Quando scoprire il glande è doloroso: fimosi, cos’è e come si cura

MEDICINA ONLINE TESTICOLI ANATOMIA ANSIA DA PRESTAZIONE SESSO TRISTE SESSUALE PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE COPPIA PSICOLOGIA LETTO PENETRAZIONE UOMO DONNA LIBIDO SPERMA PIACERE MALE GENITALIA SEXIl pene è costituito da un corpo chiamato “asta” e da una testa chiamata “glande”, ricoperta da uno strato di mucosa e pelle scorrevole, detto “prepuzio”. Quando il prepuzio scorre con difficoltà – o non scorre affatto – allora molto probabilmente ci troviamo di fronte ad una fimosi. La fimosi è una patologia caratterizzata dalla presenza di un anello fibroso a livello del prepuzio, che rende difficoltoso o addirittura impossibile retrarre la pelle prepuziale e scoprire il glande.
Nelle forme più marcate il prepuzio è così stretto da non permettere di vedere l’orifizio uretrale esterno: quando il bambino urina, la pipì dapprima si raccoglie al di sotto del prepuzio, formando tipicamente una specie di palloncino, e poi esce all’esterno.
Nelle forme meno gravi è possibile retrarre il prepuzio in modo parziale: a quel punto l’anello fibroso appare come una specie di collare (anulus) che strozza il pene, conferendogli un aspetto a clessidra.

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Classificazione della fimosi

In base al periodo di esordio la fimosi può essere classificata come congenita o acquisita:

  • Fimosi congenita quando fin dalla nascita e nei primi anni di vita si manifesta un restringimento prepuziale.
  • Fimosi acquisita se si manifesta in età adulta in un uomo a causa di traumi o di infiammazioni fungine o batteriche del glande o del prepuzio, oppure in seguito ad un lichen sclero-atrofico.

La fimosi, sia congenita che acquisita, si può dividere in due specie: serrata e non serrata.

  • Fimosi serrata si ha quando il restringimento è tale da impedire lo scoprimento del glande anche a pene flaccido, e in casi limite può anche portare difficoltà nell’urinare. La circoncisione è il rimedio più utilizzato, anche se comincia a decadere. È tuttavia possibile tentare di risolvere una fimosi non grave con l’applicazione di creme steroidee unita a tentativi delicati di scopertura.
  • Fimosi non serrata invece si ha quando non si riesce a scoprire il glande a pene eretto o ci si riesce solo parzialmente. La forzatura nello scoprimento del glande può provocare un effetto molto più grave, chiamato parafimosi, in cui non si riesce più a ricoprire il glande e che comporta uno strangolamento dello stesso. In questo caso è necessario un intervento d’urgenza.

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Come si riconosce?

La fimosi può essere asintomatica. In altri casi può dare i seguenti problemi:
infiammazione del glande e del prepuzio (balanopostite) con arrossamento, gonfiore e bruciore a livello del glande e del prepuzio dovuti all’accumulo di urina al di sotto del prepuzio;
Parafimosi: il prepuzio, una volta retratto per scoprire il glande, non riesce più ad essere riportato in posizione quo ante; l’anello fibroso strozza sempre di più il glande, che diventa sempre più gonfio, rendendo ancora più difficile la risalita del prepuzio. Il bambino è molto sofferente. Si tratta di una complicanza grave: è necessario condurre il bambino il prima possibile al Pronto Soccorso dell’ospedale più vicino, dove si provvede a riportare manualmente il prepuzio nella posizione corretta. In caso d’insuccesso, si esegue un intervento di circoncisione in urgenza. Pertanto nel sospetto di fimosi, il consiglio è quello di non retrarre il prepuzio fintanto che le reali condizioni non vengano appurate da un medico.

Vedi anche: Foto che mostrano il normale scivolamento del prepuzio sul glande, difficoltoso nella fimosi

In chi si manifesta?

  • All’età di 3 anni 10 bambini su 100 sono portatori di fimosi.
  • Adulti con pregressa lieve fimosi peggiorata nel tempo
  • Adulti con diabete mellito, scarsa igiene dei genitali, ripetuti episodi di balano postite anche secondaria a candidosi genitale.

Cause

La fimosi può essere presente dalla nascita, come già detto all’inizio dell’articolo, oppure può manifestarsi in seguito a infezioni o a traumi conseguenti a brusche manovre di retrazione del prepuzio.

Parafimosi

La parafimosi è una grave consequenza della fimosi e consiste in uno strangolamento del glande da parte dell’anello prepuziale stenotico quando questo venga forzato a scorrere all’indietro e non possa riassumere la posizione iniziale. All’esame obiettivo di una condizione di parafimosi il glande appare aumentato di volume per stasi venosa, il prepuzio puo’ presentarsi edematoso, talvolta si possono evidenziare ulcerazioni della mucosa, necrosi od infezioni. Il trattamento puo’ essere quello di riduzione manuale e/o cruenta ovvero della circoncisione.

Terapie

In presenza di fimosi si esegue un intervento di circoncisione, cioè di asportazione del prepuzio ed emostasi mediante posizionamento di alcuni punti di sutura. Talvolta viene eseguita consensualmente anche una plastica del frenulo.
È un intervento della durata di circa 40 minuti. Nei bambini è eseguibile in anestesia generale o in narcosi. Negli adulti in anestesia locale o spinale.
L’intervento è quasi sempre definitivo e risolutivo. In caso di parafimosi l’intervento deve essere eseguito in urgenza, mentre in caso di fimosi l’intervento può essere programmato.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Come la chirurgia estetica può intervenire su pene e testicoli

MEDICINA ONLINE TESTICULAR TESTICOLI PENE PROSTATA SEX SESSO GLANDE SEMEN SPERMA BIANCO GIALLO ROSSO MARRONE LIQUIDO TRASPARENTE EIACULAZIONE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VIAGNon solo aumento della lunghezza e della circonferenza del pene. La chirurgia estetica può intervenire a vari livelli per quasi tutta l’area genitale maschile.

Aumento circonferenza del pene

Nel caso in cui il paziente desideri un aumento della circonferenza del pene si procede con un intervento di ingrossamento. Questo può essere svolto sotto forma di lipofilling penieno: del grasso viene prelevato, quando possibile, da un’altra parte del corpo e iniettato a livello pubico (puboliposcultura), in modo da ottenere un aumento dell’organo anche in lunghezza. Il grasso iniettato sotto la cute del prepuzio determina un aumento uniforme e il risultato estetico é un aumento di circonferenza e un pene che appare più grosso. Dato che almeno la metà del grasso infiltrato viene riassorbito dal corpo, l’intervento va ripetuto dopo circa tre settimane. Per chi voglia ottenere dei risultati definitivi immediati, come anche nei soggetti magri, che non presentano una massa di tessuto adiposo sufficiente da prelevare, si può utilizzare un filler (un gel bio-compatibile sintetico). In casi rari, può rivelarsi opportuno un impianto di Alloderm®, un tessuto dermico liofilizzato acellulare, che viene utilizzato nella chirurgia ricostruttiva o nel trattamento correttivo dell’induratio penis, e che può essere impiantato ai lati dei corpi cavernosi, in modo da far aumentare la circonferenza del pene.

Allungamento del pene

Per quanto riguarda l’aumento della lunghezza del pene, questa si può eseguire praticando un’incisione in una porzione del legamento sospensore pubo-penieno, che mantiene il pene aderente alla parte inferiore del pube. All’interno del nostro corpo sono, infatti “nascosti” dai quattro ai sei centimetri di pene, e in seguito alla resezione del legamento, questo può essere esteso in avanti (protrusione).

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La puboliposcultura mostra tutta la lunghezza del pene

Tramite la puboliposcultura peniena si può invece rimuovere il cuscinetto di grasso formatosi nella zona del pube e contribuire in questo modo ad allungare visivamente il pene. Questo intervento viene spesso associato a quello dell’ingrossamento. Per un risultato migliore, le tecniche di allungamento e d’ingrossamento possono essere eseguite in sedute successive, iniziando con una falloplastica d’allungamento, procedendo poi con uno stiramento passivo per mezzo di un penile extender e terminando con un intervento di ingrossamento penieno, mediante la tecnica del lipofilling o per mezzo di filler.

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Pube scavato o sollevato

In presenza di un pube scavato, che si presenta con l’avanzare dell’età soprattutto in soggetti magri, è possibile intervenire con un lipofilling davvero semplice e poco traumatico. Per quanto riguarda invece la presenza di un pube sollevato, che invagina in parte il pene e può, in casi estremi, farlo quasi scomparire, si può ricorrere alla puboliposcultura. Quest’operazione porta a un duplice risultato, perché permette di allungare il membro e di modellare il pube al tempo stesso.

Lifting dello scroto

Quando invece il sacco cutaneo contenente i testicoli si fa flaccido con l’età e presenta dei cedimenti che lo rendono antiestetico, si procede con un intervento del tutto innovativo di lifting scrotale. Anche in questo caso si tratta di un’operazione semplice, che viene eseguita ambulatorialmente, in cui i testicoli, una volta eliminati i tessuti in eccesso e liftata la pelle, vengono fissati in una nuova cavità scrotale. L’incisione necessaria per eseguire l’operazione, effettuata sulla linea dell’emiscroto, lascerà una cicatrice difficilmente visibile.

Protesi testicolari

Qualora a causa di patologie benigne o maligne, o di traumatismi, fosse venuto a mancare un solo testicolo o entrambi, mediante un’operazione breve ed eseguibile ambulatorialmente possono essere introdotte delle protesi testicolari.

A questo proposito leggi anche: Impianto di protesi testicolare: quando, come e perché si effettua

Fimosi o frenulo breve

Nel caso di una fimosi o di una brevità del frenulo prepuziale, due alterazioni che possono rappresentare un problema anche funzionale, si può ricorrere alle tecniche della circoncisione e della frenuloplastica. A parte il lato estetico, infatti, quando non è più possibile scoprire il glande a causa della pelle troppo tesa, si può verificare un’infiammazione del prepuzio, mentre un frenulo troppo corto può causare una flessione dolorosa del pene. Sia l’intervento di circoncisione, che quello di frenuloplastica, eliminano permanentemente questi disturbi, e restituiscono al tempo stesso un aspetto estetico al membro.

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Balanite, lichen planus, verruche, candida, gonorrea: le infezioni del pene

MEDICINA ONLINE SPERMA LIQUIDO SEMINALE PENIS VARICOCELE HYDROCELE IDROCELE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVLe infezioni del pene e del glande sono diversi processi infettivi di origine batterica, virale, parassitaria o fungina che coinvolgono i genitali maschili ma che possono diffondersi anche ad altre aree del corpo e trasmettersi sessualmente al partner. Tra le infezioni più diffuse ricordiamo la balanite, le verruche genitali, la candidosi, il lichen planus e la gonorrea.

Balanite

La balanite (dal greco antico: βάλανος, bálanos, «ghianda», itis, «infiammazione») è un’irritazione e un’infiammazione, con comparsa di rossore, della testa del glande spesso estesa anche al prepuzio. In quest’ultimo caso viene meglio definita balanopostite. Le cause della balanite sono frequentemente correlate a batteri (Streptococcus pyogenes, Staphylococcus aureus, Neisseria gonorrhoeae) ma a volte è sostenuta da miceti come la candida albicans. Può essere una balanite traumatica di tipo irritativo, da farmaci, allergica da contatto. Irritazione, prurito intimo, desquamazioni sono segnali di una origine batterica. I sintomi sono irritazione del glande, prurito, arrossamento, disturbi della minzione, edema, ingrossamento delle ghiandole linfatiche inguinali, lesioni ulcerative, secrezioni biancastre e/o maleodoranti dal pene, dolore durante i rapporti. In alcuni casi c’è sanguinamento. Le terapie includono antibiotici (se l’infezione è batterica) e gli antimicotici (se l’infezione è fungina). Anche il o la partner sessuale, sebbene sia asintomatica, dovrebbe sottoporsi al trattamento farmacologico specifico.

Leggi anche: Smegma: i rischi dell’accumulo di sporco sul pene

Lichen planus

Il lichen planus (LP), o lichen ruber planus (LRP), è una dermatosi infiammatoria ad andamento cronico-recidivante ed eziologia sconosciuta che colpisce cute, mucose e unghie, si configura nella categoria delle malattie autoimmuni. Le cause non sono ancora del tutto note. Numerosi farmaci tra cui antibiotici, anticonvulsivanti, antidepressivi, antimalarici, antipertensivi, diuretici, FANS, metalli e farmaci biologici sono stati associati allo sviluppo di reazioni lichenoidi. L’amalgama dentale, contenente mercurio, è un possibile fattore di rischio benché non sia stata provata una chiara associazione con la patologia. Altri fattori di rischio sono esposizione a p-fenilendiammina, dimetilfumarato, noce di Betel, radioterapia, depressione e disturbi d’ansia. Anche le intolleranze alimentari, come quella al lattosio, non vanno trascurate. In alcuni studi (ma non in altri) si è riscontrata un’associazione tra infezione da HCV e lichen planus; il possibile ruolo di questo virus rimane perciò incerto. È stato inoltre associato ad infezioni da herpesvirus tra cui HHV-3, HHV-6, HHV-7 e in rari casi ad infezioni da HBV e in seguito a somministrazione di vaccino antiepatite B. I sintomi sono: lesioni papulose o placche pruriginose, erosive e recidivanti sulla pelle, prurito locale con balanite e postite, dolore durante i rapporti. La terapia dipende dall’elemento a monte che l’ha determinato. Il lichen reticolare non richiede alcun trattamento in quanto è asintomatico. In rari casi si può osservare una superinfezione da Candida albicans che causa bruciore e rende necessario un trattamento antimicotico. Nel lichen erosivo vengono impiegati soprattutto i corticosteroidi. In prima istanza si usano i corticosteroidi topici come il desametasone in soluzione viscosa, il flucinonide in gel o il betametasone in tavolette da sciogliere in bocca. Nel lichen atrofico dei genitali (come nella forma più grave sclero-atrofica) vengono impiegati due nuove molecole: il tacrolimus e il pimecrolimus, con ottimi risultati soprattutto se si considerano i pesanti effetti collaterali dei cortisonici (atrofia dell’epitelio e graduale perdita dell’elasticità delle mucose e della cute) che restano un’arma valida nelle forme più gravi.

Leggi anche: Cattivi odori del pene: cause e consigli per neutralizzarli

Verruche genitali

Il condiloma acuminato (anche chiamato verruca genitale, verruca venerea, verruca anale e verruca anogenitale) è una malattia altamente contagiosa a trasmissione sessuale. La causa risiede in alcuni sottotipi di Papillomavirus umano (HPV). Tra i sintomi ricordiamo: dolore, irritazione, prurito, dispareunia, dolore durante la minzione. Può degenerare in cancro. Terapia: è consigliato trattare i condilomi con farmaci antivirali ed immunomodulatori. Possono essere usati anche elettrocoagulazione, laser terapia o escissione chirurgica.

Leggi anche: Differenza tra pene circonciso e normale: vantaggi e svantaggi

Candidosi

Rare nell’uomo, al contrario della candidosi femminile, molto più diffusa e sintomatica. Cause: la causa è un fungo, la Candida albicans. Sintomi: bruciore circoscritto, dolore durante i rapporti, dolore durante la minzione, eritema localizzato, prurito, irritazione genitale. La terapia si serve di applicazione topica di antimicotici specifici (ad esempio Clotrimazolo o Miconazolo), eventualmente associando antifungini ad azione sistemica (ad esempio Polienici o Echinocandine).

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Gonorrea

La gonorrea (dal greco “gonos”: seme; e “reo” : scorro;) o blenorragia (dal greco “blenos”: muco; e “ragoo”: erompo;) è una malattia a trasmissione sessuale. La causa risiede nel batterio Neisseria gonorrhoeae. È popolarmente nominata “scolo”. I termini si riferiscono al principale sintomo, ossia le perdite uretrali. I sintomi includono: irritazione a livello del glande, perdite biancastre-giallognole e maleodoranti dal pene, dolore durante la minzione, bruciore e prurito. Nei casi più complessi, l’infezionee degenera in prostatite, epididimite e sterilità. La terapia include antibiotici (macrolidi, chinoloni e cefalosporine).

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Eiaculazione precoce: sintomi, cura, rimedi naturali e farmaci

MEDICINA ONLINE PENE EREZIONE SPERMA LIQUIDO SEMINALE ANATOMIA EIACULAZIONE PENETRAZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE SESSO UOMO RAPPORTO SESSUALE SEX Male Genital and Rectal AnatomyL’eiaculazione precoce è una patologia caratterizzata da difficoltà o incapacità da parte dell’uomo nell’esercitare il controllo volontario sull’eiaculazione, col risultato che l’espulsione dello sperma arriva in tempi troppo brevi per godere di un rapporto sessuale soddisfacente. Tra i vari sintomi dell’eiaculazione precoce, che consentono di qualificare un uomo come eiaculatore precoce, vi è ovviamente innanzitutto la durata del rapporto sessuale, poiché se più volte capita che l’atto sessuale si concluda prima che entrambi i partner lo desiderino allora è probabile che l’uomo presenti effettivamente la condizione di eiaculazione veloce. La breve durata dell’amplesso non può però essere sempre annoverata tra i sintomi dell’eiaculazione precoce in quanto può accadere che in particolari situazioni si possano verificare episodi di eiaculazione veloce, come ad esempio dopo un’astinenza prolungata: in questi casi è del tutto normale non riuscire ad avere un controllo del riflesso eiaculatorio. Altri casi in cui è normale avere una eiaculazione precoce è ad esempio quando il soggetto è alle sue prime esperienze sessuali e/o è di fronte ad un nuovo partner: in questi casi l’ansia da prestazione sessuale può influire negativamente sul controllo dell’eiaculazione. Finché l’eiaculazione precoce è “acuta”, cioè capita di tanto in tanto con episodi sporadici legati allo stress o all’ansia, il problema potrebbe non essere grave; se invece l’eiaculazione precoce è “cronica” cioè si presenta ad ogni esperienza sessuale, allora potrebbe essere la manifestazione di una patologia. Dopo avervi descritto classificazione, cause e sintomi, in fondo all’articolo vi forniremo anche una lista di alcuni prodotti come integratori e spray desensibilizzanti che sono estremamente utili per ritardare l’eiaculazione.

Leggi anche: Troppo “veloci” a letto: i numeri dell’eiaculazione precoce

Classificazione

In base all’inizio dei sintomi, l’eiaculazione precoce viene distinta in:

  • eiaculazione precoce primaria: si è manifestata fin dall’inizio dell’attività sessuale del soggetto (in pratica il soggetto ha sempre sofferto di eiaculazione precoce, fin dalle sue prime esperienze;
  • eiaculazione precoce secondaria: è intervenuta più o meno all’improvviso, dopo un periodo di attività sessuale normale e soddisfacente.

In base alla costante o meno presenza dei sintomi, si parla di:

  • disturbo generalizzato: i sintomi sono sempre presenti, sia con la masturbazione che con il sesso con il partner e con tutti i partner, in qualsiasi situazione;
  • disturbo situazionale: i sintomi NON sono sempre presenti, bensì si verificano solo in determinate situazioni o partner, ad esempio può verificarsi solo durante il sesso con un partner e non durante la masturbazione, oppure può verificarsi solo con un determinato partner (magari conosciuto da poco) e non con un altro partner.

In base al momento in cui si verificano i sintomi, si parla di:

  • eiaculazione ante portam: l’eiaculazione precoce si verifica prima ancora della penetrazione, a causa dei preliminari o anche semplicemente all’idea di avere un rapporto sessuale;
  • eiaculazione intra portam: il soggetto riesce a non eiaculare durante i preliminari, ma eiacula poco tempo (pochi minuti o – nei casi più gravi – pochi secondi) dopo aver iniziato la penetrazione.

Classificazione in base alle cause

Le cause dell’eiaculazione precoce possono essere di tipo organico o di tipo psicologico/emotivo, riguardando la storia e le caratteristiche individuali e in alcuni casi le dinamiche relazionali della coppia.

  • Cause organiche: possono essere riferite ad ipersensibilità del glande, eventualmente accentuata da anomalie anatomiche esterne come la fimosi oppure dal frenulo corto (o breve) del pene, oppure a processi infiammatori come prostatite e vescicolite.
  • Cause psicologiche: in questo caso il problema riguarda spesso un’errata abitudine psicofisiologica acquisita attraverso un’attività autoerotica condotta con fretta e frenesia nell’epoca adolescenziale, spesso per via di sensi di colpa latenti o della necessità di celare tale pratica agli adulti. Alla difficoltà nel controllo dell’eiaculazione può inoltre contribuire il fenomeno dell’ansia da prestazione e una difficoltà più generale a gestire ed esprimere le emozioni.

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Le diverse definizioni diagnostiche

Secondo una prima definizione proposta da Masters & Johnson un uomo soffre di eiaculazione precoce se eiacula prima che il partner raggiunga l’orgasmo in più della metà dei rapporti sessuali. Nei successivi sviluppi scientifici della sessuologia, a questa definizione si sono susseguite altre interpretazioni del fenomeno che correlano la precocità dell’eiaculazione alla durata del rapporto sessuale, al numero di spinte coitali, alla percezione di controllo sull’eiaculazione, alla soddisfazione del partner e della coppia. Una definizione diagnostica che utilizzi quale parametro di riferimento il raggiungimento dell’orgasmo del partner deve valutare l’eventuale presenza di una parallela disfunzione femminile dell’orgasmo che ne ritarda o ne rende impossibile il raggiungimento e che potrebbe rappresentare la reale difficoltà della coppia.
Recentemente, secondo i principi dell’evidence-based medicine, è stato proposto un modello interpretativo focalizzato sul tempo di latenza eiaculatoria intravaginale (IELT); si ritiene così di poter definire come affetto da eiaculazione precoce colui il quale eiacula, mediamente, in un tempo inferiore al minuto rispetto all’inizio della penetrazione. Appare tuttavia evidente come tale modello non sia sufficiente a contenere i numerosi casi di insoddisfazione di coppia associati ad una tempistica superiore al minuto ma ritenuta inadeguata dall’uomo e dalla partner.
Attualmente la definizione diagnostica maggiormente sostenuta dalla sessuologia scientifica si centra sulla carente percezione e possibilità di controllo dell’individuo con eiaculazione precoce sui tempi del processo di eccitazione sessuale e quindi sul raggiungimento della soglia psicofisiologica di attivazione del riflesso eiaculatorio. A tale condizione deve associarsi l’insoddisfazione e il disagio soggettivo dell’uomo e/o della partner per potersi correttamente configurare una diagnosi di eiaculazione precoce.

Leggi anche: Quanto deve durare un rapporto sessuale prima che si parli di eiaculazione precoce?

Sintomi dell’eiaculazione precoce e conseguenze psicologiche

Quando si presentano i primi sintomi dell’eiaculazione precoce è inevitabile che vi siano anche delle conseguenze psicologiche che possono ledere la salute mentale dell’uomo in maniera anche accentuata. L’eiaculazione veloce causa spesso ansia da prestazione a cui susseguono disagio e preoccupazione durante i rapporti sessuali, stati d’animo negativi che non fanno altro che peggiorare la condizione di eiaculatore precoce.
In molti casi può accadere che l’uomo, per ridurre gli episodi di eiaculazione veloce, cerchi di avere più rapporti consecutivi nel tentativo di ottenere orgasmi ritardati nei rapporti successivi. Talvolta l’eiaculatore precoce cerca anche di formulare pensieri distrattivi durante l’amplesso, tenta di limitare le stimolazioni genitali al minimo oppure riduce i tempi dedicati alle attività preliminari col risultato di costruire un rapporto deprivato di ogni aspetto piacevole.
Quando l’eiaculatore precoce si rende conto che pur avendo attuato numerose strategie per ridurre al minimo i sintomi dell’eiaculazione precoce senza però aver ottenuto risultati apprezzabili, tende, solitamente, ad evitare di avere rapporti sessuali, complicando così la condizione di eiaculazione veloce e alterando profondamente gli aspetti psichici e sociali di se stesso ma anche della coppia.

Leggi anche: Due eiaculazioni consecutive sono possibili? Come funziona una eiaculazione?

Ritardare l’eiaculazione

Riuscire a ritardare l’ eiaculazione è un desiderio che accomuna molti uomini, infatti, non sono pochi coloro che dichiarano di non riuscire ad avere un rapporto sessuale “normale” a causa di un mancato controllo del riflesso eiaculatorio. L’eiaculazione precoce è un disturbo che non consente di avere un’attività sessuale appagante e soddisfacente, generando conseguentemente anche stati d’animo negativi come ansia, stress e depressione. Proprio per tale ragione numerosi uomini hanno cercato dei validi metodi che permettessero loro di riuscire a ritardare l’ eiaculazione ed avere una vita sessuale migliore. Attualmente vi sono varie terapie alternative che consentono di ritardare l’ eiaculazione ed avere un maggiore controllo del riflesso eiaculatorio. Vi è poi, anche il trattamento farmacologico da prescrizione che può essere utile a ritardare l’ eiaculazione, soprattutto quando il disturbo sessuale si manifesta in maniera accentuata.

Leggi anche: Farmaci efficaci usati nella terapia dell’eiaculazione precoce

Ritardare l’eiaculazione con le terapie alternative

Fra le terapie alternative per ritardare l’ eiaculazione vengono incluse tutte quelle pratiche per le quali non esiste alcuna prova scientifica che ne dimostri l’efficacia. Proprio per tale ragione le terapie alternative non possono essere comprese nella medicina scientifica.

Ritardare l’eiaculazione con l’agopuntura

Svariate ricerche scientifiche hanno valutato i risultati ottenuti con l’agopuntura per ritardare l’ eiaculazione e consentire di avere maggior controllo del riflesso eiaculatorio. In particolare, è stato condotto uno studio su 90 uomini, di età compresa tra i 28 ed i 50 anni, in cui è stato dimostrato che gli uomini trattati con l’agopuntura, rispetto a coloro che invece erano stati sottoposti ad altre tecniche alternative riuscivano, successivamente, ad avere un controllo del riflesso eiaculatorio più saldo e continuativo.
È stato appurato, però, che gli effetti di questa antica tecnica orientale per ritardare l’eiaculazione sono buoni ma, inferiori alla terapia farmacologica. La maggior parte dei pazienti riferisce un miglioramento dopo i primi 3-4 trattamenti, però, l’agopuntura per poter essere inclusa fra le terapie a lungo termine deve essere effettuata ogni 6 mesi.

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Ritardare l’eiaculazione con la terapia del calore

Uno studio condotto solamente in via sperimentale, dalla University Hospitals Case Medical Center di Cleveland, ha progettato, qualche tempo fa, la terapia del calore per cercare di ritardare l’ eiaculazione . Questa terapia alternativa si avvale di uno strumento neuro-termico che emana onde radio in grado, teoricamente, di diminuire le sensazioni provocate dalle sedi nervose che causano difficoltà nel riuscire a tenere il controllo del riflesso eiaculatorio. Questa terapia, però, può essere indicata quando la disfunzione sessuale deriva da problemi di tipo psicologico.

Ritardare l’eiaculazione con la luce-terapia

Per ritardare l’eiaculazione la luce-terapia prevede che ogni mattina il paziente si sottoponga all’esposizione di un fascio di luce bianca di intensità pari ai raggi solari per circa 30 minuti per un periodo di due settimane. I pazienti dopo la luce terapia hanno dichiarato di riuscire ad avere un controllo più intenso sul riflesso eiaculatorio. Allo stato attuale, però, bisogna ancora accertare se la luce-terapia sia una soluzione a lungo termine oppure no.

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Rimedi per l’eiaculazione precoce: la terapia naturale

La terapia naturale può essere compresa fra i rimedi per l’ eiaculazione precoce quando questo disturbo si presenta episodicamente e quindi quando non può considerarsi grave. I rimedi per l’ eiaculazione precoce di tipo naturale includono le piante che possono ritardare, seppur di poco, il processo eiaculatorio, oli essenziali e preservativi ritardanti.

Piante

Fra le piante che più comunemente vengono utilizzate come soluzione all’eiaculazione precoce vi è innanzitutto l’impatiens. Questa pianta favorisce il rilassamento mentale e corporeo e permette quindi di avere un maggiore autocontrollo consentendo di gestire con più facilità il proprio riflesso eiaculatorio.
Anche valeriana, passiflora e tiglio risultano essere indicate per il trattamento dell’eiaculazione precoce lieve. Queste piante, infatti, hanno proprietà rilassanti e possono essere d’aiuto per vivere la relazione sentimentale con maggiore serenità diminuendo così l’ansia da prestazione che è fra le cause più comuni di eiaculazione precoce.

Oli essenziali

Gli oli essenziali possono essere ritenuti una possibile soluzione all’eiaculazione precoce per la loro azione sulla psiche. L’olio essenziale chiamato Ylang ylang, ad esempio, svolge un’azione rilassante sul sistema nervoso, attenuandone i disturbi, come ansia, depressione, irritabilità e nervosismo che spesso causano l’eiaculazione precoce.
L’olio essenziale agli estratti di sandalo, invece, agisce equilibrando la sessualità con lo spirito e trasformando le energie sessuali in energie spirituali. Non è dunque una diretta soluzione all’eiaculazione precoce, in quanto la sua azione è prevalentemente di tipo meditativo e rivolta verso l’interiorità. Ma, il suo pregio particolare, consiste nel fatto che riesce a calmare la mente agevolando il rilassamento e aiutando a lasciarsi andare, avendo così maggior controllo del riflesso eiaculatorio.

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Preservativi ritardanti

I preservativi ritardanti possono rappresentare una soluzione all’eiaculazione quando questa condizione si presenta raramente. I preservativi ritardanti contengono un composto chimico chiamato benzocaina che consente all’uomo di ritardare l’eiaculazione e prolungare così il rapporto sessuale.

Rimedi per l’eiaculazione precoce: la terapia psicologica

La terapia psicologica individuale o di coppia può essere compresa fra i rimedi per l’ eiaculazione precoce solo quando il disturbo è causato da problemi psicologici come ansia, depressione stress. Queste condizioni, influiscono sul normale processo di eiaculazione andando e ledere il riflesso eiaculatorio e causando così la comparsa della disfunzione sessuale dell’eiaculazione precoce.

Rimedi per l’eiaculazione precoce: la terapia farmacologica

La molecola usata è la “dapoxetina” (il nome commerciale è Priligy®) che viene assunto un paio d’ore prima del rapporto e permette di allungare i tempi eiaculatori.
Molto spesso per ridurre questo tipo di problematica, possiamo mettere sul frenulo una piccolissima quantità di crema anestetica; desensibilizzando la zona si possono benissimo allungare i tempi eiaculatori, in maniera molto semplice e tranquilla.

Esercizi per ritardare l’eiaculazione

A tal proposito vi consiglio di leggere: Esercizi di Kegel: allena il muscolo pubococcigeo per aumentare potenza sessuale ed eiaculazione

Psicoterapia individuale

La psicoterapia individuale pone al centro del suo interesse l’individuo e le problematiche che lo affliggono. Solitamente l’approccio individuale viene considerato con maggiore assiduità, fra i vari rimedi per l’ eiaculazione, rispetto all’approccio di coppia, poiché in molti casi l’uomo, che presenta il disturbo sessuale dell’eiaculazione precoce, prova difficoltà ed imbarazzo a parlarne con la propria partner e preferisce quindi recarsi da solo dallo specialista per cercare insieme la soluzione all’eiaculazione precoce.

Psicoterapia di coppia

La terapia di coppia, seppur presa meno in considerazione rispetto a quella individuale, risulta essere più efficace. La qualità della terapia di coppia è più consistente rispetto a quella individuale perché quando una coppia decide di recarsi insieme da uno psicoterapeuta vuol dire che si è compreso che il problema dell’eiaculazione precoce oltre ad affliggere il diretto interessato crea insoddisfazione e malumore anche nella propria partner. Aver compreso questo aspetto permette alla psicoterapia di coppia di includersi fra i migliori rimedi per l’ eiaculazione precoce, nel caso in cui questa dovesse essere dovuta a cause psicologiche.

Ritardanti

Questi prodotti, selezionati dal nostro Staff di esperti, possono ritardare l’eiaculazione nel paziente che soffre di eiaculazione precoce, permettendo di far durare più a lungo il vostro rapporto sessuale:

Se credi di soffrire di eiaculazione precoce da cause psicologiche, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a risolvere definitivamente il tuo problema.

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Più sei ricco, più il tuo pene è piccolo. Gli italiani hanno un PIL basso perché hanno un pene più lungo della media

MEDICINA ONLINE TESTICULAR TESTICOLI PENE PROSTATA SEX SESSO GLANDE SEMEN SPERMA BIANCO GIALLO ROSSO MARRONE LIQUIDO TRASPARENTE EIACULAZIONE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VIAGPossono essere la lunghezza del pene ed il prodotto interno lordo due fattori strettamente collegati tra loro? Potrete non crederci ma è proprio così. A dimostrarlo, ci pensa lo studio condotto dal dott. Tatu Westling dell’Università di Helsinki e pubblicato dall’Atlantic Wire. E pensare che gli uomini si sono sempre lamentati delle misure “piccole”! Secondo la ricerca è tempo che ci si preoccupi del fattore opposto, specialmente se si desidera vivere in una certa stabilità economica. Gli stati che possono contare su una maggiore lunghezza media del membro maschile sono, a conti fatti, le nazioni che soffrono di più di un PIL (prodotto interno lordo) basso. Entrando nello specifico, i paesi i quali abitanti hanno un pene di lunghezza inferiore a quella media mondiale, sono cresciuti a livello economico più rapidamente , in un periodo compreso tra il 1960 ed il 1985.

1 cm vale fino a 7 punti

Uomini, prendete in mano il metro: ad ogni centimetro in più di lunghezza del vostro organo riproduttivo corrisponderebbe, secondo i calcoli dell’università, una riduzione della crescita economica compresa tra i 5 ed i 7 punti percentuali. Dati che in un periodo di crisi come questo si fanno sentire. Lo studio, spiega il dott. Westling, nasce per colmare la lacuna di tutti quegli studi economici, “concentrati sui fattori economici, sociali e politici si astenevano da considerazioni di carattere biologico e/o sessuale”. Connotati questi ultimi, a quanto pare, di una certa importanza.

Più sei ricco, più il tuo pene è piccolo

Per spiegare la sua teoria, il ricercatore scomoda dal suo trono niente meno che Sigmund Freud, il padre della psicanalisi moderna. Lo psicologo in questione focalizzava molto a livello sessuale le sue idee. Interpretando i dati sotto l’ottica freudiana, lo scienziato sostiene che sia la lunghezza del pene che gli introiti economici contribuiscono al crescere dell’autostima. E sono legati a stretto giro: in presenza di grandi misure, la persona sente meno necessità di accrescimento economico. Ciò significa anche che le persone più ambiziose, almeno in teoria, hanno un pene più piccolo.

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Punto G femminile: trovarlo e stimolarlo e le posizioni sessuali che più lo eccitano

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO PUNTO G DOVE SI TROVA VAGINA CLITORIDE VESCICA UTERO APPARATO SESSUALE FEMMINILE DONNA SESSO SESSUALITA MASTURBAZIONE DITA RAPPORTO GRAFENBERGVa detto subito che il punto G, contrariamente a quanto avrete certamente sentito dire, non è un “pulsante magico” che basta toccare per far avere un orgasmo ad una donna, ma piuttosto un’area piacevole da stimolare per alcune donne, quindi cominciamo col non mitizzarlo.
Sebbene quasi tutte, ma non tutte, le donne lo abbiano (anche se tale cosa è messa in discussione da alcune ricerche), non tutte le donne sono sensibili e/o provano piacere in quel punto. Molte donne dicono che essere stimolate in quella zona procura loro degli orgasmi più intensi rispetto alla penetrazione del pene. Quando viene fatta pressione nel punto G alcune donne hanno lo stimolo di urinare – a causa della pressione sulla vescica – tuttavia questa sensazione, se si continua a stimolare la parete, diminuisce gradatamente provocando – in poco tempo – un piacere intenso che porta molto spesso a orgasmi multipli. Cerchiamo oggi di capire qualcosa di più su questa misteriosa zona femminile.

Perché il punto G si chiama così?

Non ci sono motivi particolarmente tecnici: il punto G si chiama così semplicemente dall’iniziale del suo scopritore, che si chiamava Grafenberg.

Cos’è il punto G?

Si tratta di un piccolo fascio di terminazioni nervose che, se correttamente stimolato, produce un grado di soddisfazione inaspettato. Neanche a farlo apposta, il punto G in effetti è la parte meno agevole da rintracciare nell’anatomia femminile. Comunque, la sua stimolazione meccanica si ha in tutte le posizioni in cui la donna sta sopra. Il punto G allora si gonfia e assume la forma di una piccola massa che sporge, come un bottoncino.

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Ha qualcosa a che fare con la “eiaculazione” femminile?

Se la stimolazione del punto G si protrae a lungo, l’utero comincia a contrarsi fino a produrre un orgasmo molto particolare, che talora si accompagna alla produzione di un liquido chiaro. Le analisi di laboratorio hanno rivelato che questo fluido è simile alla composizione del liquido prodotto dalla prostata, che ha il compito di proteggere gli spermatozoi. Proprio per questa ragione i ricercatori hanno ipotizzato che il punto G sia un abbozzo di prostata.

A che serve il punto G?

Il punto G resta uno degli aspetti più misteriosi dell’anatomia femminile. Si è pensato anche che possa avere un ruolo nella maternità: l’orgasmo profondo prodotto dalla stimolazione del punto G è infatti spesso accompagnato da una sensazione di spinta verso l’esterno. Poiché il punto può essere stimolato anche dalla discesa del feto durante il parto, sembra possibile che il punto G abbia una funzione di aiuto alla nascita. Per strano che possa sembrare, ci sono donne, che malgrado i dolori del travaglio, raggiungono un orgasmo proprio durante l’espulsione del bambino.

Dove si trova e come si può stimolare il punto G?

Per la maggior parte delle donne il punto G è collocato nella parete anteriore della vagina ad una profondità di circa 4-5 cm proprio dietro la localizzazione esterna del clitoride. Il motivo per cui dico “la maggior parte delle donne” è che per alcune può essere differente. Il punto G è grande più o meno quanto una piccola monetina e quando stimolato propriamente si dilata un po’ e cambia leggermente struttura. Alla maggior parte delle donne sono necessari lunghi preliminari e stimolazione sessuale prima che il punto G possa loro procurare piacere. In tal senso una corretta stimolazione del punto G passa da preliminari prolungati e da una lunga stimolazione manuale e/o orale dei genitali femminili. Se proprio non riuscite ad individuare questa zona, leggete anche: Non riesco a trovare il punto G: come fare?

Individuare il Punto G

Mentre la donna giace sul dorso, inserite uno o due dita nella vagina in modo da tenere il palmo della mano rivolto verso l’alto. Successivamente piegate leggermente le dita. Come detto in precedenza la parete sulla quale si trova il punto G è una superficie rugosa, proseguite tra la vescica e la pelvi, li si trova un’area molto sensibile. E’ molto probabile che non si riconosca al tatto (comunque è caratterizzata da una forma a cupoletta tondeggiante), fate in modo che sia lei (la diretta interessata) a guidarvi. E’ importante non eccedere nella ricerca perché è possibile che alla vostra partner la pressione esercitata dia fastidio, quindi cambiare stimolazione e rimandare alla prossima volta la ricerca del punto G.

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Il punto G è indicato in giallo

Stimolare il punto G con le dita

Individuato il punto, l’uomo dovrebbe inizialmente avere un tocco delicato, successivamente, quando il punto G si inturgidisce, può gradualmente aumentare la pressione per circa 5 minuti. Poi allentala di nuovo, anche se non del tutto, per far riposare un po’ il dito. Volendo, può inserirne un altro senza ritirare il primo (per esempio aggiungere l’indice al medio) e prepararsi a una pressione ancora più decisa. Il punto G non è delicato come il clitoride, richiede molta più pressione.

Movimenti con le dita per stimolare il punto G

  • stantuffo: avanti e indietro come un pistone;
  • fluttuazione: come lo stantuffo, con movimenti più dolci e più lenti;
  • vibrazione: movimenti ancora più dolci, ma più veloci, come quando tremi dal freddo;
  • invito: piegando il dito in su verso di te come nel gesto che significa “vieni qua”.

Le migliori posizioni sessuali per stimolare il punto G

Per i sessuologi la posizione che procura le sensazioni più piacevoli alle donne non è certamente quella cosiddetta del missionario. Infatti l’organo sessuale maschile in tal modo eccita la parete posteriore della vagina, ma non quella anteriore, dove si trova il punto G. Le migliori posizioni per stimolare il punto G sono quelle da dietro, la cosiddetta “pecorina” (con lui leggermente sopra di lei) e quella con l’uomo steso e lei sopra (lasciare che faccia lei); il pene deve entrare con una certa angolazione specifica per stimolare efficacemente il punto G.

Il punto G ed il clitoride, quali sono le differenze?

Alcuni autori descrivono il punto G come la parte interiore del clitoride. Tralasciando l’aspetto anatomico possiamo dire che i vissuti di queste due zone sensibili non riflettono affatto questa tesi.
Il clitoride ha una reazione lineare: il primo tocco è piacevolmente eccitante, e i successivi sono via via sempre più eccitanti fino a raggiungere l’orgasmo.
Il punto G è tutto il contrario, la sua reazione è ondeggiante, oscilla dal dolore al piacere, dal pianto al riso, dal non star più nella pelle fino alla pace più profonda; insomma, da un estremo all’altro. Attraverso la stimolazione di un unico punto la donna può sperimentare l’intero universo di sentimenti che il suo corpo le può offrire. Oltretutto, le sensazioni non rimangono limitate all’area pubica o al bacino, ma tendono a coinvolgere la totalità del corpo.

Ultime raccomandazioni. A lui/lei: non siate precipitosi! Masturbatela sempre con molta delicatezza e pazienza, a lei piace di più! A lei: non vi scoraggiate se il punto G a voi non fa effetto.

Vibratori e sex toys

Esistono una serie di vibratori, sex toys ed indumenti, che possono essere usati per ottenere più piacere e rendere più appagante il rapporto per entrambi i partner, noi vi consigliamo questi:

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I tedeschi accusano: il pene degli italiani si sta accorciando

MEDICINA ONLINE PENE LUNGHEZZA TEDESCHI ACCUSANO MISURA ACCORCIA DOTTORE AIUTO IL MIO PENE SI STA ACCORCIANDO SPERMA AUMENTO EIACULAZIONE ORGASMO SESSO UOMO DONNANon bastavano lo spread, i piani anticrisi e le misure di austerità ad accendere la rivalità tra Italia e Germania, senza contare la lunghissima e tradizionale contrapposizione calcistica (che ci ha visto quasi sempre vincitori, ricordiamolo!). Ora la battaglia si sposta sul fronte dei centimetri, più precisamente quelli del pene. Il tabloid tedesco Bild ha infatti pubblicato alcuni giorni fa un articolo in cui accusa i peni italici di essersi ridotti, mentre quelli germanici non avrebbero perso un millimetro. E ben poco può fare il testimonial della mascolinità italica Rocco Siffredi per contrastare la diminuzione della dimensione media degli organi sessuali maschili italiani.

UNA RICERCA PADOVANA 

Ad averlo verificato sarebbe stato nel febbraio scorso proprio uno studio condotto all’Università di Padova.
Dopo aver raccolto i dati su oltre 2 mila ragazzini tra 18 e 19 anni, l’andrologo Carlo Foresta ha notato che nell’ultimo mezzo secolo qualcosa nei pantaloni del maschio nostrano si è ristretto.

MENO UN CENTIMETRO 

Il professore ha riscontrato una diminuzione di quasi un centimetro: si è passati da una media di 9,7 a quella di 8,9.
La colpa della contrazione starebbe nello smog, nello stress e nelle abitudini di vita.
Altre parti del corpo, tra cui gambe, braccia e lobi delle orecchie, si sono invece allungate.
Ma la crescita non è certamente andata nella direzione più auspicabile per l’orgoglio degli uomini italiani.

SULLA DURATA PRIMATO ITALIANO 

Se quindi sulle dimensioni ai tedeschi va meglio, non altrettanto si può dire sul fronte della durata della performance sotto le lenzuola: Foresta ha dichiarato che i maschi italici resistono più a lungo. Inoltre tra i cittadini germanici, le disfunzioni erettili sono molto più diffuse. E la ricerca padovana ha spiegato che è tutta colpa del sovrappeso.
Nella nostra penisola, però, il problema dell’obesità tocca soprattutto i bambini e gli adolescenti: il futuro degli italiani non è certo dei più incoraggianti.

Prima di chiudere vorrei però ricordare, a tutti i tedeschi all’ascolto, che almeno sulla carta, tra noi e loro, sono gli italiani ad avere le migliori dimensioni!

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Il fumo di sigaretta causa disfunzione erettile e infertilità

MEDICINA ONLINE FUMO SIGARETTA NICOTINA TABACCO TABAGISMO CANCRO POLMONI FERTILITA SPERMAIl fumo di sigaretta è un fattore di rischio importante nello sviluppo sia dell’aterosclerosi che della disfunzione erettile. In un importante Studio condotto in Massachusetts (Massachusetts Male Aging Study-Mmas) si è riscontrato che il fumo di sigaretta amplifica notevolmente il rischio di quella che una volta veniva chiamata “impotenza”, specie quando associato a patologie cardiovascolari e relative terapie farmacologiche. Nei soggetti tra i 40 e i 70 anni l’incidenza di impotenza variava tra il 5% e il 15%. Nei pazienti trattati per una patologia cardiaca la probabilità di una impotenza completa era del 56% tra i fumatori e del 21% tra i non fumatori. Tra i pazienti ipertesi in terapia medica, quelli che fumavano avevano una incidenza di impotenza completa del 20%, mentre i non-fumatori avevano un rischio di impotenza dell’8.5%, comparabile con quello della popolazione generale (9.6%).

Ovviamente però non tutti i fumatori sono impotenti, benché il tabacco sia nefasto sia per l’erezione che per la qualità del liquido seminale. Ma il tabacco non ha solo un effetto dannoso a livello vascolare, favorendo la formazione di ateromi in tutte le arterie, esso ha anche un ruolo diretto sul tessuto erettile del pene. L’elasticità del tessuto erettile e quindi la sua capacità di dilatarsi diminuisce nei forti fumatori, che spesso hanno una erezione molto meno duratura. Questo effetto negativo è stato verificato in numerosi studi sperimentali, che hanno mostrato come il fumo di una sola sigaretta sia in grado di danneggiare la qualità dell’erezione.

L’eliminazione del fumo di sigaretta (presente nel 75% dei soggetti giunti all’osservazione del medico per Disfunzione Erettile) in questa patologia deve quindi essere considerata la terapia di prima linea (“first-line therapy”) della disfunzione erettile, oltreché una delle misure più importanti nella prevenzione dell’aterosclerosi. Per il medico, inoltre, la terapia della disfunzione erettile del pene è l’ argomentazione più importante per indurre un paziente a smettere di fumare. La prospettiva di migliorare le prestazioni sessuali costituisce una motivazione fortissima per far abbandonare al fumatore la sua tossicodipendenza. Il fumo inoltre può ridurre la fertilità mediante riduzione della densità dello sperma, del numero e della mobilità degli spermatozoi.

Gli uomini che fumano hanno una conta spermatica dal 30 fino al 70% più bassa dei non fumatori. Inoltre gli spermatozoi possono riscontrare anomalie nella forma, nella funzione, e una mobilità più bassa.
In conclusione se una coppia non riesce ad avere un bambino ed uno dei due (o entrambi) fuma, lo smettere di fumare sicuramente aumenterebbe le possibilità totali di concepire.

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