Perché viene la cistite e come curarla?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PERCHE VIENE LA CISTITE CURA TERAPIA Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene VaginaLa cistite è una comune patologia, specie tra le donne, caratterizzata da una infiammazione della vescica. I sintomi classici della cistite sono: bruciore al tratto urinario; stimoli frequenti ed impellenti di urinare, espellendo spesso solo una lieve quantità di urina (pollachiuria); l’urina in genere è torbida in quanto contiene globuli bianchi, espressione della reazione dell’organismo nei confronti dell’infezione; l’urina può anche contenere un po’ di sangue (ematuria) a causa dell’infiammazione della vescica, ma ciò non è un indice di gravità della patologia.

Perché la cistite è più frequente nelle donne che negli uomini?

La cistite è spesso dovuta ad un’infezione da parte di microbi presenti naturalmente nel tratto digestivo: gli enterobatteri. Nell’80% dei casi, si tratta di un batterio denominato Escherichia coli (colibacillo). Nelle donne più che negli uomini, tali microbi passano facilmente dall’intestino alla vescica per ragioni anatomiche, dato che gli orifizi dell’ano e dell’uretra (canale in cui scorre l’urina proveniente dalla vescica) sono estremamente vicini tra loro. Inoltre l’uretra femminile è molto corta, misura solo dai 2 ai 4 cm (quella maschile è lunga circa 20 cm): è quindi estremamente facile per i microbi, una volta passati dall’ano all’uretra, risalire lungo l’uretra verso la vescica. Il risultato è che tale patologia è molto frequente tra le donne: una su due ha avuto o avrà la cistite nel corso della propria vita.

Leggi anche: Uretra maschile e femminile: anatomia, funzioni e patologie in sintesi

Quali fattori possono determinare la cistite?

I fattori primari sono quelli che facilitano la colonizzazione microbica perineale ed il passaggio dei microbi intestinali nell’uretra. Si tratta di:

  • rapporti sessuali;
  • ricorso a lavande vaginali con prodotti che provocano squilibrio della flora batterica locale;
  • alterazioni del transito intestinale (diarrea o stipsi);
  •  menopausa, in quanto è associata ad un’atrofia della mucosa vaginale e ad una riduzione delle secrezioni vaginali, fattore di proliferazione dei microbi.

I fattori secondari di rischio di cistite sono quelli che favoriscono la proliferazione dei microbi nella vescica, riducendo lo svuotamento vescicale. Si tratta di:

  • scarsa assunzione di bevande (meno di 1,5 litri/giorno, anche meno di quantità maggiori, se il fabbisogno idrico è particolarmente elevato);
  • diabete;
  • gravidanza.

Nella maggior parte dei casi la cistite è causata da vari ceppi di E. coli, ovvero dei batteri che vivono di norma nell’intestino. Spesso le donne prendono la cistite dopo un rapporto sessuale: infatti, il rapporto sessuale consente ai batteri di raggiungere più facilmente la vescica attraverso l’uretra. Il rischio di contrarre la cistite può aumentare se i rapporti sono frequenti. La cistite può anche essere causata dal diaframma o dall’utilizzo di profilattici: in entrambi i casi è maggiore il rischio di infezione del tratto urinario.

Leggi anche: Fabbisogno idrico giornaliero: quanta acqua bere al giorno?

Perché viene la cistite nei bambini?

La cistite è un’infezione che anche i bambini possono contrarre facilmente. Le cause che possono portare alla sua manifestazione sono: un anomalia nella struttura o nella funzione dell’apparato urinario, un riflusso dell’urina dalla vescica alle uretere e verso i reni, uso di gabinetti ed abitudini non igienici, uso di bagnoschiuma o saponi che infiammano l’uretra o magari la presenza di altri casi in famiglia di infezioni urinarie. I sintomi della cistite sono di solito un forte bruciore, accompagnato spesso nei bambini da vomito e assenza di appetito. Negli adulti si manifesta invece anche un crescente stimolo a urinare o una frequente minzione.

Leggi anche: Differenza tra nefrologo ed urologo: patologie e competenze specifiche e comuni

Come si cura la cistite?

La terapia è basata sull’assunzione di antibiotici. Numerose famiglie di antibiotici sono efficaci sui batteri più frequentemente responsabili di cistiti.
A seconda dei farmaci e dei casi, la terapia può essere assunta in un’unica soluzione (trattamento monodose), per 3 giorni o per 7 giorni (in particolare in caso di diabete, nelle donne incinte o quando i sintomi sono presenti da più di una settimana).
Il trattamento deve sempre essere associato all’assunzione di molti liquidi (da 1,5 a 2 litri al giorno).

Per ulteriori informazioni, leggi: Bruciore e stimoli frequenti di urinare: cistite, sintomi e cure

Per approfondire:

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Il dramma delle spose bambine: 70 mila all’anno muoiono di parto

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma DRAMMA SPOSE BAMBINE Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Pressoterapia AnoVittime di abusi, discriminazioni o costrette a matrimoni forzati in età minorile, sono milioni di bambine e di giovani donne nel mondo. L’11 ottobre, è la Giornata Mondiale delle bambine e delle ragazze, proclamata dall’ONU, e le varie organizzazioni umanitarie ricordano l’impegno comune nella lotta ai diritti delle giovani donne, diffondendo dati allarmanti sul fenomeno.

“Oggi nel mondo ci sono oltre 700 milioni di donne che si sono sposate in età minorile e che hanno dovuto rinunciare ad avere una crescita normale, fisica e mentale. Ogni anno 15 milioni di matrimoni hanno per protagonista una minorenne; una volta su tre – cinque milioni di casi – si tratta di una bambina con meno di 15 anni. Hanno dovuto spesso affrontare gravidanze precoci e violenze domestiche – ha sottolineato il presidente dell`Unicef Italia Giacomo Guerrera e promuovere l’istruzione delle bambine è l`investimento più potente che una nazione possa fare, perché accelera la lotta contro la povertà, le malattie, la disuguaglianza e la discriminazione di genere”.

I dati diffusi dall’Unicef sui diritti negati e sul fenomeno delle spose bambine sono preoccupanti. Sarebbero 70.000 le ragazze, tra i 15 e i 19, che muoiono a causa di complicazioni durante la gravidanza e il parto e le bambine sotto i 15 anni hanno 5 volte più probabilità di morire durante la gestazione rispetto alle donne tra i 20 e i 29 anni. Inoltre un bambino che nasce da una madre minorenne ha il 60% delle probabilità in più di morire in età neonatale, rispetto a un bambino che nasce da una donna di età superiore a 19 anni. E anche quando sopravvive, sono molto più alte le possibilità che possa soffrire di denutrizione e di ritardi cognitivi o fisici. Per quanto riguarda il livello di povertà e la mancata istruzione, sempre secondo il rapporto, le donne rappresentano la metà della popolazione nel mondo, ma costituiscono il 70% dei poveri. Si stima che un aumento del 10% di ragazze che frequentano la scuola, farebbe aumentare il pil del 3% e che solo 1 ragazza ogni 3 maschi frequenta la scuola secondaria.

Il fenomeno delle spose bambine è in costante aumento e, secondo il rapporto presentato oggi da Save The Children, tra le principali barriere che impediscono alle ragazze di accedere a servizi e opportunità ci sono i matrimoni precoci. “Ogni sette secondi, nel mondo, una ragazza con meno di 15 anni si sposa, spesso con un uomo molto più grande di lei”, stando ai dati del dossier Every Last Girl: Free to live, free to learn, free from harm.

La comunità internazionale si è impegnata a mettere fine alla pratica dei matrimoni precoci entro il 2030, tuttavia se il numero di spose bambine nel mondo crescerà ai ritmi attuali nel 2030 avremo 950 milioni di donne sposate giovanissime e 1,2 miliardi nel 2050, sempre secondo i dati diffusi.

“I matrimoni in età minorile rappresentano l’inizio di un ciclo di ostacoli e svantaggi che negano alle ragazze i loro diritti fondamentali, tra cui i diritti alla salute e all’istruzione, e impediscono loro di vivere la propria infanzia, di realizzare i propri sogni e di costruirsi un futuro ricco di opportunità – ha affermato Helle Thorning-Schmidt, direttore generale di Save the Children International – e ha aggiunto – “Le bambine e le ragazze che si sposano troppo presto sono spesso costrette ad abbandonare la scuola e sono le prime a rischiare di subire violenze domestiche, abusi e stupri. Rischiano inoltre di incorrere in gravidanze precoci, con conseguenze molto gravi sulla loro salute e su quella dei loro bambini, e risultano particolarmente esposte al rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili come l’Hiv”.

Leggi anche:

Il dossier contiene anche la graduatoria dei Paesi dove le ragazze hanno maggiori opportunità di crescita e di sviluppo, basata su 5 parametri: matrimoni precoci, numero di bambini per madri adolescenti, mortalità materna, completamento della scuola secondaria di primo grado e numero di donne in Parlamento. Il Niger, valutando tutti i 5 criteri, occupa il posto più basso della classifica, la Svezia quello più alto. Tra i paesi virtuosi l’Italia è in decima posizione: ha gli stessi risultati della Svezia per quanto riguarda il numero di figli per madri adolescenti (6 su 1.000) e tasso di mortalità materna (4 su 100.000 nascite), mentre ha una percentuale minore di donne che siedono in Parlamento (31% contro 44%). Per quanto riguarda gli altri Paesi, Finlandia e Norvegia, occupano il secondo e il terzo posto in classifica, mentre Spagna e Germania seguono l’Italia di qualche posizione. In coda alla classifica ci sono Ciad, Repubblica Centrafricana, Mali e Somalia, che si caratterizzano per numeri molto alti di spose bambine. Gli Stati Uniti non vanno invece oltre la 32esima posizione, in virtù di tassi di mortalità materna e numero di bambini nati da madri adolescenti più alti di quelli di altri Paesi ad alto reddito.

Inoltre si sottolinea che l’India è il Paese con il più alto numero di spose bambine, con il 47% delle ragazze, più di 24,5 milioni, sposate prima di aver compiuto i 18 anni. In India, del resto, così come in Afghanistan, Yemen e Somalia, sono numerosi i casi di spose bambine che hanno meno di 10 anni. Anche guerre e crisi umanitarie contribuiscono ad alimentare il fenomeno: molte ragazze siriane vengono costrette dalle famiglie a sposarsi in tenerissima età, nella convinzione che questo sia l’unico modo per metterle al riparo da violenze e per assicurare loro risorse e mezzi di sostentamento che le stesse famiglie non sono più in grado di garantire. Tra le ragazze siriane rifugiate in Giordania, nel 2013, una su quattro di età compresa tra i 15 e i 17 anni risultava già sposata.

Infine ogni anno, secondo il rapporto, 16 milioni di ragazze tra i 15 e i 19 anni mettono al mondo un figlio, mentre sono oltre un milione le ragazze che diventano madri prima di compiere i 15 anni. Le complicazioni durante la gravidanza e il parto rappresentano, dopo i suicidi, la seconda causa di morte per le ragazze tra i 15 e i 19 anni, con circa 70.000 ragazzine che perdono la vita ogni anno.

Ancora, nel mondo 30 milioni di bambine rischiano di subire mutilazioni genitali femminili nel prossimo decennio e oltre un terzo delle giovani donne nei Paesi in via di sviluppo non ha accesso all’istruzione. In molti Paesi al mondo, infine, le ragazze continuano a non potersi esprimere liberamente e a non essere coinvolte nei processi decisionali pubblici e privati. A livello globale, solo il 23% dei seggi parlamentari è occupato da donne le quali, peraltro, presiedono le Camere dei Parlamenti solo nel 18% dei casi. La più alta percentuale di donne in Parlamento si registra in Ruanda (64%).

Alla vigilia della Giornata Mondiale delle bambine e delle ragazze, anche Terre des Hommes ha diffuso la quinta edizione del Dossier della Campagna “Indifesa” (La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo) e ha lanciato #Indifesa per accendere i riflettori sui diritti negati. Secondo quanto riportato 44 milioni di bambine al di sotto dei 14 anni hanno subito mutilazioni genitali e l’incidenza più elevata si riscontra in Gambia (il 56% delle under 14 sono mutilate), in Mauritania (54%) e Indonesia, dove circa la metà delle bambine con meno di 11 anni ha subito questa pratica.
Se si analizza però il fenomeno in numeri assoluti, la capitale mondiale delle mutilazioni femminili, secondo il rapporto, è l’Egitto con circa 27 milioni vittime stimate. Al secondo posto l’Etiopia, con 23,8 milioni di vittime. Questi dati aiutano inoltre a mettere a fuoco un ulteriore elemento: la mutilazione genitale femminile non è un corollario della religione musulmana.  Il caso dell’Etiopia, Paese a maggioranza cristiana, “dimostra quanto la pratica della mutilazione genitale femminile sia trasversale a tutte le religioni. Riguarda infatti l’89% delle donne etiopi musulmane, il 67% di quelle cattoliche e il 69% di quelle che seguono altre confessioni cristiane”, ha affermato il Consiglio supremo dell’Università Al-Azhar del Cairo, massima autorità teologica islamica.
Ma, secondo il rapporto, il fenomeno delle mutilazioni genitali esiste anche in Europa: ci sono centinaia di migliaia di donne e ragazze che convivono con questa pratica (circa 500mila) o che sono a rischio di subirla (180mila). I dati però risalgono al 2012 e gli esperti tendono comunque a prendere in parte le distanze per via delle differenze nelle metodologie di rilevazione adottate dai singoli Paesi.
Altro dato è che il fenomeno delle mutilazioni genitali ha assunto dimensioni allarmanti anche negli Stati Uniti, dove sarebbero circa 513mila le donne, le ragazze e le bambine che hanno subito una mutilazione genitale o che sarebbero a rischio di subire questo intervento. E il loro numero, secondo un recente rapporto governativo, si è triplicato rispetto al 1990 (erano circa 168mila). Un incremento che si determinato soprattutto a causa dei flussi migratori provenienti dai Paesi in cui questa pratica è abituale.

I dati di Terre des Hommes non sono incoraggianti neanche per quanto riguarda il fenomeno delle spose bambine. Ogni anno, da quanto diffuso, circa 15 milioni di ragazze si sposano prima di aver compiuto i 18 anni e sono costrette ad abbandonare i giochi e gli studi. In Mauritania e in Niger, ad esempio, più della metà delle baby spose tra i 15 e i 19 anni ha un marito più vecchio di 10 anni o più. Oggi, sono circa 720 milioni le donne che si sono sposate prima della maggiore età. Più di una su tre (circa 250 milioni) aveva meno di 15 anni il giorno del matrimonio.
Il rapporto lancia l’allarme: “malgrado i progressi fatti per contrastare il fenomeno, se non si interverrà con politiche più efficaci il numero delle spose bambine continuerà ad aumentare nei prossimi anni fino ad arrivare a 950 milioni entro il 2030 e nel 2050 a un miliardo e 200 milioni di baby spose, la metà delle quali nei Paesi dell’Africa sub-sahariana”.
Già oggi, l’Africa è il continente più segnato da questo fenomeno: Somalia, Niger, Repubblica Centrafricana, Mali, Sud Sudan, Guinea e Malawi sono tra i Paesi in cui i matrimoni precoci sono maggiormente diffusi. Tutti sono fragile states, paesi fragili, segnati da guerre (dichiarate ufficialmente o meno), emergenze umanitarie e povertà estrema.
Anche le catastrofi naturali possono essere un fattore di incentivazione del fenomeno. Il Bangladesh è uno dei Paesi in cui è più elevata l’incidenza: il 52% delle ragazze si sposa prima dei 18 anni e il 18% prima dei 15 anni; il 2% delle baby spose nel Paese ha meno di 11 anni.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Il peggior tipo di uomo che “ci prova”, secondo le donne

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO AMORE COPPIA SESSO FIDANZATI FIORILi chiamano uomini-cozza o uomini-tellina. Il risultato cambia poco: si tratta dell’uomo che si appiccica alla propria donna senza mollarla nemmeno un istante. Il tipo appiccicoso, per intenderci. Quello che affida tutta la sua arte seduttiva prevalentemente all’eloquio, soprattutto attraverso delle “frasi tipo” che ormai le donne un po’ più sveglie hanno imparato a memoria.

Solitamente racconta fin dai primi approcci tutta la sua vita passata, comprese le vicende legate alle sue ex. Il lato peggiore di questo genere di soggetti è che, di solito, decidono tutto a modo loro senza chiedere mai alla donna cosa pensa o cosa vorrebbe fare. Ovviamente si incolla come una sorta di ventosa e segue la compagna ovunque vada lasciandole poco o nessuno spazio per sé, per le sue faccende o anche solo per un’uscita con le amiche.

L’uomo appiccicoso sa promettere cose che, a conti fatti, nessuno riuscirebbe a mantenere eppure si dilunga nel progettare un futuro improbabile accanto a chi dice di amare. Riempie la sua lei di messaggi, e-mail, telefonate e squilletti per tutto il giorno. A questo punto, signori uomini, se i vostri sistemi di corteggiamento o i vostri comportamenti sono tra quelli appena elencati, sappiate che rientrate a pieno titolo nella tipologia degli “appiccicosi” e sappiate anche che le donne, in generale, vi sopportano pochissimo. Ergo: o cambiate stile ed approccio o dovrete cercarvi una santa disposta a tollerarvi!

FONTE

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Perché viene la forfora? Cure mediche, rimedi casalinghi e prevenzione

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA TRISTE DEPRESSIONE TRISTEZZA CAPELLI PENSIERI PAURA FOBIAE’ un problema diffusissimo e molto fastidioso che – pur non essendo grave – è comunque fonte di estremo disagio per chi ne è colpito: sto parlando della forfora. Ma cos’è di preciso la forfora? La forfora, conosciuta anche come Pityriasis capitis (pitiriasi del capo) è un disturbo molto comune del cuoio capelluto che consiste nella sua desquamazione frequente e copiosa.
Il processo di desquamazione è naturale per l’epidermide, tuttavia quando si parla di forfora ci si riferisce a una desquamazione eccessiva in cui il cuoio capelluto produce squame grandi e visibili di colore bianco/giallastro (che si staccano in numerose unità finendo sui vestiti, creando il cosiddetto effetto neve).
Oltre a un evidente problema estetico, la forfora provoca sovente anche disagio fisico, in quanto spesso è accompagnata da seborrea (eccessiva secrezione sebacea), prurito, arrossamento e lesioni da grattamento che possono anche sanguinare e diventare fastidiose e dolorose, generando anche crosticine dure. La forfora è un disturbo che colpisce un’elevata percentuale della popolazione maschile (meno quella femminile), ma trattandosi di un problema che non ha particolari implicazioni patologiche, non si hanno dati certi sulla sua reale diffusione.

Leggi anche: Il capello: come è fatto, perché sta in testa, quanto velocemente cresce e come vive

Sintomi e segni della forfora

La forfora è di per sé un segno; le caratteristiche della forfora ed i sintomi e segni ad essa associati, sono principalmente sei:

  • Desquamazione con deposizione delle squame sugli abiti (effetto neve).
  • Prurito intenso e continuo, anche di notte.
  • Seborrea: ipersecrezione sebacea che causa deposizione di sebo in eccesso sul cuoio capelluto e che può generare caduta precoce di capelli
  • Arrossamento del cuoio capelluto.
  • Lesioni sanguinanti e doloranti.
  • Crosticine: il grattamento cronico causato dal prurito, soprattutto con unghie robuste e taglienti, porta a lesioni sanguinanti ed il sangue coagulato dà origine a crosticine dure e marroncine, visibili se i capelli sono radi.

La forfora colpisce solo i maschi?

La forfora è un problema che interessa principalmente i maschi; gli uomini, infatti, hanno la tendenza a produrre superiori quantità di sebo, probabilmente perché nell’uomo è più elevata la presenza di ormoni androgeni: ciò può causare la presenza della forfora non solo tra i capelli, ma anche tra i peli della barba. Pur colpendo generalmente il sesso maschile, anche le donne possono soffrirne, soprattutto in quelle che hanno una elevata produzione di testosterone.

Leggi anche: Le regole d’oro per la bellezza di ogni tipo di capello

In che età si può verificare?

La forfora può verificarsi in qualsiasi età a partire dalla pubertà, fino alla vecchiaia, tuttavia il periodo di massima incidenza è quello che va dai 15 ai 40 anni, dopodiché il disturbo tende a regredire; il fenomeno è osservabile anche nei bambini e negli anziani, ma si tratta di evenienze piuttosto rare.

Differenze tra forfora grassa e forfora secca

Una comune distinzione della forfora e quella fra forfora secca e forfora grassa:

  • forfora secca: è più frequente nei mesi invernali, nel sesso maschile e in genere non è collegata a caduta dei capelli. Sintomo frequente è il prurito (da cui il grattamento);
  • forfora grassa: è caratterizzata dalla presenza di un’intensa seborrea che tende a trattenere le squame furfuracee, impedendone l’allontanamento dal cuoio capelluto. Spesso la forfora grassa evidenzia una dermatite seborroica ed è frequentemente associata a caduta dei capelli.

Leggi anche: Perché vengono i pidocchi, come riconoscerli ed eliminarli

Cause e fattori di rischio della forfora

L’eziologia della forfora non è ancora del tutto chiara. Entrambi i tipi di forfora, quella secca e quella grassa, sono caratterizzati dalla presenza di focolai infiammatori, costituiti da gruppi di cellule che, probabilmente richiamate da microrganismi, rilasciano sostanze che contrastano l’infezione. Tali sostanze (mediatori chimici dell’infiammazione) alterano l’ambiente del derma e originano una maggiore desquamazione. Come si intuisce, la causa della forfora è una infiammazione cronica locale del cuoio capelluto, il problema però sta nel capire cosa genera questa infiammazione, cioè la causa a monte.
Per molti ricercatori la causa sarebbe un lievito del genere Pityrosporum, scoperto da Malassez (un istologo francese) più di cento anni fa. Normalmente questo microrganismo costituisce il 45% della flora residente sul cuoio capelluto dei soggetti normali. In caso di forfora la sua presenza sale fino al 75%. Non è chiaro però se l’aumento della percentuale causa l’infiammazione locale o ne è una conseguenza.
Restano pertanto valide le altre ipotesi, dalle disfunzioni delle ghiandole sebacee in fase di secrezione a diversi fattori legati all’alimentazione, da problemi connessi alla digestione e al metabolismo dei grassi, da alterazioni ormonali sino ai classici disturbi psicologici quali stress o ansia. Per quanto riguarda l’alimentazione, se è vero che è spesso trascurata e non sempre in linea con le necessità dell’organismo, è altresì vero che difficilmente spiegherebbe il motivo di una diffusione così sbilanciata verso il sesso maschile, cosa che invece potrebbe essere spiegata da problemi legati agli ormoni androgeni (ormoni sessuali maschili, come il testosterone). Molto interessante è il fatto che soggetti trattati con cortisonici (per altre patologie) hanno avuto periodi di remissione dalla forfora; ciò potrebbe indicare un origine probabilmente autoimmune del problema: in questo caso il problema sarebbe determinato da una sistema immunitario alterato che colpirebbe, per errore, il tessuto self, cioè il tessuto sano dell’organismo, che normalmente non viene attaccato dal sistema immunitario.
Ricordiamo infine altre possibili cause secondarie legate all’igiene dei capelli, come l’impiego di shampoo non ottimali o l’eccessivo uso che si fa dell’asciugacapelli o di lozioni e gel che possono alterare l’equilibrio fisiologico dello strato cutaneo. Scarsa igiene e forti stress psico-fisici prolungati, possono aumentare le possibilità di soffrire della forfora. La forfora è un possibile sintomo di dermatite seborroica.

Leggi anche: Dermatite seborroica: cause, immagini, cure, rimedi naturali, shampoo consigliato

La forfora è una malattia o un sintomo?

La forfora non va considerata una malattia, bensì un sintomo (più correttamente un “segno”) di altre patologie e/o condizioni sottostanti che determinano l’infiammazione locale cronica che porta alla desquamazione, come visto nel paragrafo precedente.
La forfora è, come detto, un disturbo non grave in sé, ma estremamente fastidioso; fortunatamente, nella stragrande maggioranza dei casi, può essere controllata con una certa efficacia, sia con prodotti in commercio, sia con rimedi casalinghi e prevenzione, come vedremo nei prossimi paragrafi.

Leggi anche: La dieta per prevenire e curare i capelli bianchi

I prodotti antiforfora in commercio

I prodotti studiati per combattere la forfora sono veramente tanti; devono essere valutati con molta attenzione poiché molti di essi sono antiforfora generici e non in grado di soddisfare chi ha specifiche esigenze. Gli shampoo antiforfora presenti sugli scaffali dei negozi di cosmetici e delle farmacie sono di diverso tipo e generalmente vengono distinti in base al principio attivo che contengono; di seguito quelli più comuni:

  • shampoo antiforfora all’acido salicilico;
  • shampoo antiforfora al catrame;
  • shampoo antiforfora al disolfuro di selenio;
  • shampoo antiforfora al ketoconazolo;
  • shampoo antiforfora allo zinco piritione.

Per approfondire, continua la lettura con: Antiforfora: tutti i tipi di shampoo antiforfora in commercio

Gli 11 migliori rimedi casalinghi per la forfora

Alcuni “rimedi naturali” possono aiutare, come l’henné neutro, gli infusi a base di ortica, l’argilla verde ventilata e la barbabietola. Se vuoi approfondire, leggi questo articolo: Gli 11 migliori rimedi casalinghi per la forfora

Le sette regole per prevenire la forfora

A mio avviso ci sono sette regole necessarie per prevenire e curare la forfora. A tal proposito leggi questo articolo: Le 7 regole per prevenire e curare la forfora

Prodotti per la cura della forfora

Di seguito vi presentiamo una lista di prodotti consigliati dal nostro Staff, molto utili per contrastare la formazione della forfora:

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Aumentare il desiderio sessuale femminile: guida completa

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO DONNA SESSO SEXY SENO SDRAIATA LETTO AMORE ORGASMOAd avere cali di libido non sono solo gli uomini: ne soffrono anche le donne.

Quali sono le cause più comuni del calo del desiderio sessuale femminile?

I motivi più comuni per questo calo del desiderio sessuale nella donna sono fondamentalmente cinque:

  1. Alterazioni ormonali che rendono necessario l’intervento del medico ed eventualmente una terapia farmacologica adeguata;
  2. calo di desiderio fisiologico a causa di gravidanza o età (menopausa);
  3. uso di farmaci come antidepressivi, ansiolitici, antiulcera, diuretici e contraccettivi;
  4. psicologici;
  5. legati a partner non adatti.

Leggi anche:

COME RIACCENDERE IL DESIDERIO FEMMINILE?

Per riaccendere il desiderio femminile, può essere utile seguire i seguenti punti:

  1. Crea novità nel rapporto sessuale, nuovi stimoli, giochi, complicità. Il modo migliore per far tornare il desiderio sessuale è quello di trovare nuove emozioni e nuovi stimoli. Qui occorre molta complicità con il partner e voglia di fare qualcosa di nuovo. Le situazioni nuove potenzialmente sono infinite: dal passare la serata in un posto dove non siete mai stati (ad esempio che ne dite di portarla ad un planetario?), all’andare ad un ristorante in riva al mare; dal fare un viaggio insieme fino al provare nuove situazioni sotto le lenzuola. Prova ad esempio a comprare qualche giocattolo erotico, a vedere insieme un film erotico, o a studiare qualche posizione sessuale nuova.  Bisogna far funzionare la fantasia e trovare qualche idea piccante nuova.
  2. Utilizza integratori naturali per aumento libido. Vedi paragrafo successivo.
  3. Aiuta la tua partner senza rendere la situazione troppo stressante e non sforzare il rapporto. Il partner deve aiutare la propria compagna senza costringere o rendere stressante una situazione già di per sé delicata. Il desiderio sessuale non va ricercato con forza, ma con amore e pazienza. I cali di desiderio sono normali nella donna.
  4. Cerca di migliorare te stesso. Dopo tanti anni insieme non ti curi più di piacerle? Grosso errore. Cura la tua immagine! Ad esempio perdi la pancetta e metti su un po’ di muscoli, specie su braccia, petto e spalle, iscrivendoti in palestra: potrebbe essere una soluzione ed ovviamente anche lei è invitata a non smettere di curare la propria immagine!
  5. Falle un regalo inaspettato. Non aspettare una occasione speciale per farle un regalo: niente è più bello del ricevere un regalo inaspettato! Non serve spendere un patrimonio: basta anche un mazzo dei suoi fiori preferiti, o una cornice con dentro una vostra bella foto insieme.
  6. Falle una sorpresa. Portala ad esempio al cinema senza avvertirla. Crea situazioni intriganti e inaspettate.
  7. Falla ingelosire. Potrebbe essere un sistema interessante per riaccendere la passione, ma non esagerate o la farete solo arrabbiare!
  8. Rendi unica la sua serata. Relativamente alla sfera sessuale, l’uomo e la donna funzionano in maniera diversa: mentre l’uomo entra in “modalità sesso” solo quando inizia il rapporto, la donna comincia a fare l’amore già dal momento in cui la mattina gli dirai “Amore questa sera molla tutto che ti porto in un bel posto nuovo: sarà una serata bellissima!”. Rimani volutamente misterioso, stimola la sua curiosità per tutto il giorno. Mandale messaggi sul cellulare con indizi su dove andrete. La sessualità della donna, al contrario di quella maschile, è più cerebrale che fisica. La donna fa l’amore già mentre sceglie il vestito da indossare e si trucca per uscire, se sarete stati in grado di stimolarla a dovere. La donna fa l’amore al tavolo del ristorante se sarete una persona sensuale. Mentre cenate fate un malizioso gioco di sguardi, oppure mentre stai parlando, interrompi il discorso, guardala fisso negli occhi, scostale i capelli dalla fronte e dille: “Non esiste al mondo una donna più bella di te”. La serata deve essere un crescendo di feeling e di “sesso cerebrale” che culmina con il “sesso fisico” e non una noiosa sequenza di eventi in attesa di fare l’amore.

INTEGRATORI ALIMENTARI

Per affrontare e provare a risolvere il calo del desiderio sessuale femminile in modo del tutto naturale, un aiuto può arrivare dagli integratori alimentari.
Esistono in commercio dei prodotti in grado in molti casi di ridare alla donna vitalità e tonicità, anche – in alcuni casi – grazie all’effetto placebo. Eccone alcuni:

  1. Maca Peruviana: è una radice originaria del Perù, tradizionalmente usata come un afrodisiaco naturale maschile ma anche femminile per aumentare l’energia, vitalità, vigore e resistenza; è utilizzata anche per trattare i sintomi legati alla menopausa (come le vampate, la depressione o la secchezza vaginale).
  2. Damiana: capace di stimolare l’attività sessuale femminile e contrastare la frigidità.
  3. Muira Puama: utilizzata fin dall’antichità per le sue proprietà afrodisiache.
  4. Panax Ginseng: da sempre conosciuto per le sue proprietà tonico-energizzanti e noto per essere un efficace afrodisiaco naturale per le donne che aiuta il desiderio sessuale e il raggiungimento dell’orgasmo.
  5. Tribulus Terrestris. Il Tribulus Terrestris è rinomato soprattutto per il suo contenuto di protodioscina. Si tratta di una sostanza steroidea che si presenta sotto forma di saponina. Questa sostanza sarebbe in grado di incrementare la produzione di testosterone e dell’ormone luteinizzante LH, oltre che degli ormoni DHEA e DHEA-S. Viene usato come afrodisiaco sia per l’uomo che per la donna.
  6. Ginkgo Biloba: noto vasodilatatore stimola la circolazione sanguigna a livello vaginale, facilitando così la sensazione di piacere, la stimolazione e la lubrificazione.

Integratori alimentari efficaci nel migliorare quantità di sperma, erezione e libido maschile e femminile

Qui di seguito trovate una lista completa di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto:

Vibratori e sex toys

Esistono una serie di vibratori, sex toys ed indumenti, che possono essere usati per ottenere più piacere e rendere più appagante il rapporto per entrambi i partner, noi vi consigliamo questi:

Ritardanti

Questi prodotti possono ritardare l’eiaculazione, permettendo di far durare più a lungo il vostro rapporto sessuale, molto utili anche per chi soffre di eiaculazione precoce:

Prodotti per facilitare il sesso anale

Il sesso anale praticato con un lubrificante di buona qualità, rende il rapporto più piacevole ed appagante per entrambi i partner. Il miglior lubrificate anale attualmente sul mercato, selezionato, testato e consigliato dal nostro Staff, è il seguente: http://amzn.to/2BUNEAO. Questo prodotto facilita e rende più piacevole il sesso anale e può essere usato da solo, cospargendolo su pene e superficie esterna dell’ano, o inserendolo all’interno dell’ano tramite un clistere di alta qualità come questo: http://amzn.to/2kmuIU4

Se il rapporto anale è troppo doloroso, potete usare questo spray che anestetizza l’ano e rende più semplice e piacevole la penetrazione: https://amzn.to/2kplWFo

Una ottima pulizia per minimizzare il rischio di tracce fecali, è questa doccetta per pulizia intestinale: http://amzn.to/2pfLYgw

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Lego di gelatina fatti in casa: crea costruzioni incredibili e poi mangiale!

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma LEGO DI GELATINA FATTI IN CASA Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Glutei.jpgNon sono certo l’alimento più salutare del mondo, tuttavia, per una volta, facciamo un’eccezione. Qual è l’alimento preferito da ogni nerd che si rispetti? Ma la gelatina, no? Gli orsetti e le coca cole gommose che l’esemplare consumerà in quantità industriale durante la visione di un film al cinema. Bene e qual è il gioco preferito dagli elementi di cui sopra? Logico, i mattoncini e gli omini Lego, coi quali poter creare avventure fantasy, piratesche o fantascientifiche. Se uniamo le due cose, avremo il Santo Graal del vero nerd: i Lego di gelatina. Ci giochi e poi li mangi. Praticamente, la felicità.

Lego di gelatina: falli in casa!

Puoi farli anche a casa tua, tutto ciò di cui hai bisogno è gelatina, acqua e sciroppo di mais. Grant Thompson, genio del fai-da-te, ha pubblicato sul suo canale YouTube le istruzioni per preparare i mattoncini LEGO. Non servono altro che gelatina liquida – magari del vostro sapore preferito o con qualche vitamina in aggiunta – acqua e degli stampini in silicone che si reperiscono facilmente su eBay. La ciliegina sulla torta è il sistema che Grant utilizza per chiudere lo stampo in maniera che i mattoncini siano perfettamente impilabili e si incastrino l’un l’altro.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Sposa si fa toccare e baciare il seno in cambio di soldi, perché lo fa?

Sposa si fa toccare e baciare il seno in cambio di soldi, perché lo faUna giovane sposa ha inventato un modo davvero originale per racimolare qualche soldo nel giorno del suo matrimonio. La donna, originaria della Cina, subito dopo la celebrazione ha accolto i suoi ospiti in un locale e tra balli e canti ha iniziato a farsi palpare da tutti in cambio di denaro. Gli invitati, assolutamente divertiti dalla decisione della sposa, non si sono certo tirati indietro e tra un abbraccio e l’altro hanno toccato e baciato il seno della donna. Ovviamente, niente è stato fatto a caso. La donna, infatti, dopo essere stata palpata ha subito chiesto il denaro.

Leggi anche: Perché la donna tradisce l’uomo? Nove donne raccontano senza censure il loro tradimento

Per quale motivo?

Uomini, donne, ragazzini e ragazzini hanno toccato la giovane sposa che a fine serata ha racimolato un bel gruzzoletto che, a detta di lei, servirà per pagarsi il viaggio di nozze. Mentre la giovane si faceva baciare da tutti gli invitati il seno, il marito la stava guardare orgoglioso. Ma questo, in realtà, non dovrebbe stupirci: come riporta il Daily Mail, questa pratica è molto diffusa in Cina. Insomma, per loro è normale questo genere di “accoglienza” nei giorni di festa. La scena è stata ripresa da alcuni ospiti e subito è stata condivisa su YouTube. Nel giro di qualche ora, il video è diventato virale e migliaia di utenti hanno commentato meravigliati il filmato.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

L’influenza 2016/17 sarà più aggressiva, ecco perché e come difendersi

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO RAFFREDDORE RINITE INFLUENZA FEBBRE TOSSE MAL DI GOLA SINUSITE FREDDO NASO CHE COLA BAMBINI BIMBI (3)Perché si dice che quest’anno l’influenza sarà più prepotente che mai? Principalmente per due fattori: il largo anticipo con cui è stato isolato il virus (e questo vuol dire che c’è un rischio di maggiore diffusione anche tra le persone che solitamente si vaccinano) e poi perché sono stati isolati due virus che contengono delle mutazioni che potrebbero favorire una maggiore circolazione dell’influenza. Proprio per questi motivi i medici faranno maggiore pressione sui propri pazienti per non sottovalutare i rischi e vaccinarsi, soprattutto i soggetti che sono più a rischio di complicazioni (chi ha superato i sessantacinque anni ed i malati cronici), ma anche i bambini e gli adulti sopra i 50 anni.

Quando vaccinarsi?

Il picco stagionale è previsto per gennaio 2017: considerando che il vaccino impiega come minimo due settimane per attivare il suo potere immunizzante, si consiglia di vaccinarsi entro novembre. In Italia il numero delle persone che sceglie di immunizzarsi contro l’influenza è in continuo calo (in generale siamo sotto al 20%, e tra gli anziani la percentuale è scesa dal 70 a sotto il 50%); è previsto che l’influenza 2016/2017 possa costringere a letto circa sei milioni di italiani.

Sintomi, segni e durata per adulti e bambini

I sintomi e segni dell’influenza generici più o meno abbiamo imparato a riconoscerli tutti nel corso della nostra vita: possono essere diversi e solitamente si manifestano dopo 1/4 giorni dal momento del contagio. Febbre più o meno alta, malessere generale, raffreddore, tosse, mal di testa, nausea, dolori muscolari, inappetenza, astenia (mancanza di forze), diarrea e vomito sono i sintomi principali. Molti non lo sanno, ma chi è malato di influenza può contagiare gli altri anche a distanza di un paio di metri; principalmente i virus si diffondono tramite le goccioline di saliva che vengono emesse starnutendo tossendo, ma anche semplicemente parlando. Ma è possibile essere contagiati anche toccando un oggetto o una superficie contaminata e poi avvicinando la mano alla bocca o al naso.
In media gli adulti possono essere contagiosi per circa 5/7 giorni a partire dal giorno prima che si manifestino i sintomi (questo vuol dire che si può essere contagiosi anche prima di sapere di essere malati), mentre i bambini possono trasmettere l’affezione anche per più di sette giorni. Può capitare che alcune persone infette non sviluppino nessun sintomo particolare, ma anche in questi casi corrono il rischio di trasmettere il virus ad altre persone.

Come evitare il contagio

Per evitare di essere contagiati bisognerebbe prendere alcuni accorgimenti. Sembra ovvio e scontato dirlo, ma bisognerebbe stare alla larga dalle persone che hanno già preso l’influenza (e loro dovrebbero starsene a casa per curarsi meglio ed evitare rischi per gli altri); questo vuol dire anche non utilizzare i loro stessi piatti o posate se non dopo averli lavati con attenzione e pulire e disinfettare le superfici di casa (o scuola o posto di lavoro); è molto importante anche lavarsi le mani spesso. Nel periodo di massima diffusione del virus si dovrebbero evitare i luoghi chiusi e affollati e limitare i contatti fisici. Chi ha contratto il virus dovrebbe coprirsi naso e bocca quando starnutisce o tossisce (e poi lavarsi le mani) e buttare immediatamente il fazzoletto di carta usato, che è una vera e propria scoria infetta. Non sarebbe una cattiva idea neanche cambiare lo spazzolino da denti, visto che i virus possono rimanervi fino a sette giorni.

I rimedi per superare l’influenza

Il vaccino antinfluenzale è l’unica arma specifica per combattere questa affezione; gli antivirali non rappresentano un’alternativa e possono essere presi solo su indicazione del medico; i soggetti che non corrono il rischio di complicazioni possono anche ricorrere ai medicinali sintomatici(ad esempio la Tachipirina per la febbre), ma sempre meglio chiedere al dottore. Ma non vanno messi in secondo piano i classici rimedi della nonna, ovvero delle semplici soluzioni che possono fornire qualche tipo di protezione nei confronti dell’antipatico virus. Il grande classico in questi casi è il brodo di pollo: contiene delle proteine che rinforzano il nostro sistema immunitario e, se viene consumato caldo, può avere effetti fluidificanti su catarro e muco. Cipolla e aglio magari non faranno profumare l’alito, ma hanno delle importanti proprietà antisettiche. Il miele aiuta a calmare le crisi di tosse e favorisce la fluidificazione del catarro; fare dei suffumigi con acqua calda e magari qualche essenza balsamica può essere molto utile per contrastare tosse e congestione nasale. Infine bisogna fare attenzione alla dieta: no ai cibi grassi o particolarmente conditi e spazio a frutta e verdura e a piatti leggeri; è molto importante l’idratazione (specialmente per chi soffre di virus intestinale, visto che con diarrea e vomito si perdono tanti liquidi).

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!