Smettila di arrabbiarti per sciocchezze: la vita è troppo breve

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO RELAX NATURA RIPOSO TRANQUILLITA RIPOSO DORMIRESmettila di arrabbiarti per sciocchezze, la vita è troppo breve per perdere tempo inutilmente!

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

4 anni senza fumare!

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma 4 ANNI SENZA FUMARE Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Glutei Pressoter.jpgHo smesso di fumare il 16 ottobre 2012, quindi oggi sono esattamente quattro anni da quando ho buttato le sigarette nel cestino! Questi sono i miei dati da ex fumatore:

Giorni senza fumare: 1460
Sigarette non fumate: 36522
Soldi risparmiati: 8400 euro

Una delle scelte migliori per la mia salute, il mio portafoglio, la mia salute, la mia vita; a maggior ragione perché sono un medico e devo dare il buon esempio ai miei pazienti!
Smettere si può: io ho fumato per 15 anni e ho provato a smettere molte volte senza riuscirci, arrivando perfino a pensare che fosse impossibile per me smettere di fumare. Mi sbagliavo!
Pensavo che la mia vita senza sigarette sarebbe stata triste e priva di un amica fidata che mi veniva incontro nei momenti difficili… Ah, quanto mi sbagliavo! Ora ripenso alle decine di migliaia di sigarette che ho fumato in vita mia come una prigione sporca e maleodorante, e pagavo anche molti soldi per restarci dentro.
Vi prego, smettete di fumare! Non c’è nessun vantaggio né piacere nel fumo. Anche se non riuscite a smettere ai primi tentativi, non perdete la speranza, bensì analizzate i motivi per cui non avete avuto successo, in modo da evitarli nel tentativo successivo.

Non smettete di provare e riprovare a smettere con questa orrenda tossicodipendenza: fatevi il regalo più bello del mondo e buttate quella sigaretta che vi sta rubando soldi, benessere, bellezza, salute, sex appeal, respiro!
Cliccando su questo link troverete tutti i miei articoli sul fumo e sullo smettere di fumare, forse troverete qualche spunto interessante per smettere di fumare.
Condividi questo articolo con qualche vostro amico che pensa sia impossibile smettere: fategli capire che si sbaglia!

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Primo uomo con pene trapiantato diventa padre

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO OSPEDALE CHIRURGIA SALA OPERATORIA OPERAZIONE CHIRURGICAUn pene è stato prelevato da un cadavere nel dicembre del 2014 in Sudafrica, per essere poi impiantato a un ragazzo di 21 anni che – a causa di una infezione grave – aveva subito l’amputazione del proprio: era rimasto solo un moncone di circa 1 centimetro. L’operazione era stata eseguita da André Van Der Merwe, un chirurgo di Johannesburg che, ospite a Venezia del congresso nazionale della Società italiana di Urologia (SIU), ha illustrato le fasi del delicato intervento, durato nove ore. Oggi, dopo molti mesi dall’intervento, il giovane paziente è diventato padre, dopo aver messo incinta la propria compagna in modo del tutto naturale, usando il pene trapiantato.

Vincenzo Mirone, segretario della SIU, ha affermato: “La chirurgia ricostruttiva ha fatto un vero e proprio miracolo: il tessuto cavernoso umano responsabile dell’erezione è particolarmente delicato e complesso. Le tecniche usate da Van Der Merwe e i suoi colleghi dell’università di Stellenbosch in Sudafrica sono molto simili a quelle impiegate per il trapianto di faccia: la vera sfida, infatti, è riuscire a suturare vasi e nervi dal diametro inferiore ai 2 millimetri. Il paziente non ha ancora recuperato la sensibilità al 100 per cento, proprio perché i nervi sensoriali sono sottilissimi e si deteriorano molto velocemente, ma è possibile che entro due anni riesca a tornare ad avere anche una sensibilità normale. Intanto, in appena tre mesi ha recuperato una funzionalità urologica e sessuale che gli ha consentito di avere erezioni e rapporti sessuali pressoché normali: a dimostrazione della ritrovata qualità di vita e della riuscita dell’intervento, il paziente è diventato padre”

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Quante volte al giorno va cambiato il pannolino in neonati e bimbi? Quando cambiarlo?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO UOMO PAPA FAMIGLIA NEONATO BAMBINO

Quante volte al giorno va cambiato il pannolino in neonati e bimbi?

Non esiste un numero esatto definibile “normale” di volte che il pannolino debba essere cambiato, tuttavia in genere in un neonato viene cambiato dalle 8 alle 10 volte al giorno. Le volte in cui il bambino emette feci sono correlate al numero di pasti: generalmente subito dopo la poppata il neonato tende ad emettere feci. Quando il neonato diventa “lattante” (cioè supera il primo mese di vita), il numero di volte in cui viene cambiato il pannolino tende ad abbassarsi tra le 6 e le 8 al giorno, mentre quando avviene lo svezzamento (cioè la sostituzione dell’alimentazione a base di latte con quella in cui assume altri liquidi e solidi, che avviene dopo il sesto mese di vita) in genere il pannolino viene cambiato 5 – 6 volte al giorno. Questi sono numeri indicativi: un numero diverso di cambi e di emissione di feci non è necessariamente indice di patologia. In caso di dubbi, chiedere sempre al proprio pediatra.

Quando cambiare il pannolino?

Il pannolino in bambini e neonati va cambiato il prima possibile dopo ogni emissione di feci ed anche dopo ogni emissione abbondante di urina, per ridurre il rischio di dermatiti da pannolino. Una buona regola sarebbe cambiare il pannolino poco prima di mettere il bimbo a dormire e subito appena sveglio.

Lavare sempre le zone a contatto col pannolino?

Si, ogni cambio pannolino – anche se il bambino non ha emesso faci ma solo urina – è importante lavare bene genitali, ano e zone limitrofe con acqua ed un sapone oleoso, possibilmente non troppo schiumoso, e asciugare tamponando delicatamente. Per quanto riguarda le salviettine, meglio riservarle all’uso fuori casa, quando acqua, sapone e asciugamano non sono disponibili.

Per approfondire:

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Reddit, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Come capire se una donna ha avuto davvero un orgasmo? Ecco i segnali del piacere femminile

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO SESSO SESSUALITA LETTO INTIMO COPPIA MUTANDE REGGISENO DONNA FELICE RELAX DONNAIdentificare un orgasmo maschile è una cosa semplice per gli uomini, dal momento che, nella maggior parte dei casi, le sensazioni fisiche sono associate all’eiaculazione o all’espulsione di sperma. Ma per le donne non sempre il massimo del piacere è percepito così chiaramente. Teoricamente parlando, l’orgasmo è una scarica di eccitazione sessuale ed è caratterizzata da sensazioni molto piacevoli seguite da uno stato di rilassamento: l’orgasmo femminile viene viene spesso descritto dalle donne come un momento esplosivo di piacere e tensione. Molte donne credono però di non avere la capacità di provare un orgasmo e sottovalutano le proprie manifestazioni fisiche e psichiche; altre fingono l’orgasmo, solo per non deludere l’uomo.

I segni dell’orgasmo femminile

Ma quali sono i segni dell’orgasmo femminile? Eccone alcuni tipici, tenendo presente che essi non sono ovviamente presenti in tutte le donne, quindi la loro assenza non indica necessariamente mancanza di orgasmo.

  • Uno dei segni più chiari riguarda la contrazione ritmica involontaria dei muscoli della vagina cioè le “contrazioni orgasmiche”. Questi spasmi incontrollabili, che di solito durano tra 5 e 15 secondi con intervalli molto brevi (circa un secondo), a volte sono percepiti anche dal partner, perché le pareti della vagina premono ritmicamente sul pene dell’uomo. Tali contrazioni sarebbero equivalenti a quelle che nell’uomo determinano il rilascio dello sperma tramite i ripetuti getti eiaculatori. A tale proposito leggi: Contrazioni vaginali durante l’orgasmo femminile [VIDEO] Attenzione: immagini sessualmente esplicite
  • Durante un orgasmo femminile, al pari di quello maschile, vi è anche un marcato aumento della frequenza cardiaca/respiratoria, delle palpitazioni e della sudorazione.
  • Il clitoride può contrarsi e ritirarsi temporaneamente durante l’orgasmo.
  • Spesso può avvenire anche che le donne durante l’orgasmo abbiano una sorta di eiaculazione di liquido denso, biancastro e filamentoso misto ad urina, questa evenienza è spesso percepita dalle donne come una cosa imbarazzante, tuttavia è un fatto assolutamente normale; a tal proposito leggi: Cos’è il liquido emesso da una donna durante l’orgasmo?.
  • L’ano della donna può contrarsi ritmicamente ed involontariamente per alcuni secondi durante l’orgasmo.
  • Si può verificare che, durante l’apice del piacere, i globi oculari si spostino molto in alto, al punto che le pupille siano quasi completamente nascoste dalla palpebra.
  • Durante l’orgasmo femminile, gli arti tendono ad irrigidirsi, specie quelli inferiori, ed è anche possibile che le dita delle mani e – più spesso – dei piedi tendano a piegarsi su sé stesse.
  • Tutta la zona vulvare diventa molto turgida e gonfia.
  • Quando il piacere sessuale diventa intenso, si può verificare midriasi, cioè dilatazione delle pupille degli occhi.
  • All’apice del piacere, la donna può dire parole e frasi anche molto sconce che, quando è razionale, evita di pronunciare.
  • Durante il piacere sessuale, la donna potrebbe fare alcuni movimenti caratteristici come portarsi la mano sul viso (spesso coprendo gli occhi) o sul corpo (sul seno, sui fianchi, sulle gambe…), spostare la testa all’indietro (allungando il collo) o di lato, aprire la bocca, mordersi le labbra, tirare in fuori la lingua, inarcare la zona lombare, graffiare il partner (ad esempio sulla schiena) e stringere le proprie mani sul corpo del partner (ad esempio poggiandole sulle braccia, sulle gambe o sui glutei).
  • L’eccitazione nella donna è visibile anche tramite i suoi capezzoli che si inturgidiscono proprio grazie agli stimoli sessuali.
  • Altro segno di orgasmo femminile è la pelle d’oca.

Vibratori e sex toys

Esistono una serie di vibratori, sex toys ed indumenti, che possono essere usati per ottenere più piacere e rendere più appagante il rapporto facilitando il raggiungimento dell’orgasmo per entrambi i partner, noi vi consigliamo questi:

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Reddit, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Quante calorie ha il gelato in base al gusto? Come mangiarlo senza ingrassare

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma CALORIE GELATO FA INGRASSARE Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina GluteiPenso di mettere tutti d’accordo quando dico che il gelato è un alimento buonissimo, colorato, che raffredda le nostre giornate estive, che mette di buon umore e dai mille gusti che riescono a soddisfare i palati di tutti. Il gelato non è buono solo d’estate: è buono tutto l’anno tutto l’anno, inoltre, se artigianale e fatto con ingredienti di qualità, vi regala tante vitamine, sali minerali ed acqua, tuttavia è uno di quegli alimenti che bisogna mangiare con moderazione.

Il gelato fa ingrassare? Quante calorie possiede?

Come quasi tutti gli alimenti più gustosi, purtroppo anche il gelato non può essere considerato un cibo “dietetico”, tuttavia le calorie del gelato sono mediamente inferiori alla maggior parte dei dolci esistenti, specialmente se riuscite a privilegiare alcuni gusti e non esagerare con altri. L’apporto calorico di 100 grammi di gelato infatti varia molto in base al gusto che viene scelto: quelli alla crema si aggirano intorno alle 200/230 kcal (con picchi anche sopra le 300 kcal) ma se optate per i sorbetti e per i gelati alla frutta, le calorie si riducono a circa 100/120.

Leggi anche: Come fare il gelato al caffè in casa ricetta semplice

Calorie in base al gusto del gelato

Il range di valori dipende da molti fattori: solitamente un gelato di qualità ed artigianale ha un valore calorico mediamente più basso, mentre un gelato di bassa qualità e confezionato ha un valore mediamente più alto. I valori sono espressi per 100 grammi di gelato:

  • Gelato alla fragola: 110/120 kcal
  • Gelato alla vaniglia: 170/200 kcal
  • Gelato al cioccolato: 180/200 kcal
  • Gelato alla soia con frutta: 100 kcal
  • Gelato al limone: 120/130 kcal
  • Gelato allo yogurt: 130/150 kcal
  • Fior di latte ricoperto da sorbetto alla fragola: 100/110 kcal
  • Sorbetto al limone: 120/130 kcal
  • Ghiacciolo qualunque gusto: 120/140 kcal
  • Gelato alla nocciola: 170/190 kcal
  • Gelato alla stracciatella: 190/210 kcal
  • Gelato alla panna: 180/190 kcal
  • Gelato alla crema: 190/200 kcal
  • Gelato al pistacchio: 200/210 kcal
  • Gelato fior di latte: 200/220 kcal
  • Gelato al caffè: 230/250 kcal
  • Gelato al cocco: 230/240 kcal
  • Gelato biscotto con crema zabaione e cioccolato: 270/290 kcal
  • Gelato, cono con panna e cioccolato: 280/300 kcal
  • Gelato alla panna ricoperto da cioccolato fondente: 300/320 kcal
  • Gelato con panna, scaglie di cioccolato e noccioline: 320/340 kcal
  • Cialda da cono:20 kcal (per porzione)

Leggi anche: Gelato si o no? Calorie e benefici del gelato

Qualità specifiche di ogni gusto del gelato

Il gelato di qualità contiene vitamine, sali minerali e molta acqua, tutti elementi utili per la nostra salute, inoltre si può considerare un cibo ad indice glicemico basso. Questo vuol dire che consente di evitare i picchi dell’insulina e ci fa sentire sazi più a lungo.Alcuni gusti in particolare, come la nocciola e il pistacchio, sono ricchi diomega 3 e di ome ga 6, che contribuiscono a combattere gli effetti dell’invecchiamento cellulare. Da non dimenticare che il gelato fa bene anche all’umore. Lo hanno dimostrato differenti studi scientifici sull’argomento, come quello condotto dagli esperti dell’Institute of Psychiatry di Londra: mangiando il gelato, si innesca nel cervello un meccanismo di ricompensa molto simile a quello che si ottiene nel momento in cui ci si dedica all’ascolto della propria musica preferita.
Ogni gusto ha proprietà particolari: caffè e tiramisù per ricaricarsi, amarena e pistacchio per rilassarsi, cioccolato per contrastare i momenti di tristezza. Gli zuccheri del gelato si assorbono facilmente e riescono ad attivare la corteccia frontale, un’area cerebrale inserita in quello che viene definito il circuito del piacere.
Essendo il latte uno dei suoi ingredienti principali, il gelato è abbastanza ricco di calcio, fosforo, vitamina A e alcune Vitamine del gruppo B (B1 e B2). Dato che i gelati industriali utilizzano prevalentemente latte scremato, il contenuto vitaminico decade leggermente (soprattutto quello di vitamina A).
Se tra gli ingredienti del gelato compare la frutta secca aumenta il contenuto e la qualità lipidica dell’alimento. I grassi provenienti da questi ingredienti sono infatti di buona qualità ed appartenenti alla famiglia degli acidi grassi mono e polinsaturi (i cosiddetti grassi buoni che, se assunti con moderazione in sostituzione ai lipidi di origine animale, aiutano a tenere sotto controllo il colesterolo).
Il gelato alla frutta infine è un alimento facilmente digeribile: due palline di gelato alla frutta alla fine di un pasto leggero saranno un gustosissimo dessert che non compromette in alcun modo la vostra dieta! Il vero del problema del gelato resta uno solo: riuscire a fermarsi a sole due palline!

Consigli per mangiare il gelato senza ingrassare

Ecco alcuni consigli per mangiare il gelato in modo “dietetico”:

  • preferite un gelato artigianale e fatto con componenti di qualità (ovviamente il fatto che sia artigianale non è necessariamente sinonimo di qualità;
  • preferite i sorbetti e gusti alla frutta e non alla crema;
  • evitate di aggiungere al gelato panna, cialde, noccioline o creme;
  • evitate la vaschetta da portare a casa: rischiereste di mangiarla tutta in una sera;
  • preferite una coppetta di gelato ad un gelato con cono (il cono possiede circa 20 kcal in più);
  • se possibile, la cosa migliore è farsi il gelato in casa, usando frutta fresca.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Un giorno qualcuno ti abbraccerà così forte…

Un giorno qualcuno ti abbraccerà così forte che tutti i tuoi pezzi rotti torneranno nuovamente insieme..jpgLa vita ti ha messo di fronte a tante difficoltà, tante ingiustizie, tante persone sbagliate che ti hanno usato, ti hanno preso in giro, ti hanno calpestato come uno zerbino.

Tante volte ti sei sentito che non ce l’avresti fatta, che la tua vita aveva toccato il fondo, che eri davvero a pezzi, ma in qualche modo ti sei rialzato e sei andato avanti lo stesso.

Ma la vita un giorno ti farà un regalo e qualcuno ti abbraccerà così forte che tutti i tuoi pezzi rotti torneranno nuovamente insieme.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Retinoblastoma: cause, sintomi, diagnosi e terapie

MEDICINA ONLINE RETINOBLASTOMA BAMBINO OCCHIO TUMORE CANCRO RETINA CECITA LEUCORIA FLASH MACCHINA FOTGRAFICA FOTOIl retinoblastoma è il tumore maligno della retina; rappresenta il tumore maligno con maggiore diffusione in età pediatrica. Può colpire la retina di un solo occhio oppure di entrambi.

Diffusione

E’ il tumore maligno più diffuso tra i bambini. La percentuale di soggetti colpiti da questa malattia è di circa 1 ogni 20 000 nati, ma le statistiche variano a seconda dei Paesi. I primi segni e sintomi sono riscontrati in bambini di età inferiore ai 3-5 anni.

Cause e fattori di rischio

La malattia è causata da una mutazione del gene codificante la proteina Rb (un oncosoppressore) che comporta la proliferazione incontrollata di cellule e lo sviluppo del tumore all’interno dell’occhio. La mutazione può essere trasmessa per via ereditaria o insorgere spontaneamente (mutazione sporadica).

  • Il retinoblastoma ereditario, che si manifesta nel 40% dei casi, è solitamente dovuto all’eredità di un allele mutato del gene oncosoppressore RB1, 13q14 (alterazione genetica ereditata da un genitore di tipo autosomica dominante), per cui gli individui colpiti hanno una forte predisposizione genetica e sono maggiormente a rischio di sviluppare la patologia in tempi più brevi e nella forma bilaterale (cioè a entrambi gli occhi); in altre parole, è loro necessaria e sufficiente un’ulteriore unica mutazione per sviluppare la malattia. Evidentemente nel corso della vita di ogni individuo è altamente probabile che avvengano molteplici mutazioni somatiche indipendenti in cellule diverse; se il background in cui si verificano è già alterato, ognuna di queste darà luogo ad un tumore. È un esempio di penetranza incompleta: si è calcolata per un valore di circa 90%; 9 individui su 10 portatori del gene manifestano questa malattia.
  • Il retinoblastoma sporadico, che si manifesta nel 60% dei casi e non è influenzato da alcuna componente genetica, colpisce solitamente un solo occhio e il suo decorso è generalmente più lento rispetto al retinoblastoma ereditario. Occorre che in un’unica cellula entrambi gli alleli siano mutati: in altre parole occorrono due mutazioni, che statisticamente richiedono un tempo molto maggiore.

Tipologie di mutazioni

Ci sono vari meccanismi che portano alla perdita di eterozigosità delle cellule affinché si manifesti la malattia:

  • Non disgiunzione mitotica: viene ereditato un cromosoma solo, malato,
  • Non disgiunzione e riproduzione: ereditato cromosoma malato che si duplica;
  • Ricombinazione mitotica: eventi di cross-over portano all’inserzione del gene mutato anche sul cromosoma sano;
  • Conversione genica: l’allele mutato si tramuta in sano
  • Delezione: l’allele sano è deleto;
  • Mutazione puntiforme: mutazione all’allele sano.

Meccanismi che portano a mancata funzione di Rb

Ci sono vari meccanismi affinché Rb non sia più efficace nel trattenere iperfosforilata i fattori di trascrizione E2F:

  1. Perdita di eterozigosità del pool genetico, con la proteina non funzionante;
  2. Azioni di proteine virali che impediscono il legame fra Rb e E2F, come E7;
  3. Modificazioni a livello epigenetico, come ipermetilazioni del gene di Rb.

Sintomi e segni

La sintomatologia si presenta generalmente entro i primi 3-5 anni di vita; il segno principale è un riflesso biancastro del fondo oculare, detto leucocoria, dovuto alla massa tumorale retinica che occupa il corpo vitreo, correlata spesso a deviazione degli assi oculari (dovuta alla perdita di fissazione dell’occhio affetto). In un occhio sano, la pupilla può apparire rossa in una fotografia scattata con il flash (red eye), mentre su un occhio affetto di Rb, la pupilla può apparire di colore bianco o giallo (leucocoria). L’aspetto giallastro può anche essere visibile in condizioni di scarsa luce artificiale e può assomigliare ai riflessi degli occhi felini. Il tumore tende ad espandersi rapidamente verso il vitreo (forma endofitica) oppure verso la coroide e l’uvea (forma esofitica). Se però non viene curato, la dimensione dell’occhio aumenta e il tumore infierisce su altre parti del corpo. Le metastasi precoci al fegato o ai polmoni sono frequenti. Il tumore si può anche insinuare nella zona retrooculare fino al nervo ottico, per poi raggiungere il cervello. Purtroppo il retinoblastoma è in genere privo di sintomi nei primissimi anni di vita, per cui spesso viene diagnosticato tardivamente e ciò peggiora la prognosi.

Leggi anche: Retinoblastoma: ereditario, genetica, sintomi, prognosi e cura

Diagnosi

La diagnosi si basa inizialmente su anamnesi, esame obiettivo ed esame del fondo oculare. In seconda battuta è fondamentale che i bambini siano sottoposti ad ecografia oculare e fluorangiografia. Successivamente si effettuano TC e risonanze magnetiche per valutare il coinvolgimento del nervo ottico e/o la presenza di metastasi.

Terapia

Attualmente esistono dei protocolli terapeutici stabiliti dalla comunità scientifica che impongono determinati trattamenti a seconda dello stadio di malattia. I trattamenti locali includono: laser fotocoagulazione, crioterapia, termoterapia transpupillare e brachiterapia (applicazione di placche radioattive). A questi trattamenti viene associata attualmente una chemioterapia per via sistemica. Negli ultimi tempi si sta affermando l’utilizzo di chemioterapia per via arteriosa, attraverso l’arteria oftalmica. Purtroppo nelle forme più avanzate di malattia è necessario rimuovere chirurgicamente il bulbo oculare malato.

Follow up

I bambini affetti da retinoblastoma devono essere seguiti con controlli in tempi molto ravvicinati per via della velocità di progressione della malattia e, anche dopo essere stati curati, devono essere sottoposti a controlli semestrali per i primi 5 anni dopo la terapia.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!