Il bicarbonato di sodio cura il cancro?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO BICARBONATO LIMONE (1)La risposta: il bicarbonato di sodio, la sostanza di uso comune in casa per disinfettare frutta e verdura e lievitare torte e biscotti, NON cura il cancro. Con limone o senza limone. Come mai questa “bufala” si è diffusa? L’idea, nota anche come “terapia Simoncini”, nasce dal cosiddetto “effetto Warburg“,dal nome del fisiologo tedesco Otto Heinrich Warburg, vincitore nel 1931 del premio Nobel per la medicina. Warburg scoprì che tra i tanti cambiamenti che i tessuti tumorali inducono a livello locale vi era anche un aumento della produzione di energia da parte delle cellule attraverso la glicolisi, ovvero attraverso il consumo di glucosio. Questo meccanismo si attiva in genere solo quando i tessuti hanno poco ossigeno: nel caso dei tumori, invece, la glicolisi parte anche in presenza di quantità di ossigeno 200 volte superiori a quelle normali. Produrre energia in questo modo ha però un effetto collaterale: nei tessuti rimangono, come scorie, alcune sostanze acide, tossiche per l’organismo, che richiedono tempo per essere smaltite. L’ambiente acido è favorevole alla proliferazione dei tumori perché corrode i tessuti sani e crea spazio per quelli malati. Da qui si è pensato che il bicarbonato di sodio, sostanza molto basica (quindi capace di contrastare l’acidità), neutralizzasse i tumori. Gli esperimenti effettuati, tuttavia, hanno smentito l’utilità di questa terapia, perché assumere bicarbonato per bocca non rende meno acido l’ambiente intorno al tumore e perché i dosaggi necessari a modificare in modo sostanziale il pH dei tessuti sono talmente elevati da creare danni agli organi sani.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Come prevenire i tumori ed il cancro? I 10 comportamenti che consiglio

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Tenete lontani gli smartphone dai bambini!

Prevenire il cancro è alla portata di tutti noi: ecco una lista di 10 “comportamenti anticancro” che, se applicati nella nostra vita, possono contrastare la formazione di un tumore maligno (cancro) o comunque ridurne la progressione nelle sue primissime fasi, quelle curabili.

1) Controllate l’uso di alcolici

L’alcol non solo è deleterio per la nostra salute, non solo è la principale causa di cirrosi epatica, non solo aumenta il rischio di incidenti stradali anche mortali: aumenta anche il rischio di contrarre molti tipi di cancro, fra cui quello al seno, all’esofago, al colon-retto, al pancreas, al fegato, al cervello ed alla gola. Gli uomini non dovrebbero superare la quantità di due drink al giorno, mentre le donne non dovrebbero consumarne più di uno. Per approfondire: Dipendenza da alcol: come fare per smettere di bere alcolici e superalcolici

2) Effettuate uno screening per il cancro regolarmente

Soprattutto se avete dei casi in famiglia di cancro e/o possedete altri fattori di rischio (ad esempio età avanzata), potreste prendere in considerazione l’ipotesi di sottoporvi periodicamente ad indagini di screening, che sono in grado di individuare un cancro al primissimo stadio, a volte anche molto prima che si formino le prime cellule tumorali e si avvertano i sintomi della presenza del tumore. Individuare il cancro ai suoi primi stadi aumenta le possibilità di cura, migliora la prognosi e riduce il rischio di morte. Molti degli screening per il cancro includono controlli ad organi importanti quali:

Colon-retto: a partire dai 50 anni i soggetti più a rischio dovrebbero sottoporsi ad una colonscopia. Essendo comunque una tecnica rischiosa, fastidiosa e costosa, la colonscopia dovrebbe essere relegata solamente ai casi veramente a rischio (ad esempio con parenti che hanno avuto un tumore al colon-retto). Per approfondire:

Seno: dai 40 anni in poi tutte le donne dovrebbero sottoporsi a palpazione del seno periodica e ad una mammografia annuale (nel caso di soggetti a rischio si dovrebbe iniziare anche prima dei 40 anni, con una ecografia del seno). Per approfondire: Visita senologica e palpazione della mammella femminile [VIDEO]

Prostata: tutti gli uomini, dai 45-50 anni in poi (o anche prima se si trovano in uno stato di rischio, ad esempio se hanno un padre o un nonno che ha avuto un tumore alla prostata), dovrebbero sottoporsi ad un controllo medico annuale che includa l’esame digito-rettale e l’esame del PSA. Per approfondire:

Testicoli: la periodica palpazione del testicolo, specie in individui a rischio, permette di individuare precocemente sue eventuali alterazioni cancerose. Per approfondire:

Cervice: le donne sessualmente attive dovrebbero iniziare a sottoporsi periodicamente a visita ginecologica, Pap test (test di Papanicolaou) e test per il Papilloma virus (HPV-DNA test) al più presto e dovrebbero continuarlo, a frequenza variabile a seconda del grado di rischio o età, per il resto della vita. Per approfondire: Il Pap test: un esame che può salvarti la vita

Stomaco ed esofago: individui a rischio, specie quelli con esofagite da reflusso cronica ed esofago di Barrett, potrebbero eseguire una esofago-gastroscopia di controllo. Vale tuttavia quanto detto a proposito della colonscopia: essendo una tecnica rischiosa, fastidiosa e costosa, l’esofago-gastroscopia dovrebbe essere relegata solamente ai casi veramente a rischio (ad esempio con parenti che hanno avuto un tumore all’esofago o allo stomaco). Per approfondire:

Pelle: tutti gli adulti dovrebbero sottoporsi ad un esame dermatologico. Coloro che sono ad alto rischio – con molti nei e di forma irregolare – dovrebbero effettuare ad uno screening dermatologico annuale per evitare ogni evoluzione cancerosa non desiderata. Coloro che sono ad alto rischio di melanoma (chi ha avuto casi in famiglia di cancro della pelle) dovrebbero fare un controllo almeno trimestrale con dermatoscopia. A tal proposito, leggi: Mappatura dei nei e dermatoscopia in epiluminescenza per la diagnosi di melanoma

Per approfondire, leggi anche: Test di screening: cos’è, definizione, prevenzione, esempi

3) Non fumate o usate altri prodotti a base di tabacco

I prodotti di combustione del tabacco sono irritanti, cancerogeni e perfino radioattivi, per cui aumentano il rischio di molte specie di cancro, fra cui quello ai polmoni, ai bronchi, al cervello, alla gola, al colon-retto, al pancreas ed alla vescica, oltre a determinare un accorciamento di undici anni della vita media del fumatore . Per prevenire il cancro, quindi, è importante eliminare sigarette, pipe, sigari ed altri prodotti che introducano nelle vie aeree i prodotti della combustione del tabacco. Per approfondire:

4) Proteggete la pelle dai raggi solari

Usate una protezione solare ogni volta che vi esponete ai raggi del sole (sarebbe preferibile una protezione 30, o superiore, in grado di proteggere dai raggi UVA e UVB). Coprite la testa con un cappello e usate degli occhiali da sole. Ricordatevi che i raggi solari passano attraverso i finestrini dell’auto e, in genere, passano attraverso tutti i vetri, per cui sarebbe consigliabile l’utilizzo di una protezione solare ogni volta che vi esponete al sole, anche se da dietro un finestrino. Evitate le lampade solari. Sono pericolose esattamente come il sole.

5) Seguite uno stile di vita attivo e salutare

Gli studi sostengono che svolgere una moderata attività fisica per tre o quattro ore alla settimana riduce il rischio di molti tipi di cancro dal 30 al 50%. Una regolare attività fisica riduce il rischio di cancro al seno, al colon-retto e ai polmoni, oltre ovviamente ad essere un toccasana per la nostra salute e ad aiutarci a tenerci lontani da sovrappeso ed obesità, che sono fattori di rischio per diabete, malattie cardiovascolari e tumori.

6) Tenete sotto controllo il vostro peso

Le persone in sovrappeso od obese, come detto al punto precedente, vedono aumentato il loro rischio di leucemia e di cancro al colon, al seno, al pancreas, al fegato, ai reni ed alla prostata. L’ideale è non essere né sottopeso né sovrappeso, quindi “normopeso”, con un indice di massa corporea compreso tra 19 e 25. Per approfondire, leggi: Sono normopeso, sottopeso o sovrappeso? Come si calcola l’Indice di Massa Corporea (BMI)?

7) Evitate di sottoporvi ad una terapia ormonale per la menopausa

Questa forma di terapia con introduzione di quantità suppletive di ormoni può aumentare il rischio di cancro al senso, all’endometrio e alle ovaie. Per motivi simili, è meglio limitare i cibi ricchi di fitoestrogeni, come la soia. Per approfondire, leggi: I fitoestrogeni aumentano il rischio di cancro al seno?

8) Evitate di esporvi a radiazioni ionizzanti ed attenzione agli smartphone

L’esposizione ad alcuni tipi di radiazioni (dette “ionizzanti”, capaci di indurre mutazioni cancerogene nelle cellule) può causare il cancro. Limitare l’esposizione ai raggi X è importante per i bambini e per i giovanissimi. Informatevi se è realmente importante effettuare esami che includono l’esposizione ai raggi X (come radiografie, TC e colonscopie virtuali con TC) o se possono essere evitati – specie se troppo ravvicinati nel tempo – magari sostituendoli con esami che non usino radiazioni ionizzanti, come ecografie e risonanze magnetiche. Anche se gli studi epidemiologici e sperimentali condotti fino a oggi non hanno mostrato correlazioni significative tra l’esposizione a campi elettromagnetici e un’aumentata insorgenza di cancro, né nei bambini e né negli adulti, è importante comunque ricordare che le frequenze radio utilizzate dai telefoni cellulari, la trasmissione di energia elettrica e altre fonti simili sono ritenute come possibili agenti cancerogeni dalla Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, quindi si consiglia comunque una certa moderazione nell’uso di apparecchi elettronici, in particolare degli smartphone, soprattutto da parte dei bambini. Per approfondire:

9) Evitate di esporvi a cancerogeni

Oltre ai già citati fumo di sigaretta, alcolici, tumori e radiazioni ionizzanti, esistono purtroppo molte altre sostanze e situazioni “cancerogene”, cioè potenzialmente capaci di indurre la formazione di tumore, tra cui:

  • l’esposizione prolungata all’amianto è una delle principali cause di mesotelioma, un tipo di tumore maligno del polmone;
  • l’esposizione prolungata professionale a sostanze chimiche come wollastonite, attapulgite, lana di vetro, lana di roccia, solventi di vario tipo, polvere di cobalto, nichel metallico e silice cristallina (quarzo, cristobalite e tridimite), aumenta il rischio di tumore maligno;
  • l’uso prolungato di qualsiasi tipo di droga può, direttamente o indirettamente, aumentare il rischio di vari tipi di cancro. Eliminare le sostanze stupefacenti dalla nostra vita, migliora la nostra salute ed allontana il rischio di tumori maligni;
  • traumi fisici, specie se ripetuti, possono dare origine ad un tumore, anche se molto più raramente rispetto a sostanze chimiche e radiazioni. Una causa accettata dalla comunità scientifica è l’applicazione a lungo termine di oggetti caldi sul corpo: ripetute bruciature sulla stessa parte del corpo, come quelle prodotte dagli scaldamani a carbone, possono condurre allo sviluppo di neoplasie della pelle, specialmente se sono presenti anche cancerogeni chimici. L’assunzione di bevande calde può creare delle scottature che favoriscono neoplasie esofagee.

Leggi anche: Cos’è un tumore? Perché viene il cancro? Quali sono le cause?

10) Seguite una dieta che riduca il rischio di cancro

Le ricerche non hanno ancora stabilito se un’errata dieta alimentare sia in grado di aumentare il rischio di cancro, ma è stato dimostrato che seguire una dieta salutare può ridurre il rischio di contrarre alcuni tipi di cancro come quello al colon-retto. Riducete, quindi, il consumo di carne rossa e, in genere, degli insaccati e delle salsicce (questi ultimi a causa di molte sostanze chimiche utilizzate nella loro preparazione). Preferite i cibi integrali, ricchi di fibre. Riducete i cibi ad alto contenuto calorico come: i dolci, le farine raffinate, lo zucchero , patatine e canditi. Consumate cibo con alte quantità di calcio e vitamina D, importantissimi per la vostra salute. Consumate molta frutta e verdura di stagione, ricche di vitamine e sali minerali. Un’ottima idea è usare un integratore alimentare multivitaminico e multiminerale come questo: https://amzn.to/3bklEgZ

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Cosa sono le metastasi? Tutti i tumori danno metastasi?

MEDICINA ONLINE COSA SONO METASTASI CANCRO TUMORE MALIGNO BENIGNO CIRCOLAZIONE LINFONODO SENTINELLA BIOPSIA PATOLOGO STADIAZIONE GRADAZIONE GRAVITA TERMINALE FEGATO BOLMONI CERVELLO CELLULA CANCEROSA.jpgCon “metastasi” in medicina si intende cellule maligne che si staccano dal tumore originario (chiamato “tumore primario“) e – attraverso varie vie come ad esempio il sangue – si diffondono in altri organi più o meno distanti dal sito di origine, dove possono riprodursi e Continua a leggere

È vero che i campi elettromagnetici causano tumore e cancro?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SMARTPHONE TELEFONO TELEFONINO TABLET CELLULARE TECNOLOGIA PSICOTECNOPATOLOGIA BAMBINI GIOVANI (3)I campi elettromagnetici sono porzioni di spazio dove si propagano onde elettriche e magnetiche. Un campo elettrico è dato da una differenza di potenziale (o tensione) tra particelle cariche, mentre un campo magnetico si genera col movimento di flussi di elettroni, cioè col passaggio di corrente elettrica. I campi elettromagnetici sono presenti in qualsiasi punto dell’ambiente e sono generati da sorgenti naturali (come elettricità nell’atmosfera e campo magnetico terrestre) e da sorgenti artificiali (come smartphone, elettrodomestici, radio, televisioni…).

Riscaldamento

Il principale effetto biologico delle onde elettromagnetiche – quando penetrano nel corpo umano – è il riscaldamento, tuttavia i livelli a cui siamo esposti sono in genere decisamente troppo bassi per causare un riscaldamento significativo del nostro corpo. Attualmente non sono noti altri effetti, in particolare sulla nostra salute, causati dall’esposizione a lungo termine ad onde elettromagnetiche. E’ anche importante ricordare che la legge italiana prevede limiti di esposizione che sono posti ben al di sotto dei valori soglia pericolosi: rispettando questi valori, non vi sono prove scientifiche di rischi per la nostra salute.

Cancro

Gli studi epidemiologici e sperimentali condotti fino a oggi non hanno mostrato correlazioni significative tra l’esposizione a campi elettromagnetici e un’aumentata insorgenza di cancro, né nei bambini e né negli adulti. Quindi attualmente la risposta alla domanda che dà il titolo a questo articolo è NO. E’ importante comunque ricordare che le frequenze radio utilizzate dai telefoni cellulari, la trasmissione di energia elettrica e altre fonti simili sono ritenute come possibili agenti cancerogeni dalla Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Come – per fortuna – avviene sempre nella scienza, ulteriori studi futuri potranno (speriamo) confermare o smentire questa risposta. Nell’attesa si consiglia comunque una certa moderazione nell’uso di apparecchi elettronici, in particolare degli smartphone.

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Differenza tra tumore benigno, maligno, neoplasia, cancro e metastasi

DOTT. EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO MEDICINA ONLINE CHIRURGIA OPERAZIONE CHIRURGICA SALA OPERATORIA OPERAZIONE SOTTO I FERRI BISTURI LAPAROSCOPIA OPEN ANESTESIA GENERALE PREOPERATORIOCancro e tumore sono usati spesso come sinonimi, ma non sono due parole necessariamente equivalenti. Il discorso si complica con l’aggiunta di una Continua a leggere

Cos’è un tumore? Perché viene il cancro? Quali sono le cause?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO OSPEDALE ANAMNESI ESAME OBIETTIVO SEMEIOTICA FONENDOSCOPIO ESAME (3)Le parole “cancro” e “tumore” sono conosciute da ognuno di noi come patologie spesso molto insidiose, tuttavia non tutti sanno esattamente cosa siano: cerchiamo di capirlo oggi, in generale e senza entrare nello specifico di un singolo tipo di tumore.

Cos’è un tumore?

Un tumore (dal latino tumor, “rigonfiamento”), anche chiamato neoplasia (dal greco νέος nèos, “nuovo”, e πλάσις plásis, “formazione”), è una massa di tessuto anormale che cresce in eccesso ed in modo scoordinato rispetto ai tessuti normali, e che persiste in questo stato dopo la cessazione degli stimoli che hanno indotto il processo.
Semplificando: il tumore è un insieme di cellule che si moltiplicano senza fermarsi, al contrario dei tessuti sani che invece sono composti da cellule che hanno una proliferazione controllata e limitata.

Leggi anche: Che differenza c’è tra tumore benigno o maligno, neoplasia, cancro?

Quali sono i medici che si occupano di tumori?

La branca della medicina che si occupa di studiare i tumori sotto l’aspetto eziopatogenetico, diagnostico e terapeutico è chiamata oncologia, tuttavia, potendosi i tumori formare in qualsiasi tessuto, qualsiasi medico può occuparsene. Ad esempio un tumore della pelle sarà probabilmente diagnosticato da un dermatologo, un tumore delle ossa da un ortopedico, un tumore del sangue da un ematologo, un tumore al seno da un senologo o da un chirurgo generale, un tumore del cervello da un neurologo o da un neurochirurgo, un tumore al rene da un urologo, un tumore ai polmoni da uno pneumologo o da un chirurgo toracico, un tumore al colon da un gastroenterologo o da un chirurgo generale. Tutti questi specialisti si servono anche dell’aiuto di professionisti che lavorano nella medicina di laboratorio, nella diagnostica per immagini (ad esempio radiologi) e di patologi, figure necessarie per la diagnosi di certezza di un tumore. La cura di un tumore si serve spesso di un equipe di medici che coinvolge oncologi e chirurghi.

Da cosa origina un tumore?

Può sembrare incredibile, eppure qualsiasi tumore, anche il più pericoloso, origina da una sola cellula iniziale mutata. Nei tessuti normali le cellule si riproducono dividendosi, per far crescere l’organismo o rimpiazzare le cellule morte: tale processo è finemente controllato da messaggi chimici inviati da una cellula all’altra e dai geni che si trovano nel loro DNA. Nei tumori, tale processo di controllo è alterato e la cellula iniziale, mutata per varie cause, continua a riprodursi senza freni e vengono meno anche i processi con cui le cellule danneggiate vanno incontro all’apoptosi, cioè alla morte programmata.

Leggi anche: Come nasce un cancro? Cosa sono i cancerogeni e come avviene la cancerogenesi?

In cosa consiste il danno della cellula iniziale?

La singola cellula iniziale che dà il via al tumore, ha una o più mutazioni geniche che fanno saltare i meccanismi di controllo della replicazione cellulare. La cellula mutata ha vari sistemi di riparazione genica, tuttavia, quando tali sistemi non sono sufficienti e più errori si accumulano, la cellula può iniziare a replicarsi senza controllo e dare avvio al tumore. Alcune di queste mutazioni geniche sono ereditarie (nell’uomo la trasmissione di un tumore da un individuo ad un altro è un evento rarissimo, ma non impossibile), mentre altre – più frequenti – sono provocate da fattori esterni, come sostanze chimiche o radiazioni, che vengono dette “cangerogene”, in quanto sono capaci di generare un cancro.

Quali sono i cancerogeni più diffusi?

Il fumo di sigaretta contiene più di 50 sostanze riconosciute come cancerogene, tra cui nitrosammine e di idrocarburi policiclici aromatici, ed infatti il fumo è responsabile di circa un terzo di tutte le morti per cancro nei paesi sviluppati e circa uno su cinque in tutto il mondo. Decenni di ricerche hanno dimostrato il legame tra il fumo e le neoplasie del polmone, della laringe, della testa, del collo, dello stomaco, della vescica, dei reni, dell’esofago e del pancreas. Per approfondire, leggi: Quali sostanze nocive e cancerogene contiene il fumo di una sigaretta?

L’esposizione prolungata all’amianto è una delle principali cause di mesotelioma, un tipo di tumore maligno del polmone. Altre sostanze catalogabili in questa categoria sono la wollastonite, l’attapulgite, la lana di vetro e la lana di roccia. Si ritiene che queste possano avere un effetto simile all’amianto e tipicamente l’essere umano è esposto ad esse per cause professionali. Materiali particellari non fibrosi che causano il cancro sono: la polvere di cobalto, il nichel metallico e la silice cristallina (quarzo, cristobalite e tridimite). Di solito, gli agenti fisici cancerogeni devono penetrare all’interno del corpo (ad esempio tramite inalazione di piccole parti) e richiedono anni di esposizione prima di sviluppare un tumore. Anche le bevande alcoliche aumentano il rischio di contrarre molti tipi di cancro, fra cui quello al seno, all’esofago, al colon, al pancreas, al cervello e alla gola. Anche l’inquinamento ambientale è cancerogeno.
Fino al 10% delle neoplasie maligne sono legate all’esposizione alle radiazioni ionizzanti (quelle a cui si sottopone il corpo durante una radiografia o una TAC). Le radiazioni ionizzanti possono provocare il cancro in molte parti del corpo ed a qualsiasi età. Ovviamente l’esposizione necessaria a sviluppare un cancro deve – nella maggioranza dei casi – essere prolungata: non basta ad esempio sottoporsi ad una singola radiografia per sviluppare un tumore.
L’esposizione prolungata ai raggi ultravioletti provenienti dal sole può portare allo sviluppo di melanoma e tumori maligni della pelle. Prove evidenti stabiliscono che le radiazioni ultraviolette siano la causa della maggior parte dei tumori della pelle non-melanomi, che sono le forme più comuni di cancro in tutto il mondo. Altre radiazioni non ionizzanti, come le frequenze radio utilizzate dagli smartphone, la trasmissione di energia elettrica, e altre fonti simili sono ritenute come possibili agenti cancerogeni dalla Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Alcuni ormoni sono correlati allo sviluppo di neoplasie, promuovendo la proliferazione cellulare. I tumori la cui nascita è maggiormente influenzata dagli ormoni sono quelli legati al sesso come il cancro della mammella, dell’endometrio, della prostata, dell’ovaio e del testicolo, oltre ai tumori della tiroide e delle ossa.
Anche traumi fisici, specie se ripetuti, possono dare origine ad un tumore, anche se molto più raramente rispetto a sostanze chimiche e radiazioni. Una causa accettata dalla comunità scientifica è l’applicazione a lungo termine di oggetti caldi sul corpo. Ripetute bruciature sulla stessa parte del corpo, come quelle prodotte dagli scaldamani a carbone, possono condurre allo sviluppo di neoplasie della pelle, specialmente se sono presenti anche cancerogeni chimici. L’assunzione di bevande calde può creare delle scottature che favoriscono neoplasie esofagee.

Leggi anche: È vero che i campi elettromagnetici causano tumore e cancro?

Il ruolo dei geni

Alla base della patogenesi del tumore c’è la mutazione di determinati geni:

  • i proto-oncogeni,
  • i geni oncosoppressori,
  • i geni coinvolti nella riparazione del DNA.

Questi ultimi sono quelli che garantiscono la stabilità genetica perché se altri geni sono mutati per azione per esempio di agenti cancerogeni, questi riparano il DNA prima che vada incontro alla replicazione, prima cioè che queste mutazioni diventino stabili. Il cancro può colpire persone di ogni età, ma le persone anziane sono colpite con maggiore frequenza, perché i danni genetici tendono ad accumularsi con il tempo. Le mutazioni necessarie che una data cellula deve accumulare per dare origine a un cancro sono le seguenti, e sono comuni a tutti i tipi di cancro:

  • acquisizione dell’autonomia moltiplicativa per sopravvenuta incapacità a sottostare ai meccanismi regolatori della proliferazione cellulare;
  • assenza di inibizione dipendente dalla densità (le cellule normali si moltiplicano fino a una definita densità cellulare, raggiunta la quale diventano quiescenti);
  • ridotta capacità di adesione con altre cellule o componenti tissutali;
  • assenza di matrice extracellulare (spesso digerita da proteasi) che favorisce l’invasione di tessuti normali adiacenti;
  • angiogenesi: formazione di nuovi vasi sanguigni per fornire ossigeno e fattori nutritivi alle cellule tumorali;
  • riduzione o perdita della capacità differenziativa;
  • acquisizione della capacità di replicazione illimitata per effetto dell’espressione della telomerasi o con sistemi alternativi chiamati “ALT” (Alternative Lengthening of Telomeres);
  • riduzione o perdita della possibilità di andare incontro a morte cellulare programmata (apoptosi).
  • perdita della cosiddetta inibizione da contatto.

Oltre a queste possono verificarsi (e di solito si verificano) anche altre mutazioni, dipendenti dal particolare tipo di cellula originaria e dalla esatta sequenza dei danni genetici.

Leggi anche: Cosa sono le metastasi? Tutti i tumori danno metastasi?

Angiogenesi

Come qualsiasi altro tessuto, per svilupparsi il tumore ha bisogno di ossigeno e sostanze nutritive: per questo produce sostanze capaci di stimolare l’angiogenesi, cioè la formazione di nuovi vasi sanguigni, che vadano a irrorare il nuovo tessuto in crescita.

I fattori di rischio per il tumore

Molto raramente un tumore ha una unica causa. Molto più spesso un tumore è causato da vari fattori di rischio che agiscono in modo sinergico. Alcuni fattori di rischio non modificabili, sono:

  • età avanzata (alcuni tipi di tumore);
  • giovane età (alcuni tipi di tumore);
  • sesso (ad esempio il tumore al seno è molto più diffuso nel sesso femminile che in quello maschile);
  • familiarità (parenti con tumori);

Alcuni fattori di rischio modificabili, sono:

  • vita sedentaria;
  • sovrappeso e obesità;
  • alimenti ricchi di grassi e calorie;
  • fumo di sigaretta;
  • inquinamento atmosferico;
  • agenti infettivi (virus e batteri);
  • esposizione a sostanze chimiche;
  • esposizione prolungata al sole;
  • esposizione ripetuta a radiografie e tac.

Leggi anche: Come prevenire i tumori ed il cancro? I 10 cambiamenti consigliati

Stadiazione

L’estensione della maggior parte dei tumori maligni nell’organismo (espressa dalla “stadiazione”) viene classificata, in genere, attraverso la Classificazione TNM, proposta e mantenuta aggiornata dalla Union for International Cancer Control. Per approfondire, leggi: Stadiazione e classificazione TNM: cancro curabile o terminale?

Tumore benigno o maligno

In base al comportamento biologico i tumori si classificano in:

  • tumori benigni: sono costituiti da cellule che mantengono in parte le loro caratteristiche morfologiche e funzionali, pur esibendo autonomia moltiplicativa. Essi sono caratterizzati da un tipo di sviluppo detto espansivo, perché comprime i tessuti vicini senza distruggerli: i tumori benigni che originano dall’epitelio ghiandolare (adenomi) sono spesso avviluppati da una capsula di tessuto connettivo fibroso che li delimita nettamente dai tessuti confinanti, coi quali assumono un rapporto di contiguità. Sono meno gravi dei tumori maligni.
  • tumori maligni o cancro: sono costituiti da cellule che appaiono morfologicamente e funzionalmente diverse dalle corrispondenti normali. L’atipia morfologica, che è tanto maggiore quanto più indifferenziato è il tumore, si manifesta con mancanza di uniformità nella forma e nelle dimensioni delle cellule (polimorfismo) e degli organi cellulari, in particolare del nucleo, che è frequentemente ipercromico ed in fase mitotica. I tessuti vicini al tumore maligno vengono invariabilmente infiltrati e distrutti dalle cellule tumorali che si sostituiscono a quelle normali, fenomeno questo caratteristico della malignità e noto col termine “invasività neoplastica”. L’invasività si verifica anche a distanza, poiché un tumore maligno – al contrario del benigno – può dare origine a metastasi. Sono più gravi dei tumori benigni. In caso di tumore maligno, è importante intervenire al più presto con la terapia adeguata allo stato di diffusione della malattia, ad esempio con chirurgia, chemioterapia o radioterapia. In caso di tumore benigno, invece, la tempestività è molto meno importante ed anzi spesso il medico, anziché decidere per la sua asportazione, opta per una osservazione attenta e periodica e solo se il tumore benigno dovesse mutare caratteristiche (ad esempio: lipoma che aumenta in dimensioni) allora sceglierà di asportarlo chirurgicamente.
  • borderline: in alcuni casi i tumori presentano un comportamento intermedio fra la malignità e la benignità (tumori “borderline”) o risultano inclassificabili (tumori a comportamento biologico incerto). In questi casi, generalmente la frequenza delle metastasi è molto bassa e il decorso è lento. Un esempio è il tumore stromale gastrointestinale.

La pericolosità di un tumore non dipende solo dalla sua natura, ma da molte altre caratteristiche come grandezza, tessuto di origine ed invasione o meno dei linfonodi.

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Retinoblastoma: cause, sintomi, diagnosi e terapie

MEDICINA ONLINE RETINOBLASTOMA BAMBINO OCCHIO TUMORE CANCRO RETINA CECITA LEUCORIA FLASH MACCHINA FOTGRAFICA FOTOIl retinoblastoma è il tumore maligno della retina; rappresenta il tumore maligno con maggiore diffusione in età pediatrica. Può colpire la retina di un solo occhio oppure di entrambi.

Diffusione

E’ il tumore maligno più diffuso tra i bambini. La percentuale di soggetti colpiti da questa malattia è di circa 1 ogni 20 000 nati, ma le statistiche variano a seconda dei Paesi. I primi segni e sintomi sono riscontrati in bambini di età inferiore ai 3-5 anni.

Cause e fattori di rischio

La malattia è causata da una mutazione del gene codificante la proteina Rb (un oncosoppressore) che comporta la proliferazione incontrollata di cellule e lo sviluppo del tumore all’interno dell’occhio. La mutazione può essere trasmessa per via ereditaria o insorgere spontaneamente (mutazione sporadica).

  • Il retinoblastoma ereditario, che si manifesta nel 40% dei casi, è solitamente dovuto all’eredità di un allele mutato del gene oncosoppressore RB1, 13q14 (alterazione genetica ereditata da un genitore di tipo autosomica dominante), per cui gli individui colpiti hanno una forte predisposizione genetica e sono maggiormente a rischio di sviluppare la patologia in tempi più brevi e nella forma bilaterale (cioè a entrambi gli occhi); in altre parole, è loro necessaria e sufficiente un’ulteriore unica mutazione per sviluppare la malattia. Evidentemente nel corso della vita di ogni individuo è altamente probabile che avvengano molteplici mutazioni somatiche indipendenti in cellule diverse; se il background in cui si verificano è già alterato, ognuna di queste darà luogo ad un tumore. È un esempio di penetranza incompleta: si è calcolata per un valore di circa 90%; 9 individui su 10 portatori del gene manifestano questa malattia.
  • Il retinoblastoma sporadico, che si manifesta nel 60% dei casi e non è influenzato da alcuna componente genetica, colpisce solitamente un solo occhio e il suo decorso è generalmente più lento rispetto al retinoblastoma ereditario. Occorre che in un’unica cellula entrambi gli alleli siano mutati: in altre parole occorrono due mutazioni, che statisticamente richiedono un tempo molto maggiore.

Tipologie di mutazioni

Ci sono vari meccanismi che portano alla perdita di eterozigosità delle cellule affinché si manifesti la malattia:

  • Non disgiunzione mitotica: viene ereditato un cromosoma solo, malato,
  • Non disgiunzione e riproduzione: ereditato cromosoma malato che si duplica;
  • Ricombinazione mitotica: eventi di cross-over portano all’inserzione del gene mutato anche sul cromosoma sano;
  • Conversione genica: l’allele mutato si tramuta in sano
  • Delezione: l’allele sano è deleto;
  • Mutazione puntiforme: mutazione all’allele sano.

Meccanismi che portano a mancata funzione di Rb

Ci sono vari meccanismi affinché Rb non sia più efficace nel trattenere iperfosforilata i fattori di trascrizione E2F:

  1. Perdita di eterozigosità del pool genetico, con la proteina non funzionante;
  2. Azioni di proteine virali che impediscono il legame fra Rb e E2F, come E7;
  3. Modificazioni a livello epigenetico, come ipermetilazioni del gene di Rb.

Sintomi e segni

La sintomatologia si presenta generalmente entro i primi 3-5 anni di vita; il segno principale è un riflesso biancastro del fondo oculare, detto leucocoria, dovuto alla massa tumorale retinica che occupa il corpo vitreo, correlata spesso a deviazione degli assi oculari (dovuta alla perdita di fissazione dell’occhio affetto). In un occhio sano, la pupilla può apparire rossa in una fotografia scattata con il flash (red eye), mentre su un occhio affetto di Rb, la pupilla può apparire di colore bianco o giallo (leucocoria). L’aspetto giallastro può anche essere visibile in condizioni di scarsa luce artificiale e può assomigliare ai riflessi degli occhi felini. Il tumore tende ad espandersi rapidamente verso il vitreo (forma endofitica) oppure verso la coroide e l’uvea (forma esofitica). Se però non viene curato, la dimensione dell’occhio aumenta e il tumore infierisce su altre parti del corpo. Le metastasi precoci al fegato o ai polmoni sono frequenti. Il tumore si può anche insinuare nella zona retrooculare fino al nervo ottico, per poi raggiungere il cervello. Purtroppo il retinoblastoma è in genere privo di sintomi nei primissimi anni di vita, per cui spesso viene diagnosticato tardivamente e ciò peggiora la prognosi.

Leggi anche: Retinoblastoma: ereditario, genetica, sintomi, prognosi e cura

Diagnosi

La diagnosi si basa inizialmente su anamnesi, esame obiettivo ed esame del fondo oculare. In seconda battuta è fondamentale che i bambini siano sottoposti ad ecografia oculare e fluorangiografia. Successivamente si effettuano TC e risonanze magnetiche per valutare il coinvolgimento del nervo ottico e/o la presenza di metastasi.

Terapia

Attualmente esistono dei protocolli terapeutici stabiliti dalla comunità scientifica che impongono determinati trattamenti a seconda dello stadio di malattia. I trattamenti locali includono: laser fotocoagulazione, crioterapia, termoterapia transpupillare e brachiterapia (applicazione di placche radioattive). A questi trattamenti viene associata attualmente una chemioterapia per via sistemica. Negli ultimi tempi si sta affermando l’utilizzo di chemioterapia per via arteriosa, attraverso l’arteria oftalmica. Purtroppo nelle forme più avanzate di malattia è necessario rimuovere chirurgicamente il bulbo oculare malato.

Follow up

I bambini affetti da retinoblastoma devono essere seguiti con controlli in tempi molto ravvicinati per via della velocità di progressione della malattia e, anche dopo essere stati curati, devono essere sottoposti a controlli semestrali per i primi 5 anni dopo la terapia.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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A che età inizia la menopausa? Menopausa precoce e tardiva: cause e cure

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma A CHE ETA INIZIA MENOPAUSA PRECOCE Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Ano.jpgCos’è la menopausa?
La menopausa è l’evento fisiologico che corrisponde al termine del ciclo mestruale e quindi dell’età fertile della donna: le ovaie non producono più follicoli ed ormoni estrogeni.

Quando si verifica la menopausa?
La menopausa spontanea, o fisiologica, si verifica normalmente in un periodo che oscilla tra i 45 ed i 50 anni.

Premenopausa, postmenopausa o perimenopausa
Il termine premenopausa indica il periodo precedente l’ultima mestruazione; postmenopausa indica il tempo successivo l’ultima mestruazione. Per Perimenopausa intendiamo un periodo più esteso rispetto alla premenopausa, che si esaurisce dopo un anno all’atto della menopausa.

Gli anni che precedono la menopausa ed i disturbi tipici
Negli anni che precedono la menopausa, le irregolarità del ciclo mestruale sono piuttosto comuni e spesso accompagnate ad un tipico corteo sintomatologico (vampate di calore, sbalzi di umore, secchezza vaginale, bassa libido, episodi di incontinenza ecc.). Tutti questi piccoli, grandi, disturbi riflettono modifiche dell’assetto ormonale della donna. Lievi disfunzioni endocrine iniziano a diminuire la fertilità già intorno ai 30-35 anni ed è proprio in questa fase della vita che possono fare la loro comparsa i primi cicli irregolari; per lo stesso motivo, a partire da quest’età la ricerca di un figlio si rende generalmente più difficoltosa.

Quando si verifica la menopausa precoce e prematura?
Si parla di menopausa precoce quando la menopausa si instaura prima dei 40 anni mentre si parla di menopausa prematura se la menopausa avviene tra i 40 ed i 45 anni. Nelle menopause precoci e premature, i sintomi e disturbi descritti nel paragrafo precedente sono generalmente più intensi e fastidiosi rispetto alla norma.

Cause di menopausa precoce
La causa più comune di menopausa precoce è la rimozione chirurgica delle ovaie, che si rende necessaria, ad esempio, in presenza di cisti o tumori ovarici. Anche la cura di certe forme tumorali, per esempio attraverso la radio o la chemioterapia, è causa frequente di menopausa precoce. Vi sono poi tutta una serie di condizioni patologiche, su base immunitaria, infettiva, tumorale, genetica ed endocrina, che possono portare al medesimo risultato.
Riguardo alla genetica, si ritiene che ogni donna nasca con un corredo di ovuli ben determinato, ma soggettivo e influenzato da elementi genetici (il che spiegherebbe come mai l’età di insorgenza sia spesso simile tra donne appartenenti allo stesso nucleo famigliare). Subito dopo la nascita, alcuni di questi follicoli, subiscono un processo involutivo mentre altri rimangono quiescenti fino alla pubertà . Da questo momento in poi la donna inizia ad attingere al proprio corredo di cellule uovo, esaurito il quale entrerà in menopausa. Ad ogni ciclo i processi maturativi interessano più follicoli ma si completano soltanto per uno, mentre gli altri regrediscono rapidamente.

Esiste un rapporto tra età della prima mestruazione e menopausa?
Non sembra esservi correlazione certa tra età di comparsa della prima mestruazione, detta menarca, e quella in cui si entra in menopausa; non è quindi detto che una donna con alle spalle una pubertà precoce debba per forza perdere anzitempo la propria fertilità, anzi. E’ invece dimostrato, sempre a causa dell’effetto predisponente degli estrogeni, che un menarca (comparsa della prima mestruazione) precoce si accompagna ad un incrementato rischio di sviluppare un carcinoma mammario.

Fattori di rischio che anticipano la menopausa
1) Fumo di sigaretta attivo/passivo: può indurre nella donna un’anticipazione dell’evento di 1,5-2 anni. La quantità di assunzione (numero di sigarette) e la durata di assunzione sono strettamente correlate alla diminuzione dell’età rispetto all’evento, in pratica più si fuma e da più tempo si fuma e più la menopausa si manifesterà prima del dovuto;
2) alimentazione: una alimentazione ricca di grassi e povera di vitamine e sali minerali può far anticipare la menopausa;
3) indice di massa corporea inferiore a quello ideale;
4) abuso di alcool;
5) bassa statura.

Quando si verifica la menopausa tardiva o ritardata?
Si parla di menopausa ritardata quando l’età della donna è superiore ai 52 anni, tardiva se superiore ai 56 anni.

Quali sono i rischi di una menopausa tardiva?
La menopausa tardiva rappresenta uno dei fattori di rischio per lo sviluppo del tumore al seno; vari studi hanno mostrato che nelle donne che entrano in menopausa in ritardo rispetto alla media, il rischio di contrarre un tumore mammario raddoppia; si ritiene che ciò dipende dal fatto che le ghiandole mammarie risultano esposte agli estrogeni per un periodo di tempo maggiore.

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Diagnosi della menopausa e diagnosi differenziale
Affinché la diagnosi sia certa si deve attendere un anno dall’ultima mestruazione, ma trascorsa metà di questo periodo le probabilità che la donna sia in menopausa sono decisamente elevate; tuttavia, in soggetti di età inferiore ai 50 anni è necessario eseguire accertamenti per verificare un’eventuale gravidanza. Se lo specialista sospetta la presenza di menopausa precoce può richiedere l’esecuzione di vari esami clinici sia ematochimici (FSH, 17 beta estradiolo, inibina B, ormone antimulleriano, DHEA) e strumentali (ecografia pelvica o transvaginale; eventualmente può essere richiesta anche una mineralografia ossea computerizzata). Altri esami diagnostici che il ginecologo potrebbe richiedere sono l’indagine cromosomica mediante cariotipo (serve a verificare l’eventuale presenza di alterazioni genetiche) e lo screening anticorpale (per esempio di dosaggio degli anticorpi antiovaio, antisurrene, antitiroide ecc.).
Esistono infine alcune patologie la cui sintomatologia è molto simile a quella che viene riscontrata nelle donne in menopausa; fra queste ricordiamo: ipotiroidismo, ipertiroidismo, sindrome dell’ovaio policistico, carcinoma uterino, ipopituitarismo, iperpituitarismo.

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Modificazioni endocrine in menopausa

Terapia ormonale sostitutiva in menopausa: a che serve?
La terapia ormonale sostitutiva, oltre a contrastare i piccoli disturbi e innalzare notevolmente la qualità della vita, permette di limitare l’aumento della probabilità di contrarre malattie cardiovascolari e di alcune patologie (tumore al colon, osteoporosi).
La ragione è da ricercarsi nell’effetto protettivo degli estrogeni femminili naturalmente prodotti in età fertile rispetto a tali patologie. Per esempio facilitano l’assorbimento del calcio da parte delle ossa: in menopausa tale effetto protettivo cessa e, come accennato in precedenza, l’apparato scheletrico diventa più fragile e può insorgere l’osteoporosi. Inoltre è provata la capacità degli ormoni femminili di abbassare l’indice di rischio cardiovascolare, aumentando la quantità di colesterolo ad alta densità (HDL) e abbassando quello a bassa densità (LDL).
La terapia sostitutiva mira a integrare il deficit di ormoni estrogeni, non più sintetizzati dal corpo femminile: possono essere assunti assieme a progestinici per contrastare gli effetti indesiderati sull’endometrio indotti da una terapia basata esclusivamente su estrogeni.
La somministrazione dei due tipi di ormoni può essere concomitante o sequenziale, in trattamenti ciclici (con 7 giorni di interruzione per ogni mese) o continui (senza interruzione). Le vie di somministrazione possono essere quella orale, con pillole simili a quella anticoncezionale, cutanea, con dispositivi inseriti sotto la cute, e transdermica (cerotti, particolarmente indicati nei soggetti ipertesi per il basso impatto a livello epatico).
La terapia sostitutiva non può essere somministrata a donne con malattie cardiovascolari, tromboflebiti, tumori sensibili agli estrogeni. Chi non presenta controindicazioni può assumere la terapia sostitutiva senza limiti di tempo, pur monitorando la salute con controlli periodici per valutare i rischi e i benefici associati alla terapia.

Terapia ormonale sostitutiva: quali farmaci si usano?
Fra i farmaci utilizzati si ricordano l’estradiolo (un estrogeno; controllo della sintomatologia associata alla menopausa e prevenzione dell’osteoporosi), l’estriolo (un estrogeno; riduzione dei sintomi associati alla carenza estrogenica), il medrossiprogesterone acetato (un progestinico; migliora il profilo lipemico e riduce il rischio di insorgenza di malattie coronariche), il progesterone (progestinico; riduzione dei sintomi associati alla menopausa), l’etinilestradiolo (un estrogeno; controllo dei sintomi che caratterizzano la menopausa e prevenzione dell’osteoporosi) e il tibolone (principio attivo con attività estrogenica, progestinica e lievemente androgenica; riduzione dei disturbi della menopausa associati a osteoporosi e trattamento dei sintomi vasomotori).
Altri tipi di farmaci che possono venire prescritti alle donne in menopausa sono i modulatori selettivi dei recettori estrogenici (per controllare i sintomi associati alla condizione; esplicano anche un’attività ipocolesterolemizzante), gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (esercitano un effetto antidepressivo e sono in grado di controllare i sintomi vasomotori che sono associati alla menopausa) e gli ipertensivi.

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