Combattere la cellulite mangiando senza sale e senza rinunciare al gusto è realmente possibile

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SALE ZUCCHERO BIANCO CUCCHIAIO CUCINA CUCINARE DIETA DIETOLOGIA DIMAGRIRE CALORIEDopo aver smesso di fumare il sottoscritto è ingrassato di parecchi chili. Pensavo che ci avrei messo anni a ritornare come ero prima di smettere, tuttavia in alcuni mesi sono riuscito a ritrovare linea e tonicità seguendo le stesse regole e consigli che do ai miei pazienti. Una delle regole più importanti è fare attenzione al sale che assumiamo con la dieta. Mangiare con poso sale, o addirittura smettere di aggiungerlo ai cibi, oltre ad abbassare la pressione arteriosa, è il metodo migliore per combattere la cellulite, per evitare i gonfiori improvvisi, prevenire l’osteoporosi e la sindrome premestruale. Alcuni studi hanno addirittura dimostrato che una dieta povera di sodio prevenga alcune forme tumorali. È importante sottolineare che mangiare senza sale non vuol dire privarsi del sapore delle pietanze, ma semplicemente usarlo con parsimonia e trovare il modo di sostituire il sale con altre spezie.

Addio sale, ma senza rinunciare al gusto!

Come prima cosa è fondamentale per la riuscita del cambiamento non eliminare il sale completamente da un giorno all’altro. Inizialmente è bene cominciare a ridurlo leggermente e iniziare a scegliere alimenti con un contenuto di sodio basso. Infatti il problema maggiore non è il sale che utilizziamo per condire gli alimenti, ma quello che assumiamo inconsciamente. Volendo fare un esempio pratico, del pane comune o del formaggio contengono più sale di una fettina di carne ben condita. Particolare attenzione va messa nell’assumere cibi come: cracker, pane, dadi da brodo, cibi in scatola, grissini, dolci industriali, e formaggi, che sono ricchi di sodio “nascosto”. La dose consigliata di sale è di cinque grammi al giorno. Il modo più semplice, oltre a quello di evitare i cibi che già lo contengono è quello di utilizzare le spezie. Aggiungere all’insalata dell’aceto o del limone, ad esempio, è un trucco per utilizzare meno sale. Sostituire il sale con pepe, peperoncino, paprika o curry nelle preparazioni di carne o pesce consente di non rinunciare al gusto. Perfette sono anche le erbe, alloro, rosmarino, basilico e tante altre. Se proprio non si riesce a rinunciare totalmente al sale, per mantenersi dentro i limiti è sufficiente:

  • Limitarsi a mezzo cucchiaino di sale, che corrisponde a 2.5 grammi, per le insalate o carne e pesce.
  • Per l’acqua della pasta (900 millilitri a persona) basta un altro mezzo cucchiaino di sale.
  • Per quanto possibile evitate salumi troppo salati come prosciutto crudo e insaccati. Ricordate che 50 grammi di prosciutto crudo contengono 6 grammi di sale, un etto di parmigiano ne contiene 1.5 grammi.

Dunque mangiare senza sale non è così difficile, se si fa attenzione ai cibi già ricchi di sodio e si controlla la quantità che si aggiunge alle pietanze, magari sostituendola con erbe e spezie, ne guadagnerà la salute e la linea. Assumere poco sale aiuta a ridurre i liquidi in eccesso, riducendo la cellulite e il gonfiore.

Poco sale, ma quale scegliere?

Mangiare senza sale non è l’unica cosa a cui fare attenzione, anche la scelta del sale è fondamentale. In commercio infatti esistono diversi tipi di sale:

  • Sale comune, ovvero cloruro di sodio, è quello che si è soliti utilizzare.
  • Sale iposodico, è indicato per chi soffre di pressione alta e di ritenzione idrica. In questo caso però poiché dà la sensazione di essere meno salato si tende a utilizzarne una quantità superiore.
  • Sale integrale, ha un colore grigio, è spesso utilizzato dalle persone attente all’alimentazione biologica e naturale. È un particolare sale che contiene anche calcio, potassio, magnesio, bromo e iodio.
  • Sale iodato, è quello più utilizzato, si tratta di sale comune arricchito di iodio. È consigliato se si hanno problemi con la tiroide.

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Via cellulite e gonfiori con il massaggio linfodrenante

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO ESTETICA MASSAGGIO LINFODRENANTE RELAX TRANQUILLITA SONNO RILASSAMENTO LINFODRENANTEIl linfodrenaggio è un massaggio dolce composto di manovre che hanno azione sulla circolazione della linfa, riducendone il ristagno che è causa di gonfiori. Il drenaggio linfatico manuale (come viene anche detto) aiuta il viaggio di questi liquidi, smuovendoli, e svolge un intervento di sblocco dei canali intasati. Esso si basa su alcuni movimenti leggeri, lenti e ripetuti, alternati a pressioni delicate. Può essere eseguito in qualsiasi zona del corpo (gambe, glutei, braccia, piedi, viso e schiena) ed è consigliato per trattamenti per insufficienza venosa, (varici), cellulite e linfedema.

Linfa
La linfa, dal latino lympha (acqua), ha un aspetto acquoso, con un leggero colore giallastro e contiene acqua, proteine, grassi, resti di cellule morte e cellule.
Le cellule dei tessuti sono immerse nel liquido interstiziale e perilinfa. Il sangue arterioso, giungendo nei capillari, lascia passare attraverso le pareti dei vasi gli elementi nutritivi, che finendo nel liquido interstiziale, alimentano le cellule dei tessuti. Quest’ultime riversano i residui nella perilinfa, che può contenere anche batteri, cellule morte e altre sostanze di scarto. In parte questo liquido viene riassorbito, con equilibrio dinamico, dai capillari venosi alimentando il flusso sanguigno relativo; il sistema linfatico serve quindi come via di eliminazione aggiuntiva, soprattutto per quegli elementi che non possono essere eliminati per via sanguigna.I linfonodi costituiscono veri e propri filtri lungo il percorso dei vasi linfatici, esercitando una funzione fondamentale immuno-difensiva come sede di produzione dei linfociti.
Dopo essere passata attraverso i tronchi linfatici, la linfa si riversa nel sistema venoso ai due lati della base del colle (Terminus). Gli edemi, o gonfiori, sono dovuti a un accumulo abnorme di liquido interstiziale, la cui causa può può essere di varia natura; il linfodrenaggio può essere di valido aiuto sia per la riduzione dell’edema, sia per la risoluzione delle conseguenze che l’edema stesso può provocare. Pertanto questa tecnica non è solo utile per scopi estetici, ma costituisce una terapia naturale, alternativa, per la soluzione di alcune patologie.

Leggi anche: E’ meglio il massaggio linfodrenante manuale o la pressoterapia?

Il linfodrenaggio per la cellulite
Il linfodrenaggio può essere effettuato con buoni risultati su qualsiasi area del corpo (braccia, viso, addome, collo, ecc) e quando è volto all’eliminazione della cellulite è praticato principalmente nella zona dei glutei e delle gambe. Tramite questa tecnica, i liquidi accumulati nel tessuto adiposo che determinano la cellulite e le relative impurità, sono spinti negli strati più profondi della pelle verso i vasi linfatici dove possono essere espulsi secondo le vie tradizionali del corpo. Il massaggio determina, inoltre, il rilassamento dei muscoli e contribuisce a creare uno stato di benessere fisico generale.

Tecniche di linfodrenaggio
Le tecniche del massaggio linfodrenante sono diverse in base al problema evidenziato dal paziente: le manualità, quindi, cambiano molto e se si vogliono avere effetti positivi è importante recarsi da un medico specializzato in linfodrenaggi o da un fisioterapista con un’adeguata manualità. È importante conoscere, infatti, la collocazione delle ghiandole linfatiche (linfonodi) ed eseguire i massaggi tenendo corso del flusso naturale della linfa. Il trattamento è molto rilassate e assolutamente indolore: non c’è bisogno di anestesia o di creme anestetiche. Esso, inoltre, non determina arrossamenti cutanei e le attività quotidiane possono essere riprese subito dopo il trattamento. Il terapista esegue i movimenti molto lentamente, con l’adeguata pressione e ripassando più volte sull’area interessata dalla cellulite (nel caso di gonfiori, i massaggi sono leggermente più delicati). La giusta pressione, inoltre, è applicata dallo specialista tenendo conto non solo del problema del paziente e dell’area da trattare, ma anche della sua età e dell’eventuale presenza di lesioni sulla cute. Per migliorare l’aderenza delle mani al corpo del paziente, inoltre, il medico specialista non usa creme o oli, in modo da manipolare adeguatamente l’area e influire sulla circolazione linfatica.

Leggi anche: Differenza tra massaggio linfodrenante e pressoterapia

Effetti del linfodrenaggio manuale
1) Effetto vegetativo: è importante che la tecnica venga eseguita con ritmo lento e monotono per provocare anche un rilassamento dei muscoli agendo sul sistema nervoso, in particolare sul parasimpatico.
2) Effetto sulla conduzione algica: se la tecnica del linfodrenaggio manuale viene esercitata correttamente, ossia con leggere pressioni continuamente variate, si eccitano cellule inibitrici che minimizzano, o addirittura estinguono, ogni sensazione dolorosa.
3) Effetto immunologico: vengono trattati tutti i linfonodi che si possono sentire con le dita. Questi come già detto, fanno parte del sistema immunitario, ossia il sistema che difende il nostro corpo da stimoli infettanti.
4) Effetto sulla muscolatura liscia dei vasi sanguigni linfatici: il linfodrenaggio manuale agisce come tonificante sulla muscolatura liscia dei vasi sanguigni, ossia nell’ambito dei capillari sanguigni si arriva ad una contrazione degli sfinteri precapillari.
5) Effetto drenante: ha un effetto rilevante sul drenaggio (= eflusso di acqua). Grazie a questa tecnica, infatti, si sottrae quota fluida dal tessuto connettivo lasso.

Leggi anche: Per dimagrire è meglio eliminare carboidrati o i grassi? L’esperimento dei due gemelli

Indicazioni
Il drenaggio linfatico manuale ha indicazioni sia in estetica, sia in medicina. Nel campo estetico, le problematiche che possono trarre beneficio da questo tipo di massaggio sono:

  • Acne
  • Cellulite
  • Cicatrici
  • Smagliature
  • Couperose
  • Dermatite periorale
  • Invecchiamento cutaneo

In campo medico si può applicare con successo per:

  • disturbi articolari;
  • disturbi extra-articolari;
  • sclerodermia;
  • apoplessia;
  • cefalee ed emicranie;
  • encefalopatie linfostatiche;
  • nevralgie del trigemino;
  • edemi in gravidanza;
  • edemi della sindrome premestruale;
  • edemi post-operatori e post-traumatici;
  • stitichezza.

Controindicazioni
Esistono casi in cui deve essere evitato il linfodrenaggio, sia perché inefficace, sia perché può essere dannoso. Il linfodrenaggio manuale va evitato in caso di:

  • infezioni acute;
  • insufficienza cardiaca;
  • flebite o trombosi;
  • gravi problemi renali o al fegato;
  • asma o bronchiti acute;
  • disturbi del basso ventre;
  • ipotensione.

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La pillola anticoncezionale aumenta o diminuisce il desiderio sessuale femminile?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SESSO SESSUALITA RAPPORTO SESSUALE ATTRAZIONE DONNA UOMO ORGASMO ECCITAZIONE AMORE COPPIAVorrei darvi una risposta netta e definitiva, ed invece la risposta che vi darò è: forse l’aumenta, o forse la diminuisce, o forse non cambia nulla!

La questione è tuttora piuttosto controversa visto che, statistiche alla mano, circa l’ 80% delle donne che assumono regolarmente la pillola afferma di non notare alcun calo di desiderio, il 10% pensa di aver ottenuto un miglioramento della vita sessuale, mentre il rimanente 10% sostiene di aver perso interesse per il sesso. Gli specialisti ritengono che un eventuale calo del desiderio sessuale conseguente all’assunzione della pillola sia dovuto agli estrogeni che essa contiene, sia pure in minima quantità. Gli estrogeni hanno infatti la caratteristica di agire direttamente sulla libido attenuandola. D’altra parte, è un dato di fatto che il numero di estrogeni contenuto è talmente basso da risultare pressoché ininfluente.

Pare quindi che i problemi sessuali legati all’uso della pillola siano più che altro di natura psicologica: alcune donne infatti hanno così paura degli effetti di questo contraccettivo sulla sessualità da concretizzarli; altre invece, pur assumendo la pillola per propria scelta, paradossalmente non riescono più a provare piacere vivendo un rapporto sessuale non più a rischio di gravidanza. Si pensa infatti che , nella maggior parte dei casi, la pillola abbia un’influenza negativa sulla sessualità nel momento in cui nasce nella donna il conflitto tra la volontà, tradotta in pratica, di usare la pillola e il desiderio inconscio di concepire un bambino. Viceversa, per molte altre donne il fatto di non dover più preoccuparsi di una gravidanza indesiderata aumenta il desiderio e la risposta sessuale. A questo proposito pare anche che alcune donne siano riuscite a raggiungere l’orgasmo per la prima volta solo dopo aver iniziato a fare uso della pillola.

Leggi anche: Le dimensioni del pene contano o no? Le confessioni senza censura delle mie pazienti ed i loro consigli per avere un pene più bello

La pillola contraccettiva già qualche anno fa venne salutata come il primo contraccettivo orale che non faceva ingrassare, se non addirittura dimagrire. In occasione del congresso mondiale di ginecologia psicosomatica (Venezia, ottobre 2010) giornali, blog e siti web l’hanno ulteriormente celebrata come la pillola che “riaccende il desiderio” e stimola la libido femminile. Il segreto? Una molecola sintetica, il drospirenone, interessata dal travagliato brevetto di un colosso dell’industria farmaceutica. Ora, a smorzare gli entusiasmi, ci pensa una ricerca italiana pubblicata da The Journal of Sexual Medicine, che mette in discussione le proprietà “afrodisiache” della super-pillola.

Il drospirenone è pur sempre un anti-androgeno e, anche nella donna, gli ormoni androgeni sono associati alla regolazione del desiderio sessuale. I ricercatori hanno sottoposto le donne ad un questionario su comportamento e soddisfazione sessuale, e hanno analizzato per la prima volta gli effetti della pillola sulla morfologia e la funzionalità dei genitali femminili.
I risultati sono apparsi chiari. Dopo tre mesi di assunzione della pillola la frequenza dei rapporti sessuali si è ridotta del 42 per cento, la frequenza dell’orgasmo del 26 per cento, la comparsa di dolore durante i rapporti è aumentata di oltre il 50 per cento, mentre lo spessore delle piccole labbra della vulva e l’ampiezza dell’apertura vaginale, due aspetti legati, secondo gli studiosi, alla “risposta sessuale”, sono diminuiti rispettivamente del 13 e 22 per cento.

A cosa si deve quindi la fama di stimolante del desiderio sessuale della pillola al drospirenone? La risposta è un precedente studio dell’Università di Catania, che aveva prodotto risultati opposti a quelli di Bologna. La ricerca siciliana si era però limitata a sottoporre le donne ad un questionario, senza analizzare i cambiamenti ormonali, e quelli morfologici e funzionali a livello genitale. L’ultimo studio, d’altro canto, sebbene più approfondito, è stato completato su un minor numero di donne: 21, contro le 67 di Catania.
Nonostante i dubbi sulle virtù afrodisiache della nuova pillola, sembrano invece fuori discussione le proprietà contraccettive e i beneficî per la linea, di cui pure Battaglia si mostra persuaso. Pur con i suoi limiti la pillola contraccettiva al drospirenone resta una delle migliori opzioni per il controllo delle nascite tra le giovani donne.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Pelle idratata, tonica e senza più rughe grazie alla foto-stimolazione del collagene

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medicina Chirurgia Estetica Benessere Dietologia Sessuologia Ecografie Tabagismo Smettere di fumare Pelle idratata, tonica e senza più rughe grazie alla foto-stimolazione del collagene

La foto-stimolazione del collagene è una ottima arma per contrastare i segni del tempo sulla nostra pelle. Ma prima di parlare di come funziona, c’è prima da farsi una domanda:

Che cos’è il collagene?
Il tessuto connettivo è il supporto elastico di tutte le cellule del corpo e degli organi.
Il collagene è un tessuto elastico che sostiene ed avvolge il nostro tessuto connettivo. Il
collagene è costituito da fibre che conferiscono forma ed elasticità, ed influiscono in misura determinante sulla forza, ma anche sulla debolezza, del nostro tessuto connettivo.
Quelle del collagene sono proteine che rassodano la pelle, composte da fibre finissime
attorcigliate tra loro come corde che formano una sorta di rete tridimensionale. Il tessuto
connettivo così formato determina l’aspetto esteriore del nostro corpo.

Quali sono gli effetti di una carenza di collagene?
Gli strati di collagene con il passare degli anni si riducono e si induriscono e, di conseguenza, viene meno l’elasticità. Se al nostro tessuto connettivo mancano queste fibre elastiche, il nostro corpo mostra i segni di un invecchiamento accelerato dovuto alla carenza di collagene, una generale debolezza del tessuto connettivo, dei muscoli, dei tendini e dei legamenti. Da un punto di vista cosmetico, la carenza di collagene dà luogo a grinze cutanee e rughe, soprattutto nella zona del viso e del décolleté. Per effetto del cedimento della struttura del collagene, la pelle perde la sua elasticità.

Da cosa deriva la riduzione del collagene nella pelle?
La diminuzione delle fibre di collagene nella pelle è dovuta all’invecchiamento.
Sino all’età di 25 anni la pelle produce sufficiente collagene per conservarla più elastica e
compatta. Dopo questa età la produzione di collagene diminuisce gradualmente, generando
invecchiamento della pelle. La pelle diventa più debole ed appaiono rughe e rilassamenti
dell’ovale del viso.
Anche una predisposizione genetica può incidere sulla variazione della struttura del collagene.
A tutto questo si aggiungono gli agenti atmosferici e le abitudini di vita individuali.

Come si può migliorare la struttura del collagene della pelle?
E’ dimostrato che determinate cellule della pelle possono essere stimolate per produrre fibre di collagene. Questo processo avviene tra le pareti di piccoli vasi sanguigni. E’ oggi possibile stimolare questo processo grazie a speciali onde luminose, emessi da speciali tubi, che lavorano in una determinata gamma dello spettro della luce (633 mm).

Esistono tubi e apparecchiature di varie dimensioni che possono andare a stimolare o solo viso e decolté oppure apparecchiature e tubi che coprono l’intera superficie del corpo. In questo modo la pelle, che è il più esteso organo del nostro corpo, viene trattata nella sua totalità. Di conseguenza, gli effetti positivi della fototerapia al collagene si vedono su tutto il corpo.
L’effetto stimolante di queste onde luminose nella produzione di collagene della pelle è
scientificamente confermato da numerosi studi e dai risultati estremamente positivi ottenuti dai primi utilizzatori. L’80% di loro ha infatti riscontrato un miglioramento dopo 3 settimane e, dopo aver completato le sedute, quasi il 100% era soddisfatto dei risultati ottenuti. La luce rosa per il collagene non contiene raggi ultravioletti o irradiazione infrarossi e non sono conosciuti a livello scientifico effetti collaterali negativi.
Non è necessario indossare occhiali protettivi, ma sarà sufficiente tenere gli occhi chiusi durante
il trattamento
Cosa succede nella pelle?

Per effetto della stimolazione, l’assorbimento di ossigeno della pelle migliora e la
disintossicazione è nuovamente stimolata. Anche l’idratazione della pelle e la capacità di
assorbire l’umidità risultano migliorate. Il processo ha un effetto tonificante sulla pelle ed influisce positivamente sulla rigenerazione cutanea, la rete di collagene risulta rinforzata. In questo modo, le strutture cutanee già segnate vengono rimodellate.
L’attivazione dei processi del collagene facilita anche la formazione di pelle nuova e sana: un aspetto importantissimo, ad esempio, per la guarigione delle ferite.

I test effettuati
La tempistica ed i risultati dipendono dal tipo di pelle, dall’età, dallo stile di vita ed in generale è differente per ognuno ma voi potrete vedere dei risultati dopo un certo periodo. Basandoci su test effettuati possiamo fornire le seguenti indicazioni:

Dopo 10 trattamenti entro circa 3 settimane il metabolismo si attiva, la pelle viene
disintossicata e l’aspetto della pelle migliora. Quasi il 70% degli utilizzatori ha rimarcato un netto miglioramento delle rughe sottili nel viso e nel decolleté e un rafforzamento del tessuto connettivo su tutto il corpo e un rassodamento della pelle.

Dopo 20 trattamenti entro circa 6 settimane Le impurità svaniscono, la pelle appare più pulita, fresca e sana, aumenta l’idratazione. Quasi il 90% degli utilizzatori ha rimarcato un netto miglioramento delle rughe sottili nel viso e nel decolleté e un rafforzamento del tessuto connettivo su tutto il corpo e un rassodamento della pelle.

Dopo 30 trattamenti entro circa 9 settimane la pelle, grazie al rassodamento della struttura del collagene, riacquista elasticità, i segni e le rughe si appianano. Il 100% degli utilizzatori ha rimarcato un netto miglioramento delle rughe sottili nel viso e nel decolleté e un rafforzamento del tessuto connettivo su tutto il corpo e un rassodamento della pelle.

Concludendo
1) Il collagene rivitalizza e rinfresca la pelle e restituisce l’idratazione!
2) Il collagene distende i segni e le rughe, soprattutto sul viso, il collo e il décolleté!
3) Il collagene ridona volume ai tratti del volto segnati e rimodella i profili!
4) Il collagene in generale rinforza il tessuto connettivo in tutto il corpo e rassoda la
pelle!

Trattamento per tutte le età

Nei pazienti più giovani, mantiene la struttura fresca e liscia della pelle. Ai pazienti più maturi offre invece una bellezza senza tempo, rigenerando la pelle e regalando una bella
abbronzatura!

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La guida rapida alle sostanze riempitive (filler) più usate per trattare le rughe

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medicina Chirurgia Estetica Benessere Dietologia Sessuologia Ecografie Tabagismo Smettere di fumare La guida rapida alle sostanze riempitive (filler) più usate per trattare le rughe
A che serve un filler

il termine, dall’inglese “to fill” ossia riempire, indica una serie di sostanze di riempimento che vengono iniettate sottopelle, nel derma superficiale o profondo, a seconda che s’intenda stimolare la cute (vedi biostimolazione), rinforzare le strutture di sostegno (vedi bioristrutturazione) o creare o ridare volume (vedi anche lipofilling con grasso autologo).
In base alla tipologia della sostanza, alle caratteristiche delle molecole di cui sono composti e alla profondità cui sono iniettati.

I tipi di filler
Riassorbibili: acido ialuronico naturale o cross-linkato (modifica delle molecole che aumenta la durata del filler), collagene
Semi-riassorbibili: acido polilattico, idrossipatite di calcio, trifosfato calcico, polycaprolactone
Permanenti: poliacrilamide, polimetilmetacrilati, silicone liquido (materiale il cui uso è vietato in Italia)

Sicurezza
L’articolo 1 della direttiva 93/42 CE del giugno 1998 fa rientrare i filler nella categoria dei “medical device” (dispositivi medici). Pur avendo simili finalità, le sostanze che li compongono sono molto diverse tra loro per caratteristiche biologiche e chimico-fisiche. La ricerca di un impianto sempre più duraturo ha immesso sul mercato sostanze potenzialmente dannose che hanno generato un’esplosione di eventi avversi ormai sotto gli occhi di tutti. Per questo molte società scientifiche si sono schierate contro l’uso di filler permanenti, che vanno quindi evitati per non incorrere in pericolose reazioni, difficilmente gestibili, con esiti anche a distanza nel lungo periodo.

Come funziona
I filler sono utilizzati per ridurre rughe e solchi di viso e décolleté, aumentare il volume dei tessuti molli del viso, cioè labbra, zigomi, guance, delinearne i contorni, quindi zigomi, guance, mento; ridurre lo scheletrimento della pelle, nel dorso di mani e piedi; per fini ricostruttivi, in caso di cicatrici depresse, esiti di acne, asimmetrie e atrofie facciali.
Dove e come: in ambulatorio medico, con o senza anestesia locale. Alcuni filler contengono piccola percentuale di lidocaina (0,3%), un anestetico locale che diminuisce il disagio delle punture.

Effetti collaterali
Filler permanenti: ascessi, fibrosi, necrosi, reazioni granulomatose, infezioni batteriche, migrazione dal sito d’iniezione
Filler riassorbibili: reazioni infiammatorie (arrossamento, edema, eritema) ipersensibilità specifiche immediate o ritardate, granulomi, necrosi soprattutto nella zona della glabella

Quando non usarli
1. Gravidanza e allattamento (per carenza di studi approfonditi).
2. Cute lesa con eczemi, herpes labiale, eritemi, è consigliabile effettuare il trattamento una volta risolta la patologia locale.
3. Sensibilità specifiche accertate o tendenza a sviluppare cicatrici ipertrofiche.
4. Malattie autoimmuni o del collagene.
5. Presenza di filler pregressi non noti. La stimolazione meccanica creata dal nuovo filler può scatenare una reazione granulomatosa nei confronti del materiale preesistente, come un filler non riassorbibile.

Le regole prime di usarli
1. Farsi dire dal medico (oltre a leggerli nel consenso informato), scopi, limiti e rischi del trattamento, non solo risultati, durata e costi.
2. Farsi consegnare dal medico sia l’etichetta della confezione del filler, su cui sono indicati tipo di filler iniettato, lotto, data di scadenza, produttore, sia un certificato che riporta la data dell’impianto e quantità di filler impiantata, da conservare per ripetere il trattamento o per gestire eventuali reazioni avverse.
3. Assicurarsi comunque che non si tratti di filler permanenti, ovvero non riassorbibili.
4. Informare il medico delle proprie condizioni di salute, compresi farmaci e integratori eventualmente assunti.

Le regole dopo averli usati
1. Evitare l’attività fisica intensa per 6 ore.
2. Non sfregare e massaggiare l’area per 24 ore e non applicare make-up o creme per almeno quattro ore dal trattamento.
3. Non esporsi al sole e lampade o fare attività al freddo fino a che rossori e gonfiori non siano scomparsi.
4. Se prescritte dal medico, si possono utilizzare creme dermatologiche per ridurre lividi e gonfiori oppure per prevenire le infezioni (pomate antibiotiche).

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Ciao Margherita!

Margherita Hack ci ha lasciato, una grande scienziata, una grande donna

Margherita Hack ci ha lasciato, una grande scienziata, una grande donna

Prima donna italiana a dirigere l’Osservatorio Astronomico di Trieste, direttore del Dipartimento di Astronomia dell’Università di Trieste, astrofisica di fama mondiale, umile come pochi. Fonte di ispirazione per me e per tutti gli uomini di scienza. Una vita piena, la tua, al servizio della ricerca scientifica, dei diritti civili, della natura e degli animali. Se dopo la morte hai incontrato Dio, sono sicuro che ora stai cercando di convincerlo a diventare ateo.

Fai buon viaggio tra le stelle, Margherita!

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Le nuove protesi mammarie Mentor rotonde in gel di silicone per l’aumento del seno

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SENO MAMMELLA CAPEZZOLO AREOLAChi mi conosce bene sa che io preferisco sempre aumenti contenuti del volume di seno (riempimento tramite filler) ma per “certe taglie” la mastoplastica additiva rimane ancora l’unica opzione possibile. Mi sono interessato in questi ultimi giorni alle protesi mammarie rotonde in silicone Mentor che considero protesi di alta qualità. Sono approvate negli USA dalla FDA, e sono disponibili in una ampia gamma di misure, profili e tipi di gel. Indipendentemente dallo specifico modello scelto, tutte le protesi mammarie rotonde Mentor prevedono un guscio in elastomero di silicone multistrato con strato barriera per limitare la trasudazione del silicone ed un gel di silicone coesivo proprietario denominato Mentor Advanced Memory Gel™. Limitatamente ad alcuni modelli di protesi, il gel di silicone è disponibile in due diversi livelli di coesività, Cohesive I e Cohesive II.

Continua la lettura con https://www.xthetic.com/2008-protesi-mentor-rotonde/

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L’Italia è al sesto posto nella classifica mondiale della chirurgia estetica

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medicina Chirurgia Estetica Benessere Dietologia Sessuologia Ecografie Tabagismo Smettere di fumare Italia è al sesto posto nella classifica mondiale della chirurgia esteticaL’Italia è sesto posto nella classifica mondiale della chirurgia estetica, sia come interventi praticati, sia come numero di professionisti, secondo l’ultima indagine dell’International Society of Aesthetic Plastic Surgery (ISAPS), la più grande società mondiale di chirurgia plastica estetica.

L’intervento di chirurgia estetica più praticato al mondo è la liposuzione (19.9% di tutte le procedure chirurgiche), seguita a ruota dall’aumento del seno o mastoplastica additiva (18.9%). Se aggiungiamo il 7% di interventi per il sollevamento del seno o mastopessi ed i 6,7% di per la riduzione o mastoplastica riduttiva, il seno si conferma il punto focale dell’interesse. Seguono il ringiovanimento delle palpebre o blefaroplastica (11%), la rinoplastica (7,5%) ed il lifting del viso (4,8%). Per le procedure di medicina estetica al primo posto vediamo il botulino (38,1%), seguito dall’acido jaluronico (23,2%).

In Italia l’intervento più praticato è l’aumento del seno (per il quale siamo al quarto posto nel mondo), mentre l’acido jaluronico batte ancora il botulino, soprattutto a causa della diffusione di informazioni errate.

L’indagine è stata effettuata su ventimila chirurghi in venticinque paesi del mondo. Non sono stati considerati, a fine statistico, gli interventi estetici eseguiti da professionisti che non sono chirurghi plastici.

La ricerca completa si può trovare sul sito  dell’International Society of Aesthetic Plastic Surgery http://www.isaps.org

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