Bertrand Arthur William Russell (nato a Trellech il 18 maggio 1872 e deceduto a 97 anni a Penrhyndeudraeth, il 2 febbraio 1970) è stato un filosofo, logico, matematico ed attivista gallese; famoso ed autorevole esponente del movimento pacifista e un divulgatore della filosofia specie delle correnti filosofiche del razionalismo, dell’antiteismo e del neopositivismo. Nel 1950, Russell fu insignito del Premio Nobel per la letteratura “quale riconoscimento ai suoi vari e significativi scritti nei quali egli si leva in alto a campione degli ideali umanitari e della libertà di pensiero“.
Io sono un ateo o un agnostico?
Bertrand Russell si dichiarava pubblicamente agnostico e ateo e a sua attitudine verso il Dio cristiano era identica a quella verso gli dei dell’antica Grecia: persuaso della mancanza di prove dell’esistenza di entrambi, con il celebre paragone della teiera celestiale egli mostra come si possa inculcare nella mente delle persone qualcosa che si voglia far passare per “verità”. Sostiene inoltre che affermare l’esistenza di qualcosa che non è dimostrabile è normalmente vista come un’affermazione probabilmente falsa, a meno che quel qualcosa non venga affermata in libri antichi, insegnata ogni domenica come la sacra verità ed instillata nelle menti dei bambini a scuola: in quel caso anche qualcosa di oggettivamente assurdo (come l’esistenza di angeli, paradiso, diavoli con forconi e donne incinte vergini) diventerebbe plausibile e realistica, perfino l’esistenza di una “teiera” in orbita nello spazio.
Pedobattesimo
Nelle idee del grande filosofo trova terreno fertile una domanda (retorica) che mi sono sempre fatto: perché fare il battesimo ad una persona proprio quando è neonato? La risposta della religione cattolica è che l’acqua santa cancella il peccato originale che tutti abbiamo fin dalla nascita, ma un’altra risposta – più onesta – potrebbe ricercare nel “pedobattesimo”, una occasione per far iniziare al bimbo – che ancora non può decidere autonomamente – un percorso di un vero e proprio lavaggio del cervello che lo porterà, da adulto, a credere in storie totalmente irrazionali ed inventate da altri per controllare la sua vita. Queste ed altre posizioni di Russell furono oggetto di forti critiche e di pesanti ostracismi per tutto lo scorso secolo. Famoso, ad esempio, è il caso dell’incarico al City College di New York che destò l’avversione dei clericali del tempo e che diede inizio ad alcune ripercussioni. I suoi pensieri a riguardo sono spiegati nei saggi Io sono un ateo o un agnostico? e Perché non sono cristiano.
Leggi anche:
- Jedi, eutanasia, alieni e spaghetti volanti: le 4 religioni più assurde della storia
- Differenza tra ateo e agnostico
- Gli atei sono intolleranti, immorali, depressi, dogmaticamente chiusi all’evidenza del soprannaturale?
- La masturbazione secondo la Bibbia è un peccato? Il punto di vista della Chiesa
La teiera di Russell
La “teiera” a cui facevamo riferimento prima, chiamata anche “teiera celeste”, è una metafora ideata da Russell per confutare l’idea che spetti allo scettico, e non a chi le propone, l’onere della prova in merito ad affermazioni non falsificabili, in particolare in campo religioso. In un articolo intitolato “Is There a God?” (“Esiste un Dio?”), commissionato (ma mai pubblicato) dal magazine Illustrated nel 1952, Russell a tal proposito scrive:
«Se io sostenessi che tra la Terra e Marte ci fosse una teiera di porcellana in rivoluzione attorno al Sole su un’orbita ellittica, nessuno potrebbe contraddire la mia ipotesi purché io avessi la cura di aggiungere che la teiera è troppo piccola per essere rivelata persino dal più potente dei nostri telescopi. Ma se io dicessi che, giacché la mia asserzione non può essere smentita, dubitarne sarebbe un’intollerabile presunzione da parte della ragione umana, si penserebbe giustamente che stia dicendo fesserie. Se però l’esistenza di una tale teiera venisse affermata in libri antichi, insegnata ogni domenica come la sacra verità e instillata nelle menti dei bambini a scuola, l’esitazione nel credere alla sua esistenza diverrebbe un segno di eccentricità e porterebbe il dubbioso all’attenzione dello psichiatra in un’età illuminata o dell’Inquisitore in un tempo antecedente.»
Nel suo libro Il cappellano del Diavolo, il biologo e ricercatore Richard Dawkins sviluppa ulteriormente il tema:
«Il motivo per cui la religione organizzata merita ostilità aperta è che, a differenza della fede nella teiera di Russell, la religione è potente, influente, esente da imposte e inculcata sistematicamente in bambini troppo giovani per difendersi da sé. Niente obbliga i bambini a trascorrere i propri anni formativi memorizzando folli libri che parlano di teiere. Le scuole sovvenzionate dal governo non escludono bambini i cui genitori preferiscono teiere di forma sbagliata. I credenti nella teiera non lapidano i non credenti nella teiera, gli apostati della teiera, i blasfemi della teiera. Le madri non mettono in guardia i loro figli dallo sposarsi coi pagani, i cui genitori credono in tre teiere invece che in una. Le persone che versano prima il latte non gambizzano quelle che mettono prima il tè.»
L’argomento di Dawkins è analogo a quello di John Locke, il quale, con riferimento alle pratiche autoritarie del Cattolicesimo a lui contemporaneo, asserì che “I papisti non devono godere del beneficio della tolleranza, perché, dove hanno il potere, si ritengono obbligati a negare la tolleranza agli altri”. Concetti simili alla teiera di Russell sono quello dell’Invisibile Unicorno Rosa, del Pastafarianesimo, e Un drago nel mio garage.
Rasoio di Occam: la teoria più semplice è probabilmente quella giusta
Il chimico Peter Atkins ha sostenuto che il punto dell’argomento della teiera di Russell è che non vi è alcun onere di confutare affermazioni inverificabili, sia che si sostenga una tesi o la sua negazione. Il rasoio di Occam suggerisce che la teoria preferibile sia quella con un minor numero di pretese esistenziali (ad esempio un universo senza esseri soprannaturali), così come dovrebbe essere il punto di partenza di questa discussione, piuttosto che una teoria più complessa. Atkins nota però che questo argomento non coinvolge direttamente la religione, perché, a differenza dell’evidenza scientifica, le evidenze religiose si considerano esperite attraverso la rivelazione personale che non può essere oggettivamente verificata o condivisa. Infatti l’argomento di Russell, formalmente, non è un’istanza di un argomentum ad ignorantiam invertito, ovvero non significa che non avere prove che qualcosa esista o sia vero implica che non esista o sia falso. Il significato logico è che, piuttosto, in ogni caso del genere in cui vi sono asserti senza evidenze logiche o sperimentali, non si può asserire la verità di un argomento dal fatto che sia impossibile confutarlo. Perciò Russell poteva argomentare che l’ateismo, come l’agnosticismo, fossero logicamente validi e che per lui non ci fossero ragioni sufficienti per credere in una religione, ovvero nell’esistenza di un essere la cui stessa esistenza non può essere provata sperimentalmente (sebbene non sia nemmeno contraddittorio crederlo, però non vi sono ragioni sufficienti, genericamente, per farlo).
Leggi anche:
- Sul perché non c’è bisogno di dimostrare la non esistenza di Dio
- Rasoio di Occam: se senti gli zoccoli, pensa al cavallo, non alla zebra
- Più il nostro quoziente intellettivo è alto e meno crediamo in Dio: gli atei sono più intelligenti dei credenti
- Il filo rosso del destino: significato e leggenda dell’amore predestinato
- Differenza tra ateo e agnostico
- Bimba di due anni grigliata viva sul barbecue, la madre: “Dovevamo andare insieme in paradiso”
- I cervelli del nord sono più grandi di quelli del sud: milanesi più intelligenti dei palermitani?
- Il primo caso al mondo di eutanasia su un minore: la mia risposta al cardinale Bagnasco
- Due suore si sposano a Pinerolo: “Dio vuole persone felici”
- Gli italiani nati nel sud sono meno intelligenti dei settentrionali?
- Cervello maschile e femminile: quali sono le differenze?
- Sono vergine e sono incinta
- Samantha Cristoforetti e il vero simbolo del degrado italiano
- Donne italiane di cui andare orgogliosi
- Il mio professore era Albert Einstein
- Alan Turing, il padre dell’informatica e dell’intelligenza artificiale
- Albert Bruce Sabin, il medico che fece un regalo a tutti i bambini del mondo
- Giuseppe Moscati, il medico dei poveri disposto a tutto per curare i suoi pazienti
- Django Reinhardt, l’uomo che con sole due dita riuscì a scrivere la storia della chitarra
- Ignác Fülöp Semmelweis: la geniale intuizione del salvatore delle madri
- Il pianista Michel Petrucciani e la malattia che contribuì a plasmare il suo stile unico
- Frederick Treves, il medico che salvò la vita a Joseph Merrick
- Janet Frame: quando l’arte ti salva dalla lobotomia
- George Blind, l’uomo che rise in faccia al plotone di esecuzione tedesco
- L’esperimento di Standford: la pazzia che colpisce chi indossa una divisa
- Il medico del futuro
- L’iraniana Mirzakhani è la prima donna al mondo a ricevere il “Nobel” per la matematica
Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!
La vita di Janet Frame è una bellissima storia di rinascita, che in pochi conoscono, ma che merita di essere ricordata. Due volte è stata proposta per il premio Nobel, è la scrittrice neozelandese più nota insieme a Katherine Mansfield. In Italia non la stampiamo e non la leggiamo più, chi l’ha letta e amata continua ad amarla, ma le nuove generazioni non avranno questa grande occasione.
Il famoso bodybuilder statunitense Dallas McCarver è purtroppo deceduto ieri, 22 agosto 2017, secondo alcune fonti in seguito a soffocamento durante l’ingestione di cibo, mentre altre fonti non ufficiali parlano invece di infarto del miocardio improvviso.
Siamo abituati a pensare agli eroi come a uomini straordinari, dotati di poteri speciali e di capacità sovrumane. Ma gli eroi sono altri, sono le persone normali che fanno ogni giorno il proprio dovere.
Il grande nuotatore statunitense Michael Phelps nasce a Baltimora (Maryland, USA) il giorno 30 giugno 1985. E’ l’atleta più titolato nella storia delle Olimpiadi moderne: con 23 medaglie d’oro è l’olimpionico più vincente (davanti a Larisa Latynina, detentrice anche del precedente primato di podi, 18, Paavo Nurmi, Mark Spitz e Carl Lewis, che ne hanno vinte 9); agli ori si aggiungono tre medaglie d’argento e due di bronzo, per un totale di 28 podi. Delle 23 vittorie, 13 sono individuali (un record) e 10 in staffetta; dei 28 podi, 16 sono individuali (altro record, davanti ai 14 di Larisa Latynina). Conquistando otto ori a Pechino 2008 ha raggiunto il più alto numero di medaglie d’oro vinte da un atleta in una singola edizione dei Giochi olimpici, superando il primato di sette ori vinti da Mark Spitz a Monaco di Baviera 1972; quattro anni prima, ad Atene 2004, aveva mancato questo record fermandosi a sei ori e due bronzi.
Il mio mito è Django Reinhardt. Django Reinhardt nacque a Liberchies, una città del Belgio, il 23 gennaio del 1910 da una famiglia di etnia sinti, che girovagava in varie nazioni europee e nord-africane, fino a stabilirsi a Parigi. Ancora giovanissimo, Django era già un apprezzato suonatore di banjo, ma la sua vita era destinata a cambiare per sempre. Quando aveva appena diciotto anni la roulotte di famiglia dove lui viveva, fu infatti divorata da un incendio: Django riportò gravi ustioni, tanto da perdere l’uso della gamba destra e di buona parte della mano sinistra, cioè quella che usava sulla tastiera del proprio strumento musicale. L’anulare e il mignolo, distrutti dal fuoco, furono saldati insieme dalla cicatrizzazione e divennero inutilizzabili. Subito dopo l’incendio del caravan, Django rifiutò fermamente l’amputazione della mano sinistra e del piede destro e riuscì fortunosamente a superare il rischio di cancrena che gli si prospettava, ma per lui ogni aspirazione di essere musicista, era ormai del tutto svanita.
Il mio mito è Alan Turing. Alan Mathison Turing nacque a Londra 23 giugno 1912. Da studente era decisamente poco appassionato a materie come la letteratura, il latino e la religione: ad esse preferiva letture riguardanti la Teoria della Relatività, i calcoli astronomici, la chimica o il gioco degli scacchi. Nel 1931 fu ammesso al King’s College dell’Università di Cambridge dove fu allievo di Ludwig Wittgenstein e dove approfondì i suoi studi sulla meccanica quantistica, la logica e la teoria della probabilità (dimostrò autonomamente il teorema centrale del limite, già dimostrato nel 1922 dal matematico Lindeberg).