Epilessia e disturbi del sonno: epilessie generalizzate idiopatiche

MEDICINA ONLINE MORTE CLINICA BIOLOGICA MORTE CEREBRALE END LIFE OSPEDALE LETTO VENTILATORE MECCANICO STACCARE LA SPINA BRAIN DEATH ELETTROENCEFALOGRAMMA PIATTO FLAT EEG SNC CERVELLO TERMINALE MALATO COMA STATO VEGETATIVOÈ osservazione molto antica che il sonno favorisce in molti casi la comparsa delle manifestazioni epilettiche. La relazione tra i due fenomeni, tuttavia, è anche inversa, potendo le manifestazioni epilettiche produrre a loro volta alterazioni della struttura del sonno. Il clinico si trova poi sovente nella condizione di dover differenziare, talvolta con grande difficoltà, tra manifestazioni accessuali notturne di natura non epilettica e crisi epilettiche notturne. Infine la registrazione dell’elettroencefalogramma durante il sonno e dopo deprivazione parziale o totale del sonno notturno si è affermata come insostituibile procedura di grande valore diagnostico. In questo articolo ci occuperemo in particolare delle epilessie generalizzate idiopatiche.

Epilessie generalizzate idiopatiche

Manifestazioni critiche

Le assenze del piccolo male non danno luogo, ovviamente, a manifestazioni clinicamente visibili durante il sonno, se si eccettua il difficile rilievo di piccole mioclonie palpebrali che possono accompagnare le assenze. Per quanto riguarda le crisi di grande male idiopatico, accanto a pazienti con crisi solo diurne o con crisi possibili durante tutto l’arco della giornata, esiste una rilevante quota di pazienti (variabile tra il 30 e il 50% delle diverse casistiche) che presentano crisi di grande male
solo durante il sonno notturno. Si parla in tali casi di epilessia morfeica, una forma a prognosi molto buona, le cui crisi si verificano solo all’interno del sonno NREM.
Le mioclonie massive della epilessia giovanile mioclonica (malattia di Janz) sono precipitate, in modo molto caratteristico, dal risveglio finale mattutino e dai risvegli spontanei o provocati, soprattutto se il risveglio ha luogo direttamente dal sonno REM, senza che il ciclo di sonno sia stato completato da un periodo di sonno REM.

Alterazioni EEG intercritiche

Le alterazioni intercritiche del piccolo male vengono attivate dal sonno NREM e tendono a scomparire in REM. Sono soprattutto i primi cicli e lo stadio 2 a risultare attivanti. Il sonno NREM modifica anche la morfologia e la frequenza delle alterazioni, potendosi osservare una frammentazione e un’irregolarità delle scariche e la comparsa di complessi a tipo polipunta-onda.
Anche le alterazioni intercritiche del grande male idiopatico aumentano durante il sonno NREM rispetto alla veglia, mentre il sonno REM tende a favorirne la scomparsa. Sono soprattutto le prime ore della notte a favorire la comparsa delle scariche, forse per la maggior rappresentazione degli stadi 3 e 4 del sonno NREM nella prima parte della notte. Più raramente si verifica il contrario, forse per la diminuzione relativa dei livelli dei farmaci antiepilettici nelle ore mattutine. Per quanto riguarda l’epilessia giovanile mioclonica, le scariche intercritiche si comportano allo stesso modo delle mioclonie massive.

Per approfondire:

Leggi anche:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Questa voce è stata pubblicata in Medicina del sonno, Neurologia, psichiatria, psicoterapia e riabilitazione cognitiva e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.