Differenza tra acquavite e grappa: produzione, sapore e carattere

MEDICINA ONLINE ALCOL ALCOOL ALCOLICI BIRRA VINO VODKA ETILICO METABOLISMO ETANOLO DROGA DIPENDENZA ALCOLISTA BERE TOSSICODIPENDENZA AIUTO ANONIMI SUPERALCOLICI RUM COCKTAIL CONSIGLI MARITO FEGATO CIRROSI EPATICAQuali sono le differenze fondamentali che distinguono grappa ed acquavite?

La grappa è una bevanda prodotta distillando la vinaccia, la parte solida dell’uva (buccia e vinaccioli), mentre l’acquavite d’uva (anche chiamato distillato d’uva) è ottenuto distillando l’uva intera fermentata, quindi il mosto fermentato e la sua vinaccia insieme.
L’acquavite d’uva si colloca quindi a metà strada fra una grappa (ottenuta distillando una materia prima solida quale la vinaccia) e un brandy (ottenuto distillando una materia prima liquida come il vino), essendo ottenuto distillando sia la parte solida che la parte liquida dell’uva.
Un distillato d’uva è normalmente più elegante e fruttato di una grappa, che viceversa è tendenzialmente più intensa e strutturata del distillato.

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Come fare un curriculum vitae: il modello da compilare

MEDICINA ONLINE LAVORO PC WORK WORKING OFFICE UFFICIO IMPIEGO OCCUPAZIONE PSICOLOGIA DISOCCUPAZIONE NUOVI LAVORI SOLDI COMPUTER PROGRAMMA APP SOCIAL STUDIO APPUNTI WORDOgni giorno in tutti il mondo i selezionatori del personale leggono decine e decine di curriculum. Ma cosa permette ad un responsabile delle Continua a leggere

Osso sacro e coccige: dove si trovano ed a che servono?

MEDICINA ONLINE OSSA OSSO PARI IMPARI SCHELETRO UOMO DIFFERENZE TESSUTO SPUGNOSO TRABECOLARE COMPATTO CORTICALE FIBROSO LAMELLARE CARTILAGINE OSSO SACRO COCCIGE CERVELLO SISTEMA NERVOSO CENTRALE PERIFERICO MIDOLLO OSSEO SPINALEL’osso sacro, impari, quindi asimmetrico, è un unico osso formato da cinque segmenti ossei fusi tra loro. Ha forma piramidale a base quadrangolare con base superiore e apice inferiore, una faccia anteriore concava, una faccia posteriore convessa e accidentata e due facce laterali che nella porzione inferiore dell’osso, corrispondente alle ultime tre vertebre sacrali, si riducono a margini. La base del sacro presenta al centro una superficie ellittica, corrispondente alla superficie articolare superiore del corpo della prima vertebra sacrale, tramite la quale si articola con il corpo della quinta vertebra lombare.

Il coccige è l’ultimo elemento della colonna vertebrale, si unisce al sacro e, come quest’ultimo, è il frutto della fusione di 4/5 vertebre.

Osso sacro e coccige, assieme alle due ossa iliache, formano il bacino che è strutturato dall’articolazione di:

  • due ossa iliache, che compongono la porzione antero-laterale del bacino e si articolano tra loro sulla linea mediana mediante la sinfisi pubica;
  • osso sacro, che chiude posteriormente il bacino e si articola ai lati con le ossa iliache nell’articolazione sacroiliaca;
  • coccige, che articolandosi con l’osso sacro chiude posteriormente la porzione inferiore del bacino ricevendo l’attacco di importanti muscoli e legamenti.

Il bacino o pelvi è situato all’estremità caudale della spina dorsale, ed ha varie funzioni:

  • funzione di trasferimento del peso corporeo della parte superiore del corpo sullo scheletro degli arti inferiori;
  • funzione di collegamento tra tronco ed arti inferiori;
  • funzione di sostegno degli organi addominali e pelvici, assieme ai muscoli perineali e addominali;
  • funzione di aiuto alla locomozione, assieme ai muscoli ed alle articolazioni delle gambe;

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Cosa mi succede durante una anestesia generale?

MEDICINA ONLINE SURGERY SURGEON RECOVERY TAGLIO ANESTESIA GENERALE REGIONALE LOCALE EPIDURALE SPINALE SNC BISTURI PUNTI SUTURA COSCIENTE PROFONDA MINIMA ANSIOLISI ANESTHETIC AWARENESS WALLPAPER PICS PHOTO HD HI RES PICTURESCon “anestesia generale” o “anestesia totale” si intende un trattamento che consente al paziente sottoposto ad intervento od operazione chirurgica di dormire durante le procedure mediche, in modo da non sentire alcun dolore, non muoversi e di non ricordare quanto accade. Da un punto di vista generale possiamo individuare tre componenti necessarie:

  • ipnosi attraverso un farmaco ipnoinducente;
  • analgesia attraverso un farmaco analgesico;
  • rilassamento muscolare attraverso un farmaco miorilassante,

anche se in alcuni casi un unico farmaco può svolgere contemporaneamente due di queste funzioni. L’anestesia generale è comunemente prodotta da farmaci iniettati per via endovenosa o da gas inalati. Altre forme di anestesia possono consistere in una sedazione leggera oppure possono basarsi su iniezioni che consentono di intorpidire selettivamente una regione del corpo (epidurale e spinale, per esempio).

Leggi anche: Differenza tra anestesia locale, regionale, generale, spinale ed epidurale

Cosa mi succederà prima dell’intervento?

Poco prima di essere sottoposti a un’operazione chirurgica in genere al paziente viene somministrata una qualche forma di pre-anestesia, in cui uno o più farmaci tranquillanti permettono al paziente di essere portato in sala operatoria con relativa tranquillità. Questo approccio è particolarmente importante nel caso di pazienti particolarmente ansiosi. A questo punto verrà somministrato l’anestetico generale in forma di:

  • liquido che viene iniettato nelle vene attraverso un ago-cannula precedentemente posizionato in un braccio;
  • gas, attraverso una maschera appoggiata sul viso del paziente.

L’anestetico ha effetto molto rapido, il paziente perde conoscenza in meno di un minuto senza alcuna sensazione sgradevole (come se si addormentasse).

Leggi anche: Visita anestesiologica e pre-anestesia prima dell’anestesia generale

Cosa mi succederà durante l’intervento?

Una volta che il paziente si è addormentato, viene inserito un tubo nella sua bocca e attraverso la trachea per essere sicuri di garantire abbastanza ossigeno e per proteggere i polmoni da secrezioni.
L’anestesista rimarrà con il paziente durante tutta la procedura, continuando a somministrare l’anestetico per garantire continuamente uno stato controllato di incoscienza e somministrando eventualmente antidolorifici in grado di garantire assenza di dolore al risveglio.
Durante tutta l’operazione il battito cardiaco, la pressione del sangue e la concentrazione dell’ossigeno nel sangue saranno controllati scrupolosamente dall’anestesista attraverso l’aiuto di speciali strumenti medici.
L’anestesista e la sua equipe sono importanti non solo per indurre lo stato di anestesia, ma anche per controllarlo durante l’operazione, controllare il paziente nella fase di risveglio e soprattutto intervenire nei casi in cui il paziente debba, per qualche motivo, essere rianimato.

Leggi anche: Dopo l’anestesia generale: come ci si sente e quanto tempo serve per smaltire l’anestetico

E’ possibile risvegliarsi durante l’anestesia?

Anche se è un evento molto raro, si, è possibile risvegliarsi durante un intervento chirurgico nonostante l’anestesia generale. A tal proposito leggi: Anestesia cosciente o risveglio intraoperatorio: risvegliarsi durante una operazione chirurgica ma non poter parlare né muoversi

Per approfondire, leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Mimmo Beneventano: il medico antimafia che stava sempre dalla parte degli ultimi

MEDICINA ONLINE Domenico Beneventano, detto Mimmo (Petina, 11 luglio 1948 – Ottaviano, 7 novembre 1980), è stato un politico italiano, vittima della CamorraSiamo abituati a pensare agli eroi come a uomini straordinari, dotati di poteri speciali e di capacità sovrumane. Ma gli eroi sono altri, sono le persone normali che fanno ogni giorno il proprio dovere.
Questa è la storia di uno di loro, di un eroe normale, che si chiamava Mimmo Beneventano.

Domenico Beneventano nasce a Petina, in provincia di Salerno, ma si trasferisce fin dal 1968 a Ottaviano. Mimmo, così lo chiamano gli amici, è un ragazzo dal cuore d’oro, sta sempre dalla parte degli ultimi. L’amore per gli altri lo porta a iscriversi alla facoltà di medicina e a diventare dottore, una professione che dovrebbe essere sempre animata da quello spirito altruistico di cui Mimmo era ricolmo.

Lo stesso amore che lo conduce nel Belice ad aiutare i terremotati, a Firenze durante l’alluvione, tra i poveri al fianco delle organizzazioni caritatevoli. Ma Mimmo non è soltanto una persona buona, è anche intelligente, colto, lucido, scrive poesie e tiene gli occhi aperti. Così, per uno come lui, per un eroe normale, è facile vedere che nella sua terra c’è un cancro che distrugge tutto. Un cancro che si chiama camorra.

Quel cancro lo vede tra i suoi pazienti che si ammalano di tumore con percentuali molto superiori al resto d’Italia. Lo vede nelle discariche abusive. Lo vede nei laghi di percolato che appestano la sua regione. Lo vede nella cementificazione selvaggia, nell’abusivismo, nell’inquinamento dei prodotti della terra.

Mimmo lo vede e lo combatte. Perché è un eroe normale e gli eroi normali questo fanno. Vedono un cancro e cercano di estirparlo.
Si candida alle elezioni comunali di Ottaviano nelle liste del Partito Comunista. Viene eletto nel 1975 e riconfermato nel 1980.

Mimmo diventa una spina nel fianco per quelle che oggi vengono chiamate ecomafie e che allora erano ancora una realtà pressoché sconosciuta. Una spina che la camorra decide di togliersi nell’unico modo infame che conosce.

I sicari lo freddano il 7 novembre 1980 appena uscito di casa. Si stava recando al lavoro, dai suoi pazienti, dai malati, dagli ultimi. Stava andando dalla sua gente.

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Olio essenziale di rosmarino, proprietà e benefici

MEDICINA ONLINE ESSENTIAL OIL OILS AROMATHERAPY AROMATERAPIE AROMATERAPIA OLIO ESSENZIALE OLII OLI VETTORE MASSAGGIO MASSAGE EUCALIPTO BERGAMOTTO COSMETICA MANDORLE ARGAN AVOCADO ROSMARIL’olio essenziale di rosmarino è ricavato da Rosmarinus Officinalis, una pianta della famiglia delle Labiate dalle numerose proprietà benefiche. Il rosmarino è popolare per le sue proprietà stimolanti e depuratrici, il suo olio essenziale è usato da sempre per le sue proprietà cardiotoniche e anticellulite.

L’olio essenziale di rosmarino annovera interessanti proprietà antiforfora, è perfetto per il trattamento naturale dei capelli grassi, per la cura della pelle, di eczemi solari e per alleviare dolori muscolari. L’olio essenziale di rosmarino è molto usato in aromaterapia, tanto da essere inserito tra gli oli essenziali che non possono mai mancare in casa. A livello fisico il rosmarino ha forti poteri depurativi, aiuta ad eliminare tossine e acqua in eccesso.

Olio essenziale di rosmarino in aromaterapia

In aromaterapial’olio essenziale di rosmarino è usato per migliorare la concentrazione e la memoria. E’ perfetto da usare come essenza per profumare l’ambiente di lavoro, la biblioteca o la zona studio. In aromaterapia è usato anche per alleviare la tensione nervosa e l’ansia da prestazione. Impiegato come profumatore d’ambiente, riuscirebbe a migliorare la qualità dell’aria oltre che a incrementare il buonumore. Per sfruttare al meglio i vantaggi dell’aromaterapia è possibile contare sui diffusori di oli essenziali.

L’aromaterapia con olio essenziale di rosmarino è consigliata in caso di stanchezza cronica: l’olio essenziale di rosmarino, grazie alle proprietà del suo intenso aroma, riuscirebbe a stimolare e rinvigorire i sensi donando energia e vitalità alla mente e al corpo.

Olio essenziale di rosmarino per la cura di pelle e capelli

L’olio essenziale di rosmarino annovera interessanti proprietà benefiche da sfruttare per la cura della pelle e dei capelli. L’olio essenziale di rosmarino è ottimo per il trattamento di capelli grassi, per eliminare la forfora e riequilibrare il cuoio capelluto. Per il trattamento dei capelli grassi e contrastare la forfora, si effettuano impacchi a base di olio essenziale di rosmarino e olio di neem. Per riequilibrare il cuoi capelluto, gli esperti consigliano di aggiungere 2 gocce di olio essenziale di rosmarino a uno shampoo neutro per uso frequente.

Per la cura della pelle può essere usato da tamponare in caso di acne ed eczema, per profumare creme per il viso fai da te ed è consigliato soprattutto in caso di pelle grassa.

Olio essenziale di rosmarino per la cura del corpo

Per la cura del corpo, l’olio essenziale di rosmarino può dare vita a un ottimo olio per massaggi da usare in caso di tensioni muscolari, dolori, contusioni e problemi alla cervicale. Poche gocce di olio essenziale di rosmarino, diluite in olio di mandorla, possono dare vita a un liquido per massaggi lenitivi da usare in caso di:

  • Ritenzione idrica
  • Massaggi anti-cellulite
  • Disturbi circolatori
  • Tensione nervosa e stress
  • Mal di testa
  • Tensioni e dolori muscolari
  • Dolori cervicali

Altri usi dell’olio essenziale di Rosmarino

L’olio essenziale di rosmarino può essere impiegato per la produzione domestica di detergenti e detersivi, per fare candele profumate o per fare sapone in casa.

Dove comprare l’olio essenziale di Rosmarino

E’ possibile acquistare l’olio essenziale di rosmarino, così come altre essenze naturali, nelle erboristerie più fornite e nelle botteghe specializzate nella vendita di prodotti naturali. E’ possibile comprare l’olio essenziale di rosmarino anche con la compravendita a distanza, sfruttando i negozi online.

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Differenza tra osso sacro e coccige

MEDICINA ONLINE OSSA OSSO PARI IMPARI SCHELETRO UOMO DIFFERENZE TESSUTO SPUGNOSO TRABECOLARE COMPATTO CORTICALE FIBROSO LAMELLARE CARTILAGINE OSSO SACRO COCCIGE CERVELLO SISTEMA NERVOSO CENTRALE PERIFERICO MIDOLLO OSSEO SPINALEL’osso sacro

È il risultato della fusione di cinque segmenti ossei, si continua e si articola con l’ultima vertebra lombare e termina fornendo un apice al quale, a sua volta, si articolerà il coccige. Osso sacro e coccige, assieme alle due ossa dell’anca (ossa iliache), formano il bacino. Il coccige ha forma pressoché piramidale a base quadrata e questo consente di individuarvi 2 facce, anteriore e posteriore, due margini laterali, una base, posta superiormente a contatto con l’ultima vertebra lombare, ed un apice a contatto con il coccige. L’osso e percorso per tutta la sua lunghezza dal canale sacrale, ovvero dall’ultimo tratto del canale vertebrale. La faccia anteriore è concava e presenta quattro linee trasversali, all’incirca equidistanti, che indicano il punto di fusione (sinostosi), tra le vertebre che lo compongono.
Quelli che erano i processi costiformi, nelle vertebre lombari, nel sacro si fondono dando vita ai fori sacrali, punto di immissione nel canale sacrale per il passaggio dei rami anteriori dei nervi spinali sacrali. La faccia posteriore del sacro, convessa, è assai accidentata e, sulla linea mediana, presenta la cresta sacrale mediana, originata per fusione dei processi spinosi che generano il sacro. Negli ultimi segmenti sacrali, tuttavia, la cresta sacrale e le docce che le corrono accanto, non sono presenti, essendo sostituite dallo hiatus sacrale; ciò a causa della mancanza della porzione laminare in queste vertebre. Le facce laterali del sacro sono slargate in alto, dove presentano una superficie articolare per l’osso dell’anca, la faccetta auricolare. Al di dietro di questa è visibile la tuberosità sacrale, punto d’impianto di numerosi legamenti.

La base del sacro presenta una superficie ovale, punto in cui si articola con il corpo della quinta vertebra lombare. Ai lati della superficie articolare per il corpo della 5° vertebra lombare , scorgiamo due superfici lisce, di forma triangolare, rappresentano le ali del sacro. Il punto di articolazione con la base del coccige è fornito da una faccetta ellittica posta alla base dell’osso sacro.

Il coccige

È l’ultimo elemento della colonna vertebrale, si unisce al sacro e, come quest’ultimo, è il frutto della fusione di 4/5 vertebre. Fenomeno rilevabile dalla presenza di solchi sulle sue superfici. Completa l’ultimo tratto della parete posteriore della pelvi. Presenta una base, un apice, due facce e due margini. La base si articola o si fonde con l’apice del sacro. L’apice del coccige piega in basso ed anteriormente e, spesso, devia dalla sua linea mediana.

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I tipi di tessuto osseo: cellule, matrice, formazione e struttura

MEDICINA ONLINE OSSA OSSO SCHELETRO CANE UOMO DIFFERENZE TESSUTO SPUGNOSO TRABECOLARE COMPATTO CORTICALE FIBROSO LAMELLARE CARTILAGINE OSSO SACRO COCCIGE CERVELLO SISTEMA NERVOSO CENTRALE PERIFERICO MIDOLLO OSSEO SPINALEIl tessuto osseo è un particolare tipo di tessuto connettivo costituito da cellule e da matrice extracellulare (ECM), definita matrice ossea o sostanza fondamentale.

Questa è costituita da una parte organica, che a sua volta presenta una componente fibrillare e una amorfa, e da una parte inorganica caratterizzata da un elevato grado di mineralizzazione.

L’osso è avvolto da una lamina di tessuto connettivo fibroso a fasci intrecciati, definita periostio. Questo è strettamente connesso al tessuto osseo sottostante grazie a fibre connettivali, denominate fibre perforanti. Le pareti interne delle cavità ossee sono rivestite da uno strato di connettivo fibroso, detto endostio, che possiede una struttura simile a quella del periostio. Entrambe queste strutture connettivali possiedono cellule osteoprogenitrici che possono indurre la formazione di nuovo osso. In corrispondenza delle superfici articolari l’osso è rivestito da uno strato di tessuto cartilagineo, la cartilagine articolare, costituita da tessuto connettivo.

Dal punto di vista dell’organizzazione strutturale macroscopica il tessuto osseo può essere classificato in compatto e osso spugnoso, mentre dal punto di vista istologico può essere suddiviso in lamellare e non lamellare.

Tessuto osseo compatto e spugnoso
In un osso sezionato si possono distinguere a livello macroscopico due tipologie di tessuto: osso compatto e osso spugnoso. Queste due tipologie di organizzazione strutturale hanno una diversa distribuzione topografica nelle ossa lunghe, corte e piatte.

Nelle ossa lunghe a livello delle diafisi è presente il tessuto osseo compatto. Questo circonda una cavità centrale, il canale midollare, in cui è presente nell’adulto il midollo giallo (midollo osseo in cui le cellule emopoietiche sono quasi totalmente sostituite da cellule adipose).
Le epifisi sono caratterizzate invece dalla presenza di tessuto osseo spugnoso, circondato da un sottile strato di tessuto osseo compatto. Tra le trabecole del tessuto osseo spugnoso è presente il midollo rosso (midollo osseo emopoietico con cellule staminali ed elementi del sangue in vari stadi di differenziamento) (Kuhn G. et al; 2007).

Le ossa brevi hanno una costituzione simile a quella delle epifisi delle ossa lunghe, essendo costituite da tessuto osseo spugnoso circondato da uno strato di tessuto osseo compatto (Kneser U. et al; 2006).

Le ossa piatte presentano due strati di tessuto osseo compatto tra cui è interposto il tessuto osseo spugnoso, in quantità variabile a seconda del tipo di osso, e nelle cui trabecole è presente il midollo rosso.

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Tessuto osseo lamellare
Il tessuto osseo lamellare è il tessuto osseo maggiormente presente nello scheletro. È inoltre dotato di estrema resistenza alla pressione, trazione e torsione, sia grazie alle proprietà fisiche della sostanza intercellulare sia grazie alla struttura lamellare della matrice ossea.

Le lamelle hanno uno spessore di 4,5-11 µm e sono costituite da cellule e fibre di collagene parallele tra loro e immerse nella matrice mineralizzata. Nelle lamelle sono contenuti gli osteociti disposti in file concentriche. Esse possono essere organizzate in modo da formare sia il tessuto osseo compatto che il tessuto osseo spugnoso. Ogni lamella è costituita da fibre di collagene a decorso parallelo e forma, con la lamella adiacente, un angolo di ampiezza varia.

Le lamelle, nella maggior parte dei casi, sono disposte in modo concentrico rispetto ai canali di Havers e costituiscono gli osteoni, unità morfologiche fondamentali. Esistono tuttavia anche lamelle interstiziali, disposte in modo da riempire gli spazi tra gli osteoni.
Occorre ricordare che, a causa del rimodellamento osseo, nello stesso osso coesistono sia osteoni in via di formazione, che presentano un canale di Havers ampio e una fila di osteoblasti attorno al canale, che osteoni maturi nei quali il canale appare di dimensioni più modeste e privo di attività osteoblastica. Tra le lamelle concentriche sono presenti le lamelle ossee che contengono gli osteociti.

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Tessuto osseo non lamellare
Il tessuto osseo non lamellare è ontogeneticamente e filogeneticamente più antico di quello lamellare e, a differenza di questo, possiede lacune ossee irregolari e voluminose.
In base alla diversa direzione delle fibre di collagene può essere di distinto in due tipi:

– a fibre intrecciate;
– a fibre parallelele.

Il tessuto a fibre intrecciate è caratteristico dello scheletro definitivo dei vertebrati inferiori e di quello primario dei mammiferi, nei quali viene sostituito durante lo sviluppo da quello lamellare. Rimane comunque presente nell’adulto a livello delle suture, nelle superfici articolari, nel cemento del dente, nelle zone d’inserzione dei legamenti o dei tendini. Va ricordato inoltre che l’osso non lamellare si forma anche nelle zone di neoformazione del tessuto osseo.
Il tessuto osseo a fibre parallele è visibile nei mammiferi solo transitoriamente a livello delle inserzioni tendinee, mentre è caratteristico dello scheletro osseo degli uccelli.

Tessuto osseo compatto lamellare
Il tessuto osseo compatto o corticale costituisce la zona periferica delle ossa brevi e la diafisi delle ossa lunghe. Nell’adulto tale tessuto è solido, compatto, con porosità minore del 10% (Kneser U. et al; 2006), ed è caratterizzato dalla presenza di lacune ossee con i relativi canali (Fig. 2). In particolare, a livello delle ossa lunghe, i canali di grosso calibro si differenziano in canali ad andamento parallelo all’asse maggiore dell’osso, detti canali di Havers, e in canali a decorso obliquo o trasversale, definiti canali di Volkmann. I canali di Harvers, con all’interno vasi e nervi, hanno forma cilindrica e possono avere ramificazioni trasversali oppure oblique per mezzo delle quali si anastomizzano tra loro (Vasciaveo F, Batoli E; 1961).

Le lamelle dell’osso compatto delle diafisi delle ossa lunghe dei soggetti adulti costituiscono tre sistemi strutturali differenti: possono essere costituite da lamelle ossee stratificate parallelamente alla superficie dell’osso (sistemi fondamentali), possono essere sottostanti al periostio (sistemi fondamentali esterni) oppure all’endostio (sistemi fondamentali interni).

Il sistema delle lamelle interstiziali è caratterizzato da lamelle parallele tra loro e poste tra gli  osteoni in modo da colmare gli spazi tra i sistemi concentrici (o di Havers) (Cohen J., Harris W.; 1957).

L’osteone ha una forma cilindrica e viene attraversato in lunghezza dal canale di Havers; le lamelle dell’osteone sono disposte concentricamente al canale di Havers in un numero minimo di 4 e massimo di 24. La lamella più profonda è quella di più recente deposizione.

Gli osteoni sono presenti in maggiore quantità nella zona mediana, rispetto a quella distale, delle dialisi ossee; si ha così una maggior concentrazione di canali nella zona centrale e soprattutto a livello sub-periostale, rispetto alla zona sub-endostale (Georgia R. et al; 1982). Le lamelle sono costituite da fibre parallele di collagene.

L’inclinazione delle fibre stesse rispetto all’osteone può essere diversa. Se l’angolo è di 90°, l’osteone viene definito a fibre piane; in questo caso nelle lamelle le fibre hanno un andamento quasi trasversale. Se invece l’angolo è di circa 0°, l’osteone è detto a fibre ripide, e le fibre hanno decorso quasi longitudinale. Le lacune che contengono gli osteociti possono essere inter- o intralamellari. Da esse dipartono canalicoli in varie direzioni (Brookes M.; 1963).

I canalicoli che partono dalle lacune più profonde si aprono frequentemente nel canale di Havers. Il sistema di canalicoli è ampiamente intercomunicante e in stretto rapporto con i vasi che percorrono il canale di Harvers, permettendo così gli scambi metabolici degli osteociti (Mohsin et al; 2002). La struttura delle singole lamelle rende il tessuto compatto adatto a resistere alla trazione e alla pressione.

Occorre osservare che se un osteone è soggetto a tali forze, le fibre delle lamelle contigue sono sollecitate diversamente in base al loro diverso orientamento e, dato che nelle diverse ossa o in osteoni differenti dello stesso osso il decorso delle fibre è variabile, risultano essere differenti anche le resistenze alla pressione, trazione, torsione e flessione dei vari segmenti ossei.

Tessuto osseo spugnoso lamellare
Il tessuto osseo spugnoso è poroso e strutturalmente disomogeneo: le lacune e gli osteociti in esso contenuti presentano infatti dimensioni varie. Esso è costituito da una serie di strati di lamelle che costituiscono trabecole di diverso spessore, le cavità midollari, nelle quali sono contenuti il midollo osseo, i vasi e i nervi. Cellule di rivestimento con probabili capacità ematopoietiche ricoprono le superfici delle trabecole e rivestono così le cavità midollari.

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