L’altezza media italiana nel 2017 di maschi e femmine

MEDICINA ONLINE TALL SHORT MAN GIRL WOMAN BOY ALTEZZA STATURA AUMENTARE AUMENTO ALTEZZA CENTIMETRI LUNGHEZZA MONDO MEDIA ITALIANA ITALIA MONDO MEDIA PER REGIONE OSSA ORMONI GH CRESCITA PUBERTA SALDATURA OSSEALa statura media degli adulti in Italia attualmente corrisponde a 175 cm per i maschi e 162.5 cm per le femmine.

Tra i giovani italiani, l’altezza media al massimo dello sviluppo si è attualmente alzata a 177,8 cm.

Prodotti per apparire più alti

Per sembrare più alti possono essere utilissimi alcuni prodotti, tra cui:

Integratori utili per aumentare l’altezza

Alcuni integratori potenzialmente utili per fornire un adeguato apporto di nutrienti all’organismo ed aumentare le possibilità di sviluppare la massima altezza possibile, sono i seguenti, selezionati dal nostro Staff medico:

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Differenza tra animali a sangue caldo e freddo

MEDICINA ONLINE DIFFERENZA LEONE TIGRE LION TIGER MANDIBOLA CARATTERISTICHE NASO DENTI ANIMALE DIVERSITA COCRODILE WALLPAPER COCCODRILLO DEL NILO SFONDO HDTutti gli esseri viventi producono l’energia che serve loro per svolgere le loro funzioni dalla degradazione di molecole complesse in altre più semplici; attraverso i cosiddetti processi catabolici: l’energia che viene prodotta attraverso questi processi ,solo per un quarto del totale viene utilizzata per fare lavori utili, il resto viene disperso in calore, che viene rilevato in un aumento della temperatura interna. In particolare gli animali si dividono ,riguardo alla produzione di calore, in animali a sangue caldo ed animali a sangue freddo.

Gli animali a sangue caldo sono essenzialmente i mammiferi e gli uccelli: essi producono una temperatura interna costante che si aggira sempre sui 36-37 gradi, indipendentemente dall’ambiente esterno, gli altri animali: insetti, rettili, anfibi e tutti gli altri invertebrati hanno una temperatura interna dipendente dall’ambiente esterno e quindi la loro temperatura interna oscilla grandemente, a seconda gli ambienti in cui vivono.

I mammiferi e gli uccelli sono quindi in grado di regolare la loro temperatura interna, solitamente ad un livello più elevato dell’ambiente in cui vivono e questo perché rilasciano più calore dal loro metabolismo, attraverso il flusso di sangue nella pelle, aumentano la produzione di sudore, ansimano, producono brividi, abbattono il grasso. Sono quindi chiamati endotermi (producono calore dentro di loro). Dal momento che sono in grado di mantenere la loro temperatura interna stabile, sono anche chiamati omeotermi. Questo richiede un alto tasso metabolico a riposo e sono quindi anche chiamati tachimetabolici.

Gli insetti, i rettili. i pesci e gli anfibi non sono in grado di mantenere costante la loro temperatura interna e ricevono il calore dall’esterno: sono chiamati quindi ectotermi; dal momento che la loro temperatura è variabile sono anche chiamati poichilotermi: per fare questo essi non hanno bisogno di un metabolismo molto intenso e sono chiamati anche animali bradimetabolici.

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Ci sono vantaggi e svantaggi di essere animali a sangue caldo o a sangue freddo. Gli animali a sangue caldo sono in grado di procurarsi il cibo o difendersi dai predatori in ambienti a temperatura più ampia di quelli a sangue freddo perché la loro temperatura interna non dipende dall’ambiente esterno: inoltre sono in grado di avere un cervello più complesso che necessita, per funzionare, di una temperatura costante. Tuttavia, per mantenere una temperatura interna che è superiore a quella esterna, devono ottenere più cibo, da cinque a dieci volte di più di quelli a sangue freddo.

Gli animali a sangue caldo sono paragonabili ad una macchina ad alto consumo energetico  perché devono usare più energia per mantenere alta la loro temperatura interna. In ultima analisi quindi essi sono inefficienti dal punto di vista energetico. Gli animali a sangue freddo invece sono più in sintonia col loro ambiente. L’evoluzione degli animali a sangue freddo verso quelli a sangue caldo sarebbe come far evolvere una macchina a temperatura interna che dipende dall’ambiente esterno ad una a temperatura controllata.

Le teorie evoluzionistiche attuali per questa evoluzione sono molto semplicistiche; si può dire che tutte le forme di vita, dai bacteri alle amebe, hanno qualche sistema di termoregolazione, altrimenti non potrebbero vivere. Soltanto che i meccanismi della termoregolazione sono diventati più sofisticati. Come si sono potuti evolvere, pur mantenendo la capacità di poter vivere egualmente? Gli animali a sangue caldo tendono a dare più calore di quelli a sangue freddo: bisogna spiegare il meccanismo che c’è alla base di questa evoluzione. Sembra, da ultime ricerche che gli animali a sangue freddo hanno meno mitocondri. Sembra però che gli animali a sangue caldo  hanno il disaccoppiamento delle proteine (UCP) e sembrano ridurre la quantità di energia che viene utilizzata che si trasforma invece in calore.

La tiroide è presente anche negli invertebrati  ma la funzione della tiroide negli animali a sangue caldo sarebbe di attivare questi UCP e aumentare la produzione di calore. La produzione e il controllo dell’ormone tiroideo è irriducibilmente complesso e richiede la capacità di sopravvivenza naturale perché avere troppo o troppo poco ormone è dannosissimo per sopravvivenza. Questo è un punto molto importante che dovrebbe essere affrontato dai biologi evoluzionisti. Gli animali a sangue caldo ,per mantenersi in vita devono mantenere la loro temperatura interna entro certi limiti, affinché funzionino bene gli enzimi e le membrane cellulari.

Come fanno gli animali a sangue freddo a sopravvivere, per le variazioni, anche molto ampie della temperatura esterna? I biologi evoluzionisti dovrebbero affrontare anche questo problema. Sembra che per le principali funzioni metaboliche gli animali a sangue freddo hanno diversi sistemi enzimatici specifici che sono in grado di funzionare a temperature diverse per consentire la sopravvivenza. Per cui quando si tratta di geni che codificano i processi metabolici gli animali a sangue freddo hanno più geni di quelli a sangue caldo e in particolare specifici geni che producono enzimi che funzionano a varie temperature.

Quindi mentre gli animali a sangue freddo stavano evolvendo in quelli a sangue caldo avrebbero dovuto perdere molti geni che consentivano la sopravvivenza con varie temperature. Come questi animali avrebbero potuto sopravvivere mentre perdevano questi geni ed entravano in una fase di transizione che determina una perdita di flessibilità metabolica e lo sviluppo di una maggior quantità di calore con capacità di termoregolazione è un altro enigma che i biologi evoluzionisti devono affrontare. Anna Gauger  ha acutamente notato:” il potere esplicativo della biologia evolutiva è inversamente proporzionale al suo rigore”. Se noi siamo istruiti non solo di come la vita appare, ma anche come funziona il concetto di evoluzione sarebbe molto diverso da come appare oggi.

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Differenza tra estratti vegetali ed oli essenziali

MEDICINA ONLINE ESSENTIAL OIL OILS AROMATHERAPY AROMATERAPIE AROMATERAPIA OLIO ESSENZIALE OLII OLI VETTORE MASSAGGIO MASSAGE EUCALIPTO BERGAMOTTO COSMETICA MANDORLE ARGAN AVOCADO ROSMARIGLI OLI ESSENZIALI
Sono conosciuti anche come essenze aromatiche. Tecnicamente non sono oli in senso stretto ma concentrati liquidi idrofobi (che non si miscelano con l’acqua) e volatili (che evaporano velocemente).
Gli oli essenziali sono formati principalmente da strutture chimiche ben precise formate da particolari costituenti come alcoli, aldeidi, esteri, eteri, chetoni, fenoli, terpeni e altri componenti chimici e sono ottenuti principalmente mediante il processo di distillazione a vapore, di estrazione con solventi o di spremitura a freddo utilizzando le varie parti aromatiche di una pianta. Come colorazione gli oli essenziali passano dal trasparente al giallo chiaro fino ad alcuni oli essenziali dal colore marcato come quello di Camomilla Tedesca dal bellissimo colore blu. Sono sostanze altamente concentrate (sono sufficienti una goccia o due in un olio vettore per conferire profumo e capacità terapeutiche) e racchiudono il potere aromatico tipico della pianta da cui sono ottenuti.
Grazie alla loro altissima volatilità possono essere facilmente diffusi nell’aria attraverso diffusori elettrici o bruciatori di essenze oppure possono essere applicati sulla pelle dopo essere stati diluiti in oli vettore. Gli oli essenziali non irrancidiscono e preservano il loro profumo e le loro caratteristiche anche per lungo tempo (se utilizzati correttamente) ma sono soggetti all’ossidazione dell’aria che potrebbe far perdere loro le proprietà terapeutiche.
Il fatto di dover diluire gli oli essenziali prima del loro uso non deve essere considerato un optional: potrebbero infatti creare pericolosi fenomeni di irritazione o di sensibilizzazione della pelle.
Inoltre è sempre opportuno fare prima un patch test per verificare eventuali allergie o intolleranze individuali.

GLI OLI VEGETALI O VETTORE O DI BASE
Sono veri e propri oli, ottenuti dalla porzione grassa di una pianta attraverso una varietà di metodi differenti come ad esempio la macerazione.
Le loro strutture molecolari sono molto più pesanti e più grandi di quelle degli oli essenziali e sono costituiti principalmente da lipidi come acidi grassi, cere e vitamine liposolubili come A, D, E e K (sostanze che non si trovano in un olio essenziale).
In genere non hanno un odore forte, concentrato e non evaporano a differenza degli oli essenziali. Uno degli utilizzi maggiori degli oli vettore è quello di rendere veicolabili gli oli essenziali attraverso la pelle che altrimenti non potrebbero essere spalmati puri.
Tuttavia gli oli vettore non sono utilizzati solo per diluire o prolungare la durata degli oli essenziali.  Hanno anche caratteristiche uniche e ottime capacità terapeutiche.
Molti di loro infatti hanno preziose proprietà emollienti, nutrienti, idratanti e antinvecchiamento.
La loro durata di conservazione non è però cosi’ lunga come quella degli oli essenziali e tendono ad irrancidire in pochi mesi. Quindi, come si può vedere, gli oli essenziali sono molto diversi dagli oli vettore. I due tipi di olio non sono intercambiabili e non devono essere confusi fra loro.

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Calcolare la superficie di una ustione: la regola del 9 in neonati, bambini ed adulti

Quando un soggetto ustionato si pone all’attenzione del medico, sono diversi i fattori che bisogna prendere in considerazione per valutare la gravità della situazione. Insieme alla profondità dell’ustione (che può essere di primo, secondo, terzo o quarto grado), la gravità delle ustioni è determinata anche dall’estensione della zona lesa; tanto questa è maggiore e tanto più insidioso è Continua a leggere

Significato di olio eterico e differenza con olio essenziale

MEDICINA ONLINE ESSENTIAL OIL OILS AROMATHERAPY AROMATERAPIE AROMATERAPIA OLIO ESSENZIALE OLII OLI VETTORE MASSAGGIO MASSAGE EUCALIPTO BERGAMOTTO COSMETICA MANDORLE ARGAN AVOCADO ROSMARILa prima cosa da chiarire è che “olio eterico” ed “olio essenziale” sono sinonimi, quindi sono la stessa identica cosa.

Cosa sono gli oli eterici?

Gli oli eterici sono prodotti ottenuti per estrazione a partire da materiale vegetale aromatico, ricco cioè in “essenze” che vengono prodotte dalle piante per molteplici ragioni, e in alcuni casi forse anche come scarti. Le ipotesi più forti vogliono che le essenze svolgano funzione allelopatica, antibiotica e di attrazione degli impollinatori.

Gli oli eterici possono essere contenuti in varie parti della pianta:

  • sommità fiorite (lavanda, rosmarino, timo);
  • fiori (camomilla, arancio, gelsomino, violetta);
  • foglie (basilico, eucalipto, verbena);
  • frutti (anice, finocchio, pepe, ginepro, vaniglia);
  • scorza di frutti (arancio, bergamotto, limone);
  • radici e rizomi (iris, zenzero).

Come si estraggono gli oli eterici?

Le metodologie di estrazione accettate nella definizione di olio essenziale sono:

  • la distillazione in corrente di vapore (che si distingue poi in distillazione nella quale il materiale è immerso in acqua e distillazione nella quale il materiale è sospeso sopra la fonte di vapore),
  • la spremitura a freddo (delle bucce o epicarpo dei frutti del genere Citrus), e
  • la distillazione a secco o distruttiva (usata ad esempio per ottenere l’olio di cade a partire da Juniperus oxycedrus).

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I peggiori modi per essere lasciati da qualcuno

MEDICINA ONLINE CELLULARE COLAZIONE SMARTPHONE APP WHATSAPP APPLICAZIONE PROGRAMMA TELEFONARE TELEFONO TELEFONINO PHONE CALL MARMELLATA MANGIARE DONNA MATTINA BREKFAST WALLPAPER PIC HI RLa fine di una storia? Sempre e comunque un dramma, a parte rarissimi casi. Essere lasciati è orrendo. Ma anche mollare non è una passeggiata, ed è spesso difficile trovare il modo giusto di lasciare un ragazzo (semmai ne esiste uno).

Molto probabilmente ognuno di noi può vantare almeno un episodio in cui ha preso una dolorosissima porta chiusa in faccia. O peggio, episodi in cui ha dovuto mollare il malcapitato e non è stato esattamente capace di usare il tatto adeguato. (Confessa, te ne vergogni a morte, ma anche tu almeno una volta hai mollato per telefono!)

Insomma, una rottura non è mai facile. E chiunque dei due sia l’autore della nefasta decisione, sappiate che c’è modo e modo di farlo. E se almeno una volta nella vita siete state lasciate in maniera particolarmente infame, sapete di cosa stiamo parlando.

Qualche istruttivo esempio dei peggiori modi lasciare o di essere lasciati.

Piangendo

Bisogna sapersi mettere nei panni di chi sta per essere lasciato. Molto probabilmente avrà una fortissima voglia di piangere. Quindi è scorretto rubargli/le anche la doverosa scena madre. Abbiate dignità nel lasciare: far vedere di essere eccessivamente dispiaciuti e sofferenti non serve a nulla, tranne che a lavarvi biecamente la coscienza.

Tramite Twitter o Facebook

Il web 2.0 e l’esistenza dei social network non vi autorizzano ad essere più infami di quanto già non lo siate. Far sapere all’altro/a di essere stato mollato/a cambiando lo status su Facebook, ad esempio, andrebbe punito penalmente.

Via chat o mail

Tipico dei logorroici vigliacchi, che hanno tanto da spiegare e recriminare quando mollano. Ma non hanno il buongusto di farlo guardando l’altro negli occhi. Nella fattispecie, la mail è tra le due la modalità più disgustosa.

Via sms o telefonata

Per gli sms: vedi punto 3. Per quanto riguarda la telefonata: moralmente un po’ più accettabile rispetto all’sms e o facebook. Ma il fatto che le nuove tecnologie ci offrano modalità ancora più infami di mollare, non fa del mollare per telefono un gesto lodevole.

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Sparire

Così, semplicemente: smettere di chiamare, di farsi vedere e di rispondere al telefono. Lasciando l’altro/a prima nell’incertezza, poi nel totale smarrimento, e infine nella terribile certezza, senza nemmeno avere qualcuno contro cui urlare. Se poi trovate la fiancata della vostro auto simpaticamente istoriata nottetempo, non lamentatevi. Era il minimo che dovevate aspettarvi!

Cominciare a comportarsi male

Per farsi lasciare, o per mollare in maniera più “indolore”. E’ il top della vigliaccheria, e scivola anche nel sadico.

Con un tradimento volante

Fatto a bella posta, e prontamente confessato. Oltre a far soffrire l’altro/a, uccide anche l’autostima.

In un luogo pubblico

Impedisce al mollato/a di fare la scenata, che è praticamente l’unico appiglio che resta ai mollati di tutte le epoche: negare anche la possibilità di fare una scenata è pura crudeltà.
Oppure regala una scenata delle peggiori con tanto di pubblico pagante. Se il vostro neo ex è un violento rischiate anche di dover pagare i danni al locale in cui vi trovate.

In un posto che il mollato ama

In un posto simbolo del vostro amore, in un posto che per qualche motivo significa molto per lui/lei. Continuerà ad associarlo a una tragedia per il resto della sua vita. Altra crudeltà gratuita da evitare.

Davanti ad altre persone

Specie se amici o parenti. Scorrettissimo sia per la questione scenata, sia perchè oltremodo umiliante. In un mondo giusto andrebbe punito con l’ergastolo.

In una festività

A San Valentino o a Natale. Non si fa. Aspettare qualche giorno non vi costerà nulla.

Durante le vacanze

O subito prima di partire. Nel primo caso avrete rovinato la vacanza a entrambi (e se il/la mollato/a è particolarmente vendicativo non stupitevi se da fuoco ai vostri documenti o al biglietto di ritorno). Nel secondo caso lascerete al malcapitato come ultimo regalo le ferie negate e passate a casa a piangere. Mentre tutti gli amici sono in vacanza.

Mentre il mollato è ubriaco

A parte le reazioni imprevedibili, rischiate che il giorno dopo si presenti sotto casa vostra ridendo e dicendo “Amore mio, da oggi smetto di bere. Non sai cosa ho sognato stanotte mentre ero ubriaca/o”

Dopo aver fatto l’amore per l’ultima volta

Se volete lasciarlo/a non andateci più a letto. Assolutamente! Il sesso in prossimità di rottura (sia prima che dopo) non fa che creare illusioni, false aspettative, e ferite ancora più profonde.

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Qual è il virus più letale al mondo?

MEDICINA ONLINE INVASIVITA VIRUS BATTERI FUNGHI PATOGENI MICROBIOLOGIA MICROORGANISMI CLINICA BIOLOGICA BIOLOGIA MICROBI LABORATORIO ANALISI PARETE INFEZIONE ORGANISMO PATOGENESIIl virus più letale al mondo è, probabilmente, il virus Ebola: pur avendo una mortalità del 50-70 per cento dei contagiati (molto meno rispetto al virus della rabbia che ha una mortalità prossima al 100%), è comunque pericolosissimo per via della velocità con cui conduce alla morte il paziente: esso infatti muore così rapidamente che difficilmente riesce ad essere causa di contagio per altri individui. Nell’epidemia del 2014 l’Ebola ha ucciso quasi 5000 persone, con un tasso di mortalità che si è aggirato intorno al 60%, quindi più della metà delle persone che ha contagiato è purtroppo deceduta.

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Perché quando cambia il tempo fanno male ossa, cicatrici e testa

MEDICINA ONLINE RAIN TORNADO COLD WATER OMBRELLO TEMPO AUTUNNO INVERNO CLIMA METEO METEREOPATIA WINTER AUTUMN WALLPAPER Alone-sad-girl-lonely-walk-with-umbrella-miss-you-imagesTutti controllano le previsioni del tempo in vista di una vacanza o di una passeggiata. Forse dovremmo dar loro un’occhiata anche per sapere se quel mal di testa tornerà o se saremo un po’ tristi, se i dolori alla schiena si faranno sentire, o se dovremo misurare la pressione una volta di più. Perché il clima influenza la salute e di recente, proprio in Italia, è stato messo a punto il questionario METEO-Q per capire se e quanto le variazioni di temperatura, umidità, pressione e vento incidano sul nostro benessere.

I meteoropatici sono circa il 5% della popolazione
Realizzato da Luigi Janiri, Marianna Mazza e Marco Di Nicola dell’Istituto di Psichiatria del Policlinico Gemelli di Roma, è un test che chiunque può fare in pochi minuti per scoprire se è meteorosensibile o meteoropatico. «Nel primo caso, quando cambia il tempo si è soltanto più vulnerabili a disturbi; il vero meteoropatico invece ha un calo sostanziale della qualità di vita — spiega Mazza —. Il reale discrimine è quanto il malessere comprometta la quotidianità: sentirsi un po’ più giù o assonnati quando il tempo volge al brutto è normale, non riuscire ad alzarsi dal letto o avere una ricaduta dell’artrosi che impone un’assenza dal lavoro è patologia». Secondo le stime i meteoropatici sono circa il 5% della popolazione, i meteorosensibili il 30-40%; tutti però “sentiamo” il tempo, anche se non ce ne accorgiamo e non abbiamo veri e propri sintomi. «Quando le condizioni meteorologiche cambiano, l’organismo deve adattarsi e subisce perciò uno “stress” — dice Umberto Solimene, presidente del Centro di Ricerca in Bioclimatologia Medica dell’Università di Milano —. Chi è sano non ne risente, chi è più vulnerabile non riesce a compensare l’alterazione e manifesta disagi. Le donne e gli anziani sono più sensibili, così come chi soffre di qualche patologia: gli ipertesi, ad esempio, quando la temperatura cambia bruscamente hanno un rischio maggiore di palpitazioni, tachicardia e crisi ipertensive; chi ha una cefalea cronica o sindromi osteoarticolari vede acuirsi i fastidi, perché al variare dei parametri meteorologici si riduce la soglia del dolore».

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I mutamenti climatici improvvisi peggiorano i disturbi
«Con i mutamenti climatici in atto sta aumentando la quota di meteorosensibili — dice Mazza —. A creare problemi è la brusca variazione dei parametri, e oggi i passaggi dal caldo al freddo, dal sereno alla pioggia sono sempre più improvvisi». «Tutti viviamo con un livello di stress piuttosto elevato, che già mette alla prova le nostre capacità di compensazione; inoltre, passiamo la maggior parte delle giornate in ambienti condizionati, perdendo un po’, così, le capacità naturali di adattamento — aggiunge Solimene —. Ciò spiega perché sono sempre di più coloro che accusano disagi anche 2-3 giorni prima di una perturbazione: minime differenze di pressione, elettricità e parametri chimici dell’aria iniziano 72 ore prima di un mutamento del tempo e l’organismo le avverte. Chi compensa non ha problemi, chi è fragile avverte un malessere». Che fare se si è meteorosensibili o meteoropatici? «Guardare le previsioni per sapere in anticipo ciò a cui si va incontro — risponde Solimene —. Poi sarebbe buona abitudine fare la doccia alternando acqua calda e fredda: allena il sistema di termoregolazione dell’organismo, spesso “pigro” perché viviamo sempre a temperatura controllata. Utile anche l’idroterapia con essenze stimolanti o calmanti, e integratori fitoterapici a base di ginseng, eleuterococco, passiflora, da scegliere in base alla propria reazione, di eccitazione o depressione, al mutamento climatico; può servire infine l’agopuntura, che aumenta la produzione di endorfine e serotonina».

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