I benefici dell’abbraccio: dieci buoni motivi per abbracciarsi più spesso

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO AMORE COPPIA SESSO SESSUALITA ABBRACCIO MATRIMONIO MASTURBAZIONE ORGASMO (6)In questo articolo ci eravamo occupati dei benefici che ci regala il bacio, vediamo oggi insieme dieci buoni motivi scientifici per abbracciarsi più spesso. Che sia materno, del compagno o di un vecchio amico, l’abbraccio è un atto che è rimasto immutato fin dall’uomo preistorico, quando abbracciarsi poteva significare sopravvivere ad una fredda notte invernale. Ci si abbraccia quando si ha paura, ci si abbraccia per allentare la tensione dopo uno scampato pericolo, ci si abbraccia quando si ha piena fiducia nell’offrire il nostro corpo inerme ad un’altra persona, ci si abbraccia quando si ama… ci si abbraccia insomma per manifestare una variegata lista di sentimenti, tutti estremamente potenti e significativi nella nostra esistenza. Abbracciarsi è importante, ma nella nostra vita, sempre di corsa, ci abbracciamo sempre meno. Allora di seguito vi voglio regalare dieci buoni motivi per abbracciarvi più spesso (e non solo tra persone: valgono anche per voi e… il vostro cane!).

1. L’abbraccio stimola la secrezione dell’ossitocina, il neuro-ormone dell’intimità e dell’affettività che procura un senso di appagamento;

2. Varie ricerche sembrano confermare il fatto che i bambini che non ricevono sufficienti abbracci subiscono ritardi nel camminare, nel parlare e nel leggere;

3. L’abbraccio ha un potente effetto anti-stress: diminuisce le manifestazioni di ansia e calma gli attacchi di rabbia;

4. Abbracciarsi abbassa la pressione e rallenta i battiti cardiaci;

5. Un abbraccio stimola la pazienza, consentendo di prendersi il tempo necessario per conoscere l’altro;

6. Stringersi l’uno all’altro rafforza il sistema immunitario poiché stimola la ghiandola del timo localizzata all’altezza del diaframma;

7. Aumenta l’autostima in special modo nei bambini perché li fa sentire accolti, protetti, riconosciuti e amati;

8. Stimola la secrezione della serotonina e della dopamina, neurotrasmettitori connessi al buon umore ed alla motivazione;

9. È il modo più diretto per esprimere quello che stiamo proviamo;

10. Secondo un recente studio il 75% delle persone dichiara di voler essere abbracciato ma di ricever troppo pochi abbracci, quindi… forza, stringiamoci tutti insieme!

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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La prossima volta che ti cercano

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO TRISTE TRISTEZZA DEPRESSIONE BERE BICCHIERE BEVANDAAlcune persone ti scambiano per un oggetto, pensano di trovarti sempre dove ti hanno lasciato…
La prossima volta che ti cercano, tu NON farti trovare.

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La disoccupazione modifica il tuo carattere, ecco come

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO TRISTE TRISTEZZA DEPRESSIONE (1)In Italia il tasso di disoccupazione a novembre dell’anno scorso raggiungeva quota 13,4%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente. Si trattava del massimo storico, il valore più alto sia dall’inizio delle serie mensili, gennaio 2004, sia delle trimestrali, ovvero dal 1977 (37 anni fa). La disoccupazione è un grave problema di qualsiasi società al mondo, che si ritrova a produrre meno ricchezza e benessere. Ma i problemi legati alla mancanza cronica di lavoro sono anche altri.

Disoccupazione e cervello

Essere disoccupati per lunghi periodi modifica il nostro carattere, riducendo lentamente una serie di qualità – dalla disponibilità alla precisione, dalla meticolosità alla franchezza – che sono requisiti essenziali per trovare un nuovo impiego. E, come in un circolo vizioso, più passa il tempo senza lavorare, più diventa difficile dimostrarsi all’altezza di un colloquio. Lo rivela uno studio dell’università di Stirling in Gran Bretagna pubblicato su “Journal of Applied Psychology”. Il campione preso in esame conta 6,769 tedeschi (3,763 uomini e 3,063 uomini), di cui 210 senza lavoro. Le caratteristiche prese in considerazione sono cinque: meticolosità, nervosismo, disponibilità, estroversione, franchezza.

Donne e uomini reagiscono diversamente alla disoccupazione

Le caratteristiche positive della personalità aumentano nelle fasi successive alla perdita di un precedente lavoro, come se ci fosse una sorta di ottimismo che ci porta a pensare di poter trovare subito un nuovo lavoro, tuttavia questi lati positivi diminuiscono tra sei mesi ed un anno di distanza dall’inizio della disoccupazione. Gli uomini diventano “meno brillanti” dopo circa due anni di inattività, mentre alle donne “bastano” dodici mesi per perdersi d’animo e tendere al negativo. Precisione e puntualità iniziano, invece, a latitare tra gli uomini di pari passo a giornate vuote e inconcludenti, in modo abbastanza lineare. La ricerca quindi conferma un concetto relativamente ovvio: la mancanza di lavoro produce un deterioramento del singolo individuo e, quindi, dell’intera società, oltre ad essere direttamente ed indirettamente causa di patologie gravi come l’insonnia cronica e la depressione.

Disoccupazione crea danni più gravi di quanto si immaginasse

Dallo studio appare chiaro il legame tra disoccupazione e psiche delle persone, legame che si manifesta in danni molto più gravi di quanto si pensasse precedentemente. “Dai risultati emerge che la disoccupazione ha delle implicazioni psicologiche più ampie di quanto si potesse pensare in precedenza”, commenta Christopher J. Boyce, responsabile dello studio, “La politica svolge un ruolo chiave nella prevenzione dei cambiamenti di personalità nella società, con tassi di disoccupazione più bassi e offrendo maggiore sostegno per i disoccupati”.
Vi lascio con l’augurio che questo brutto periodo di crisi passi per tutti, per il bene della singola persona e dell’intera Italia.

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Cos’è la mineralometria ossea computerizzata (MOC), a cosa serve, come si interpretano i risultati?

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Estetico Medicina Estetica Roma MOC DEXA MINEROLOMETRIA OSSEA COMPUTERIZZATA DIAGNOSI HDRadiofrequenza Cavitazione Cellulite Pulsata Peeling Pressoterapia Linfodrenante Tecarterapia Dietologo DermatologiaL’osteoporosi è una condizione in cui il nostro scheletro è soggetto a perdita di massa ossea ed è causata da vari fattori che possono essere di tipo nutrizionale, metabolici o patologici. In seguito alla diminuzione di densità delle ossa ed alle modificazioni della loro microarchitettura, lo scheletro di un soggetto affetto da osteoporosi è soggetto ad un maggiore rischio di fratture. Quando si parla di osteoporosi non si può non parlare della MOC, acronimo che sta ad indicare “mineralometria ossea computerizzata“, ecco oggi una serie di domande e risposte utili per chi deve sottoporsi a questo tipo di indagine.

Che cos’è la Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC)?

La mineralometria ossea computerizzata (da cui l’acronimo “MOC”) è una tecnica diagnostica utilizzata per valutare la mineralizzazione delle ossa: misurando la densità della massa ossea, può rilevare la degenerazione dell’osso.

Leggi anche: Quali sono le differenze tra MOC e DEXA nella diagnosi di osteoporosi?

A cosa serve la MOC?

La MOC si esegue per prevenire, diagnosticare e controllare l’evoluzione dell’osteoporosi.

Leggi anche: Osteoporosi: cause, diagnosi, cure, osteopenia, valori Z-score e T-score

Come ci si prepara alla MOC?

La MOC non richiede particolare preparazione. E’ necessario, prima dell’esame, togliere dal proprio corpo eventuali oggetti metallici.

Leggi anche: Differenza tra fratture patologiche, fisiologiche e da stress

Quali pazienti possono sottoporsi alla MOC?

L’esame può essere eseguito a qualsiasi età.

Quali sono le controindicazioni alla MOC?

La controindicazione alla MOC è la gravidanza.

Come si svolge la visita con MOC?

Il paziente deve sdraiarsi sul lettino densitometrico appoggiando le gambe su di un apposito sostegno.

Quanto dura una MOC?

L’esame dura al massimo 10 minuti.

La MOC è dolorosa?

La MOC non è invasiva e non è dolorosa.

La MOC è pericolosa?

No, l’esposizione alle radiazioni è molto bassa.

Leggi anche: Che differenza c’è tra la risonanza magnetica, la TAC, la PET, la radiografia, l’ecografia e l’endoscopia?

Come si interpretano i risultati della MOC?

Il termine T-score indica la differenza, espressa in numero di deviazioni standard, tra il valore individuale che viene registrato e quello medio di una donna di circa 25/30 anni sana.

  • un T-score maggiore o uguale a -1 DS indica osso normale;
  • un T-score compreso tra -1 e -2,5 DS indica osteopenia;
  • un T-score minore di -2,5 DS indica osteoporosi.

Un T-score uguale a 0 indica che il soggetto esaminato presenta una densità ossea uguale a quella media di una donna sana di circa 25/30 anni. Più il valore è basso rispetto allo zero, maggiore sarà la gravità dell’osteoporosi. Ad esempio:

  • un T-score di -3 DS indica osteoporosi;
  • un T-score di -3,5 DS indica una osteoporosi più grave;
  • un T-score di -4 DS indica una osteoporosi ancora più grave.

Un T-score superiore a 0 indica che il paziente ha una densità ossea migliore di una donna sana di circa 30 anni.

Lo Z-score segnala invece la differenza tra il valore osservato e quello di una popolazione sana di riferimento composta da soggetti dello stesso sesso e della stessa età ed etnia dell’individuo in esame.

Quando usare il T-score e quando lo Z-score?

Il T-score andrebbe usato come riferimento per donne oltre i 30 anni, soprattutto se in post menopausa, e uomini oltre i 50 anni. Per tutti gli altri casi andrebbe valutato l’uso dello Z-score, soprattutto per bambini, adolescenti e giovani adulti maschi. In parole semplici:

  • il valore della densità ossea ottenuti da una DEXA in un paziente donna ultratrentenne o donna nel periodo post menopausale o uomo di oltre 50 anni, viene messo a paragone con quello di una donna di circa 30 anni (T-score);
  • il valore della densità ossea ottenuti da una DEXA in un paziente che non rientra nelle precedenti classi, viene messo a paragone con quello di un soggetto di pari età, sesso ed etnia (Z-score).

A titolo di esempio un bambino di 7 anni afroamericano o scandinavo userà i valori di riferimento diversi da quelli di una bambina di 10 anni asiatica o sudamericana. Per capire l’importanza di usare lo Z-score al posto del T-score in questo caso, si pensi al rischio che si avrebbe paragonando il risultato della MOC di un bambino di 9 anni a quello della donna di 30 anni, ovvero quello che accadrebbe usando il T-score: al bimbo verrebbe diagnosticata l’osteoporosi nonostante abbia una normale una densità per la sua età.

I migliori prodotti per la cura delle ossa e dei dolori articolari

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per il benessere di ossa, legamenti, cartilagini e tendini e la cura dei dolori articolari:

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Insegnare bene significa…

MEDICINA ONLINE INSEGNARE BENE SIGNIFICA INSEGNANTE SCUOLA STUDENTEEssere insegnante è uno dei mestieri più sottovalutati della società, nonostante sia uno dei più importanti. Forse il più importante in assoluto.
Così come un medico ha la responsabilità della cura del corpo, l’insegnante ha la responsabilità della crescita della mente ed è ovvio che un corpo sano non è nulla senza una mente agile.
Insegnare bene è la base della crescita culturale ed economica di qualsiasi società del mondo: insegnare bene è il Futuro, del singolo e dell’intera umanità.
Insegnare bene significa creare cervelli pensanti, che domani saranno bravi medici, ingegneri, astronauti, ricercatori, politici e insegnanti, innescando un circolo vizioso benefico che conduce ad una società migliore.
Insegnare bene significa creare persone che non picchiano le proprie mogli o i propri figli, creare persone che fanno la raccolta differenziata e che non farebbero mai del male ad un animale indifeso.
Insegnare bene significa creare persone non ignoranti, teste che saranno difficilmente manipolabili da pubblicità ingannevoli, burocrati azzeccagarbugli e scaltri politici.
Insegnare bene significa salvare la vita a quei giovani che altrimenti avrebbero intrapreso loschi cammini; significa scoprire e valorizzare le qualità di ognuno perché se si giudica un pesce in base alla sua capacità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà la vita a credersi stupido.
Insegnare bene è avere ottimi insegnanti di scuola dell’infanzia, piuttosto che professori universitari, perché è da bambini che si forma la nostra mente ed un insegnante delle elementari può far più danni di uno del liceo.
Insegnare bene significa educazione, significa far comprendere il valore del sacrificio e della dedizione al lavoro, significa far capire ad un bambino che se si impegna senza risparmiarsi, può raggiungere qualsiasi obiettivo; significa motivarlo a crescere, significa equità: significa fargli capire che se è figlio di un agricoltore, può prendere lo stesso voto del figlio di un ingegnere, anzi potrà prendere un voto più alto, se saprà meritarselo. Insegnare bene significa non lasciare nessuno indietro e dare a tutti le stesse possibilità a prescindere da quanti soldi possiedano.
Insegnare bene significa allontanare l’analfabetismo funzionale e creare persone che conoscono doveri e diritti, persone che non si piegheranno mai ai soprusi ed alle dittature politiche ed economiche nascoste nelle nostre democrazie, persone che non si faranno ingannare dallo scaltro uomo politico di turno, pronto ad usare ogni spiraglio di ignoranza per acquisire potere.
Insegnare bene significa insegnare il rispetto per quello che ci appare “diverso”, per la disabilità, per una religione diversa dalla nostra. Significa insegnare il rispetto per le inclinazioni sessuali dell’altro e la tolleranza verso le sue idee, anche – e soprattutto – se non siamo d’accordo con lui. Insegnare bene è avere in mano la responsabilità della formazione di un adulto responsabile delle proprie azioni.
Insegnare bene significa creare bambini che non mangiano grasse merendine a tutte le ore, significa creare adulti sani ed in forma che a loro volta insegneranno ai propri figli quanto importante sia l’alimentazione nella loro vita, per poi avere – tra qualche anno – una diminuzione di malattie cardiovascolari mortali e di diabete. Significa dare il proprio esempio, evitando di fumare di fronte ai propri studenti.

Insegnare bene significa creare un mondo dove gli stati preferiranno affrontarsi usando il cervello per battere l’altro con l’astuzia, e non usando i muscoli per lanciare una bomba nucleare.
Insegnare bene è creare un circolo virtuoso nel quale i bravi alunni e figli di oggi saranno bravi insegnanti e genitori un domani.
Insegnare bene è affidare in buone mani la parte più importante dei nostri figli: il loro cervello.
Insegnare bene significa mostrare alla piccola grande mente di un bambino, la luce dell’infinito.

Uno stato che non valorizza l’insegnamento è un agricoltore che non semina la terra. Una politica che non valorizza l’insegnamento è la politica di uno stato che non ha, né avrà mai, alcun futuro.

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Si rompe il femore a 109 anni: “Ora voglio andare a bere il caffè al bar”

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma 109 ANNI ROMPE FEMORE DANTE PARLANI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PeneVoleva gustarsi un caffè al bar dell’ospedale e così, con l’ausilio del deambulatore e sotto stretto controllo dell’equipe del reparto di ortopedia dell’ospedale di Città di Castello, ha realizzato il suo desiderio. Niente di eccezionale se non fosse che il paziente in questione è Dante Parlani, classe 1905. Centonove primavere vissute in salute (spegnerà 110 candeline il prossimo 23 novembre) noto ai più come il “cavalier Dante” o “il fattore”. Qualche giorno fa il “cavaliere”, a seguito di una brutta caduta, è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per la riduzione della frattura del femore. Operato dall’equipe di ortopedia dell’ospedale cittadino guidata dal primario Piero Petrini, il paziente ha superato brillantemente sia l’intervento che la fase post operatoria. Ultimato il ciclo di riabilitazione, il cavalier Parlani è stato accompagnato dai sanitari del reparto al bar dell’ospedale per gustarsi un caffè.

Conosciutissimo in tutta la vallata altotiberina, il tifernate d’adozione (è nato ad Apecchio) vanta un record di longevità che lo annovera tra i più anziani d’Italia oltre a un altro record che lo ha visto amministrare per oltre mezzo secolo, dal 1933 al 1983, ben 110 tenute appartenenti a proprietari privati ed enti statali, perfino di dimensioni superiori ai mille ettari di superficie nell’Alta Valle del Tevere. Una professione che gli ha valso la stima sia dei proprietari dei poderi che dei contadini, oltre ai riconoscimenti ottenuti dal ministero dell’agricoltura per aver contribuito a incrementare la produttività agraria e dalle Fattoria Autonoma Tabacchi di Città di Castello per aver favorito lo sviluppo della tabacchicoltura in Altotevere.

A quanti in questi giorni sono andati a trovarlo in ospedale, il cavalier Parlani ha dato appuntamento in un bar del centro per il consueto caffè mattutino cui segue, da decenni, la lettura dei giornali e la passeggiata in piazza accompagnato da un assistente. A chi gli chiede quale sia il suo segreto, il cavaliere ha sempre risposto che la miglior medicina per vivere bene e a lungo è camminare, andare a letto non troppo tardi e sorridere. Visti i risultati c’è da crederci.

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Gli amici vanno cercati nel momento del bisogno. Il loro, non il tuo

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO AMICI FELICITA ALLEGRIA

Gli amici vanno cercati nel momento del bisogno.

Il loro, non il tuo.

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Impara a camminare da solo e non cadrai mai

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO CAMMINARE SPORT SCARPE GINNASTICA CORRERESi cammina in compagnia nei sentieri di questa vita, ma non appoggiarti mai completamente a nessuno: se lui si sposta, tu cadi. Impara a camminare da solo e non cadrai mai…e quando avrai imparato a camminare bene da solo, sarà più bello camminare in due!

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