Come evitare di riprendere peso dopo aver fatto la dieta

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DIMAGRIRE GRASSO DIETA DIETOLOGIA CALORIE IPOCALORICA OBESO OBESITA SOVRAPPESO KG BILANCIA JEANS PANTALONIIl momento peggiore di una dieta non è quando la si segue, ma quando la si interrompe o la si termina una volta raggiunto il peso ideale. Da lì in avanti comincia la fase del mantenimento che, specie nei primi tempi, è difficile quasi come quando ci si privava del cibo, tuttavia si deve tenere duro: dopo tutti gli sforzi fatti per perdere peso, sarebbe un peccato tornare punto e a capo! Ecco alcuni facili consigli per non riprendere chili e vanificare tutti gli sforzi fatti.

Non ritornare a mangiare come prima della dieta

Se alla fine di un periodo in cui si è perduto molti chili si ricomincia a mangiare come un tempo, il grasso tornerà a farci visita velocemente: si ingrassa sempre a causa di una alimentazione sbagliata per il proprio fisico ed è ovvio che si ricomincia a mangiare come un tempo. Chiaramente, specie per i regimi dietetici molto drastici, diventa difficile pensare di poter seguire vita natural durante le tabelle che ci hanno permesso di dimagrire, ma bisogna entrare nell’ordine di idee che il nostro rapporto con la tavola non tornerà più quello di un tempo e dovrà assomigliare a quello che abbiamo tenuto durante la dieta.

Reintegrare i cibi

Dopo una dieta, bisogna reintegrare nella propria alimentazione tutti i cibi. Ma attenzione, per essere sicura di non riprendere peso ti consiglio di procedere passo dopo passo, per aumentare progressivamente l’apporto energetico globale della tua giornata. Comincia con l’aggiungere un frutto la mattina per alcuni giorni; poi aumenta la quantità di farinacei a pranzo; alcuni giorni dopo integra un latticino (formaggio compreso). Dopo un po’ di tempo potrai finalmente concederti un quadretto di cioccolato a merenda. Un consiglio che do sempre ai miei pazienti è quello di tenere un diario alimentare: vi aiuterà a capire cosa e quanto state mangiando e a capire quali alimenti fanno ingrassare e quali no.

Leggi anche: Qual è la giusta percentuale di grasso che dobbiamo avere nel corpo?

La spesa

Meglio farla a stomaco pieno, in un supermercato non troppo grande (per ridurre le tentazioni). La cosa migliore: andare al mercato, dove non si può riempire il carrello fino all’orlo, ma dove è possibile comprare cibi in piccole quantità e di migliore qualità.

I pasti

Mangia seduta, in coppia, in famiglia o con gli amici, sarà più piacevole e il cibo non sarà la tua unica fonte di soddisfazione. Non fare nient’altro allo stesso tempo (spegni la tv). Serviti in piatti piccoli (avrai l’impressione di aver mangiato di più).

Gli spuntini

Abbi sempre a portata di mano dei cibi poco calorici, ma che ti piacciono, da sgranocchiare in caso di fame improvvisa: yogurt magro, prosciutto sgrassato, petto di pollo, surimi, pomodorini…

Quando inviti amici a cena

E’ la situazione più facile da gestire, perché controlli tu la preparazione dei piatti.

  • Aperitivo, presenta un pinzimonio di verdure e salsine light, oltre alle solite patatine, che tu non toccherai. Dal punto di vista delle bevande, privilegia champagne o succo di pomodoro.
  • Antipasto, opta per un’insalata mista, con frutti di mare, prosciutto o formaggio a dadini, salmone affumicato. – Piatto principale, servi del pollo o del tacchino, o del pesce con verdure e farinacei. Con condimento a parte.
  • Dolce (evita il formaggio), prepara un dolce a base di frutta.

Sei invitato a cena

E’ difficile rifiutare una portata, con il pretesto che è troppo dolce o troppo grassa! La tua strategia: assaggia tutto, ma in piccole quantità per i piatti più calorici.

  • Aperitivo, chiedi un succo di frutta o un bicchiere di vino. Evita le patatine. O tienine un po’ in mano per evitare di servirti di nuovo quando ti vengono fatte passare.
  • Antipasto e piatto principale, dimenticati il pane e le salse. Favorisci le proteine e le verdure per saziarti e far onore a chi ti ha invitato.
  • Dolce e formaggio, afferma di “non avere più fame” per evitare il formaggio. Per quanto riguarda il dolce, prendine una porzione piccola, “tanto per gradire”.

Consigli sempre utili

  • Non saltare i pasti: il tuo organismo creerebbe delle riserve caloriche al prossimo pasto.
  • Se hai in programma una cena copiosa, evita i farinacei e i cibi grassi a pranzo.
  • Se fai uno strappo alla regola a pranzo, alleggerisci la cena accontentandoti di zucchine, pomodori, pesce magro o crostacei. Evita frutta e grassi.
  • Se lo strappo alla regola è rilevante, i giorni successivi adotta dei menù a base di proteine magre e verdure, senza farinacei né grassi. Un apporto calorico limitato per 1 o 2 giorni compensa il sovrappiù energetico, e non si vedrà il cambiamento sulla bilancia.
  • Non sentirti in colpa: fare uno strappo alla regola ogni tanto non è grave.
  • Rimani ragionevole con le concessioni: alcuni quadretti di cioccolato (possibilmente fondente) vanno bene, ma non tutta la barretta! Evita anche che capiti troppo spesso, una volta alla settimana basta.
  • Se hai spesso voglia di mangiare, non dimenticare lo spuntino! E’ permesso e addirittura consigliato.

L’attività fisica dopo la dieta

Durante la dieta è stato sicuramente fatto dell’attività fisica, fosse solo una passeggiata di un’ora a giorni alterni: deve restare una buona abitudine. Infatti, nel corso delle settimane o dei mesi in cui si è perso grasso in eccesso, non solo lo sport ha velocizzato il raggiungimento degli obiettivi, ma l’organismo ha memorizzato che parte delle riserve energetiche sarebbero servite per compiere degli sforzi fisici: se si interrompe tutto drasticamente, l’organismo immagazzinerà quell’energia sotto forma di grasso. Non solo: una corretta attività fisica tiene in buona salute l’apparato cardiocircolatorio e quello muscolo-scheletrico. Gli sport aerobici per eccellenza, ciclismo, corsa e nuoto, sono abitudini che andrebbero prese durante un periodo di regime alimentare controllato: non perdetele.

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Per tenersi in forma

  • Camminare: almeno 30 minuti al giorno, per andare al lavoro, dare la spesa, portare fuori il cane.
  • Un’attività cardiovascolare (marcia veloce, footing, nuoto, bicicletta…): almeno 45 minuti una volta alla settimana o due (meglio). Indispensabile per bruciare le calorie e anche per consumare le riserve di grasso dell’organismo (glutei, cosce, pancia).
  • Esercizi di ginnastica, 10 minuti tutte le mattine variando i gruppi muscolari da esercitare (cosce/addominali/glutei). Più muscolosa sei, più calorie bruci a riposo.
  • Non stupirti se aumenti di peso: i muscoli pesano di più del grasso, ma , in compenso, occupano meno spazio. L’ideale sarebbe comprare una bilancia che misuri la massa grassa e la massa magra.

La bilancia è la tua migliore alleata

Sebbene l’abbiate odiata, la bilancia non vi è nemica, ma al contrario è la vostra migliore alleata. Continuate ad usarla: senza pesarvi tutti i giorni, ma scegliendo un giorno fisso in cui controllare il peso; per esempio pesatevi ogni venerdì mattina, nelle stesse condizioni ogni volta e annotate il risultato: se è stabile, significa che quello che avete fatto durante la settimana precedente è stato corretto; se ci sono variazioni di peso, in più o in meno, significa che bisogna cambiare qualcosina. Oscillazioni di peso di un chilo ogni sei/sette giorni, sono normalissime, ma se vedete che, rispetto alle due o tre settimane precedenti c’è un aumento di peso, bisogna intervenire, magari recuperando la dieta fatta un tempo o aumentando l’attività fisica fin quando, pesandovi i successivi venerdì, non sarete rientrati nel peso forma. Importante infine il calcolo delle masse magre e grasse con la bioimpedenziometria, dal momento che il peso corporeo – da solo – non ci può dire con esattezza se la nostra alimentazione ci sta facendo ingrassare o dimagrire.

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Noia, rabbia e delusioni amorose ci fanno mangiare di più

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FRAGOLE FRUTTA DOLCI CALORIE GRASSI DIETA DIMAGRIRE PASTARELLEUna serata casalinga davanti alla tv rischia di rendere irresistibile la tentazione di uno spuntino? La rabbia verso un collega di lavoro maleducato vi ha fatto divorare dolci a non finire in pausa pranzo? Le delusioni d’amore rendono indispensabile generi di conforto come gelato e cioccolato? Attenzione: noia e rabbia non rovinano solo la nostra qualità della vita, ma rischiano anche di farci ingrassare e questo vale per le donne molto più che negli uomini.

Nelle donne l’aumento di peso è strettamente legato all’insoddisfazione, alla noia, alla frustrazione, alle delusioni sentimentali: lo dimostra una ricerca inglese che evidenzia come il continuo bisogno di mangiare non sia strettamente correlato alla semplice fame. Su commissione dell’azienda inglese Appesat sono state infatti intervistate 5 mila persone adulte, sia maschi sia femmine, commissionate da un’azienda inglese.

Dai risultati si delinea un quadro molto chiaro: le donne tendono ad ingrassare maggiormente in situazioni legate alla noia. In questi casi infatti le donne che hanno partecipato alla ricerca hanno ammesso di mangiare di più in momenti di tedio. La situazione peggiora ulteriormente se oltre alla monotonia della vita si trovano a dover affrontare anche emozioni come la rabbia o la frustrazione spesso legate all’ambiente familiare – o professionale – e alla situazione sentimentale. La cosa interessante è che gli stessi risultati non vengono confermati invece dalle interviste con il campione maschile.

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Bikini Bridge, la nuova moda spopola sulla rete ma è polemica: rischio anoressia

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Chirurgia Estetica Roma Cavitazione Pressoterapia Massaggio Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Peso Dieta Sessuologia PSA Pene Laser Filler Rughe Botulino BIKINI BRIDGE NUOVA MODA RETE ANORESSIA 1Non c’è pace per gli esibizionisti del web. Dopo il Selfie e il Belfie – ovvero l’autoscatto del proprio “lato B” – dalla scorsa estate è diventato famoso un nuovo fenomeno che ha spopolato e sta ancora spopolando sul web: il bikini bridge. Un curioso trend fotografico che sta facendo impazzire da mesi gli internauti. Di cosa si tratta? Il termine si riferisce a quel “ponte” che il pezzo inferiore del costume femminile forma quando una ragazza ha le ossa dell’anca molto sporgenti. E non importa quale mese dell’anno sia, sono tantissimi a condividere foto di bikini bridge, con l’intimo stesi su un letto o col costume da bagno sdraiati su un lettino sulla spiaggia.

Leggi anche: Mi dicevano “sei grassa” così decisi che non avrei mangiato più. Mai più. La testimonianza di una paziente anoressica

Social e rischio anoressia

Le amanti del “bikini bridge” non perdono occasione per pubblicare sui social le immagini in cui il “ponte” è ben visibile. Su Facebook sono nate migliaia di pagine dedicate alla nuova ossessione social, mentre su Instagram e Twitter per mesi ha spopolato l’hashtag #bikinibridge. Insieme al clamore, però, è arrivata anche la polemica, proprio come accaduto nel caso del thigh gap (clicca qui per scoprire di cosa si tratta). Per ottenere il migliore effetto bikini bridge, infatti, è necessario che le ossa dell’anca siano piuttosto sporgenti. La donna protagonista della foto, dunque, deve essere molto magra, dal ventre piatto e senza un filo di ciccia. Questo, se da un lato ha esaltato gli amanti del corpo perfetto, dall’altro ha irritato chi vede in queste mode fotografiche un pericolo per la lotta contro l’anoressia.

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Etichetta con meno calorie? Ingrassiamo di più!

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SUPERMERCATO MARKET CIBO SPESA CIBO CARRELLO COMPRARE ETICHETTA ALIMENTI DIETA FAMIGLIA FIGLI GENITORI BAMBINIL’etichetta nutrizionale serve ai consumatori per fare scelte informate e consapevoli. Se fosse compilata in modo corretto e fornisse davvero tutte le informazioni necessarie per farsi un’idea di cosa si sta acquistando, il che non sempre accade, si potrebbe essere d’accordo. Ma un’affermazione come questa resta molto imprecisa perché non tiene conto di un elemento determinante nelle decisioni di consumo: il condizionamento psicologico.

Un team internazionale di ricercatori, nordirlandesi, inglesi e canadesi, ha appurato che esiste un legame tra ciò che viene riportato in etichetta e le modalità con le quali gli alimenti vengono consumati, ma è di verso opposto a quello che pensavamo. In pratica presentando una pietanza come povera di grassi o a basso contenuto calorico, il rischio è che il consumatore sia spinto ad assumerne quantità maggiori, vanificando quindi l’eventuale minore apporto energetico.

Gli studiosi lo hanno scoperto arruolando 48 adulti tra i 23 e i 50 anni per tre giorni di esperimento, con intervalli di due settimane uno dall’altro. Il pasto di prova, da consumare a pranzo, era sempre lo stesso: pollo al curry con riso, accompagnato però ognuna delle tre volte da un’etichetta nutrizionale diversa. Rispetto all’etichetta standard, presentata al primo giorno di esperimento, l’etichetta che descriveva la pietanza come “low fat” e a basso contenuto calorico ha stimolato i partecipanti a mangiare mediamente 28 grammi di cibo in più, corrispondenti a 39 calorie.

Nonostante le persone fossero ugualmente sazie il giorno dell’etichetta low fat e il giorno in cui invece il pasto era accompagnato da un’etichetta che evidenziava un elevato contenuto di grassi, dichiaravano di sentire il desiderio di mangiare di più in presenza di un’etichetta “favorevole”. E così è stato. E se 28 grammi, o 39 calorie, vi sembrano pochi, è con l’accumulo quotidiano di quantità aggiuntive di cibo ed energia che si mette su peso. Se questo comportamento non è auspicabile per nessuno, va preso ancor più sul serio quando a metterlo in pratica sono persone che hanno già problemi di peso e che proprio per questo scelgono cibi dietetici pensando di limitare l’introito calorico.

I vantaggi derivanti dal mangiare cibi sani sarebbero vanificati dal consumo eccessivo indotto dalle etichette che, per molti, sono l’equivalente di un “permesso” per mangiare maggiori quantità di un determinato alimento. Se il surplus calorico non è controbilanciato da una maggiore spesa energetica però, ovvero se mangiando di più non ci si premura anche di consumare di più, si ottiene il risultato contrario di quel che si voleva: l’ago della bilancia inevitabilmente sale.

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Fotografare il cibo fa dimagrire: la “Istagram diet”

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PASTA DIETA MEDITERRANEA CUCINARE CIBO DIETA DIMAGRIRE CUCINA (8)Con la diffusione degli smartphone ormai è possibile immortalare qualsiasi cosa in qualsiasi momento, per poi condividerla sui social network. E in pochi resistono alla voglia proprio di condividere alcuni piatti speciali, magari gustati in vacanza o in qualche tipico o fascinoso ristorante. Sono poi molti anche coloro che si dilettano nel mostrare le proprie doti culinarie. Gli esperti non hanno dubbi: l’effetto generato è quello di creare senso di sazietà, rendendo i cibi meno piacevoli da gustare al palato e dunque in qualche modo aiutando la linea.

Per dimostrarlo, Ryan Elder e Jeff Larson, professori di marketing alla Marriott School of Management della Brigham Young University, inseme al collega Jospeh Redden della University del Minnesota, hanno condotto una ricerca su oltre 230 persone, osservandone il comportamento con macchine fotografiche e spartphone, e analizzando poi l’atteggiamento a tavola. Quello che hanno potuto scoprire è che in coloro che scattano o guardano troppe foto di cibo su internet si genere quello che hanno chiamato “noia sensoriale”. Come spiegato nello studio, pubblicato sul Journal of Consumer Psychology, nei soggetti esaminati si presenta una mancanza di voglia di assaporare il cibo che si è visto già per troppe volte. L’effetto, dunque, è paragonabile a quello di una “speciale dieta”, in grado di diminuire il senso di fame, tanto che c’è già chi parla di “Instagram diet” .

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Come mangiare al McDonald’s senza ingrassare

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO HAMBURGER PATATINE FRITTE PATATE PANINO FAST FOOD JUNK FOOD FRITTI DIETA DIMAGRIRE GRASSI (6)Mangiare continuamente al McDonald’s fa ingrassare, ma ecco alcuni consigli per non rinunciare ad un pasto al McDonald’s diminuendo il rischio di mettere su chili di grasso!

Bevande
Se poteste evitare quelle gasate sarebbe meglio, ma se proprio vi piacciono cercate di bere quelle a zero calorie da ordinare in un bicchiere di dimensioni ridotte.

Glucomannano
Mezz’ora prima di mangiare il vostro Big Mac, assumete questo integratore con molta acqua. Nel vostro stomaco aumenterà in dimensione dandovi un senso di sazietà, inoltre questo integratore è famoso anche perché limita l’assorbimento dei grassi a livello dell’intestino. Se volete sapere qualcosa di più sul Glucomannano cliccate qui.

Patatine fritte
Evitatele accuratamente: contengono sempre troppo sale, troppo olio e troppe calorie. Un ottimo sistema per farvi passare la voglia di mangiarle è vedere questo video: Di cosa sono fatte le patatine di McDonald’s? Esperimento shock

Carne
Se ordinate questo tipo di pietanza, è meglio che sia di pollo. A tale proposito vi consiglio di leggere anche: Meglio le carni bianche o le rosse? E’ sempre meglio preferire i petti grigliati ad altri tipi di carne più grassa e calorica.

Condimenti
Niente maionese, niente ketchup e niente salse grasse di altro genere. Meglio un filo d’olio.

Porzioni
Limitatevi a misure piccole o medie e tenetevi alla larga dalle confezioni da 10 pezzi ed oltre.

Panini
E’ preferibile mangiare un panino piuttosto che due. Per farvi passare un po’ la voglia del panino da Mc Donald’s vi ricordo che il loro famoso hamburger è formato solamente per il 15% da manzo. Il resto sono scarti di altre carni ed ammoniaca. Buon appetito!

Mangiate lentamente e masticate bene
Vi sentirete più sazi ed eviterete di fare il bis, inoltre il vostro apparato digerente vi ringrazierà. Questo vale non solo al fast food, ma sempre.

Dolce
Sostituite il dolce con un frullato di frutta o, meglio ancora, con una porzione di frutta (ormai la vendono anche al McDonald’s).

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Quali sono il giorno e l’ora migliore per iniziare la dieta?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DIMAGRIRE GRASSO DIETA DIETOLOGIA CALORIE IPOCALORICA OBESO OBESITA SOVRAPPESO KG BILANCIA JEANS PANTALONIE’ quasi un luogo comune: si inizia una dieta il lunedì. Un buon proposito che, a quanto pare, non è affatto errato. Secondo alcuni specialisti inglesi, infatti, è possibile stabilire quali siano i giorni e le ore peggiori per iniziare a mettersi a dieta. A quanto pare il giorno meno indicato per darsi regole alimentari più rigide e controllate è il martedì. La partenza più giusta, secondo il sondaggio realizzato dagli esperti, è quella della domenica o del lunedì. Sembra addirittura che chi inizi la domenica riesca a dimagrire in media 3,2 chili in tre settimane e che l’88% riesca anche a mantenere il peso raggiunto per tempi più lunghi. Oltre alla scelta dei giorni più indicati, è stato possibile indicare persino le ore del giorno meno favorevoli per mettersi a dieta: dalle 15 alle 15.30, in particolare alle 15.23. In questo preciso orario infatti, le persone hanno maggiore probabilità di cadere in tentazione perché le 15.23 è l’esatto momento in cui si presentano più prepotentemente i languori dovuti alla fame. Quindi, se avete deciso di perdere qualche chilo, vi suggeriamo di tenere a mente queste consigli, la vostra linea potrebbe trarne giovamento!

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Perché non riesco a dimagrire? I nove errori tipici di chi è a dieta

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DIMAGRIRE GRASSO DIETA DIETOLOGIA CALORIE IPOCALORICA OBESO OBESITA SOVRAPPESO KG BILANCIA (2)Ho già scritto decine di articoli riguardo gli errori che si fanno a tavola, ma visto che la richiesta di consigli è altissima faccio qui una rapida summa dei motivi per cui, nonostante innumerevoli volenterosi tentativi e un numero esorbitante di diete di tutti i tipi, i chili di troppo restano dove sono. Anzi forse qualcuno, nel frattempo, si aggiunge a quelli storici. Probabilmente non si riesce a dimagrire perché il sistema adottato non è immune da piccoli ma fatali errori. Vediamo quali possono essere gli sbagli più frequenti che ci impediscono di dimagrire.

1) Facciamo un po’ di autocoscienza. Abbiamo seguito per filo e per segno tutte le indicazioni del dietologo? Oppure abbiamo mangiato di nascosto? Mi capitano molti pazienti che dicono di seguire la dieta che gli ho fornito e di fare la regolare attività fisica che gli ho prescritto, eppure non dimagriscono, anzi addirittura ingrassano. In qualche caso il paziente è in buona fede, ma la maggior parte delle volte mente sapendo di mentire! La verità è che il paziente segue la dieta, ma tra un pasto e l’altro mangia una merendina o una fetta di torta, pensando “che sarà mai?”. Poi si sente in colpa e non vuole ammettere né a me, né a se stesso, di non aver seguito la dieta: molto più facile dare la colpa alla “dieta che secondo loro è sbagliata” o addirittura “al dietologo che non è bravo” piuttosto che ammettere le proprie responsabilità. Le calorie si nascondono ovunque, ad esempio nello zucchero che mettiamo in un semplice caffè!

Leggi anche: Zucchero: il killer del terzo millennio. Ecco i cibi insospettabili dove si nasconde

2) Dieta fai da te, troppo rigore, digiuno. Una dieta troppo povera, troppo severa, magari creata da soli o, nei casi peggiori, la rinuncia al cibo generano degli scompensi pericolosi. Per cui si avverte stanchezza, non si riesce a rimanere concentrati e non si ha voglia di fare molto. Leggete a questo proposito l’articolo sulla donna deceduta per aver praticato una dieta con troppa acqua: Morire per aver bevuto troppa acqua

3) Orari sbagliati. Quando si fa una dieta, per ottenere gli effetti desiderati, è necessario rispettare degli orari regolari per mangiare. E’ fondamentale che il cervello e il corpo si abituino alle scadenze esatte della colazione, del pranzo e della cena in modo da non cedere alla tentazione di spuntini non previsti. Educate il vostro corpo e lui ve ne sarà eternamente grato.

4) Stuzzichini e snack (salati). Ricollegandomi al primo punto: spizzicare di tanto in tanto di certo non aiuta a perdere peso, soprattutto se abbiamo la casa colma di snack pieni di grasso, calorie e sale. Meglio eliminare dal frigo o dagli scaffali della cucina tutti quegli stuzzichini che possano rappresentare delle tentazioni in ogni momento del giorno o della notte.

5) Piatti pronti. La vita di oggi è frenetica e non c’è mai tempo di cucinare ma sappiate che le pietanze già pronte saranno si facili e veloci da preparare, ma spesso sono costituite da prodotti industriali dall’apporto calorico importante. Spesso poi, visto che i materiali sono di bassa qualità (eufemismo!), le aziende cercano di rendere più saporiti i piatti pronti riempendoli del già prima citato sale, che non vi aiuterà certo ad essere più snelli. Occorre leggere bene le etichette e non farne un abuso. A tale proposito leggete questo: Le aziende vendono di più se i prodotti sono più appetitosi: troppo sale negli alimenti confezionati

6) Non fate sport. Assieme alla dieta io do ai pazienti delle indicazioni importanti su l’attività fisica da seguire, indicazioni che sono diverse a seconda dello stato del paziente e tenendo conto di eventuali sue patologie. Molti però pensano che per dimagrire sia sufficiente mangiare meno dimenticandosi di fare attività fisica. D’altronde è molto più semplice NON FARE una cosa (non mangiare) piuttosto che FARE qualcosa (l’attività fisica). Fare movimento è un processo attivo e perciò è difficile “smuovere” il paziente a farlo! Una dieta va sempre accompagnata da un minimo di attività fisica necessaria a mantenere il corpo tonico ed è necessaria per non riprendere peso appena si torna ad un regime alimentare “meno attento”.

7) Aperitivi e drink. L’aperitivo, spesso, è una scusa. Ci si ritrova con amici o colleghi a smangiucchiare patatine, tartine, piccoli antipasti e stuzzichini golosi ma pericolosamente calorici. Meglio evitare questo genere di “distrazioni”, anche perché i soli drink sono solitamente troppo zuccherini o alcolici. Meglio un infuso, una tisana o un the. A tal proposito, leggi anche: Rinunci al cibo per poter bere più alcolici? forse soffri di drunkoressia

8) Vi siete rivolti ad un naturopata, a un dietista o a un biologo e non ad un medico. So già che con questa frase mi attirerò l’ira di molti biologi o dietisti all’ascolto convinti di essere medici anche se la loro laurea, o il loro diploma, dice qualcosa di diverso. Pur essendo sicuro del fatto che nel mondo esisteranno pure dietisti bravissimi e medici invece che “non capiscono niente”, vogliamo dire una buona volta che quando si parla di dieta il medico deve essere sempre presente? Ma vi rendete conto che significa per un dietista o per un biologo la gestione dell’alimentazione di un paziente diabetico, oppure di un cardiopatico, oppure di un paziente ad alto rischio di sviluppare trombosi, oppure di un paziente con severe allergie, insufficienza renale, oppure di un ipotiroideo? Il medico deve necessariamente avere il ruolo di protagonista quando si parla di diete, e non perché siamo egocentrici, ma perché quasi sempre un paziente che vuole dimagrire ha anche varie patologie concomitanti che DEVONO ESSERE CURATE, sia per la salute del paziente, sia perché spesso, se la malattia non viene curata, il grasso in eccesso rimarrà li anche con la dieta migliore del mondo! Ma secondo voi un paziente con problemi di metabolismo basso legato ad ipofunzionamento della tiroide (e moltissime donne hanno questo problema) che giovamento ha da una dieta data da un dietista o da un naturopata o da un biologo da soli, se prima non si interviene con una serie di analisi mediche (palpazione, dosaggio ormonale, ecografia tiroidea…) e di terapie farmacologiche? La paziente farà la dieta ma il suo problema di salute non le permetterà mai di dimagrire. Non sbagliate: andate da un medico (bravo ovviamente!), a tal proposito leggi anche: La Cassazione conferma: solo il medico può fare il dietologo

9) Smettere perché non si vedono subito i risultati. Questo è uno dei problemi più diffusi. La prima cosa che il paziente deve capire assolutamente è che non esistono scorciatoie. O meglio esistono ma non si devono percorrere. Sarebbe facile dimagrire riempiendo il paziente di farmaci anoressizzanti, ma a quale prezzo per la salute? Dimagrire è innanzitutto una filosofia di vita: significa sacrificio, impegno, responsabilità. Significa progettare la propria vita guardando al futuro e non alla settimana prossima. Significa faticare oggi per avere risultati tra tanti giorni. Purtroppo devo dire che in questo, noi Italiani, non siamo certo i migliori della classifica.

Conclusioni

La situazione è davvero così drammatica? Assolutamente no, basta avere costanza, seguire bene le regole e vedrete che i risultati arriveranno e saranno meravigliosi e – soprattutto – duraturi!

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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