Atelettasia postoperatoria: sintomi, segni, diagnosi, esami

MEDICINA ONLINE ANAMNESI MEDICO STUDIO ESAME OBIETTIVO VISITA ADDOME SEMEIOTICA ADDOME TORACE TUMORE CANCRO SENO MAMMELLA TERAPIE PALPAZIONE DOLORE DONNA acupunctureL’atelettasia è una condizione clinica caratterizzata dalla presenza di regioni polmonari prive d’aria o collassate. È di frequente riscontro dopo interventi chirurgici maggiori e può essere responsabile di una grave disfunzione respiratoria: una atelettasia postoperatoria può infatti determinare l’insorgenza di polmoniti e di una insufficienza respiratoria e rappresenta una frequente causa di prolungamento della degenza del paziente in ospedale. L’obesità, l’età avanzata, una anamnesi positiva per fumo, cardiopatie o malattie dell’apparato respiratorio, l’effettuazione di un’anestesia generale sono tutti fattori in grado di aumentare il rischio di atelettasia postoperatoria. Nessuno di questi fattori di rischio è più significativo di un’anamnesi patologica positiva per pneumopatia cronica (come bronchite cronica ed enfisema).

Sintomi e segni

L’atelettasia a volte può essere asintomatica (non determinare alcun sintomo), mentre altre volte può determinare:

  • dispnea (difficoltà respiratoria);
  • tosse poco efficace;
  • febbre (di solito lieve);
  • cianosi;
  • tachipnea (aumento della frequenza respiratoria);
  • respiro debole;
  • bassa saturazione di ossigeno;
  • tachicardia (aumento della frequenza cardiaca);
  • dolore al torace.

Diagnosi

La diagnosi di atelettasia si basa sull’anamnesi (raccolta dei dati del paziente e dei suoi sintomi), sull’esame obiettivo (la visita vera e propria), su eventuali esami di laboratorio e soprattutto sulla radiografica del torace, che mostra il collasso del lobo interessato e diaframma che tende ad innalzarsi. Per la diagnosi differenziale relativa alla causa a monte che ha determinato atelettasia, il medico si può servire inoltre di:

Non tutti gli esami sono necessariamente indispensabili.

Aspetti clinici e diagnostici

I segni ed i sintomi di atelettasia variano a seconda dell’estensione delle aree interessate, delle precedenti condizioni di salute del paziente e della durata della patologia. La dispnea è il sintomo più comunemente associato all’atelettasia, ma può non essere presente se questa è molto poco estesa ed il paziente è in buone condizioni generali. Se le aree atelettasiche sono più estese o il paziente è affetto da una pneumopatia cronica, la dispnea può, invece, essere intensa. La recente effettuazione di un intervento chirurgico a livello addominale o toracico rende più probabile una diagnosi di atelettasia.
L’atelettasia si associa frequentemente a tachipnea. In genere, la frequenza respiratoria aumenta in rapporto all’estensione delle aree polmonari interessate. La ridotta compliance polmonare fa sì che il paziente respiri volumi tidal minori, con minime variazioni della profondità del respiro. Per mantenere un adeguato scambio gassoso il paziente deve respirare ad una frequenza più elevata, per compensare la riduzione del volume tidal. La presenza di tachicardia e febbre può indicare un’infezione associata alla ritenzione di secrezioni. L’auscultazione polmonare è spesso utile per l’identificazione di un’atelettasia. Nelle profonde inspirazioni si repertano rantoli tele-inspiratori, che corrispondono alla brusca riapertura di aree atelettasiche. Questi rantoli, in genere si auscultano inizialmente a livello delle regioni più declivi del polmone, e possono scomparire dopo che il paziente abbia tratto alcuni respiri profondi. Il riscontro di un soffio bronchiale o di broncofonia in corrispondenza dell’area affetta indica la pervietà delle vie aeree a quel livello. L’attivazione dei muscoli accessori indica un significativo aumento del lavoro repiratorio, tipicamente dovuto ad una riduzione della compliance polmonare.
La radiografia del torace è un utile ausilio diagnostico nel sospetto di una atelettasia: può dimostrare una riduzione del volume polmonare ed una opacizzazione clinicamente evidente. La deformazione delle tipiche ombre radiografiche può indicare la localizzazione dell’atelettasia. Per esempio, il margine cardiaco destro spesso scompare in caso di atelettasia del lobo medio di destra, mentre è presente nell’atelettasia del lobo inferiore. Altri segni indicativi di una riduzione del volume polmonare includono lo spostamento dell’emidiaframma e del mediastino verso il lato affetto.
Il reperto del broncogramma aereo, frequente nelle radiografie del torace in caso di atelettasia, è dovuto al collasso del parenchima polmonare circostante ad un tratto di via aerea pervio, ed indica che l’atelettasia non è dovuta ad un tappo mucoso ostruttivo.
L’emogasanalisi arteriosa (ABG) di un paziente con atelettasia postoperatoria dimostra spesso una ipossiemia, la gravità della quale non è necessariamente proporzionale all’estensione, radiograficamente accertata, dell’atelettasia.
Una severa ipossiemia può essere dovuta a microatelettasie non evidenti alla radiografia del torace. Frequentemente, infine, l’ipossiemia determina una lieve alcalosi respiratoria. Poiché i pazienti con malattie polmonari presentano un rischio maggiore di andare incontro a complicanze postoperatorie, una spirometria a letto è utile per l’identificazione dei soggetti ad alto rischio, in particolare per quelli che presentino una significativa storia di fumo o che debbano essere sottoposti ad interventi chirurgici sull’addome superiore o sul torace. Anche dopo l’operazione, una spirometria a letto può consentire di valutare l’entità della riduzione dei volumi polmonari (capacità vitale e capacità inspiratoria) associata ad atelettasia. Una grave riduzione della capacità vitale indica che l’applicazione delle semplici metodiche per la correzione dell’atelettasia possa non essere sufficiente.

Per approfondire:

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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