Il sogno di molti si avvera: arriva la cioccolata che non ingrassa

MEDICINA ONLINE DIETA PERDERE PESO CIBO ALIMENTAZIONI CIOCCOLATO DOLCI GRASSI CALORIEUn cioccolato speciale che ha la metà dei grassi del cioccolato tradizionale e che fa bene come la frutta. Un sogno per golosi? Nient’affatto: è la nuova ricetta presentata da Stefan A.F. Bon, dell’Università di Warwick, durante il 245esimo incontro nazionale dell’American Chemical Society.

Il nuovo cioccolato ha la metà dei grassi e contiene succo di frutta e vitamina C, grazie a una formulazione chimica in grado di ridurre le calorie e aumentare i benefici attraverso la presenza della frutta. La nuova ricetta è applicabile a tutti i tipi di cioccolato – fondente, bianco e al latte – e permette anche di ottenere diverse varietà: alla mela, all’arancia, al mirtillo.

La tecnica – denominata pickering nel gergo specifico – sostituisce al grasso tradizionale microgocce di frutta o cola dietetica, riducendo sensibilmente anche gli zuccheri totali, e promette di garantire un cioccolato denso e tanto vellutato da sciogliersi in bocca. A detta di Bon il pickering, infatti, consentirebbe di preservare “tutte le cose che rendono il cioccolato ‘cioccolatoso’. Il nostro studio – prosegue – è solo il punto di partenza per un sano cioccolato, abbiamo stabilito la chimica alla base di questa nuova tecnica, ma ora speriamo che l’industria alimentare userà il nostro metodo per fare gustose barrette a basso contenuto di grassi”.

Già in passato molti studi hanno elogiato le proprietà benefiche del cacao. Ne sono da tempo note le qualità antiossidanti – garantite dai flavonoidi, presenti in massimo grado nel cioccolato fondente – e nel 2011 una ricerca presentata al Congresso Europeo di Cardiologia ha evidenziato come consumare cacao porti un abbassamento della pressione sanguigna con relativa riduzione di rischio di malattie cardiovascolari. Uno studio ancor più recente condotto dall’Università della California ha poi svelato che che, se assunto con regolarità, non solo migliorerebbe colesterolo e regolazione dell’insulina, ma ridurrebbe anche la massa corporea.

E se già questo ci faceva sentire legittimati nella nostra voglia di cioccolato, non possiamo che aspettare quello made in Warwick. Come dire: golosi di tutto il mondo unitevi! La scienza sembra essere dalla vostra.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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La dieta ti sta facendo perdere massa magra o massa grassa? Scoprilo con la bioimpedenziometria

MEDICINA ONLINE DIETA DONNA PANCIA GRASSO DIMAGRANTE GRASSI CALORIE ATTIVITA FISICA SPORT DIMAGRIRE PERDERE PESOLa bioimpedenziometria (Body Impedence Assessment o B.I.A.) è una tecnica che permette la valutazione immediata e non invasiva della composizione corporea.
Questo tipo di analisi si sta affermando sempre più, come una metodica affidabile, ripetibile, non invasiva per la valutazione dei parametri correlati alla composizione corporea del soggetto.

Come funziona?

Dal punto di vista fisico, la bioimpedenza è la somme di 2 componenti: la resistenza elettrica e la reattanza.

  • La resistenza elettrica del corpo umano è inversamente proporzionale all’acqua totale contenuta nel corpo umano; inoltre, i  tessuti privi di grasso rappresentano dei buoni conduttori con una bassa resistenza, in quanto contengono una notevole quantità di acqua ed elettroliti; al contrario, il tessuto adiposo è un cattivo conduttore elettrico, in quanto offrono un’elevata resistenza elettrica. La resistenza elettrica non dipende quindi solo dal contenuto idrico dell’organismo, ma anche dalla proporzione esistente tra i vari tessuti.
  • La reattanza è invece la forza che si oppone al passaggio della corrente a livello di una struttura dotata di capacità, cioè che si comporta come un condensatore. Nel corpo umano, le membrane cellulari, costituite da un sottile doppio strato lipidico (isolante) interposto fra due ambienti ricchi di fluidi e proteine (conduttori) costituisce un ottimo modello di condensatore. La reattanza è quindi proporzionale alla massa totale dei tessuti privi di grasso.

Cosa ricavo da questi dati?

Il sistema è in grado di ricavare molti valori indicanti la composizione corporea del soggetto: Acqua totale corporea, Massa magra, Massa grassa, Massa cellulare, Rapporto tra acqua intracellulare e acqua extracellulare, e altri dati utili per determinare, non solo la composizione corporea in un dato momento, ma anche le sue variazioni con analisi ripetute a distanza di tempo, ad esempio in seguito ad una dieta o ad un cambio delle abitudini alimentari, o dell’attività fisica. La BIA inoltre ci consente di valutare l’entità di eventuali stati di ritenzione idrica ed infine permette di dimostrare se il trattamento dietoterapico sta facendo perdere realmente massa grassa e non massa magra e altri tessuti più importanti.

Prima del test

Ecco come comportarsi prima del test:

1. Pasti. Il test va effettuato almeno 5 ore dopo l’ultimo pasto.
2. Idratazione. Non bere grosse quantità di acqua nelle 2 ore immediatamente precedenti l’esecuzione del test.
3. Caffè. Non bere caffè nelle 4 ore precedenti il test.
4. Alcool. Non assumere alcool nelle 24 ore precedenti l’esecuzione del test.
5. Esercizio fisico. Attendere almeno 12 ore prima di eseguire il test, dopo un’esercizio fisico (l’esercizio fisico ha infatti importanti ripercussioni sul contenuto di acqua del corpo).

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Come si fa il test?

Si fa stendere il soggetto sul lettino a piedi nudi e si applicano gli elettrodi al piede e alla mano. Gli elettrodi sono in tutto 4:   una coppia sul dorso della mano (preferita la destra), di cui uno sull’articolazione metacarpo – falangea del III dito (elettrodo iniettore) e l’altro sull’articolazione radio-ulnare (elettrodo sensore), e una coppia sul dorso del piede omolaterale, di cui uno sull’articolazione metatarso – falangea del III dito (iniettore), e l’altro sull’articolazione tibiotarsica (sensore). Il paziente, supino, non a contatto con elementi metallici, può tenere scoperti solo mano e piede ipsilaterali, con arti inferiori divaricati di 45° e arti superiori abdotti di 30° per evitare contatti cutanei con il tronco; i cavetti dell’analizzatore sono collegati con pinzette agli elettrodi. I piedi debbono essere bene asciutti, per evitare dispersioni. Quanto tutto è pronto viene inviata la corrente a bassa intensità e l’Impedenziometro invia al computer collegato i dati acquisiti.

Misurazioni

Alcune tipiche misurazioni ottenibili con la bioimpedenziometria, sono:

  • Acqua Totale in litri e in percentuale
  • Acqua Intracellulare in litri e in percentuale
  • Acqua Extracellulare in litri e in percentuale
  • Rapporto tra Massa Intracellulare ed Extracellulare
  • Indice di Benessere Indice di Massa Corporea (BMI)
  • Indice di Massa Cellulare Corporea (BCMI)
  • Massa Cellulare in kg e in percentuale
  • Massa Grassa in kg e in percentuale
  • Massa Magra in kg e in percentuale
  • Massa Muscolare in kg e in percentuale
  • Rapporto di scambio Sodio/Potassio
  • Metabolismo basale in kcal
  • Nomogrammi di idratazione e di cellularità.

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Vi svelo perché TUTTE le diete che avete fatto in vita vostra NON hanno MAI funzionato (prima parte)

MEDICINA ONLINE DIETA DONNA PANCIA GRASSO DIMAGRANTE GRASSI CALORIE ATTIVITA FISICA SPORT DIMAGRIRE PERDERE PESOÈ dimostrato: tutte le diete, o almeno quelle intelligenti, cioè quelle bilanciate e compilate da esperti del settore, sono potenzialmente in grado di far dimagrire chiunque senza eccezioni. Allora perché su di voi non funzionano? Perché i vostri tentativi di mettervi a dieta sono stati un disastro? Perché continuate a permanere in una situazione di disagio in cui credereste a tutto purché sia utile per farvi perdere un po’ di peso? Anche voi appartenente a quella folta schiera di persone che ha tentato invano ogni tipo di dieta. Anche voi trascorrete interi periodi ad acquistare riviste che parlano di dimagrire. Anche voi parlate con le amiche di quella dieta miracolosa, di quel nuovo sport che promette di rimodellarvi dalla testa ai piedi. Anche voi vi siete iscritti in palestra e poi avete mollato. Fermatevi un momento a riflettere: perché è stato un insuccesso? Perché non avete mai ottenuto i risultati sperati ed ogni volta vi siete ritrovati al punto di partenza?

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La regola d’oro per ridurre l’appetito e il girovita: fare attività sportiva al mattino e a digiuno

MEDICINA ONLINE PALESTRA ALLENAMENTO UOMO DONNA MUSCOLI PESI BELLEZZA GINNASTICA PESISTICA FITNESS YOGA STRETCHINGPraticare attività fisica la mattina aiuta a dimagrire di più. Secondo una ricerca, infatti, 45 minuti di sport anche a livelli moderati aiuta a sviluppare l’autocontrollo e fa calare l’interesse per il cibo, dando una mano a chi vuole perdere qualche chilo.

Lo studio pubblicato su Medicine and Science in Sports and Exercise, dimostra che il nostro cervello reagisce in maniera diversa davanti allo stimolo del cibo a seconda dell’orario in cui si è svolta l’attività fisica.

Metà del campione coinvolto nella ricerca era costituito da donne normopeso, l’altra metà da donne obese che avevano necessità di dimagrire. Il campione di 35 volontarie è stato analizzato da un punto di vista cerebrale mostrando loro le immagini di cibo dopo essersi o meno allenate al mattino. Il risultato ha evidenziato come le donne che si erano allenate per 45 minuti la mattina correndo a velocità moderata sul tapis roulant, hanno dimostrato uno scarso impulso da parte del cervello alla vista del cibo e durante la giornata hanno svolto più movimento. Questo dimostra che l’attività fisica non solo riduce l’interesse nei confronti degli alimenti ma spinge anche a muoversi di più aumentando il consumo calorico giornaliero che si traduce inevitabilmente in perdita di peso. Viene quindi smentito il credo secondo cui fare sport aumenta la voglia e la necessità di mangiare, piuttosto svolge un effetto regolatore e di autocontrollo sull’organismo che permette di capire di quante calorie si abbia effettivamente bisogno senza esagerare.

Lo studio però non riesce a tracciare definitivamente un risultato per quanto riguarda la durata del disinteresse verso il cibo da parte del cervello dopo l’attività fisica. Inoltre esistono altri fattori in grado di influenzare tale comportamento. Fattori molto personali come quelli psicologici e fisiologici del singolo. Inoltre secondo gli esperti gli effetti sull’appetito variano a seconda della regolarità nello svolgimento dell’esercizio fisico e dell’intensità con cui ci si allena. Inoltre sembra che le persone in sovrappeso abbiano un calo dell’appetito inferiore dopo l’esercizio fisico e i veri risultati i questi termini arrivano solo dopo che si sono persi i primi chili. Infine tutti i risultati vanno calibrati sulla singola persona perché è vero che subito dopo aver svolto l’attività fisica il desiderio di mangiare diminuisce, ma questo si traduce in termini di dimagrimento solo se poi non si cade nella tentazione di abbuffarsi dopo qualche ora avendo la scusa di aver fatto sport.

Un altro dato importante da menzionare è quello che risulta da un importante studio effettuato in Scozia indica che fare attività fisica prima di colazione è più efficace se si punta a dimagrire e ad avere il ventre piatto. Secondo i ricercatori dell’Università di Glasgow, infatti, le prime ore del mattino sono ideali per dimagrire perché si bruciano più grassi: sia quelli presenti nel sangue sia quelli presenti in punti chiave del corpo come la vita, la pancia o le cosce. Il motivo è molto semplice: l’esercizio fisico a stomaco vuoto fa sì che l’organismo sia costretto a trarre energia e forza per l’attività utilizzando le sostanze grassi già presenti all’interno del corpo, aiutando la perdita di peso e il miglioramento della linea. Rimandare l’impegno a dopo colazione significa bruciare anche le sostanze – zuccheri in primis – appena immesse con il pasto. Anche la salute ne trarrebbe giovamento, visto che la ginnastica a stomaco vuoto aiuta a bruciare i grassi come il colesterolo, che se sono presenti nel sangue in grandi quantità alla lunga possono ostruire le arterie, possono essere responsabili dell’aumento della pressione e rappresentare un fattore di rischio per l’infarto.

L’esperimento degli studiosi ruotava sul fatto che 10 volontari hanno fatto 3 visite nel centro di ricerca di Glasgow e hanno fatto colazione: la prima volta senza fare attività fisica; la seconda facendo una camminata a ritmo veloce prima di colazione; la terza facendola a stomaco pieno. I risultati sono stati molto chiari: chi ha fatto del moto prima di cappuccino e cornetto ha bruciato il 33% di grassi in più di chi l’ha fatto subito dopo. Ma non solo: ai primi è stato riscontrato un calo ancora maggiore di grassi nel sangue, a vantaggio sia della linea sia della salute. In ogni caso, precisano gli studiosi, anche fare ginnastica dopo colazione va bene: la grande differenza sussiste tra chi la fa e chi non la fa, a prescindere dal momento. A stomaco vuoto, infine, l’attività fisica può essere anche intensa visto che in condizioni medie il corpo umano ha riserve di energia per un periodo di tempo che può arrivare anche a 2 ore.

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Il cibo si trasforma in grasso tre ore dopo averlo mangiato

MEDICINA ONLINE DIETA PERDERE PESO CIBO ALIMENTAZIONI CIOCCOLATO DOLCI GRASSI CALORIEUna ricerca dell’Università di Oxford ha scoperto che i grassi diventano tessuto adiposo dopo tre ore dal pasto, soprattutto se consumato la sera. Per dimostrarlo, gli scienziati hanno dato ai volontari 30 grammi di strutto, tracciandone poi gli spostamenti nel corpo già dopo un’ora dall’assunzione. Solo una piccolissima quantità dei grassi presi a colazione finiva nel tessuto adiposo, mentre la sera la percentuale di immagazzinamento diventava della metà. Il professor Fredrik Karpe, esperto di metabolismo, al Daily Mail ha affermato:

«Si tratta di un processo molto veloce causato dai cambiamenti ormonali che avvengono sul finire della giornata e che rendono più facile il deposito adiposo nella zona della vita. Ma la buona notizia è che tale deposito è temporaneo, perché il grasso deve poi muoversi da lì per andare a nutrire i muscoli, a patto però che non si mangi troppo, perché in quel caso si salta la fase della mobilitazione e si ha solo l’accumulo, con inevitabili ripercussioni sulla bilancia».

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In futuro sarai grasso? Ecco come scoprirlo

MEDICINA ONLINE DIETA UOMO PANCIA GRASSO DIMAGRANTE GRASSI CALORIE ATTIVITA FISICA SPORT DIMAGRIRE PERDERE PESOIl nostro corpo manda segnali continuamente, alcuni di essi, se ben interpretati, possono farci capire se in futuro avremo una alta probabilità di essere grassi oppure no.

Respiro

Si può capire molto dal respiro di una persona: quanto aglio ha mangiato, quante birre ha bevuto, e anche, se sarà in sovrappeso. Secondo un recente studio pubblicato sul “Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism”, il miscuglio chimico del respiro delle persone può essere un segnale precoce di obesità. “Le persone che hanno sia l’idrogeno che il metano presenti nella loro respirazione tendono ad avere un più alto indice di massa corporea, così come una più alta percentuale di grasso corporeo”, spiega l’autore dello studio, il dottor Ruchi Mathur del Cedars-Sinai Medical Center.

Perché? La presenza di metano è associato ad un microrganismo chiamato Methanobrevibacter smithii, che aiuta il processo di trasformazione del cibo in energia. Tuttavia, una sovrabbondanza di M. smithii può portare ad uno squilibrio nel microbioma intestinale che può causare un aumento di peso.

La ricerca del dott. Mathur suggerisce che alcuni casi di obesità sono legati a uno squilibrio dei microrganismi nell’intestino, e che possono prevedere una predisposizione alla pesantezza. Il test della respirazione da anni si effettua con successo, ma ci sono anche altri modi in cui il medico può stabilire si è inclini a mettere su chili di troppo. Non tutti questi fattori sono spesso valutati adeguatamente, quindi se si nota che il peso aumenta, anche se non si mangia troppo, bisogna chiedere al proprio medico almeno una di questa quattro cose:

Tiroide 

Le prove di laboratorio TSH e T4 libero chiariscono il medico quanto bene questo organo funzioni. “Una tiroide poco attiva o pigra, rende il metabolismo anche pigro- dice la dott. Elisabetta DeRobertis, della Scarsdale Medical Nutrition and Diabetes Center- Anche se i risultati sono per la fascia alta del range di normalità, si potrebbe prendere in considerazione la terapia con farmaci per prevenire l’aumento di peso”.

Insulina

Questo ormone non è solo coinvolto nel diabete: chiunque abbia più insulina circolante avrà più difficoltà a gestire il proprio peso. Se il livello è troppo alto potrebbe essere necessario mangiare meno calorie, soprattutto carboidrati, in quanto l’insulina in eccesso li trasforma rapidamente in grasso.

Le tue vecchie foto di famiglia 

Il medico di famiglia potrebbe non aver bisogno di prove fotografiche, ma circa la metà degli adulti grassi erano bambini in sovrappeso, secondo un recente articolo nel Journal of Clinical Nutrition. Anche se non sei pesante ora, il passato può dare delle utili indicazioni. “Se tu eri in sovrappeso nell’infanzia e avevi genitori sovrappeso- sottolinea la dottoressa- dovrai lavorare di più per mantenere il peso sotto controllo. Non c’è medicina che può cambiare i geni, quindi la chiave è osservare una buona dieta e mantenere l’abitudine all’esercizio fisico”.

Le abitudini di sonno

La mancanza di sonno interferisce con gli ormoni leptina e grelina. “La leptina ti dice quando sei pieno e la grelina ti dice quando hai fame- spiega dice il Dott. Tanvir Hussain, cardiologo a Los Angeles- Una certa insonnia, o anche una scarsa qualità del sonno, provoca livelli di leptina in calo e di grelina livelli in aumento”. Gli studi dimostrano che si deve dormire dalle sei alle sette ore a notte, e anche un paio di notti di cattivo sonno possono portare a chili di troppo.

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Vuoi bruciare più calorie? Fai esplodere il tuo metabolismo!

MEDICINA ONLINE PALESTRA ALLENAMENTO UOMO MUSCOLI PESI BELLEZZA GINNASTICA PESISTICAIl metabolismo è l’insieme delle reazioni chimico-fisiche alimentate dalle calorie introdotte con l’alimentazione, è fortemente collegato alla massa magra del corpo ed all’azione della tiroide e dei suoi ormoni. E’ il motore dell’organismo grazie al quale si bruciano le calorie e i grassi. Tale motore è però diverso da persona a persona, ed è per questo motivo che in alcuni individui mangiare tanto non implica per forza un grande aumento di peso. Tuttavia ognuno di noi ha la possibilità di aumentare il proprio, seguendo queste semplici regole!

Cosa mangiare?

1) Cereali integrali (col loro basso indice glicemico danno energia di lunga durata e rimandano la fame)
2) Verdure (ricche di vitamine, acqua e minerali e poche calorie rispetto alla frutta. Regalano un senso di sazietà)
3) Crostacei e pesce (sono ricchi di iodio che stimola la tiroide)
4) Formaggi (contengono tiramina, una sostanza che viene trasformata in adrenalina)
5) Caffè (la caffeina svolge un’azione brucia grassi, stimola la produzione di adrenalina). E’ bene non esagerare
6) Tenete sempre a mente l’indice glicemico

Come mangiare?

1) Mangiare cinque volte al giorno. Colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena: quando si mangia si mette in moto la macchina metabolica e si bruciano calorie: più pasti favoriscono il calo di peso e permettono di non arrivare affamati al pasto successivo.
2) Fare una colazione abbondante. Chi salta la colazione o resta a digiuno per ore, sollecita l’organismo a rallentare le sue funzioni metaboliche per risparmiare energia e immagazzinare tutte le calorie possibili sotto forma di scorte di grasso.
3) Meno carboidrati e più proteine. Digerire richiede energia. Rispetto ai carboidrati, gli alimenti proteici richiedono un lavoro maggiore di metabolizzazione. Importantissimo conoscere il concetto di “termogenesi indotta dalla dieta“. Il pane e la pasta non vanno eliminati (non si dovrebbe scendere sotto i 100.120 grammi di zuccheri al giorno) mentre la quantità giusta di proteine è un grammo per ogni chilo di peso. Tra grassi e condimenti, bisognerebbe rispettare la quota di 60 grammi
4) Consumare piatti leggeri a cena. La sera si bruciano meno calorie rispetto al giorno. Si consiglia di assumere la maggior parte di calorie nella prima parte della giornata
5) Bere molta acqua durante i pasti. Non ha calorie e non gonfia ma contribuisce al senso di sazietà
6) Evitare diete drastiche. Producono un rallentamento del metabolismo e predispongono l’organismo a riprendere i chili persi appena si interrompe la dieta (effetto yoyo)

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Tutto qui? certamente no!

1) Dormire almeno sette ore. L’insonnia o le alterazioni del sonno provocano alterazioni metaboliche e innescano la fame. Leggete come dormire bene.
2) Fare costante esercizio fisico. Nuoto, palestra, bici ma anche una semplice camminata di venti minuti al giorno permette di bruciare più grassi e meno glicogeno muscolare. Anche piccole azioni contribuiscono a stimolare il metabolismo (fare le scale, scendere dal bus ad una fermata prima, portare a spasso il cane, ecc). Per chi preferisce camminare si consiglia di non fare meno di 10 mila passi al giorno prima dei 25 anni, e non meno di 5 mila dopo i 25 anni. Ricordate poi che è sempre meglio praticare sport a giorni alterni. Dopo lo sport, infatti, il metabolismo resta accelerato per diverse ore e si brucia più in fretta. Alternare i giorni permette di mantenere un consumo energetico sempre più alto del normale.
3) Allenare i muscoli. La massa magra ha un’attività metabolica superiore alla massa grassa. Se aumentano i muscoli si innalza il metabolismo anche a riposo.
4) Non tenere i riscaldamenti al massimo. Anche se siamo a primavera le temperature sono ancora pittosto basse e tendiamo ad alzare il riscaldamento, grosso errore: temperature alte determinano un metabolismo più basso mentre le temperature più basse costringono il metabolismo a lavorare di più per far fronte alla differenza termica tra l’esterno e il corpo.

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Masticare bene aiuta a dimagrire?

MEDICINA ONLINE SOCIAL EATING GNAMMO FENOMENO WEB MANGIARE PRANZO CIBO CENA INSIEME AMICI RISTORANTEPer dimagrire mangiamo cibi sani, controlliamo la nostra salute, facciamo attività fisica ma… mastichiamo bene?

Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica American Journal of Clinical Nutrition ha dato risultati sorprendenti. I ricercatori hanno monitorato la masticazione di due gruppi composti da 15 uomini adulti tra obesi e normopeso. Per un arco di tempo è stato servito loro del cibo identico sia per quantità sia per contenuto calorico, unica differenza sostanziale è che il primo gruppo doveva mangiare ogni boccone con 15 masticazioni, mentre il secondo doveva arrivare a 40 masticazioni.
È emerso che sia i magri sia i sovrappeso, masticando 40 volte, ingerivano il 12% in meno di calorie in media per pasto con un aumento dell’ormone di sazietà, la colecistochinina, che a livello biologico porta a una riduzione del senso di fame. Risultato: il tester tendeva a mangiare di meno e assumeva meno calorie. La masticazione corretta risulta essere un’ottima alternativa alle classiche diete o per chi vuole perdere peso senza dover far troppe rinunce. Ma non solo, controllare la masticazione è anche un modo per evitare la fame compulsiva, spesso aggravata dal senso di colpa per non essere riusciti a controllare l’attacco.
Gustare lentamente le pietanze fa bene anche alle gengive: la masticazione lenta favorisce la secrezione di una maggior quantità di saliva, ricca di sostanze enzimatiche, che esercita un effetto detergente sui denti e sulle stesse gengive.
È stato inoltre provato scientificamente che mangiare velocemente rallenta il metabolismo in quanto sovraccarica il lavoro svolto dall’apparato digerente, tendendo a gonfiare la zona addominale.
Se inoltre il vostro scopo è quello di dimagrire o sgonfiare la pancia non bisogna dimenticare che mangiare poco e spesso evita una digestione laboriosa e permette di assaporare con calma ogni tipo di pietanza.
Riguardo all’argomento masticazione è anche importante citare che al congresso annuale della Obesity Society , degli Stati Uniti, sono state presentate due importanti ricerche, i cui risultati sottolineano il perché una masticazione lenta potrebbe essere un’arma per dimagrire. Queste sono state condotte dagli studiosi dell’Università del Rhode Island, guidati dalla dottoressa Kathleen Melanson, nutrizionista. Durante il primo studio i ricercatori constatarono la correlazione tra la velocità con la quale si mangia e la quantità di cibo ingerito. I risultati sottolineano la differenza delle quantità ingerite tra le persone che mangiano velocemente, mediamente e lentamente: i primi inghiottono circa 88 grammi di cibo al minuto, i secondi 70 e gli ultimi 57 grammi.

Il secondo studio, invece, ha sottolineato la correlazione tra la velocità di masticazione e l’aumento della massa corporea. Infatti, mangiare velocemente creerebbe un’assunzione elevata di calorie e un aumento di peso non indifferente. Inoltre la velocità della masticazione deve essere valutata anche in base al cibo: ad esempio i prodotti integrali devono essere masticati, e in effetti lo si fa, più lentamente per il fatto che contengono più fibre, rispetto a pane, pasta e cereali. Da questi due studi si capisce che mangiare velocemente contribuisce in modo importante ad aumentare di peso e non sentire il senso di sazietà, che, invece, si avvertirebbe masticando lentamente.

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