Lingua bianca, impastata, spaccata: cure e rimedi naturali

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma LINGUA BIANCA IMPASTATA CAUSE PERICOLOSA Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PeneIn questo articolo ci eravamo chiesti quali sono le possibili cause di lingua bianca, impastata, spaccata e/o infiammata. Ma quali sono le cure ed i rimedi naturali per risolvere il problema e prevenire la sua ricomparsa? Ecco una pratica lista:

1) Migliora la tua igiene orale
È assai frequente che, nel corso della quotidiana cura dentale, la lingua non sia oggetto di alcun tipo di pulizia e venga dunque trascurata. Al contrario, dovrebbe essere sempre soggetta a un leggero strofinamento con uno spazzolino dedicato, a setole molto morbide. In tal modo, i batteri che normalmente si depositano sulla lingua verranno eliminati senza poter arrivare a provocare una infezione. Per pulire adeguatamente la lingua è importante:

  • Utilizzare oltre allo spazzolino da denti un nettalingua (pulisci lingua) ogni volta che ci si lavano i denti di modo da rimuovere eventuali residui di cibo e di batteri. Il nettalingua è un piccolo e semplice strumento della tradizione ayurvedica che permette di rimuovere delicatamente la patina sulla lingua. È in acciaio inossidabile o in rame e lo potete trovare in erboristeria o nei negozi di prodotti naturali. Questo raschietto aiuta a rimuovere patina e tossine presenti sulla lingua in pochi secondi. Utilizzatelo al mattino prima di fare colazione e di lavarvi i denti.
  • Usare un collutorio di qualità che elimini la maggior parte dei batteri dalla superficie linguale, evitandone l’accumulo.

2) Segui un’alimentazione sana a base di frutta, verdura e cibi non grassi e non eccessivamente zuccherati.
3) Limita o elimina il consumo di sigarette ed alcol.
4) Pulisci in maniera adeguata e con prodotti specifici le tue protesi dentali.

I migliori prodotti per l’igiene orale

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per la cura ed il benessere della bocca e del viso, in grado di migliorare l’igiene orale, combattere l’alito cattivo, pulire la lingua dalla patina ed idratare le labbra:

Rimedi naturali per la lingua bianca

I rimedi naturali prevedono l’utilizzo di sostanze naturali per eliminare o attenuare il problema della patina bianca sulla lingua. Vengono usati principalmente:

  • Bicarbonato: il bicarbonato di sodio è composto da cristalli che esercitano un’azione abrasiva sulle superfici che vengono trattate. Per pulire la lingua è sufficiente utilizzare un batuffolo di cotone imbevuto in acqua e bicarbonato e strofinarlo sulla parte da trattare. L’operazione va ripetuta per 2 – 3 volte al giorno.
  • Limone: il limone contiene acido citrico e può aiutare a limitare la crescita batterica e a ridurre i fenomeni infiammatori. Si può usare sia il succo di limone da applicare mediante un batuffolo di cotone, come per il bicarbonato, oppure si possono fare degli sciacqui a base di acqua e limone per disinfettare il cavo orale. Si consiglia di eseguire le operazioni almeno 2 volte al giorno.
  • Yogurt: il consumo giornaliero di yogurt è indicato poiché questo alimento contiene dei fermenti lattici acidi che aiutano a rallentare la crescita batterica e la formazione della patina bianca sulla lingua.
  • Succo di aloe vera. Il succo di aloe vera può essere utile per il trattamento dei problemi del cavo orale grazie alle sue proprietà antinfiammatorie. Le sue proprietà antimicrobiche inoltre aiutano a contrastare i batteri che causano alito cattivo e patina bianca sulla lingua. Provate ad eseguire degli sciacqui con un cucchiaino di succo di Aloe Vera unito a mezzo bicchiere d’acqua ogni mattina.
  • Aglio: grazie all’azione dei suoi principi attivi, come l’allicina, che ha azione antinfiammatoria e antibiotica naturale, l’aglio viene utilizzato per eliminare la patina bianca sulla lingua. Basta strofinarne mezzo spicchio sulla parte da trattare una volta al giorno.
  • Curcuma. La curcuma per le sue proprietà antibatteriche è considerata utile per proteggere il cavo orale e la lingua dalle infezioni. Uno dei rimedi naturali da applicare in caso di patina bianca sulla lingua suggerisce di fare due volte al giorno sciacqui e gargarismi con un bicchiere d’acqua a cui aggiungere mezzo cucchiaino di curcuma in polvere.
  • Acqua salata: fare degli sciacqui con acqua calda e sale aiuta a limitare la crescita batterica poichè il sale crea un ambiente inadatto ai batteri. Si consiglia di fare gli sciacqui almeno tre volte al giorno.
  • Oil pulling. La pratica dell’oil pulling aiuta a rimuovere i batteri che nel corso della notte si vanno a depositare sulla lingua e sui denti. Il consiglio è di praticare l’oil pulling prima di lavarvi i denti o di usare il nettalingua. Si tratta di fare uno sciacquo profondo della bocca con un cucchiaino di olio di sesamo, olio di cocco, d’oliva o altro olio alimentare di alta qualità.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Lingua bianca, impastata, spaccata: cause, quando è pericolosa, i prodotti per pulirla

MEDICINA ONLINE LINGUA WHICH TONGUE ARE YOU NINE SYMPTOMS HEAT BLOOD DAMP DEFICIENCY CARATTERISTICHE COLORE PATINA BIANCA LINGUA NERA VERDE VILLOSA DOLORE BOCCA LABBRA MASTICARE MANGIARE WALLPAPER SFONDO PICTURE HD HI RESLo stato della vostra lingua rivela molto del vostro stato di salute. Avete un lingua bianca, impastata, infiammata e/o spaccata? Avete notato la comparsa di una patina biancastra tendente al giallo sulla lingua legata a secchezza delle fauci? Siete probabilmente di fronte ad una “lingua bianca villosa”. Queste anomalie sulla superficie della lingua potrebbero essere un falso allarme, ma anche sintomi da non sottovalutare di una malattia più seria. Se in molti casi è un fastidio temporaneo, legato alla presenza di germi, batteri, virus, funghi, lieviti nella bocca od a piccoli squilibri gastrointestinali, in altri casi, è meglio indagare a fondo. La lingua che assume un aspetto bianco e spugnoso, talvolta “villoso”, può essere conseguenza sia di cause non patologiche sia vero e proprio sintomo di patologie. La patina bianca può essere il risultato di un’alterazione nella produzione del muco che ricopre le pareti della bocca e del cavo orale, ma, più spesso, è il risultato di un’alimentazione scorretta, stress o influenza.

Cause non patologiche

Ecco le cause più comuni tra le cause non patologiche:

1) Scarsa igiene orale
Una scarsa o una scorretta igiene orale è la principale causa non patologica di patina bianca sulla lingua negli adulti. Difatti se ci si lava i denti frettolosamente, senza pulire anche la lingua, oppure se si salta la pulizia della bocca o ancora se non si utilizza il filo interdentale, si può avere un’eccessiva proliferazione batterica con conseguente formazione della patina biancastra.

2) Alimentazione scorretta
Una patina biancastra sulla lingua può essere il risultato di una dieta scorretta: cioè di un consumo eccessivo di alimenti ricchi di grassi, colesterolo e zucchero, che provocano pericolosi squilibri a carico della flora batterica.

3) Fumo e alcol
Chi fuma molte sigarette al giorno o chi fa abuso di alcol può avere la lingua bianca a causa della disidratazione e dell’essiccamento della mucosa orale che queste due sostanze causano.

4) Stress
Lo stress può causare la comparsa di patina bianca sulla lingua. Questo è dovuto al fatto che forti condizioni stressanti alterano gli equilibri degli ormoni e variano anche la composizione del sudore e della saliva. Questo può favorire la proliferazione batterica e la lingua bianca.

5) Farmaci
Alcuni farmaci, come gli antibiotici, provocano alterazioni nella flora batterica dell’organismo, compresa quella intestinale e quella orale. Questo può portare alla comparsa di lingua bianca.

6) Protesi dentali
Coloro che portano protesi dentali, specialmente quindi gli anziani; possono avere la tendenza a formare una patina biancastra sulla lingua. Questo è dovuto al fatto che la presenza di protesi in bocca causa un aumento della proliferazione batterica e quindi se la pulizia non è adeguata, si può avere la lingua bianca.

7) Disidratazione
Bere poca acqua durante la giornata, può contribuire alla formazione di una patina bianca sulla lingua.

Cause patologiche

Ecco le cause più comuni tra le cause patologiche:

1) Patologie delle vie respiratorie
Quando la lingua è secca, infiammata, ma, soprattutto è bianca, cioè è ricoperta da una strana patina biancastra, potrebbe essere il campanello d’allarme di malattie stagionali, l’influenza o il raffreddore, accompagnate spesso da altri sintomi, come la febbre. Infatti, si tratta di circostanze in cui si tende a respirare con la bocca aperta: la lingua si secca e accelera il processo di desquamazione delle cellule superficiali, che, quando si staccano, si depositano sul dorso.

2) Lichen planus
E’ una patologia autoimmune che determina varie manifestazioni cliniche tra cui la comparsa di placche bianche sulla lingua e bruciore. Tali manifestazioni sono dovute al mal funzionamento del sistema immunitario che attacca l’organismo stesso.

3) Infezioni
Se il fenomeno della lingua bianca è associato alla presenza di alito cattivo (alitosi), che si può risolvere risalendo alla radice del problema, è probabile che la patina che si osserva sia il risultato di un residuo o di un accumulo di batteri che, nella stragrande maggioranza dei casi, si produce per la mancanza di una adeguata igiene orale, ma non sempre. Ecco alcune tipiche infezioni che portano a lingua biancastra:

  • Mughetto: è una micosi causata dalla candida albicans. La candidosi orale si manifesta principalmente nei neonati che non hanno un sistema immunitario del tutto sviluppato e non presentano il corretto grado di acidità nella bocca e nelle donne in gravidanza che sono più soggette a infezioni a causa dei cambiamenti ormonali. Se il neonato è affetto da candidosi orale, può trasmetterla alla madre mediante allattamento al seno.
  • Tonsille: chi soffre di problemi alle tonsille come tonsilliti ricorrenti, tonsille criptiche o calcoli tonsillari, può avere la lingua bianca a causa dello stato di infezione e di infiammazione che viene a crearsi.
  • Scarlattina: determina un aspetto particolare della lingua definito “a fragola bianca” poiché questa assume l’aspetto di una fragola ma è di colore biancastro. È una patologia tipica dell’età infantile che comprende anche sintomi sistemici come febbre e chiazze rosse su tutto il corpo.
  • HIV: la lingua bianca si manifesta spesso in pazienti colpiti da HIV. Questo avviene poichè il virus causa l’aids, un’immunodeficienza che abbassa le difese immunitarie e favorisce la proliferazione batterica e l’insorgenza d’infezioni.
  • Leucoplachia. Una condizione abbastanza preoccupante, indice di un’altro tipo di infezione, è la leucoplachia, disturbo caratterizzato dalla comparsa di placche bianche sulla superficie della lingua: è una condizione che ricorre spesso nei fumatori, in cui si ha anche un’alterazione della percezione del gusto dei cibi ed un fastidio costante alla bocca, oltre alla tipica colorazione bianca della lingua a volte solcata da striature rosse che le conferiscono un aspetto zebrato. Appena si manifestano questi sintomi, si dovrebbe ricorrere ad una visita medica, dal momento che la leucoplachia può essere talvolta precoritrice del cancro. Fortunatamente, non accade sempre così, ed il disturbo può essere risolto semplicemente smettendo di fumare.
  • Infezioni varie: alcune infezioni, come l’herpes simplex o la mononucleosi infettiva, possono provocare la comparsa di lingua bianca tra i sintomi, a causa dell’alterazione dell’equilibrio della mucosa del cavo orale e come conseguenza stessa del processo patologico infettivo.

4) Patologie dell’apparato digerente e sistemiche
La lingua bianca potrebbe essere anche il sintomo più evidente e visibile di patologie che coinvolgono soprattutto l’apparato digerente o i tessuti epatici. Infatti, in molti casi la patina bianca che ricopre la lingua può essere considerata un segnale da non sottovalutare, un sintomo di malattie che colpiscono lo stomaco, l’intestino o il fegato, come la cirrosi epatica, la gastrite, il reflusso gastroesofageo, ulcere da Helicobacter Pylori, il diabete o l’epatite. La lingua bianca indica spesso, specialmente se accompagnata ad altri sintomi come ittero o sapore amaro in bocca, un malfunzionamento del fegato. Può comparire quindi in caso di cirrosi epatica o epatiti. Per tale motivo, se il problema persiste per alcuni giorni e se in famiglia sono presenti casi di patologie a carico dell’apparato digerente, il mio consiglio è quello di recarvi dal vostro medico di fiducia per una indagine approfondita.

Sintomi e segni associati alla formazione della patina

La lingua bianca può essere accompagnata da altri sintomi più o meno specifici, che possono essere limitati al cavo orale oppure riguardare diversi organi e apparati. La presenza dei vari sintomi potrà indirizzare la diagnosi verso una patologia ben specifica o verso una condizione particolare che può avere originato la comparsa della patina bianca sulla lingua.

Tra i sintomi che riguardano il cavo orale e che si associano a lingua bianca, abbiamo:

  • Puntini rossi: la comparsa di puntini rossi insieme alla lingua bianca può essere sintomo di infiammazione delle papille linguali. Tale condizione può essere causata per esempio da infezioni da lievito e si verifica spesso nei bambini.
  • Secchezza: quando la produzione di muco non è adeguata il cavo orale si secca e si ha una disidratazione delle cellule della mucosa orale. La sensazione di secchezza, accompagnata da quella di bocca impastata, si associa spesso a lingua bianca. Tali sintomi possono essere causati da influenza o da eccesso di fumo.
  • Bocca amara: la contemporanea presenza di lingua bianca e di un sapore amaro in bocca devono far sospettare un problema epatico e quindi si consiglia un approfondimento medico.
  • Bruciore: nel caso in cui insieme alla lingua bianca sia presente una sensazione di bruciore o di lingua che “pizzica” è possibile essere in presenza di una forte irritazione della lingua tipica di alcune condizioni come la leucoplachia. Talvolta la lingua può essere anche spaccata a causa della forte irritazione.
  • Dolore e gonfiore: se la lingua bianca compare dopo un piercing ed è accompagnata da dolore e gonfiore è probabile che si sia sviluppata un’infezione nel sito di inserzione del piercing. In questo caso è possibile anche che la lingua sia maleodorante a causa dell’infezione.
  • Alitosi: è il sintomo che si accompagna nella maggior parte dei casi alla formazione della patina bianca sulla lingua. Può essere causato da infezioni, scarsa pulizia o da problemi digestivi.
  • Sintomi influenzali: se alla lingua bianca si associa la presenza di mal di gola, tosse, muco e febbre probabilmente questo indica la presenza di raffreddore o influenza.
  • Puntini bianchi: la comparsa di placche bianche sulla superficie della lingua, in associazione ad una colorazione biancastra generale, è legata ad una condizione nota come leucoplachia che si verifica nei soggetti fumatori e che causa alterazione nel gusto e fastidio alla lingua.
  • Afte: talvolta sulla lingua, oltre ad una patina bianca, compaiono delle afte, cioè delle piccole bolle di colore bianco, che provocano dolore e bruciore. Sono solitamente causate da un’infezione virale.

Tra i sintomi che invece non sono strettamente localizzati al cavo orale o alla lingua e che si accompagnano alla formazione di una patina bianca, abbiamo:

  • Manifestazioni intestinali: quando la lingua bianca ha come origine un problema di tipo intestinale, gastrico o epatico si può accompagnare a sintomi come mal di pancia, sensazione di gonfiore, diarrea e feci molli.
  • Ghiandole e linfonodi ingrossati: solitamente quando si ha un ingrossamento dei linfonodi e delle ghiandole salivari come sintomi contemporanei della lingua bianca siamo di fronte alla presenza di un’infezione come per esempio la mononucleosi infettiva.

Quali sono le cure ed i rimedi naturali?

Oggi abbiamo capito quali possono essere le cause più comuni di una lingua con patina bianca, impastata, spaccata. Ma quali sono le cure ed i rimedi naturali per risolvere il problema e prevenire la sua ricomparsa? A tale proposito leggi questo articolo: Lingua bianca, impastata, spaccata: cure e rimedi naturali

I migliori prodotti per l’igiene orale

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per la cura ed il benessere della bocca e del viso, in grado di migliorare l’igiene orale, combattere l’alito cattivo, pulire la lingua dalla patina ed idratare le labbra:

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La morte per mancanza di sonno è davvero possibile? Per quanto tempo si può restare svegli?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma MORTE PER MANCANZA DI SONNO Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpg

La Cura Ludovico, dal film Arancia Meccanica di Stanley Kubrik (1971)

Quante volte in vita vostra avete detto:

Sto morendo dal sonno

Ma vi siete mai fermati a pensare se è davvero possibile morire per la mancanza di sonno?Il sonno è una delle componenti più importanti della nostra vita, basti pensare che passiamo quasi un terzo della nostra vita dormendo. Un uomo di 80 anni ha passato quasi 25 anni impegnato a dormire! Molti studi evidenziano che la privazione di sonno porta a cambiamenti psicologici e fisiologici importanti. In un uomo non è mai stata osservata direttamente la morte per mancanza di sonno, ma è chiaro che le conseguenze psicologiche che ne derivano (dalla paranoia alla depressione, alla difficoltà di concentrazione) possono aumentare il rischio di incidenti e suicidio. La scienza non da, per ora, una risposta netta alla domanda del titolo.

Cosa succede al corpo umano in una veglia forzata?

Dal punto di vista fisico, il non dormire per lunghi tempi colpisce non solo il sistema nervoso, ma l’intero organismo, determinando: aumento della pressione sanguigna e del rischio di infarto; alterazioni ormonali e innalzamento dei livelli di cortisolo (ormone dello stress); incapacità di metabolizzare il glucosio creando nella persona “voglia di carboidrati” che la spinge a mangiare troppo preferendo cibi calorici e poco salutari (rischio di obesità, diabete, cancro e malattie cardiocircolatorie); abbassamento delle difese immunitarie e della temperatura corporea (ipotermia); e morte delle cellule cerebrali con conseguente perdita di memoria e inattività: effetti che – spinti alle estreme conseguenze – possono trasformare l’insonne in un vegetale vivente.

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Per quanto tempo si può restare svegli?

La privazione del sonno, secondo alcuni studiosi, provoca inevitabilmente alterazioni psicotiche. La letteratura scientifica offre a questo proposito numerosi esempi di individui che, costretti a una veglia forzata, sono andati incontro a gravi disturbi della personalità. Altri studi, fondati sempre su base empirica, sostengono al contrario che i sintomi psicotici che si osservano talvolta durante la deprivazione di sonno sono il risultato dello stress e non dalla mancanza di qualche funzione fondamentale svolta dal sonno. Prova ne è che nel 1966 il diciassettenne Randy Gardner rimase sveglio per 264 ore, non mostrando alcun sintomo psicotico. Dopo la sua impresa dormì per circa 15 ore e si svegliò sentendosi bene. Quindi, come ha scritto la studiosa Wilse Webb, “l’effetto della privazione del sonno non sarebbe altro che quello di fare addormentare il soggetto”.

Melatonina: il migliore integratore selezionato per voi

Per dormire bene, è utile assumere 1 mg di melatonina circa mezz’ora prima di mettersi a letto. Il miglior integratore di melatonina, selezionato, usato e raccomandato dal nostro Staff di esperti, lo potete trovare qui: http://amzn.to/2yax2CB Questo prodotto è veramente molto efficace anche perché oltre alla melatonina, contiene melissa, tiglio, valeriana, passiflora e papavero californiano, piante le cui proprietà sono perfette per farci addormentare e riposare bene.

Rimedi pratici per smettere di russare e riposare meglio

Chi russa può risolvere il problema con dei dispositivi che migliorano il flusso d’aria e consentono di riposare meglio, come:

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Differenze tra muscolo striato, scheletrico, liscio, cardiaco, superficiale e profondo

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma differenze muscolo striato liscio cardiaco Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Pene.jpgNell’essere umano il sistema muscolare è  suddiviso in volontario e involontario. Il primo comprende i muscoli striati; il secondo comprende la muscolatura liscia. A parte è considerato il tessuto muscolare del cuore.

Muscoli striati

I muscoli striati vengono anche nel gergo comune chiamati muscoli scheletrici: “striato” e “scheletrico” sono usati come sinonimi (in realtà solo i muscoli striati profondi sono anche detti scheletrici, non quelli superficiali). I muscoli striati si dividono in muscoli superficiali e profondi. I primi hanno una grande importanza per la mimica (m. mimici) e sono presenti solo in corrispondenza del collo e della testa. Tra i m. profondi bisogna distinguere i m. scheletrici, inseriti direttamente sulle ossa e responsabili del movimento, dai m. annessi agli organi di senso (occhio, orecchio) o che sono in rapporto con l’apparato digerente, respiratorio e urogenitale (m. della lingua, della faringe, della laringe, ecc.). Quando due m. svolgono la stessa azione sono detti sinergici o agonisti, mentre sono detti antagonisti i m. che svolgono azioni contrarie. La nomenclatura dei m. si basa sulla loro azione (m. estensore, flessore, abduttore, ecc.), la loro forma (m. lungo, largo), il numero dei capi di inserzione (m. bicipite, tricipite, quadricipite, ecc.). Dal punto di vista morfologico, nei m. si distingue un ventre, la parte contrattile del m., rivestita da una guaina di connettivo (epimisio) che si estende verso l’interno del m. formando il perimisio. In corrispondenza delle estremità del m., il perimisio si continua con i fasci connettivali del tendine, provvedendo ad assicurare l’inserzione del muscolo. Nei m. vi è una rete venosa, arteriosa e linfatica molto ricca; le fibre nervose, assai numerose, sono sensitive e motrici. Le fibre motrici terminano con le piastre neuromuscolari. La più piccola unità funzionale, costituita da un motoneurone e dalle fibre muscolari da esso innervate, prende il nome di unità motoria. La contrazione dei m. è di solito provocata da stimoli nervosi, trasmessi dalle fibre motrici. Allo stato di riposo i m. non sono mai completamente rilasciati, ma presentano una tensione più o meno accentuata (tono muscolare o posturale), regolata da un’attività nervosa riflessa che si svolge a livello del sistema nervoso centrale.

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Muscoli lisci

I m. lisci sono presenti nella parete del tubo digerente, dei vasi sanguigni, dell’utero, della vescica. Si differenziano dai muscoli striati e dal muscolo cardiaco perché mancano delle caratteristiche strie osservabili al microscopio, inoltre – a differenza del muscolo striato – il muscolo liscio è involontario. La loro funzione principale è quella di determinare, con la propria contrazione, variazioni della forma o del calibro degli organi nei quali sono compresi ed eventualmente facilitare la progressione o l’espulsione del loro contenuto. Lo stimolo per la contrazione è trasmesso dai mediatori chimici liberati all’estremità delle fibre nervose motrici, che appartengono al simpatico o al parasimpatico. Il ruolo di vari mediatori chimici (quali acetilcolina e norepinefrina) è essenziale sul comportamento dei m. lisci viscerali; in essi le funzioni svolte dall’innervazione simpatica e parasimpatica non sono tanto quelle di iniziare una risposta, quanto di modularne l’attività. La contrazione di fibre muscolari comprese nello spessore di organi cavi (vasi sanguigni, tubo digerente, apparato urogenitale) provoca la diminuzione della superficie della parete nella quale le fibre muscolari stesse sono inserite: è con questo meccanismo, per es., che si genera la peristalsi intestinale, o che è regolato il tono dei vasi ematici.

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Muscolo cardiaco

Il muscolo cardiaco è un muscolo striato di tipo ramificato che si contrae automaticamente ed energicamente senza stancarsi per decenni. I muscoli lisci sono di solito fibre lunghe ed affusolate che si contraggono lentamente e ritmicamente, trasportando il cibo lungo il sistema digerente, controllando il flusso di sangue attraverso i vasi sanguigni e svuotando la vescica dell’urina in essa contenuta.

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Com’è fatta una siringa e come si usa correttamente?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma COME FATTA UNA SIRINGA COME SI USA  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgSe ti trovi qui è probabilmente perché stai per fare la tua prima iniezione e vuoi cercare di capire qualcosa di più sullo strumento che ti accingi ad usare: in effetti sarà molto più semplice eseguire una iniezione se comprendi il meccanismo che sta alla base di ciò che stai facendo.

Cos’è una siringa?
Il termine “siringa” (in inglese “syringe”) viene dal greco “σῦριγξ” che significa condotto, ed è uno strumento medico che nella sua forma attuale è stato progettato nella metà dell’800, formato da un corpo cilindrico cavo, all’interno del quale scorre uno stantuffo che viene premuto durante l’iniezione. Curiosità: il termine “siringa” indica anche uno strumento musicale aerofono costituito da più canne di lunghezza diversa: il flauto di Pan.

Da quali parti è composta una siringa?
Le siringhe sono composte da tre elementi:

  • l’ago;
  • lo stantuffo;
  • il corpo cavo.

Ad un’estremità del corpo della siringa è ricavato un becco sul quale viene innestato un ago, anch’esso cavo, tramite il quale passa il liquido che viene iniettato o aspirato. L’ago penetra ovviamente nel muscolo; il corpo cavo è la parte che contiene il medicinale ed è dotato di tacche accompagnate da numeri che indicano il volume sia in centimetri cubici (cm3) sia in millilitri (ml). Infine, lo stantuffo viene utilizzato per aspirare e iniettare il farmaco.

Leggi anche: Vie di somministrazione di un farmaco: tipi, differenze, vantaggi e svantaggi

Che capienza può avere una siringa?
A seconda del particolare uso a cui sono destinate le siringhe possono avere capacità (da 1 a 100 ml) e forme diverse. Il corpo è normalmente graduato in millilitri, in casi particolari possono essere utilizzate scale diverse come ad esempio nelle siringhe per insulina. Le dosi di medicinali che si somministrano per via intramuscolare vengono misurate sia in millilitri sia in centimetri cubici; la quantità comunque non varia in base all’unità di misura.

Di che materiale sono fatte le siringhe?
La gran parte delle siringhe attuali sono realizzate in plastica, monouso, con l’ago preinnestato. In passato veniva usato il vetro e le siringhe venivano riutilizzate previa sterilizzazione in autoclave (o semplice bollitura in ambito casalingo). Le prime siringhe erano realizzate in metallo.

Come si usa una siringa?
Per capire come usare correttamente una siringa per fare una iniezione, ti consiglio di leggere:

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In quali parti del corpo e dove si esegue una iniezione intramuscolare?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PARTI DEL CORPO DOVE ESEGUE INIEZIONE IM Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.gifIl corpo umano ha diversi punti in cui si può somministrare un medicinale per via intramuscolare.

  • Muscolo vasto laterale: si trova nella coscia. Osserva la coscia del paziente e dividila mentalmente in tre parti uguali. La porzione centrale è la sede dell’iniezione. Questo è un ottimo sito per eseguire le iniezioni su se stessi, dato che è facile da vedere ed è accessibile. Inoltre, è perfetto per somministrare i farmaci ai bambini sotto i tre anni di età.
  • Muscolo ventrogluteale: questo è localizzato nell’anca. Per individuarlo correttamente, appoggia la base della mano sulla parte superiore ed esterna della coscia, nel punto in cui incontra il sedere. Punta il pollice verso l’inguine e le dita verso la testa del paziente. Forma una “V” con le dita separando l’indice dalle altre tre. A questo punto, dovresti percepire il bordo dell’osso del bacino con la punta del dito mignolo e dell’anulare. Il sito in cui devi inserire l’ago si trova al centro della “V”. Questa è una buona posizione sia per gli adulti sia per i bambini che hanno più di sette mesi.
  • Muscolo deltoide: si trova nella parte alta del braccio. Esponi completamente il braccio del paziente e palpa l’osso che attraversa questa zona, detto processo acromiale. La parte inferiore di tale osso forma la base di un triangolo, la cui punta si trova esattamente sotto il centro della base, a livello dell’ascella. Il punto esatto per l’iniezione è il centro del triangolo, a 2,5-5 cm dal processo acromiale. Non utilizzare questo sito sui pazienti molto magri o se il muscolo è molto piccolo.
  • Muscolo dorsogluteale: si trova sul sedere. Esponi un lato del sedere; traccia una linea dal punto superiore della fessura fra i glutei fino al fianco usando una salviettina impregnata di detergente alcolico. Trova il punto medio di questa linea e spostati verso l’alto di 7,5 cm. Da questa posizione traccia un’altra linea che attraversa la prima e che termina più o meno a metà gluteo. In questo modo dovresti aver tracciato una croce. Nel quadrante superiore esterno delimitato dalla croce dovresti percepire un osso curvo; l’iniezione va eseguita appena sotto quest’osso. Non utilizzare questa regione su neonati o bambini con meno di tre anni di età, perché i loro muscoli non sono ancora abbastanza sviluppati.

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Guida facile per fare una iniezione intramuscolare corretta ed indolore

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma GUIDA FARE INIEZIONE INTRAMUSCOLO Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgPrima di iniziare la guida vera e propria, soprattutto se è la primissima volta che esegui una iniezione, ti consiglio di imparare a conoscere due nozioni fondamentali: come è fatta una siringa e dove eseguire l’iniezione. A tale proposito ti consiglio di leggere prima:

Ricorda inoltre che è normale per tutti sentirsi insicuri ed impacciati le prime volte, specie per la paura di far provare dolore a chi vi fa da “cavia”. Con l’esperienza questa paura la avvertirete sempre di meno, quindi… fiducia in voi stessi! Vi ricordo inoltre che le iniezioni possono essere eseguite solo da medici ed infermieri.

Come eseguire una iniezione intramuscolo in modo corretto ed indolore in dodici semplici passaggi:

1) Lava le mani prima di iniziare. È fondamentale rispettare le corrette norme igieniche per ridurre al minimo il rischio di infezioni, possibilmente usando un sapone disinfettante per pulire la mani ed indossando subito dopo il lavaggio appositi guanti monouso in lattice o in nitrile.

2) Tranquillizza il paziente spiegandogli come avverrà la procedura. Indicagli qual è il sito dell’iniezione e descrivigli la sensazione trasmessa dal farmaco quando viene iniettato, se non li conosce già. Alcuni medicinali all’inizio possono creare dolore o bruciore; la maggior parte non provoca alcuna sensazione, ma è importante che il paziente ne sia informato, per limitare l’angoscia derivante dalla non conoscenza.

3) Scegli il punto dove fare l’iniezione, tenendo in considerazione la persona a cui stai somministrando l’iniezione. Ogni soggetto ha un “punto migliore” per le iniezioni intramuscolari. Valuta alcuni fattori prima di procedere:

  • L’età del paziente. Per tutti coloro che hanno più di due anni, il muscolo della coscia è il punto migliore. Se il paziente ha superato i tre anni di età, puoi valutare il deltoide o la coscia. Dovresti usare un ago di calibro compreso fra 22 e 25. Nota: se i bambini sono molto piccoli, dovrai usare aghi ancora più piccoli. Ricorda che il muscolo della coscia può sopportare aghi di calibro superiore rispetto a quello del braccio.
  • Valuta le zone in cui sono state effettuate le iniezioni precedenti. Se il paziente ha appena ricevuto un medicinale per via intramuscolare, cerca di somministrare la dose successiva in un punto diverso del corpo, per evitare cicatrici e alterazioni cutanee.
  • Se possibile evita zone con strati induriti di pelle, cisti, o altre strutture che possano impedire o rendere difficoltosa la corretta esecuzione dell’iniezione. Evita zone infiammate e gonfie.
  • Se non l’hai ancora fatto, ti consiglio di leggere: In quali parti del corpo e dove si esegue una iniezione intramuscolare?

4) Disinfetta il sito dell’iniezione con un batuffolo impregnato di disinfettante adeguato (ad esempio: Neoxinal alcolico 0.5% + 70%), in casi di emergenza va bene anche il comune alcol che tutti possiedono in casa. Prima di procedere, è di vitale importanza che la superficie cutanea che ricopre il muscolo in cui verrà iniettato il farmaco sia pulita e sterilizzata. Tutto ciò per ridurre al minimo la possibilità di infezioni post-iniezione. Aspetta alcuni istanti che il disinfettante si asciughi. Non toccare la pelle finché non sarai pronto a eseguire l’iniezione, in caso contrario dovrai pulire la zona un’altra volta.

5) Riempi la siringa con il farmaco. Alcune siringhe vengono vendute preriempite del farmaco necessario. Altre volte, il farmaco è in una fiala e bisogna aspirarlo dentro la siringa. Prima di somministrare un farmaco dalla fiala, assicurati che sia quello giusto, che non sia scaduto, che non sia scolorito e che non siano presenti dei corpi estranei dentro la fiala stessa.

  • Sterilizza la punta della fiala con un batuffolo di cotone imbevuto di disinfettante.
  • Tieni la siringa con l’ago rivolto verso l’alto, non togliere il tappo. Tira lo stantuffo indietro, fino alla tacca della dose prevista, riempiendo così la siringa di aria.
  • Inserisci l’ago attraverso il tappo di gomma della fiala e premi lo stantuffo, spingendo l’aria nella fiala.
  • Tenendo la fiala capovolta e l’ago nel liquido, tira di nuovo lo stantuffo indietro fino alla tacca desiderata (o appena sopra se ci sono delle bollicine d’aria). Scuoti un po’ la siringa per fare in modo che le bolle d’aria si spostino verso l’alto, quindi spingile dentro la fiala. Assicurati di avere la dose giusta dentro la siringa.
  • Rimuovi l’ago dalla fiala. Se non la usi immediatamente, assicurati di coprire l’ago con il cappuccio.

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6) Incoraggia il paziente a rilassarsi. Se il muscolo interessato è contratto, l’iniezione sarà più dolorosa; chiedi quindi alla persona di rilasciare la muscolatura il più possibile, per fare in modo di ridurre al minimo il dolore. In certi casi è utile distrarre il paziente prima dell’iniezione, ponendogli domande sulla sua vita. Quando un individuo è distratto, la muscolatura in genere è rilassata. Alcune persone preferiscono assumere una posizione che impedisca loro di vedere la procedura. La visione dell’ago che si avvicina alla pelle genera stress e preoccupazione in certi pazienti; tutto ciò non causa solo ansia, ma porta anche a contrarre i muscoli. Per aiutare il paziente a tranquillizzarsi, lascia che diriga l’attenzione altrove, dove preferisce oppure se è un bimbo, distrailo con il suo giocattolo preferito.

7) Inserisci l’ago nel punto specifico del corpo. Per prima cosa, rimuovi il cappuccio protettivo, quindi infila l’ago nella pelle con un movimento rapido e fluido. Fai in modo che l’ago penetri nella direzione perpendicolare alla cute (con un angolo di 90°). Più sei veloce e minore è il dolore che prova il paziente. Tuttavia, fai molta attenzione, se si tratta della tua prima iniezione; se sei troppo frettoloso, potresti mancare il punto esatto o causare danni cutanei maggiori di quelli necessari.Se è la prima iniezione che somministri, procedi con cautela, ma sappi che un’azione rapida tende a essere meno stressante per il paziente. Tira la pelle di lato, circa 2 cm, con la tua mano non dominante (dato che quella dominante tiene la siringa . Tieni la pelle tesa fermamente: in questo modo individui con più precisione il sito esatto dell’iniezione ed in secondo luogo riduci il dolore provato dal paziente mentre l’ago penetra nel muscolo. Non è necessario spingere l’ago dentro in tutta la sua interezza, devi solamente assicurarti che stai effettivamente iniettando il farmaco dentro il muscolo.

8) IMPORTANTE: Prima di iniettare il farmaco, tira lo stantuffo verso di te. Una volta che l’ago è entrato nel muscolo e prima di somministrare il medicinale, tira leggermente lo stantuffo. Sebbene possa sembrare un’azione controsenso, in realtà si tratta di un dettaglio importante perché, se dovessi aspirare del sangue, potresti capire che l’ago si trova all’interno di un vaso sanguigno invece che nel muscolo. Questo tipo di medicinale è formulato per essere iniettato nel muscolo e non nel flusso sanguigno; se noti la presenza di sangue nella siringa quando tiri lo stantuffo, dovrai inserire l’ago in un altro punto dove non fuoriesca sangue, prima di continuare. Non c’è nulla di cui preoccuparsi fintanto che noti il sangue prima di iniettare il farmaco, quindi puoi riposizionare l’ago. Nella maggior parte dei casi l’ago penetra nel muscolo; raramente entra in un vaso sanguigno.

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9) Inietta lentamente il medicinale tenendo ancora la pelle tesa con la mano non dominante. Di solito una decina di secondi sono più che sufficienti. Sebbene sia meglio inserire l’ago rapidamente per ridurre il dolore, è opportuno somministrare il farmaco lentamente per lo stesso motivo. Questo perché il liquido occupa spazio all’interno del tessuto muscolare, che a sua volta deve dilatarsi. Se inietti il medicinale lentamente, concedi alle fibre di allungarsi e adattarsi senza troppo dolore per il paziente.

10) Estrai l’ago rispettando lo stesso angolo di inserimento. Procedi a questa operazione quando sei certo che sia stato somministrato tutto il medicinale. Mentre tiri via l’ago, rilascia la pelle: ciò creerà una sorta di percorso a zigzag che chiude il tracciato lasciato dall’ago e mantiene praticamente il farmaco all’interno del tessuto. Evita di massaggiare la zona: questo può provocare la fuoriuscita del farmaco e causare anche una possibile irritazione. A questo punto il paziente potrebbe provare un po’ di fastidio – sopportabile – nel punto dell’iniezione.

11) Applica una delicata pressione sul sito dell’iniezione con una garza da 5×5 cm. Il paziente potrebbe provare un po’ di disagio, ma è del tutto normale.

12) Smaltisci l’ago nella maniera appropriata. Non limitarti a buttarlo nella spazzatura. Con l’acquisto delle siringhe potresti aver ricevuto un contenitore di plastica dura specifico per lo smaltimento di questi strumenti medici. In alternativa, puoi usare la bottiglia di una bibita o un altro contenitore analogo con tappo a vite. Accertati che sia l’ago sia la siringa possano entrare nel contenitore senza difficoltà e che non possano spuntare ai lati. Chiedi al medico o al farmacista quali sono le norme da rispettare per lo smaltimento di questi rifiuti pericolosi.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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