata bevendo di tanto in tanto acqua zuccherata: questo dovrebbe farvi arrivare ai pasti più sazi e quindi portarvi a perdere peso avendo meno fame. Seguite questa dieta se il vostro obiettivo è AUMENTARE di 10 kg nella prossima settimana!

7) Cibo freddo e crudo: come indicato dai termini con cui questa dieta viene identificata, l’alimentazione è base solo di cibo freddo e crudo; un esempio che ultimamente sta facendo il giro del web è quello di Susan Raynolds che ha adottato questo stile di vita da ben 7 anni: i benefici tratti sono sia per il fisico ma anche per l’umore e il suo equilibrio psicologico. Io però vi ricordo che alcuni cibi, mangiati crudi, possono essere pericolosi per la nostra salute.

8) Breatharianesimo: si tratta di nutrirsi con il nulla ma di assorbire i principali nutrienti degli alimenti attraverso la forza vitale che essi ci trasmettono; ci vuole molto esercizio spirituale ma molti maestri yoga riescono a rimanere per molti giorni senza aver bisogno di mangiare e bere! Piccolo consiglio da parte mia: non mangiando nulla si perde sicuramente peso, ma si finisce anche all’ospedale!

9) Dieta del pezzo di sushi: questa dieta folle era stata adottata e consigliata dalla modella Rosie Huntington Whiteley, la quale era riuscita a perdere peso in fretta perché la sua alimentazione prevedeva un semplice pezzo di sushi al giorno. Dieta assurda ed incommentabile.

10) Dieta del sonno: tale dieta – attuabile solo da pazzi che probabilmente non devono lavorare – consiste nel prendere dei sonniferi per dormire la maggior parte delle ore della giornata così da non soffrire il senso di fame ed evitare di mangiare! Certo che si perde peso ma potreste anche… non risvegliarvi più come dice Vasco Rossi nella sua canzone “Valium”!

A tali assurde dietre se ne aggiungono altre che usano degli… ausili esterni!

Dieta del “Tongue Patch”: l’ultima invenzione folle americana è quella in cui si associa il mangiare al dolore; viene cucita sulla lingua un piccola “pezza” che provoca dolore se si mangiano cibi solidi. Questa “dieta” non provoca infezioni, solo una sicura perdita di peso molto dolorosa.

Leggi anche: Dieta shock: un cerotto cucito sulla lingua

Dieta del corsetto: questa “dieta” non vi obbliga a eliminare cibi dalla vostra alimentazione, solo impone di indossare un corsetto stretto  per circa 6-8 al giorno per 5 giorni alla settimana; la pressione di questo su pancia e fianchi riuscirebbe anche a far passare l’istinto della fame.

Dieta della tenia: consiste nel mangiare una tenia ancora in fase di bozzolo; la tenia cresce nel vostro stomaco, assorbe i vostri alimenti e voi dimagrite! Se qualcuno ci ha provato scriveteci e fateci sapere come ha fatto a togliere la tenia dal vostro intestino!

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Come evitare di riprendere peso dopo aver fatto la dieta

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DIMAGRIRE GRASSO DIETA DIETOLOGIA CALORIE IPOCALORICA OBESO OBESITA SOVRAPPESO KG BILANCIA JEANS PANTALONIIl momento peggiore di una dieta non è quando la si segue, ma quando la si interrompe o la si termina una volta raggiunto il peso ideale. Da lì in avanti comincia la fase del mantenimento che, specie nei primi tempi, è difficile quasi come quando ci si privava del cibo, tuttavia si deve tenere duro: dopo tutti gli sforzi fatti per perdere peso, sarebbe un peccato tornare punto e a capo! Ecco alcuni facili consigli per non riprendere chili e vanificare tutti gli sforzi fatti.

Non ritornare a mangiare come prima della dieta

Se alla fine di un periodo in cui si è perduto molti chili si ricomincia a mangiare come un tempo, il grasso tornerà a farci visita velocemente: si ingrassa sempre a causa di una alimentazione sbagliata per il proprio fisico ed è ovvio che si ricomincia a mangiare come un tempo. Chiaramente, specie per i regimi dietetici molto drastici, diventa difficile pensare di poter seguire vita natural durante le tabelle che ci hanno permesso di dimagrire, ma bisogna entrare nell’ordine di idee che il nostro rapporto con la tavola non tornerà più quello di un tempo e dovrà assomigliare a quello che abbiamo tenuto durante la dieta.

Reintegrare i cibi

Dopo una dieta, bisogna reintegrare nella propria alimentazione tutti i cibi. Ma attenzione, per essere sicura di non riprendere peso ti consiglio di procedere passo dopo passo, per aumentare progressivamente l’apporto energetico globale della tua giornata. Comincia con l’aggiungere un frutto la mattina per alcuni giorni; poi aumenta la quantità di farinacei a pranzo; alcuni giorni dopo integra un latticino (formaggio compreso). Dopo un po’ di tempo potrai finalmente concederti un quadretto di cioccolato a merenda. Un consiglio che do sempre ai miei pazienti è quello di tenere un diario alimentare: vi aiuterà a capire cosa e quanto state mangiando e a capire quali alimenti fanno ingrassare e quali no.

Leggi anche: Qual è la giusta percentuale di grasso che dobbiamo avere nel corpo?

La spesa

Meglio farla a stomaco pieno, in un supermercato non troppo grande (per ridurre le tentazioni). La cosa migliore: andare al mercato, dove non si può riempire il carrello fino all’orlo, ma dove è possibile comprare cibi in piccole quantità e di migliore qualità.

I pasti

Mangia seduta, in coppia, in famiglia o con gli amici, sarà più piacevole e il cibo non sarà la tua unica fonte di soddisfazione. Non fare nient’altro allo stesso tempo (spegni la tv). Serviti in piatti piccoli (avrai l’impressione di aver mangiato di più).

Gli spuntini

Abbi sempre a portata di mano dei cibi poco calorici, ma che ti piacciono, da sgranocchiare in caso di fame improvvisa: yogurt magro, prosciutto sgrassato, petto di pollo, surimi, pomodorini…

Quando inviti amici a cena

E’ la situazione più facile da gestire, perché controlli tu la preparazione dei piatti.

  • Aperitivo, presenta un pinzimonio di verdure e salsine light, oltre alle solite patatine, che tu non toccherai. Dal punto di vista delle bevande, privilegia champagne o succo di pomodoro.
  • Antipasto, opta per un’insalata mista, con frutti di mare, prosciutto o formaggio a dadini, salmone affumicato. – Piatto principale, servi del pollo o del tacchino, o del pesce con verdure e farinacei. Con condimento a parte.
  • Dolce (evita il formaggio), prepara un dolce a base di frutta.

Sei invitato a cena

E’ difficile rifiutare una portata, con il pretesto che è troppo dolce o troppo grassa! La tua strategia: assaggia tutto, ma in piccole quantità per i piatti più calorici.

  • Aperitivo, chiedi un succo di frutta o un bicchiere di vino. Evita le patatine. O tienine un po’ in mano per evitare di servirti di nuovo quando ti vengono fatte passare.
  • Antipasto e piatto principale, dimenticati il pane e le salse. Favorisci le proteine e le verdure per saziarti e far onore a chi ti ha invitato.
  • Dolce e formaggio, afferma di “non avere più fame” per evitare il formaggio. Per quanto riguarda il dolce, prendine una porzione piccola, “tanto per gradire”.

Consigli sempre utili

  • Non saltare i pasti: il tuo organismo creerebbe delle riserve caloriche al prossimo pasto.
  • Se hai in programma una cena copiosa, evita i farinacei e i cibi grassi a pranzo.
  • Se fai uno strappo alla regola a pranzo, alleggerisci la cena accontentandoti di zucchine, pomodori, pesce magro o crostacei. Evita frutta e grassi.
  • Se lo strappo alla regola è rilevante, i giorni successivi adotta dei menù a base di proteine magre e verdure, senza farinacei né grassi. Un apporto calorico limitato per 1 o 2 giorni compensa il sovrappiù energetico, e non si vedrà il cambiamento sulla bilancia.
  • Non sentirti in colpa: fare uno strappo alla regola ogni tanto non è grave.
  • Rimani ragionevole con le concessioni: alcuni quadretti di cioccolato (possibilmente fondente) vanno bene, ma non tutta la barretta! Evita anche che capiti troppo spesso, una volta alla settimana basta.
  • Se hai spesso voglia di mangiare, non dimenticare lo spuntino! E’ permesso e addirittura consigliato.

L’attività fisica dopo la dieta

Durante la dieta è stato sicuramente fatto dell’attività fisica, fosse solo una passeggiata di un’ora a giorni alterni: deve restare una buona abitudine. Infatti, nel corso delle settimane o dei mesi in cui si è perso grasso in eccesso, non solo lo sport ha velocizzato il raggiungimento degli obiettivi, ma l’organismo ha memorizzato che parte delle riserve energetiche sarebbero servite per compiere degli sforzi fisici: se si interrompe tutto drasticamente, l’organismo immagazzinerà quell’energia sotto forma di grasso. Non solo: una corretta attività fisica tiene in buona salute l’apparato cardiocircolatorio e quello muscolo-scheletrico. Gli sport aerobici per eccellenza, ciclismo, corsa e nuoto, sono abitudini che andrebbero prese durante un periodo di regime alimentare controllato: non perdetele.

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Per tenersi in forma

  • Camminare: almeno 30 minuti al giorno, per andare al lavoro, dare la spesa, portare fuori il cane.
  • Un’attività cardiovascolare (marcia veloce, footing, nuoto, bicicletta…): almeno 45 minuti una volta alla settimana o due (meglio). Indispensabile per bruciare le calorie e anche per consumare le riserve di grasso dell’organismo (glutei, cosce, pancia).
  • Esercizi di ginnastica, 10 minuti tutte le mattine variando i gruppi muscolari da esercitare (cosce/addominali/glutei). Più muscolosa sei, più calorie bruci a riposo.
  • Non stupirti se aumenti di peso: i muscoli pesano di più del grasso, ma , in compenso, occupano meno spazio. L’ideale sarebbe comprare una bilancia che misuri la massa grassa e la massa magra.

La bilancia è la tua migliore alleata

Sebbene l’abbiate odiata, la bilancia non vi è nemica, ma al contrario è la vostra migliore alleata. Continuate ad usarla: senza pesarvi tutti i giorni, ma scegliendo un giorno fisso in cui controllare il peso; per esempio pesatevi ogni venerdì mattina, nelle stesse condizioni ogni volta e annotate il risultato: se è stabile, significa che quello che avete fatto durante la settimana precedente è stato corretto; se ci sono variazioni di peso, in più o in meno, significa che bisogna cambiare qualcosina. Oscillazioni di peso di un chilo ogni sei/sette giorni, sono normalissime, ma se vedete che, rispetto alle due o tre settimane precedenti c’è un aumento di peso, bisogna intervenire, magari recuperando la dieta fatta un tempo o aumentando l’attività fisica fin quando, pesandovi i successivi venerdì, non sarete rientrati nel peso forma. Importante infine il calcolo delle masse magre e grasse con la bioimpedenziometria, dal momento che il peso corporeo – da solo – non ci può dire con esattezza se la nostra alimentazione ci sta facendo ingrassare o dimagrire.

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Noia, rabbia e delusioni amorose ci fanno mangiare di più

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FRAGOLE FRUTTA DOLCI CALORIE GRASSI DIETA DIMAGRIRE PASTARELLEUna serata casalinga davanti alla tv rischia di rendere irresistibile la tentazione di uno spuntino? La rabbia verso un collega di lavoro maleducato vi ha fatto divorare dolci a non finire in pausa pranzo? Le delusioni d’amore rendono indispensabile generi di conforto come gelato e cioccolato? Attenzione: noia e rabbia non rovinano solo la nostra qualità della vita, ma rischiano anche di farci ingrassare e questo vale per le donne molto più che negli uomini.

Nelle donne l’aumento di peso è strettamente legato all’insoddisfazione, alla noia, alla frustrazione, alle delusioni sentimentali: lo dimostra una ricerca inglese che evidenzia come il continuo bisogno di mangiare non sia strettamente correlato alla semplice fame. Su commissione dell’azienda inglese Appesat sono state infatti intervistate 5 mila persone adulte, sia maschi sia femmine, commissionate da un’azienda inglese.

Dai risultati si delinea un quadro molto chiaro: le donne tendono ad ingrassare maggiormente in situazioni legate alla noia. In questi casi infatti le donne che hanno partecipato alla ricerca hanno ammesso di mangiare di più in momenti di tedio. La situazione peggiora ulteriormente se oltre alla monotonia della vita si trovano a dover affrontare anche emozioni come la rabbia o la frustrazione spesso legate all’ambiente familiare – o professionale – e alla situazione sentimentale. La cosa interessante è che gli stessi risultati non vengono confermati invece dalle interviste con il campione maschile.

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Bikini Bridge, la nuova moda spopola sulla rete ma è polemica: rischio anoressia

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Chirurgia Estetica Roma Cavitazione Pressoterapia Massaggio Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Peso Dieta Sessuologia PSA Pene Laser Filler Rughe Botulino BIKINI BRIDGE NUOVA MODA RETE ANORESSIA 1Non c’è pace per gli esibizionisti del web. Dopo il Selfie e il Belfie – ovvero l’autoscatto del proprio “lato B” – dalla scorsa estate è diventato famoso un nuovo fenomeno che ha spopolato e sta ancora spopolando sul web: il bikini bridge. Un curioso trend fotografico che sta facendo impazzire da mesi gli internauti. Di cosa si tratta? Il termine si riferisce a quel “ponte” che il pezzo inferiore del costume femminile forma quando una ragazza ha le ossa dell’anca molto sporgenti. E non importa quale mese dell’anno sia, sono tantissimi a condividere foto di bikini bridge, con l’intimo stesi su un letto o col costume da bagno sdraiati su un lettino sulla spiaggia.

Leggi anche: Mi dicevano “sei grassa” così decisi che non avrei mangiato più. Mai più. La testimonianza di una paziente anoressica

Social e rischio anoressia

Le amanti del “bikini bridge” non perdono occasione per pubblicare sui social le immagini in cui il “ponte” è ben visibile. Su Facebook sono nate migliaia di pagine dedicate alla nuova ossessione social, mentre su Instagram e Twitter per mesi ha spopolato l’hashtag #bikinibridge. Insieme al clamore, però, è arrivata anche la polemica, proprio come accaduto nel caso del thigh gap (clicca qui per scoprire di cosa si tratta). Per ottenere il migliore effetto bikini bridge, infatti, è necessario che le ossa dell’anca siano piuttosto sporgenti. La donna protagonista della foto, dunque, deve essere molto magra, dal ventre piatto e senza un filo di ciccia. Questo, se da un lato ha esaltato gli amanti del corpo perfetto, dall’altro ha irritato chi vede in queste mode fotografiche un pericolo per la lotta contro l’anoressia.

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Etichetta con meno calorie? Ingrassiamo di più!

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SUPERMERCATO MARKET CIBO SPESA CIBO CARRELLO COMPRARE ETICHETTA ALIMENTI DIETA FAMIGLIA FIGLI GENITORI BAMBINIL’etichetta nutrizionale serve ai consumatori per fare scelte informate e consapevoli. Se fosse compilata in modo corretto e fornisse davvero tutte le informazioni necessarie per farsi un’idea di cosa si sta acquistando, il che non sempre accade, si potrebbe essere d’accordo. Ma un’affermazione come questa resta molto imprecisa perché non tiene conto di un elemento determinante nelle decisioni di consumo: il condizionamento psicologico.

Un team internazionale di ricercatori, nordirlandesi, inglesi e canadesi, ha appurato che esiste un legame tra ciò che viene riportato in etichetta e le modalità con le quali gli alimenti vengono consumati, ma è di verso opposto a quello che pensavamo. In pratica presentando una pietanza come povera di grassi o a basso contenuto calorico, il rischio è che il consumatore sia spinto ad assumerne quantità maggiori, vanificando quindi l’eventuale minore apporto energetico.

Gli studiosi lo hanno scoperto arruolando 48 adulti tra i 23 e i 50 anni per tre giorni di esperimento, con intervalli di due settimane uno dall’altro. Il pasto di prova, da consumare a pranzo, era sempre lo stesso: pollo al curry con riso, accompagnato però ognuna delle tre volte da un’etichetta nutrizionale diversa. Rispetto all’etichetta standard, presentata al primo giorno di esperimento, l’etichetta che descriveva la pietanza come “low fat” e a basso contenuto calorico ha stimolato i partecipanti a mangiare mediamente 28 grammi di cibo in più, corrispondenti a 39 calorie.

Nonostante le persone fossero ugualmente sazie il giorno dell’etichetta low fat e il giorno in cui invece il pasto era accompagnato da un’etichetta che evidenziava un elevato contenuto di grassi, dichiaravano di sentire il desiderio di mangiare di più in presenza di un’etichetta “favorevole”. E così è stato. E se 28 grammi, o 39 calorie, vi sembrano pochi, è con l’accumulo quotidiano di quantità aggiuntive di cibo ed energia che si mette su peso. Se questo comportamento non è auspicabile per nessuno, va preso ancor più sul serio quando a metterlo in pratica sono persone che hanno già problemi di peso e che proprio per questo scelgono cibi dietetici pensando di limitare l’introito calorico.

I vantaggi derivanti dal mangiare cibi sani sarebbero vanificati dal consumo eccessivo indotto dalle etichette che, per molti, sono l’equivalente di un “permesso” per mangiare maggiori quantità di un determinato alimento. Se il surplus calorico non è controbilanciato da una maggiore spesa energetica però, ovvero se mangiando di più non ci si premura anche di consumare di più, si ottiene il risultato contrario di quel che si voleva: l’ago della bilancia inevitabilmente sale.

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Fotografare il cibo fa dimagrire: la “Istagram diet”

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PASTA DIETA MEDITERRANEA CUCINARE CIBO DIETA DIMAGRIRE CUCINA (8)Con la diffusione degli smartphone ormai è possibile immortalare qualsiasi cosa in qualsiasi momento, per poi condividerla sui social network. E in pochi resistono alla voglia proprio di condividere alcuni piatti speciali, magari gustati in vacanza o in qualche tipico o fascinoso ristorante. Sono poi molti anche coloro che si dilettano nel mostrare le proprie doti culinarie. Gli esperti non hanno dubbi: l’effetto generato è quello di creare senso di sazietà, rendendo i cibi meno piacevoli da gustare al palato e dunque in qualche modo aiutando la linea.

Per dimostrarlo, Ryan Elder e Jeff Larson, professori di marketing alla Marriott School of Management della Brigham Young University, inseme al collega Jospeh Redden della University del Minnesota, hanno condotto una ricerca su oltre 230 persone, osservandone il comportamento con macchine fotografiche e spartphone, e analizzando poi l’atteggiamento a tavola. Quello che hanno potuto scoprire è che in coloro che scattano o guardano troppe foto di cibo su internet si genere quello che hanno chiamato “noia sensoriale”. Come spiegato nello studio, pubblicato sul Journal of Consumer Psychology, nei soggetti esaminati si presenta una mancanza di voglia di assaporare il cibo che si è visto già per troppe volte. L’effetto, dunque, è paragonabile a quello di una “speciale dieta”, in grado di diminuire il senso di fame, tanto che c’è già chi parla di “Instagram diet” .

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Come mangiare al McDonald’s senza ingrassare

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO HAMBURGER PATATINE FRITTE PATATE PANINO FAST FOOD JUNK FOOD FRITTI DIETA DIMAGRIRE GRASSI (6)Mangiare continuamente al McDonald’s fa ingrassare, ma ecco alcuni consigli per non rinunciare ad un pasto al McDonald’s diminuendo il rischio di mettere su chili di grasso!

Bevande
Se poteste evitare quelle gasate sarebbe meglio, ma se proprio vi piacciono cercate di bere quelle a zero calorie da ordinare in un bicchiere di dimensioni ridotte.

Glucomannano
Mezz’ora prima di mangiare il vostro Big Mac, assumete questo integratore con molta acqua. Nel vostro stomaco aumenterà in dimensione dandovi un senso di sazietà, inoltre questo integratore è famoso anche perché limita l’assorbimento dei grassi a livello dell’intestino. Se volete sapere qualcosa di più sul Glucomannano cliccate qui.

Patatine fritte
Evitatele accuratamente: contengono sempre troppo sale, troppo olio e troppe calorie. Un ottimo sistema per farvi passare la voglia di mangiarle è vedere questo video: Di cosa sono fatte le patatine di McDonald’s? Esperimento shock

Carne
Se ordinate questo tipo di pietanza, è meglio che sia di pollo. A tale proposito vi consiglio di leggere anche: Meglio le carni bianche o le rosse? E’ sempre meglio preferire i petti grigliati ad altri tipi di carne più grassa e calorica.

Condimenti
Niente maionese, niente ketchup e niente salse grasse di altro genere. Meglio un filo d’olio.

Porzioni
Limitatevi a misure piccole o medie e tenetevi alla larga dalle confezioni da 10 pezzi ed oltre.

Panini
E’ preferibile mangiare un panino piuttosto che due. Per farvi passare un po’ la voglia del panino da Mc Donald’s vi ricordo che il loro famoso hamburger è formato solamente per il 15% da manzo. Il resto sono scarti di altre carni ed ammoniaca. Buon appetito!

Mangiate lentamente e masticate bene
Vi sentirete più sazi ed eviterete di fare il bis, inoltre il vostro apparato digerente vi ringrazierà. Questo vale non solo al fast food, ma sempre.

Dolce
Sostituite il dolce con un frullato di frutta o, meglio ancora, con una porzione di frutta (ormai la vendono anche al McDonald’s).

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Quali sono il giorno e l’ora migliore per iniziare la dieta?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DIMAGRIRE GRASSO DIETA DIETOLOGIA CALORIE IPOCALORICA OBESO OBESITA SOVRAPPESO KG BILANCIA JEANS PANTALONIE’ quasi un luogo comune: si inizia una dieta il lunedì. Un buon proposito che, a quanto pare, non è affatto errato. Secondo alcuni specialisti inglesi, infatti, è possibile stabilire quali siano i giorni e le ore peggiori per iniziare a mettersi a dieta. A quanto pare il giorno meno indicato per darsi regole alimentari più rigide e controllate è il martedì. La partenza più giusta, secondo il sondaggio realizzato dagli esperti, è quella della domenica o del lunedì. Sembra addirittura che chi inizi la domenica riesca a dimagrire in media 3,2 chili in tre settimane e che l’88% riesca anche a mantenere il peso raggiunto per tempi più lunghi. Oltre alla scelta dei giorni più indicati, è stato possibile indicare persino le ore del giorno meno favorevoli per mettersi a dieta: dalle 15 alle 15.30, in particolare alle 15.23. In questo preciso orario infatti, le persone hanno maggiore probabilità di cadere in tentazione perché le 15.23 è l’esatto momento in cui si presentano più prepotentemente i languori dovuti alla fame. Quindi, se avete deciso di perdere qualche chilo, vi suggeriamo di tenere a mente queste consigli, la vostra linea potrebbe trarne giovamento!

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