Clitoride: dove si trova e come stimolarlo per provare piacere

MEDICINA ONLINE EREZIONE CLITORIDE VULVA VAGINA SESSO DONNA LABBRA GRANDI PICCOLE CLITORYS 02Il clitoride è l’organo dell’appartato genitale femminile più importante per il piacere della donna. Simbolo dell’autonomia sessuale Continua a leggere

Né donna, né uomo: io sono una transessuale

MEDICINA ONLINE SESSO ANALE ANO RETTO LUBRIFICANTE FECI TRANS COUPLE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA JEALOUS LOVE COUPLE FRINEDS LOVER SEX GIRL MAN NO WOMAN WA SQUIRTIG.jpgQuella nella foto qui sopra sono io: Stella. Sono più vicina ai 40 che ai 30, sono fidanzata, di lavoro faccio la stylist e sono una transessuale. Mi sono rifatta il naso, ho eliminato barba e peli con la luce pulsata, prendo ormoni femminili, e poche settimane fa ho fatto la mastoplastica additiva, una quarta coppa D. Ma mi fermerò qui. Come la maggior parte delle transessuali, non interverrò chirurgicamente sui miei organi genitali. Mi vanno benissimo così. Ho un ottimo rapporto con il mio pene. E finalmente adesso sono quello che ho sempre voluto essere. Non un uomo. Non una donna. Ma una transessuale. Ci ho messo più di vent’anni ad arrivare dove sono ora. A capirmi, a prendere coraggio delle mie azioni, a sbagliare, a ricominciare. Sono stati anni duri. Anni disperati, di depressione, e intensi, di serate ed eccessi. Ma anche anni belli. A volte guardo le ragazze transessuali più giovani, persone che hanno 15 anni meno di me, e che hanno già fatto tutto (ormoni, epilazione, seno), e mi sento una stupida per aver sprecato tutto questo tempo. Perché non l’ho fatto prima? Non lo so. Non lo so proprio. Ognuno ha il suo cammino da fare, immagino. Quello che leggi qui è il mio.

CHE LE DONNE NON MI PIACESSERO, MI È STATO CHIARO FIN DALL’INIZIO

Ero in quarta, quinta elementare e già prendevo le mie cottarelle per i compagni maschi. Ma per il resto (sono uomo o donna?), buio totale. Non sapevo neppure che esistessero i transessuali. Sapevo solo che avevo delle fantasie: avevo 12 anni, guardavo Madonna nel video di Material Girl e pensavo: «Che figa. Io voglio essere così». Guardavo Guesch Patti che cantava Étienne, con il suo look Anni 40 (longuette, camicia bianca. Sotto: un corpetto, un body, giarrettiere) e mi dicevo: «Magari essere lei, una donna di potere, bella, determinata. Una femme fatale. Supersexy». Da adolescente, andavo a cena con i miei amici, alle serate, ai pranzi di famiglia, mi mettevo in un angolo e mi annullavo. Immaginavo di fare il mio ingresso come Guesch Patti, di attirare gli sguardi di tutti i maschi, di sedurli, di piacere. Nessuno sapeva delle mie fantasie, e io diventavo sempre più cupo. Ai miei avevo detto che ero gay, ma nulla di più. Non è stato un dramma, erano di mentalità aperta, ma da allora non mi hanno chiesto più niente. La mia adolescenza è stata lunga, solitaria, incerta. Brutta.

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TUTTO È CAMBIATO QUANDO MI SONO TRASFERITO A MILANO DALLA SARDEGNA

Milano mi ha aiutato a fiorire: qui ho fatto le mie prime esperienze omosessuali, ho cominciato a uscire, a divertirmi. Una sera, avrò avuto 22, 23 anni, in un locale gay mi sono avvicinato a una transessuale: ero un bel ragazzo sardo, abbronzato, col pizzetto. Mi avvicino e le dico: «Ciao ti posso conoscere?». E lei: «Ma certo». Io: «Non l’ho mai detto a nessuno: voglio diventare una transessuale». Risposta sua: «Ma vai a quel paese. Credevo volessi provarci con me!». Non mi ricordo neppure come si chiamava, ma quella trans lì, quella sera, fu la prima ad accogliere le mie prime confidenze e a spiegarmi le cose. Nel nostro ambiente c’è una tradizione: le più adulte aiutano le più giovani. È una specie di regola non scritta, come in una tribù, in cui la conoscenza passa di generazione in generazione. Perché quando hai 20 anni, sei un uomo e scopri che vuoi vestirti da donna, tutto è complicatissimo. Non sai come nascondere la barba, come truccarti, che parrucca usare, dove comprare gli abiti. Da solo non ce la faresti mai. Anch’io, ora che sono (ehm…) grandicella, sto aiutando alcune transessuali giovani. Mi piace. Le guido, do loro consigli, le ascolto, lo scorso weekend le ho portate a ballare… Ma sto divagando. Torniamo alla mia storia.

LA SERA CHE HO FATTO LA MIA PRIMA USCITA DA DRAG QUEEN

(odio il termine travestito, mi sembra dispregiativo), il mio amico Riccardo, che era un truccatore, mi ha aiutato a prepararmi. A diventare Stella. Ho ancora una polaroid di quella sera lì: caschetto biondo platino (chissà perché è la prima parrucca che usiamo tutte), abito nero, zeppe altissime. Ho rischiato di rompermi una caviglia a ogni passo. È stato bellissimo: eravamo al Tunnel di Milano, una serata gay, e io finalmente interpretavo la parte che avevo sempre desiderato fare. Da quel giorno ho cominciato a lavorare nei locali: adoravo fare la door selector, soprattutto dei privé. Ero una femme fatale potentissima che decideva chi poteva entrare o rimanere fuori. Feci il primo passo: mi sbarazzai della barba. Per una trans i peli in faccia sono un incubo: se fai una serata in discoteca, quando arrivi alle sei del mattino, il mostro comincia a spuntare. Terribile. Dio benedica chi ha scoperto la luce pulsata. La prima seduta è stata dolorosissima, tornai a casa con il viso tutto rosso. Poi dopo qualche giorno, mentre mi lavavo la faccia al mattino, mi resi conto che i peli mi rimanevano in mano.

PER ANNI LA MIA VITA FU COSÌ: ALLA SERA ERO STELLA, LA DRAG, DI GIORNO ERO FULVIO, IL GAY

Con chi stavo? Alla luce del sole avevo storie con ragazzi omosessuali, da uomo. Di sera, con gli etero, vestita da donna. Ero condannata a essere spaccata in due. Col tempo, mi accorsi che i ragazzi gay non mi piacevano più. Io stavo bene solo con gli eterosessuali. Mi completavano. Ero diventata brava a sedurli con gli sguardi, le parole, il cervello. Il problema era che Stella, con le sue tette finte troppo grosse, i suoi eccessi, le parrucche, il trucco pesante, esisteva solo alla sera. Mica potevo andare in giro di giorno conciata così. Dopo una serata con qualcuno, aspettavo sempre una chiamata al mattino che non arrivava mai. In quegli anni ho sofferto molte volte di attacchi di depressione. Mi curavo, ma poi abbandonavo i farmaci e dopo un po’ era tutto daccapo. Ripensandoci ora, la depressione era causata dal rapporto con il mio corpo: volevo essere una transessuale, invece ero una drag queen. Era tutto finto. Alcune mattine mi svegliavo senza forze, annichilita. Non riuscivo ad alzarmi dal letto. Gli uomini con cui stavo io erano tutti fidanzati o sposati. Che cosa trovavano in me? Non saprei. Ma non pensare che fosse, banalmente, il desiderio della trasgressione. Non c’è solo quello, e comunque con una transessuale le “combinazioni” sono tante.

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POI, UN BRUTTO GIORNO, È ARRIVATA LA CRISI ECONOMICA

Persi il lavoro. Fu come diventare adulta all’improvviso. Altri mesi bui. Di incoscienza e sofferenza. Pian piano però facevo dei cambiamenti: un trucco meno forte, un look meno eccessivo, qualche iniezione a zigomi e labbra. Il mio viso diventava sempre più effemminato. Ripresi a lavorare, le cose cominciavano ad andare meglio. Ma non riuscivo a trovare il coraggio per fare il passo. Il passo degli ormoni, il vero spartiacque. Gli ormoni ti cambiano il viso, ti addolciscono i lineamenti, ti modificano l’umore: diventi molto emotiva, vulnerabile. E poi, se fai una cura forte, hai problemi di erezione. È un prezzo da pagare altissimo. Ma faresti qualsiasi cosa pur di non prolungare l’agonia. Io ci ho messo anni prima di decidere. Un giorno una mia amica trans mi disse: «Sei ridicolo. Sei una testa di donna messa sopra un corpo da ragazzo. Ti vedi?». Eravamo in centro, mi sono guardata riflessa in una vetrina: era vero. Presi appuntamento dall’endocrinologo, ma rimandai per un anno ancora. Finalmente arriviamo alla primavera del 2014. Vado da un endocrinologo, questa volta decisa davvero, e mi faccio dare una cura ormonale.

COMINCIO CON GLI ORMONI, E MI FACCIO CHIAMARE DA TUTTI STELLA

Mi metto pure le ciglia finte, quelle permanenti. Di colpo, gli etero cominciano a guardarmi sempre di più, anche di giorno. Anche se sono Fulvio. E io sono felice.Sto meglio. Dopo qualche mese faccio la mia prima uscita al mattino con un trucco leggero, al bar sotto casa. Sorpresa: nessuno sguardo di disapprovazione. A ottobre 2014 vado in centro con un paio di jeans e i tacchi. Altra sorpresa: nessuno episodio spiacevole. Certo, ci sono gli sguardi, soprattutto delle donne, a quelli ti devi abituare. Ma saranno occhiate di curiosità o di disapprovazione? Nel frattempo incontro un ragazzo che ha 25 anni, eterosessuale, e cominciamo a uscire. Ci fidanziamo. Andiamo al cinema assieme, usciamo con le mie amiche trans e i loro fidanzati. Una vita quasi normale. Prendo coraggio, e decido di fare quello che ho sempre sognato: le tette. Il primo luglio 2015 mi sottopongo all’intervento. Quando mi sveglio sono così dolorante che non riesco neppure a essere felice.

LA FELICITÀ ARRIVA DOPO, A CASA, COME UN FIUME

Un fiume di lacrime che ogni due per tre mi viene su agli occhi. Sono spossata, svuotata, come dopo aver fatto una gran fatica. Anni di fatiche. Mi guardo le tette, e mi commuovo. Io che non ho mai fatto il bagno o la doccia con nessuno (nessuno!) ora a casa giro sempre nuda. Mi guardo allo specchio e vedo che sono quello che ho sempre voluto essere. Una trans che si chiama Stella. Di giorno e di notte.

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Calcio e crisi di coppia: l’uomo trascura la donna per vedere le partite

MEDICINA ONLINE Neymar da Silva Santos Jùnior nasce il 5 febbraio del 1992 a Mogi das Cruzes, nello stato di San Paolo, in Brasile CALCIO CALCIATORE SFONDO WALLPAPER HD PICTURE PHOTO SOCCER FOOTBALL PLAYERLa stragrande maggioranza dei maschi italici ama il calcio. E la stragrande maggioranza delle mogli, delle compagne o delle fidanzate di questi maschi, invece, del calcio se ne infischia. E’ storia vecchia e ben nota ormai da decenni. Volendo approfondire l’argomento, però, ci si rende conto che molte liti e, di conseguenza, alcune delle crisi che vengono a svilupparsi tra lui e lei prendono origine proprio dal calcio o, in generale, dall’eccessivo attaccamento degli uomini alle loro passioni sportive.

Secondo un sondaggio, circa il 67% delle donne afferma di sentirsi trascurata dal proprio compagno che, invece, dedica tempo ed attenzione, in certi casi persino in maniera morbosa, alle partite. Tenendo conto che, almeno per il calcio, ci sono incontri in diretta spalmati nell’arco di tutta la settimana, il problema per molte coppie diventa serio. Le soluzioni non sono moltissime: o gli uomini cercano di rununciare a qualche ora di sport in TV per venire incontro alle richieste delle loro donne oppure le donne trovano qualche interessante alternativa ad un marito o fidanzato troppo impegnato a seguire la squadra del cuore!

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Quali sono le paure sessuali più diffuse tra le donne?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PERCHE DONNE PIANGONO DOPO AVER FATTO AMORE SESSO ORGASMO Riabilitazione Nutrizionista Dieta Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Seno Pulsata Massaggio AnoE’ noto a tutti: uomini e donne sono diversi, hanno varie forme di comportarsi, di affrontare e risolvere i conflitti nonché di agire; è ovvio che queste diversità si presentino anche nei confronti del sesso. I ragazzi hanno dei timori e le ragazze altri, sai quali sono quelli femminili più comuni?

Non piacersi
Tutti gli esseri umani provano insicurezza, tuttavia, per le donne il tema di spogliarsi difronte ad un’altra persona è spesso un punto dolente quando non sono soddisfatte di alcuni “dettagli” del loro corpo (cioè quasi sempre!). Nulla di meglio per disfarti dei suoi vestiti che farle sentire che ogni poro della sua pelle è bello, che ti piace, che la desideri pazzamente, questo farà crescere immediatamente la sua autostima e ti mostrerà il suo lato più sensuale.

Non essere abbastanza eccitante
A tutte le donne piace sapere che sono brave a soddisfare il proprio uomo, che sono appassionate a letto, ecco perché uno dei principali timori è quello di non essere abbastanza sensuali e “brave” e non far sì che lui impazzisca mentre si fa sesso.

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Non raggiungere l’orgasmo
È noto che per le donne, soprattutto per alcune, non è così facile raggiungere l’orgasmo e questo è uno dei loro principali timori sessuali, perché produce anche tensioni nell’uomo, che ritiene che non abbia svolto bene il suo compito. Giungere o meno all’orgasmo è il risultato di molti fattori, una buona stimolazione, ma anche la presenza o assenza di disfunzioni sessuali, per questo motivo è importante rilassarsi e concentrarsi nel dare e ricevere piacere invece che nell’adempiere il proprio compito con ansia e stress.

Che si pensi ad un’altra, mentre lo stai facendo
Sì, molte, ma molte donne temono questo, per questo motivo è positivo non fare riferimento alle esperienze sessuali precedenti in modo esplicito: un uomo non deve dire mai che un’ex era fantastica a letto, o che la faceva impazzire, ecc. Farai sì che lei si senta insicura e che creda che stai pensando all’altra durante i vostri incontri sessuali.

Come aiutarla?
Falle ciò che ti piacerebbe che facessero a te, dille quanto ti piace il suo corpo, ciò che fa con te a letto, parlale quando senti che qualcosa si può migliorare, sperimentate nuove cose insieme, dà e ricevi piacere, occupati dei suoi orgasmi e di sicuro le ti ripagherà facendo lo stesso per te.

Consigli

  • È normale avere paure e incertezze sessuali, la chiave sta nel non farsi vincere da queste.
  • Se pensi che le tue paure sessuali sono troppo forti e ti è difficile superarle, allora non esitare a chiedere l’aiuto di uno specialista.

Sei curioso di leggere invece, le paure maschili più diffuse? Leggi questo articolo: Quali sono le paure sessuali più diffuse tra gli uomini?

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Come fa ad uscire il sangue mestruale se sono vergine e l’imene è integro?

MEDICINA ONLINE IMENE ROTTURA SANGUE VAGINA DOLORE DONNA RAPPORTO VAGINA PENE PENETRAZIONE SESSO SESSUALITA EMORRAGIA GOCCIA QUANDO CHIAMARE MEDICO AIUTO RAGAZZAIl sangue mestruale raggiunge l’esterno anche in presenza di un imene integro che nella donna vergine ricopre l’apertura vaginale: questo perché, anche prima del primo rapporto sessuale dove avviene la deflorazione, l’imene è dotato di opportuni forellini – in numero variabile – presenti fisiologicamente sulla sua superficie. L’assenza congenita di questi forellini impedisce la fuoriuscita del sangue mestruale e rende necessario l’intervento del medico.

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Il sangue mestruale e l’urina escono dallo stesso condotto?

MEDICINA ONLINE VULVA LABBRA GRANDI PICCOLE LABIA MINORA MAJOR VAGINA SEX SESSO DONNA APPARATO SESSUALE FEMMINILE CLITORIDE MEATRO URETRALE OPENING IMENE VERGINITA WALLPAPER PICS PICTURENo, il flusso mestruale fuoriesce dall’apertura vaginale, mentre l’urina fuoriesce dal meato (o orifizio) uretrale, un piccolo forellino relativamente ben nascosto che nella vulva è posizionato al di sopra dell’apertura della vagina ed al di sotto del clitoride (vedi foto in alto).
Mentre l’urina proviene dall’apparato urinario (reni, ureteri, vescica ed uretra che sbocca appunto all’esterno tramite il meato uretrale), il flusso mestruale è composto da cellule della mucosa uterina (l’endometrio) e sangue, proviene dall’utero ed attraversa la vagina per dirigersi all’esterno tramite l’apertura vaginale.

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Squirting: quello che c’è da sapere sull’eiaculazione femminile

MEDICINA ONLINE SESSO ANALE ANO RETTO LUBRIFICANTE FECI PAURA COUPLE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA JEALOUS LOVE COUPLE FRINEDS LOVER SEX GIRL MAN NO WOMAN WA SQUIRTIG GIRL.jpgLo squirting è l’ultima sorpresa della mia vita di sex editor. Una quindicina di anni fa ho conosciuto la comunità americana dei diapers lovers, tutta organizzata in incontri a casa e domeniche di barbecue (tanto carini). A una fiera di feticisti del lattice per la prima volta ho visto una cosa molto simile a un sarcofago con toilet mask, una roba che usano i rubber fetish (tanta paura).

Tutto questo per dire che, quando parli di sesso, le notizie che trovi, le cose che scopri, spesso, ti stupiscono. L’ultima sorpresa l’ho avuta quando ho letto i dati di Pornhub sui video hard più cliccati dalle donne italiane negli ultimi tre mesi: in testa alla classifica (dopo italian, ma ogni nazione cerca video in lingua, quindi non conta) c’è lo squirt. Al secondo posto, c’è il sesso lesbico, che invece, sempre secondo Pornhub, è la cosa più cercata online dalle donne di tutto il mondo.

NOI ITALIANE ABBIAMO LA FISSA DELLO SQUIRTING. PERCHÉ? PERCHÉ È COSÌ IMPORTANTE PER NOI GUARDARE VIDEO DI DONNE CHE EIACULANO?

Ho cominciato a chiedere in giro, ad amiche, colleghe, amiche di amiche, sconosciute (praticamente, una pazza) e ho capito che le donne si dividono in due categorie. Quelle che squirtano, e quelle che no. Le prime, quando parli con loro, capisci subito che lo fanno perché si rilassano, contente finalmente di poterne discutere. Le seconde invece pensano che sia un’invenzione, ma davvero che cosa è, e poi perché io no? Entrambe le categorie però hanno idee molto confuse sull’argomento: nessuna sa che cosa sia l’eiaculato, e soprattutto da dove esca. Dalla vagina? Trasuda dalle labbra, dall’uretra? E poi: come si fa a farlo? Insomma, in fin dei conti non stupisce che nelle nostre stanze segrete, anziché gustarci il classico video lesbo-chic che tanto ci piace e ci fa eccitare, siamo tutte lì a cliccare su filmati di ragazze in grado di inondare la videocamera. Semplicemente: vogliamo capirne di più. Siccome anche io non è che abbia proprio tutto chiaro, al grido di la-gente-vuole-sapere ho intervistato un accademico che l’eiaculato femminile lo ha analizzato al laboratorio.

«Chiariamo subito una cosa fondamentale: lo squirting non è urina», dice Emmanuele A. Jannini, docente di Endocrinologia e Sessuologia Medica all’università Tor Vergata di Roma che sull’argomento ha pubblicato uno studio sul Journal of Sexual Medicine. «Questo eiaculato non contiene le sostanze tipiche dell’urina. Viene prodotto dal rene, stoccato nella vescica e viene espulso attraverso l’uretra. Quindi teoricamente è urina. Ma è così diluito da essere più simile all’acqua che all’urina».

Tant’è vero che tutte le donne che squirtano (e i loro compagni) sanno benissimo che il liquido prodotto non puzza, anche dopo diverse ore dall’eiaculazione. «Il mio ragazzo mi dice sempre che profuma», mi racconta Claudia, 40 anni, grafica. «Il problema però è che a volte è tantissimo. Pensa che una volta ho dovuto usare il mocio per raccoglierlo da terra. Certo, non è che lo faccio ogni volta che raggiungo l’orgasmo, riesco a controllarlo. Ma quando mi lascio andare del tutto, è molto bello».

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RESTA DA CAPIRE PERCHÉ SI VERIFICA: CIOÈ PERCHÉ ALCUNE DONNE, AL MOMENTO DELL’ORGASMO, EMETTONO QUESTO FLUIDO, E COME SI CREA.

«Nelle pazienti che squirtano, abbiamo evidenziato una capacità velocissima da parte della vescica di riempirsi di liquido e di emetterlo al momento dell’orgasmo, prima che questo fluido venga concentrato e trasformato in urina dal rene», riprende l’esperto. «È una specie di riflesso incondizionato, che viene innescato stimolando solo il clitoride, oppure, molto più frequentemente, la parte iniziale della vagina, nella parete anteriore, su cui è appoggiata la vescica. Una zona che una volta veniva chiamata punto G, e che ora viene denominata complesso clitoro-uretro-vaginale. Questa stimolazione sollecita direttamente la vescica, e sembra favorire tutto il processo. Oltre allo squirting, abbiamo anche evidenziato la presenza di un altro eiaculato, più denso e meno copioso, che viene espulso sempre dall’uretra. Analizzandolo in laboratorio abbiamo scoperto che è molto simile allo sperma, tant’è vero che contiene un’altissima quantità di PSA, un enzima che negli uomini viene secreto dalla prostata . Questo fluido viene prodotto da residui di ghiandola prostatica presenti e attivi solo in alcune donne».

MA LA CAPACITÀ DI SQUIRTARE È UNA COSA GENETICA O SI CONQUISTA CON IL TEMPO? INSOMMA SQUIRTER SI NASCE O SI DIVENTA?

Mi racconta Stefania, 38 anni, commessa: «Io lo sono diventata. Ho fatto sesso per anni senza che succedesse. Poi un giorno ho conosciuto un uomo più grande di me. È stato lui il primo a dirmi: guarda che tu se vuoi puoi squirtare. Ha cominciato a toccarmi dentro in modo particolare, non si fermava mai. Ma anziché raggiungere l’orgasmo mi scappava la pipì. Mi sono precipitata sul water, ma il liquido che è uscito non era urina. Era più chiaro, e usciva tipo rubinetto: non si fermava. Da quella volta mi succede quasi ogni volta che raggiungo l’orgasmo».

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IL MOMENTO FOCALE, STANDO AI RACCONTI, SEMBREREBBE PROPRIO QUELLO DEL “MI SCAPPA LA PIPÌ”

«Se ti stai toccando e arrivi a un punto in cui senti bruciare e hai una gran voglia di andare in bagno, devi continuare e lasciarti andare, senza paura. Quello che esce non è pipì!», assicura Valeria Visconti la squirter girl italiana più famosa, che dal fare richiestissimi spettacoli è passata da circa due anni al porno vero e proprio. «Io lo dico sempre a tutte le mia amiche che me lo chiedono: se vuoi imparare, devi farlo da sola, devi conoscere il tuo corpo. Ti metti lì, sul letto e cominci con il dito a esplorare la parte interna della vagina, molto vicina all’ingresso. Bisogna sfregare a lungo. A me viene meglio se sono supina. Bisogna fare esercizio, provarci e riprovarci. E non fermarsi quando si sente la voglia di fare la pipì».

LA PAROLA A ROCCO SIFFREDI

Uno dei trucchi che sui set pornografici è molto utilizzato è bere grandi quantità di acqua. 

«Le attrici arrivano con una scorta di bottiglie di Smart Water, dicono che le aiuta. E funziona, perché alcune sono in grado di andare avanti a eiaculare per un sacco di tempo», assicura Rocco Siffredi. «Fino a cinque anni fa, lo facevano in poche. Oggi invece in quell’atto teatrale che è il porno, lo squirt è diventato la rappresentazione dell’orgasmo femminile. È la liberalizzazione del piacere della donna. Che non vuole più essere un oggetto sessuale ma che ha deciso di prendersi il suo orgasmo, lasciandosi andare completamente. La chiave è tutta qui».

Certo, a guardare i film porno, non sono proprio certa che le professioniste sul set siano tutte squirter genuine. Magari hanno solo imparato a fare la pipì a comando. Ma magari hanno ragione Rocco e Valeria. E Stefania e Claudia. Le donne magari si dividano in due categorie: quelle che squirtano. E quelle che lo faranno.

Vibratori e sex toy

Esistono una serie di vibratori e sex toy, che possono essere usati per ottenere più piacere e rendere più appagante il rapporto per entrambi i partner, noi vi consigliamo questi:

Integratori alimentari efficaci nel migliorare quantità di sperma, potenza dell’erezione e libido sia maschile che femminile

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto, aumentando la quantità di sperma disponibile, potenziando l’erezione e procurando un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna. Ogni prodotto viene periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

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FONTE: Cosmopolitan

Eiaculazione retrograda: quando lo sperma non esce o è troppo poco

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma EIACULAZIONE RETROGRADA QUANDO SPERMA NON ESCE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari.jpgL’eiaculazione retrograda (retrograde ejaculation in inglese) è una patologia in cui lo sperma, durante l’orgasmo maschile, viene eiaculato totalmente o in parte nella vescica urinaria anziché fuoriuscire dal meato uretrale (l’apertura all’apice del glande del pene) tramite l’uretra peniena. L’eiaculazione viene definita “retrograda” proprio perché l’emissione del liquido seminale avviene in direzione contraria a quella fisiologica, non verso l’esterno ma verso la vescica. L’eiaculazione “fisiologica”, invece, viene invece definita “anterograda”, appunto perché il liquido seminale viene espulso verso l’esterno.

Differenza tra eiaculazione retrograda e aneiaculazione

L’aneiaculazione è un disturbo diverso dall’eiaculazione retrograda, per approfondire le differenze tra le due patologie, segui questo link: Differenza tra eiaculazione retrograda e aneiaculazione

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Sintomi e segni

Il paziente prova un orgasmo con le tipiche contrazioni, non dissimile da un orgasmo di un paziente sano, con la differenza che lo sperma non viene emesso all’esterno, oppure fuoriesce dal pene in quantità ridotta rispetto alle quantità medie emesse da un maschio adulto sano (da 2 a 5 ml di sperma). L’eiaculazione retrograda non provoca alcun dolore al paziente.

Cosa accade allo sperma rimasto all’interno del corpo?

Lo sperma, rimasto intrappolato all’interno della vescica, viene espulso insieme all’urina durante le minzioni immediatamente successive alla mancata eiaculazione.

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Cause e fattori di rischio

In condizioni di normalità, durante l’emissione di sperma, una serie di meccanismi automatici impedisce al liquido seminale di raggiungere la vescica. L’eiaculazione retrograda è dovuta nella maggioranza dei casi all’impossibilità da parte dell’imbocco della vescica di chiudersi durante l’atto eiaculatorio, e ciò permette il flusso spermatico retrogrado.
La mancata chiusura dell’imbocco della vescica è causata, a sua volta, da traumi fisici a livello vescicale, da patologie o da deficit neurologici, congeniti od acquisiti.
L’eiaculazione retrograda rappresenta un problema che riguarda molti pazienti con diabete: la neuropatia diabetica sembra infatti la maggior responsabile del danneggiamento a carico della connessione nervosa alla vescica.
Tra gli altri fattori causali direttamente implicati nell’eiaculazione retrograda, spiccano anche l’assunzione di alcuni farmaci, le disfunzioni della prostata, deficit del sistema nervoso autonomo, complicanze chirurgiche che interessano prostata e collo vescicale, e l’intervento TURP (acronimo di resezione endoscopica trans uretrale prostatica, il più noto intervento volto al trattamento dell’ipertrofia prostatica).
L’eiaculazione retrograda è stata diagnosticata anche dopo interventi chirurgici mirati, quali elettroresezione endoscopica di adenomi prostatici di natura benigna, adenomiectomia prostatica, chirurgia spinale e degli organi pelvici, chirurgia del retro peritoneo. Le cause più comuni di eiaculazione retrograda sono sinteticamente:

  • diabete;
  • disfunzioni del sistema nervoso autonomo;
  • disfunzioni della prostata;
  • complicazioni di operazioni chirurgiche a carico della prostata compiute attraversando l’uretra o di una linfoadenectomia retroperitoneale;
  • farmaci, principalmente antipertensivi, antidepressivi e neurolettici, in particolare, i farmaci neurolettici ed antipertensivi aumentano la probabilità di generare questo disturbo.

Diagnosi

Nella maggior parte dei casi, la diagnosi viene confermata se si riscontra un elevato numero di spermatozoi in un campione di urina dopo l’eiaculazione. L’eiaculazione retrograda è indistinguibile dall’aneiaculazione, specie nella sua variante orgasmica, senza un esame delle urine che constati la presenza di spermatozoi nell’urina. E’ importante però ricordare che, in un paziente affetto da azoospermia (nello sperma non sono presenti spermatozoi), l’assenza di spermatozoi nelle urine non esclude con certezza l’eiaculazione retrograda: in simili frangenti, è consigliata la ricerca del fruttosio nell’urina.
Tra le altre strategie diagnostiche, anche l’ecografia prostatica trans rettale potrebbe rappresentare un valido aiuto per l’indagine di eventuali anomalie morfologico-strutturali delle vescicole seminali.

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Trattamento e complicanze fisiche e psicologiche

L’eiaculazione retrograda, come facilmente intuibile, può risultare in un’evidente causa di sterilità, oltre a determinare danni psicologici non indifferenti nel paziente. Per approfondire continua la lettura con questo articolo: Eiaculazione retrograda: cure e complicanze fisiche e psicologiche

Integratori alimentari efficaci nel migliorare quantità di sperma, erezione e libido maschile e femminile

Qui di seguito trovate una lista completa di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dai rapporti sessuali:

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