Ho l’anima in fiamme e il cuore sempre in gola. Sono circondato da migliaia di persone diverse, quelle di tutta una vita, ma non piaccio nemmeno a Continua a leggere
Buone vacanze e buon ferragosto a tutti!
Un augurio di buone vacanze e buon ferragosto a tutti i lettori del blog!
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- La prossima volta che ti cercano
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- Ogni istante della nostra vita è una occasione per rivoluzionare tutto, completamente
Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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Uomini incinti, oppure… con la pancia da birra?
La maternità è una delle cose più belle del mondo. Essere madre, portare un figlio in grembo e dare alla luce una nuova vita, un nuovo essere umano, una cosa da far venire la pelle d’oca anche ai più duri di cuore. Ora capite perché le gestanti, le ragazze incinte si fanno quelle foto di nudo artistico in cui mostrano il pancione tenendolo con le mani.
Diciamo però che, in mancanza di gestazione, anche la birra è considerata da alcuni una delle cose più belle del mondo. È unisex, ti consola quando sei giù, ti disseta e ti fa gonfiare l’addome, che appunto viene sovente chiamato pancetta da birra. In questi giorni ne vediamo un bel po’ in spiaggia, di maschi che sembrano letteralmente aspettare un bambino, e invece sono solo in hangover.
Sfruttando la pancetta da birra la compagnia tedesca Bergedorfer Bier ha creato una pubblicità molto divertente (o patetica, fate voi), utilizzando uomini di tutte le età mentre posano in mutande, tenendosi la pancia piena di birra e parodiando le foto delle donne col pancione. Voi cosa ne pensate? Pubblicità carina o solo di cattivo gusto?
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Il cloro sbianca? Come proteggere l’abbronzatura in piscina
Purtroppo è vero: il cloro, l’elemento chimico usato nell’acqua delle piscine, va a provocare un disseccamento cutaneo, che porta ad sbiancare la nostra abbronzatura. Come fare per evitarlo? Ecco alcuni rapidi ma efficaci consigli:
- Dopo il bagno in acqua effettuare subito una doccia che blocca l’azione schiarente del cloro sulla pelle; meglio se la doccia è fredda.
- Usare sempre le creme solari adatte, che siano una protezione solare, ma che idratino anche.
- Dopo la piscina, esponiamoci di nuovo al sole: i raggi solari contrastano infatti notevolmente l’azione del cloro.
Ricordiamo poi che anche in piscina, come al mare, valgono le stesse regole:
- evitare le esposizioni al sole nelle ore più calde della giornata;
- bere molta acqua;
- mangiare frutta e verdura, cibi che aiutano a mantenere più a lungo l’abbronzatura.
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Ecco i seni che piacciono di più agli uomini
Gli uomini sono molto attratti dal seno femminile ma esistono vari tipi di seno che provocano reazioni differenti, a riguardo sono stati fatti vari studi scientifici, eccovene alcuni.
- Secondo uno studio di due ricercatori canadesi, Christopher Burris e Armand Munteanu, i ragazzi a cui non interessa diventare padre preferiscono delle compagne con il seno più piccolo rispetto a coloro con un maggiore senso di genitorialità.
- Secondo il professore emerito di filosofia alla California University, Stuart Fischoff, gli uomini che temono la competizione prediligono le donne con un seno più piccolo perché sa che attirerà meno l’attenzione degli altri uomini, mentre gli uomini più competitivi sono attratti da donne con seni più grandi; inoltre il seno grande spaventa gli uomini che cercano una relazione seria.
- Un’indagine condotta dall’università di Westminster su 361 uomini con età compresa tra i 18 e i 68 anni ha scoperto che uomini con caratteristiche caratteriali più maschiliste amano il seno prosperoso e immaginano la propria partner come una geisha.
- Un esperimento dell’università della Bretagna del Sud (Francia) ha dimostrato che una ragazza ha più possibilità di ottenere passaggi in auto aumentando progressivamente la taglia del reggiseno. Quando la ragazza aveva la sua naturale coppa A si sono fermati il 14,92% di automobilisti, con la B 17,79% e il 24% quando aveva la C.
- Secondo un ricerca dell’Università di Westminster, condotta nella mensa universitaria, i ragazzi che non avevano ancora mangiato preferivano le ragazze prosperose, al contrario di quelli che avevano appena finito di mangiare che tendevano a preferire donne con seno più piccolo. Secondo i ricercatori, gli uomini vedono nel seno la probabilità di accesso al cibo, per questo se hanno fame preferiscono le formose.
- Da una ricerca malese è emerso che coloro che percepiscono stipendi bassi preferiscono le donne con un seno grande perché rappresenta l’abbondanza e una “riserva” che riduce i timori della povertà.
- Gli uomini che a cui piacciono le donne col seno abbondando hanno spesso nostalgia della madre e hanno bisogno di amore e protezione.
- Il professor Karen Weatherby, esperto di invecchiamento, ha studiato il comportamento di un gruppo di uomini nell’arco di cinque anni. Coloro che ammettevano di guardare, almeno 10 minuti al giorni, il seno prosperoso di una donna, avevano la pressione arteriosa più bassa e meno predisposizione alle malattie cardiache.
In definitiva, vari studi confermano che un seno prosperoso è preferito da uomini sposati, con istruzione e stipendio minore, mediamente più maschilisti e competitivi, meno romantici e con nostalgia della madre; invece un seno piccolo è preferito dai single che non pensano ad avere una famiglia, da persone con istruzione e stipendi più elevati, mediamente meno competitivi e più gelosi.
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Almaz Ayana riscrive la storia dell’atletica: oro e record nei 10.000 metri
RIO DE JANEIRO – Il primo acuto di questi Giochi. Assoluto. Stupefacente. L’atletica si presenta con un colpo da maestra, di quelli che addirittura dispiace arrivino così presto, di mattina, in uno stadio mezzo vuoto. E oltretutto quel po’ gente che c’era non dava l’impressione di apprezzare adeguatamente lo spettacolo, come se i presenti, chiassosi ma distratti, non si rendessero conto di ciò che stava accadendo sotto i propri occhi, di cosa stava maturando un giro dopo l’altro, del fatto che una ragazza etiope di 24 anni stava cucendo la storia su questa pista, colpa anche dell’altoparlante che continuava a invitare a prestare attenzione all’eptathlon (non ce ne vogliano Ennis e compagne).
Continua la lettura su https://www.repubblica.it/speciali/olimpiadi/rio2016/discipline/atletica-leggera/2016/08/12/news/atletica_subito_da_record_ayana_mondiale_nei_10000_donne-145869376/
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Frederick Treves, il medico che salvò la vita a Joseph Merrick
Questa storia comincia il 5 agosto 1869, quando a Leicester nasce Joseph Merrick. Per una malattia che oggi è stata identificata come sindrome di Proteo, il corpo di Joseph era quasi interamente deformato, tale che il suo aspetto risultava grottesco al punto che veniva da tutti chiamato “uomo elefante” (la sua storia è narrata nel meraviglioso film “The Elephant Man” di David Lynch, che vi consiglio di vedere, oltre ad apparire nel film “From hell – La vera storia di Jack lo squartatore“). Quando era piccolo subì anche una brutta caduta e si ruppe la gamba sinistra: la famiglia, essendo povera, non poté pagare le cure mediche, così Joseph dovette rassegnarsi a vivere con la gamba storpia non solo per effetto della malattia, ma anche per la frattura che non si era mai del tutto risanata.
Sua madre morì quando lui era ancora piccolo e la matrigna che prese il suo posto lo cacciò di casa: era solo un bambino e finì letteralmente per strada, solo, malato, di aspetto ripugnante e senza un soldo. Riusciva a racimolare di che vivere mostrandosi al circo come fenomeno da baraccone e la sua vita era un continuo venir guardato male e deriso da chiunque lo incontrasse. Joseph aveva un carattere mite, dolce e socievole, tuttavia veniva allontanato da tutti e guardato con paura e disgusto a causa del suo aspetto deforme. Il giovane passò lunghi anni da solo, triste, senza cure mediche, a convivere con una malattia che gli impediva anche solo di guardarsi allo specchio.
Un giorno si trovava a girare senza meta alla stazione ferroviaria di Londra, solo e malato di una brutta infezione ai polmoni, quando per puro caso incontrò un chirurgo chiamato Frederick Treves. Frederick fece un gesto semplice ma straordinario: al contrario di chiunque altro, si avvicinò a lui e iniziò a parlargli chiedendogli se avesse bisogno di un aiuto. Presosi a cuore la tristissima situazione del giovane, il medico riuscì a fargli ottenere gratuitamente un posto fisso in una stanza dell’ospedale di Whitechapel di Londra, divenuto in seguito Royal London Hospital ed ancora esistente oggi. Joseph, grazie a quella sistemazione, visse gli anni più sereni della sua vita, venendo curato all’ospedale dove viveva lontano da sguardi indiscreti e maligni ed avendo la possibilità di coltivare la sua passione: scrivere componimenti in prosa ed in poesia. Tutto grazie a Frederick Treves.
Ti ringrazio Frederick per ricordarmi che l’umanità, per un medico, è la prima ed insostituibile qualità. Sento tanti miei amici dire che il loro mito è un calciatore, o una star del cinema. Il mio mito è invece Frederick Treves, l’uomo che superò l’aspetto fisico e arrivò al cuore, salvando la vita dello sfortunato Joseph Merrick.
“Mai. Oh, mai. Niente morirà mai. L’acqua scorre. Il vento soffia. La nuvola fugge. Il cuore batte… Niente muore.”
Nothing Will Die di Alfred Tennyson, frase citata nel film The Elephant Man.
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Come fare gli addominali alti, bassi e laterali (obliqui): i consigli per evitare i dieci errori più comuni
Per avere una pancia piatta e tonica, non basta perdere il grasso locale in eccesso: è necessario rinforzare i muscoli addominali.
Esiste anatomicamente un addominale alto ed uno basso?
Prima di proseguire l’articolo, ritengo importante fare una premessa di anatomia semplice. Nonostante molti, sbagliando, in palestra facciano distinzione tra addominali “alti” e “bassi”, ciò è un errore. Il muscolo che dà all’addome il caratteristico aspetto a scacchi è un unico muscolo chiamato muscolo retto addominale; il suo aspetto particolare è dovuto a tre o quattro iscrizioni tendinee trasversali e da una verticale che lo separano nella caratteristica configurazione a scacchiera. Non esistono quindi anatomicamente addominali alti o bassi (o superiori e inferiori). I diversi esercizi per gli addominali comportano certamente stimoli differenti, ma il muscolo allenato è sempre il retto addominale in toto. Il fatto che nel titolo abbia inserito questa errata distinzione, riflette la volontà di far trovare questo articolo ai motori di ricerca: dipende dal fatto che molti, nel fare una ricerca sugli addominali su Google, inseriscono le diciture “alti” o “bassi”.
Da quali muscoli principali è costituito l’addome?
Oltre al già citato muscolo retto addominale, l’addome è costituito principalmente anche dai muscoli obliqui e dal muscolo trasverso. Gli obliqui interni ed esterni corrono lungo il lato del ventre e aiutano a piegare e a ruotare ai lati il corpo, oltre ad assisterlo nella flessione del tronco. Il muscolo trasverso è un profondo strato muscolare che sostiene tutta la struttura interna e gli organi dell’addome. Aiuta ad appiattire lo stomaco e viene coinvolto nella respirazione, nella minzione, nella defecazione e nel parto. Il traverso aiuta anche a sostenere la colonna vertebrale in alcuni esercizi. Altri muscoli addominali sono il piramidale, il quadrato dei lombi, il cremastere e i muscoli intrinseci del rachide lombare.
Leggi anche: 8 errori che fanno crescere i tuoi muscoli MENO di quanto potrebbero
I dieci errori comuni nello svolgere esercizi per gli addominali
1) Il movimento non parte dalla testa Se tieni le mani dietro alla testa, assicurati di non chiudere i gomiti e di non spingere la testa con le braccia mentre ti sollevi. Ti verrà naturale farlo, ma questa spinta affaticherà i muscoli del collo e farà lavorare male l’addome . Se tieni le braccia in un’altra posizione, ricorda comunque di non coinvolgere la testa e il collo nell’esercizio. Ricorda che il movimento giusto non parte dalla testa o dal collo: parte dalla pancia.
2) Non curvare la schiena Non provare a mettere la testa sulle ginocchia. Più ti sollevi da terra meglio è, ma fino a un certo limite. Se la schiena inizia a curvarsi, farai uno sforzo troppo grande con la parte bassa della schiena. La schiena deve stare diritta. Inoltre, quando state stesi, schiacciate bene per terra la vostra zona lombare.
3) Piedi a terra Se non riesci a tenere i piedi a terra e non li hai assicurati a terra in qualche modo, dovrai fare uno sforzo aggiuntivo con le cosce per provare a tenerli giù. Nel caso in cui le tue gambe si stancassero prima dei tuoi addominali e ti costringessero a smettere, l’intero esercizio sarebbe stato inutile.
4) Non solo stesi sul tappetino Dimenticarsi che gli addominali lavorano non soltanto nella classica posizione stesi per terra sul tappetino, ma anche con altri esercizi. Provate a correre o, ancora meglio, saltare la corda per dieci minuti al giorno e vedrete che risultati!
5) Supera i tuoi limiti, ma con buon senso Ricorda che l’unico modo per rinforzare i muscoli, è spingerli oltre la loro soglia di resistenza. Se però fai troppe ripetizioni e inizi a sentire un dolore intenso, significa che stai esagerando. Fermati, perché nel migliore dei casi non riusciresti più a eseguire l’esercizio nella maniera corretta, mentre nel peggiore dei casi rischi di determinare un danno al tuo fisico.
Leggi anche: Correre fa ingrassare? Gli errori da evitare
6) Respira bene Un errore molto comune quando si fanno gli addominali è quello di rimanere in apnea, non respirare mentre si fanno gli esercizi. La respirazione è invece il segreto non solo per fare dei buoni esercizi per l’addome, ma per gli esercizi di tutto il corpo. La regola è semplice: dovete espirare (buttare fuori l’aria) tutte le volte che contraete il muscolo e inspirare (mettere dentro l’aria) quando invece tornate in posizione.
7) Fai stretching Dopo aver fatto gli addominali è importantissimo fare stretching per evitare i dolori del giorno dopo. A seguito dell’allenamento stendetevi e tirate le braccia e le gambe per allungare gli addominali.
8) Non fare solo addominali Vi state focalizzando sugli addominali per avere una pancia piatta, ma vi state dimenticando di tutte le altre parti del vostro corpo? Non fate questo errore: l’allenamento deve essere completo e bilanciato su tutte le parti del corpo. Ricordate: la bellezza di un corpo è soprattutto nell’armonia delle sue parti.
9) Non far passare troppo tempo tra le ripetizioni L’alta percentuale di fibre rosse nei muscoli addominali consente a questi di recuperare velocemente dopo lo sforzo. Una pausa troppo lunga quindi manderebbe a monte lo stimolo allenante. Il recupero tra le serie, negli esercizi per gli addominali, non dovrebbe mai superare i 40 secondi.
10) Chiedi consiglio al medico Prima di iniziare qualsiasi tipo di esercizio a casa da soli, consultate il vostro medico, specialmente se non siete più in forma o se avete patologie dell’apparato locomotore, ad esempio non fare esercizi per gli addominali se ti è stata diagnosticata l’osteoporosi: gli esercizi per l’addome ti espone al rischio di fratture da stress.
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Addominali: quante ripetizioni fare?
Prima di chiudere è importante ricordare che il muscolo retto addominale, essendo di media costituito al 50% da fibre bianche ed al 50% di fibre rosse, si allena in maniera ottimale alternando ripetizioni maggiori e minori, ad esempio serie con 10 ripetizioni alternate a serie con 20 ripetizioni.
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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