Eiaculazione precoce: gli uomini la curano con alcol e droghe. E sbagliano

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO UOMINI GRUPPO AMICI BRINDANO FELICITA ALCOL BIRRA VINO ALCOLICI ALCOLISMO TOSSICODIPENDENZACocaina, eroina, fantomatici farmaci acquistati su internet o alcol. Il tutto per tentare di risolvere un problema che affligge circa il 25% dei maschi in tutto il mondo, l’eiaculazione precoce. E’ la pericolosa scelta ‘fai-da-te’ intrapresa “da almeno un terzo dei pazienti che poi arrivano dal medico in cerca di soluzioni efficaci, che di certo non trovano ricorrendo a sostanze illecite”. A sottolinearlo François Giuliano, urologo dell’Università di Versailles, oggi a Madrid a margine della presentazione di un campagna europea di sensibilizzazione su questo problema sessuale.

“Molti uomini – dice Giuliano all’Adnkronos Salute – durante il week-end”, quando gli incontri sessuali sono più facili, “prendono l’abitudine di bere alcol, che effettivamente ritarda l’eiaculazione, ma di certo non puo’ essere una soluzione duratura per una vera e propria malattia”. Eppure, sottolinea Vincenzo Mirone, docente di Urologia dell’università Federico II di Napoli, “le terapie oggi ci sono: e’ disponibile la dapoxetina, un farmaco efficace che ritarda di 4-5 volte il tempo di durata del rapporto e che va assunto due o tre ore prima dell’incontro sessuale. Ma, al contrario dell’impotenza che abbiamo curato con vari medicinali ormai disponibili sul mercato da anni, risolvere il problema dell’eiaculazione precoce sara’ piu’ difficile: gli uomini tendono non solo a parlarne meno, ma a non rendersi nemmeno conto dell’esistenza del problema”.

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I neurologi vi mostrano la mappa scientifica delle zone più erogene del corpo

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO AMORE COPPIA SESSO SESSUALITA IN SPIAGGIA MARE ESTATE ABBRONZATURA SOLE CALDO VACANZE ABBRACCIOUna ricerca condotta da due università britanniche e una sudafricana (università di Bangor, università di Witwatersrand, università di Johannesburgh), pubblicato sulla rivista Cortex, ha cercato di scoprire quali siano le zone erogene preferite da uomini e donne di continenti diversi e se ci fossero divergenze o convergenze tra i dati relativi a zone del mondo diverse. Alle persone che hanno partecipato alla ricerca è stata sottoposta una mappa del corpo con una serie di punti potenzialmente erogeni.

Al primo posto resistono i genitali, ma la classifica delle zone ritenute più eccitanti da uomini e donne rivela qualche sorpresa. Dal secondo al quinto posto, ci sono rispettivamente: labbra, orecchie, interno cosce e scapole. Gli uomini amano la stimolazione della parte posteriore della gamba e stimolarla alla propria compagna, mentre le donne la considerano pochissimo. I piedi, ritenuti da sempre una zona erogena molto importanti, sono finiti stranamente in fondo alla classifica con uno “zero” tra le preferenze sia di inglesi che di africani.

Per le donne sono molto importanti, oltre le zone tipicamente erogene come i genitali (clitoride ed interno della vagina) ed i seni, anche le mani, ritenute zona decisamente sensibile alle carezze. E’ interessante notare che – secondo la ricerca – tra uomini e donne non esistano particolari differenze, inoltre non è vero che per gli uomini l’unico punto erogeno è rappresentato dal pene, visto che si è scoperto che anche ai maschi procura eccitazione il tocco sul collo e sulle orecchie.

Il professor Oliver H. Turnbull, uno degli autori della ricerca, ha spiegato: “Molte persone ritengono che il corpo delle donne sia pieno di zone erogene e che gli uomini ne abbiano soltanto una, la più ovvia. Chiaramente non è così. La distribuzione è quasi uguale, con una leggera prevalenza per le donne, ma non in questo modo esagerato”.

E’ interessante notare come non esistano significative divergenze nel riconoscimento di zone erogene da parte di persone di continenti diversi, anche culturalmente molto distanti tra loro. Il professor Turnbull, ha spiegato:  “Questo indica che esistono preferenze innate, non basate su esperienze culturali o di vita. Il perché questo accada è adesso oggetto di studio da parte dei ricercatori, ma capire come il cuore possa influenzare le reazioni della mente e quindi del corpo non è affare semplice: certo che il tocco dell’amato sul collo avrà effetto sensoriale diverso da quello di un amico o di un conoscente visto che il labirinto delle emozioni resta un mistero insondabile.”

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Cosa accade e cosa si prova quando si frattura il pene? La sindrome del chiodo rotto

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PENE SESSO UOMO SCROTO TESTICOLI DISFUNSIONE ERETTILE IMPOTENZALa frattura del pene, anche denominata “sindrome del chiodo rotto” è un, per fortuna, raro trauma del pene che consiste nell’improvvisa e dolorosa rottura della tonaca albuginea dei corpi cavernosi (regioni interne del pene di tessuto erettile con una struttura spugnosa che contengono il sangue durante l’erezione). Ciò è  dovuto nella maggioranza dei casi ad un colpo violento verificatosi durante l’erezione. Traumi simili, se avvenuti a pene flaccido non vengono generalmente definiti fratture, ma semplici traumi penieni. In caso di frattura del pene si possono anche verificare dei danni anche al legamento sospensorio del pene, al corpo spongioso e all’uretra

Quando si verifica?

La frattura peniena si verifica soprattutto durante l’attività sessuale e la masturbazione, indipendentemente dalla posizione adottata. Può avvenire per una brusca fuoriuscita del pene dalla vagina e il successivo urto con le zone adiacenti, come la sinfisi pubica o la regione perineale della donna, oppure per un eccesso di spinta durante il coito. In particolare il 43% delle fratture si presenta durante il coito, il 24% dalla piegatura manuale del pene, il 21% è causato dal girarsi nel letto con il pene in erezione durante il sonno e il 6% avviene durante la masturbazione.

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Come si verifica la frattura del pene?

Durante l’erezione la tonaca albuginea si trova a essere molto assottigliata dalla pressione intracavernosa (dai 2 mm durante la fase flaccida, ai 0,25-0,50 mm). Un evento traumatico, specialmente trasversale, può superare la resistenza alla trazione della tonaca e strapparla, causando una fuoriuscita di sangue dai corpi cavernosi ai tessuti circostanti. La frattura può avvenire in qualsiasi punto del pene, ma solitamente si verifica alla sua base e coinvolge solitamente un solo corpo cavernoso.

Qual è la posizione sessuale che causa più facilmente la frattura del pene?

Per conoscere le posizioni sessuali che statisticamente determina più facilmente la frattura del pene, leggi questo articolo: Qual è la posizione sessuale che causa più facilmente la frattura del pene?

Cosa si prova?

Durante la rottura il paziente avverte un dolore improvviso e un suono simile a un ramo spezzato, spesso udito anche dal partner, con conseguente e immediata detumescenza del pene ed eventuale comparsa di una sua curvatura. Successivamente si manifesta la presenza di ematomi o ecchimosi, le cui dimensioni variano in base al trauma subito. In caso di rottura concomitante della fascia di Buck l’ematoma può espandersi allo scroto e al perineo. Anche in caso di rottura di uretra, raramente si osserva fuoriuscita di sangue vivo (uretrorragia), mentre possono essere presenti ematuria e difficoltà minzionali, quali stranguria, disuria o impossibilità a urinare.

Leggi anche: Testicoli piccoli: quali sono le cause e le dimensioni normali?

Come si fa la diagnosi? Quali esami sono necessari?

Il quadro clinico e l’anamnesi sono generalmente sufficienti per porre una diagnosi, tuttavia esami sono necessari per valutare la compromissione delle strutture anatomiche, soprattutto dell’uretra, per impostare un trattamento corretto. Nel caso sia presente ematuria è utilizzabile l’uretrografia al fine di valutarne le condizioni, mentre l’esame è evitabile qualora non vi siano elementi di sospetto per un’eventuale lesione.
L’esame d’elezione è stato la cavernosografia, una radiografia con mezzo di contrasto iniettato nei corpi cavernosi; la fuoriuscita del mezzo radioopaco è utilizzata per segnalare la localizzazione precisa della lesione. La tecnica, tuttavia, presenta un alto numero di falsi negativi ed è ritenuta potenzialmente dannosa per il tessuto penieno, con rischio di fibrosi, infezioni e reazioni allergiche.
L’ecografia è un esame con finalità preparative alla terapia chirurgica, soprattutto nell’emergenza, in quanto di facile esecuzione, non invasiva e meno costosa. L’esecuzione di un’ecocolor Doppler permette una valutazione dei vasi sanguigni e uno studio della circolazione al loro interno.
La risonanza magnetica permette una migliore valutazione anatomica e non è invasiva; si tratta tuttavia di una tecnologia costosa e non comune, da riservare ai casi più dubbi. Riveste un ruolo importante nella presentazione atipica, ovvero quella che non si presenta classicamente durante il rapporto sessuale con detumescenza immediata, edema, ematoma e deviazione peniena.

Come si tratta la frattura del pene?

Il trattamento della frattura del pene può essere di tipo conservativo e chirurgico, per approfondire leggi anche: Frattura del pene: trattamenti e cosa succede nel post intervento

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L’uomo costretto ad amputare il pene a causa di un’overdose di Viagra

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PENE SESSO UOMO SCROTO TESTICOLI DISFUNSIONE ERETTILE IMPOTENZAVoleva “impressionare” la sua nuova fidanzata, quindi prima di un rapporto ha ottimisticamente ingoiato una quantità molto elevata del famoso farmaco blu prodotto dall’americana Pfizer, nella speranza di avere un’erezione prodigiosa. Purtroppo non è andata come sperato: i medici sono stati costretti ad amputargli il pene per salvargli la vita. È successo a un colombiano di 66 anni, finito in ospedale dopo aver trascorso giorni terribili con un’erezione prolungata e molto dolorosa a causa del troppo Viagra ingerito.

Secondo quanto riportato dall’Huffington Post e da Colombia Records, i medici del piccolo ospedale di Gigante hanno subito disposto il trasferimento dell’uomo presso una struttura più grande a Neiva, dove gli è stata diagnosticata una “frattura” del pene (cioè la rottura della tonaca albuginea dei corpi cavernosi del pene) associata ai primi sintomi di gangrena. Per salvargli la vita, i medici non hanno potuto fare altro che amputargli il pene, la cui funzionalità era stata irrimediabilmente compromessa dal massiccio afflusso di sangue causato dalla famosa pillola contro la disfunzione erettile.

La triste storia di quest’uomo, che per ovvie ragioni ha chiesto di poter mantenere il proprio anonimato, mi offre l’occasione di ricordare che il “priapismo“, specie se causato dall’assunzione non controllata di medicinali, è una condizione che può portare a danni irreversibili: se non viene trattata entro 24 ore, il pene verrà irrimediabilmente danneggiato, rendendo difficoltose – o impossibili – le future erezioni.

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Infezioni sessuali in aumento tra i minorenni italiani

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO COPPIA AMORE SESSO RAPPORTO INNAMORATIMalattie sessualmente trasmissibili sempre più diffuse, specie tra i giovani. In Italia il 3% dei ragazzi e il 5% delle ragazze sotto i 25 anni hanno già contratto un’infezione di tipo sessuale. In particolare, 400 di loro ogni anno si infettano con Hiv e i casi di condilomatosi tra maschi e femmine dai 14 ai 19 anni sono triplicati dal 2004 al 2009. A far luce sull’entità di un fenomeno diffuso e spesso poco considerato, è il direttore del centro operativo Aids dell’Istituto Superiore di Sanità, Barbara Suligoi.

Aumenta il rischio di sterilità

Il problema non è solo italiano. Ogni anno nel mondo, 111 milioni di giovani sotto i 25 anni si ammalano di infezioni sessuali di tipo batterico, e «si presume che contando anche quelle virali, la cifra possa triplicare». Infezioni che facilitano l’insorgenza di malattie dell’apparato riproduttivo e sono causa principale di sterilità. Per esempio l’infezione da Chlamydia, «prima causa di sterilità se non trattata con antibiotici, riguarda ben l’8,3% delle under 19 in Italia», spiega Suligoi. Altissimi anche i numeri relativi alla diffusione dell’Hpv, cui sono correlati, ogni anno in Europa, 700mila casi di condilomi e carcinomi. E i tumori dovuti al virus Hpv non sono solo un problema femminile, colpiscono in Europa 32mila donne e oltre 15mila uomini.

Vaccino 

Numeri bipartisan anche per l’Italia, dove il 10% delle donne e il 60% degli uomini ha contratto il virus dell’Hpv. Ma il picco più alto, il 25%, è tra le giovanissime sotto i 20 anni. «Cifre rilevanti che suggeriscono l’opportunità di vaccinare anche i maschi per limitare in modo importante la diffusione del virus», conclude Suligoi. Il vaccino, conclude l’esperta, riguarda invece solo le ragazze dodicenni, e «in questa fascia interessata, la copertura si aggira intorno al 56-60% e varia molto da regione a regione».

FONTE ANSA

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Problemi di infertilità? E’ utile effettuare il Post-coital test

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO GRAVIDANZA PANCIA MATERNITA MAMMA GINECOLOGIA CONCEPIMENTO PARTO PANCIONE FIGLIO MADREIl post-coital test, o test di Hühner, è un esame di laboratorio che, in caso di sospetta infertilità, consente di studiare le proprietà del muco cervicale nel periodo periovulatorio, e permette di apprezzare la mobilità degli spermatozoi del partner all’interno del muco stesso. Si tratta di un esame non doloroso, che fa parte della routine iniziale di bilancio di un’infertilità e permette di individuare eventuali cause di quest’ultima.

Muco cervicale, cos’è?

Il muco cervicale è il fluido secreto dal collo dell’utero in vagina. Normalmente nella maggior parte del ciclo mestruale femminile non lascia passare gli spermatozoi all’interno della cavità uterina . Prima dell’ovulazione, invece, favorisce il loro passaggio.

Se le secrezioni ormonali della donna sono normali e la cervice funziona bene, il muco si modifica nei giorni che precedono l’ovulazione per permettere agli spermatozoi di superarlo. Se il collo dell’utero presenta dei problemi (ad es. cervicite) o se le secrezioni ormonali non sono adeguate, il muco sarà scarso, viscoso e resterà impermeabile agli spermatozoi per cui difficilmente l’incontro con l’ovulo potrà aver luogo. Queste anomalie possono essere causa di infertilità, ecco perché è essenziale verificare la qualità del muco cervicale e la mobilità degli spermatozoi presenti in esso.

In quale periodo si effettua il test?

Perché il test sia interpretabile, è necessario rispettare scrupolosamente tutte le sue condizioni di realizzazione: il test deve essere effettuato nel periodo pre-ovulatorio( cioè uno o due giorni prima della data prevista dell’ovulazione). Per sapere in quale preciso momento effettuare il test, si può ricorrere a vari metodi. Compilare una curva della temperatura basale corporea, fare il monitoraggio follicolare oppure procedere ai dosaggi ormonali o sottoporsi a un test urinario di rilevazione dell’ovulazione. Spesso si associano più sistemi. Comunque anche la donna in genere si accorge della presenza del muco cervicale e la indica al ginecologo che farà le opportune verifiche tra cui proprio quella di valutare con la visita qualità e quantità del muco cervicale (“score cervicale”). In ogni caso, si prenda nota della data delle ultime mestruazioni, contando a partire dal primo giorno della perdita ematica.

Astinenza per l’uomo

Per l’uomo sono necessari 4 o 5 giorni di astinenza sessuale perché la qualità dello sperma sia ottimale.

Il rapporto

Il rapporto sessuale deve aver luogo nelle 6-12 ore precedenti la raccolta del muco, che avviene nei pressi del laboratorio dove si valuterà il numero e la motilità degli spermatozoi all’interno del muco cervicale raccolto. Il rapporto deve essere seguito da un periodo di riposo in cui la donna resta sdraiata per 20-30 minuti, ed è necessario non lavarsi i genitali prima della raccolta del muco.

Come si effettua l’esame?

La raccolta del muco è indolore e priva di rischi e non necessità di ricovero o di anestesia. La donna è in posizione ginecologica, e dopo l’inserimento dello speculum si aspira il muco specie quello endocervicale proveniente cioè dal canale cervicale. Il muco prelevato viene immediatamente consegnato al biologo, che lo esaminerà al microscopio per verificarne l’abbondanza e la viscosità, la trasparenza, la modalità di cristallizzazione nonchè il pH. Si cercheranno inoltre eventuali segni di infezione (presenza di germi e di leucociti, i globuli bianchi).Naturalmente si conterà il numero di spermatozoi presenti e in particolare quelli mobili annotando il tipo di motilità .

Il risultato

Test positivo: tutto è normale perché il muco è abbondante, ha una viscosità nella norma, è filante , trasparente e la cristallizzazione risulta normale ( al microscopio si vede la tipica immagine delle foglie di felce). Il pH è compreso tra 6.5 e 8,5, non sono presenti germi o leucociti e ci sono almeno 5 spermatozoi normalmente mobili ( dritti e veloci) per campo visivo

Test negativo: muco di qualità inadeguata. Muco poco abbondante, con pH acido, opaco, cristallizza male. Gli spermatozoi vivi mobili sono pochi . In questo caso si verificherà se il test è stato realizzato davvero nella fase pre.ovulatoria, e se non è così, si ripeterà il test due o tre giorni dopo o al ciclo successivo. Se la qualità del muco non migliora dopo due post-coital test consecutivi, verrà probabilmente prescritta la stimolazione ormonale per tentare di migliorarne la qualità. In presenza di un’infezione batterica si impone il trattamento antibiotico o antisettico locale o generale prima di sottoporsi a un altro test. Una ragione della negatività del test può risiedere nel fatto che quel ciclo non era ovulatorio e la stimolazione ormonale dell’ovaio può riportare tutto alla norma

Test negativo con muco di buona qualità: tutte le caratteristiche fisiche e chimiche del muco sono nella norma e non sono presenti segni di infezione, gli spermatozoi vivi e mobili sono assenti o poco numerosi oppure la mobilità degli spermatozoi presenti è anomala ( fermi con un movimento oscillante). In questo caso bisognerà assicurarsi che il rapporto sessuale si sia svolto in condizioni normali e si verificherà che lo spermiogramma sia normale. In caso di spermiogramma normale, il muco o l’interazione muco/spermatozoi è verosimilmente la causa della negatività del test. A questo punto si procederà a un test di penetrazione incrociata per scoprire se l’anomalia proviene dallo sperma o dal muco. Si potrebbe valutare ad esempio il comportamento degli spermatozoi con il muco bovino. Quest’ultimo test potrebbe far sospettare l’esistenza di una immunizzazione antispermatozoi nel muco o nello sperma stesso, cioè la presenza di anticorpi antispermatozoi. La presenza di anticorpi tuttavia è un’eventualità rara.

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Le lacrime femminili riducono l’eccitazione sessuale maschile

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA TRISTE DEPRESSIONE PIANTO PIANGERE TRISTEZZA BIANCO E NERALe lacrime femminili contengono sostanze che riducono l’eccitazione sessuale maschile e la produzione di testosterone, responsabile del desiderio e dell’aggressività. E’ il risultato di un esperimento del Weizman Institute di Rehovot (Israele). Dal punto di vista evolutivo, le donne ricorrerebbero al pianto per tenere sotto controllo il desiderio maschile e per respingere le aggressioni sessuali.

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Perché gli uomini non capiscono le donne? Il problema è tutto nel…

Uomini e donne sono davvero fatti per non capirsi? Quanto c’è di vero nell’incomunicabilità tra i sessi e quanto invece è una leggenda metropolitana?
Sembra essere tutto vero: lo confermerebbe uno studio, pubblicato sulla rivista PlosOne, e condotto dai ricercatori della LWL University Hospital di Bochum in Germania. Lo studio è emblematico già a partire dal titolo: “Perché gli uomini non capiscono le donne? Reti neurali alterate nella lettura del linguaggio degli occhi di uomini e donne“. L’ipotesi dei ricercatori è che gli uomini abbiano difficoltà a capire le donne perché non riescono a riconoscere gli stati d’animo che esprimono attraverso gli occhi, che sono una delle più importanti fonti di informazione per capire lo stato d’animo altrui.

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