Le 20 curiosità che ancora non conosci su 1997: Fuga da New York

Escape from MEDICINA ONLINE New York is a 1981 American dystopian science-fiction action film co-written, co-scored and directed by John Carpenter Kurt Russell WALLPAPER HD PHOTO PICTURE MOVIEQuanto conoscete il film 1997: Fuga da New York? Ecco le venti cose che forse non sapete su questo bellissimo film del 1981!

20 – John Carpenter scrisse una prima bozza della sceneggiatura di Escape from New York nel 1976, sotto l’influsso di tutta una serie di fattori: la sfiducia nei confronti delle istituzioni diffusasi in America dopo lo scandalo Watergate, la New York dipinta come una giungla metropolitana ne Il giustiziere della notte di Michael Winner (1974) e l’idea di un protagonista costretto a compiere un lavoro per qualcun altro de Il Pianeta dei Dannati, un romanzo di fantascienza di Harry Harrison del ’62. Un paio d’anni dopo, grazie al successo di Halloween, la notte delle streghe, Carpenter firmò un accordo con la Avco-Embassy Pictures per la realizzazione di due pellicole: la prima fu The Fog, la seconda sarebbe dovuta essere The Philadelphia Experiment, ma il progetto si arenò in fase di stesura dello script (nell’84 l’avrebbe poi diretto Stewart Raffill) e così il regista decise di ripescare dal cassetto quella storia sulla Manhattan del futuro trasformata in un gigantesco carcere. A quella storia, però, secondo Carpenter mancava ancora qualcosa. “Era un film d’azione e basta”, avrebbe ricordato anni dopo il regista, “gli mancava quel pizzico di umorismo cinico che soprattutto chi abitava a New York si sarebbe aspettato dal film”. Carpenter tirò così dentro Nick Castle, un suo vecchio amico ai tempi degli studi alla University of Southern California, già chiamato a interpretare il Michael Myers mascherato in Halloween. Ruolo per il quale Castle era stato pagato la bellezza di 25 dollari al giorno. Fu proprio Castle – in seguito regista di una dozzina di film, come Giochi stellari (1984) e Dennis la Minaccia (1993), a inventare la figura del Tassista (Ernest Borgnine) ed il finale della pellicola. La sceneggiatura modificata con l’aiuto di Nick Castle presentava comunque diversi elementi poi lasciati fuori: ad esempio la rapina per cui viene arrestato Jena/Snake Plissken (Kurt Russell). Tanto che nei titoli di coda si legge di un personaggio, Taylor (Joe Unger), che nel film non appare proprio perché coinvolto in quella scena, e che nella colonna sonora una delle tracce composte da Carpenter si intitola appunto The Bank Robbery. Non è tutto. Alla fine del film, Jena avrebbe dovuto scagliare la sigaretta addosso al presidente (ma Kurt Russell non se la sentì) e Lee Van Cleef avrebbe dovuto rivelargli che le microcapsule iniettategli erano in realtà finte, usate per costringerlo a scapicollarsi per aiutarli. Un’idea poi riciclata da Carpenter per il seguito, Fuga da Los Angeles.

19 – La Avco-Embassy Pictures, nella persona dei due produttori Larry Franco e Debra Hill, non voleva assolutamente Kurt Russell come Snake Plissken, preferiva puntare su attori con la faccia da duro come Charles Bronson o Tommy Lee Jones. Solo che secondo Carpenter, Bronson, con tutto il rispetto, aveva sessant’anni; quanto a Tommy Lee Jones, il regista temeva che un attore navigato come lui non gli avrebbe lasciato un controllo totale sulla pellicola. Per sua fortuna, Tommy Lee Jones declinò l’offerta e così Carpenter potè averla vinta sull’idea Kurt Russell, un attore con cui aveva già girato Elvis, il re del rock. Un sodalizio artistico, il loro, che sarebbe proseguito poi con La cosaGrosso guaio a Chinatown e Fuga da Los Angeles. Kurt Russell, che come vedremo più avanti ha avuto un ruolo importante nella caratterizzazione dell’antieroe Plissken, lo descrisse all’epoca delle riprese come un “mercenario a metà tra Bruce Lee, il protagonista di The Exterminator (film del 1980 su un reduce del Vietnam diventato vigilante) e Darth Vader, con la voce Clint Eastwood”.

18 – Per essere un film ambientato a New York, la pellicola di Carpenter include un numero limitatissimo di scene girate davvero a New York: una. La ripresa dell’elicottero che arriva all’inizio a Liberty Island, girando attorno alla Statua della Libertà: Fuga da New York è stato il primo film a ottenere un permesso per girare sull’isola. Per tutto il resto delle riprese, invece, a Carpenter serviva una New York semidistrutta e così spedì il location manager Barry Bernardi in giro per gli USA alla ricerca “della peggiore città d’America”. Alla fine Bernardi suggerì East St. Louis, nell’Illinois, sull’altra sponda del Mississippi rispetto alla più nota St. Louis del Missouri. Perché? Diversi isolati della cittadina erano bruciati durante un incendio nel 1976. Per girare alcune scene, Carpenter e la produzione convinsero inoltre il sindaco addirittura a spegnere l’illuminazione pubblica in dieci isolati. Le riprese si protrassero dall’agosto al novembre del 1980: si girava solo di notte, tormentati dalle zanzare e da un caldo asfissiante, fino alle sei del mattino, quando si andava a dormire. Cast e troupe non videro letteralmente la luce del giorno per due mesi e mezzo.

17 – Il personaggio di Maggie, la moglie di Mente, fu scritto da Carpenter espressamente per Adrienne Barbeau, perché lei (ex ballerina in un locale scusagno di Broadway della mafia) era all’epoca sua moglie. Il che significava che Carpenter la infilava nei suoi film (era già successo con The Fog), ma aveva anche i suoi vantaggi. Quando il regista si accorse, diverso tempo dopo la fine delle riprese, di non aver girato la scena della morte di Maggie, poté infatti risolvere il tutto in quattro e quattrocchi, riprendendo la moglie nel vialetto del garage di casa. Adrienne Barbeau e Carpenter hanno divorziato nell’84: l’attrice, protagonista anche de Il mostro della palude, il film tratto dal fumetto Swamp Thing, è apparsa nel 2012 in Argo di Ben Affleck.

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16 – L’idea di girare davanti casa la scena con Maggie morta, peraltro, venne in mente a Carpenter solo dopo che un adolescente, figlio di uno dei dipendenti della Avco-Embassy Pictures che aveva avuto modo di vedere una prima versione del montato finale, gli aveva fatto notare che il film non mostrava la sorte della donna. Quel ragazzino si chiamava J. J. Abrams, il famoso produttore e regista. Sempre in tema saranno famosi, gli effetti speciali del film, come uno dei due modellini in scala della città (ci arriviamo subito) oppure la skyline di Manhattan con il World Trade Center e i palazzi che si vedono nella scena in cui l’elicottero atterra a Central Park, vennero affidati alla New World Cinema di Roger Corman. A occuparsi in prima persona del tutto, un giovanotto aspirante regista che lavorava per Corman: l’ormai famosissimo James Cameron.

15 – La ragazza con cui Snake Plissken parla nel bar Chock Full O’Nuts, la tizia con i capelli alla Limahl che viene poi inghiottita dai selvaggi sbucati dal sottosuolo, è Season Hubley, all’epoca moglie di Kurt Russell. L’attrice aveva partorito solo pochi mesi prima il figlio della coppia, Boston.

14 – Durante il film, diversi personaggi che incontrano il protagonista gli dicono che lo credevano morto: si tratta di una gag che da un lato omaggia il western Il grande Jack con John Wayne, dall’altro… il vero Plissken. Ai tempi del liceo, infatti, Carpenter aveva conosciuto davvero un bullo chiamato Plissken e soprannominato Snake, a un certo punto creduto morto da tutti per una falsa voce.

13 – Se convincere i produttori ad affidare la parte di Snake all’ex protagonista de Il computer con le scarpe da tennis non era stato semplice, per Carpenter fu una vera e propria battaglia far digerire Lee Van Cleef come Bob Hauk. La Avco-Embassy voleva Burt Lancaster, Kirk Douglas o William Holden. Lo stesso Van Cleef non era del resto sicuro di accettare, ma si convinse a farlo quando Carpenter gli disse che avrebbe potuto tenersi l’orecchino durante le riprese. L’attore era però reduce da una brutta caduta da cavallo che gli aveva ridotto male il ginocchio, e in seguito dichiarò che camminare dritto nel corridoio all’inizio assieme a Snake, senza mostrare alcuna zoppia nonostante il dolore, era stata una delle prove più dure della sua carriera.

12 – I problemi per Donald Pleasence, che nel film interpreta il presidente degli Stati Uniti, erano invece di altra natura. Pleasence, già diretto da Carpenter in Halloween, la notte delle streghe e in seguito apparso in altri suoi film, come Il signore del male (1987), era nato nel  Nottinghamshire e aveva un forte accento inglese. E che diavolo ci faceva un inglese al comando degli USA? Niente, e infatti Pleasence non voleva accettare la parte. Carpenter gli scrisse perciò una lettera, sottolineando gli elementi ironici della pellicola, e lo convinse a dirgli di sì. Il diligente attore britannico si inventò anche tutta una storia del personaggio che giustificasse la presenza di un inglese alla Casa Bianca, qualcosa che aveva a che fare con Margaret Thatcher che conquistava il pianeta, rendendo di nuovo gli Stati Uniti una colonia britannica. A Pleasance fare la parte del prigioniero veniva benissimo, perché durante la Seconda Guerra Mondiale il bombardiere della RAF su cui volava era stato abbattuto e lui era finito realmente in un campo di prigionia tedesco. Questo non era bastato comunque a soffocare la sua grande ironia: Adrienne Barbeau e Isaac Hayes (che in 1997 è il Duca) dichiararono al termine delle riprese di non aver mai conosciuto uomini più divertenti di lui, e quanto fosse difficile recitare in sua presenza senza scoppiare a ridere. Parlando di presidenti USA, il tizio biondino che cerca di entrare nella cabina dell’Air Force One dirottato all’inizio del film? È l’attore Steven Ford, figlio dell’ex presidente Gerald Ford.

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11 – Per il tono simile, molti continuano a credere che la voce del computer che si sente all’inizio, quando viene descritto come e perché nel 1988 Manhattan sia diventata una prigione, appartenga a Jamie Lee Curtis. Ma non è così: a parlare è infatti la produttrice del film, Debra Hill.

10 – Quando Snake arriva a Manhattan, prima di atterrare sul World Trade Center vede dall’interno del suo aliante, il Gullfire, una versione in wireframe della città sui tre schermi del velivolo. Ma all’epoca i computer necessari per generare immagini di quel tipo costavano parecchio, perciò i tecnici presero il modellino della città usato per le altre riprese, fatto di plexiglass bianco, ed un altro set in scala in legno, e li verniciarono di nero, lasciando scoperte delle parti di bianco lungo i bordi e la struttura per creare quell’effetto griglia: una botta di luce nera con la lampada di Wood e voilà, finto 3D in wireframe a basso costo: eccezionale!

9 – Il Duca ha un vistoso tic all’occhio destro. Fu Isaac Hayes – compianto musicista e attore che, tra le altre cose, avrebbe un giorno doppiato Chef in South Park prima di litigare con i suoi autori a causa della presa in giro di Scientology nella puntata “Intrappolato nello stanzino” – a suggerire la cosa a Carpenter, ipotizzando che uno dei tagli che gli avevano provocato le cicatrici piazzategli in faccia dal reparto trucco gli avesse danneggiato un nervo. Ah, con la sua auto stramba con i lampadari appesi fuori ed una palla da disco anni 70 all’interno, il Duca è il grande precursore della moda del pimpaggio veicoli.

8 – L’iconica benda di Plissken era stata invece un’idea di Kurt Russell. Idem per la giacca di pelle, comprata dall’attore qualche mese prima a Parigi. Nei poster del film e in altre foto promozionali, Snake viene mostrato con il tatuaggio di un cobra sul bicipite, un fucile e dei pantaloni verdi: nel film non ha nessuna delle tre cose, visto che il cobra fu spostato sulla panza, il fucile venne soppiantato da una mitraglietta Ingram MAC-10 e i pantaloni mimetici verdi divennero bianchi, grigi e azzurrini, perché Plissken era un reduce della guerra a Leningrado, e perché meglio adatti all’ambientazione urbana del film. Per prepararsi fisicamente per la parte, Russell seguì una dieta rigorosa e trascorse mesi e mesi agli attrezzi. Felice di potersi lasciare alle spalle tutti quei personaggi da film Disney per famiglie, si sforzò di creare un antieroe tosto e taciturno. Una notte, durante le riprese, Russell si trovò di fronte un tizio di East St. Louise che tornava a casa: il tipo restò pietrificato davanti all’attore con la benda, indietreggiando spaventato. Quella sera Russell disse a Carpenter che il loro Snake funzionava. Nel film furono impiegate due diverse bende. Una più scura per i primi piani, l’altra meno coprente, per lasciar intravedere qualcosa a Russell nelle scene d’azione. Russell aveva suggerito anche di dotare Snake di sigarette in grado di accendersi da sole. Ma dopo un paio di tentativi e altrettante scottature rimediate ai polpastrelli, l’idea venne definitivamente abbandonata. Snake Plissken è da sempre il personaggio preferito di Kurt Russell tra quelli che ha interpretato in carriera. Questo nonostante i soldi che gli era costato quella sera a New York, all’uscita del film, quando aveva portato tutta la famiglia a vederlo. Solo che i gestori della sala non volevano credere che lui avesse davvero recitato in quella pellicola, e lo costrinsero a pagare i biglietti.

7 – Slag, l’energumeno con cui Plissken scambia cortesie e colpi di mazza (semplice prima, dotata di veri chiodi dopo) nel ring è Ox Baker, famigerato wrestler americano la cui finisher, chiamata Heart Punch, si credeva avesse provocato la morte di due lottatori nei primi anni 70. Le cose non stavano proprio così, ma a Baker era rimasta appiccicata addosso una pessima fama. Fatto sta che quando si doveva girare la scena dell’incontro nella vecchia stazione di St. Louis, Baker, che nelle prove aveva rotto il naso di uno stuntman e generato un enorme bernoccolo sulla testa di un altro, colpì ripetutamente Kurt Russell al volto con il cestino dei rifiuti di metallo. Dopo un po’ l’attore ne ebbe abbastanza e come risposta piazzò una mano ad altezza attributi del wrestler, minacciando di strizzarglieli. I testicoli dovevano essere grossomodo l’unico punto debole di Ox Baker: quel giorno, nel salire sul ring, si era procurato un taglio su una gamba. Vedendolo sanguinare, Carpenter gli chiese se gli facesse male. “Che cosa?”, gli rispose Baker, che non se n’era neanche accorto.

6 – Lo sgherro del Duca con i capelli da Super Saiyan si chiama Romero. Nei titoli di coda si leggono inoltre i nomi di altri due personaggi chiamati Cronenberg e Taylor (vedi sopra). Si tratta ovviamente di un omaggio ai colleghi George A. Romero, David Cronenberg e Don Taylor (quello di Fuga dal pianeta delle scimmie). Il personaggio di Tom Atkins si chiama invece Rehme visto che Robert Rehme era all’epoca il direttore della AVCO Embassy che produceva il film. La scena della “fissazione nucleare”. I dati importanti portati in giro dal presidente USA nel 1997 su audiocassetta sono uno degli “anacronismi inevitabili” del film, assieme alla citazione dell’Unione Sovietica (scioltasi nel 1991) e della città di Leningrado (tornata a chiamarsi San Pietroburgo sempre nel ’91) Parlando di nomi, Snake Plissken diventa come tutti sapete Jena Plissken nella versione italiana (che aggiunge il 1997 nel titolo e nella quale a un certo punto – dopo 1 ora e 19 minuti dall’inizio – qualcuno ha tradotto brillantemente “nuclear fission” con “fissazione nucleare”), mentre nell’edizione coreana del film il suo nome è Cobra.
Il soprannome originale del personaggio è probabilmente dovuto al vistoso tatuaggio a forma di serpente (“snake” in inglese) sul ventre, analogia che si è persa nella versione italiana, costretta, per motivi di labiale, a ribattezzarlo “Jena” Plissken. In Germania il film è stato ribattezzato Die Klapperschlange, il serpente a sonagli, ma chi ha realizzato il poster ufficiale ha scritto male il cognome del protagonista.

5 – Il ponte minato sulla 69a non esiste. Cioè, nel senso che al di là delle mine, a New York City non c’è mai stato un ponte all’altezza della 69a strada. In una recente intervista, Carpenter ha dichiarato che la sua conoscenza di New York era molto approssimativa, e che in realtà si sarebbe dovuto trattare del ponte sulla 59a, l’Ed Kock Queensboro Bridge. Sia quel che sia, siccome per la scena dello slalom tra le mine occorreva del fumo, il supervisore degli effetti speciali Roy Arbogast si fece spedire dei contenitori di fumo artificiale allo stato liquido da Los Angeles, dimenticandosi di far dichiarare all’imbarco che si trattava di materiale infiammabile. Uno dei contenitori si ruppe e l’aereo fu invaso dal fumo in fase di atterraggio: tutti pensarono a un incendio a bordo, e fu attivata la procedura d’emergenza, con passeggeri fatti scendere dagli scivoli appena toccata terra e intervento dei pompieri. Quando si scoprì che a metter su quel casino era stata una troupe di Hollywood, il coordinatore della produzione venne interrogato dall’FBI.

4 – Al centro della locandina americana del film, e comunque presente nelle versioni per gli altri mercati, c’è la testa della Statua della Libertà. In una strada di New York. La cosa per Carpenter non aveva il benché minimo senso: era stato l’artista autore del poster a tirarla fuori, ma secondo la produzione funzionava, e allora si era deciso di lasciarla lì. Considerata la distanza tra Liberty Island e Manhattan, Carpenter era convinto ci volesse una qualche forza disumana per far arrivare la testa della statua fino a lì. Era, disse, “come lanciare qualcosa da Heathrow fino al London Bridge”. Quel poster, in ogni caso, colpì quel ragazzino di nome J. J. Abrams, che quasi trent’anni dopo produsse Cloverfield, sulla cui locandina del film la Statua della Libertà ha la testa mozzata.

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3 – Arrivato nelle sale USA il 10 luglio del 1981, ed in Italia il 15 ottobre dello stesso anno, 1997: Fuga da New York fu girato con un budget di 6 milioni di dollari e ne raccolse, solo in America, ben 25. Carpenter ne ha realizzato un seguito nel 1996, Fuga da Los Angeles (dopo una lavorazione durata più di dieci anni) ed ha parlato più volte di un possibile terzo film della serie. Intanto è ovviamente in cantiere anche per Fuga da New York un remake, una TRILOGIA che partirà da un prequel. Ultimamente sono circolati i nomi di Jason Statham e Tom Hardy per interpretare Plissken. Prima dell’uscita del film, Carpenter e la produttrice Debra Hill contattarono la Marvel, all’epoca attivissima negli adattamenti a fumetti di film e telefilm di grido, per realizzare una trasposizione su carta di Plissken, ma non c’era modo di uscire in tempo con un progetto del genere e non se ne fece niente. Peccato.

2 – 1997: Fuga da New York ha ispirato non solo Abrams, ma un’intera generazione di cineasti: Robert Rodriguez aveva dodici anni quando andò a vederlo e fu proprio il film di Carpenter a fargli decidere cosa volesse fare da grande. Va poi citata tutta quella serie di B-movie fantascientifici spuntati sulla scia di Escape from New York, come 1990: i guerrieri del Bronx di Castellari (figlio illegittimo di Snake Plissken e de I guerrieri della notte) e soprattutto 2019: Dopo la caduta di New York di Sergio Martino.

1 – L’influenza di 1997: Fuga da New York non si limita chiaramente al cinema. William Gibson dichiarò di esser stato influenzato nella scrittura di Neuromante da un dialogo del film (quello tra Jena e Hauk sul volo con il Gullfire a Leningrado), e in particolare dal gergo utilizzato da Jena. Hideo Kojima pensò il suo primo Metal Gear (MSX2, 1987) dopo aver visto il film di Carpenter. Non a caso il protagonista del gioco si chiama Snake. Da allora, la saga è stata tutto un omaggio al mondo di 1997: da Iroquois Pliskin alla benda sull’occhio in Metal Gear Solid 3: Snake Eater. Senza Escape from New York, in buona sostanza, non ci sarebbero stati il romanzo che ha dato inizio al cyberpunk ed il gioco che ha creato il genere stealth. Non ci sarebbero stati di conseguenza Nathan Never, Sam Fisher e chissà che altro.

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Clorexan (clorexidina) 100ml soluzione cutanea, foglietto illustrativo

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La clorexidina e’ un antisettico disinfettante biguanidico con azionebattericida e batteriostatica. E’ particolarmente efficace contro ibatteri gram positivi/gram negativi ed alcune specie di Pseudomonas eProteus. Inibisce i micobatteri ed e’ attiva su alcuni funghi e virus.

Indicazioni

Disinfezione e pulizia della cute lesa. Preparazione del campo opera-torio.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ verso i componenti.

Posologia

Va applicato mediante della garza intrisa con 1-2 ml del prodotto se trattasi di cute lesa, o mediante batuffolo di ovatta umido, frizionando per alcuni secondi, se trattasi di terapia iniettiva o di preparazione del campo chirurgico. Ripetere l’operazione, se necessario, 2-3 volte al giorno.

Interazioni

Evitare l’uso contemporaneo di altri antisettici e detergenti.

Effetti Indesiderati

E’ possibile il verificarsi in qualche caso, di intolleranza (brucioreo irritazione) e sensibiizzazione della pelle.

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Differenza tra caffeina e caffeina anidra

MEDICINA ONLINE CAFFE CAFFEINA THE TE TEINA ECCITANTE ASTINENZA GINSENG LUNGO CORTO ORZO MACCHIATO CALDO FREDDO TAZZA GRANDE VETRO DIFFERENZE COFFE ESPRESSO AMERICANO WALLPAPER PIC PICTURE HI RES PHOTOLa caffeina è una sostanza introdotta nell’organismo principalmente mediante l’assunzione di caffè o di tè, apprezzata per i sue proprietà energetiche ed utile per chi sta seguendo una dieta dimagrante, al punto che, soprattutto per chi va in palestra, ne è stato tratto un tipo di integratore alimentare, la caffeina anidra. Procedendo con ordine, vediamo quali sono gli effetti della caffeina e le sue caratteristiche, per poi passare ad analizzare la caffeina anidra, cercando di rendervi consci dei possibili rischi di un uso errato di questa sostanza, in termini di quantità, di modalità di utilizzo, di tempistica, di regime alimentare e di stile di vita in generale che ruotano intorno alla sua assunzione regolare, che siate sportivi o meno.

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La caffeina è presente nel caffè in quantità pari a 100 mg per una tazzina, si trova nel tè ed anche nel cacao. Dopo averla assunta, viene assorbita rapidamente fino al picco di presenza nel plasma intorno ai 120 minuti dopo ma con una durata degli effetti pari solo a 2-4 ore. Viene distribuita ai diversi tessuti e metabolizzata nel fegato in dimetilxantine. Gli effetti della sua introduzione nell’organismo sono i seguenti:

  • Aumento della concentrazione nel sangue degli acidi grassi, grazie alla stimolazione della lipolisi
  • Mediazione della vasodilatazione a livello muscolare
  • Rilascio della muscolatura bronchiale e facilitazione della respirazione
  • Miglioramento delle capacità cognitive e dello stato di veglia, anche notturna
  • Aumento della diuresi
  • Riduzione della sensazione di dolore, grazie alla limitazione dell’attivazione dei nocicettori
  • Rilascio di adrenalina e conseguente aumento del battito cardiaco
  • Vasodilatazione a livello muscolare e degli organi vitali
  • Aumento dei secondi messaggeri tipo l’AMPc e attivazione dei segnali intracellulari, atti al funzionamento delle cellule

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Per gli sportivi, la caffeina è utile a:

  • migliorare le prestazioni in termini di resistenza e di forza, grazie al risparmio del glicogeno muscolare in cambio di quello lipidico, ed al migliore afflusso di calcio nei muscoli scheletrici con una contrazione agevolata, oltre alla vasodilatazione muscolare;
  • ridurre il senso di affaticamento fisico, grazie al miglioramento del metabolismo ossidativo ed all’effetto analgesico
    ottenere un effetto ergogenico, utile sia negli sport di endurance, che intermettenti, che di forza.

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Viene spesso associata all’uso di altre sostanze, come ad esempio la taurina, e risulta determinante perché è essa che agisce anche nelle veci dell’altra sostanza implicata nei processi di miglioramento delle prestazioni dell’organismo, attivandosi nel produrre i benefici ricercati. La dose consigliata è tra i 2 ed i 4 mg/kg, fino ad un massimo di 300 mg/giorno(3-5 tazzine di caffè), sempre per uno sportivo (non per un lavoratore sedentario!). L’ideale, visti i tempi di assorbimento e di termine della sua efficacia, è tra due ed un’ora prima della prestazione o dell’allenamento. Assumere caffeina per tempi prolungati ne riduce l’effetto energizzante; per beneficiare nuovamente dell’effetto ergogenico è pertanto consigliabile eliminarne il consumo per una settimana, per poi riprenderlo. Se l’atleta, nelle urine del controllo antidoping, presenta un valore di caffeina superiore a 0,012 mg/ml, ossia circa 6-8 tazzine di caffè, viene considerato positivo e punibile con la squalifica.

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La caffeina si potrebbe associare a carboidrati a medio indice glicemico oppure a vitamine come la niacina, che sono ambedue presenti nel caffè in tazza. Non è utile invece associarvi un integratore come la creatina, poiché la presenza di caffeina riduce la biodisponibilità della sostanza. Bisogna fare attenzione al consumo eccessivo, che può condurre ad effetti quali tremori muscolari, ansia, tachicardia, insonnia, eccitazione; l’uso cronico può causare reflusso gastroesofageo, ulcere, esofagiti, ipertensione, tachicardia, emicrania, impedimento nell’assorbimento di calcio e ferro. Chi ha una malattia epatica, renale, cardiovascolare, è al di sotto dei 12 anni o è in stato di gravidanza, non ne dovrebbe assumere. Si possono verificare interazioni con sostanze quali farmaci antiepilettici e anticompulsivi, così come l’uso di contraccettivi ne aumenta l’efficacia del 50%.

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La caffeina anidra è un integratore alimentare presentato con l’aspetto di una polvere bianca, solubile in acqua bollente, in etere o etanolo anidro, è nociva se ingerita allo stato puro, è di grado farmacopea quindi non ha restrizioni in campo dermo-cosmetico, mentre per uno scopo dimagrante si deve necessariamente essere seguiti da un medico. Impiega circa 60 minuti per agire, contro i 45 della caffeina, e molto più tempo per mobilitare i grassi; si trova confezionata anche in pastiglie di 200 mg ciascuna, quindi la dose consigliata è di mezza tavoletta, dato che si tratta pur sempre di caffeina, ma senza acqua (anidra). Alcuni sportivi o “fissati” per la palestra la sniffano, saltando il metabolismo epatico, per raggiungere una maggiore concentrazione ematica, correndo così il rischio di intossicarsi, se per caso hanno aggiunto altre sostanze che ne favoriscono l’assorbimento; la dose di 800 mg che alcuni suggeriscono (pari a 10 tazzine di caffè) può essere talmente nociva da causare gravi danni a tutti i livelli.

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Spesso la caffeina viene usata nelle creme anticellulite, per trattare le adiposità localizzate favorendo la mobilitazione dei trigliceridi dell’adipe sottocutanea, e nelle diete dimagranti, in particolare 5-6 tazzine di caffè aumentano il metabolismo basale del 10-15%, con il consumo di 100-500 calorie in più al giorno, in relazione alla taglia ed alla massa muscolare dell’individuo (che deve essere perfettamente in forma e nutrirsi in modo corretto o superiore al necessario, quindi in sovrappeso, e non in sottopeso o normale).

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E’ importante sapere che il caffè dopo il pasto non facilita la digestione, ma la rallenta, soprattutto se vi si aggiunge molto zucchero, panna o alcolici, anche se la sensazione è quella di una digestione facilitata.

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Differenza tra Gabapentin e Pregabalin

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACI EFFETTI COLLATERALI INDICAZIONI CONTROINDICAZIONI EFFETTO DOSE DOSAGGIO PILLOLE CREMA PASTIGLIE SUPPOSTE SIRINGA INIEZIONE EMIVITA FARMACOCINETICAGabapentin (Neurontin) in monoterapia è un’alternativa alla Carbamazepina (Tegretol) in monoterapia nell’epilessia parziale, e ai farmaci antidepressivi triciclici nel dolore neuropatico associato a diabete o alla nevralgia post-erpetica.

Pregabalin (Lyrica) è un analogo del GABA strettamente correlato al Gabapentin.
Il farmaco è stato approvato in due indicazioni: epilessia parziale refrattaria e dolore neuropatico.

Nei pazienti con epilessia parziale non adeguatamente controllata da una combinazione di 2 o 3 antiepilettici, tre studi clinici controllati con placebo della durata di 12 settimane hanno indicato che il trattamento aggiuntivo con Pregabalin al dosaggio di 600mg/die è in grado di ridurre della metà la frequenza delle crisi convulsive nel 50% dei pazienti.
Il Pregabalin non è stato messo a confronto con altri enti-epilettici di seconda linea.

Nel dolore neuropatico, 12 studi clinici controllati con placebo hanno valutato il Pregabalin nei pazienti con diabete o con nevralgia post-erpetica.
Un’elevata percentuale di pazienti, da un terzo alla metà, ha presentato una riduzione di almeno il 50% nel punteggio relativo al dolore dopo trattamento con Pregabalin al dosaggio di 600mg/die assunti in 2 o 3 dosi.
Nell’unico studio clinico che ha preso in considerazione l’Amitriptilina (75mg/die), quest’ultima è risultata più efficace del placebo, a differenza del Pregabalin.
Non esiste alcuno studio che ha analizzato l’effetto del Pregabalin dopo fallimento del trattamento con Amitriptilina e Gabapentin.

Il profilo delle reazioni avverse del Pregabalin è risultato simile a quello del Gabapentin con una prevalenza di reazioni neuropsicologiche (capogiri e stato di torpore).

Il Pregabalin allo stesso modo del Gabapentin può portare ad un aumento di peso e ad edema periferico, specialmente nei pazienti anziani.

Casi di restrizione del campo visivo sono stati riportati con Pregabalin nel corso degli studi clinici.

Studi su animali hanno suggerito un possibile rischio di emangiosarcoma, sebbene non sia mai stato descritto alcun caso nell’uomo.

Il Pregabalin, come il Gabapentin, viene eliminato immodificato nelle urine, con un limitato rischio di interazioni associate al citocromo P450.
La dose di Pregabalin dovrebbe essere ridotta nei pazienti con moderata insufficienza renale (clearance della creatinina al di sotto dei 60ml/min).

Secondo gli Autori dell’articolo, il Pregabalin non offre alcun vantaggio nei pazienti con epilessia parziale, per i quali diversi altri farmaci anti-epilettici sono disponibili.
I pochi trattamenti disponibili per il dolore neuropatico hanno un’efficacia limitata, ed il Pregabalin dovrebbe essere impiegato quando i farmaci triciclici o il Gabapentin dovessero fallire. Tuttavia non è certo che il Pregabalin sia efficace in questi pazienti; non esistono studi clinici di confronto.

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Come trovare ed eliminare facilmente i pidocchi?

MEDICINA ONLINE PIDOCCHI CAPELLI BAMBINO MAMMA CERCARE ELIMINARE UCCIDERE HAIR PEDICULOSI PARASSITI RADICE TESTA PERICOLOSI.jpgI pidocchi sono degli insetti di colore bianco-grigiastro capaci di infestare sia gli animali sia gli uomini, tuttavia le specie che attaccano il genere umano sono la Pediculs Humanus, che colpisce il cuoio capelluto, e la Pthirus Pubis, che invece si riproduce peli pubici, ciglia e sopracciglia.
Il Pediculus Humanus è il pidocchio più temuto dai più piccoli, poiché non appena i bambini cominciano l’anno scolastico spesso diventano vittime di questi fastidiosi parassiti che, dopo essersi insediati nel cuoio capelluto, aderiscono al capello formando le uova, che si schiudono dopo sette giorni. Una volta nati, i pidocchi i nutrono del sangue, ecco perché provocano un forte prurito nel soggetto colpito da peducolosi.
Di seguito riportiamo alcune indicazioni su come individuare questi parassiti e come debellarli.

Prevenire la peducolosi

E’ importante non scambiarsi indumenti, in particolare cappelli, sciarpe e maglioni. Se si hanno dei sospetti di peducolosi è opportuno applicare un prodotto specifico sotto forma di gel, lozione, mousse termosensibili.

Come individuare i pidocchi

La peducolosi provoca arrossamento cutaneo, specialmente vicino alle orecchie e sulla nuca, provocando prurito al cuoio capelluto, specialmente di notte. In presenza di questi sintomi è necessario ispezionare attentamente il cuoio capelluto aiutandosi con un pettine a denti fitti e una lente d’ingrandimento.

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Un pidocchio al microscopio

Come debellare i pidocchi

Lavare abiti e copricapo, coperte e cuscini ad una temperatura di almeno a 60 C°; mentre spazzole, elastici per capelli e fermagli dovranno restare a bagno in acqua molto calda e sapone per almeno 1 ora. Mettere in sacchetti di plastica gli oggetti che non possono essere lavati. Ripetere la procedura dopo una settimana, cambiando la tipologia del prodotto usato per detergere alla terza recidiva della peducolosi.
Oltre al trattamento per l’ambiente circostante, vestiti e oggetti, occorre fare molta attenzione nel curare il soggetto attaccato, utilizzando frequentemente un pettine a denti fitti per rimuovere le lendini, ovvero le uova del parassita. Non porta invece alcun vantaggio il taglio dei capelli, che rischia invece di creare disagio nel bambino e, soprattutto, nella bambina.
Eliminare in modo definitivo i parassiti con una terapia indicata dal pediatra, che potrà consigliare prodotti a base di permetrina, piretrine naturali sinergizzate, malathion e dimeticone.

False credenze sui pidocchi

Diffuse false credenze sui pidocchi, sono:

  • “La pediculosi è sinonimo di sporcizia.” E’ falso, al contrario vengono attaccati più facilmente i capelli puliti, in particolare quelli fini e chiari.
  • “Il pidocchio salta da una testa all’altra.” Non è vero, perché il pidocchio non può muoversi da solo ma è necessario un contatto diretto.
  • E’ necessario disinfestare i luoghi in cui sono state persone affette da pediculosi.”Non è vero poiché sugli oggetti i pidocchi non vivono più di un giorno, poiché non trovano nutrimento.
  • “La pediculosi si previene o si cura con l’uso di shampoo.” Falso, infatti, le formulazioni diluite o che seguite da un precoce risciacquo hanno una scarsa efficacia, anzi possono indurre resistenza agli insetticidi. Qualsiasi prodotto, per debellare i pidocchi, deve rimanere a contatto con i capelli per alcune ore o, meglio, per tutta una notte.
  • “Il soggetto colpito deve rimanere isolato a lungo.” No, un bambino ad esempio, potrà tornare a scuola il giorno successivo al primo trattamento.
  • “I pidocchi possono portare altre malattie.” Falso, la pediculosi del capo non ha conseguenze sulla salute, il pidocchio infatti non è in grado di trasmettere agenti infettivi da un soggetto all’altro.
  • “Gli animali domestici portano i pidocchi.” Non è vero, poiché il pidocchio del capo colpisce sono gli esseri umani, mentre le specie ospitate dagli animali non possono infestare gli uomini.

Prodotti contro i pidocchi

I migliori prodotti per eliminare definitivamente i pidocchi, consigliati dal nostro Staff di esperti:

Continua la lettura con: Perché vengono i pidocchi, come riconoscerli ed eliminarli

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Differenza tra acetilcolina e noradrenalina

MEDICINA ONLINE SINAPSI SISTEMA NERVOSO ACETILCOLINA NORADRENALINA DOPAMINA NEUROTRASMETTITORI CERVELLO SISTEMA NERVOSO AUTONOMO CENTRALE SIMPATICO PARASIMPATICO NEURONI GLIA CERVELLETTO SNC ORMONI.jpgL’attivazione del sistema ortosimpatico determina un dispendio di energie prontamente messe a disposizione dalla degradazione del glicogeno in glucosio, dall’idrolisi dei lipidi e dall’accelerazione dell’attività cardiaca; in tal modo l’organismo si prepara a reagire ad una condizione di forte stress, ad un trauma, a repentini sbalzi termici o ad un grave sforzo fisico (“reazione di attacco o fuga”). Questa risposta immediata ad una condizione sfavorevole è possibile perché l’ortosimpatico generalmente esplica la sua azione in maniera diffusa.

Il sistema parasimpatico, al contrario dell’ortosimpatico, si attiva in condizioni di recupero o riposo da parte dell’organismo; pertanto, questo sistema svolge un ruolo di fondamentale importanza per le funzioni digestive, per il recupero delle riserve energetiche e per il ripristino delle fisiologiche condizioni pressorie e cardiache. La risposta conseguente all’attivazione del parasimpatico è detta “di tipo settoriale”, cioè interessa un’area localizzata dell’organismo. Il parasimpatico, con la sua attività trofotropica, è quindi responsabile del mantenimento delle funzioni vitali dell’organismo.

In condizioni fisiologiche, le funzioni di orto e parasimpatico sono tra loro in equilibrio, ed eventuali situazioni di leggero squilibrio vengono fisiologicamente corrette attraverso “meccanismi di alto riflesso”, mirati – a seconda dei casi – ad aumentare o diminuire rispettivamente l’azione di orto e parasimpatico.

Un esempio può essere il comune calo pressorio: i barocettori vasali percepiscono tale abbassamento e trasmettono il segnale ai centri vasomotori a livello dell’encefalo, dove viene elaborata la risposta consistente in una riduzione dell’attività del parasimpatico (ricordiamo infatti che questo sistema provoca riduzione dell’attività cardiaca e vasodilatazione) e nel potenziamento dell’attività dell’ortosimpatico, che accresce il grado di contrazione della muscolatura liscia vasale riportando la pressione a valori fisiologici. In presenza di patologie conclamate si avrà un’errata prevalenza di un sistema sull’altro; la somministrazione di determinati farmaci va a correggere questo squilibrio.

La trasmissione dell’impulso nelle vie efferenti è mediata da neuroni pre-gangliari COLINERGICI, indifferentemente che siano dell’orto o del parasimpatico: ovvero rilasciano a livello sinaptico il neurotrasmettitore Acetilcolina (Ach). L’Ach interagisce con i recettori canale nicotinici presenti sui gangli; i recettori così attivati inviano l’impulso alle fibre post-gangliari, che giungono fino all’organo effettore rilasciando: quelle appartenenti al parasimpatico il neurotrasmettitore acetilcolina e quelle appartenenti all’ortosimpatico Noradrenalina (Nor).
L’innervazione somatica, che controlla tutta la muscolatura scheletrica, possiede fibre neuronali prive di gangli, originate dal midollo spinale (motoneuroni spinali), ma anch’esse colinergiche; quest’ultime interagiscono con recettori nicotinici “muscolari”, così denominati perché situati sui muscoli scheletrici. I recettori nicotinici muscolari si differenziano dai recettori nicotinici presenti sui gangli, perciò i farmaci che agiscono su tali recettori devono avere un’azione selettiva, viceversa si rischierebbe di compromettere l’intera trasmissione simpatica pre-gangliare. Un discorso a parte va fatto per la midollare del surrene, la cui innervazione simpatica si differenzia da tutti gli altri organi perché mancante del neurone post-gangliare; in altre parole, il neurone pre-gangliare libera Ach direttamente sul recettore nicotinico presente nella midollare del surrene, che rilascerà il neurotrasmettitore Adrenalina direttamente nel torrente ematico, attraverso cui raggiunge i suoi siti attivi interagendo con i recettori adrenergici.

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La vasectomia è reversibile?

MEDICINA ONLINE CHIRURGIA CHIRURGO MEDICO VASECTOMIA TUMORE CANCRO INTERVENTO BISTURI CARDIOCHIRURGIA NEUROCHIRURGIA MAMMELLA SENO TESTICOLO BRACCIA GAMBA AMPUTAZIONE VASCOLARE TAGLIO VELa vasectomia è un intervento chirurgico che rende l’uomo sterile, cioè non in grado di mettere incinta una donna. Tale intervento blocca i piccoli condotti, chiamati dotti deferenti, attraverso i quali in condizioni normali passano gli spermatozoi prodotti dai testicoli, che, unendosi al plasma seminale prodotto da prostata e vescicole seminali, forma il liquido seminale (lo sperma). La vasectomia ha quindi l’effetto di rendere lo sperma virtualmente libero dagli spermatozoi.

La vasectomia è reversibile?

Per alcuni uomini è stato possibile rendere reversibile l’intervento, ma l’operazione inversa richiede procedure chirurgiche costose ed invasive ed il successo non è garantito, per tale motivo è importante riflettere attentamente prima di intraprendere una soluzione potenzialmente irreversibile.
Se è vero che la vasectomia è difficilmente reversibile, è però anche vero che – anche in caso di vasectomia perfettamente riuscita – la gravidanza è comunque possibile, seppur raramente: si stima che 15 coppie su 10.000 abbiano un figlio durante il primo anno successivo alla vasectomia. La possibilità di gravidanza è più probabile negli anni immediatamente successivi all’intervento e diminuisce negli anni successivi.

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Allattamento: quali sono gli alimenti da evitare?

MEDICINA ONLINE NEONATO BIMBO BAMBINO PIANTO CONGENITO LATTE ALLATTAMENTO SEN MADRE FIGLIO GENITORE BIMBI LATTANTE MATERNO ARTIFICIALE DIFFERENZA PICCOLO PARTO CESAREO NATURALE PIANGEREDurante la fase di allattamento del neonato è opportuno fare attenzione alla tipologia dei cibi che fanno parte della dieta della madre, poiché le sostanze che essi contengono, così come il loro sapore, passano attraverso il latte e quindi vengono assimilati dal bambino.

Sostanze da evitare
E’ importante avere dunque un’alimentazione varia e sana, con qualche accortezza in più evitando, se possibile, di assumere farmaci, nicotina e alcol, poiché potrebbero portare ad una diminuzione del consumo del latte da parte del bambino e di conseguenza uno sviluppo irregolare.
Un bicchiere di vino, caffè e tè, sono concessi di in quantità moderate, ogni tanto.

Alimenti da evitare
Succhi di frutta, bevande zuccherate e in generale bibite o dolci che contengono un’elevata quantità di zucchero, sono da evitare poiché possono provocare disturbi gastrointestinali nel neonato.
Crostacei, frutti di mare, mirtilli, pesche e fragole invece potrebbero in futuro provocare allergie nel bambino.

Alimenti da consumare moderatamente
Oltre agli alimenti da evitare ci sono dei cibi particolari che possono essere assunti con moderazione, poiché il bambino potrebbe in un primo momento rifiutare di prendere il latte.
Si tratta di alimenti dal sapore deciso e forte, come castagne, asparagi, cavoli e derivati, peperoni, porri, aglio e cipolla; ma anche le carni molto saporite, come selvaggina, cavallo o salumi piccanti e anche il pesce affumicato. Meglio evitare inoltre le spezie forti o piccanti, come il curry o il peperoncino.
E’ dunque opportuno assumere certi cibi in quantità moderata, questo per vedere la reazione del bambino: se piacciono significa che è possibile continuare a consumarli, se invece il neonato sembra non gradire il sapore del latte, meglio evitarli.

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