Cos’è la taurina, a cosa serve ed in quale alimenti trovarla?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO TORO ANIMALE NATURA CORNALa taurina è una sostanza chimica acida che prende il suo nome dal fatto che originariamente sia stata isolata dalla bile del toro, ed è una sostanza chimica acida abbondante in molti tessuti animali, tra cui anche l’uomo. E’ diventata famosa al largo pubblico nel momento in cui ha cominciato ad essere aggiunta in integratori e bevande energizzanti famose (ad esempio Red Bull). Dal punto di vista biologico la taurina si differenza dai venti alfa aminoacidi che formano le proteine per la presenza di acido sulfonico (SOOOH) al posto del tradizionale gruppo carbossilico (COOH).

Che ruoli svolge nel corpo?

La taurina ha due ruoli fisiologici ben documentati:

  • Per molti animali, la taurina è tra i principali osmoliti intracellulari ed è quindi un contributo importante alla regolazione del volume cellulare.
  • La taurina è coniugata attraverso il suo gruppo ammino-terminale agli acidi biliari acido chenodesossicolico e acido colico per formare il sale biliare taurochenodesossicolato di sodio e taurocolato di sodio (vedi bile). Il basso pKa (1,5) del gruppo solfonico della taurina assicura che quella parte di molecola sia caricata negativamente nei range di pH che si trovano normalmente nel tratto intestinale e ciò migliora le proprietà surfattanti del coniugato dell’acido colico.

La taurina è anche implicata in un grande numero di vari fenomeni fisiologici, tra cui il potenziamento a lungo termine dello striato/ippocampo, la stabilizzazione di membrana, l’inibizione feedback degli scoppi respiratori di neutrofili/macrofagi, e l’omeostasi del calcio. Gli effetti riscontrati sono relativamente poveri se comparati con i casi riportati sul ruolo della taurina nella sintesi degli acidi biliari e nella osmoregolazione. Neonati prematuri che mancano nell’enzima necessario per convertire la cistationina in cisteina potrebbero diventare taurina-deficienti. Per questo la taurina è un componente essenziale nella dieta di questi neonati. Negli esperimenti sui ratti è stato dimostrato che la taurina è efficace nel rimuovere i depositi di grasso sul fegato, nel prevenire malattie epatiche e nel combattere la cirrosi. Sebbene sia presente in diverse bevande energetiche, la taurina non ha proprietà energizzanti; sono state dimostrate tuttavia proprietà anti-ossidanti. In particolar modo, ha l’effetto di contrastare le sostanze ossidanti rilasciate dal corpo in seguito all’esercizio fisico. È stato dimostrato anche il beneficio che la taurina può svolgere nelle persone predisposte a infarto aumentando l’efficienza delle contrazioni del muscolo cardiaco. La taurina ha inoltre attività di agonista indiretto sul sistema GABAergico, inibendo l’attività dell’enzima GABA-transaminasi, responsabile del metabolismo del GABA a livello sinaptico.

In quale alimenti si trova la taurina?

La taurina è presente in molti cibi: uova, pesci, carne e latte, ma NON negli alimenti di origine vegetale. Nell’uomo la taurina può essere sintetizzata nel fegato a partire da cisteina e da metionina (due aminoacidi) se presenti sufficienti quantità di vitamina B6.

Usi commerciali della taurina

Dagli anni ’80, la taurina è diventata un ingrediente nelle bibite energetiche come la Red BullBurn Energy DrinkMonster Energy, Verve! e altre bevande o preparati affini; ha inoltre trovato impiego in caramelle energetiche come le XS Energy DrinkFoosh, le White Bull e le Red Bull. Tale componente è presente anche in diversi integratori alimentari disponibili in commercio oltre che in diversi tipi di latte per la crescita comunemente in commercio, come il Latte Nipiol 3 per citarne uno. Viene inoltre utilizzato nei mangimi destinati agli animali. Grazie alle sue proprietà antiossidanti viene raccomandata ai soggetti sottoposti ad intenso allenamento come ad esempio i cavalli sportivi. La taurina può essere assunta in qualsiasi momento della giornata dopo l’allenamento e favorisce il recupero fisico dopo un intenso sforzo riducendo il danno muscolare e lo stress ossidativo. Essa infatti agisce in diverse parti dell’organismo: migliora il metabolismo dei lipidi e degli zuccheri a livello epatico; favorisce l’escrezione renale di sostanze tossiche; favorisce la contrattilità della muscolatura scheletrica e del cuore aumentandone così la gittata cardiaca. Viene quindi consigliata nei cavalli sportivi per aumentare le performance atletiche e diminuire i tempi di recupero.

Taurina nello sport

La taurina può essere utilizzata come aiuto ergogenico nell’ambito sportivo. Essa sembra avere un’azione insulino-simile, cioè migliora il trasporto del glucosio e di alcuni aminoacidi all’interno della cellula. Tra le proprietà maggiormente citate emerge la sua utilità come antiossidante e anticatabolico, stimolatore del volume cellulare e delle condizioni anaboliche (miglioramento del metabolismo proteico) all’interno delle cellule muscolari.

Vi sono anche prove che la taurina negli esseri umani adulti possa contribuire a ridurre la pressione sanguigna, e studi recenti dimostrano che gli integratori di taurina somministrati ai ratti con una dieta ricca di grassi hanno impedito loro di raggiungere il sovrappeso, migliorando nel contempo il controllo del diabete. Recentemente ulteriori studi sull’uomo hanno mostrato che l’assunzione di taurina può avere effetti favorevoli nell’ossidazione di grasso durante l’esercizio. In uno studio recente, la supplementazione pre-allenamento di 1,66 g di taurina non ha dimostrato di migliorare la prestazione, ma ha aumentato del 16% l’ossidazione dei grassi durante una prestazione a moderata intensità al 66,5% del VO2max per 90 minuti in ciclisti allenati. Tuttavia sono necessari ulteriori approfondimenti per poter determinare l’efficienza della taurina nei programmi per la perdita di peso. La taurina è presente in alte concentrazioni nel muscolo scheletrico, ed è stato visto che le concentrazioni dell’amminoacido al suo interno si riducono dopo l’esercizio, indipendentemente dalla durata. Inoltre, questa diminuzione è stata rilevata specificamente nelle fibre a contrazione rapida (di tipo 2), anche se la concentrazione plasmatica di taurina è rimasta invariata. Si è suggerito che l’amminoacido possa giocare un ruolo come difesa cellulare dal danno indotto dai radicali liberi. Infatti l’esercizio intenso si crede possa aumentare lo stress ossidativo e il danno muscolare. Alcune ricerche hanno rilevato che la supplementazione di taurina o la deplezione di taurina possono svolgere misurabili azioni citoprotettive per attenuare le lesioni muscolari indotte dall’esercizio fisico. A seguito dell’esercizio coi pesi con ripetizioni eccentriche, l’assunzione di taurina ha dimostrato di influire sulla contrazione muscolare riducendo lo stress ossidativo, in associazione con una riduzione del superossido, un radicale libero. Vi sono evidenze recenti che l’assunzione concomitante di taurina e amminoacidi ramificati (BCAA) riesca a ridurre la percezione del DOMS e il danno muscolare indotto dall’esercizio coi pesi più dei soli BCAA. La taurina è piuttosto conosciuta per essere, assieme alla caffeina, un ingrediente delle popolari bevande energetiche. Esse contengono circa un grammo di taurina, ma la taurina non ha mostrato di essere energetica di per sé; tuttavia alcuni risultati scientifici sull’uso di taurina hanno dimostrato un suo ruolo nel ridurre la fatica muscolare, portando a benefici nella termoregolazione (aiutando a stabilizzare la temperatura corporea durante l’attività fisica) e nella concentrazione. Si è spesso erroneamente sostenuto che la taurina sia uno stimolante energetico, ma in realtà essa può svolgere un’azione opposta, essendo coinvolta nell’inibire i neuroni eccitatori del cervello, il che la renderebbe più una sostanza rilassante. La taurina è infatti un amminoacido che calma il sistema nervoso, perché sostiene la produzione di GABA. Essa può favorire la gestione dell’ansia contrastando potenzialmente gli ormoni dello stress. Il suo utilizzo come ingrediente nelle bevande energetiche è quindi ottimale accanto a un effettivo stimolante come la caffeina, per i suoi benefici nel ridurre la fatica, favorire la termoregolazione e migliorare la concentrazione. L’effetto sinergico tra caffeina e taurina è stato dimostrato anche in dissociazione da tali bevande. Anche se assunta singolarmente, la ricerca mostra come la taurina possa portare benefici e miglioramenti nella prestazione sportiva in soggetti affetti da scompenso cardiaco, aumentando la prestazione e la resistenza alla fatica. La taurina ha dimostrato un potenziale di imitare l’attività dell’insulina, attenuando la glicemia in risposta all’assunzione di glucosio. Si è ipotizzato che la taurina favorisca il trasporto di glucosio e amminoacidi all’interno delle cellule muscolari, in ultima analisi, svolgendo un ruolo come volumizzatore cellulare. Questo permetterebbe che le cellule diventino “superidratate”, e alcune ricerche suggeriscono che questo possa promuovere una maggiore sintesi proteica muscolare e l’inibizione del catabolismo proteico muscolare. Questo potrebbe portare a uno sviluppo di maggiore massa e forza muscolare, anche se queste rimangono ipotesi. La ricerca ha anche rivelato che l’integrazione con taurina può diminuire la quantità di una sostanza chimica chiamata 3-metilistidina (3-MH), il che segnalerebbe che la taurina sembra contribuire a ridurre il catabolismo proteico muscolare.

Dosi di assunzione della taurina

La taurina viene assunta in due o tre dosi giornaliere, per raggiungere un dosaggio che in genere oscilla tra 2 a 8 grammi massimi al giorno.

Quali sono gli effetti collaterali della taurina?

Un eccesso di taurina negli adulti può provocare ipertensione arteriosa, diarrea e ulcera peptica.
La taurina potrebbe aggravare una psoriasi.

Integratore alimentare

Il miglior integratore di taurina, consigliato dal nostro Staff, è questo: https://amzn.to/3z55x0z

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Mike Matarazzo: la vita e la lettera del bodybuilder morto a causa del doping

MEDICINA ONLINE Mike Matarazzo DEATH DEAD MORTE BODY BUILDING DOPING LETTERA MUSCOLI.jpgA 48 anni il 16 agosto 2014 è purtroppo venuto a mancare il culturista statunitense Mike Matarazzo. Michael Richard Matarazzo – questo il suo vero nome – è stato a lungo un bodybuilder professionista IFBB.

La carriera

Nato l’8 novembre 1965 a Boston, Massachusetts (USA), da una famiglia di origini italiane, Matarazzo si è poi trasferito a Venice, in California, per approfondire la sua carriera di bodybuilding. Ex pugile, Matarazzo ha vinto per la prima volta la Gold’s Gym Classic nel 1989 in Massachusetts. Noto principalmente per le sue braccia e polpacci massicci, il suo miglior piazzamento nella competizione Mr. Olympia (su sette presenze totali) è stato nono, nel 1998. Matarazzo era alto 5 piedi e 10 pollici (178 cm). Pesava 250 libbre (113 kg) durante le competizioni e 275 libbre (124 kg) in off-season. L’ultima apparizione di Matarazzo in un evento di bodybuilding professionale è stata al Mr. Olympia del 2001, dove si è piazzato 21°.

Il ritiro

Matarazzo è stato costretto al ritiro a causa di un intervento chirurgico a cuore aperto subito l’8 dicembre 2004 a causa dell’ostruzione delle arterie coronariche. L’8 novembre 2007, Matarazzo ha subito un infarto del miocardio, il suo secondo problema cardiaco dall’operazione del 2004. Il 3 agosto 2014 Matarazzo è stato ricoverato nell’unità di terapia intensiva dell’ospedale di Stanford a Palo Alto a causa di complicazioni cardiache, probabilmente legate all’uso smodato di farmaci dopanti. Morì il 16 agosto in attesa di un trapianto di cuore. In base all’opinione dei medici che lo avevano in cura, i farmaci che assumeva hanno avuto un ruolo importante nei problemi cardiaci che hanno determinato il decesso del culturista. Al momento della sua morte risiedeva a Modesto, in California, ed era stato costretto a smettere di lavorare a causa della sua funzione cardiaca, estremamente più bassa del normale.

La lettera di Mike Matarazzo

Come abbiamo visto, la vita di Mike Matarazzo è stata dedicata al body building che però – oltre a dargli tante gioie – gli ha sicuramente segnato la vita causandogli problemi di salute, in particolare problemi cardiaci, con molta probabilità legati al doping, come confermato da lui stesso. Ecco le parole di Mike Matarazzo in una sua famosa lettera:

“Da dove inizio? Dovrei dire che tutto ciò che mi ha portato ai miei problemi di cuore è iniziato nell’attimo in cui ho iniziato seriamente a competere nel bodybuilding. Al fine di diventare sempre più grosso, ho mangiato cinque, sei, sette chili di carne rossa al giorno, senza verdure. E sono stato alla larga anche dalla frutta a causa del suo contenuto in zuccheri.
La cosa peggiore sono state le sostanze chimiche. Ho così tanti ricordi dell’essere rimasto in una stanza d’albergo durante la settimana, cinque giorni o due giorni prima di una gara, facendo cose indicibili al mio corpo – steroidi, ormone della crescita, diuretici – non risparmiando nulla di quello che noi bodybuilders facciamo per ottenere una determinata forma.
Questo ha determinato tutta la mia vita, perciò a tutti quei ragazzi che si trovano nell’eterna ricerca di ottenere braccia e polpacci da 50 cm o più, e a tutti quelli che sono così convinti della loro capacità di non morire mai, io dico: cambiate il vostro punto di vista.
La vostra preoccupazione dovrebbe essere quella di ottenere un corpo quanto più in salute possibile, perché l’intenzione dovrebbe essere quella non solo di arrivare fino alla vostra prossima gara o fino alla fine di un contratto di bodybuilding, ma di vivere a lungo. E a lungo per l’essere umano è una quantità di tempo pari al nulla. Il tempo se ne va veloce, anche più veloce quando la vostra salute se ne è andata e ormai non avete più niente per cui vivere.”

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Tai Chi: arte marziale cinese per ritrovare salute e benessere psico-fisico

Le lezioni di Zumba vi annoiano? Fare lo step in palestra vi sembra ormai banale? Vi sentite troppo anticonformisti per le solite lezioni di spinning?  Siete già in buona forma fisica e avete intenzione di ritrovare l’equilibrio mentale perso nello stress del lavoro e nelle preoccupazioni di tutti i giorni? Siete i perfetti candidati per un corso di Tai Chi!

Cos’è il Tai Chi?

Il Tai Chi (anche conosciuto come Taiji, o Taijiquan) è un’arte marziale cinese nata come tecnica di combattimento, ed oggi conosciuta in occidente soprattutto come ginnastica e come tecnica di medicina preventiva. Esistono diversi stili di Tai Chi, il più diffuso al mondo è sicuramente lo “Yang”. Premetto di non conoscere troppo a fondo la materia – sicuramente qualcuno più esperto di me può aggiungere commenti interessanti all’articolo – trovo comunque che la pratica giornaliera del Tai Chi sia molto utile, non tanto per il combattimento in se, bensì per raggiungere elasticità, armonia, coordinazione, equilibrio, perfezione nei movimenti (e nei pensieri!). Io ho iniziato a praticarlo da poco e devo dire che è veramente rilassante ed appagante, aiuta la concentrazione, combatte lo stress, aumenta la fiducia in se stessi! Ma dalla mia esigua esperienza posso dire una cosa con certezza: Tai Chi non è solo “movimenti esteticamente perfetti”, Tai Chi è una filosofia, è un approccio, un modo di affrontare un combattimento in modo efficiente e “pulito”. Guardate questo video:

Tai Chi e salute

Una delle caratteristiche che ha dato estrema notorietà al Taijiquan è la sua utilità per la salute: sono molti gli studi al proposito. Una ricerca effettuata nell’ospedale Jiang Jianxin Jinjishan del Fujian riporta che tra i pazienti che avevano praticato Taijiquan si era evidenziato un calo dei livelli di colesterolo nel sangue. A Jinan per ventiquattro mesi un gruppo di studenti dell’Università di Educazione Fisica ha praticato lo Stile Yang per verificarne gli effetti salutari su cuore e polmoni con risultati positivi. Sun Fu e altri hanno studiato 83 persone di età avanzata rilevando che le onde alfa aumentavano significativamente quando praticavano Taijiquan più di trenta minuti. Dopo un lungo periodo di pratica si promuoveva una coordinazione ed un bilanciamento delle funzioni fisiologiche tra il lobo frontale sinistro e quello destro. I ricercatori hanno rilevato effetti positivi nella promozione dell’equilibrio, della flessibilità e del funzionamento cardiovascolare ed hanno dimostrato che riduce il rischio di ricadute sia nelle persone anziane, sia in coloro che soffrono di disturbi cronici: pressione sanguigna alta, attacchi di cuore, sclerosi multipla, Parkinson, Alzheimer, e fibromialgia.

Perché non fare un corso di Tai Chi?

Se questo articolo vi ha fatto venire voglia di approfondire l’argomento, cercate nella vostra città una palestra dove poterlo iniziare ad imparare, magari iscrivendovi a qualche corso che cominci proprio da questo settembre! Nel frattempo su You Tube troverete una grandissima quantità di video e di dimostrazioni molto interessanti, a cominciare da questo che è perfetto per i principianti:

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Correre fa male al cuore?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO YOGA RELAX MEDITAZIONE DONNA TRANQUILLITA MENTE RILASSAMENTO PALESTRA ESERCIZIO PESI MUSCOLI STRETCHING CORSA RUNNING NATURA CORREREIl primo fu Filippide. Che, dopo aver corso per i 42 chilometri mitici che avrebbero dato origine alla maratona, crollò a terra morto. Da allora la storia di questa competizione è costellata da incidenti e anche lutti.

Il maratoneta Alberto Salazar, a 48 anni, è stato colpito da un attacco di cuore ed è stato salvato da un intervento d’urgenza. Micah True, l’ultramaratoneta protagonista del libro best seller Born to Run, è morto durante una corsa nel deserto del New Mexico. Ryan Shay invece morì durante gli allenamenti per le Olimpiadi del 2008.
Tutte queste tragedie colpiscono anche perché la condizione fisica degli atleti dovrebbe proteggerli dalle malattie cardiache.

Negli ultimi anni, un piccolo gruppo di cardiologi ha avanzato l’ipotesi che un eccesso di esercizio fisico in realtà danneggi il cuore. Lo scrive il New Yorker in un articolo che cita gli studi di James O’Keefe, direttore di cardiologia preventiva del Mid America Heart Institute di Kansas City, Missouri. O’Keefe sostiene che l’esercizio fisico oltre una certa soglia può portare a malattie cardiache, e diminuire i benefici dell’esercizio fisico moderato. In una video-intervista O’Keefe sostiene che l’esercizio fisico estremo “non è favorevole alla salute cardiovascolare a lungo termine”. “Darwin aveva torto su una cosa”, dice O’Keefe. “Non è quello che si adatta meglio a sopravvivere, ma quello moderatamente più in forma”.

Per quelli che credono che la regola del “tutto con moderazione” si possa applicare in vari campi, questo argomento ha un senso. Secondo l’articolo, l’esercizio fisico rimane una delle cose migliori che si possa fare per migliorare la salute cardiovascolare, ma non c’è bisogno di correre maratone per ottenerne i benefici.

O’Keefe sostiene che l’esercizio fisico oltre una certa soglia aumenti il rischio cardiovascolare. Ma, data la complessità del cuore, la sua tesi è difficile da smentire.

L’eccessivo esercizio è stato costantemente associato alla fibrillazione atriale, un disturbo del ritmo che aumenta il rischio di ictus e lascia in alcune persone la sensazione di debolezza e di essere senza fiato. Uno studio ha esaminato i tassi di fibrillazione atriale in oltre cinquantamila uomini svedesi che avevano partecipato alla Vasaloppet, un evento di novanta chilometri di sci di fondo, per dieci anni. Coloro che hanno portato a termine il maggior numero di gare o che hanno avuto i tempi più veloci sembravano avere un rischio maggiore di fibrillazione atriale.

Ma quanto è alto questo rischio? Alcuni suggeriscono che il rischio di fibrillazione atriale per atleti estremi sia cinque volte più alto rispetto a quello dei sedentari. Ma Brian Olshansky, specialista del ritmo cardiaco in Iowa, ha contribuito a ridimensionare questo dato catastrofico: “Diciamo che nell’arco della vita il rischio di fibrillazione atriale è dello 0,3 per cento” (il rischio varia a seconda di diversi fattori, come l’età e l’obesità). “Un aumento di cinque volte, lascia ancora il rischio di fibrillazione atriale ad appena l’1,5 per cento.”

Però anche John Mandrola, un cardiologo al Baptist Medical Associates di Louisville, Kentucky, mette in guardia contro l’esercizio fisico estremo. Mandrola è stato un ciclista per decenni, e qualche anno fa ha subito un grave incidente motociclistico. Nonostante le fratture dolorose, si rimise rapidamente in sella alla bici, percorrendo 20 miglia nella sua prima corsa dopo l’incidente. Mandrola rimase rapidamente a corto di fiato e stordito, con poche forze. La sensazione era quella descritta più volte dai suoi pazienti: era in fibrillazione atriale.

Una volta passata la paura di essere vittima di un ictus, la sua vita però cambiò completamente: per anni, era stato un ciclista a cui era capitato di essere un cardiologo. Adesso era solo un cardiologo. Alcuni scienziati ipotizzano che l’infiammazione possa avere un ruolo nella fibrillazione atriale, e Mandrola cominciò a vedere i danni del suo precedente stile di vita come dovuti a un eccesso di infiammazione: “Non è solo il problema durante una gara. Ma è l’essere in allenamento perenne, che genera il problema”.

Come Mandrola, anche O’Keefe era una volta un super atleta, e aveva vinto diverse gare di triathlon. Poi, con la mezza età, ha deciso di cambiare il suo approccio. Nell’editoriale O’Keefe e il suo collega Carl Lavie suggeriscono che l’esercizio fisico vigoroso dovrebbe essere limitato a “trenta, cinquanta minuti al giorno.”

Ma c’è davvero qualche ragione per credere che anni di allenamento duro accorcino la vita, o peggiorino la salute cardiovascolare? Per il momento, no. Infatti altri studi, la maggior parte dei quali della Health Study Runners, suggeriscono che i fattori di rischio per le malattie cardiovascolari continuino a diminuire con l’aumento delle quantità di esercizio fisico.

“Dopo aver esaminato i dati, spiega Lisa Rosenbaum, autrice dell’articolo sul New Yorker, la mia impressione è che non ci sono dati convincenti che suggeriscano che la mortalità differisca significativamente tra chi pratica esercizi moderati ed estremi. Ma mentre l’esercizio costante diminuisce la probabilità di avere un attacco di cuore, se siete destinati ad averne uno è più probabile che questo accada mentre vi state sta esercitando.

E conclude l’articolo con una riflessione: “La scienza è una risorsa inestimabile per aiutare le persone a condurre una vita più sana, ma non dovrebbe essere un arma per spaventare le persone che non lo fanno”.

FONTE

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Un in bocca al lupo alla nazionale italiana di calcio impegnata in Brasile: forza ragazzi!

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO CALCIO SPORT STADIODopo la vittoria della notte scorsa contro la nazionale inglese, ci auguriamo che la nostra squadra possa continuare a far bene: FORZA RAGAZZI!

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Il bambino più forte del mondo: bodybuilder a soli 9 anni [VIDEO]

Giuliano Stroe ha 9 anni, è nato il 18 giugno del 2004 e attualmente detiene il titolo di “bambino più forte del mondo“. È un un bodybuilder da quando aveva solo due anni e con la sua famiglia ora vive in Romania.

Nel 2009 è stato registrato nel libro dei Guinness World Record per aver battuto i suoi avversari nella dieci metri sulle mani tenendo un peso tra le gambe. Ma non finisce qui: il 24 febbraio 2010 ha raggiunto un nuovo record mondiale per il maggior numero di flessioni fatte senza mai far toccare i piedi al suolo.

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“Sono invincibile”, muore a 20 anni per il fisico perfetto: lo uccidono gli steroidi

Oly CooneyL’inglese Oli Cooney, ventenne della contea metropolitana del West Yorkshire, ossessionato dagli anabolizzanti, è morto d’infarto il 22 settembre scorso, ad appena 20 anni. Aveva già avuto due attacchi di cuore, ma nonostante ciò non aveva abbandonato la palestra e soprattutto non aveva smesso di assumere farmaci dopanti, dopo aver iniziato a 16 anni. I medici, dopo l’ischemia al cuore determinata dall’abuso di varie sostanze dopanti, gli avevano diagnosticato danni cronici e gli avevano ordinato di stare lontano dagli steroidi e diminuire il carico di allenamento.

Secondo alcuni il ragazzo aveva smesso di prendere sostanze anabolizzanti, ma continuava a frequentare la palestra a ritmi esagerati. A chi gli faceva notare che questo stile di vita era molto pericoloso, Oli Cooney rispondeva di “essere invincibile”.  I suoi genitori sperano che la storia del loro figlio possa servire a tutti quei ragazzi che amano fanno uso di steroidi, fungendo da monito a non assumerli. La madre di Oli ha raccontato al quotidiano Telegraph & Argus (da cui è anche presa la foto che vedete in alto): “Oli ha coltivato una passione sfrenata per il bodybuilding e sfortunatamente questa passione gli ha tolto la vita. Non vorremmo che nessuno passasse le pene dell’inferno che abbiamo vissuto. Non vorremmo che accadesse più”.

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“Sono invincibile”: morto a 20 anni ucciso dagli steroidi

MEDICINA ONLINE OLI COONEY DONNA PIU ANZIANA MONDO 80 ANNI ALLENAMENTO MUSCOLI PESI GINNASTICA GUINNESS RECORD MORTE DEAD DEATH CUORE PATOLOGIA STEROIDI DOPING SOSTANZE DOPANTI GH BODYBUDue attacchi di cuore e tre ictus non lo avevano fermato. Oli Cooney, 20enne della contea metropolitana del West Yorkshire, aveva continuato a frequentare la palestra e ad allenarsi senza sosta. E non aveva smesso di fare un massiccio uso di anabolizzanti. Gli stessi anabolizzanti che Oli credeva fossero necessari per mantenere il suo fisico perfetto. Gli stessi anabolizzanti che lo hanno ucciso il 22 settembre scorso, nonostante si sentisse “invincibile” come lui stesso affermava:

Steroids are fantastic, I don’t even mind the side effects

Che tradotto significa “Gli steroidi sono fantastici, non mi preoccupo degli effetti collaterali”. La notizia è stata resa pubblica e ripresa dai giornali britannici solo in questi giorni, dopo che una lunga inchiesta ha fatto luce sulle cause della morte del 20enne. 

Da quando aveva 16 anni Cooney aveva cominciato a passare tantissime ore in palestra e ad abusare di anabolizzanti. I dottori, all’indomani degli attacchi che avevano compromesso seriamente la sua salute, gli avevano diagnosticato un danno cardiaco cronico e gli avevano ordinato di stare lontano dai pesi e dagli steroidi.

Il ragazzo, però, aveva continuato a frequentare la palestra a ritmi impressionanti. E a chi gli faceva notare che questo stile di vita era pericoloso, Cooney non dava ascolto e sosteneva di “essere invincibile”. Spendeva 400 sterline al mese (circa 450 euro) in farmaci dopanti. Almeno fino alla mattina del 22 settembre quando, dopo una serata passata fuori, è crollato a terra tornando a casa ed è stato dichiarato morto pochi minuti dopo.

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