La pillola anticoncezionale aumenta o diminuisce il desiderio sessuale femminile?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SESSO SESSUALITA RAPPORTO SESSUALE ATTRAZIONE DONNA UOMO ORGASMO ECCITAZIONE AMORE COPPIAVorrei darvi una risposta netta e definitiva, ed invece la risposta che vi darò è: forse l’aumenta, o forse la diminuisce, o forse non cambia nulla!

La questione è tuttora piuttosto controversa visto che, statistiche alla mano, circa l’ 80% delle donne che assumono regolarmente la pillola afferma di non notare alcun calo di desiderio, il 10% pensa di aver ottenuto un miglioramento della vita sessuale, mentre il rimanente 10% sostiene di aver perso interesse per il sesso. Gli specialisti ritengono che un eventuale calo del desiderio sessuale conseguente all’assunzione della pillola sia dovuto agli estrogeni che essa contiene, sia pure in minima quantità. Gli estrogeni hanno infatti la caratteristica di agire direttamente sulla libido attenuandola. D’altra parte, è un dato di fatto che il numero di estrogeni contenuto è talmente basso da risultare pressoché ininfluente.

Pare quindi che i problemi sessuali legati all’uso della pillola siano più che altro di natura psicologica: alcune donne infatti hanno così paura degli effetti di questo contraccettivo sulla sessualità da concretizzarli; altre invece, pur assumendo la pillola per propria scelta, paradossalmente non riescono più a provare piacere vivendo un rapporto sessuale non più a rischio di gravidanza. Si pensa infatti che , nella maggior parte dei casi, la pillola abbia un’influenza negativa sulla sessualità nel momento in cui nasce nella donna il conflitto tra la volontà, tradotta in pratica, di usare la pillola e il desiderio inconscio di concepire un bambino. Viceversa, per molte altre donne il fatto di non dover più preoccuparsi di una gravidanza indesiderata aumenta il desiderio e la risposta sessuale. A questo proposito pare anche che alcune donne siano riuscite a raggiungere l’orgasmo per la prima volta solo dopo aver iniziato a fare uso della pillola.

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La pillola contraccettiva già qualche anno fa venne salutata come il primo contraccettivo orale che non faceva ingrassare, se non addirittura dimagrire. In occasione del congresso mondiale di ginecologia psicosomatica (Venezia, ottobre 2010) giornali, blog e siti web l’hanno ulteriormente celebrata come la pillola che “riaccende il desiderio” e stimola la libido femminile. Il segreto? Una molecola sintetica, il drospirenone, interessata dal travagliato brevetto di un colosso dell’industria farmaceutica. Ora, a smorzare gli entusiasmi, ci pensa una ricerca italiana pubblicata da The Journal of Sexual Medicine, che mette in discussione le proprietà “afrodisiache” della super-pillola.

Il drospirenone è pur sempre un anti-androgeno e, anche nella donna, gli ormoni androgeni sono associati alla regolazione del desiderio sessuale. I ricercatori hanno sottoposto le donne ad un questionario su comportamento e soddisfazione sessuale, e hanno analizzato per la prima volta gli effetti della pillola sulla morfologia e la funzionalità dei genitali femminili.
I risultati sono apparsi chiari. Dopo tre mesi di assunzione della pillola la frequenza dei rapporti sessuali si è ridotta del 42 per cento, la frequenza dell’orgasmo del 26 per cento, la comparsa di dolore durante i rapporti è aumentata di oltre il 50 per cento, mentre lo spessore delle piccole labbra della vulva e l’ampiezza dell’apertura vaginale, due aspetti legati, secondo gli studiosi, alla “risposta sessuale”, sono diminuiti rispettivamente del 13 e 22 per cento.

A cosa si deve quindi la fama di stimolante del desiderio sessuale della pillola al drospirenone? La risposta è un precedente studio dell’Università di Catania, che aveva prodotto risultati opposti a quelli di Bologna. La ricerca siciliana si era però limitata a sottoporre le donne ad un questionario, senza analizzare i cambiamenti ormonali, e quelli morfologici e funzionali a livello genitale. L’ultimo studio, d’altro canto, sebbene più approfondito, è stato completato su un minor numero di donne: 21, contro le 67 di Catania.
Nonostante i dubbi sulle virtù afrodisiache della nuova pillola, sembrano invece fuori discussione le proprietà contraccettive e i beneficî per la linea, di cui pure Battaglia si mostra persuaso. Pur con i suoi limiti la pillola contraccettiva al drospirenone resta una delle migliori opzioni per il controllo delle nascite tra le giovani donne.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Pelle idratata, tonica e senza più rughe grazie alla foto-stimolazione del collagene

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medicina Chirurgia Estetica Benessere Dietologia Sessuologia Ecografie Tabagismo Smettere di fumare Pelle idratata, tonica e senza più rughe grazie alla foto-stimolazione del collagene

La foto-stimolazione del collagene è una ottima arma per contrastare i segni del tempo sulla nostra pelle. Ma prima di parlare di come funziona, c’è prima da farsi una domanda:

Che cos’è il collagene?
Il tessuto connettivo è il supporto elastico di tutte le cellule del corpo e degli organi.
Il collagene è un tessuto elastico che sostiene ed avvolge il nostro tessuto connettivo. Il
collagene è costituito da fibre che conferiscono forma ed elasticità, ed influiscono in misura determinante sulla forza, ma anche sulla debolezza, del nostro tessuto connettivo.
Quelle del collagene sono proteine che rassodano la pelle, composte da fibre finissime
attorcigliate tra loro come corde che formano una sorta di rete tridimensionale. Il tessuto
connettivo così formato determina l’aspetto esteriore del nostro corpo.

Quali sono gli effetti di una carenza di collagene?
Gli strati di collagene con il passare degli anni si riducono e si induriscono e, di conseguenza, viene meno l’elasticità. Se al nostro tessuto connettivo mancano queste fibre elastiche, il nostro corpo mostra i segni di un invecchiamento accelerato dovuto alla carenza di collagene, una generale debolezza del tessuto connettivo, dei muscoli, dei tendini e dei legamenti. Da un punto di vista cosmetico, la carenza di collagene dà luogo a grinze cutanee e rughe, soprattutto nella zona del viso e del décolleté. Per effetto del cedimento della struttura del collagene, la pelle perde la sua elasticità.

Da cosa deriva la riduzione del collagene nella pelle?
La diminuzione delle fibre di collagene nella pelle è dovuta all’invecchiamento.
Sino all’età di 25 anni la pelle produce sufficiente collagene per conservarla più elastica e
compatta. Dopo questa età la produzione di collagene diminuisce gradualmente, generando
invecchiamento della pelle. La pelle diventa più debole ed appaiono rughe e rilassamenti
dell’ovale del viso.
Anche una predisposizione genetica può incidere sulla variazione della struttura del collagene.
A tutto questo si aggiungono gli agenti atmosferici e le abitudini di vita individuali.

Come si può migliorare la struttura del collagene della pelle?
E’ dimostrato che determinate cellule della pelle possono essere stimolate per produrre fibre di collagene. Questo processo avviene tra le pareti di piccoli vasi sanguigni. E’ oggi possibile stimolare questo processo grazie a speciali onde luminose, emessi da speciali tubi, che lavorano in una determinata gamma dello spettro della luce (633 mm).

Esistono tubi e apparecchiature di varie dimensioni che possono andare a stimolare o solo viso e decolté oppure apparecchiature e tubi che coprono l’intera superficie del corpo. In questo modo la pelle, che è il più esteso organo del nostro corpo, viene trattata nella sua totalità. Di conseguenza, gli effetti positivi della fototerapia al collagene si vedono su tutto il corpo.
L’effetto stimolante di queste onde luminose nella produzione di collagene della pelle è
scientificamente confermato da numerosi studi e dai risultati estremamente positivi ottenuti dai primi utilizzatori. L’80% di loro ha infatti riscontrato un miglioramento dopo 3 settimane e, dopo aver completato le sedute, quasi il 100% era soddisfatto dei risultati ottenuti. La luce rosa per il collagene non contiene raggi ultravioletti o irradiazione infrarossi e non sono conosciuti a livello scientifico effetti collaterali negativi.
Non è necessario indossare occhiali protettivi, ma sarà sufficiente tenere gli occhi chiusi durante
il trattamento
Cosa succede nella pelle?

Per effetto della stimolazione, l’assorbimento di ossigeno della pelle migliora e la
disintossicazione è nuovamente stimolata. Anche l’idratazione della pelle e la capacità di
assorbire l’umidità risultano migliorate. Il processo ha un effetto tonificante sulla pelle ed influisce positivamente sulla rigenerazione cutanea, la rete di collagene risulta rinforzata. In questo modo, le strutture cutanee già segnate vengono rimodellate.
L’attivazione dei processi del collagene facilita anche la formazione di pelle nuova e sana: un aspetto importantissimo, ad esempio, per la guarigione delle ferite.

I test effettuati
La tempistica ed i risultati dipendono dal tipo di pelle, dall’età, dallo stile di vita ed in generale è differente per ognuno ma voi potrete vedere dei risultati dopo un certo periodo. Basandoci su test effettuati possiamo fornire le seguenti indicazioni:

Dopo 10 trattamenti entro circa 3 settimane il metabolismo si attiva, la pelle viene
disintossicata e l’aspetto della pelle migliora. Quasi il 70% degli utilizzatori ha rimarcato un netto miglioramento delle rughe sottili nel viso e nel decolleté e un rafforzamento del tessuto connettivo su tutto il corpo e un rassodamento della pelle.

Dopo 20 trattamenti entro circa 6 settimane Le impurità svaniscono, la pelle appare più pulita, fresca e sana, aumenta l’idratazione. Quasi il 90% degli utilizzatori ha rimarcato un netto miglioramento delle rughe sottili nel viso e nel decolleté e un rafforzamento del tessuto connettivo su tutto il corpo e un rassodamento della pelle.

Dopo 30 trattamenti entro circa 9 settimane la pelle, grazie al rassodamento della struttura del collagene, riacquista elasticità, i segni e le rughe si appianano. Il 100% degli utilizzatori ha rimarcato un netto miglioramento delle rughe sottili nel viso e nel decolleté e un rafforzamento del tessuto connettivo su tutto il corpo e un rassodamento della pelle.

Concludendo
1) Il collagene rivitalizza e rinfresca la pelle e restituisce l’idratazione!
2) Il collagene distende i segni e le rughe, soprattutto sul viso, il collo e il décolleté!
3) Il collagene ridona volume ai tratti del volto segnati e rimodella i profili!
4) Il collagene in generale rinforza il tessuto connettivo in tutto il corpo e rassoda la
pelle!

Trattamento per tutte le età

Nei pazienti più giovani, mantiene la struttura fresca e liscia della pelle. Ai pazienti più maturi offre invece una bellezza senza tempo, rigenerando la pelle e regalando una bella
abbronzatura!

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La guida rapida alle sostanze riempitive (filler) più usate per trattare le rughe

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medicina Chirurgia Estetica Benessere Dietologia Sessuologia Ecografie Tabagismo Smettere di fumare La guida rapida alle sostanze riempitive (filler) più usate per trattare le rughe
A che serve un filler

il termine, dall’inglese “to fill” ossia riempire, indica una serie di sostanze di riempimento che vengono iniettate sottopelle, nel derma superficiale o profondo, a seconda che s’intenda stimolare la cute (vedi biostimolazione), rinforzare le strutture di sostegno (vedi bioristrutturazione) o creare o ridare volume (vedi anche lipofilling con grasso autologo).
In base alla tipologia della sostanza, alle caratteristiche delle molecole di cui sono composti e alla profondità cui sono iniettati.

I tipi di filler
Riassorbibili: acido ialuronico naturale o cross-linkato (modifica delle molecole che aumenta la durata del filler), collagene
Semi-riassorbibili: acido polilattico, idrossipatite di calcio, trifosfato calcico, polycaprolactone
Permanenti: poliacrilamide, polimetilmetacrilati, silicone liquido (materiale il cui uso è vietato in Italia)

Sicurezza
L’articolo 1 della direttiva 93/42 CE del giugno 1998 fa rientrare i filler nella categoria dei “medical device” (dispositivi medici). Pur avendo simili finalità, le sostanze che li compongono sono molto diverse tra loro per caratteristiche biologiche e chimico-fisiche. La ricerca di un impianto sempre più duraturo ha immesso sul mercato sostanze potenzialmente dannose che hanno generato un’esplosione di eventi avversi ormai sotto gli occhi di tutti. Per questo molte società scientifiche si sono schierate contro l’uso di filler permanenti, che vanno quindi evitati per non incorrere in pericolose reazioni, difficilmente gestibili, con esiti anche a distanza nel lungo periodo.

Come funziona
I filler sono utilizzati per ridurre rughe e solchi di viso e décolleté, aumentare il volume dei tessuti molli del viso, cioè labbra, zigomi, guance, delinearne i contorni, quindi zigomi, guance, mento; ridurre lo scheletrimento della pelle, nel dorso di mani e piedi; per fini ricostruttivi, in caso di cicatrici depresse, esiti di acne, asimmetrie e atrofie facciali.
Dove e come: in ambulatorio medico, con o senza anestesia locale. Alcuni filler contengono piccola percentuale di lidocaina (0,3%), un anestetico locale che diminuisce il disagio delle punture.

Effetti collaterali
Filler permanenti: ascessi, fibrosi, necrosi, reazioni granulomatose, infezioni batteriche, migrazione dal sito d’iniezione
Filler riassorbibili: reazioni infiammatorie (arrossamento, edema, eritema) ipersensibilità specifiche immediate o ritardate, granulomi, necrosi soprattutto nella zona della glabella

Quando non usarli
1. Gravidanza e allattamento (per carenza di studi approfonditi).
2. Cute lesa con eczemi, herpes labiale, eritemi, è consigliabile effettuare il trattamento una volta risolta la patologia locale.
3. Sensibilità specifiche accertate o tendenza a sviluppare cicatrici ipertrofiche.
4. Malattie autoimmuni o del collagene.
5. Presenza di filler pregressi non noti. La stimolazione meccanica creata dal nuovo filler può scatenare una reazione granulomatosa nei confronti del materiale preesistente, come un filler non riassorbibile.

Le regole prime di usarli
1. Farsi dire dal medico (oltre a leggerli nel consenso informato), scopi, limiti e rischi del trattamento, non solo risultati, durata e costi.
2. Farsi consegnare dal medico sia l’etichetta della confezione del filler, su cui sono indicati tipo di filler iniettato, lotto, data di scadenza, produttore, sia un certificato che riporta la data dell’impianto e quantità di filler impiantata, da conservare per ripetere il trattamento o per gestire eventuali reazioni avverse.
3. Assicurarsi comunque che non si tratti di filler permanenti, ovvero non riassorbibili.
4. Informare il medico delle proprie condizioni di salute, compresi farmaci e integratori eventualmente assunti.

Le regole dopo averli usati
1. Evitare l’attività fisica intensa per 6 ore.
2. Non sfregare e massaggiare l’area per 24 ore e non applicare make-up o creme per almeno quattro ore dal trattamento.
3. Non esporsi al sole e lampade o fare attività al freddo fino a che rossori e gonfiori non siano scomparsi.
4. Se prescritte dal medico, si possono utilizzare creme dermatologiche per ridurre lividi e gonfiori oppure per prevenire le infezioni (pomate antibiotiche).

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Ciao Margherita!

Margherita Hack ci ha lasciato, una grande scienziata, una grande donna

Margherita Hack ci ha lasciato, una grande scienziata, una grande donna

Prima donna italiana a dirigere l’Osservatorio Astronomico di Trieste, direttore del Dipartimento di Astronomia dell’Università di Trieste, astrofisica di fama mondiale, umile come pochi. Fonte di ispirazione per me e per tutti gli uomini di scienza. Una vita piena, la tua, al servizio della ricerca scientifica, dei diritti civili, della natura e degli animali. Se dopo la morte hai incontrato Dio, sono sicuro che ora stai cercando di convincerlo a diventare ateo.

Fai buon viaggio tra le stelle, Margherita!

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Le nuove protesi mammarie Mentor rotonde in gel di silicone per l’aumento del seno

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SENO MAMMELLA CAPEZZOLO AREOLAChi mi conosce bene sa che io preferisco sempre aumenti contenuti del volume di seno (riempimento tramite filler) ma per “certe taglie” la mastoplastica additiva rimane ancora l’unica opzione possibile. Mi sono interessato in questi ultimi giorni alle protesi mammarie rotonde in silicone Mentor che considero protesi di alta qualità. Sono approvate negli USA dalla FDA, e sono disponibili in una ampia gamma di misure, profili e tipi di gel. Indipendentemente dallo specifico modello scelto, tutte le protesi mammarie rotonde Mentor prevedono un guscio in elastomero di silicone multistrato con strato barriera per limitare la trasudazione del silicone ed un gel di silicone coesivo proprietario denominato Mentor Advanced Memory Gel™. Limitatamente ad alcuni modelli di protesi, il gel di silicone è disponibile in due diversi livelli di coesività, Cohesive I e Cohesive II.

Continua la lettura con https://www.xthetic.com/2008-protesi-mentor-rotonde/

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L’Italia è al sesto posto nella classifica mondiale della chirurgia estetica

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medicina Chirurgia Estetica Benessere Dietologia Sessuologia Ecografie Tabagismo Smettere di fumare Italia è al sesto posto nella classifica mondiale della chirurgia esteticaL’Italia è sesto posto nella classifica mondiale della chirurgia estetica, sia come interventi praticati, sia come numero di professionisti, secondo l’ultima indagine dell’International Society of Aesthetic Plastic Surgery (ISAPS), la più grande società mondiale di chirurgia plastica estetica.

L’intervento di chirurgia estetica più praticato al mondo è la liposuzione (19.9% di tutte le procedure chirurgiche), seguita a ruota dall’aumento del seno o mastoplastica additiva (18.9%). Se aggiungiamo il 7% di interventi per il sollevamento del seno o mastopessi ed i 6,7% di per la riduzione o mastoplastica riduttiva, il seno si conferma il punto focale dell’interesse. Seguono il ringiovanimento delle palpebre o blefaroplastica (11%), la rinoplastica (7,5%) ed il lifting del viso (4,8%). Per le procedure di medicina estetica al primo posto vediamo il botulino (38,1%), seguito dall’acido jaluronico (23,2%).

In Italia l’intervento più praticato è l’aumento del seno (per il quale siamo al quarto posto nel mondo), mentre l’acido jaluronico batte ancora il botulino, soprattutto a causa della diffusione di informazioni errate.

L’indagine è stata effettuata su ventimila chirurghi in venticinque paesi del mondo. Non sono stati considerati, a fine statistico, gli interventi estetici eseguiti da professionisti che non sono chirurghi plastici.

La ricerca completa si può trovare sul sito  dell’International Society of Aesthetic Plastic Surgery http://www.isaps.org

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Attenzione ai mozziconi di sigaretta: contengono gas tossici e polonio radioattivo

MEDICINA ONLINE FUMO FUMARE SIGARETTE SMETTERE MARIJUANA DROGA DHT DIPENDENZA MALE TUMORE CANCRO POLMONI TOSSICODIPENDENZA NICOTINA CANCEROGENO GRASSO METABOLISMO DIMAGRIRE INGRASSAREFin da piccolo sono sempre stato abituato dai miei genitori al rispetto per la natura e per l’ambiente. Ancora oggi faccio assiduamente la raccolta differenziata e sono un grande promotore delle energie rinnovabili. Eppure per tanti anni, da fumatore, ho inquinato il mondo senza neanche rendermene conto buttando a terra i mozziconi delle sigarette. Ho iniziato a fumare al penultimo anno di liceo. Voi neanche potete immaginare quante sigarette spente ho buttato sul marciapiede davanti al glorioso liceo classico Giulio Cesare di Roma (si, proprio quello che ha frequentato Venditti ed a cui ha dedicato la canzone omonima!). Poi all’università sono diventato più maturo: le sigarette spente finivano negli appositi posaceneri inseriti nei cestini dell’immondizia di Roma. Negli ultimi tempi, prima di smettere, sono andato oltre: ho iniziato a fare la raccolta differenziata del pacchetto (dividevo carta e plastica) e non uscivo di casa senza aver con me una specie di piccolo contenitore sigillato dove buttavo i mozziconi.

Quando gettiamo un mozzicone a terra non ci sentiamo incivili. Diciamo “il mozzicone è piccolo, non fa un grosso danno”. Il problema è che a fumare nel mondo ci sono un miliardo e mezzo di fumatori, che ogni giorno bruciano mediamente dalle 10 alle 30 sigarette per uno! Ammettendo che ognuno di loro fumi un pacchetto di sigarette giornaliero, ci ritroviamo con 30 miliardi di mozziconi al giorno! Che significa quasi 11 mila miliardi di mozziconi all’anno! Essi creano una massa tanto inquinante e pericolosa per l’ambiente e per la salute quanto i rifiuti industriali, anzi forse di più visto che mentre lo smaltimento dei rifiuti industriali è regolamentato e sono smaltiti in posti adibiti, invece i mozziconi sono tranquillamente depositati lungo le nostre strade, le nostre spiagge, i nostri parchi e li rimangono a volte per mesi/anni!
Purtroppo, a giudicare soltanto dalla quantità che vediamo dispersa nelle nostre strade, sembrano essere molto rari quei fumatori che si preoccupano di gettare la cicca della sigaretta nei cestini. C’è addirittura chi non si fa scrupoli a gettarla nel mare: nel Mediterraneo, per esempio, rappresentano il 40% dei rifiuti (il 9,5% sono bottiglie di plastica, l’8,5% sacchetti di plastica, il 7,6% lattine di alluminio).

Acetato di cellulosa

Le cicche sono realizzate in acetato di cellulosa, sostanza difficilmente biodegradabile (più di un anno di tempo per essere biodegradate), persistente, e quindi causa e fonte di molti problemi ambientali. In Italia, vengono consumate 72 miliardi di sigarette all’anno, e molte cicche finiscono inevitabilmente nell’ambiente. L’acetato di cellulosa è discretamente fotodegradabile (da non confondere con la biodegradabilità). Così acqua, sole e variazioni termiche ne provocano lo sgretolamento e la dispersione nell’aria e nell’acqua. Tuttavia circa 12.240 tonnellate di acetato di cellulosa vengono ogni anno emesse nell’ambiente: davvero troppo.

Le sostanze tossiche rimangono nel filtro

I produttori di sigarette utilizzano una quantità enorme di additivi (che debbono essere non tossici) per imprimere al loro prodotto delle caratteristiche di unicità. Nessuno però conosce, al di fuori dei produttori, l’additivo utilizzato, ma è noto che dalla loro combustione derivano poi centinaia e centinaia di composti chimici, anche pericolosi. Lo zucchero per esempio, bruciando, aumenta la percentuale di catrame, il semplice caramello produce catecolo, un potente agente cangerogeno, l’acroleina, che deriva dalla combustione della glicerina, irrita e danneggia le cilia vibratili dei bronchi. Tutte queste sostanze sono contenute nel tabacco, ma anche nella carta vergata che rappresenta solo il 5% in peso della sigaretta.
Il filtro è realizzato con fibre di acetato di cellulosa, incollate da glicerolo triacetato. È una struttura dal nome improprio, poiché trattiene solo una parte minima dei prodotti della combustione, e non può essere diversamente, dato che le sostanze farmacologicamente attive sprigionate dalla combustione del tabacco debbono essere inalate. Tuttavia una parte delle oltre 4.000 sostanze tossiche rimangono nel filtro. Nei mozziconi, quindi, è possibile trovare moltissimi inquinanti: nicotina, benzene, gas tossici quali ammoniaca e acido cianidrico, composti radioattivi come polonio 210, e acetato di cellulosa, la materia plastica di cui è costituito il filtro.

Le ricerche che evidenziano il problema

Uno studio ENEA – AUSL di Bologna di qualche tempo fa mette proprio in evidenza il potenziale nocivo delle cicche di sigarette. Il lavoro valuta il carico inquinante delle cicche di sigaretta sul territorio italiano, argomento sul quale esiste un vuoto culturale e normativo. Sebbene il carico nocivo di ogni cicca sia basso (dell’ordine di milligrammi), il fattore che amplifica il problema è l’elevato numero di cicche prodotte.

La valutazione si basa su: il numero di fumatori (circa 13 milioni anche se altri studi indicano un numero molto più alto di fumatori), il numero medio di sigarette fumate da ciascuno (15 sigarette al giorno), i quantitativi di alcuni agenti chimici presenti in ogni cicca e il numero complessivo di cicche immesse in ambiente ogni anno (che come prima ricordato corrisponde a 72 miliardi di cicche/anno).

Tenuto conto del potere filtrante dell’acetato di cellulosa del filtro è comunque possibile affermare che il carico nocivo immesso in ambiente con i mozziconi di sigaretta è alquanto rilevante.

  • Nicotina 324 tonnellate
  • Polonio 210 1872 milioni di Bq
  • Composti organici volatili 1800 tonnellate
  • Gas tossici 21,6 tonnellate
  • Catrame e condensato 1440 tonnellate
  • Acetato di cellulosa 12240 tonnellate

Lo studio sottolinea inoltre che non esistendo normative nazionali che ne limitino la dispersione in ambiente, ma solo singole iniziative da parte di alcuni comuni più attenti, la maggior parte delle cicche imbrattano il suolo o finiscono nelle fogne e nelle acque superficiali contaminandole. Da tutti questi fattori emerge la necessità di classificare le cicche come un rifiuto tossico per l’ambiente e trattarle come tale.

I comuni, gli amministratori locali, i datori di lavoro dovrebbero non solo emanare norme di comportamento, ma anche installare, come accade per altre tipologie di rifiuti, appositi raccoglitori per i mozziconi di sigaretta.

Il problema, è evidente, va affrontato da vari punti di vista, coinvolgendo diversi attori e notevoli risorse finanziarie. La sua risoluzione resta comunque legata intimamente al modo di agire dei fumatori: non basta ridurre il consumo di sigarette ma è necessaria l’adozione di comportamenti responsabili e rispettosi della propria e altrui salute.

Spiaggia, mare, ed il singolo mozzicone che uccide una tartaruga marina

È recente l’indagine dimostrativa promossa da Focus sull’impatto ambientale delle cicche di sigarette. Ogni metro quadro di spiaggia contiene in media 2 mozziconi, poi tappi di plastica, cannucce e stecchi di gelato. In media quindi sulle nostre spiagge vi sono 12.4 milioni di nuovi mozziconi di sigarette all’anno. Anche all’estero la situazione è analoga. Negli Stati Uniti e in Australia i mozziconi di sigarette sulle spiagge sono un problema. E quasi nessuna località, con rare eccezioni, è attrezzata per lo smaltimento dei mozziconi. E sono pochi gli stabilimenti che mettono a disposizione dei portacenere sotto gli ombrelloni.
Il passaggio dalle spiagge al mare è inevitabile. Per questo i composti tossici dei mozziconi di sigaretta entrano nella complessa rete alimentare del mare. La tossicità di un singolo mozzicone è paragonabile a quella di molti pesticidi, quindi la qualità dei corsi d’acqua e delle acque di balneazione ne risente notevolmente.
Attualmente stanno aumentano di numero anche i piccoli filtri usati per le sigarette “fai da te”, che sono più facilmente ingeriti da animali come pesci, uccelli e piccoli animali. Spesso tale ingestione provoca la morte di molti animali marini.
Sino ad ora solo l’Australia ha dato via a delle sperimentazione finalizzate alla raccolta dei mozziconi da parte del singolo fumatore, attraverso un portacenere portatile resistente al fuoco e riutilizzabile.
Nel resto del mondo non esiste nessuna norma che regolamenti lo smaltimento delle cicche di sigaretta e nessuna vera campagna di sensibilizzazione (esclusa quella di Marevivo, vedere sitografia), quindi è sicuramente utile, anzi necessario, formare i singoli fumatori, illustrare loro i problemi legati al pericolo del fumo e dei mozziconi che inconsapevolmente gettano in qualsiasi posto, munirli di portacenere portatili e attrezzare le aree per fumatori con portacenere ermetici, ed eventualmente smaltire i mozziconi allo stesso modo delle pile e comunque secondo procedimenti da studiare al fine di alleviare l’impatto ambientale dei mozziconi. Basterebbe aumentare di pochi centesimi il costo di un pacchetto di sigarette per mettere a punto dei piani efficaci di raccolta e smaltimento delle cicche.
Ricordiamo che un singolo mozzicone ingerito da una tartaruga marina può ucciderla in poco tempo.

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Mineralogramma: analisi spettrofotometrica dei minerali nei capelli

MEDICINA ONLINE DONNA CAPELLI BELLEZZAIl mineralogramma – cioè l’analisi spettrofotometrica dei minerali contenuti in un campione di capelli – viene usato sempre più spesso in campo medico e nutrizionale, a integrazione degli esami di routine, come possibile indicatore di eccessi o di carenze minerali ma anche come conferma (o segnale) di alcune patologie, soprattutto nelle fasi vitali più delicate.

Cosa si può valutare con il mineralogramma?
La valutazione con il mineralogramma è particolarmente opportuna in queste circostanze:
– Gravidanza (valutazione dell’esposizione ai metalli pesanti e ai loro antagonisti come calcio, ferro e selenio)
– Allattamento (carenze nutrizionali) e prima infanzia
– Menopausa
– Astenia
– Patologie immunitarie (malattie autoimmuni, deficit, ipersensibilità, ecc.)
– Osteoporosi
– Alterazioni endocrine e dismetaboliche
– Alterazioni delle funzioni sessuali (infertilità)
– Alterazioni della nutrizione (disbiosi croniche, malattie intestinali, bulimia, patologie tumorali)
– Sovrappeso e ritenzione
– Medicina di prevenzione

Leggi anche: Perché cadono i capelli? Quanti capelli al giorno è normale perdere? E’ vero che i calvi hanno più testosterone?

Come si effettua l’esame?
Questa analisi si compie prelevando 3 cm di capelli dal retro della nuca, nella zona della base del cranio, nella misura di circa 0,5 grammi. Il campione deve essere ottenuto in piccole quantità da zone differenti della regione occipitale, tagliando i capelli il più vicino possibile allo scalpo. La lunghezza non deve superare i 3 cm. I capelli vengono lavati con una soluzione neutra per eliminarne le sostanze esterne, e quindi sciolti in una soluzione acida al fine di poter essere analizzati da uno spettrofotometro ad assorbimento atomico capace di valutare la quantità di minerali contenuti nei capelli.

Perché proprio i capelli?
I capelli costituiscono un materiale bioptico che può essere ottenuto senza dolore ed hanno un notevole valore medico interpretativo che consente la comprensione circa la funzionalità della cellula e del suo metabolismo, la via di degradazione dei glucidi, la fosforilazione, il ciclo degli acidi tricarbossilici (ciclo di Krebs), tutti eventi biochimici che divengono osservabili e correggibili con l’appropriato intervento terapeutico dietologico che permette di riordinare gli alterati e sottili equilibri omeostatici corporei.

Differenze con i fluidi corporei
I dati del mineralogramma sono clinicamente importanti perché i capelli concentrano i minerali circolanti, e quindi – a differenza dei fluidi corporei, molto più soggetti a fluttuazioni – permettono di identificare e misurare anche elementi a bassissime concentrazioni (minerali tossici, minerali traccia).

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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