L’uso diagnostico dell’elettroencefalogramma durante il sonno

MEDICINA ONLINE ELETTROENCEFALOGRAMMA CERVELLO ELETTRODI PREZZO COSTO ESAME EEC ELETTROMIOGRAFIA EPILESSIA SISTEMA NERVOSO ONDE ANOMALIE ALTERAZIONI INTERPRETAZIONI TRACCIATOEsiste un generale consenso sul fatto che il valore diagnostico dell’EEG (elettroencefalogramma) aumenta, se le registrazioni vengono effettuate nel sonno oltre  che in veglia. Tuttavia, il modo in cui la registrazione durante il sonno deve essere effettuata per ottenere il massimo del vantaggio diagnostico resta oggetto di dibattito, come anche il rapporto costo-beneficio.
Una parte dei dubbi sono probabilmente dovuti alla modalità di selezione dei pazienti nelle diverse casistiche (epilessia sospetta o accertata, pazienti trattati o non trattati ecc.). Anche tra i pazienti epilettici, l’effetto attivante del sonno dipenderà dalla percentuale di forme attivate dal sonno che la casistica include. Nel valutare l’utilità diagnostica dell’esame, non possono inoltre essere trascurati le modalità della registrazione (durata, numero di cicli del sonno, qualità e adeguatezza del montaggio) e i criteri per la diagnosi clinica.

Il sonno come attivatore delle manifestazioni epilettiche

Il sonno può provocare la comparsa di alterazioni EEGrafiche non visibili in veglia (dal 2 al 31% delle diverse casistiche) o aumentare la frequenza di scarica delle alterazioni epilettiformi. Il sonno inoltre può causare la comparsa di nuove alterazioni o di nuovi focolai indipendenti e può modificare la morfologia delle scariche. Per quanto riguarda questi effetti, non sembrano esserci sostanziali differenze tra sonno naturale e sonno farmaco logicamente indotto.

La registrazione dell’EEG dopo deprivazione di sonno

L’importanza di un regolare sonno notturno è una raccomandazione che viene classicamente fatta ai pazienti epilettici, a causa della facilitazione delle crisi conseguente al deficit di sonno. La deprivazione di sonno a scopo diagnostico può essere parziale nel bambino e totale nell’adulto. Anche il valore diagnostico dell’EEG diurno dopo deprivazione di sonno dipende dalle modalità di selezione della casistica.
Sarebbero soprattutto le epilessie generalizzate a rispondere alla deprivazione di sonno, mentre il trattamento antiepilettico limiterebbe molto l’utilità dell’esame. L’effetto attivante della deprivazione è certamente dovuto, almeno in parte, al fatto stesso che il paziente dorme, essendo assai minore la percentuale di attivazioni negli EEG dei pazienti mantenuti svegli durante la registrazione. Tenuto conto che circa il 70% delle attivazioni si ottiene dopo circa due ore di registrazione, appare fondamentale registrare almeno il primo ciclo del sonno.

La registrazione del sonno notturno

L’opportunità di una registrazione EEGrafica che copra l’intero arco della notte andrebbe considerata almeno nei seguenti casi:

  • pazienti con sospetto clinico di epilessia in cui anche la registrazione dopo deprivazione di sonno sia risultata negativa;
  • studio dei disturbi del sonno nei pazienti epilettici (insonnia, apnee legate a crisi, sonnolenza diurna non altrimenti spiegabile);
  • studio delle modificazioni della localizzazione della scarica nella valutazione delle epilessie parziali a fini chirurgici (ad esempio comparsa di focolai indipendenti durante sonno NREM, restringimento topo grafico del focolaio durante sonno REM);
  • diagnosi differenziale tra epilessia e disturbi del sonno e precisazione della tipologia di crisi nel caso di manifestazioni cliniche esclusivamente notturne (in quest’ultimo caso, particolarmente utile si è rivelata la registrazione video del paziente, in associazione alla poligrafia notturna);
  • diagnosi dell’epilessia con stato di male subclinico durante il sonno;
  • valutazione dell’efficacia del trattamento.

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