Il diabetico può mangiare le patate? Quante calorie e carboidrati hanno?

MEDICINA ONLINE MANGIARE PATATE FORNO FRITTE DIABETE NOCI CALORIE SEMI GLICEMIA GASSATA OLIGOMINARALE RICETTA INGRASSARE DIMAGRIRE INSULINA GLICATA COCA COLA ARANCIATA THE BERE ALCOL DIETA CIBO PASTO LONTANO DAI PASTI.jpgLe patate contengono 77 calorie per 100 grammi, circa 17 grammi di carboidrati e 2,2 grammi di fibra alimentare. Le patate possono essere assunte dal paziente diabetico, seguendo alcuni accorgimenti. Essendo le patate ricche di amido – con indice glicemico più elevato rispetto ad altri carboidrati – è importante non eccedere con la quantità e consumarle in sostituzione al pane, pasta e riso. Vanno associate piuttosto a carne o legumi, che – rallentando l’assorbimento degli zuccheri – determineranno un picco glicemico inferiore.

Importante: in caso di dubbio, il paziente diabetico può – sotto controllo medico – monitorare la propria risposta glicemica all’assunzione di certi alimenti, annotando i valori su un taccuino e raffrontando le relative glicemie.

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Bere vino fa ingrassare o dimagrire? Quante calorie ha?

MEDICINA ONLINE BERE COCKTAIL ALCOLICO ALCOL INGRASSARE DIMAGRIRE VINO ROSSO BIANCO BOTTIGLIA LINEA CALORIE DRINKING WINE AMICI AMICIZIA GRUPPO TAVOLA MANGIARE RISTORANTE SERATA PUB BIRRA.jpgCominciamo col dire che 100 grammi di vino bianco contengono 82 calorie, mentre 100 grammi di vino rosso contengono 85 calorie. Da sempre siamo soliti considerare il vino come un acerrimo nemico delle diete ma in realtà, almeno secondo una ricerca della Harvard Medical School, pare che chi beve moderatamente tenda ad ingrassare meno di chi non beve affatto. Ciò avviene perché il consumo di alcool fa aumentare la frequenza cardiaca ed accelera il metabolismo consentendo, quindi, di bruciare più velocemente le calorie.

Il risultato a cui è giunto questo studio, a dire il vero, non è così straordinario: già nel 1994, infatti, è stata portata avanti una ricerca simile, analizzando le abitudini di consumo di oltre 7000 volontari per circa 10 anni, e si è scoperto che chi aveva l’abitudine di bere uno o due bicchieri di vino al giorno, o in alternativa una birretta, ingrassava meno di chi praticava l’astinenza totale. Altri studi, come ad esempio quello condotto dai ricercatori di Cape Town, hanno dimostrato, inoltre, che il consumo di vino, purché moderato, può favorire, grazie alla sua azione antiossidante, una leggera riduzione della circonferenza della vita.

Ciò, tuttavia, non significa che se si vuole perdere peso, il bere può sostituire una corretta dieta ipocalorica; non bisogna, infatti, sottovalutare il fatto che il vino contiene un numero non indifferente di calorie e che, oltre alla quantità, è necessario stare attenti anche alla qualità di ciò che si beve. Un vino sano, infatti, è di gran lunga più salutare di uno prodotto industrialmente, ricco, quindi, di additivi chimici, così come dei vari superalcolici e cocktail, in cui sono presenti moltissimi altri ingredienti ipercalorici.

Ugualmente importante è, infine, il modo in cui si beve: qui in Italia, infatti, siamo soliti bere vino durante i pasti, in accompagnamento a cibi più o meno genuini, mentre nei paesi anglosassoni generalmente gli alcolici vengono consumati in grandi quantità assieme a cibo spazzatura . La differenza tra le due culture è palese: l’italiano beve quasi sempre per accompagnare il pranzo o la cena, mentre l’inglese e l’americano lo fanno quasi esclusivamente per il gusto di bere.

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Il diabetico può mangiare le ciliegie?

MEDICINA ONLINE BERE GELATO CILIEGE FRUTTA DIABETE BEVANDA CALORIE SODIO GLICEMIA GASSATA OLIGOMINARALE DISTILLATA INGRASSARE DIMAGRIRE INSULINA GLICATA COCA COLA ARANCIATA THE BERE ALCOL DIETA CIBO PASTO LONTANO DAI PASTILa ciliegia è un frutto indicato anche a chi soffre di diabete? La risposta è sì a patto di non eccedere con le quantità perché come si suol dire “una ciliegia tira l’altra”.

Oggi si sente tanto parlare di indice e di carico glicemico ma pochi ne comprendono il senso. L’indice glicemico è la velocità con la quale 50 g di carboidrati provenienti da un determinato alimento sono capaci di far aumentare la glicemia rispetto a 50 g di carboidrati provenienti da un alimento standard che di solito è il glucosio o il pane bianco (indice glicemico pari a 100). In altri termini per calcolare l’indice glicemico dei vari alimenti qualcuno si è preso la briga di estrarre 50 g di zuccheri dalla cicoria, piuttosto che dalle banane o dalle rape rosse (mi domando quante rape rosse debbano essere state sacrificate allo scopo)!

L’altro concetto è quello di carico glicemico: esso esprime la quantità effettiva di carboidrati glicemizzanti (cioè in grado di far aumentare la glicemia) presenti in circolo dopo due ore dal pasto. Per ottenere questo valore basta moltiplicare l’indice glicemico per la quantità di alimento che stiamo mangiando.

Come suggerisce il buon senso se lo scopo è quello di tenere sotto controllo la glicemia la quantità di ciò che si mangia è più importante del suo indice glicemico. Fino a 40 l’indice glicemico è considerato molto basso, da 41 a 55 è considerato basso, da 56 a 69 è considerato moderato, da 70 in su è considerato alto! Utilizzando questi concetti molti alimenti sono stati banditi dalla dieta dei diabetici perché accusati di avere un alto indice glicemico. Quello che si trascura di considerare è che gli alimenti di origine vegetale contengono una quantità di acqua e di fibra tali che per ingerire 50 g di zuccheri ad esempio con le carote bisognerebbe mangiarne diversi chili! Più corretto sarebbe moltiplicare il carico glicemico per un coefficiente compreso tra 0 e 1 che riflette l’effettiva percentuale di zuccheri presente nel cibo in oggetto.

Indice glicemico delle ciliegie

Le ciliegie hanno un indice glicemico pari a 22 e quindi rientrano tra gli alimenti con indice glicemico molto basso.

  • Così se un diabetico mangia 100 g di ciliegie si espone ad un carico glicemico di 220. Ma poiché la percentuale di zuccheri per 100 g di ciliegie è di 12,5%, dopo due ore dall’ingestione nel sangue ci saranno appena 26,4 g di zucchero in più (22x100x0,125) e non 220! Il glucometro ce ne darà conferma!

Seguendo lo stesso ragionamento molti altri alimenti di origine vegetale possono essere riammessi a pieno titolo nell’alimentazione del diabetico! E questo anche in ragione dell’alto valore nutrizionale e dell’azione antiossidante.

Stress ossidativo

Lo stress ossidativo è uno dei fattori causali dell’insulino-resistenza e del diabete. Frutta e verdura apportano grandi quantità di antiossidanti. Il test ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity) ci consente di misurare l’azione antiossidante di alimenti e integratori e si basa sulla capacità di una sostanza antiossidante di inibire la degradazione ossidativa di una molecola fluorescente provocata dalle specie reattive dell’ossigeno.

L’indice ORAC di 100 g ciliegie è pari a 3747 unità!

Per contrastare i danni ossidativi si consiglia di assumere almeno 2000 Unità Orac/die. 100 g di ciliegie ne forniscono quasi il doppio!

Dunque a chiunque sia in condizioni di dover tenere a bada la glicemia dico di mangiare tranquillamente le ciliegie, ma anche le mele, il melone, l’anguria e così via dicendo!

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Celiachia e dieta senza glutine: fanno ingrassare o dimagrire?

MEDICINA ONLINE RISO RISOTTO CIBO DIABETICO INDICE GLICEMICO PASTA CARBOIDRATI GLICEMIA DIETA GRASSO PRANZOÈ un falso mito quello che seguire una dieta senza glutine faccia perdere peso, anzi a volte fa addirittura ingrassare, poiché i prodotti sostitutivi sono ricchi di calorie. Attenzione dunque agli alimenti gluten free, consumati dai celiaci, dagli allergici al frumento e da chi soffre di ipersensibilità  ma non solo: c’è anche da chi lo fa per moda. Che la dieta povera di glutine non faccia dimagrire lo spiega Alessio Fasano, direttore del centro ricerche sulla celiachia dell’Università  di Maryland, negli Stati Uniti.

Spiega l’esperto, tra l’altro uno degli autori del recente studio che ha individuato la gluten sensivity, disturbo che colpisce sei volte di più della celiachia: “occorre stare attenti a dichiarazioni come quelle recentemente sentite da personaggi dello spettacolo come la popolare conduttrice americana Oprah Winfrey, che ha seguito una dieta senza glutine per un periodo di tempo. Alimentarsi con prodotti sostitutivi, soprattutto snack e dolci, spesso significa assumere molte calorie in più.”

Al di là  dei celiachi, e di coloro che soffrono di un’ipersensibilità  al glutine, c’è chi segue un regime alimentare privo di glutine per moda, perché convinto che con questo tipo di alimentazione si possa perdere peso. Niente di più sbagliato, anzi è possibile che l’ago della bilancia si sposti in avanti, visto l’alto contenuto di calorie presente nei prodotti sostitutivi.

Se da una parte i celiaci, che sono affetti da un’intolleranza permanente al glutine, hanno la necessità  di seguire un’alimentazione particolare per evitare la reazione infiammatoria scatenata dal glutine, chi non presenta questo genere di intolleranza non ha motivo di seguire una simile dieta.

Viene dunque smentita una credenza popolare del tutto errata, ma del resto si sa che seguire una dieta senza il parere di un esperto può tradursi spesso in cattiva salute. Bisogna dunque prestare molta attenzione al regime alimentare che si decide di seguire quando si inizia una dieta, come sempre la migliore scelta è quella di consultare un dietologo o quella di orientarsi a un’alimentazione sana, senza privarsi di determinati alimenti, ma mangiare spesso frutta e verdura e diminuire dolci, bevande gassate e carboidrati, riducendo le porzioni e mangiando tre volte al giorno per combattere la fame.

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I diabetici possono mangiare i dolci?

MEDICINA ONLINE MANGIARE DOLCI CIOCCOLATO FRUTTA MAGRA DIABETE CALORIE GLICEMIA GASSATA OLIGOMINARALE RICETTA INGRASSARE DIMAGRIRE INSULINA GLICATA COCA COLA ARANCIATA THE BERE ALCOL DIETA CIBO LONTANO DAI PASTI WALLP.jpgdiabetici devono stare alla larga dagli zuccheri, questo però non vuole dire che debbano rinunciare del tutto ai dolci, basta fare attenzione alla quantità e agli ingredienti.

Diabetici e dolci con la frutta
Dai dolci troppo ricchi di zucchero e creme dovrebbero stare lontani tutti, non solo i diabetici. Mentre per altri la conseguenza naturale è quella di scegliere dolci alla frutta, i diabetici in realtà devono fare attenzione anche alla frutta. Alcune varietà, contengono dosi di zucchero più alte, si pensi alle banane o ai frutti tropicali, meglio preferire mele, frutti di bosco, pesche, albicocche, melograno, meno zuccherini e quindi meglio tollerati. La considerazione però non va fatta esclusivamente sulla fonte di zuccheri, ma anche e soprattutto sulla quantità totale di zuccheri e carboidrati introdotti durante tutta la giornataPorzioni ridotte dunque sono fondamentali: il diabetico può concedersi una fetta di torta alla settimana, l’importante è non esagerare. Nel preparare un dolce alla frutta va considerato il fatto che la frutta essendo di suo zuccherina permette di usare meno zucchero nell’impasto.

Diabetici e ingredienti dei dolci
Altra questione importante è la composizione del dolce. Vanno preferiti quelli che privilegiano ingredienti a minor indice glicemico, come le farine integrali, i dolci poi dovrebbero essere poco o nulla zuccherati(esistono peraltro interessanti alternative allo zucchero), con confetture senza zuccheri aggiunti. Quanto ai dolci con frutta secca, va detto che noci, mandorle, nocciole e altri frutti secchi a guscio sono concessi, vanno invece evitati i canditi e la frutta disidrata dal momento che sono un concentrato di zuccheri. In merito all’utilizzo di yogurt nei dolci, è sempre da preferire quello bianco naturale senza zuccheri aggiunti. Via libera anche a un quadretto di cioccolato fondente, l’importante è che la pasta di cacao la faccia da padrone e che la percentuale di zuccheri aggiunti sia nulla o irrisoria. E il miele? Come lo zucchero incide sulla glicemia, però a suo vantaggio ha il fatto che essendo più dolce dello zucchero comune se ne può mettere meno per dolcificare. Attenzione infine ai dolci liquorosi: l’alcol contiene zuccheri.

I migliori prodotti per diabetici
Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche, estremamente utili per aiutare il diabetico ed il pre-diabetico a mantenere i giusti livelli di glicemia, perdere peso e migliorare la propria salute. Noi NON sponsorizziamo né siamo legati ad alcuna azienda produttrice: per ogni tipologia di prodotto, il nostro Staff seleziona solo il prodotto migliore, a prescindere dalla marca. Ogni prodotto viene inoltre periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

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Il diabetico può bere caffè?

MEDICINA ONLINE CUCINA RICETTA GELATO AL CAFFE FATTO IN CASA CUCINARE DOLCE FACILE VELOCEAvere il diabete non significa doversi privare del caffè. La buona notizia per gli amanti della tazzina arriva da una ricerca USA pubblicata dalla rivista scientifica “Diabetes Care”.

Alcune ricerche in passato avevano sostenuto che consumare caffè potesse danneggiare la capacità di metabolizzare il glucosio nei diabetici. Un pool di ricercatori della Harvard School of Public Health, Boston, ha voluto verificarlo. Gli studiosi hanno analizato i dati di 3497 uomini diabetici seguiti dal 1986 al 2004. Nessuno aveva malattie cardiovascolari all’inizio dello studio e tutti hanno completato diversi questionari sulle loro abitudini alimentari nel corso del follow-up.

I ricercatori hanno così scoperto che consumare caffè, anche quattro o più tazze al giorno, non aumentava in modo significativo il rischio di malattie di cuore o le probabilità di morire nel corso dello studio, rispetto ai pazienti che non bevevano caffè.

Ovviamente particolare attenzione va prestata nell’uso dello zucchero: è preferibile assumerlo amaro o con il dolcificante che vi ha consigliato il vostro diabetologo.

Per approfondire: Il caffè fa ingrassare o dimagrire? Quante calorie ha?

I migliori glucometri per misurare la glicemia

I migliori apparecchi di ultima generazione per l’automonitoraggio della glicemia, selezionati, consigliati ed usati dal nostro Staff sanitario, sono i seguenti:

Sono strumenti abbastanza economici, tuttavia ottimamente costruiti, affidabili e professionali, prodotti da aziende che da anni sono leader mondiali nella produzione di tecnologie sanitarie.

I migliori prodotti per diabetici

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche, estremamente utili per aiutare il diabetico ed il pre-diabetico a mantenere i giusti livelli di glicemia, perdere peso e migliorare la propria salute. Noi NON sponsorizziamo né siamo legati ad alcuna azienda produttrice: per ogni tipologia di prodotto, il nostro Staff seleziona solo il prodotto migliore, a prescindere dalla marca. Ogni prodotto viene inoltre periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

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La frittata fa ingrassare o dimagrire? Quante calorie ha?

MEDICINA ONLINE FRITTATA Italian egg pie EGGS PASTO FRITTA OLIO SAUSAGE DIET LIGHT GOOD DINNER DIETA DIMAGRIRE CALORIE MANGIARE INGRASSARE DIMAGRIRE COLESTEROLO CUCINA RICETTA LEGGERALa frittata è uno dei piatti più popolari della tradizione italiana. È gustosissima, facile da preparare e si possono usare praticamente tutti gli ingredienti che abbiamo in frigo per arricchirla.  La presenza di uova e di olio per friggerla e soprattutto di condimenti che potrebbero essere non proprio dietetici, può creare più di qualche dubbio in chi è a dieta. La frittata fa ingrassare? Oppure possiamo consumarla senza problemi Vediamolo insieme.

Non è un problema di frittata

Non è la frittata ad essere problematica di per sé, ma quello che utilizzeremo per farcirla e soprattutto per cuocerla. Una frittata preparata con ingredienti dietetici e cotta al forno, ad esempio, è ottima per la dieta. Avremo infatti circa 70 calorie per uovo utilizzato, più le calorie delle verdure o degli altri ingredienti dietetici che abbiamo utilizzato. Il problema nasce con le frittate farcite di formaggio e insaccati: a creare il problema per chi è a dieta non è la base di frittata in sé, ma gli ingredienti, appunto, che abbiamo aggiunto.

Qualche idea per una frittata perfetta per la dieta

La frittata è addirittura consigliata da qualche dietologo, in quanto è in grado di aggiungere varietà al nostro menù pur essendo una preparazione estremamente semplice. Vediamo insieme qualche preparazione che può aiutarci nella nostra dieta:

  • Frittata al forno di zucchine: a base di uova, zucchine cotte in padella senza grassi e un cucchiaio di parmigiano.
  • Frittata al forno con peperoni arrosto: possiamo utilizzare i peperoni arrosto come ingrediente principale di una omelette decisamente dietetica.
  • Frittata al forno con pollo: se avete qualche avanzo di pollo della sera prima, possiamo sfilacciarlo e utilizzarlo con due uova sbattute, un pizzico di pepe e una grattata di parmigiano.

Non solo uova sode

Chi vuole mangiare uova pur essendo a dieta non deve limitarsi per forza alle uova sode. Come vi abbiamo dimostrato in questo articolo si possono mangiare anche frittate gustosissime che siano comunque dietetiche, fermandosi prima della soglia delle 200 calorie.

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Fumare fa ingrassare o dimagrire?

MEDICINA ONLINE FUMARE FUMO SIGARETTE NICOTINA DIPENDENZA DROGA TOSSICODIPENDENZA CANCRO TUMORE POLMONI GRASSO SMETTERE INGRASSARE DIMAGRIRE METABOLISMO CENERE MOZZICONE GIOVANI TABACCO TABAGISMO SMOKING.jpgMolti studi condotti sull’argomento hanno dimostrato che un adulto fumatore medio (10-12 sigarette al giorno) ha un metabolismo aumentato di circa 200 calorie quotidiane “grazie” alle sigarette. Ciò si spiega facilmente: la nicotina è un alcaloide facilmente assorbito dall’organismo che, oltre ad indurre dipendenza, esercita un potente effetto di accelerazione del metabolismo. Chi fuma brucia un po’ di calorie in più, rispetto ad un NON fumatore di uguale costituzione, dieta ed esercizio fisico.

La chimica della nicotina

La nicotina interagendo con specifici recettori nicotinici per l’acetilcolina, indurrebbe, al livello limbico, il rilascio di neurotrasmettitori come dopamina, noradrenalina, serotonina, glutammato e GABA.
Questa azione modulante, secondo diverse evidenze, potrebbe estendersi anche a livello periferico, con inevitabili conseguenze metaboliche, tra le quali:

  • Incremento del metabolismo di base per effetto simpaticomimetico;
  • Incremento della termogenesi;
  • Incremento della lipolisi ed aumentata mobilizzazione dei trigliceridi;
  • Aumento del dispendio energetico durante l’attività fisica;
  • Incremento dell’attività dell’insulina;
  • Riduzione delle concentrazione di Adiponectina.

A livello centrale, invece, la Nicotina sembrerebbe:

  • Potenziare gli effetti anoressizzanti della Llptina;
  • Controllare la secrezione di ormoni oressigeni come CART e POMC;
  • Indurre l’espressione di molecole in grado di controllare l’assunzione di cibo.

In conclusione, quindi, la nicotina sembrerebbe agire su due differenti fronti, il primo rappresentato dal controllo dell’appetito e della quantità di cibo introdotto, il secondo, invece, costituito dall’incremento del dispendio energetico. Per approfondire vi consiglio di leggere: Per quali motivi si ingrassa dopo aver smesso di fumare?

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