Il cyclic alternating pattern e le alterazioni EEG dell’epilessia

MEDICINA ONLINE MORTE CLINICA BIOLOGICA MORTE CEREBRALE END LIFE OSPEDALE LETTO VENTILATORE MECCANICO STACCARE LA SPINA BRAIN DEATH ELETTROENCEFALOGRAMMA PIATTO FLAT EEG SNC CERVELLO TERMINALE MALATO COMA STATO VEGETATIVOLe relazioni tra il sonno e le manifestazioni EEG (elettroncefalografiche) dell’epilessia sono state tradizionalmente studiate usando i criteri di classificazione degli stadi del sonno classicamente definiti da Rechtshaffen e Kales. L’osservazione di frequenti associazioni tra eventi fasici del sonno e alterazioni epilettiformi dell’EEG ha spinto altri Autori a indagare l’importanza delle microfluttuazioni della profondità del sonno nelle manifestazioni elettrocliniche dell’epilessia.

Un particolare sviluppo ha assunto lo studio del cyclic alternating pattern (CAP) nelle diverse forme di epilessia. Nelle epilessie generalizzate idiopatiche, le alterazioni epilettiformi presentano il massimo grado di attivazione durante la fase A del CAP e la minima attivazione durante la fase B. Anche l’epilessia giovanile mioclonica, fatta salva la maggiore attivazione durante i risvegli, si comporta allo stesso modo delle altre forme generalizzate idiopatiche, con attivazione durante il CAP rispetto a NCAP
e soprattutto nella fase A (massima attivazione), rispetto alla fase B
del CAP (minima attivazione).

Il cyclic alternating pattern manifesta un importante ruolo modulatorio anche nell’attività EEG intercritica dei pazienti con epilessia parziale su base lesionale, attivandone soprattutto le scariche bilaterali e sincrone; al contrario le scariche dell’epilessia benigna a punte rolandiche sembrano molto più indipendenti dai circuiti talamo-corticali e dalle modificazioni dei livelli di profondità del sonno che sono alla base delle fluttuazioni del cyclic alternating pattern.

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