In futuro sarai grasso? Ecco come scoprirlo

MEDICINA ONLINE DIETA UOMO PANCIA GRASSO DIMAGRANTE GRASSI CALORIE ATTIVITA FISICA SPORT DIMAGRIRE PERDERE PESOIl nostro corpo manda segnali continuamente, alcuni di essi, se ben interpretati, possono farci capire se in futuro avremo una alta probabilità di essere grassi oppure no.

Respiro

Si può capire molto dal respiro di una persona: quanto aglio ha mangiato, quante birre ha bevuto, e anche, se sarà in sovrappeso. Secondo un recente studio pubblicato sul “Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism”, il miscuglio chimico del respiro delle persone può essere un segnale precoce di obesità. “Le persone che hanno sia l’idrogeno che il metano presenti nella loro respirazione tendono ad avere un più alto indice di massa corporea, così come una più alta percentuale di grasso corporeo”, spiega l’autore dello studio, il dottor Ruchi Mathur del Cedars-Sinai Medical Center.

Perché? La presenza di metano è associato ad un microrganismo chiamato Methanobrevibacter smithii, che aiuta il processo di trasformazione del cibo in energia. Tuttavia, una sovrabbondanza di M. smithii può portare ad uno squilibrio nel microbioma intestinale che può causare un aumento di peso.

La ricerca del dott. Mathur suggerisce che alcuni casi di obesità sono legati a uno squilibrio dei microrganismi nell’intestino, e che possono prevedere una predisposizione alla pesantezza. Il test della respirazione da anni si effettua con successo, ma ci sono anche altri modi in cui il medico può stabilire si è inclini a mettere su chili di troppo. Non tutti questi fattori sono spesso valutati adeguatamente, quindi se si nota che il peso aumenta, anche se non si mangia troppo, bisogna chiedere al proprio medico almeno una di questa quattro cose:

Tiroide 

Le prove di laboratorio TSH e T4 libero chiariscono il medico quanto bene questo organo funzioni. “Una tiroide poco attiva o pigra, rende il metabolismo anche pigro- dice la dott. Elisabetta DeRobertis, della Scarsdale Medical Nutrition and Diabetes Center- Anche se i risultati sono per la fascia alta del range di normalità, si potrebbe prendere in considerazione la terapia con farmaci per prevenire l’aumento di peso”.

Insulina

Questo ormone non è solo coinvolto nel diabete: chiunque abbia più insulina circolante avrà più difficoltà a gestire il proprio peso. Se il livello è troppo alto potrebbe essere necessario mangiare meno calorie, soprattutto carboidrati, in quanto l’insulina in eccesso li trasforma rapidamente in grasso.

Le tue vecchie foto di famiglia 

Il medico di famiglia potrebbe non aver bisogno di prove fotografiche, ma circa la metà degli adulti grassi erano bambini in sovrappeso, secondo un recente articolo nel Journal of Clinical Nutrition. Anche se non sei pesante ora, il passato può dare delle utili indicazioni. “Se tu eri in sovrappeso nell’infanzia e avevi genitori sovrappeso- sottolinea la dottoressa- dovrai lavorare di più per mantenere il peso sotto controllo. Non c’è medicina che può cambiare i geni, quindi la chiave è osservare una buona dieta e mantenere l’abitudine all’esercizio fisico”.

Le abitudini di sonno

La mancanza di sonno interferisce con gli ormoni leptina e grelina. “La leptina ti dice quando sei pieno e la grelina ti dice quando hai fame- spiega dice il Dott. Tanvir Hussain, cardiologo a Los Angeles- Una certa insonnia, o anche una scarsa qualità del sonno, provoca livelli di leptina in calo e di grelina livelli in aumento”. Gli studi dimostrano che si deve dormire dalle sei alle sette ore a notte, e anche un paio di notti di cattivo sonno possono portare a chili di troppo.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Perché il cibo spazzatura crea dipendenza e come fare ad evitarlo?

HTTP://WWW.BEEFITSWHATSFORDINNER.COM/ NATIONAL CHEESEBURGER DAYIl cibo spazzatura (l’espressione è un calco dall’inglese junk food) è una tipologia di cibo considerato malsano a causa del suo bassissimo valore nutrizionale e la ricchezza di grassi o zuccheri. Riconducibili a questa tipologia di alimenti troviamo, hamburger, hot dog, patatine fritte e soft drink. Le malattie più comuni verso cui conduce l’uso dei cibi spazzatura sono l’obesità, il diabete, malattie cardiovascolari, alcuni tipi di cancro, depressione.

Perché ci piace tanto?

Che cosa spinge a ordinare un hamburger e a chiedere una porzione doppia di patatine fritte, possibilmente con salse dai colori improbabili? Perché questi alimenti creano dipendenza (junk food addiction la chiamano negli Usa, con lo stesso termine che si usa per le droghe)? E, soprattutto, come fare per evitare il consumo compulsivo di cibo non solo poco ricco di principi nutritivi ma addirittura dannoso per la nostra salute e responsabile di gran parte delle patologie legate all’obesità? La ricerca più interessante sull’argomento è stata fatta in America nel 2010 presso l’Istituto Scripps di Jupiter (“Dopamine D2 receptors in addiction-like reward dysfunction and compulsive eating in obese rats” ). Tale studio ha dimostrato che il junk food agisce come una vera e propria droga sull’organismo, inducendo in chi ne consuma abitualmente una dipendenza paragonabile a quella di una sostanza stupefacente. Studi come quello americano hanno scoperto che questo tipo di alimenti, arricchiti in laboratorio con sali, zuccheri e grassi per renderli più appetibili al nostro palato, agiscono sui recettori della dopamina in maniera del tutto simile a come fanno le droghe. In altre parole, innescano quel meccanismo che porta poi alla dipendenza fisica.

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Come accade?

La dopamina è un ormone endogeno, cioè prodotto direttamente dal nostro corpo: questo tipo di cibo stimola i recettori che secernono l’ormone ma non appena questi recettori non sono più stimolati il corpo sente ‘la mancanza’ dell’ormone. Ecco spiegato perché questo tipo di cibo, se consumato abitualmente, crea una dipendenza non solo psicologica ma anche fisica. In medicina si usa un termine, “craving”, per indicare la ricerca spasmodica di questo tipo di cibo junk, spazzatura.

Come è consumato il junk food

Questo è un altro aspetto importante del problema, da non sottovalutare. Il junk food ha indotto nei consumatori una nuova esperienza di masticazione: se i cibi sono facili da masticare e deglutire, perché molto morbidi, si avrà voglia di buttar giù velocemente un secondo boccone, e poi ancora un altro e così via. Non solo: il junk food ha introdotto la brutta abitudine di non consumare i pasti con calma seduti a tavola, ma di masticare continuamente snack dalla mattina alla sera, in maniera compulsiva, quasi fossimo dei ruminanti, magari davanti alla televisione o, per i ragazzi, con un videogioco in mano. Non dimentichiamo poi che un cosiddetto pranzo completo al fast food è ricchissimo di grassi e può arrivare a contenere 2000 calorie, cioè il fabbisogno giornaliero calorico di una persona media. Una cifra spropositata, ma assolutamente priva di principi nutritivi come le vitamine e i sali minerali.

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Come evitare la dipendenza da junk food?

R: Bisogna cominciare da piccoli: è stato dimostrato che l’educazione al gusto dei bambini comincia già nel ventre materno. Fondamentale poi è il periodo di svezzamento, quando il bambino si accosta ai sapori. Una madre incinta che abusa di junk food trasmette al futuro bambino la propensione per questo gusto. Vorrei ricordare che non stiamo parlando di un problema meramente estetico: l’obesità infantile è in aumento di tutto il mondo occidentale e comporta patologie legate a una eccessiva assunzione di cibi ricchi di conservanti, coloranti e zuccheri, come i succhi di frutta. Penso ad esempio al deficit di attenzione, all’iperattività e a tutte le malattie metaboliche o dell’apparato cardio-vascolare.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Kebab: che carni contiene? Sai quanto fa male alla salute?

DIstrazione

kebab fa male alla saluteUna moda spopolata in tutta Europa, il kebab è diventato il fast food più diffuso, da Londra a Barcellona, Roma, Berlino, Parigi, milioni di persone lo mangiano ogni giorno, senza sapere che cos’è e quanto pericoloso è per la salute.

Il sapore del grasso
Mahmut Aygun, emigrato in Germania dalla Turchia negli anni Settanta è stato uno dei primi fautori della diffusione di questo alimento nel nostro continente. Pare che, originariamente, nei paesi arabi dove è nato, il kebab fosse un piatto artigianale e rustico di carne, anche abbastanza fresco e nutriente, servito con verdure e salse speziate. Il Doner Kebab (ovvero la versione “da passeggio”, diffusa dalla Germania in tutta Europa, ndr), invece, non ha niente di nutriente, né di buono, purtroppo. Quel sapore anche “non male” e a volte appetitoso, che chiunque abbia mangiato un kebab conosce, non è nient’altro il risultato della lavorazione della carne con quantità spropositate di grasso animale e spezie: questo è quello che inganna il palato. Chi è abituato a mangiare hamburger da McDonald od altre schifezze del genere, sa bene che il panino sembra buono: questo è solo un sapore indotto dal grasso utilizzato nel processo di lavorazione della carne.

Cosa contiene un kebab?
Vi propongo i risultati di un’analisi condotta in Inghilterra da un equipe di scienziati e nutrizionisti (il testo integrale della ricerca è in questo link) e spero che vi facciano cambiare idea al momento di decidere se entrare in un “ristorante” che offre kebab.

  • più del 50% dei Doner Kebab contiene carne diversa da pollo o vitello, la maggioranza dei kebab sono un miscuglio di carni diverse, tra cui quella di pecora e di maiale;
  • a parte nei kebab realizzati con un’amalgama di carni di vitello, pollo, tacchino, pecora, maiale, in circa il 9% dei casi non si è potuta individuare con chiarezza la natura della carne utilizzata nel processo di triturazione;
  • un kebab contiene tra il 98% (nel migliore dei casi analizzati) ed il 277% della quantità giornaliera di sale accettabile, oltre la quale la salute di un essere umano è a rischio;
  • un singolo kebab contiene tra le 1.000 e le 1.990 calorie (senza considerare le verdure e le salse);
  • un altro dato scandaloso è che ogni kebab contiene tra il 148% ed il 346% della quantità di grassi saturi assimilabili giornalmente da un essere umano (sempre considerando solo la carne);

La totalità dei kebab diffusi dalla Germania in tutta Europa, contengono una quantità elevatissima di conservanti ed additivi chimici, necessari per poter assicurare la conservazione del prodotto per mesi. Inoltre, durante il loro trasporto ed all’interno degli stessi stabilimenti dove sono venduti al pubblico, questi rotoloni di “carne” sono soggetti a gravi interruzioni della catena del freddo, in seguito a continui e ripetuti congelamenti e descongelamenti.

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La banana fa ingrassare e stringe? Calorie, proprietà, controindicazioni

banane contro ictus, ipertensione, acidità, anemia, stipsi, calo della libido, depressione, stressLa banana è uno di quei frutti che ti conquistano fin da quando hai pochi mesi di vita: ancora oggi non ho trovato un bimbo che non gradisce il sapore di questo frutto meraviglioso, buonissimo e ricco di benefici per la nostra salute, a torto eliminato da molte diete perché considerato troppo calorico e causa di stitichezza. Ma è tutto vero quello che si sente dire in giro? Scopriamolo!

La banana (la parola deriva dall’arabo, e significa “dito”) è il frutto del banano, una pianta del genere Musa, nella famiglia Musaceae, che tecnicamente parlando è una pianta erbacea, ma che ha in tutto e per tutto l’aspetto di un albero, con gambi alti fino a 8 m e foglie lunghe fino a 3 m.

Valori nutrizionali della banana:

Quantità per 100 grammi
Calorie 85
Grassi  0,2 g
Acidi grassi saturi  0,1 g
Acidi grassi polinsaturi  0,1 g
Acidi grassi monoinsaturi  0 g
Colesterolo  0 mg
Sodio  1 mg
Potassio  360 mg
Carboidrati  23 g
Fibra alimentare  2,8 g
Zucchero  12 g
Proteine  1,3 g
Vitamina A 64 IU Vitamina C 8,7 mg
Calcio 5 mg Ferro 0,3 mg
Vitamina D 0 IU Vitamina B6 0,4 mg
Vitamina B12 0 µg Magnesio 27 mg

Continua la lettura con: https://www.cibo360.it/alimentazione/cibi/frutta/banana.htm#:~:text=La%20banana%20(la%20parola%20deriva,lunghe%20fino%20a%203%20m.

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Mangiare yogurt ti renderà un vero macho

yogurt macho fertilitàIl team del celebre Massachusetts Institute of Tecnology (Mit) ha organizzato la scorsa estate uno studio sui topolini per capire meglio gli effetti dello yogurt Continua a leggere

Meglio le carni bianche o le rosse?

carne bianca o rossaQuali sono le differenze tra le carni bianche e le rosse? Cominciamo con lo spiegare cosa causa la tipica differenza di colore che conferisce alla carne un apetto appunto “bianco” o “rosso”: è tutto grazie alla mioglobina, una molecola che è presente nei muscoli degli animali (anche in quelli dell’uomo) e che conferisce alla carne un aspetto più o meno rosso. Nello specifico questa proteina serve ad immagazzinare l’ossigeno in previsione di sforzi muscolari intensi. E’ per questo motivo che animali come il pollo o il tacchino, che sono abituati a sforzi leggeri, sono caratterizzati da una carne dal rosso meno intenso (minore mioglobina), rispetto ad animali abituati a compiere rilevanti sforzi muscolari come il cavallo o il manzo (maggiore mioglobina).

Cosa hanno in comune?

Entrambi i tipi di carne hanno componenti importanti per il nostro corpo, a cominciare dal ferro: facilmente assorbito a livello intestinale ed utilizzato quasi integralmente dal nostro organismo. E’ particolarmente importante per le donne in età fertile, per le gestanti e le nutrici, perché componente di molecole che trasportano ossigeno ai tessuti e di fattori enzimatici implicati nel metabolismo energetico. Importante negli stati anemici ferro carenziali, nei bambini, negli anziani, nel periodo mestruale.

Differenza nel contenuto di ferro

La carne di mucca contiene in media 3 mg di ferro ogni 100 g. Essa contiene più ferro rispetto alle carni bianche: il doppio rispetto alle quantità presenti nella carne di pollo (per 100 g di pollo abbiamo circa 1,5 mg di ferro) e il triplo rispetto al pesce. La carne di maiale invece contiene 1,4 mg di ferro per ogni 100 g. Inoltre, il ferro presente nella carne di maiale è di più facile assorbimento.

Per approfondire: Classifica dei cibi con maggior quantità di ferro esistenti

Minerali

Sia le carni bianche che quelle rosse hanno minerali importanti, tra cui:

  • il FOSFORO, componente fondamentale del tessuto osseo, costituente delle membrane cellulari, degli acidi nucleici e delle molecole trasportatrici di energia;
  • il MAGNESIO, costituente della matrice ossea e componente di oltre 300 reazioni enzimatiche del metabolismo intermedio;
  • il POTASSIO, regolatore dell’equilibrio idrico, della funzionalità nervosa e della contrattilità muscolare;
  • lo ZINCO, componente enzimatico nel metabolismo degli acidi nucleici e della vitamina A, nella sintesi delle proteine cellulari, regolatore del principale sistema tampone del sangue;
  • il RAME, componente enzimatico nelle reazioni di consumo dell’ossigeno molecolare, nei processi digestivi, nell’assorbimento del ferro e nella formazione di collagene ed elastina;
  • il CROMO, coinvolto nel metabolismo di zuccheri, grassi ed acidi nucleici;
  • il MANGANESE, componente enzimatico necessario alla sintesi di colesterolo ed al metabolismo proteico;
  • il SELENIO, componente dei sistemi di difesa contro i processi perossidativi e degenerativi cellulari.

Ricordo infine che entrambe le carni hanno un buon contenuto di vitamine (B1, B2, B6, B12, PP, ACIDO FOLICO, BIOTINA) coinvolte in numerose reazioni metaboliche a carico di glucidi, lipidi, protidi ed acidi nucleici.

Per approfondire: Sali minerali: definizione, funzioni, alimenti, integratori [GUIDA COMPLETA]

Carni bianche o rosse: quali scegliere?

Usando moderazione e buon senso la nostra dieta può comprendere qualsiasi tipo di carne, tuttavia se proprio dovessi scegliere, consiglierei sicuramente la carne bianca. Spesso si pensa che le carni bianche siano di qualità inferiore, per il loro costo ridotto: in realtà tale costo è dovuto alle minori spese di allevamento di questi animali e non ad una loro minore qualità. Nutrizionalmente parlando, invece, le due carni sono accostabili dal punto di vista proteico: 100 g di carne bianca o rossa contengono comunque circa 20 g di proteine, le maggiori differenze tra i due alimenti sono nella concentrazione di ferro (come ho accennato prima) e nella componente lipidica. Le carni rosse, infatti, hanno maggior contenuto di ferro, ma anche di grassi. Le carni bianche, di contro, sono più magre, pur mantenendo con una concentrazione proteica elevata. Il mio consiglio è quello di variare sempre il più possibile le scelte alimentari, prediligendo, nella quotidianità, comunque le carni bianche, pur non demonizzando quelle rosse. Un ottimo sistema per dare un sapore ogni volta diverso alle carni bianche, è usare un insaporitore per carni in salsa, come questo: https://amzn.to/2mv7CMP; oppure un insaporitore per carni in polvere, come questo: https://amzn.to/2mu8P6L.

Per approfondire:

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La carne rossa fa male al cuore e accorcia la nostra vita

MEDICINA ONLINE MANGIARE DIETA CIBO DIMAGRIRE PROTEINE CARNE SALUMIPer tutti gli appassionati di carni rosse (bue, vacca, toro, pecora, cavallo, montone, bufalo e maiale), questo articolo sarà difficile da… digerire, vediamo perchè. Da anni si discute su una possibile correlazione tra il consumo di carne rossa e lo sviluppo di patologie cardiache. In realtà, la maggior parte delle ricerche sui grassi saturi pubblicate negli anni novanta si sono rivelate inesatte e questo ha portato alla nascita di regimi dietetici come quello proposto da Atkins che impongono un consumo di carne piuttosto sostenuto. Eppure, l’ipotetico legame tra la carne rossa e le cardiopatie è un tarlo che continua a disturbare i consumatori di mezzo mondo. Secondo la corrispondente del Daily Beast Megan McArdle si tratterebbe di una “moda” alimentare diffusa tra le classi più abbienti che, di volta in volta, considerano questo o quell’alimento come un elisir di lunga vita o come puro veleno. Ma, nel caso della carne rossa, la questione potrebbe essere molto diversa.

CARNITINA

La McArdle spiega come un gruppo di scienziati di Cleveland sia riuscito a isolare un meccanismo che dimostrerebbe i danni prodotti dalla carne rossa sul funzionamento del cuore umano: la carne rossa contiene la carnitina e chi ne consuma in grandi quantità trasforma la carnitina in un composto chimico chiamato TMAO (Trimethylamine N-oxide), che a sua volta sarebbe responsabile di un innalzamento del rischio di subire un attacco cardiaco. Questo processo di trasformazione della carnitina in TMAO sembrerebbe riguardare soltanto coloro che consumano frequentemente carne rossa, perché gli enzimi della digestione sarebbero stati modificati, non riuscendo più ad assorbire la carnitina. Ad essere dannosi per l’organismo, quindi, non sarebbero tanto i grassi saturi e il colesterolo contenuti nella carne rossa, ma piuttosto questa sostanza elaborata all’interno del nostro stesso organismo. Secondo i test condotti da Stanley Hazen, leader dello studio della Cleveland Clinic, il sangue dei vegani non vedrebbe tracce di TMAO, nemmeno dopo aver mangiato una bistecca. Si tratterebbe quindi di un particolare processo chimico che accade solo a chi consuma molta carne rossa e che sembrerebbe portare allo sviluppo di patologie cardiache.

E GLI INTEGRATORI DI CARNITINA? 

Hazen ha sottolineato anche un altro aspetto particolarmente preoccupante: la carnitina, una sostanza che si trova naturalmente nella carne, viene spesso sintetizzata e usata come integratore alimentare dagli atleti: anche in questo caso è dannosa? “Questi prodotti sono potenzialmente pericolosi – ha spiegato Hazen – specialmente se ad assumerli sono bambini e ragazzi”. Lo scienziato ha anche raccomandato di non eliminare la carne rossa, ma piuttosto di farne un consumo moderato al massimo una volta ogni due settimane e non più di 170 grammi alla volta.

MA LE BRUTTE NOTIZIE NON SONO FINITE

C’è un ulteriore studio condotto dai ricercatori della Harvard University su un campione di 110.000 persone con più di 28 anni d’età. Il risultato, per gli appassionati di carne rossa, è agghiacciante: aggiungere alla dieta 85 grammi al giorno di carne rossa cruda (immaginate una bistecchina grande quanto un mazzo di carte) accresce le probabilità di morire del 13%, mentre la carne rossa processata comeil salame o la pancetta aumentano questa percentuale al 20%.
Gli scienziati hanno anche trovato che sostituire le bistecche con del pesce, pollame, noci, legumi, cereali integrali o latticini light ha un impatto significativo sulla salute, da un 7 a un 19% di decremento nella probabilità di morire durante il periodo di follow-up. Insomma, ciò che includiamo nella dieta è altrettanto importante di quanto escludiamo dalla dieta e se sostituiamo la carne rossa con altre cose, il guadagno è doppio.
Ma la carne rossa è proprio tanto male? Ovviamente c’è carne e carne. Ma le mucche che mangiano erba sono più sane e meno grasse, e così le loro carni (senza contare che cibarle d’erba fa anche consumare meno energia), mentre quelle che vengono cibate con il mais sono ovviamente meno sane, più grasse e le loro carni più pericolose per la salute umana.
Insomma, se la mucca non viene alimentata secondo natura, anche la sua carne sarà “malata” e farà ammalare anche noi. Rispettare le esigenze e la salute degli animali è in fin dei conti rispettare anche la nostra.

Ricordatevi sempre questo consiglio: meglio le carni bianche!

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Dimagrire con le proteine: tutti gli alimenti snellenti

MEDICINA ONLINE MANGIARE DIETA CIBO DIMAGRIRE PROTEINE CARNE SALUMIIn questo articolo avevo parlato delle proprietà dimagranti delle proteine. Ma quali alimenti proteici preferire?

Eccovi una rapida lista in questo articolo: https://obiettivobenessere.tgcom24.it/2011/11/25/con-le-proteine-buone-tonifichi-i-muscoli-e-ti-rimodelli-subito/

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