Differenza tra estratti vegetali ed oli essenziali

MEDICINA ONLINE ESSENTIAL OIL OILS AROMATHERAPY AROMATERAPIE AROMATERAPIA OLIO ESSENZIALE OLII OLI VETTORE MASSAGGIO MASSAGE EUCALIPTO BERGAMOTTO COSMETICA MANDORLE ARGAN AVOCADO ROSMARIGLI OLI ESSENZIALI
Sono conosciuti anche come essenze aromatiche. Tecnicamente non sono oli in senso stretto ma concentrati liquidi idrofobi (che non si miscelano con l’acqua) e volatili (che evaporano velocemente).
Gli oli essenziali sono formati principalmente da strutture chimiche ben precise formate da particolari costituenti come alcoli, aldeidi, esteri, eteri, chetoni, fenoli, terpeni e altri componenti chimici e sono ottenuti principalmente mediante il processo di distillazione a vapore, di estrazione con solventi o di spremitura a freddo utilizzando le varie parti aromatiche di una pianta. Come colorazione gli oli essenziali passano dal trasparente al giallo chiaro fino ad alcuni oli essenziali dal colore marcato come quello di Camomilla Tedesca dal bellissimo colore blu. Sono sostanze altamente concentrate (sono sufficienti una goccia o due in un olio vettore per conferire profumo e capacità terapeutiche) e racchiudono il potere aromatico tipico della pianta da cui sono ottenuti.
Grazie alla loro altissima volatilità possono essere facilmente diffusi nell’aria attraverso diffusori elettrici o bruciatori di essenze oppure possono essere applicati sulla pelle dopo essere stati diluiti in oli vettore. Gli oli essenziali non irrancidiscono e preservano il loro profumo e le loro caratteristiche anche per lungo tempo (se utilizzati correttamente) ma sono soggetti all’ossidazione dell’aria che potrebbe far perdere loro le proprietà terapeutiche.
Il fatto di dover diluire gli oli essenziali prima del loro uso non deve essere considerato un optional: potrebbero infatti creare pericolosi fenomeni di irritazione o di sensibilizzazione della pelle.
Inoltre è sempre opportuno fare prima un patch test per verificare eventuali allergie o intolleranze individuali.

GLI OLI VEGETALI O VETTORE O DI BASE
Sono veri e propri oli, ottenuti dalla porzione grassa di una pianta attraverso una varietà di metodi differenti come ad esempio la macerazione.
Le loro strutture molecolari sono molto più pesanti e più grandi di quelle degli oli essenziali e sono costituiti principalmente da lipidi come acidi grassi, cere e vitamine liposolubili come A, D, E e K (sostanze che non si trovano in un olio essenziale).
In genere non hanno un odore forte, concentrato e non evaporano a differenza degli oli essenziali. Uno degli utilizzi maggiori degli oli vettore è quello di rendere veicolabili gli oli essenziali attraverso la pelle che altrimenti non potrebbero essere spalmati puri.
Tuttavia gli oli vettore non sono utilizzati solo per diluire o prolungare la durata degli oli essenziali.  Hanno anche caratteristiche uniche e ottime capacità terapeutiche.
Molti di loro infatti hanno preziose proprietà emollienti, nutrienti, idratanti e antinvecchiamento.
La loro durata di conservazione non è però cosi’ lunga come quella degli oli essenziali e tendono ad irrancidire in pochi mesi. Quindi, come si può vedere, gli oli essenziali sono molto diversi dagli oli vettore. I due tipi di olio non sono intercambiabili e non devono essere confusi fra loro.

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Calcolare la superficie di una ustione: la regola del 9 in neonati, bambini ed adulti

Quando un soggetto ustionato si pone all’attenzione del medico, sono diversi i fattori che bisogna prendere in considerazione per valutare la gravità della situazione. Insieme alla profondità dell’ustione (che può essere di primo, secondo, terzo o quarto grado), la gravità delle ustioni è determinata anche dall’estensione della zona lesa; tanto questa è maggiore e tanto più insidioso è Continua a leggere

Significato di olio eterico e differenza con olio essenziale

MEDICINA ONLINE ESSENTIAL OIL OILS AROMATHERAPY AROMATERAPIE AROMATERAPIA OLIO ESSENZIALE OLII OLI VETTORE MASSAGGIO MASSAGE EUCALIPTO BERGAMOTTO COSMETICA MANDORLE ARGAN AVOCADO ROSMARILa prima cosa da chiarire è che “olio eterico” ed “olio essenziale” sono sinonimi, quindi sono la stessa identica cosa.

Cosa sono gli oli eterici?

Gli oli eterici sono prodotti ottenuti per estrazione a partire da materiale vegetale aromatico, ricco cioè in “essenze” che vengono prodotte dalle piante per molteplici ragioni, e in alcuni casi forse anche come scarti. Le ipotesi più forti vogliono che le essenze svolgano funzione allelopatica, antibiotica e di attrazione degli impollinatori.

Gli oli eterici possono essere contenuti in varie parti della pianta:

  • sommità fiorite (lavanda, rosmarino, timo);
  • fiori (camomilla, arancio, gelsomino, violetta);
  • foglie (basilico, eucalipto, verbena);
  • frutti (anice, finocchio, pepe, ginepro, vaniglia);
  • scorza di frutti (arancio, bergamotto, limone);
  • radici e rizomi (iris, zenzero).

Come si estraggono gli oli eterici?

Le metodologie di estrazione accettate nella definizione di olio essenziale sono:

  • la distillazione in corrente di vapore (che si distingue poi in distillazione nella quale il materiale è immerso in acqua e distillazione nella quale il materiale è sospeso sopra la fonte di vapore),
  • la spremitura a freddo (delle bucce o epicarpo dei frutti del genere Citrus), e
  • la distillazione a secco o distruttiva (usata ad esempio per ottenere l’olio di cade a partire da Juniperus oxycedrus).

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I peggiori modi per essere lasciati da qualcuno

MEDICINA ONLINE CELLULARE COLAZIONE SMARTPHONE APP WHATSAPP APPLICAZIONE PROGRAMMA TELEFONARE TELEFONO TELEFONINO PHONE CALL MARMELLATA MANGIARE DONNA MATTINA BREKFAST WALLPAPER PIC HI RLa fine di una storia? Sempre e comunque un dramma, a parte rarissimi casi. Essere lasciati è orrendo. Ma anche mollare non è una passeggiata, ed è spesso difficile trovare il modo giusto di lasciare un ragazzo (semmai ne esiste uno).

Molto probabilmente ognuno di noi può vantare almeno un episodio in cui ha preso una dolorosissima porta chiusa in faccia. O peggio, episodi in cui ha dovuto mollare il malcapitato e non è stato esattamente capace di usare il tatto adeguato. (Confessa, te ne vergogni a morte, ma anche tu almeno una volta hai mollato per telefono!)

Insomma, una rottura non è mai facile. E chiunque dei due sia l’autore della nefasta decisione, sappiate che c’è modo e modo di farlo. E se almeno una volta nella vita siete state lasciate in maniera particolarmente infame, sapete di cosa stiamo parlando.

Qualche istruttivo esempio dei peggiori modi lasciare o di essere lasciati.

Piangendo

Bisogna sapersi mettere nei panni di chi sta per essere lasciato. Molto probabilmente avrà una fortissima voglia di piangere. Quindi è scorretto rubargli/le anche la doverosa scena madre. Abbiate dignità nel lasciare: far vedere di essere eccessivamente dispiaciuti e sofferenti non serve a nulla, tranne che a lavarvi biecamente la coscienza.

Tramite Twitter o Facebook

Il web 2.0 e l’esistenza dei social network non vi autorizzano ad essere più infami di quanto già non lo siate. Far sapere all’altro/a di essere stato mollato/a cambiando lo status su Facebook, ad esempio, andrebbe punito penalmente.

Via chat o mail

Tipico dei logorroici vigliacchi, che hanno tanto da spiegare e recriminare quando mollano. Ma non hanno il buongusto di farlo guardando l’altro negli occhi. Nella fattispecie, la mail è tra le due la modalità più disgustosa.

Via sms o telefonata

Per gli sms: vedi punto 3. Per quanto riguarda la telefonata: moralmente un po’ più accettabile rispetto all’sms e o facebook. Ma il fatto che le nuove tecnologie ci offrano modalità ancora più infami di mollare, non fa del mollare per telefono un gesto lodevole.

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Sparire

Così, semplicemente: smettere di chiamare, di farsi vedere e di rispondere al telefono. Lasciando l’altro/a prima nell’incertezza, poi nel totale smarrimento, e infine nella terribile certezza, senza nemmeno avere qualcuno contro cui urlare. Se poi trovate la fiancata della vostro auto simpaticamente istoriata nottetempo, non lamentatevi. Era il minimo che dovevate aspettarvi!

Cominciare a comportarsi male

Per farsi lasciare, o per mollare in maniera più “indolore”. E’ il top della vigliaccheria, e scivola anche nel sadico.

Con un tradimento volante

Fatto a bella posta, e prontamente confessato. Oltre a far soffrire l’altro/a, uccide anche l’autostima.

In un luogo pubblico

Impedisce al mollato/a di fare la scenata, che è praticamente l’unico appiglio che resta ai mollati di tutte le epoche: negare anche la possibilità di fare una scenata è pura crudeltà.
Oppure regala una scenata delle peggiori con tanto di pubblico pagante. Se il vostro neo ex è un violento rischiate anche di dover pagare i danni al locale in cui vi trovate.

In un posto che il mollato ama

In un posto simbolo del vostro amore, in un posto che per qualche motivo significa molto per lui/lei. Continuerà ad associarlo a una tragedia per il resto della sua vita. Altra crudeltà gratuita da evitare.

Davanti ad altre persone

Specie se amici o parenti. Scorrettissimo sia per la questione scenata, sia perchè oltremodo umiliante. In un mondo giusto andrebbe punito con l’ergastolo.

In una festività

A San Valentino o a Natale. Non si fa. Aspettare qualche giorno non vi costerà nulla.

Durante le vacanze

O subito prima di partire. Nel primo caso avrete rovinato la vacanza a entrambi (e se il/la mollato/a è particolarmente vendicativo non stupitevi se da fuoco ai vostri documenti o al biglietto di ritorno). Nel secondo caso lascerete al malcapitato come ultimo regalo le ferie negate e passate a casa a piangere. Mentre tutti gli amici sono in vacanza.

Mentre il mollato è ubriaco

A parte le reazioni imprevedibili, rischiate che il giorno dopo si presenti sotto casa vostra ridendo e dicendo “Amore mio, da oggi smetto di bere. Non sai cosa ho sognato stanotte mentre ero ubriaca/o”

Dopo aver fatto l’amore per l’ultima volta

Se volete lasciarlo/a non andateci più a letto. Assolutamente! Il sesso in prossimità di rottura (sia prima che dopo) non fa che creare illusioni, false aspettative, e ferite ancora più profonde.

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Qual è il virus più letale al mondo?

MEDICINA ONLINE INVASIVITA VIRUS BATTERI FUNGHI PATOGENI MICROBIOLOGIA MICROORGANISMI CLINICA BIOLOGICA BIOLOGIA MICROBI LABORATORIO ANALISI PARETE INFEZIONE ORGANISMO PATOGENESIIl virus più letale al mondo è, probabilmente, il virus Ebola: pur avendo una mortalità del 50-70 per cento dei contagiati (molto meno rispetto al virus della rabbia che ha una mortalità prossima al 100%), è comunque pericolosissimo per via della velocità con cui conduce alla morte il paziente: esso infatti muore così rapidamente che difficilmente riesce ad essere causa di contagio per altri individui. Nell’epidemia del 2014 l’Ebola ha ucciso quasi 5000 persone, con un tasso di mortalità che si è aggirato intorno al 60%, quindi più della metà delle persone che ha contagiato è purtroppo deceduta.

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Perché quando cambia il tempo fanno male ossa, cicatrici e testa

MEDICINA ONLINE RAIN TORNADO COLD WATER OMBRELLO TEMPO AUTUNNO INVERNO CLIMA METEO METEREOPATIA WINTER AUTUMN WALLPAPER Alone-sad-girl-lonely-walk-with-umbrella-miss-you-imagesTutti controllano le previsioni del tempo in vista di una vacanza o di una passeggiata. Forse dovremmo dar loro un’occhiata anche per sapere se quel mal di testa tornerà o se saremo un po’ tristi, se i dolori alla schiena si faranno sentire, o se dovremo misurare la pressione una volta di più. Perché il clima influenza la salute e di recente, proprio in Italia, è stato messo a punto il questionario METEO-Q per capire se e quanto le variazioni di temperatura, umidità, pressione e vento incidano sul nostro benessere.

I meteoropatici sono circa il 5% della popolazione
Realizzato da Luigi Janiri, Marianna Mazza e Marco Di Nicola dell’Istituto di Psichiatria del Policlinico Gemelli di Roma, è un test che chiunque può fare in pochi minuti per scoprire se è meteorosensibile o meteoropatico. «Nel primo caso, quando cambia il tempo si è soltanto più vulnerabili a disturbi; il vero meteoropatico invece ha un calo sostanziale della qualità di vita — spiega Mazza —. Il reale discrimine è quanto il malessere comprometta la quotidianità: sentirsi un po’ più giù o assonnati quando il tempo volge al brutto è normale, non riuscire ad alzarsi dal letto o avere una ricaduta dell’artrosi che impone un’assenza dal lavoro è patologia». Secondo le stime i meteoropatici sono circa il 5% della popolazione, i meteorosensibili il 30-40%; tutti però “sentiamo” il tempo, anche se non ce ne accorgiamo e non abbiamo veri e propri sintomi. «Quando le condizioni meteorologiche cambiano, l’organismo deve adattarsi e subisce perciò uno “stress” — dice Umberto Solimene, presidente del Centro di Ricerca in Bioclimatologia Medica dell’Università di Milano —. Chi è sano non ne risente, chi è più vulnerabile non riesce a compensare l’alterazione e manifesta disagi. Le donne e gli anziani sono più sensibili, così come chi soffre di qualche patologia: gli ipertesi, ad esempio, quando la temperatura cambia bruscamente hanno un rischio maggiore di palpitazioni, tachicardia e crisi ipertensive; chi ha una cefalea cronica o sindromi osteoarticolari vede acuirsi i fastidi, perché al variare dei parametri meteorologici si riduce la soglia del dolore».

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I mutamenti climatici improvvisi peggiorano i disturbi
«Con i mutamenti climatici in atto sta aumentando la quota di meteorosensibili — dice Mazza —. A creare problemi è la brusca variazione dei parametri, e oggi i passaggi dal caldo al freddo, dal sereno alla pioggia sono sempre più improvvisi». «Tutti viviamo con un livello di stress piuttosto elevato, che già mette alla prova le nostre capacità di compensazione; inoltre, passiamo la maggior parte delle giornate in ambienti condizionati, perdendo un po’, così, le capacità naturali di adattamento — aggiunge Solimene —. Ciò spiega perché sono sempre di più coloro che accusano disagi anche 2-3 giorni prima di una perturbazione: minime differenze di pressione, elettricità e parametri chimici dell’aria iniziano 72 ore prima di un mutamento del tempo e l’organismo le avverte. Chi compensa non ha problemi, chi è fragile avverte un malessere». Che fare se si è meteorosensibili o meteoropatici? «Guardare le previsioni per sapere in anticipo ciò a cui si va incontro — risponde Solimene —. Poi sarebbe buona abitudine fare la doccia alternando acqua calda e fredda: allena il sistema di termoregolazione dell’organismo, spesso “pigro” perché viviamo sempre a temperatura controllata. Utile anche l’idroterapia con essenze stimolanti o calmanti, e integratori fitoterapici a base di ginseng, eleuterococco, passiflora, da scegliere in base alla propria reazione, di eccitazione o depressione, al mutamento climatico; può servire infine l’agopuntura, che aumenta la produzione di endorfine e serotonina».

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Differenza tra olio essenziale ed essenza

MEDICINA ONLINE ESSENTIAL OIL OILS AROMATHERAPY AROMATERAPIE AROMATERAPIA OLIO ESSENZIALE OLII OLI VETTORE MASSAGGIO MASSAGE EUCALIPTO BERGAMOTTO COSMETICA MANDORLE ARGAN AVOCADO ROSMARIDifferenza tra essenza e olio essenziale: che cos’è un olio essenziale e cosa è una essenza? Tecniche di produzioni e differenze di significato.

In breve:
Il significato di essenza differisce da quello di olio essenziale solo per le tecniche di produzione. La differenza risiede in un semplice tecnicismo quindi nel gergo comune i due termini possono essere usati come sinonimi.

Differenza tra essenza e olio essenziale

Per essenza facciamo riferimento all’insieme dei vari costituenti chimici presenti negli organuli della pianta, nei suoi organi di sintesi, di raccolta e di secrezione, vale a dire nei “frutti”.

L’olio essenziale definisce esattamente lo stesso gruppo di sostanze ma quando queste vengono estratte da altre parti della pianta come fiori, foglie e cortecce.

In genere, le differenze tra olio essenziale ed essanza si possono ridurre anche in termini di tecniche di estrazione:

  • – per la produzione delle essenze si usa la tecnica di spremitura a freddo.
  • – per la produzione degli oli essenziali si usa, in genere, la distillazione in corrente di vapore
  • – in alcuni casi i principi attivi vengono estratti con un processo di enfleurage con solventi. Con questa tecnica di estrazione si parla di oli assoluti.

Le differenze tra i due termini tornano utili solo quando dalla stessa piante si ricavano più oli essenziali.

Per fare un esempio pratico parliamo dei componenti chimici estratti dall’arancio.

Quando si parla di essenza di arancio si fa riferimento all’olio essenziale ricavato per premitura a freddo della scorza dell’arancio.

Al contrario, se si parla di olio essenziale di arancio, se il termine è usato senza differenti precisazioni, si farà riferimento all’olio essenziale ricavato con la tecnica di distillazione in corrente di vapore di rametti e foglie della medesima pianta.

Ancora, si può parlare di olio assoluto di arancio e questa volta si fa riferimento all’olio di Neroli estratto con un processo di enfluage dei fiori di arancio.

Oli essenziali e distillazione in corrente di vapore

La distillazione in corrente di vapore consiste nell’estrazione delle particelle aromatiche della pianta attraverso il calore del vapore acqueo.

Fiori, foglie, corteccia, rami, radici… non entrano in contatto diretto con l’acqua ma con il vapore prodotto dalla stessa acqua. Il vapore caldo, estrarrà i principi attivi e una volta condensato darà vita a una miscela detta idrolato, spesso conosciuta come acqua floreale. Gli idrolati sono miscele date da acqua e oli essenziali, una volta estratti non resterà che separare i principi attivi concentrati dalla componente acquosa.

Essenze e Spremitura a freddo

Le essenze sono gli stessi principi attivi delle piante ma questa volta sono estratti con un processo di premitura a freddo, ben diversa dall’estrazione con corrente di calore che sfrutta le alte temperature.

I frutti della piante non possono subire il processo di distillazione e per questo vengono spremuti a freddo, vale a dire che il frutto viene ridotto in un impasto dal quale si estrae l’olio essenziale che in questo caso prende il nome di essenza. Normalmente la temperatura usata per l’estrazione è compresa tra i 27°C e i 49°C per conservare più nutrienti possibili e assicurare una migliore qualità dell’olio.

Differenze tra Essenze, oli essenziali e oli assoluti

Come anticipato, a volte i costituenti chimici estratti dalle piante in soluzione oleosa prendono il nome di oli assoluti. In questi casi la tecnica di estrazione impiegata prevede l’uso di solventi.

L’estrazione con solventi (enfleurage) spesso utilizza l’etanolo. Le parti vegetali della pianta vengono trattate con etanolo (o altro solvente) al fine di estrarre i principi attivi in essi contenuti. Infine, il solvente viene rimosso per evaporazione a temperatura ambiente (l’etanolo, così come gli altri solventi impiegati, è estremamente volatile) così ciò che rimane è l’olio puro ricavato dalla pianta.

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Come ammorbidire le feci dure in modo naturale e con i farmaci

MEDICINA ONLINE ENTEROCLISMA PERETTA CLISTERE EVACUATIVO PULIZIA COLON MICROCLISMA INTESTINO STIPSI COSTIPAZIONE FECALOMA FECI DURISSIME TAPPO DIGIUNO DEFECAZIONE DIARREA ODORE CIBO TEMPO ESPULSO DIGESTIONE COPROFAGIAEspellere feci dure e disidratate è alquanto doloroso, così come averle bloccate nell’intestino, il che provoca una costipazione. Apportare dei cambiamenti alla tua alimentazione e al tuo stile di vita può aiutarti a risolvere il problema. Se così non fosse, la cosa migliore da fare è rivolgerti a un medico per intervenire in modo più risoluto.

Bevi più acqua. Quando è disidratato, il corpo cerca di estrarre il maggior quantitativo di liquidi possibile dal cibo presente nel sistema digestivo, inaridendo e indurendo di conseguenza le feci. Bere più acqua ti consente di espellere feci più morbide, favorendone inoltre l’avanzamento nell’intestino.

  • Alcuni medici consigliano di bere circa 2 litri, o 8 bicchieri, di acqua al giorno. Tuttavia, per alcune persone potrebbe non essere sufficiente, in base al loro livello di attività fisica e al clima in cui vivono.
  • Se soffri di frequenti episodi di mal di testa, spossatezza, vertigini, nausea, o se tendi a sudare poco, a urinare raramente o ad avere urine torbide, molto probabilmente non bevi abbastanza acqua.

Mangia i cibi ricchi di fibre dal leggero potere lassativo. Alcuni di loro, come le prugne, contengono sorbitolo. Il sorbitolo attrae l’acqua nelle feci, rendendole più morbide e facili da espellere. Ecco un elenco dettagliato:

  • Prugne.
  • Pesche.
  • Pere.
  • Susine.
  • Mele.
  • Albicocche.
  • Lamponi.
  • Fragole.
  • Fagioli.
  • Piselli.
  • Spinaci.

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Assumi un maggior numero di fibre. Le fibre sono la parte non digeribile dei vegetali, passano quindi nel corpo senza venire assorbite. Ciò che ne risulta sono feci morbide, voluminose, che attraversano facilmente l’intestino.

  • La maggior parte delle persone non assume un quantitativo di fibre sufficiente a far fronte al proprio fabbisogno giornaliero (20-40 mg). Il tuo corpo necessita sia di fibre idrosolubili, che a contatto con l’acqua si trasformano in un materiale simile a gel, sia di fibre insolubili, che non si dissolvono.
  • Le fibre solubili sono contenute in: avena, piselli, fagioli, mele, agrumi, carote e orzo.
  • Puoi assumere le fibre insolubili attraverso: farina di grano integrale, crusca di frumento, frutta secca, fagioli, verdure come cavolfiore e fagiolini.
  • Molte piante contengono entrambe le varietà di fibre, quindi puoi far fronte al tuo fabbisogno quotidiano mangiando un’ampia quantità di cereali e verdure diverse.
  • Assumere più fibre si rivelerà particolarmente efficace se berrai più acqua per favorire il dissolvimento di quelle solubili.

Mantieni in salute la flora batterica con lo yogurt. Per processare efficacemente il cibo, l’apparato digestivo ha bisogno del giusto equilibrio di microbi. Squilibri nelle comunità microbiche intestinali possono provocare costipazione, interferendo inoltre con l’assorbimento dei nutrienti. Yogurt, kefir e altri latticini con fermenti lattici vivi possono contribuire a risanare e riequilibrare la flora intestinale, aiutandoti così a contrastare la durezza delle feci causata da:

  • Sindrome dell’intestino irritabile.
  • Dissenteria o costipazione inspiegate.
  • Dissenteria o costipazione dovute all’assunzione di antibiotici che hanno ucciso parte della naturale flora batterica intestinale.

Promuovi una digestione sana con gli integratori. Consulta sempre prima il medico però, perché alcuni di loro potrebbero interferire con il modo in cui il corpo processa i farmaci.

  • Prova gli integratori di fibre, renderanno le feci più morbide, voluminose e facili da espellere. Scegli un prodotto che contenga ingredienti attivi come: metilcellulosa, psillio, calcio polycarbophil e gomma di guar (per esempio BeneFiber, FiberCon, Metamucil).
  • Prova gli integratori di probiotici. I probiotici sono lieviti e batteri paragonabili a quelli della flora batterica intestinale. Possono rivelarsi utili in caso di frequenti episodi di diarrea, costipazione o sindrome dell’intestino irritabile.

Avvaliti delle proprietà mediamente lassative del caffè per stimolare un movimento intestinale naturale.

  • Nota che per ottenere l’effetto desiderato, potresti doverne bere un po’ di più del solito dato che il tuo corpo potrebbe essere ormai assuefatto alle dosi ordinarie.

Riduci l’assunzione di cibi che causano costipazione. Molti di questi alimenti sono poveri di fibre, ma ricchi di grassi e zuccheri. Mangiandoli ti sentirai sazio prima di aver assunto una sufficiente quantità di fibre. Ecco una lista di alimenti che dovresti evitare:

  • Latte e formaggio.
  • Zucca.
  • Cibi dolci, come torte, biscotti, caramelle, budini.
  • Cibi confezionati, processati, che di norma contengono zucchero, sale e grassi aggiunti.

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Anziché fare pochi pasti abbondanti, fanne tanti piccoli. Mangiare frequentemente mantiene attivo il tratto digestivo senza sovraccaricarlo, promuovendo una digestione sana e contrazioni regolari.

  • Mangia lentamente perché il corpo abbia il tempo di processare il cibo. Fare pasti troppo rapidi ti spinge a esagerare con le quantità, sovraccaricando l’apparato digestivo.
  • Modera le porzioni e mastica attentamente ogni boccone per promuovere una buona digestione.

Fai ogni giorno almeno 30 minuti di attività fisica. L’esercizio fisico stimola le contrazioni intestinali, muovendo il cibo attraverso l’apparato digestivo.

  • L’allenamento dovrà essere sufficientemente intenso per innalzare il battito cardiaco, prova per esempio il nuoto, la corsa, la bicicletta o cammina a passo rapido.
  • A volte gli effetti saranno quasi immediati. Assicurati che ci sia un bagno a poca distanza!
  • Se soffri di una qualche patologia che ti rende inadatto a fare attività fisica, parlane con il tuo medico.

Riduci i livelli di stress. È stato dimostrato che lo stress possa causare costipazione e dissenteria, condizioni che possono determinare feci disidratate e dure. Sperimenta alcune tecniche di rilassamento, tra cui per esempio:

  • Respirazione profonda.
  • Yoga.
  • Meditazione.
  • Tai chi.
  • Massaggi.
  • Ascolto di brani musicali rilassanti.
  • Visualizzazione di immagini e luoghi rilassanti.
  • Rilassamento muscolare progressivo (in cui ogni gruppo muscolare viene prima posto volontariamente in tensione e poi rilassato).

Dopo ogni pasto, concediti il tempo per andare in bagno. Puoi usare alcune tecniche rilassanti per promuovere un movimento intestinale naturale.

  • Attendi che trascorra mezzora dalla fine del pasto, quindi rimani seduto sul gabinetto per almeno 10 minuti.
  • Appoggia i piedi su un piccolo sgabello, in modo che le ginocchia siano più in alto rispetto ai fianchi; questa pozione dovrebbe facilitare l’espulsione delle feci.

Usa la tecnica del “biofeedback” (tecnica riabilitativa del pavimento pelvico) per imparare a rilassare i muscoli del pavimento pelvico. Potresti riuscire a espellere le feci più facilmente.

  • Il terapista misurerà la tensione del retto con una macchina, dopodiché ti aiuterà a tendere e rilassare i muscoli del pavimento pelvico.
  • Rivolgiti a un terapista che esercita in collaborazione con un medico oppure chiedi consiglio al tuo medico di base per essere certo di rivolgerti a un professionista affidabile.

Consulta il medico se i cambiamenti apportati alla dieta e allo stile di vita non danno i risultati sperati. Potrebbe prescriverti l’assunzione di alcuni farmaci specifici. Rivolgiti immediatamente a un medico anche in caso di:

  • Sanguinamento rettale.
  • Perdita di peso cospicua.
  • Debolezza.
  • Intensi dolori addominali.

Lubrifica l’intestino con una piccola quantità di olio minerale. Chiedi consiglio al tuo medico per determinare qual è la dose adatta alle tue esigenze.

  • Attendi che trascorrano almeno due ore dopo il pasto per garantire un completo assorbimento dei nutrienti contenuti negli alimenti.
  • L’olio minerale farà effetto entro 6-8 ore dall’assunzione.
  • Non assumerlo mentre sei sdraiato a letto perché, se dovessi inalarlo accidentalmente, potresti sviluppare una polmonite. Per questa ragione l’olio minerale non deve essere somministrato ai bambini di età inferiore ai sette anni.
  • Non usare l’olio minerale se sei incinta: se assunto per lungo tempo, potrebbe ostacolare l’assorbimento dei nutrienti e causare sanguinamento fetale.

Prova i farmaci emollienti delle feci. Agiscono estraendo umidità dall’intestino per rendere le feci più umide.

  • Chiedi consiglio al tuo farmacista.
  • Quando fai uso di questi medicinali, assicurati di bere più acqua del solito.

Aumenta il contenuto di acqua nelle feci con i lassativi osmotici. Agiscono generando una maggiore quantità di liquidi nell’intestino. Inoltre, stimolano le contrazioni intestinali, favorendo l’avanzamento delle feci. Perché gli effetti siano visibili, potrebbero volerci alcuni giorni. I prodotti di uso comune includono:

  • Idrossido di magnesia (noto anche come magnesia o latte di magnesia).
  • Citrato di magnesio.
  • Lattulosio.
  • Polietilenglicolole (MiraLax).

Valuta di usare dei lassativi stimolanti (noti anche come irritanti). Sono utili quando le feci sono sufficientemente morbide per essere espulse, ma l’intestino non si contrae a sufficienza. Questi medicinali agiscono stimolando le contrazioni intestinali, di norma entro 12 ore dall’assunzione. I più noti sono:

  • Senna.
  • Bisacodile.
  • Sodio picosolfato.

Rimuovi il fecaloma. Se il retto è ostruito da un ammasso di feci dure e disidratate, puoi ottenere sollievo dall’uso di una supposta o di un clistere.

  • Una supposta è un medicinale in forma di capsula, che deve essere inserita nell’ano per poi dissolversi ed essere assorbita.
  • Un clistere è un medicinale in forma liquida, che deve essere introdotto nell’intestino crasso attraverso l’ano. Dovrebbe essere somministrato da un medico.
  • Una disinclusione manuale richiede che il medico o l’infermiere indossi dei guanti e inserisca due dita lubrificate nel retto per rompere e rimuovere le feci bloccate.

Avvertenze

  • Se sei incinta, non assumere alcun farmaco, inclusi quelli da banco, senza prima consultare il tuo medico.
  • Consulta sempre un medico prima di somministrare un qualsiasi medicinale a un bambino.
  • Leggi sempre il foglietto illustrativo dei medicinali con attenzione, inoltre segui le raccomandazioni del tuo medico.
  • Se assumi già dei medicinali, degli integratori o dei rimedi naturali, consulta il tuo medico per prevenire eventuali interazioni dannose.

I migliori prodotti per la salute dell’apparato digerente 
Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per il benessere del vostro apparato digerente, in grado di combattere stipsi, fecalomi, meteorismo, gonfiore addominale, acidità di stomaco, reflusso, cattiva digestione ed alitosi:

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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