L’eiaculazione precoce è un sintomo di disfunzione erettile? 

MEDICINA ONLINE SPERMA LIQUIDO SEMINALE PENIS VARICOCELE HYDROCELE IDROCELE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOV“L’eiaculazione precoce è un sintomo di disfunzione erettile” è una affermazione che può essere sia vera che falsa. Nella maggior parte dei casi l’eiaculazione precoce è una disfunzione che non si associa a deficit di erezione. Tuttavia, in una minoranza di casi in cui l’eiaculazione precoce insorge con il passare degli anni, essa può effettivamente rappresentare il sintomo di una difficoltà a mantenere l’erezione.

Ritardanti

Questi prodotti, selezionati dal nostro Staff di esperti, possono ritardare l’eiaculazione nel paziente che soffre di eiaculazione precoce, permettendo di far durare più a lungo il vostro rapporto sessuale:

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Da che dipende il colore degli occhi?

MEDICINA ONLINE CORNEA RETINA LENTE A CONTATTO OCCHIO SECCO EYE EYES PUPILLA COLORE NEO ETEROCROMIA AZZURRI CASTANI FACE FACCIA SGUARDO AMORE TAGLIO MACULA FOVEA GLAUCOMA MIOPIA DIOTTRIA OCCHIALI VISTA VISIONE CECITA CIECOLa differenza del colore degli occhi (che sarebbe più corretto definire il colore dell’iride in quanto è l’iride la parte colorata dell’occhio), dipende dalla quantità di pigmento (melanina) presente sulla sua superficie. L’iride è un diaframma muscolare che regola la quantità di luce che deve entrare nell’occhio nelle varie condizioni d’illuminazione e la quantità e le caratteristiche della melanina distribuita sull’iride (dimensioni dei granuli e loro caratteristiche), ne determinano in definitiva, il colore. Quello più diffuso negli uomini è il marrone (abbondanti e grandi granuli di melanina) e l’azzurro (pochi e piccoli granuli di melanina) e anche se ci sono iridi color nocciola con tonalità differenti, iridi grigie, blu e verdi, la colorazione dipende solo dalle caratteristiche dei granuli di melanina sulla superficie dell’iride che sono ereditate geneticamente dai genitori tramite il controllo da parte di più geni (ereditarietà di tipo poligenico). In generale, il colore marrone è dominante sul blu.

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Differenza tra agnello ed abbacchio

MEDICINA ONLINE SOCIAL EATING GNAMMO FENOMENO WEB MANGIARE PRANZO CIBO CENA INSIEME AMICI RISTORANTEIn breve qual è la differenza tra agnello e abbacchio? Entrambe queste specialità sono tipiche del periodo pasquale e ogni anno, quando si preparano i pranzi delle feste, generano numerose polemiche in ambito ambientalista. Coloro che non possono proprio rinunciare ai piatti tradizionali finiscono così per optare su due classici a base di carne, appunto l’agnello e l’abbacchio. La domanda che ora sorge spontanea però è: in che cosa si differenziano questi due animali?

La differenza maggiore tra agnello e abbacchio consiste nella diversa etàdell’ovino, oltre che nel suo nutrimento. Ambedue i nomi indicano un piccolo di pecora, ma l’agnello è più grande e segue un’alimentazione diversa rispetto all’abbacchio. Il primo infatti, alla base di alcuni piatti classici come il kebab, viene macellato dopo alcuni mesi di vita, una volta che lo svezzamento ha già avuto luogo. L’agnello maturo viene ucciso prima di 6 mesi, dopo aver seguito un’alimentazione a base di erba e fiori. Nella simbologia biblica esso è considerato simbolo di purezza e del sacrificio.

L’abbacchio, invece, è il piccolo della pecora che è stato nutrito solo con il latte della madre. Solitamente esso viene macellato dopo 25-30 giorni di vita, quando ha raggiunto un peso di 4-6 kg, contro i 7-10 di un agnello. L’uccisione così precoce dell’abbacchio conferisce alla sua carne un sapore particolarmente tenero e dolce, diversa sia da quella dell’agnello sia da quella dell’ovino adulto. Il nome più corretto con cui bisognerebbe chiamarlo è quindi agnello da latte.

La differenza tra agnello e abbacchio è stata dunque impropriamente un po’ tralasciata, ma i due animali sono tra loro diversi. Quanto al termine abbacchio sembra che esso derivi dal latino “avecula” o “ovecula”, parole che derivano da “ovis”, ossia pecora. Un’altra possibile interpretazione prende spunto dal nome “ab baculum”, che significa “vicino al bastone”. Si tratta di una pratica che costringe la madre a non allontanarsi dal piccolo, in quanto lo si lega a un bastone piantato nel terreno.

Nel dialetto romano il termine “abbacchiare” indica la pratica con cui in passato veniva abbattuto il piccolo ovino. In sostanza l’agnello da latte era colpito alla testa con una bastonata e successivamente accoltellato alla gola. Non è dunque un caso se nel gergo romanesco con questo termine si indica una persona affranta.

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Quali farmaci possono danneggiare l’erezione?

MEDICINA ONLINE FARMACO MEDICINALE PRINCIPIO ATTIVO FARMACIA PILLOLA PASTIGLIA DINITROFENOLO DNP DIMAGRIRE DIETA FARMACI ANORESSIZANTI MORTE EFFETTI COLLATERALI FOGLIO FOGLIETTO ILLUSTRANumerosi farmaci interferiscono con il desiderio, l’erezione e l’eiaculazione. Alcuni utilizzati per la cura della depressione come gli antidepressivi triciclici, a fronte di una elevata efficacia rispetto ai sintomi depressivi , determinano deficit erettile, riduzione della libido e dell’eiaculazione.

Possono causare deficit erettile gli antiandrogeni per la terapia del cancro della prostata, alcuni farmaci utilizzati nella terapia di malattie psichiatriche, gli H2 antagonisti come la Cimetidina e la Finasteride per la terapia della ipertrofia prostatica benigna.

Inoltre alcuni antipertensivi per esempio i betabloccanti possono causare deficit erettile ed anche cambiando la terapia antipertensiva, spesso non si recupera una normale capacità erettile, poiché non è il farmaco a provocare il danno ma è la alterata condizione dei vasi sanguigni che provoca la disfunzione sessuale.

Altri farmaci interferiscono con l’eiaculazione: come le fenotiazine (clorpromazina), l’aloperidolo e gli alfa bloccanti utilizzati nella terapia del disturbo di svuotamento vescicale, spesso associato a ipertrofia prostatica benigna.

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Il varicocele può avere conseguenze sulla attività sessuale?

MEDICINA ONLINE SPERMA LIQUIDO SEMINALE VARICOCELE HYDROCELE IDROCELE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVER SEX GIRL MAN NO WOMAN WALLPAPERNo, il varicocele – operato o non operato – non altera la sessualità dei pazienti; essendo una patologia che interessa la vascolarizzazione dei testicoli può invece provocare disturbi della fertilità (infertilità e sterilità) ma ciò non modifica né la libido, né la risposta o la prestazione sessuale (erezioni incluse). E’ molto importante che il paziente, se avverte un senso di peso nella zona scrotale, venga visitato da un andrologo ed esegua una ecografia dei genitali oltre ad una valutazione del liquido seminale. Dopo l’eventuale operazione chirurgica, il paziente dovrà comunque aspettare alcuni giorni prima di riprendere la normale attività sessuale, che sarà – ripeto – assolutamente normale.

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Montegen (montelukast) 4mg granulato, foglietto illustrativo

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MONTEGEN 4 MG GRANULATO

Categoria Farmacoterapeutica

Antagonisti dei recettori leucotrienici.

Principi Attivi

Una bustina di granulato contiene montelukast sodico, equivalente a 4mg di montelukast.

Eccipienti

Mannitolo, iprolosa (E463), magnesio stearato.

Indicazioni

Trattamento dell’asma come terapia aggiuntiva in quei pazienti tra i 6mesi ed i 5 anni di eta’ con asma persistente di lieve/moderata entita’ che non sono adeguatamente controllati con corticosteroidi per viainalatoria e nei quali gli agonisti b-adrenergici a breve durata d’azione assunti “al bisogno” forniscono un controllo clinico inadeguato dell’asma. Il farmaco puo’ anche essere un’opzione di trattamento alternativa ai corticosteroidi a basso dosaggio per via inalatoria per i pazienti dai 2 ai 5 anni di eta’ con asma lieve persistente che non hannouna storia recente di attacchi seri di asma che richiedono l’assunzione di corticosteroidi per via orale, e che hanno dimostrato di non essere in grado di usare i corticosteroidi per via inalatoria. Il prodotto e’ anche indicato per la profilassi dell’asma a partire dai 2 anni di eta’ laddove la componente predominante e’ la broncocostrizione indotta dall’esercizio.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Posologia

Questo medicinale va somministrato al bambino sotto la sorveglianza diun adulto. La dose per i pazienti pediatrici da 6 mesi a 5 anni di eta’ e’ di una bustina di granulato da 4 mg al giorno, assunta alla sera. In questa fascia di eta’ non e’ necessario alcun aggiustamento delladose. I dati di efficacia derivanti da studi clinici effettuati in pazienti pediatrici di eta’ compresa tra 6 mesi e 2 anni con asma persistente sono limitati. La risposta clinica dei pazienti al trattamento con montelukast deve essere valutata entro un periodo di tempo compresotra 2 e 4 settimane. In caso di mancata risposta clinica il trattamento va interrotto. Il granulato non e’ raccomandata al di sotto dei 6 mesi di eta’. Il granulato puo’ essere somministrato per via orale o direttamente o mescolato con un cucchiaio di cibo soffice (per es.: passato di mela, gelato, carote e riso), freddo o a temperatura ambiente.La bustina non deve essere aperta se non immediatamente prima dell’uso. Dopo aver aperto la bustina, la dose piena di MONTEGEN granulato deve essere somministrata immediatamente (entro 15 minuti). Se mescolatoal cibo, il granulato non deve essere conservato per farne uso successivamente. Il granulato non e’ formulato per essere somministrato dissolto nei liquidi. I liquidi possono tuttavia essere assunti dopo la somministrazione. Il granulato puo’ essere assunto indipendentemente daipasti. L’effetto terapeutico del farmaco sui parametri di controllo dell’asma si rende evidente entro un giorno. Avvisare il paziente di continuare ad assumere il medicinale anche quando l’asma e’ sotto controllo, cosi’ come durante i periodi di peggioramento dell’asma. Non sononecessari aggiustamenti della dose in pazienti con insufficienza renale o con compromissione da lieve a moderata della funzione epatica. Nonci sono dati su pazienti con compromissione epatica grave. La dose e’la stessa per i pazienti di entrambi i sessi. Come opzione di trattamento alternativa ai corticosteroidi a basso dosaggio per via inalatoria per l’asma lieve persistente: l’uso di montelukast non e’ raccomandato in monoterapia nei pazienti con asma moderato persistente. L’uso dimontelukast come un’opzione di trattamento alternativa ai corticosteroidi a basso dosaggio per via inalatoria per i bambini dai 2 ai 5 annidi eta’ con asma lieve persistente deve essere preso in considerazione solo per quei pazienti che non hanno una storia recente di attacchiseri di asma che richiedono l’assunzione di corticosteroidi per via orale, e che hanno dimostrato di non essere in grado di usare i corticosteroidi per via inalatoria. Vengono definiti come asma lieve persistente i sintomi asmatici che si verificano piu’ di una volta a settimanama meno di una volta al giorno e i sintomi notturni che si verificanopiu’ di due volte al mese ma meno di una volta a settimana. La funzione polmonare fra gli episodi e’ normale. Se nel corso del follow-up (normalmente entro un mese) non viene ottenuto un controllo soddisfacentedell’asma, deve essere presa in considerazione la necessita’ di una terapia antinfiammatoria aggiuntiva o diversa, sulla base dell’approccio terapeutico graduale dell’asma. I pazienti devono essere sottopostia valutazione periodica del controllo dell’asma. Come profilassi dell’asma in pazienti di eta’ compresa tra 2 e 5 anni nei quali la componente predominante e’ la broncocostrizione indotta dall’esercizio: in pazienti di eta’ compresa tra 2 e 5 anni, la broncocostrizione indotta dall’esercizio puo’ essere la manifestazione predominante di asma persistente per la quale e’ necessario il trattamento con corticosteroidi per via inalatoria. I pazienti devono essere valutati dopo 2-4 settimanedi trattamento con montelukast. Se non viene raggiunta una risposta soddisfacente, deve essere presa in considerazione una terapia aggiuntiva o differente. Terapia con il farmaco in relazione ad altri trattamenti per l’asma: quando il trattamento e’ usato come terapia aggiuntivaai corticosteroidi per via inalatoria, il medicinale non deve esseresostituito bruscamente ai corticosteroidi per via inalatoria. Sono disponibili compresse rivestite con film da 10 mg per adulti dai 15 annidi eta’ in su. Sono disponibili compresse masticabili da 5 mg per pazienti pediatrici tra i 6 e i 14 anni di eta’. Sono disponibili compresse masticabili da 4 mg come formulazione alternativa per pazienti pediatrici dai 2 ai 5 anni di eta’.

Conservazione

Conservare nella confezione originale per proteggere dalla luce e dall’umidita’.

Avvertenze

La diagnosi di asma persistente in bambini molto piccoli (6 mesi-2 anni) deve essere stabilita da un pediatra o da uno pneumologo. Avvisareil paziente di non usare montelukast orale per il trattamento degli attacchi acuti di asma e di tenere a portata di mano i farmaci appropriati di pronto intervento comunemente usati in tali condizioni. Nel casodi un attacco acuto si deve usare un agonista b-adrenergico a breve durata d’azione per via inalatoria. Nel caso il paziente abbia bisognodi piu’ inalazioni di agonista b-adrenergico a breve durata d’azione rispetto al solito, deve rivolgersi al medico curante non appena possibile. Montelukast non deve essere sostituito bruscamente ai corticosteroidi per via inalatoria o per via orale. Non ci sono dati che dimostrino che la dose orale di corticosteroidi possa essere ridotta dalla concomitante somministrazione di montelukast. In rari casi, i pazienti interapia con farmaci anti-asma che includono il montelukast possono manifestare una eosinofilia sistemica, che talvolta si manifesta con lecaratteristiche cliniche della vasculite analoga a quella della sindrome di Churg-Strauss, una condizione spesso trattata con la terapia sistemica corticosteroidea. Questi casi in genere, ma non sempre, sono stati associati con la riduzione o l’interruzione della terapia orale con corticosteroidi. La possibilita’ che gli antagonisti recettoriali dei leucotrieni possano essere associati con la comparsa della sindromedi Churg-Strauss non puo’ essere esclusa ne’ stabilita. I medici devono tenere sotto controllo i pazienti per la comparsa di eosinofilia, rash di natura vasculitica, peggioramento dei sintomi polmonari, complicanze cardiache e/o neuropatia. I pazienti che sviluppano questi sintomi devono essere valutati e i loro regimi di trattamento devono esserericonsiderati.

Interazioni

Montelukast puo’ essere somministrato con altri farmaci comunemente impiegati nella profilassi e nel trattamento cronico dell’asma. In studidi interazione farmacologica, il dosaggio clinico raccomandato di montelukast non ha presentato effetti clinicamente importanti sulla farmacocinetica dei seguenti medicinali: teofillina, prednisone, prednisolone, contraccettivi orali (etinilestradiolo/noretindrone 35/1), terfenadina, digossina e warfarin. L’area sotto la curva di concentrazione plasmatica (AUC) di montelukast e’ risultata diminuita approssimativamente del 40% nei soggetti in cui veniva somministrato contemporaneamentefenobarbital. Dato che montelukast viene metabolizzato dal CYP 3A4, 2C8 e 2C9, usare cautela, specie nei bambini, qualora si somministri montelukast in concomitanza ad induttori del CYP 3A4, 2C8 e 2C9, come lafenitoina, il fenobarbital e la rifampicina. Studi in vitro hanno mostrato che montelukast e’ un potente inibitore del CYP 2C8. Dati provenienti da uno studio clinico di interazione farmacologica con montelukast e rosiglitazone (un substrato utilizzato come test rappresentativodei medicinali metabolizzati principalmente dal CYP 2C8) hanno tuttavia dimostrato che montelukast non inibisce il CYP 2C8 in vivo. Non si prevede pertanto che montelukast alteri notevolmente il metabolismo deimedicinali metabolizzati da questo enzima (es.: paclitaxel, rosiglitazone e repaglinide). Studi in vitro hanno mostrato che montelukast e’un substrato del CYP 2C8, e in misura meno significativa, del 2C9 e del 3A4. In uno studio clinico di interazione farmaco-farmaco effettuatosu montelukast e gemfibrozil (un inibitore sia del CYP 2C8 che del 2C9) gemfibrozil ha aumentato l’esposizione sistemica di montelukast di4,4 volte. Non e’ richiesto alcun aggiustamento di routine della dosedi montelukast quando viene somministrato in concomitanza con gemfibrozil o con altri potenti inibitori del CYP 2C8, ma il medico deve essere consapevole del potenziale aumento delle reazioni avverse. In base ai dati in vitro, non sono previste interazioni farmacologiche importanti dal punto di vista clinico con inibitori meno potenti del CYP 2C8 (ad es.: trimetoprim). La somministrazione concomitante di montelukastcon itraconazolo, un potente inibitore del CYP 3A4 , non ha dato luogoad alcun aumento significativo dell’esposizione sistemica di montelukast.

Effetti Indesiderati

Reazioni avverse correlate al farmaco segnalate comunemente (da >=1/100 a <1/10) e con un’incidenza superiore a quella dei pazienti trattaticon placebo. Adulti da 15 anni in su. Patologie del sistema nervoso:cefalea; patologie gastrointestinali: dolore addominale. Pazienti pediatrici da 6 a 14 anni. Patologie del sistema nervoso: cefalea. Pazienti pediatrici da 2 a 5 anni. Patologie gastrointestinali: dolore addominale; patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: sete. Pazienti pediatrici da 6 mesi fino a 2 anni. Patologiedel sistema nervoso: ipercinesia; patologie respiratorie, toraciche emediastiniche: asma; patologie gastrointestinali: diarrea; patologiedella cute e del tessuto sottocutaneo: dermatite eczematosa, eruzionecutanea. Esperienza post-marketing. Infezioni ed infestazioni. Molto comune (>=1/10): infezione del tratto respiratorio superiore. Patologiedel sistema emolinfopoietico. Raro (>=1/10000, <1/1000): aumentata tendenza al sanguinamento. Disturbi del sistema immunitario. Non comune(>=1/1000, <1/100): reazioni di ipersensibilita’ inclusa anafilassi; molto raro: infiltrazione eosinofila a livello epatico. Disturbi psichiatrici. Non comune: alterazione dell’attivita’ onirica inclusi incubi,insonnia, sonnambulismo, irritabilita’, ansia, irrequietezza, agitazione comprendente comportamento aggressivo o ostilita’, depressione; raro: tremore; molto raro: allucinazioni, disorientamento, pensieri e comportamento suicida (propensione al suicidio). Patologie del sistema nervoso. Non comune: capogiro, sonnolenza parestesia/ipoestesia, convulsioni. Patologie cardiache. Raro: palpitazioni. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non comune: epistassi; molto raro: sindrome di Churg-Strauss. Patologie gastrointestinali. Comune: diarrea, nausea, vomito; non comune: bocca secca, dispepsia. Patologie epatobiliari. Comune: livelli elevati delle transaminasi sieriche (ALT, AST); molto raro: epatite (compreso il danno epatico colestatico, epatocellulare, e di tipo misto). Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo.Comune: eruzione cutanea; non comune: ecchimosi, orticaria, prurito; raro: angioedema; molto raro: eritema nodoso, eritema multiforme. Patologie del sistema muscoloscheletrico, del tessuto connettivo e del tessuto osseo. Non comune: artralgia, mialgia inclusi crampi muscolari. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. comune: piressia; non comune: astenia/affaticamento, malessere, edema.

Gravidanza E Allattamento

Gli studi sugli animali non indicano la presenza di effetti dannosi sulla gravidanza o sullo sviluppo embriofetale. I dati limitati disponibili nelle banche dati sulla gravidanza non suggeriscono l’esistenza diuna relazione causale fra il farmaco e le malformazioni (difetti agliarti) raramente segnalati nell’esperienza post-marketing mondiale. Ilmedicinale puo’ essere usato in gravidanza solo se ritenuto chiaramente essenziale. Gli studi nei ratti hanno mostrato che montelukast viene escreto nel latte materno. Non e’ noto se montelukast venga escretonel latte delle donne durante l’allattamento. Il prodotto puo’ essereusato durante l’allattamento solo se ritenuto chiaramente essenziale.

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Allungamento del pene: i rischi delle varie tecniche

MEDICINA ONLINE ESTENSORE AUMENTARE LUNGHEZZA PENE QUANTITA SPERMA EIACULAZIONE FORZA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE SESSULITA SESSO COPPIA AMORE ANSIA PRESTAZIONE IMPOTENZL’uso costante di mezzi e tecniche per l’allungamento del pene (massaggio jelqing, estensori, pompe a vuoto o ad acqua), può portare a vari danni – anche gravi e permanenti – alle strutture del pene, come ad esempio:

  • ferite, tagli o vesciche, a volte perdite di sangue;
  • bruciore e fastidio, anche intensi;
  • temporanea impossibilità ad avere i rapporti sessuali;
  • possibili infezioni;
  • infiammazioni del pene;
  • diminuita qualità delle erezioni;
  • ematomi visibili sulla cute del pene;
  • gonfiore locale che modifica il profilo del pene;
  • dolore durante l’erezione;
  • disfunzione erettile (impotenza) temporanea o permanente, a tale proposito leggi anche: Disfunzione erettile (o impotenza): cause, prevenzione e cure;
  • rottura del pene, a tale proposito leggi anche: Cosa accade e cosa si prova quando si frattura il pene?.

Quindi fate molta attenzione quando vi approcciate a queste tecniche di allungamento penieno, perché possono diventare anche molto pericolose per la salute del vostro pene.

Il pene può essere allungato in qualche modo?
A tale proposito leggi questo articolo: Il pene può essere allungato o no?

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Ferma la caduta di capelli con i cibi giusti e la lozione al rosmarino

Sad girl looking at her damaged hair; Shutterstock ID 364442840; PO: today.comNon ci sono ricette miracolistiche, tanto meno vi conviene scommettere su costosi e inutili prodotti industriali che promettono di fermare la caduta dei capelli. Però ci sono risultati straordinari che si possono ottenere, anche in termini di prevenzione, e senza sprecare soldi inutilmente, attraverso alcuni rimedi naturali. Il cibo giusto a tavola. Lozioni fai-da-te, molto semplici. Oli, sempre naturali, efficacissimi. Può succedere a tutti, soprattutto in particolari periodi di stress o cattiva alimentazione, di notare un’anomala caduta di capelli: in genere si tratta di un evento transitorio causato anche da cambi di stagione o trattamenti cosmetici aggressivi. Se si tratta di un problema semplice e momentaneo che non richiede la necessità di rivolgersi a uno specialista in grado di individuare la vera causa del problema e fornire una cura adeguata, potete provare a intervenire con alcuni rimedi naturali che vi permetteranno di rafforzare i capelli senza ricorrere ai prodotti in commercio.

METODI NATURALI ANTICADUTA

Innanzitutto, è bene sapere che la caduta dei capelli si combatte anche a tavola attraverso l’alimentazione. Il capello infatti, per mantenersi sano e forte, necessita di vitamine H e del gruppo B. Largo spazio quindi a cereali, tuorlo d’uovo, riso integrale e frutta fresca. Sì anche al tè verde ricco di polifenoli in grado di svolgere azione antiossidante. Inoltre:

  • Aumentate il consumo di legumi ricchi di proteine, vitamine del gruppo B e ferro, in grado di rinforzare i capelli e prevenirne la caduta e alimenti ricchi di vitamina E come ad esempio prezzemolo, carote, spinaci e altre verdure a foglia verde e pomodori.
  • Ottimi i semi di lino con i quali è possibile realizzare un impacco rinforzante per i capelli. Perfetto anche l’olio di semi di lino puro da utilizzare prima dello shampoo.
  • Perfetti anche gli impacchi con l’olio di mandorlel’olio d’oliva da applicare e lasciare sui capelli asciutti per almeno mezz’ora prima dello shampoo e l’olio di cocco da massaggiare sul cuoio capelluto sempre prima di effettuare lo shampoo.
  • Per stimolare la circolazione e rinforzare i capelli, utilizzate inoltre lo zenzero fresco grattugiato unito a olio di jojoba.
  • E ancora: sapete che la salvia è un’erba aromatica in grado di rafforzare i capelli? Adoperatela per realizzare un infuso da versare poi sui capelli una volta effettuato lo shampoo. È sufficiente utilizzare due cucchiai di foglie triturate per ogni litro d’acqua. Non solo li rafforzerà ma li renderà anche più lucidi.
  • Anche l’avocado è inoltre perfetto per la preparazione di un efficace impacco con cui prevenire la caduta dei capelli. Vi basterà applicarne la polpa precedente frullata sul cuoio capelluto almeno mezz’ora-un’ora prima dello shampoo. Un trattamento perfetto anche per chi ha i capelli particolarmente secchi.
  • Anche i semi di prezzemolo risultano essere un vero e proprio toccasana contro la caduta dei capelli. La sera, prima di andare a dormire, macinateli e poi massaggiatene la polvere sul cuoio capelluto. Al mattino pettinate i capelli per eliminare il tutto e ripetete l’operazione ogni giorno: vedrete i primi risultati entro un mese.
  • Un altro rimedio ancora è rappresentato dall’aloe vera da utilizzare come impacco prima di procedere con il lavaggio abituale.
  • Vi sono poi gli impacchi all’henné, un ottimo rimedio naturale per rinforzare i capelli. Sceglietelo nella varietà neutra: la polvere di Cassia italica o di Cassia obovata. Per farla agire, mescolate la polvere di henné con un infuso alla camomilla in modo da formare una pastella da far agire poi sui capelli per almeno un’ora prima dello shampoo.

LOZIONE PER CAPELLI AL ROSMARINO

Infine, sapete che il rosmarino è un rimedio naturale molto efficace contro la caduta dei capelli? È infatti in grado di ammorbidirli e renderli più resistenti. Vediamo allora passo per passo come preparare in casa una lozione a base di aghi di rosmarino da utilizzare dopo lo shampoo, proprio con l’obiettivo di rinforzare il cuoio capelluto ed evitare la perdita di capelli:

OCCORRENTE

  • Un recipiente di acqua quasi bollente
  • Tre manciate di aghi di rosmarino

PROCEDIMENTO

 Fate bollire l’acqua miscelata con gli aghi di rosmarino e poi lasciate riposare la lozione ottenuta per almeno 15 minuti;

 Filtrate il contenuto dell’acqua per eliminare gli aghi e, dopo lo shampoo, passate la lozione sul cuoio capelluto e massaggiate;

 Lasciate riposare per altri 15 minuti, poi risciacquate.

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