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Informazioni su dott. Emilio Alessio Loiacono

Medico Chirurgo iscritto all’albo dei Medici Chirurghi di Roma con numero d’iscrizione 61477. Direttore del gruppo di ricerca Medicina OnLine.

La dieta per prevenire e curare i capelli bianchi

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO UOMO FACCIA BARBA CAPELLI FOLTI OCCHI BELLEZZA PELII capelli bianchi compaiono quando i capelli perdono il pigmento prodotto da cellule specializzate che si chiamano melanociti situate alle radici dei capelli. Anche i melanociti invecchiano e questo processo d’invecchiamento ne riduce la capacità di produrre il pigmento colorante chiamato melanina e i capelli cominciano a diventare sempre più grigi, fin quando i melanociti muoiono tutti e i capelli diventano bianchi. Ci possono essere molte cause della comparsa prematura dei capelli grigi e poi della morte di tutte le cellule che producono melanina, vediamole insieme.

Leggi anche: Perché cadono i capelli? Quanti capelli al giorno è normale perdere? E’ vero che i calvi hanno più testosterone?

CAUSE PRINCIPALI DELLA COMPARSA DEI CAPELLI BIANCHI

Le cause principali, sono:

  • Genetica: ovvero una predisposizione tramandata dai propri genitori e dai propri nonni.
  • Patologie: molto varie, tra cui: vitiligine, malattie che comportano squilibri della funzione tiroidea, l’alopecia areata.
  • Condizioni mediche: eventuali assunzioni di medicinali particolari possono provocare questo fenomeno.
  • Stile di vita: stress, sedentarietà, fumo di sigaretta, uso di droghe.
  • Una dieta carente di alcuni e determinati nutrienti: specialmente vitamine (alcune delle quali regolano proprio la produzione della melanina), proteine e sali minerali.

A tale proposito vi consiglio di leggere questo mio articolo:

ELEMENTI CHE NON DEVONO MANCARE NELLA DIETA PER PREVENIRE E CURARE I CAPELLI BIANCHI:

Il rame: la carenza di rame è una concausa della comparsa dei capelli bianchi. Il rame è importante per la produzione della melanina che è un pigmento che dà il colore ai capelli. Il rame è contenuto nel cioccolato fondente, nel fegato di manzo, nei semi di girasole, negli anacardi, nelle lenticchie, nelle ostriche, nei molluschi, nei funghi, nel burro di arachidi e nelle mandorle. Altri alimenti che contengono il rame sono il fagiolo di Lima, le cime di rapa, le patate dolci e gli spinaci. Il rame si trova in commercio anche sotto forma di preparati contenenti altri oligoelementi, benché gli alimenti citati ne contengano in genere dosi maggiori.

Il selenio: il selenio gioca un ruolo vitale nell’azione e nella produzione di alcuni ormoni, inclusi quelli correlati alla salute dei capelli ed al processo d’invecchiamento. Il selenio è utilizzato spesso per il trattamento dei capelli bianchi e ha un ruolo importante nel combattere il processo d’invecchiamento ed i radicali liberi. Il selenio è contenuto soprattutto nei molluschi, nel tonno, nel salmone, nel germe di grano, nell’uva passa, nella noce, nello sgombro, nelle noci brasiliane e nei semi di girasole.

Gli acidi grassi Omega 3: contenuti nel pesce e nell’olio da essi derivato sono molto importanti perché idratano, irrobustiscono e prevengono dunque la caduta dei capelli. In caso di carenza si possono assumere anche sotto forma di compresse gelatinose.

Le proteine: si deve considerare che il 90 % dei capelli è costituito dalle proteine. Esperimenti effettuati fornendo supplementi di gelatine, che sono una forma sotto cui si trovano le proteine, hanno messo in evidenza che nei soggetti trattati si è verificato, in sole 8 –10 settimane, un aumento del 45% della robustezza dei capelli. Quindi, le proteine alimentari sono sicuramente efficaci nell’aiutare a migliorare la salute dei capelli e dunque a ritardare la comparsa dei capelli bianchi.

VITAMINE IMPORTANTI PER PREVENIRE E CURARE I CAPELLI BIANCHI E LE MALATTIE DEL CUOIO CAPELLUTO:

Vitamina A: è una vitamina antiossidante che aiuta a produrre sebo nel cuoio capelluto e lo rende in tal modo più sano. Ricche risorse di questa vitamina sono: olio di fegato di pesce, carne, latte, formaggio, uova, spinaci, broccoli, carote, albicocche e pesche. La quantità giornaliera di vitamina A consigliata è di 5000 UI, un’assunzione eccessiva della stessa (superiore a 25.000 UI) può diventare addirittura tossica e causare la perdita di capelli ed altri gravi problemi di salute.
Vitamina B3 (niacina): favorisce la circolazione sanguigna verso il cuoi capelluto. Fonti alimentari sono: lievito di birra, germe di grano, pesce, pollo, tacchino e carne. Dose giornaliera raccomandata: 15 mg.
Vitamina B5 (acido proteico): impedisce la formazione dei capelli bianchi e la perdita dei capelli. Ricche fonti di questa vitamina sono: cereali integrali, lievito di birra, frattaglie e tuorli d’uovo. Dose giornaliera raccomandata: 4-7 mg.
Vitamina B6: previene la perdita dei capelli e aiuta a creare melanina. Alimenti con vitamina B6: lievito di birra, cereali integrali, verdure, frattaglie e tuorlo d’uovo. RDA: 1,6 mg; una quantità superiore rispetto quella consigliata può causare intorpidimento a mani e piedi.
Vitamina B12: previene la perdita dei capelli. È possibile trovare tale vitamina in: pollo, pesce, uova e latte. Si consiglia un’assunzione di 2 mg al giorno di vitamina B12.
Vitamina C: così come la vitamina A, anche questa è antiossidante; aiuta a mantenere la pelle ed i capelli in buono stato. Alimenti ricchi di vitamina C sono: agrumi, fragole, kiwi, ananas, pomodori, peperoni verdi, patate e verdure verde scuro. Dose giornaliera raccomandata: 60 mg.
Vitamina E: questa vitamina è un antiossidante che migliora la circolazione del sangue verso il cuoio capelluto. Ricche fonti di vitamina E sono: oli vegetali, olio di germe di grano, soia, semi crudi e noci, fagioli secchi e verdure a foglia verde. Dose giornaliera raccomandata: fino a 274 mg. L’assunzione di questa vitamina provoca un aumento della pressione sanguigna e una riduzione nella coagulazione del sangue, si consiglia pertanto di sentire un parere medico qualora si soffra di ipertensione.
Biotina: questa vitamina produce cheratina ovvero la sostanza che previene la perdita dei capelli e la comparsa dei capelli grigi. Fonti di biotina sono: lievito di birra, cereali integrali, tuorli d’uovo, fegato, riso e latte. La dose giornaliera raccomandata è di circa 150-300 mcg.
Inositolo: questa vitamina mantiene i follicoli dei capelli sani a livello cellulare. Alimenti ricchi di questa sostanza sono: cereali integrali, lievito di birra, fegato e agrumi. Dose giornaliera raccomandata: fino a 600 mg.

CONSIGLI GENERALI PER PREVENIRE E CURARE I CAPELLI BIANCHI

1) Cibi adatti. Alla luce degli elementi necessari alla salute del capello, i cibi consigliati per prevenire e curare i capelli bianchi sono soprattutto i legumi, le verdure a foglia verde, la frutta in genere, i pomodori, le patate, le lenticchie, il pesce (specie salmone e tonno al naturale), i molluschi ed il cioccolato fondente.

2) Le bevande giuste e quelle sbagliate. E’ consigliato bere un bicchiere colmo d’acqua alla mattina (e bere comunque molta acqua durante tutto il giorno per favorire idratazione ottimale) e non farsi mancare anche una tazza di spremuta di arancia in quanto questo frutto contiene grandi quantità di vitamina C, l’antiossidante per eccellenza che rafforza il sistema immunitario e combatte i radicali liberi rallentando il processo di invecchiamento. Al contrario è meglio evitare gli alcolici: il loro metabolismo produce una grandissima quantità di radicali liberi che invecchiano, non solo i capelli, ma anche la pelle.

3) Non fumare. Quello che inali col fumo è nemico della bellezza della tua pelle e dei tuoi capelli.

4) Trattamenti per capelli non aggressivi. Spesso si ricorre a trattamenti per capelli costosi con la convinzione che facciano solo bene alla nostra capigliatura, in realtà anche le migliori marche possono contenere sostanze chimiche che non sono propriamente indicate per la salute generale del nostro corpo e che quindi sarebbe meglio evitare. State attenti all’INCI quando acquistate un prodotto. Attenzione ai balsami e agli shampoo che usate!

CONSIDERAZIONI FINALI

La comparsa prematura dei capelli bianchi può essere prevenuta o, comunque, rallentata mediante stili di vita sani, una adeguata igiene dei capelli e del cuoio capelluto e, soprattutto, un’alimentazione corretta, sia nella quantità sia nella qualità degli alimenti. Ricordate: i capelli ricevono dal cibo che mangiamo il nutrimento che serve loro per crescere robusti e sempre colorati, facciamo in modo che tale nutrimento sia adeguato!

I migliori prodotti per la cura del capello 

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per la cura ed il benessere del capello sia femminile che maschile, in grado di migliorare forza, salute e bellezza dei tuoi capelli. Noi NON sponsorizziamo né siamo legati ad alcuna azienda produttrice:

Lavaggio dei capelli

Cura dei capelli

Asciugatura ed acconciatura dei capelli

Tintura dei capelli, ciglia, sopracciglia

Eliminazione dei pidocchi

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La crisi economica ci fa mangiare troppo poco pesce

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SUPERMERCATO MARKET CIBO SPESA CIBO CARRELLO COMPRARE ETICHETTA ALIMENTI DIETASecondo l’Osservatorio Nestlé-Fondazione Adi, l’Associazione italiani di dietetica e nutrizione clinica, solo il 33% degli italiani, rispetto al 38% dello scorso anno, mangia pesce almeno due volte alla settimana come indicano le linee guida del Centro di ricerca per gli alimenti e la nutrizione per una corretta alimentazione. I dati 2013 della quinta edizione dell’Osservatorio Nestlé-Fondazione Adi sottolineano una riduzione del consumo di prodotti ittici sulle tavole: il 66% degli italiani ha modificato le abitudini alimentari per diminuire spese e sprechi. E proprio i consumatori più attenti al prezzo (pari al 67% del campione) afferma di consumare pesce saltuariamente (26%) o solo una volta la settimana (36%).

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Etichetta con meno calorie? Ingrassiamo di più!

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SUPERMERCATO MARKET CIBO SPESA CIBO CARRELLO COMPRARE ETICHETTA ALIMENTI DIETA FAMIGLIA FIGLI GENITORI BAMBINIL’etichetta nutrizionale serve ai consumatori per fare scelte informate e consapevoli. Se fosse compilata in modo corretto e fornisse davvero tutte le informazioni necessarie per farsi un’idea di cosa si sta acquistando, il che non sempre accade, si potrebbe essere d’accordo. Ma un’affermazione come questa resta molto imprecisa perché non tiene conto di un elemento determinante nelle decisioni di consumo: il condizionamento psicologico.

Un team internazionale di ricercatori, nordirlandesi, inglesi e canadesi, ha appurato che esiste un legame tra ciò che viene riportato in etichetta e le modalità con le quali gli alimenti vengono consumati, ma è di verso opposto a quello che pensavamo. In pratica presentando una pietanza come povera di grassi o a basso contenuto calorico, il rischio è che il consumatore sia spinto ad assumerne quantità maggiori, vanificando quindi l’eventuale minore apporto energetico.

Gli studiosi lo hanno scoperto arruolando 48 adulti tra i 23 e i 50 anni per tre giorni di esperimento, con intervalli di due settimane uno dall’altro. Il pasto di prova, da consumare a pranzo, era sempre lo stesso: pollo al curry con riso, accompagnato però ognuna delle tre volte da un’etichetta nutrizionale diversa. Rispetto all’etichetta standard, presentata al primo giorno di esperimento, l’etichetta che descriveva la pietanza come “low fat” e a basso contenuto calorico ha stimolato i partecipanti a mangiare mediamente 28 grammi di cibo in più, corrispondenti a 39 calorie.

Nonostante le persone fossero ugualmente sazie il giorno dell’etichetta low fat e il giorno in cui invece il pasto era accompagnato da un’etichetta che evidenziava un elevato contenuto di grassi, dichiaravano di sentire il desiderio di mangiare di più in presenza di un’etichetta “favorevole”. E così è stato. E se 28 grammi, o 39 calorie, vi sembrano pochi, è con l’accumulo quotidiano di quantità aggiuntive di cibo ed energia che si mette su peso. Se questo comportamento non è auspicabile per nessuno, va preso ancor più sul serio quando a metterlo in pratica sono persone che hanno già problemi di peso e che proprio per questo scelgono cibi dietetici pensando di limitare l’introito calorico.

I vantaggi derivanti dal mangiare cibi sani sarebbero vanificati dal consumo eccessivo indotto dalle etichette che, per molti, sono l’equivalente di un “permesso” per mangiare maggiori quantità di un determinato alimento. Se il surplus calorico non è controbilanciato da una maggiore spesa energetica però, ovvero se mangiando di più non ci si premura anche di consumare di più, si ottiene il risultato contrario di quel che si voleva: l’ago della bilancia inevitabilmente sale.

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Morire per il troppo lavoro

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Chirurgia Estetica Roma Cavitazione Pressoterapia  Massaggio Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Peso Dieta Sessuologia HD Sex PSA Pene Laser Filler Rughe Botulino MORIRE TROPPO LAVORO MITA DIRAN 01

Morire a 27 anni perché si è lavorato troppo, sottoponendo il proprio fisico a ritmi non umani: è successo a una ragazza di Giacarta. «Trenta ore di lavoro e sto ancora andando forte»: questo è stato l’ultimo Tweet di Pradnya Paramita, che lavorava in Indonesia per l’agenzia pubblicitaria Young & Rubicam. La ventisettenne poco dopo è deceduta e le ragioni specifiche non sono del tutto note, tuttavia l’overdose di lavoro ha giocato certamente la sua parte. È collassata al ristorante, dopo una sessione lavorativa infinita, ed è subito entrata in coma, dopo è morta.

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Scoperto il gene che ci fa innamorare

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO AMORE COPPIA SESSO SESSUALITA ABBRACCIO MATRIMONIO MASTURBAZIONE ORGASMO (9)Identificato il gene che ci rende fisionomisti: è l’elemento che codifica il recettore dell’ossitocina, il cosiddetto “ormone dell’amore”, che riveste un ruolo cruciale nel legame tra madre e figlio e nel rapporto di coppia. La scoperta è stata pubblicata sulla rivista Pnas dell’Accademia americana delle scienze ed ha sottolineato l’importanza del gene Oxtr nella creazione della memoria sociale. La ricerca, coordinata dall’University College di Londra, ha infatti indagato 198 famiglie britanniche e finlandesi in cui era stato individuato un bambino autistico. Ogni componente di queste famiglie è stato sottoposto all’analisi del Dna e ad una serie di test per verificare la sua capacità di riconoscere le persone dalla faccia. Dall’elaborazione dei dati è emerso che una singola variazione nel gene Oxtr è in grado di influenzare  in maniera consistente la capacità di riconoscere i volti. Il recettore dell’ossitocina aveva già dimostrato in passato di essere fondamentale per la formazione della memoria sociale nei roditori, dove il riconoscimento dei simili avviene attraverso l’olfatto e non la vista: questo fa dunque pensare che il gene abbia conservato la sua funzione durante l’evoluzione.

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Sconfigge due volte il cancro e scrive le “101 cose da fare quando si sopravvive”

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Chirurgia Estetica Roma Cavitazione Pressoterapia  Massaggio Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Peso Dieta Sessuologia Pene Laser Filler Rughe Botulino SCONFIGGE CANCRO 101 COSE DA FARE SOPRAVVIVEGreig Trout, classe 1979, scozzese, poliziotto, ha sconfitto il cancro due volte. Dopo la seconda volta ha compilato la lista “101 cose da fare quando si sopravvive”, che include viaggiare per il mondo e seguire i sogni d’infanzia. Da quando ha vinto la sua seconda battaglia, il 34enne ha trascorso tre mesi a lavorare con una comunità del Nicaragua, ha scalato il Vulcano in Costa Rica, ha visitato le Isole Galapagos e attualmente si trova in Ecuador. E spera far conoscere la sua esperienza agli altri, affinché possano seguire il suo esempio, senza sentirsi sconfitti dalla malattia. Tra i luoghi da vedere, Trout ha consigliato di vedere la grande barriera corallina, andare in barca a vela in Nuova Zelanda, compiere una missione in Antartide o andare in kayak sul Rio delle Amazzoni.

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Tutto quello che voglio per Natale, sei tu!

Da dedicare a tutti quelli a cui volete bene, per la serie “ditelo con una canzone”!

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Troppi dolci a Natale? Dite addio alla memoria

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DOLCI DI NATALE BISCOTTI TORTA CALORIE GRASSI ZUCCHERO NATALIZISe per Natale avevate intenzione di sospendere la dieta, di dimenticare tutti i vostri buoni propositi e di darvi alle abbuffate di dolci, beh, sappiate che potreste danneggiare la vostra memoria, e in maniera irreversibile! A dirlo è un recente studio: pare che dosi elevate di zucchero, anche consumate raramente, alterino rapidamente la memoria. Il tutto è stato dimostrato e provato dai ricercatori della School of medical science della University of New South Wales, a Sydney, con una ricerca pubblicata sulla rivista Brain, Behavior and Immunity. È pur vero che lo studio è stato effettuato sui topi, ma pare che gli effetti sugli umani siano praticamente gli stessi.

Nell’esperimento è stata data acqua zuccherata in dosi elevate per qualche giorno agli animali; questi, nonostante si alimentassero generalmente in modo sano, hanno dimostrato grande difficoltà nel compiere le azioni che prima sembravano loro facili, come trovare alcuni oggetti spostati in zone separate delle gabbie. Si è notato anche un aumento dello stato infiammatorio dell’area dell’ippocampo. Ecco come commenta Margaret Morris, una delle scienziate coinvolte nell’esperimento: “La scoperta è importante perché pensiamo possa fare luce anche sul processo di declino cognitivo umano. Ci ha sorpreso la velocità con cui si è verificato il deterioramento della memoria in rapporto al consumo di zuccheri. Abbiamo anche visto che il danno permane anche quando i topi hanno ripreso a mangiare in modo sano”.

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