Integratore di Inositolo (vitamina B7): benefici, dimagrimento e controindicazioni

MEDICINA ONLINE INTEGRATORE ALIMENTARE MIGLIORE MARCA SPORT DIMAGRIRE DIETA ISOSITOLO COLINA VITAMINE MINERALI OMEGA 3 MACA FOLICO GINSENG MAGNESIO CONSIGLIATA CIBO CERVELLO MEMORIA.jpgL’inositolo è un composto di origine biologica strutturalmente simile al glucosio, coinvolto in numerosi processi biologici tra cui quello di signalling cellulare, e di elemento strutturale (nella forma coniugata con lipidi). Chiamato anche “Vitamina B7“, può essere sia assunto con la dieta che sintetizzato dall’organismo. L’inositolo gioca un importante ruolo come base strutturale di numerosi messaggeri secondari nelle cellule eucariote ed è una componente molto importante nei lipidi strutturali componenti la cellula.
Nel mondo medico-sportivo viene impiegato per  svariati scopi come promuovere la fertilità femminile, il ripristino della sensibilità all’insulina, come migliorativo della performance in caso di sforzo continuato ed attività fisica di resistenza, la regolazione del metabolismo del grasso corporeo e l’eliminazione del grasso dal fegato ed, ultimo ma più diffuso utilizzo, nella cura dell’ansia. In linea generale gli studi hanno proclamato l’inositolo come uno tra i migliori integratori per il mondo femminile. Di seguito vi presentiamo una lista di benefici che l’inositolo apporta al nostro organismo.

Benefici per la glicemia

L’attivazione del recettore dell’insulina provoca l’assorbimento del glucosio grazie alla mobilitazione di particolari vescicole.Questo si verifica dopo che una serie di intermedi vengono coinvolti. L’inositolo sembra aiutare questo processo di segnalazione dell’insulina aumentandone la velocità. Di conseguenza si è notato che un ingestione di almeno 1 g di inositolo giornaliero sia in grado di esercitare un’azione ipoglicemizzante, abbassando quindi i liveli di glucosio ematico circolante. Questo effetto può essere determinante per un’ integrazione su persone diabetiche o comunque chi cerca di non raggiungere alti picchi glicemici.

Inositolo per dimagrire

Studiando gli effetti benefici che l’inositolo poteva avere sulle donne affette da ovaio policistico, si notarono altre reazioni secondarie su donne sia obese che con un leggero sovrappeso, in maniera più evidente difatti su donne con una massa grassa maggiore del 37%. Si concluse quindi che le donne con difficoltà nel perdere massa grassa potevano trarre beneficio da una supplementazione di almeno 4 g giornalieri di inositolo.

Inositolo per colesterolo ed ipertensione arteriosa

Diversi studi hanno anche confermato un miglioramento nei parametri metabolici monitorati, come quelli del metabolismo del glucosio e della salute cardiovascolare: ad esempio un aumento dei livelli di HDL (il “colesterolo buono”) a discapito dei livelli di LDL (il “colesterolo cattivo”) e trigliceridi nonché una diminuzione della pressione sanguigna. L’inositolo infatti stimola la produzione di lecitina (fosfatidilcolina) nell’organismo, la quale “ripulisce” le pareti delle arterie dai depositi lipidici e li veicola al fegato (dove vengono in parte eliminati attraverso la bile). Allo stesso modo, l’inositolo impedisce che questo organo accumuli troppi lipidi ed “ingrassi” e quindi ha una azione epatopotrettiva nei confronti della steatosi epatica, una patologia legata all’accumulo intracellulare di trigliceridi che comporta una serie di danni fino alla necrosi della cellula epatica.

Inositolo contro depressione e disturbi d’ansia

A livello medico l’inositolo ha trovato ampio spazio nella cura di problemi d’ansia, depressione o disturbi correlati quali sintomi bipolari o bulimia. Spesso infatti anche gli sportivi sottoposti ad un’intensa attività fisica e ad una dieta molto restrittiva possono incappare in episodi di grave stress dovuti ad un allenamento sbagliato, troppo intenso, o da un rammarico per il non raggiungimento di determinati obiettivi. Questa affermazione deriva dai diversi esperimenti condotti su persone affette da disturbi depressivi: in esse erano evidenti livelli di inositolo più bassi del normale. Con una cura di inositolo molto consistente (12 g giornalieri per circa 4 settimane) i sintomi della malattia apparivano alleviarsi. Attenzione però: questi benefici scompaiono appena se ne interrompe l’utilizzo, inoltre l’inositolo è capace di ridurre i sintomi in persone con disordini alimentari solo con dosaggi elevati (18 g giornalieri).

Inositolo nei cibi

Le più generose fonti alimentari sono rappresentate dalla crusca, dai cereali integrali , dal germe di grano, dal lievito di birra, dagli agrumi, dalle carni in genere ed in modo particolare dal fegato. Quest’ultimo rappresenta l’organo chiave per la sua sintesi endogena (un’azione, questa, condivisa con il rene).

Metabolismo dell’inositolo

L’inositolo, che ha formula molecolare identica a quella del glucosio, ma diversa struttura, è sintetizzato a partire dal glucosio 6-fosfato (il primo prodotto della glicolisi); quello in eccesso viene catabolizzato ed eliminato a livello renale. Similmente alle vitamine del gruppo B, l’inositolo è idrosolubile, ragion per cui un’eventuale integrazione è ben tollerata e priva di tossicità. Una volta prodotto, l’inositolo entra nelle cellule, dov’è in gran parte trasformato in fosfatidilinositolo; le azioni biologiche di questa sostanza sono molteplici e per certi versi ancora da chiarire. Sappiamo, ad esempio, che è attivo nelle membrane plasmatiche, dove partecipa, come precursore di secondi messaggeri, ai sistemi di trasmissione dei segnali che controllano l’attività cellulare.

Dosaggio di inositolo

A seconda dell’utilizzo che se ne vuole fare, abbiamo diverse posologie di inositolo:

  • per migliorare la performance aerobica: 750 mg da 1 a 3 volte al giorno;
  • per dimagrire: 4 grammi al giorno;
  • per il trattamento dell’ovaio policistico: il range di dosaggio varia dai 200 ai 400 mg al giorno preferibilmente prima della colazione (la dose di 4000 mg è quella più altamente raccomandata);
  • per il trattamento della depressione e come migliorativo della trasmissione neuromuscolare: il dosaggio richiesto per questo impiego è sicuramente più alto in quanto i primi effetti positivi si notano dai 6 g in su fino ad un dosaggio di circa 14-18 g giornalieri, assunti per vari giorni (generalmente almeno 4 settimane).

Effetti collaterali dell’inositolo

L’inositolo si è mostrato sicuro i tutti i casi studiati su persone adulte. Alcuni effetti collaterali – generalmente associati a sovradosaggio – sono stati riscotrati quali nausea, diarrea e stanchezza generale.

Controindicazioni dell’inositolo ed avvertenze

Le controindicazioni principali riguardano la gravidanza e l’allattamento in quanto non sono stati effettuati studi a sufficienza a riguardo, quindi chiedete al vostro medico se assumere o no inositolo in gravidanza ed allattamento. In ogni caso chiedete consiglio al vostro medico prima di assumere inositolo, soprattutto se soffrite di malattie psichiatriche e/o se assumete farmaci per la cura di malattie psichiatriche.

Il miglior integratore alimentare di inositolo

Il miglior integratore alimentare di inositolo, scelto dal nostro Staff di esperti, è questo: https://amzn.to/3D2BnuY

Altri integratori molto utili per il tuo benessere psico-fisico, sono i seguenti:

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Differenza tra fumo attivo, passivo e terziario

MEDICINA ONLINE CIGARETTE SIGARETTA FUMO PASSIVO ATTIVO TERZIARIO DANNI DIFFERENZE NICOTINA SMETTERE DI FUMARE NO STOP SMOKING CANCRO POLMONE TOSSICODIPENDENZA VIZIO ARIA TUMORE.jpgFumo attivo (o “diretto” o “centrale”)

Il fumo attivo, chiamato anche diretto o centrale (in inglese “mainstream smoke”), è quello inalato e aspirato direttamente dalla sigaretta accesa, dal fumatore stesso, cioè dalla persona che fuma la sigaretta. Una persona vicina al fumatore NON aspira fumo “attivo”.

Fumo passivo (o “secondario”, “indiretto”, “laterale”)

Il fumo attivo, una volta emesso nell’ambiente, diventa fumo passivo, chiamato anche “secondario”, “indiretto” o “laterale” (in inglese “sidestream smoke”). Il fumo passivo è aspirato involontariamente da persone poste nelle vicinanze di una fonte di fumo attivo, rappresentato sia dal prodotto della lenta combustione della sigaretta, sia quello prodotto dall’espirazione del fumo dal fumatore.

Fumo terziario

Il fumo terziario è meno conosciuto degli altri due tipi e per certi versi, proprio per questo, paradossalmente potenzialmente più pericoloso. Il fumo terziario è rappresentato dalle sostanze nocive derivate dal fumo di sigaretta, che si depositano invisibili su vestiti, letti, coperte, tende, mobili. Supponiamo ad esempio che vi andiate a fumare una sigaretta sul balcone: evitate ai vostri figli il fumo passivo ma parte delle sostanze nocive sprigionate rimangono “appiccicate” addosso ai vostri vestiti e quando tornate in casa e vi avvicinate ai vostri figli, loro le ispireranno. Un altro esempio tipico è soggiornare in una stanza d’albergo precedentemente abitata da qualcuno che ci ha fumato dentro: anche se apparentemente pulita, questa stanza rappresenta una sorta di “camera a gas” per voi e soprattutto per i vostri figli, specie entro i primi anni di vita ed ancor di più se il bimbo ha meno di 12 mesi ed il suo sistema respiratorio è ancora molto delicato.

Per approfondire, leggi:

I migliori prodotti per il fumatore che vuole smettere di fumare

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche, pensati per il fumatore che vuole smettere di fumare o che ha smesso da poco:

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Differenza tra pene circonciso e “normale”: vantaggi e svantaggi

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Un pene, in assenza di malformazioni, è fisiologicamente costituito dall’asta peniena e dal glande, quest’ultimo corrisponde all’apice del pene e la sua forma “aerodinamica” facilita l’entrata del pene nella vagina durante un rapporto sessuale. Il glande è normalmente ricoperto da una piega cutanea chiamata “prepuzio” che può essere abbassata per scoprire il glande, il quale è uno dei punti erogeni più importanti nell’uomo, avendo una sensibilità decisamente superiore rispetto alla cute prepuziale. Durante un rapporto sessuale, complici i liquidi lubrificanti prodotti dalla donna e soprattutto l’attrito del pene sulle pareti vaginali, il prepuzio tende a scoprirsi in modo naturale, a meno che non siano presenti problemi che ne impediscano lo scivolamento, come la fimosi (cioè la difficoltà a retrarre parzialmente o totalmente il prepuzio). A tal proposito, leggi anche: Quando scoprire il glande è doloroso: fimosi, cos’è e come si cura

Pene circonciso e circoncisione del pene: cosa significano?

La circoncisione del pene consiste nella rimozione chirurgica totale o parziale del prepuzio. Quando si rimuove chirurgicamente il prepuzio, il pene si dice “circonciso” (in inglese “circumcised penis”). La circoncisione è una operazione chirurgica piuttosto semplice, tuttavia – se eseguita da mani non esperte – può determinare rischi anche gravi per il paziente, come infezioni, sanguinamento e danni al glande o ad altre strutture peniene, come confermato da tre recenti drammatici fatti di cronaca, uno avvenuto a Monterotondoil secondo successo a Bologna ed il terzo a Genova. Un pene circonciso è perfettamente “normale” sotto tutti i punti di vista morfologici e funzionali, tuttavia non possiede il prepuzio, col risultato che il glande rimane perennemente scoperto, al contrario di un pene non circonciso dove il glande rimane sempre coperto dal prepuzio, salvo i casi in cui viene volontariamente scoperto dal soggetto – ad esempio durante la masturbazione – o si sposta in basso involontariamente durante un rapporto sessuale con penetrazione vaginale o anale.

Circoncisione: per quali motivi si effettua?

La circoncisione non è una pratica moderna: questa tecnica è anzi millenaria e la prima testimonianza di essa risale addirittura 4300 anni fa nell’Antico Egitto. Attualmente è una pratica ancora molto diffusa: si calcola che nel mondo un uomo su tre sia circonciso. La circoncisione viene oggi eseguita per lo più per motivi religiosi e culturali ma anche per curare la prima citata fimosi. Un motivo per cui alcuni praticano da adulti la circoncisione oggi potrebbe essere quello “estetico” ad imitazione della maggior parte degli attori pornografici. Si pensa che uno dei motivi che storicamente hanno portato alla diffusione di tale pratica, sia quello “igienico”: l’assenza del prepuzio impedisce infatti l’accumulo di sporcizia e smegma che potrebbe determinare pericolose infezioni, fatto che ora è più difficile a verificarsi grazie ai numerosi prodotti detergenti in commercio, ma non altrettanto raro in tempi antichi, dove una banale infezione al pene poteva determinare l’impossibilità ad avere figli o addirittura la morte. Per approfondire, leggi anche:

Pene circonciso: quali sono le differenze?

Alcuni affermano che la circoncisione renda il glande più sensibile, ma ciò è vero solo nei primi periodi successivi all’intervento: essendo il glande protetto dal prepuzio, nel momento in cui il prepuzio viene eliminato, sicuramente sarà più esposto a stimoli tattili durante la giornata e ciò lo renderà apparentemente più sensibile, ma in realtà durante un rapporto sessuale il glande di un individuo circonciso NON è più sensibile di uno non circonciso, anzi potrebbe essere vero il contrario! Il glande perennemente esposto nel circonciso può andare incontro ad “ispessimento” della sua superficie a causa dell’accumulo di cheratina protettiva, che alla lunga lo porta ad essere meno sensibile. Alcuni affermano inoltre che un pene circonciso sia più “igienico” ma questo è vero solo in parte: non avere il prepuzio da una parte impedisce l’accumulo di sporcizia e smegma nel solco balano-prepuziale, però dall’altra espone il glande ad altri traumi ed infezioni che l’azione protettiva del prepuzio invece avrebbe – almeno in parte – impedito. E’ però necessario ricordare che nel momento in cui il prepuzio viene srotolato, in alcuni casi esso potrebbe lievemente “restringere” il diametro dell’asta peniena proprio al di sotto della corona del glande. Ciò normalmente non determina alcun problema, tuttavia, in caso di prepuzio non particolarmente elastico, potrebbe andare a contrastare il flusso sanguigno e l’erezione ed in teoria diminuire lievemente l’afflusso di sangue al glande, rendendolo meno turgido e sensibile. Una leggenda popolare dice che la circoncisione può aumentare la lunghezza del pene: ma è davvero così? Ovviamente la circoncisione NON è in grado in alcun modo di aumentare la lunghezza reale del pene ed anzi, andando ad eliminare anche la parte di prepuzio che sporge dall’apice del glande, in teoria va ad accorciarlo visivamente di alcuni millimetri quando non è scoperto.

Leggi anche: Ecco come viene effettuata la circoncisione del prepuzio del pene [VIDEO]

Uomo circonciso: sesso migliore?

Come abbiamo visto, non esiste una condizione del tutto migliore dell’altra, anche perché gli studi volti a dimostrare ipotetici vantaggi nella vita sessuale degli uomini con il pene circonciso non hanno riscontrato differenze degne di nota rispetto a quelli con pene non circonciso. Anche le testimonianze di alcuni nostri pazienti circoncisi in età adulta hanno mostrato risultati del tutto contrastanti tra loro: alcuni soggetti non hanno notato alcun cambiamento, altri riferiscono di sentirsi più sicuri e “sensibili” durante l’attività sessuale, mentre altri ancora – circoncisi da molti anni – hanno ammesso una certa perdita di sensibilità del glande ed il rimpianto di non aver una parte del corpo con cui poter “giocare” con il/la partner o masturbarsi con più facilità. I circoncisi sembrerebbero tuttavia in teoria possedere la capacità di durare lievemente più a lungo nel rapporto sessuale, proprio in virtù di una minore sensibilità del glande. La materia rimane ad oggi molto dibattuta.

Leggi anche:

Come cambia la sensibilità femminile durante la penetrazione di un pene circonciso?

Quando un pene non circonciso eretto penetra in una vagina, il glande si scopre a causa dell’attrito quindi, quando il pene è nella vagina, sia l’uomo che la donna proveranno le medesime emozioni e non esistono differenze tra un pene circonciso ed uno non circonciso. Le differenze sono minime a patto però di avere una lubrificazione adeguata: sia la mancanza sia un eccesso di lubrificazione potrebbero impedire al pene non circonciso il naturale srotolamento del prepuzio, soprattutto se le pareti vaginali non sono più toniche, rendendo meno appagante il rapporto.

Leggi anche: Le dimensioni del pene contano o no? Le confessioni senza censura delle mie pazienti ed i loro consigli per avere un pene più bello

Integratori efficaci nel migliorare quantità di sperma, potenza dell’erezione e libido sia maschile che femminile

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto, aumentando la quantità di sperma disponibile, potenziando l’erezione e procurando un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna:

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Come cambiano i testicoli e lo scroto con l’età?

MEDICINA ONLINE SESSO SESSUALITA ANZIANO 40 50 60 70 ANNI YO VECCHIO OLDIE PENE SPERMA EREZIONE RAPPORTO VIAGRA FARMACI PENETRAZIONE DISFUNZIONE ERETTILE ANSIA PRESTAZIONE IMPOTENZA LIQUL’invecchiamento fisiologico dell’organismo dell’uomo ha delle ripercussioni ben note non solo sugli organi interni come ad esempio cuore, polmoni ed intestino, ma anche sulla funzione sessuale, che si riflettono nel calo del testosterone, nelle difficoltà d’eccitazione ed erezione. Alcuni uomini sperimentano anche una notevole difficoltà nel raggiungere l’orgasmo ed una diminuzione sia del volume spermatico che della qualità dello stesso, mentre non di rado subentrano problemi di prostata ingrossata e disturbi della funzione urinaria. Ma non solo: anche lo stesso organo sessuale maschile, il pene per l’appunto, i testicoli e lo scroto possono subire variazioni.

Leggi anche: Il pene e il glande cambiano colore negli anni?

Come cambiano i testicoli con l’età?

I testicoli di un giovane adulto sano sono due, sono simmetrici o lievemente asimmetrici, e presentano consistenza duro-elastica, superficie liscia e forma ovoidale. Le loro dimensioni medie sono:

  • 3,5 – 4 cm di lunghezza;
  • 2,5 cm di larghezza;
  • 3 cm di diametro anteroposteriore.

A partire dai 40 anni il volume dei testicoli tende però gradualmente a diminuire di alcuni millimetri. Tale diminuzione diventa generalmente evidente intorno ai 50 anni di età, quando la lunghezza tende ad oscillare tra i 3 ed i 3,5 cm e la larghezza è mediamente al di sotto dei 2,5 cm . La diminuzione del volume è ancora più evidente dopo i 65 anni, quando la lunghezza oscilla generalmente tra i 2,5 ed i 3 cm, con una larghezza media di circa 2 cm. Negli anni i testicoli perdono inoltre parzialmente parte della consistenza duro-elastica. La diminuzione volumetrica testicolare, pur andando di pari passo con una minore quantità e qualità dello di sperma, non intacca tuttavia la possibilità dell’uomo di fecondare una donna: al contrario di quest’ultima che va incontro a menopausa, l’uomo può infatti diventare padre virtualmente a qualsiasi età

Leggi anche: Fino a che età un uomo può avere figli?

Perdita di sensibilità dello scroto

Con l’invecchiamento fisiologico dell’uomo – oltre alla diminuzione volumetrica del testicolo che si associa a calo della libido, della potenza eiaculatoria e di quella erettile – a causa della diminuita qualità della circolazione sanguigna nello scroto, anche quest’ultimo tende a cambiare. Generalmente intorno ai 60 anni la sensibilità della pelle dello scroto tende ad essere circa un terzo di quella posseduta 40 anni prima. A ciò si associa una costante diminuzione dei peli scrotali, parallela a quella che si verifica sul pube: ciò si verifica a causa dei valori più bassi di testosterone in circolo. Lo scroto appare inoltre meno “pieno” e la pelle scrotale, avendo una elasticità minore, può apparire più rugosa e di colore meno “vitale” a causa della minor qualità della microcircolazione sanguigna. Tutto ciò però non determina necessariamente un calo della soddisfazione sessuale: questa è infatti frutto di numerose alchimie psicofisiche nel rapporto di coppia che nulla hanno a che vedere con le dimensioni del pene, dei testicoli o della minore elasticità della cute scrotale!

Leggi anche: Il pene si accorcia o no con l’età? Come le misure cambiano negli anni

Quali sono le cause patologiche di testicolo piccolo?

I testicoli possono diminuire in grandezza rispetto alla media anche per via di varie patologie e condizioni, come ad esempio:

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HP significato nel body building, esempi e come si calcola

MEDICINA ONLINE FITNESS WOMAN PESI PALESTRA GIRL HP PESO ALTEZZA SPORT GINNASTICA STRETCHING GYM WORKOUT PROTEINE INTEGRATORI AMINOACIDI BCAA GLUTAMINA ALFA LIPOICO CARNITINA TERMOGENICO MUSCOLI MASSA GRASSA CARDIO.jpgSpesso si sente parlare di “HP” o “H/P” nel body building o comunque in ambito sportivo: cosa significa questa sigla?

HP o H/P rappresenta semplicemente il rapporto fra peso (P) ed altezza (H) di un individuo. Il segno + o – seguito da un numero, indica quanto è rispettivamente vantaggioso o svantaggioso questo rapporto, fatto che può far rapidamente intuire quali potrebbero essere le condizioni dell’individuo.

Come si calcola l’HP (esempio con peso “più grande” dell’altezza)

  1. prendi le ultime due cifre della tua altezza espressa in centimetri (ad esempio 83 se sei alto 183 cm);
  2. prendi il tuo peso (ad esempio 90 kg);
  3. sottrai il numero più piccolo tra i due a quello più grande (nel nostro caso 90 – 83 = 7);
  4. poiché il tuo peso è più grande delle ultime due cifre della tua altezza, inserisci il segno +. Nel nostro caso siamo HP+7.

Questo sistema è valido se sei alto fino a 199 cm. Se sei alto da 200 cm in su, devi prendere il valore in cm della tua altezza e togliere 100. Ad esempio se sei alto 214 cm, il valore da rapportare con il peso NON sarà 14, bensì 214 meno 100, quindi 114.

Come si calcola l’HP (esempio con altezza “più grande” del peso)

  1. prendi le ultime due cifre della tua altezza espressa in centimetri (ad esempio 83 se sei alto 183 cm);
  2. prendi il tuo peso (ad esempio 75 kg);
  3. sottrai il numero più piccolo tra i due a quello più grande (nel nostro caso 83 – 75 = 8);
  4. poiché il tuo peso è più piccolo delle ultime due cifre della tua altezza, inserisci il segno -. Nel nostro caso siamo HP-8.

Anche in questo caso, questo sistema è valido se sei alto fino a 199 cm. Se sei alto da 200 cm in su, devi prendere il valore in cm della tua altezza e togliere 100.

In pratica il numero dopo il + indica i kg in più rispetto alle ultime due cifre dell’altezza espressa in cm (o alla tua altezza sottratta di 100 se sei alto oltre i 200 cm), invece il segno – indica i kg in meno rispetto alle ultime due cifre dell’altezza espressa in cm (o alla tua altezza sottratta di 100 se sei alto oltre i 200 cm).

Esempi

Alcuni esempi pratici:

  • se un individuo è alto 160 cm e pesa 55 kg sarà HP-5
  • se un individuo è alto 170 cm e pesa 80 kg sarà HP+10
  • se un individuo è alto 170 cm e pesa 75 kg sarà HP+5
  • se un individuo è alto 170 cm e pesa 64 kg sarà HP-6
  • se un individuo è alto 175 cm e pesa 85 kg sarà HP+10
  • se un individuo è alto 175 cm e pesa 82 kg sarà HP+7
  • se un individuo è alto 175 cm e pesa 70 kg sarà HP-5
  • se un individuo è alto 175 cm e pesa 65 kg sarà HP-10
  • se un individuo è alto 175 cm e pesa 75 kg sarà HP 0 (“HP zero” oppure semplicemente “HP”)
  • se un individuo è alto 172 cm e pesa 63 kg sarà HP-9
  • se un individuo è alto 180 cm e pesa 90 kg sarà HP+10
  • se un individuo è alto 185 cm e pesa 90 kg sarà HP+5
  • se un individuo è alto 185 cm e pesa 79 kg sarà HP-6
  • se un individuo è alto 190 cm e pesa 95 kg sarà HP+5
  • se un individuo è alto 190 cm e pesa 102 kg sarà HP+12
  • se un individuo è alto 200 cm e pesa 97 kg sarà HP-3
  • se un individuo è alto 200 cm e pesa 104 kg sarà HP+4
  • se un individuo è alto 210 cm e pesa 106 kg sarà HP-4
  • se un individuo è alto 210 cm e pesa 113 kg sarà HP+3

In una gara la sigla HP fino a 170 cm +3 kg sta ad esempio ad indicare che sono ammessi soggetti con altezza massima di 170 cm e un peso massimo di 73 kg (ovvero 70+3 kg).

La sigla HP fino a 180 cm +5 kg sta invece ad indicare che a quella gara sono ammessi soggetti con altezza massima di 180 cm e un peso massimo di 85 kg (ovvero 80+5 kg).

I migliori integratori per lo sport

I migliori integratori alimentari scelti, selezionati ed usati dal nostro Staff di esperti, sono:

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Glande del pene: funzioni, anatomia ed immagini

MEDICINA ONLINE TESTICOLI ANATOMIA ANSIA DA PRESTAZIONE SESSO TRISTE SESSUALE PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE COPPIA PSICOLOGIA LETTO PENETRAZIONE UOMO DONNA LIBIDO SPERMA PIACERE MALE GENITALIA SEXCon “glande” (anche chiamato “balano“) in anatomia umana si intende la struttura sensitiva apicale che si trova all’estremità distale Continua a leggere

Sangue mestruale nero, scuro, denso, grumoso e maleodorante

MEDICINA ONLINE VISITA MEDICA GINECOLOGICA COMPLETA VIDEO VULVA GENITALI INTERNI ESTERNI STUDIO VAGINA UTERO ESAME ECOGRAFIA TRANSVAGINALE FIBROMI POLIPI TUMORE CANCRO GRAVIDANZA INCINTA CISTI OVAIO PAP TEST ETAIl flusso mestruale è composto da cellule della mucosa uterina (l’endometrio) e sangue, proviene dall’utero ed attraversa la vagina per dirigersi all’esterno tramite l’apertura vaginale durante il ciclo mestruale. Ad alcune donne capita, a volte, di avere un flusso mestruale tendente al marrone scuro o addirittura al nero, oppure più denso e di cattivo odore rispetto al solito, e spesso ci si preoccupa molto, sebbene non sempre ce ne sia motivo. Le cause possono essere diverse anche se in ogni caso è bene evitare l’auto-diagnosi e rivolgersi al proprio ginecologo per ulteriori accertamenti, come visita ginecologica ed ecografia, per escludere gravi patologie.

Cause di sangue mestruale scuro e denso

Le mestruazioni subiscono normali variazioni sia durante il ciclo mestruale stesso, che durante la vita di una donna: età ed altri fattori, ad esempio, possono portare dei cambiamenti normali e non per questo allarmanti. C’è chi soffre di mestruazioni lunghe – con sintomi, cause e rimedi precisi – c’è chi ha mestruazioni abbondanti – risolvibili, a volte, con rimedi naturali – e c’è chi può assistere alla comparsa di un ciclo mestruale scuro. Se si manifesta un ciclo mestruale più scuro del solito generalmente non ci si deve preoccupare: può trattarsi, infatti, anche di semplici irritazioni o infiammazioni. Quando le mestruazioni volgono al termine, il sangue rimasto all’interno della vagina e sull’utero può essere espulso, come processo naturale di pulizia del corpo: in questo caso, ad esempio, il cambio di colore può essere imputato semplicemente al tempo trascorso ed il colorito marrone ne è la normale conseguenza, trattandosi di sangue più coagulato del solito.

Gravidanza e menopausa

Durante la gravidanza possono spesso presentarsi la perdita di macchie scure del tutto normali: la fecondazione di un ovulo, infatti, può causare il danneggiamento del rivestimento dell’utero – ricco di sangue – portando a delle perdite marroni; ciò può avvenire, più o meno, a 6-12 giorni dall’ovulazione. Anche l’insorgere della menopausa può causare perdite marrone chiaro o scuro – a volte, anche tendenti al giallastro – insieme a secchezza vaginale, eventi generalmente normali.

Leggi anche: Perdite bianche, gialle marroni in gravidanza: quando preoccuparsi e cosa fare?

Cause patologiche

Non sempre le alterazioni del normale flusso mestruale sono però fisiologiche: esistono molte diverse cause patologiche più o meno gravi. Ad esempio una alterazione del sangue mestruale può essere determinata da un’eliminazione disfunzionale dell’endometrio ed in questo caso i sintomi continueranno anche molti giorni dopo la fine delle mestruazioni; una malattia infiammatoria pelvica può, poi, portare perdite scure, grumose e/o maleodoranti – oltre a mancanza di appetito, infertilità e dolori addominali. Alterazioni simili si possono verificare anche in caso di gonorrea, clamidia ed endometriosi. Infine, anche la presenza di determinate allergie, cisti dell’utero, polipi e fibromi – piccoli tumori benigni – lesioni cancerose, malattie autoimmuni, tossicodipendenza, stress, depressione, disturbi del comportamento alimentare, dismenorrea, uso di determinati contraccettivi, alterazione della normale coagulazione del sangue e minzioni e defecazioni anomale possono essere causa e/o sintomi correlati ad alterazioni del ciclo mestruale.

Rimedi per un flusso mestruale alterato

I rimedi variano da caso a caso, poiché dipendono dalle cause a monte che hanno determinato l’alterazione del flusso mestruale, cause che – come abbiamo visto – sono estremamente varie e possono essere più o meno gravi. Se si tratta di endometriosi basta un intervento tempestivo ed un trattamento adeguato. In casi di stress, depressione o disturbi del comportamento alimentare, per esempio, occorrerà agire su questi problemi a livelli diversi per poter risolvere il problema dell’alterazione del flusso. Importante sempre eseguire una visita ginecologica con ecografia (anche transvaginale se necessaria) e – ogni due anni dopo i 25 anni di età – un PAP test.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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