Se si cura una malattia, si vince o si perde; ma se si cura una persona, si vince sempre

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Roma SE SI CURA UNA MALATTIA PERSONA VINCE Radiofrequenza Rughe Cavitazione Grasso Pressoterapia Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Pancia Sessuologia FilL BotulinoDobbiamo cominciare a curare il paziente come curiamo la malattia. Se si cura una malattia, si vince o si perde; ma se si cura una persona, vi garantisco che si vince, si vince sempre, qualunque sia l’esito della terapia.

Immagine tratta dal film Patch Adams

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Rapporto Istat sulla salute: gli italiani sono depressi, obesi ed iniziano a fumare prima dei 14 anni

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA TRISTE STANCA BIANCO E NERO DEPRESSIONE SUICIDIO DISTURBO PAURASi è svolto a Roma il convegno di presentazione dei risultati dell’Indagine Istat sulle “Condizioni di salute e il ricorso ai servizi sanitari – 2013“. L’evento, organizzato da Istat e Regione Piemonte in collaborazione con il Ministero della Salute, ha fornito l’immagine di come sta cambiando la salute degli italiani, dei comportamenti individuali per la tutela della salute e dell’utilizzo dell’assistenza sanitaria pubblica e privata. I risultati sono stati in chiaroscuro. La depressione è il problema di salute mentale più diffuso in Italia e il più sensibile all’impatto della crisi: riguarda 2,6 milioni di italiani (4,3%), con prevalenze doppie tra le donne rispetto agli uomini. E’ quanto emerge dall’indagine ‘Tutela della salute e accesso alle cure’ realizzata in collaborazione con la Regione Piemonte. Peggiora in generale lo stato di salute mentale dei connazionali rispetto al 2005: l’indice diminuisce in media di 1,6 punti, in particolare tra i giovani fino ai 34 anni (-2,7 punti), soprattutto maschi, e tra gli adulti di 45-54 anni (-2,6).

Continua la lettura su https://st.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-07-10/istat-la-crisi-peggiora-salute-mentale-italia-26-milioni-depressi–123140.shtml?uuid=ABj7eRZB&refresh_ce=1

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Cucciola legata a testa in giù con fil di ferro e zampette amputate: vergogna

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Roma CUCCIOLA LEGATA FERRO ZAMPETTE AMPUTATE Radiofrequenza Rughe Cavitazione Grasso Pressoterapia Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Sessuologia Filler Botulino 1

Questi dolci occhi hanno visto cosa può l’odio dell’uomo

Chi mi legge da un po’ di tempo sa quanto io ami gli animali, specialmente i cani, e vi assicuro che leggere notizie come quella che vi sto per proporre, mi fa veramente venire il voltastomaco. La Lega Nazionale per la Difesa del Cane ci fa ancora una volta sapere di casi di inaudita violenza nei confronti degli animali. Dopo lo sconcertante, assurdo e ingiustificabile episodio avvenuto gli scorsi giorni a Pozzuoli, dove un povero pitt bull è morto dopo essere stato dapprima torturato e poi dato alle fiamme ancora in vita, ecco un ennesimo atto di cattiveria nei confronti di una cucciola di soli tre mesi, salvata appena in tempo da un contadino che l’ha trovata per pura fortuna.

Una vera tortura per la piccola Nikita

Il tutto si è svolto a Bitetto, provincia di Bari, dove persone indegne di appartenere alla razza umana, hanno appeso a testa in giù la creatura con del fil di ferro, usato anche per legare gli arti i quali si sono poi distaccati. La povera cucciola è stata battezzata Nikita e senza aiuto provvidenziale del contadino sarebbe di certo morta, lentamente e terrorizzata. Ora è in cura presso una struttura veterinaria dove riceverà cure e amore in attesa che qualche famiglia possa farle dimenticare l’orrore vissuto e farle riacquistare nuovamente la fiducia nell’uomo, unico essere in grado di generare tali barbarie nei confronti di un essere così indifeso.

Condanne necessarie e severe

Le cattiverie, uccisioni, violenze, le crudeltà sugli animali devono essere condannate, devono ricevere una punizione equa ed esemplare. Non è possibile che atti di così efferata cattiveria vengano archiviati, gettati nel dimenticatoio. Persone che agiscono senza pietà, senza minimo di sensibilità, dotati di aridità e vuoto nel cuore meritano una condanna che sia pari all’orrore generato, è assurdo pensare che mostri del genere siano ancora liberi di compiere altre oscenità, siano ancora tranquilli a vivere il loro quotidiano mentre povere creature hanno patito il terrore, la sofferenza e la morte per mano umana e crudele. Giustizia ad un pitt bull barbaramente ucciso, giustizia ad una cucciola che ha vissuto sevizie. Anche in forma anonima la Lega del Cane di Bisceglie chiede notizie su chiunque avesse anche un piccolo indizio che possa far risalire alla bestia umana. Questo è un numero da contattare affinché si dia una mano per risalire ai responsabili degli orrendi crimini: 340 9119789.

E se per puro caso gli autori di questo gesto disgustoso mi stanno leggendo, ve lo dico chiaramente: mi fate schifo.

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Finché la barca va, tu non remare? Grande cavolata. Quando la barca va, tu rema più forte!

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Roma FINCHE BARCA VA TU NON REMARE CAVOLATA Radiofrequenza Rughe Cavitazione Grasso Pressoterapia Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Sessuologia Filler Botulino Sex

Finché la barca va, tu non remare?
Per me è una grande cavolata.
Quando la barca va… tu rema più forte!

Perché quando le cose vanno bene, con poco sforzo in più otterrai quasi sicuramente enormi risultati, mentre quando vanno male più probabilmente dovrai faticare tantissimo per ottenere risultati magari modesti o non ottenerne affatto. E’ la mia filosofia e mi ha sempre aiutato nella vita, per migliorarmi, raggiungere l’efficienza che desideravo e non riposare mai sugli “allori”. Avete mai fatto caso a quanto questa canzone racchiuda – in pochi ma significativi versi – tutto lo spirito pigro e cicalesco dell’italiano medio, a cui è permesso di riposare nell’attesa che arrivi tutto il dovuto senza alcuno sforzo e senza “mettere da parte qualcosa per l’inverno”?

“Finché la barca va, tu non remare”

Cioè, quando le cose vanno bene, tu non fare nulla, tanto vanno già bene, che te ne importa? Migliorare? Non serve. Mettere da parte qualcosa in vista di tempi più difficili? Quando mai… I tempi bui capitano agli altri, mai a te.

“Quando l’amore viene il campanello suonerà”.

Questo verso non fa altro che peggiorare le cose. In pratica il concetto distruttivo in queste poche parole è: “stai tranquillo che l’amore viene sicuramente, tu non devi fare nulla, devi solo stare lì ad aspettarlo, senza faticare né creare le condizioni per meritartelo, tanto ti verrà “calato dall’alto” senza alcuno sforzo. Ed anzi, non devi neanche stare accorto, cogliendo al volo le occasioni irripetibili che ti si presenteranno: rilassati pure nell’attesa, che poi quando l’amore arriva lui ti avverte pure col campanello, quindi nel frattempo distraiti anche con quello che più ti diverte. E l’amore viene “per forza”: è impossibile che esso non arrivi, perché nella vita va sempre tutto bene e tutto ti è dovuto, basta aspettare con le mani in mano”.  Io invece dico di alzare i glutei e muoverti, che se aspetti che l’amore arrivi da solo e ti avverta pure… stai fresco! Al posto di amore potete mettere qualsiasi cosa, come ad esempio soldi, successo lavorativo, una famiglia che “funziona bene”, amicizie interessanti e vittorie sportive. Il successo, quello vero, costa fatica, devozione e costanza: se non ti impegni l’unico campanello che sentirai suonare, sarà quello del tuo citofono. 

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Medico Chirurgo
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I leggings: scopri se ci stai bene o se è meglio non indossarli

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO OBESITA GRASSO SOVRAPPESO DIETA DIMAGRIRE METRO ADDOME PANCIA GRASSOSia durante l’inverno che durante l’estate, sono moltissime le donne che li indossano, sto parlando dei leggings. Ma siamo davvero sicuri che siano un capo d’abbigliamento adatto a tutte le gambe? Fermo restando che – per fortuna – ognuno col proprio corpo ci può fare quello che vuole (basta che sia legale!) e che la bellezza è soggettiva, in certi casi però il caro vecchio buon gusto sembra davvero averci abbandonato!

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Corsi e ricorsi storici nella moda
I leggings (chiamati in Italia anche “leggins”) sono un indumento molto aderente, indossato sulle gambe. Questo tipo di vestito dal nome così curioso, è andato per la maggiore negli anni Ottanta e primi anni Novanta, allora li chiamavamo fuseaux (da “fuso” per la forma che regala alla figura femminile), termine già usato dallo stilista italiano Emilio Pucci fin dagli anni ’50. Usati ben prima degli anni ’80 (quando si ebbe un vero e proprio boom grazie alla cantante Madonna che li indossò in Cercasi Susan disperatamente del 1985), resi famosi anche da molte storiche icone della moda, come ad esempio la grandissima Audrey Hepburn, che li indossa nei film Sabrina ed in Cenerentola a Parigi. Come spesso succede in questo campo, tali aderentissimi pantaloni sono tornati di moda negli ultimi tempi, dal 2005 in poi, grazie anche alla loro comodità, ma anche alla sensualità che sicuramente sprigionano se portati nella maniera adatta. Solitamente i modelli attuali sono realizzati in elastam, o in filati misti di nylon e cotone o poliestere, ma esistono anche modelli realizzati in lana o seta, o latex.

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I leggins mettono in risalto i difetti
Il peggior difetto di questi pantacollant è quello di mettere in risalto i difetti, anche in chi non ne ha di particolarmente evidenti, e perciò bisognerebbe pensarci bene quando si sceglie di indossarli, soprattutto se volete far colpo su un ragazzo dai gusti particolarmente raffinati!
Quando la moda li ha riproposti, gli stilisti li hanno abbinati a lunghissime maglie o a mini dress, oggi, dopo qualche anno dal loro rilancio, le maglie si sono accorciate, e da sotto abito, il leggings è ritornato ad essere “pantalone”, mostrandosi aderentissimo sui glutei, con risultati che variano dall’estremamente sexy all’estremamente ridicolo. Infatti tutte le cose che gli stilisti lanciano in passerella, non sempre sono mettibili dalla gente comune (anzi diciamo proprio la maggior parte!): così dovrebbe essere anche per i leggings. Quindi la prima domanda che ci dobbiamo fare è…

A chi stanno bene i leggins?
Ovviamente la bellezza è un fatto relativo, ed è scontato che tutte le donne hanno il diritto di indossarlo se ne hanno voglia, a prescindere dalla forma del proprio corpo e della propria linea, ma credo di poter dire – con un buon margine di certezza – che ci sono delle gambe che stanno oggettivamente meglio coi leggins ed altre meno. Essendo tagliato alla caviglia, o peggio al polpaccio, i pantacollant sicuramente non slanciano le gambe ma le accorciano.
In più se le caviglie non sono sottili, l’interruzione in quel punto le evidenzierà e le penalizzerà. Se poi si sceglie il modello al polpaccio è necessario possederlo molto fine e avere un’altezza, a mio avviso, superiore al metro e 65. Certo che se i leggings saranno infilati in un paio di stivali questi due difetti decadono perché è come indossare dei collant, quindi l’idea di indossare un dato paio di scarpe, risulterà spesso una mossa estremamente vincente.

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I leggings evidenziano un corpo sproporzionato
Il difetto principe però che i leggings mettono in evidenza è la sproporzione. Essi avvolgono la gamba in tutta la sua lunghezza e sono aderenti a polpaccio e caviglia: tali due fattori creano un’illusione ottica per la quale se il bacino non è della stessa dimensione delle larghezza delle caviglie, i fianchi risulteranno più grandi. Quindi i leggings vanno meglio a chi ha i fianchi e il bacino piccolo (o comunque di misura simile alla distanza tra le caviglie), altrimenti – se la misura dei fianchi è molto più pronunciata – è meglio optare dei pantaloni che siano più larghi in basso, oppure – se la temperatura lo permette – per gli shorts.

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I leggings evidenziano la cellulite
L’altro difetto che è messo in evidenza solo da leggings in tessuto sottile o sformato o di bassa qualità è la cellulite a vista. Oltre alla cellulite tutti i rotolini, le culotte de cheval e i polpacci da calciatore vengono messi in chiara evidenza da questo tessuto, perciò i leggings donano a chi è magra, alta, slanciata, ha il bacino piccolo, le caviglie sottile e sedere e cosce sode. Chi è robusta, formosa o semplicemente non longilinea, ha caviglie grosse, fianchi larghi o anche semplicemente normali e un po’ di curve non starà bene con i leggings! Ma anche chi è magra e ossuta, con gambe molto sottili risulterà ancora più magra se lì indosserà soprattutto in colori scuri.

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I vantaggi di portare i leggings
Ma quindi i leggings vanno sempre evitati? Certamente no, se portati con sicurezza e con un corpo in buone condizione di linea, sono molto sexy ed hanno anche alcune indiscutibili qualità, tra cui una importante è sicuramente la comodità: sono freschi d’estate e caldi d’inverno, ma attenzione, questa comodità non deve prevalere sul buongusto. Quindi si ai leggings sotto abitini e maxi pull anche per chi è in sovrappeso o non è “perfetta” come una modella, ma per favore evitiamo di metterli come se fossero il più bel paio di pantaloni che abbiamo e prima di uscire di casa siate oneste con voi stesse e con quello che c’è al di sotto della vostra zona lombare! Prima di chiudere eccovi il “Codice di condotta dei leggings”, ed alcuni consigli per abbinarli al meglio!

Il Codice di condotta dei Leggings

1 I leggings non dovrebbero essere né troppo stretti né troppo larghi: dovrebbero essere sufficientemente aderenti. Quelli di pelle sono molto attillati, dunque non perdonano certi inestetismi.

2 I leggings non sono pantaloni. In casa possono essere comodi se abbinati ad una maglia, ma uscire senza mettere nulla per coprirli può svelare un po’ troppo. Questo vale anche per le ragazze dal fisico perfetto. Non abbinarli solo ad una maglia o ad una giacca lunga. Sebbene questi capi coprano il sedere, il look comunque non sarà completo.

3 Non metterli con le scarpe sbagliate. I leggings stanno bene con gli stivali che arrivano alle ginocchia o alle caviglie, i sandali e le infradito. Se vuoi abbinarli ad un paio di tacchi alti, il risultato finale non deve essere volgare, dunque studia bene il resto dell’outfit. I leggings possono anche essere abbinati alle ballerine e ai mocassini, l’importante è che la scarpa vada bene per il resto dell’outfit.

4 Assicurati che i leggings siano sufficientemente lunghi. Ricorda anche che dopo un bel po’ di lavaggi potrebbero restringersi. Quando i leggings lunghi si accorciano e arrivano fino alle caviglie, usali solo per stare in casa.

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Come abbinare al meglio i leggings?
I leggings non sono riservati solo alle adolescenti e alle ventenni: anche negli ambienti di lavoro creativi, come gli uffici di pubbliche relazioni, le aziende di moda, le redazioni o le agenzie pubblicitarie, puoi osare e dare sfogo alla tua originalità. Invece, nei luoghi di lavoro più formali, assicurati che il codice di abbigliamento della tua azienda non sia troppo severo prima di indossare i leggings: questo capo è sicuramente casual. Se sei l’ultima arrivata, osserva per un certo periodo le tue colleghe per vedere se li indossano. In tal caso, opta per leggings di alta qualità, come quelli classici in cotone, scamosciati, di pelle o di denim scuro, evitando quelli di cotone. Con questa varietà a tua disposizione, creerai numerosi outfit. Ricorda la regola d’oro: non metterli mai come se fossero dei pantaloni. Se indossi dei leggings di pelle ed una maglia per andare a lavorare, sembrerai poco professionale ed i tuoi colleghi potrebbero cominciare a farsi un’idea poco lusinghiera di te. Scegli preferibilmente i leggings neri – o comunque scuri – e monocolore per andare a lavorare. Quelli con i motivi a fantasia sono più adatti alle ragazze molto giovani.

1 Abbina i classici leggings neri in cotone ad una camicia. Per avere un’immagine più seriosa, indossa una giacca in jeans. In alternativa, puoi scegliere anche di metterli con maxi t-shirt e sempre giacca di jeans. Ai piedi, in entrambi i casi, metti delle ballerine in nappa nera o stivaletti biker.

2 Indossa il chiodo in nappa nera, una maxi t-shirt in viscosa grigio mélange con stampe grafiche sul davanti e i leggings di jeans. Per le scarpe, scegli gli stivaletti biker, poi indossa una cintura con borchie alla vita e completa l’outfit con una borsa ampia in nappa nera. Se fuori c’è il sole usa gli occhialoni scurissimi.

3 Per un look sofisticato ed elegante abbina i leggings ad un maglione oversize e marca la vita con una cintura. Aggiungi degli stivali alti e adatti al maglione. Per indossare questo outfit al lavoro, il maglione dovrà essere di eccellente qualità.

4 Scegli dei leggings in denim e abbinali con una tunica morbida, delle ballerine e un chiodo in nappa. Aggiungi una collana o un foulard. Sarai trendy e casual allo stesso tempo.

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PS Quello che è scritto nelle righe sopra, non vuole assolutamente impedire a nessuna donna di indossare liberamente ciò che più le piace. Concettualmente, quello che avete appena letto, è un po’ come sulle riviste di moda, dove ci sono articoli che ci dicono – ad esempio – che un certo tipo di costume da bagno sta meglio ad un fisico più asciutto, ed un altro taglio di costume sta bene a chi ha le forme. Si tratta di trovare l’abito giusto per valorizzare i propri punti forti e nascondere i propri piccoli difetti. Ecco, qui è la stessa cosa: i legging sono un abito che sta meglio ad un certo tipo di fisico piuttosto che ad un altro. Liberissime tutte voi di indossarlo, ma forse il vostro fisico potrebbe essere penalizzato dai legging e valorizzato da un altro capo di abbigliamento. Poi… Viva la libertà di andare in giro come si vuole, anche in pigiama se si desidera!

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Il video dell’infezione da deodorante che gira su Facebook

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Roma INFEZIONE DEODORANTE NIVEA Ascella Bufala Radiofrequenza Rughe Cavitazione Grasso Pressoterapia Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Sessuologia Filler BotulinoDopo il finto video con l’infezione da shampoo Nivea (cliccate qui per leggere l’articolo) ecco in arrivo su migliaia di bacheche di Facebook, la bufala dell’infezione da deodorante. Una immagine come quella che vedete qui in alto, seguita da questa frase:

“Lei non potrà mai usare un deodorante dopo aver visto questo video”

Queste parole spingeranno i più curiosi a cliccare sul link per vedere i fantomatici effetti sulla pelle di questo deodorante killer. Ovviamente, sull’ascella della donna ritratta nella foto, non c’è nessuna “infezione”, ma solo l’ennesimo fiore di loto come accadeva per la bufala dello shampoo Nivea. Non cliccate su questi link virali e non condivideteli!

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L’infezione da shampoo Nivea che circola su Facebook in realtà è…

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Roma INFEZIONE SHAMPOO NIVEA Bufala Radiofrequenza Rughe Cavitazione Grasso Pressoterapia Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Pancia HD Sessuologia Filler Botulino 1Da alcuni giorni gira su Facebook un link che, mostrandovi una foto di una – presunta – terribile infezione cutanea, vi avverte che lo shampoo della marca Nivea può procurarvi un grave danno alla pelle. Niente paura: se vi farete la doccia usando questo shampoo (o un qualunque altro shampoo in commercio) non svilupperete la mostruosa escrescenza che vedete nella foto qui in alto. Né contrarrete temibili infezioni, come minaccia questo video virale che circola in queste su Facebook. Ah, importante: non riuscirete mai a trovare il filmato, questo video NON ESISTE, anzi cliccando sul link rischiate anche danni al vostro pc, NON APRITELO!

Uno scherzo di Photoshop

Il motivo è semplice: il fantomatico ascesso, lungi dall’essere una pericolosa malattia cutanea causata da chissà quali sostanze chimiche, è un fotomontaggio bello e buono, che accosta, alla pelle di un uomo, l’immagine di un fiore di loto, una pianta che potete facilmente riconoscere nella foto che vedete qui sotto:

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Roma INFEZIONE SHAMPOO NIVEA Bufala Radiofrequenza Rughe Cavitazione Grasso Pressoterapia Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Pancia HD Sessuologia Filler Botulino 2

Una bufala in piena regola: un inganno di cui non vi riporto neppure il link perché, seguendolo, si finisce in una serie di pagine di dubbia provenienza e piene di malaware pericolosi per la sicurezza del vostro pc. E del video, alla fine, neanche l’ombra.
Il link è diventato virale anche perché, una volta cliccato, comunica all’utente che per vedere il video deve prima condividere il link sulla propria bacheca; a quel punto molti, presi dalla curiosità di vedere la misteriosa “infezione cutanea”, lo condividono.

Pianta conosciuta per le sue proprietà benefiche

Il fiore photoshoppato, tra l’altro, è una pianta conosciuta in tutta l’Asia per le sue proprietà benefiche, antidiarroiche, antinfiammatorie, emollienti. La parte sfruttata nel fotomontaggio è il baccello contenente i semi di un fiore di loto asiatico che vive negli stagni, il cui nome scientifico è Nelumbo Nucifera.

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L’obesità aumenta il rischio di decesso nei pazienti con cancro al seno

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DIMAGRIRE GRASSO DIETA DIETOLOGIA CALORIE IPOCALORICA OBESO OBESITA SOVRAPPESO KG BILANCIA (2)L’obesità, come ormai tutti sanno, è un importante fattore di rischio per moltissime malattie, anche mortali come le patologie cardiovascolari ed i tumori. Uno studio statunitense oggi sembra confermare che l’obesità sia anche una “complice stretta” del cancro al seno, peggiorando notevolmente la prognosi (cioè la previsione sul probabile andamento di una data malattia) nelle donne più giovani colpite da questa patologia.

L’obesità peggiora la prognosi

La conferma arriva da un nuovo studio presentato al Congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco), principale appuntamento mondiale del settore, e proprio dagli Usa gli esperti sottolineano l’urgenza di fronteggiare “l’epidemia” di obesità che interessa ormai moltissimi Paesi per prevenire l’aumento dei casi di cancro a livello mondiale.
Le nuove evidenze giungono da un esperimento condotto dai ricercatori dell’Università britannica di Oxford su 80mila donne, nell’ambito di 70 sperimentazioni cliniche, colpite da tumore del seno: è emerso che l’obesità aumenta il rischio di morte del 34 per cento nelle donne con cancro al seno in età pre-menopausa, dunque in quelle più giovani, ed in particolar modo se colpite dal tumore di tipo Her2 positivo, una delle forme più aggressive di cancro alla mammella. In queste pazienti, spiega l’oncologo Hong Pan, tra gli autori dello studio, ”l’indice di mortalità era maggiore di un terzo rispetto alle pazienti con peso normale”. Uno studio ritenuto significativo dagli oncologi poiché è un’evidenza in più che conferma i danni causati dall’obesità: “Sono sempre più numerose le prove scientifiche che mostrano come pazienti colpiti da cancro e che sono obesi hanno, in generale, un decorso peggiore della malattia; in questo caso – afferma il presidente del Congresso Asco, Clifford Hudis – si tratta di giovani donne con cancro al seno”.

Essere obesi complica le cure anti-cancro

Ma l’allarme è ancora più ampio: “Con circa due terzi della popolazione adulta in Usa oggi obesa – rileva Hudis – è impossibile evitare che l’obesità diventi un fattore che complica notevolmente la cura del cancro”. Un quadro analogo si registra in molti altri Paesi, a partire dall’Italia dove aumenta la percentuale di obesi: è infatti obeso l’11,3% degli uomini e il 9,5% delle donne). A fronte di tali dati, avverte Hudis, ”sono urgenti nuove strategie per ridurre la percentuale di tumori correlati all’obesità, diventata una ‘sfida’ per la salute pubblica”. A preoccupare, però, è anche la scarsa consapevolezza dei cittadini: ”Meno di un americano su dieci – sottolinea il presidente Asco – è consapevole che l’obesità è un importante fattore di rischio per il cancro”. Da qui l’impegno dell’Asco, che ha pubblicato delle specifiche guide per medici e pazienti, oltre a promuovere una formazione mirata per i giovani oncologi sul controllo del peso i relazione al cancro. Dal Congresso Asco, dunque, viene indicata una delle priorità a livello mondiale: ”Come è stato fatto anni fa rispetto al fumo di sigaretta, oggi – ha concluso il presidente degli oncologi statunitensi – e’ urgente creare consapevolezza sul fatto che l’obesità è tra i maggiori ‘contributori’ al carico di casi di cancro delle nazioni”.

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