Differenza tra olio essenziale ed essenza

MEDICINA ONLINE ESSENTIAL OIL OILS AROMATHERAPY AROMATERAPIE AROMATERAPIA OLIO ESSENZIALE OLII OLI VETTORE MASSAGGIO MASSAGE EUCALIPTO BERGAMOTTO COSMETICA MANDORLE ARGAN AVOCADO ROSMARIDifferenza tra essenza e olio essenziale: che cos’è un olio essenziale e cosa è una essenza? Tecniche di produzioni e differenze di significato.

In breve:
Il significato di essenza differisce da quello di olio essenziale solo per le tecniche di produzione. La differenza risiede in un semplice tecnicismo quindi nel gergo comune i due termini possono essere usati come sinonimi.

Differenza tra essenza e olio essenziale

Per essenza facciamo riferimento all’insieme dei vari costituenti chimici presenti negli organuli della pianta, nei suoi organi di sintesi, di raccolta e di secrezione, vale a dire nei “frutti”.

L’olio essenziale definisce esattamente lo stesso gruppo di sostanze ma quando queste vengono estratte da altre parti della pianta come fiori, foglie e cortecce.

In genere, le differenze tra olio essenziale ed essanza si possono ridurre anche in termini di tecniche di estrazione:

  • – per la produzione delle essenze si usa la tecnica di spremitura a freddo.
  • – per la produzione degli oli essenziali si usa, in genere, la distillazione in corrente di vapore
  • – in alcuni casi i principi attivi vengono estratti con un processo di enfleurage con solventi. Con questa tecnica di estrazione si parla di oli assoluti.

Le differenze tra i due termini tornano utili solo quando dalla stessa piante si ricavano più oli essenziali.

Per fare un esempio pratico parliamo dei componenti chimici estratti dall’arancio.

Quando si parla di essenza di arancio si fa riferimento all’olio essenziale ricavato per premitura a freddo della scorza dell’arancio.

Al contrario, se si parla di olio essenziale di arancio, se il termine è usato senza differenti precisazioni, si farà riferimento all’olio essenziale ricavato con la tecnica di distillazione in corrente di vapore di rametti e foglie della medesima pianta.

Ancora, si può parlare di olio assoluto di arancio e questa volta si fa riferimento all’olio di Neroli estratto con un processo di enfluage dei fiori di arancio.

Oli essenziali e distillazione in corrente di vapore

La distillazione in corrente di vapore consiste nell’estrazione delle particelle aromatiche della pianta attraverso il calore del vapore acqueo.

Fiori, foglie, corteccia, rami, radici… non entrano in contatto diretto con l’acqua ma con il vapore prodotto dalla stessa acqua. Il vapore caldo, estrarrà i principi attivi e una volta condensato darà vita a una miscela detta idrolato, spesso conosciuta come acqua floreale. Gli idrolati sono miscele date da acqua e oli essenziali, una volta estratti non resterà che separare i principi attivi concentrati dalla componente acquosa.

Essenze e Spremitura a freddo

Le essenze sono gli stessi principi attivi delle piante ma questa volta sono estratti con un processo di premitura a freddo, ben diversa dall’estrazione con corrente di calore che sfrutta le alte temperature.

I frutti della piante non possono subire il processo di distillazione e per questo vengono spremuti a freddo, vale a dire che il frutto viene ridotto in un impasto dal quale si estrae l’olio essenziale che in questo caso prende il nome di essenza. Normalmente la temperatura usata per l’estrazione è compresa tra i 27°C e i 49°C per conservare più nutrienti possibili e assicurare una migliore qualità dell’olio.

Differenze tra Essenze, oli essenziali e oli assoluti

Come anticipato, a volte i costituenti chimici estratti dalle piante in soluzione oleosa prendono il nome di oli assoluti. In questi casi la tecnica di estrazione impiegata prevede l’uso di solventi.

L’estrazione con solventi (enfleurage) spesso utilizza l’etanolo. Le parti vegetali della pianta vengono trattate con etanolo (o altro solvente) al fine di estrarre i principi attivi in essi contenuti. Infine, il solvente viene rimosso per evaporazione a temperatura ambiente (l’etanolo, così come gli altri solventi impiegati, è estremamente volatile) così ciò che rimane è l’olio puro ricavato dalla pianta.

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Come ammorbidire le feci dure in modo naturale e con i farmaci

MEDICINA ONLINE ENTEROCLISMA PERETTA CLISTERE EVACUATIVO PULIZIA COLON MICROCLISMA INTESTINO STIPSI COSTIPAZIONE FECALOMA FECI DURISSIME TAPPO DIGIUNO DEFECAZIONE DIARREA ODORE CIBO TEMPO ESPULSO DIGESTIONE COPROFAGIAEspellere feci dure e disidratate è alquanto doloroso, così come averle bloccate nell’intestino, il che provoca una costipazione. Apportare dei cambiamenti alla tua alimentazione e al tuo stile di vita può aiutarti a risolvere il problema. Se così non fosse, la cosa migliore da fare è rivolgerti a un medico per intervenire in modo più risoluto.

Bevi più acqua. Quando è disidratato, il corpo cerca di estrarre il maggior quantitativo di liquidi possibile dal cibo presente nel sistema digestivo, inaridendo e indurendo di conseguenza le feci. Bere più acqua ti consente di espellere feci più morbide, favorendone inoltre l’avanzamento nell’intestino.

  • Alcuni medici consigliano di bere circa 2 litri, o 8 bicchieri, di acqua al giorno. Tuttavia, per alcune persone potrebbe non essere sufficiente, in base al loro livello di attività fisica e al clima in cui vivono.
  • Se soffri di frequenti episodi di mal di testa, spossatezza, vertigini, nausea, o se tendi a sudare poco, a urinare raramente o ad avere urine torbide, molto probabilmente non bevi abbastanza acqua.

Mangia i cibi ricchi di fibre dal leggero potere lassativo. Alcuni di loro, come le prugne, contengono sorbitolo. Il sorbitolo attrae l’acqua nelle feci, rendendole più morbide e facili da espellere. Ecco un elenco dettagliato:

  • Prugne.
  • Pesche.
  • Pere.
  • Susine.
  • Mele.
  • Albicocche.
  • Lamponi.
  • Fragole.
  • Fagioli.
  • Piselli.
  • Spinaci.

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Assumi un maggior numero di fibre. Le fibre sono la parte non digeribile dei vegetali, passano quindi nel corpo senza venire assorbite. Ciò che ne risulta sono feci morbide, voluminose, che attraversano facilmente l’intestino.

  • La maggior parte delle persone non assume un quantitativo di fibre sufficiente a far fronte al proprio fabbisogno giornaliero (20-40 mg). Il tuo corpo necessita sia di fibre idrosolubili, che a contatto con l’acqua si trasformano in un materiale simile a gel, sia di fibre insolubili, che non si dissolvono.
  • Le fibre solubili sono contenute in: avena, piselli, fagioli, mele, agrumi, carote e orzo.
  • Puoi assumere le fibre insolubili attraverso: farina di grano integrale, crusca di frumento, frutta secca, fagioli, verdure come cavolfiore e fagiolini.
  • Molte piante contengono entrambe le varietà di fibre, quindi puoi far fronte al tuo fabbisogno quotidiano mangiando un’ampia quantità di cereali e verdure diverse.
  • Assumere più fibre si rivelerà particolarmente efficace se berrai più acqua per favorire il dissolvimento di quelle solubili.

Mantieni in salute la flora batterica con lo yogurt. Per processare efficacemente il cibo, l’apparato digestivo ha bisogno del giusto equilibrio di microbi. Squilibri nelle comunità microbiche intestinali possono provocare costipazione, interferendo inoltre con l’assorbimento dei nutrienti. Yogurt, kefir e altri latticini con fermenti lattici vivi possono contribuire a risanare e riequilibrare la flora intestinale, aiutandoti così a contrastare la durezza delle feci causata da:

  • Sindrome dell’intestino irritabile.
  • Dissenteria o costipazione inspiegate.
  • Dissenteria o costipazione dovute all’assunzione di antibiotici che hanno ucciso parte della naturale flora batterica intestinale.

Promuovi una digestione sana con gli integratori. Consulta sempre prima il medico però, perché alcuni di loro potrebbero interferire con il modo in cui il corpo processa i farmaci.

  • Prova gli integratori di fibre, renderanno le feci più morbide, voluminose e facili da espellere. Scegli un prodotto che contenga ingredienti attivi come: metilcellulosa, psillio, calcio polycarbophil e gomma di guar (per esempio BeneFiber, FiberCon, Metamucil).
  • Prova gli integratori di probiotici. I probiotici sono lieviti e batteri paragonabili a quelli della flora batterica intestinale. Possono rivelarsi utili in caso di frequenti episodi di diarrea, costipazione o sindrome dell’intestino irritabile.

Avvaliti delle proprietà mediamente lassative del caffè per stimolare un movimento intestinale naturale.

  • Nota che per ottenere l’effetto desiderato, potresti doverne bere un po’ di più del solito dato che il tuo corpo potrebbe essere ormai assuefatto alle dosi ordinarie.

Riduci l’assunzione di cibi che causano costipazione. Molti di questi alimenti sono poveri di fibre, ma ricchi di grassi e zuccheri. Mangiandoli ti sentirai sazio prima di aver assunto una sufficiente quantità di fibre. Ecco una lista di alimenti che dovresti evitare:

  • Latte e formaggio.
  • Zucca.
  • Cibi dolci, come torte, biscotti, caramelle, budini.
  • Cibi confezionati, processati, che di norma contengono zucchero, sale e grassi aggiunti.

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Anziché fare pochi pasti abbondanti, fanne tanti piccoli. Mangiare frequentemente mantiene attivo il tratto digestivo senza sovraccaricarlo, promuovendo una digestione sana e contrazioni regolari.

  • Mangia lentamente perché il corpo abbia il tempo di processare il cibo. Fare pasti troppo rapidi ti spinge a esagerare con le quantità, sovraccaricando l’apparato digestivo.
  • Modera le porzioni e mastica attentamente ogni boccone per promuovere una buona digestione.

Fai ogni giorno almeno 30 minuti di attività fisica. L’esercizio fisico stimola le contrazioni intestinali, muovendo il cibo attraverso l’apparato digestivo.

  • L’allenamento dovrà essere sufficientemente intenso per innalzare il battito cardiaco, prova per esempio il nuoto, la corsa, la bicicletta o cammina a passo rapido.
  • A volte gli effetti saranno quasi immediati. Assicurati che ci sia un bagno a poca distanza!
  • Se soffri di una qualche patologia che ti rende inadatto a fare attività fisica, parlane con il tuo medico.

Riduci i livelli di stress. È stato dimostrato che lo stress possa causare costipazione e dissenteria, condizioni che possono determinare feci disidratate e dure. Sperimenta alcune tecniche di rilassamento, tra cui per esempio:

  • Respirazione profonda.
  • Yoga.
  • Meditazione.
  • Tai chi.
  • Massaggi.
  • Ascolto di brani musicali rilassanti.
  • Visualizzazione di immagini e luoghi rilassanti.
  • Rilassamento muscolare progressivo (in cui ogni gruppo muscolare viene prima posto volontariamente in tensione e poi rilassato).

Dopo ogni pasto, concediti il tempo per andare in bagno. Puoi usare alcune tecniche rilassanti per promuovere un movimento intestinale naturale.

  • Attendi che trascorra mezzora dalla fine del pasto, quindi rimani seduto sul gabinetto per almeno 10 minuti.
  • Appoggia i piedi su un piccolo sgabello, in modo che le ginocchia siano più in alto rispetto ai fianchi; questa pozione dovrebbe facilitare l’espulsione delle feci.

Usa la tecnica del “biofeedback” (tecnica riabilitativa del pavimento pelvico) per imparare a rilassare i muscoli del pavimento pelvico. Potresti riuscire a espellere le feci più facilmente.

  • Il terapista misurerà la tensione del retto con una macchina, dopodiché ti aiuterà a tendere e rilassare i muscoli del pavimento pelvico.
  • Rivolgiti a un terapista che esercita in collaborazione con un medico oppure chiedi consiglio al tuo medico di base per essere certo di rivolgerti a un professionista affidabile.

Consulta il medico se i cambiamenti apportati alla dieta e allo stile di vita non danno i risultati sperati. Potrebbe prescriverti l’assunzione di alcuni farmaci specifici. Rivolgiti immediatamente a un medico anche in caso di:

  • Sanguinamento rettale.
  • Perdita di peso cospicua.
  • Debolezza.
  • Intensi dolori addominali.

Lubrifica l’intestino con una piccola quantità di olio minerale. Chiedi consiglio al tuo medico per determinare qual è la dose adatta alle tue esigenze.

  • Attendi che trascorrano almeno due ore dopo il pasto per garantire un completo assorbimento dei nutrienti contenuti negli alimenti.
  • L’olio minerale farà effetto entro 6-8 ore dall’assunzione.
  • Non assumerlo mentre sei sdraiato a letto perché, se dovessi inalarlo accidentalmente, potresti sviluppare una polmonite. Per questa ragione l’olio minerale non deve essere somministrato ai bambini di età inferiore ai sette anni.
  • Non usare l’olio minerale se sei incinta: se assunto per lungo tempo, potrebbe ostacolare l’assorbimento dei nutrienti e causare sanguinamento fetale.

Prova i farmaci emollienti delle feci. Agiscono estraendo umidità dall’intestino per rendere le feci più umide.

  • Chiedi consiglio al tuo farmacista.
  • Quando fai uso di questi medicinali, assicurati di bere più acqua del solito.

Aumenta il contenuto di acqua nelle feci con i lassativi osmotici. Agiscono generando una maggiore quantità di liquidi nell’intestino. Inoltre, stimolano le contrazioni intestinali, favorendo l’avanzamento delle feci. Perché gli effetti siano visibili, potrebbero volerci alcuni giorni. I prodotti di uso comune includono:

  • Idrossido di magnesia (noto anche come magnesia o latte di magnesia).
  • Citrato di magnesio.
  • Lattulosio.
  • Polietilenglicolole (MiraLax).

Valuta di usare dei lassativi stimolanti (noti anche come irritanti). Sono utili quando le feci sono sufficientemente morbide per essere espulse, ma l’intestino non si contrae a sufficienza. Questi medicinali agiscono stimolando le contrazioni intestinali, di norma entro 12 ore dall’assunzione. I più noti sono:

  • Senna.
  • Bisacodile.
  • Sodio picosolfato.

Rimuovi il fecaloma. Se il retto è ostruito da un ammasso di feci dure e disidratate, puoi ottenere sollievo dall’uso di una supposta o di un clistere.

  • Una supposta è un medicinale in forma di capsula, che deve essere inserita nell’ano per poi dissolversi ed essere assorbita.
  • Un clistere è un medicinale in forma liquida, che deve essere introdotto nell’intestino crasso attraverso l’ano. Dovrebbe essere somministrato da un medico.
  • Una disinclusione manuale richiede che il medico o l’infermiere indossi dei guanti e inserisca due dita lubrificate nel retto per rompere e rimuovere le feci bloccate.

Avvertenze

  • Se sei incinta, non assumere alcun farmaco, inclusi quelli da banco, senza prima consultare il tuo medico.
  • Consulta sempre un medico prima di somministrare un qualsiasi medicinale a un bambino.
  • Leggi sempre il foglietto illustrativo dei medicinali con attenzione, inoltre segui le raccomandazioni del tuo medico.
  • Se assumi già dei medicinali, degli integratori o dei rimedi naturali, consulta il tuo medico per prevenire eventuali interazioni dannose.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Olio essenziale di sandalo: proprietà ed usi in cosmesi

MEDICINA ONLINE ESSENTIAL OIL OILS AROMATHERAPY AROMATERAPIE AROMATERAPIA OLIO ESSENZIALE OLII OLI VETTORE MASSAGGIO MASSAGE EUCALIPTO BERGAMOTTO COSMETICA MANDORLE ARGAN AVOCADO ROSMARIOlio essenziale di Sandalo: proprietà, usi, rimedi naturali e tutte le informazioni sull’olio essenziale di sandalo indonesiano e australianoSì, perché in commercio troviamo due differenti tipi di olio essenziale di Sandalo:

  • L’olio essenziale di sandalo indiano è estratto dalla pianta della specie botanica Santalum album.
  • L’olio essenziale di sandalo australiano è estratto a partire dalla pianta della specie botanica Santalum spicata.

Le due piante sono “parenti strette” , appartengono alla famiglia delle Santalaceae e condividono un gran numero di proprietà benefiche. Che sia estratto dalla specie S. album o S. spicata, l’olio essenziale di sandalo è molto costoso.

L’olio essenziale di sandalo è estratto dal legno e dalle radici per distillazione in corrente di vapore. Ha un profumo dolce, balsamico e legnoso. Può essere usato in ambito domestico per la realizza di profumi o deodoranti fai da te. Sebbene quella del sandalo sia una fragranza associata alla mascolinità, la sua nota dolce lo rende adatto anche a un pubblico femminile.

Olio essenziale di sandalo S. spicatum

Quello di sandalo è un olio essenziale molto complesso, in particolar modo, sembrerebbe che l’olio essenziale estratto dalla specie Santalum spicata (o sandalum spicatum) possa annoverare il maggior numero di componenti chimici rispetto a qualsiasi altro olio essenziale. Sono stati riconosciuti almeno 125 composti differenti e la gran parte di queste sono biologicamente attive.

Popolarmente, l’olio essenziale di sandalo è conosciuto soprattutto per il suo incredibile profumo ma in campo medico è noto per le sue proprietà antimicrobiche e per l’azione anti-infimmatoria.

Olio essenziale di sandalo S. album

Analogamente, l’olio essenziale di sandalo indiano, estratto dalla specie Santalum album, è popolare per le suo profumo e per le sue proprietà medicinali. Il massiccio sfruttamento del sandalo della specie Santalum album ha messo a rischio di estinzione le piantagioni selvatiche. Il sandalo è largamente coltivato, l’unico problema è che il raccolto per l’estrazione e la produzione di olio essenziale è possibile solo con piante di 40 anni!

La pregiatezza dell’olio essenziale di sandalo estratto dalla S. album è comprovabile dalla certificazione ISO 3518:2002, mediante la quale è possibile commercializzare olio essenziale di sandalo dalle proprietà chimiche comprovate.

In ambito dei rimedi naturali, l’olio di sandalo è usato per lenire disturbi quali:

  • raffreddore
  • bronchiti
  • disturbi della pelle
  • infiammazioni della cavità orale
  • debolezza generale
  • febbre
  • infezioni delle vie urinarie
  • infiammazioni della faringe
  • disturbi a carico biliare

Un recente studio ha messo in evidenza, nell’olio di sandalo, un elevata quantità di antiossidanti e anti-iperglicemici*. L’azione antimicrobica sarebbe da attribuire al composto “acido shikimico”, anche contenuto nell’olio essenziale di anice stellato.

Olio essenziale di sandalo, proprietà e usi

Entrambi gli oli essenziali svolgono una potente azione aromatizzante e in aromaterapia sono impiegati come afrodisiaci naturalistimolanti e utili nell’alleviare disturbi dell’umore. Dato le sue proprietà, l’olio essenziale di sandalo è indicato per profumare ambienti domestici come la camera da letto.

Nella cosmesi naturale può essere aggiunto a un tonico fai da te per combattere le impurità del viso ed eliminare l’acne (grazie alle sue proprietà antisettiche).

In aromaterapia è consigliato per ridurre il carico di stress, placare l’agitazione e allontanare le paure.

Dove comprare l’olio essenziale di sandalo

Come premesso, l’olio essenziale di sandalo è molto costoso. L’elevato prezzo dell’olio essenziale di sandalo è giustificato dal lungo periodo di maturazione della pianta, dalla difficoltà di coltivazione e dalle fasi di lavorazione finali. Inoltre c’è un’altissima domanda di olio essenziale di sandalo: sono molti i settori che sfruttano le sue proprietà. Reperire tale olio essenziale non è semplice, solo le erboristerie più fornite riescono a offrirlo ai loro clienti.

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Olio essenziale di vaniglia: proprietà ed usi in cosmesi ed aromaterapia

Spa Essential Oil.Aromatherapy

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L’olio essenziale di vaniglia è estratto dalla specie Vanilla planifolia, originaria dell’America Centrale e delle Indie Occidentali. La Vanilla planifolia cresce bene in un clima caldo e umido, tipico tropicale. L’olio essenziale di vaniglia è prodotto soprattutto dalle coltivazioni di vaniglia del Messico e del Madagascar.

L’olio essenziale di vaniglia è estratto dai frutti che sviluppano sulle piante più mature, di almeno 3 metri d’altezza. I frutti sono dei lunghi baccelli (circa 23 cm) che maturano nel giro di 5 mesi. L’estratto di vaniglia, così come gli oli essenziali di vaniglia sono prodotti a partire dai baccelli della pianta.

I principali costituenti chimici degli oli essenziali di vaniglia sono la cosiddetta vanillina, l’acido vanillicol’acido 4-idrossibenzoico e il 4-idrossibenzaldeide.

Le proprietà dell’olio essenziale di vaniglia

L’olio essenziale di vaniglia può essere impiegato in campo alimentare ma anche nel settore cosmetico e profumiero. Per la cosmesi naturale fai da te, l’olio di vaniglia può essere impiegato per la cura dei capelli.

Per rendere i capelli morbidi e setosi

L’olio essenziale di vaniglia illumina i capelli in modo naturale rendendoli più morbidi, setosi e luminosi. Aiuta a districare anche i capelli più trascurati e crespi. In ambito domestico è possibile preparare un balsamo fai da te mescolando diversi ingredienti quali:

  • 30  ml olio di avocado
  • 1 goccia di olio essenziale di rosmarino
  • 1 goccia di olio essenziale di lavanda
  • 7 gocce di olio essenziale di vaniglia

L’applicazione è semplice: bisogna massaggiare i capelli asciutti con questo unguento, prestando particolare attenzione alle punte, lasciare in posa per 15 minuti per poi procedere con un normale shampoo neutro.

In aromaterapia

Questo olio essenziale annovera importanti proprietà in campo dell’aromaterapia. I suoi effetti benefici possono essere sfruttati mediante la diffusione in ambiente o grazie a massaggi. Tra le proprietà più apprezzate segnaliamo quelle ansiolitiche, calmanti, antistress… L’olio essenziale di vaniglia è adatto per profumare gli ambienti domestici dediti al relax.

Come afrodisiaco naturale

Poche gocce di olio essenziale di vaniglia possono essere aggiunte alla biancheria della camera da letto per sfruttarne le proprietà afrodisiache.

Per un massaggio sensuale, è possibile aggiungere 10 docce di olio essenziale di vaniglia in due cucchiai di olio di mandorle. In alternativa è possibile preparare un bagno di coppia aggiungendo 20 gocce di olio essenziale di vaniglia nell’acqua della vasca da bagno. Per emulsionare, dovrete aggiungere l’olio essenziale contestualmente a una manciata di sale grosso (bagnate il sale grosso con l’olio essenziale e fatelo sciogliere nell’acqua della vasca da bagno).

Come antirughe

In cosmesi naturale, l’olio essenziale di vaniglia può essere usato per la preparazione di creme antirughe fai da te.

Aggiungete 7 gocce di olio essenziale di vaniglia a una base neutra di 100 grammi di crema per il viso. In alternativa potete preparare una crema antirughe fai da te unendo 25 ml di Olio di Argan a 10 gocce di olio essenziale di vaniglia. Applicate sul viso stando alla larga dagli occhi.

Dove comprare l’olio essenziale di vaniglia

In base al processo di estrazione, in commercio è possibile reperire olio essenziale di vaniglia a diverse concentrazioni. In erboristeria non è facile reperire olio essenziale di vaniglia puro al 100% perché di solito, per una questione economica, gli erboristi propongono olio essenziale di vaniglia già diluito in un altro olio vegetale. Molto comune è l’olio essenziale di vaniglia diluito in olio di jojoba, questa combinazione può tornare utile in caso vogliate impiegare l’olio essenziale di vaniglia per fare massaggi rilassanti o per preparare creme antirughe fai da te.

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Anestesia spinale (subaracnoidea): vantaggi, rischi, pericoli e procedura

MEDICINA ONLINE SURGERY SURGEON RECOVERY TAGLIO ANESTESIA GENERALE REGIONALE LOCALE EPIDURALE SPINALE SNC BISTURI PUNTI SUTURA COSCIENTE PROFONDA MINIMA ANSIOLISI ANESTHETIC AWARENESS WALLPAPER PICS PHOTO HD HI RES PICTURESL’anestesia spinale, anche detta anestesia subaracnoidea, è una forma di anestesia locale o regionale che consiste nell’iniezione dell’anestetico all’interno del liquido cefalorachidiano, fluido corporeo che si trova nel sistema nervoso centrale. L’iniezione di solito viene praticata nella regione lombare della schiena, attraverso un ago lungo circa 9 cm (un po’ più lungo nei pazienti obesi). Questo approccio viene preso in considerazione come alternativa più sicura all’anestesia totale, per gli interventi da effettuarsi al di sotto della vita, in quando l’iniezione agisce solo e soltanto dal punto di somministrazione in poi (indicativamente da sotto l’ombelico), mentre la parte superiore del corpo rimane del tutto normale e sensibile. La durata dell’effetto è di circa tre ore ed è importante essere a conoscenza che sotto l’effetto dell’anestesia spinale si potranno comunque avvertire sensazioni di manipolazione dell’area durante l’intervento, ma non sarà fastidioso come lo sarebbe in assenza di anestetico. Le gambe verranno percepite come fortemente indebolite o addirittura come se non facessero più parte del corpo (non sarà quindi possibile muoverle).

Vantaggi

L’anestesia spinale ha diversi vantaggi:

  1. è semplice da praticare,
  2. agisce rapidamente,
  3. ha una percentuale di fallimento molto bassa

oltre a:

  • Rischi di complicazioni inferiori rispetto all’anestesia totale (compresi anche quelli più banali, come nausea e vomito).
  • Impatto inferiore su cuore e polmoni.
  • Drastica riduzione del rischio di trombosi post-intervento.
  • Controllo del dolore particolarmente efficace e conseguente riduzione delle dosi di antidolorifici sistemici necessari.
  • Possibilità di bere e mangiare già poco dopo l’intervento.
  • Ridotto senso di confusione nel paziente anziano.
  • Recupero più rapido delle funzioni intestinali.
  • Maggior partecipazione durante l’intervento (seppure magari intontiti da sostanze rilassanti).

Quando viene usata

Questo tipo di anestesia può essere usata per moltissime operazioni che avvengono al di sotto della linea immaginaria che passa attraverso l’ombelico, come ad esempio interventi:

  • ortopedici (anca, femore, ginocchio, tibia, …),
  • vascolari sulle gambe,
  • di ernia inguinale ed epigastrica,
  • di emorroidectomia,
  • ginecologici e urologici,

L’anestesia spinale è la procedura d’elezione sia per i tagli cesarei volontari sia per quelli che avvengono in situazioni d’emergenza, quando non è possibile posizionare un catetere epidurale; in ambito maternità la differenza tra anestesia spinale ed epidurale è che mentre la prima viene usata per gli interventi di parto cesareo, la seconda è scelta d’elezione per ridurre il dolore nei parti naturali senza far perdere alla donna il controllo muscolare che permette tra l’altro di spingere durante le contrazioni.

Procedura

Di norma l’iniezione per l’anestesia spinale avviene con il paziente sveglio e cosciente, anche se è possibile che sia già sotto l’effetto di un blando tranquillante.

  1. L’anestesista procede prima di tutto con una leggera anestesia locale per togliere sensibilità prima dell’utilizzo dell’ago più lungo.
  2. Viene quindi praticata un’iniezione a livello della schiena, in zona lombare (verso il basso), con il paziente seduto o sdraiato sul fianco.

L’entità del blocco della trasmissione nervosa dipende dal tipo di anestetico scelto e dalla sua quantità, ma l’obiettivo è quello di ottenere una completa desensibilizzazione dell’area, che coinvolga idealmente non solo le sensazioni di dolore, ma anche la sensibilità alla pressione, per evitare al paziente qualsiasi disagio e/o fastidio durante l’intervento; il chirurgo non inizierà a operare finché non avrà l’assoluta certezza della completa efficacia dell’anestesia, anche se in alcuni casi potrebbe persistere una leggera percezione relativa alla pressione.

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Cosa avverte il paziente?

  • La prima iniezione di anestetico locale potrebbe dare un leggero fastidio, paragonabile a quello di un vaccino o meno.
  • Si avverte un certo fastidio durante l’inserimento dell’ago relativo alla spinale vera e propria; non è dolore, ma si tratta di una sensazione non gradevole. In caso di percezione di una sorta di scossa va immediatamente segnalata all’anestesista.
  • Entro pochi attimi inizia a comparire una sensazione di calore e di intorpidimento, simile a quella di un’anestesia al dente. Si avverte ancora il tatto e la pressione e si è in grado di muovere le gambe.
  • Nell’arco di 5-10 minuti le gambe diventeranno pesanti e sempre più difficile da muovere.

In genere i pazienti descrivono queste sensazioni come strane, anomale, ma non spiacevole e soprattutto mai dolorose.

Controindicazioni

Non è in genere possibile procedere con questo tipo di anestesia in caso di:

  • rifiuto da parte del paziente,
  • grave carenza di potassio,
  • infezione a livello del sito d’iniezione,
  • presenza di disturbi della coagulazione (ad esempio l’emofilia, o l’assunzione di anticoagulanti come il warfarin),
  • malformazioni del midollo spinale (come la spina bifida),
  • deformità della colonna vertebrale o severa forma di artrite alla colonna vertebrale.

In genere non viene praticata nei bambini.

Pericoli

Di solito gli anestetici locali sono sicuri, se usati alle dosi consigliate, tuttavia la maggior parte delle complicazioni è connessa non tanto ai farmaci usati, quanto alle tecniche di anestesia, che possono provocare tossicità sistemica, oppure alle conseguenze della paralisi motoria.

Purtroppo come per ogni farmaco gli effetti collaterali possono essere inevitabili e imprevedibili, ma:

  • effetti realmente gravi o pericolosi sono estremamente rari,
  • sono invece più comuni piccoli fastidi destinati a sparire in modo relativamente rapido.

Gli effetti collaterali più comuni (da un caso su 10 a uno su 100) dell’anestesia spinale sono:

  • Difficoltà a urinare nelle ore successive all’intervento, in quanto viene coinvolto dall’anestesia anche il nervo responsabile del controllo della vescica; in caso di problemi può essere utilizzato un catetere fino a risoluzione.
  • Abbassamento della pressione del sangue, contrastato spesso fin da subito con una costante idratazione endovena, che tuttavia può causare un senso di stanchezza o leggero malessere.
  • Prurito, un effetto collaterale legato più che altro ai possibili farmaci antidolorifici iniettati insieme all’anestetico.
  • Nausea e vomito, facilmente controllabili attraverso medicinali, ma decisamente meno comuni rispetto al ricorso all’anestesia totale.
  • Mal di schiena, legato al fatto di restare disteso sul lettino in sala operatoria e non al tipo di anestesia usato.
  • Fallimento dell’anestesia spinale, ossia il controllo del dolore non è sufficiente; si può ricorrere all’utilizzo di ulteriori antidolorifici e l’operazione non verrà iniziata finchè non sia garantito il comfort del paziente.
  • Mal di testa (vedi dopo).

Complicazioni meno comuni (un caso su mille) comprendono:

  • rallentamento della funzione respiratoria e sonnolenza.

Complicazioni rare (non più di un caso su 10000) sono.

  • convusioni,
  • depressione respiratoria,
  • danni ai nervi,
  • ascessi (infezioni),
  • arresto cardiaco.

Per dare l’idea della sicurezza dell’intervento si pensi che esiste un rischio maggiore di morire di incidente stradale piuttosto che andare incontro a danni permanenti a seguito di anestesia spinale.

Mal di testa post anestesia

La comparsa di mal di testa dopo un intervento è un’evenienza piuttosto comune, a prescindere dal tipo di anestesia effettuata; questo può avvenire a causa di:

  • farmaci anestetici usati,
  • intervento in sé,
  • disidratazione,
  • ansia.

Nel caso dell’anestesia spinale il mal di testa potrebbe essere causato dal contatto accidentale dell’ago con la membrana aracnoide o con il midollo spinale durante l’iniezione.

Il mal di testa post anestesia di solito inizia da 12 a 36 ore dopo l’intervento ed è caratterizzato da un dolore lancinante in corrispondenza della fronte, anche se può colpire altre zone della testa e del collo e causare fotofobia (fastidio da luce forte); diminuisce se si sta sdraiati, e questo sta a indicare che è scatenato da cause posturali.

Soggetti giovani e donne che hanno partorito sono i soggetti a maggior rischio di manifestare questo effetto collaterale.

Questo tipo di mal di testa nella maggior parte dei casi regredisce velocemente, tuttavia nel caso persistesse è consigliabile segnalarlo al medico, che in genere suggerisce di:

  • assumere molti liquidi (utile anche la caffeina),
  • provare i normali analgesici orali,
  • restare a letto a riposo, sdraiati.

Nei casi più gravi l’anestesista interviene con una tecnica specifica, che prevede l’iniezione in sede lombare di una piccola quantità di sangue prelevata dal braccio del paziente stesso, per stimolare la formazione di un coagulo che possa riparare il piccolo danno provocato dall’iniezione iniziale.

Nel caso di ulteriori recidive si provvederà ad approfondire con esami neurologici per valutare possibili cause alternative del mal di testa.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra anestesia spinale e anestesia epidurale?

L’anestesia spinale richiede un’unica iniezione, con un ago lungo e sottile che inietta l’anestetico proprio in prossimità dei nervi, nel liquido che circonda il midollo spinale. L’effetto durante in genere da un’ora e mezza a quattro ore.

Durante l’anestesia epidurale un catetere viene inserito nella schiena e lì lasciato per tutta la durata dell’intervento, permettendo all’anestesista di regolare l’anestesia in tempo più o meno reale. Può essere lasciato in posizione fino a 2-3 giorni se necessario.

La spinale causa perdita del controllo muscolare delle gambe, cosa che non succede con l’epidurale (che per esempio può essere usata durante un parto naturale per togliere esclusivamente il dolore).

Infine l’anestesia epidurale può anche essere effettuata fino a livello cervicale, a differenza della spinale che viene praticata solo ad altezza lombare.

Sarò sveglio durante l’intervento?

In genere sì, il paziente rimane sveglio e cosciente, ma viene spesso somministrato un blando sedativo per aumentare il comfort e favorire qualche breve sonno durante l’intervento.

In alcuni casi può essere necessario associare un anestetico generale e far quindi addormentare il paziente.

Si sente qualcosa durante l’intervento?

L’intervento non inizierà finchè l’effetto dell’anestesia spinale non sarà completo.

Il paziente non sentirà quindi alcun dolore, mentre talvolta si avverte una sorta di manipolazione. In genere si perde la capacità di movimento delle gambe per tutta la durata dell’anestesia.

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Differenza tra panettone e colomba: forma, ingredienti e calorie

MEDICINA ONLINE NATALE DOLCI NATALIZI PANDORO PANETTONE TORRONE NOCCIOLE CIOCCOLATO BIANCO SFOGLIATA LIEVITAZIONE INGREDIENTI ZUCCHERO A VELO CALORIE RICETTE DIFFERENZE DIETA CIBO DOLCEVoi preferite il panettone o la colomba? Entrambi questi famosi dolci tradizionali, uno natalizio l’altro pasquale, condividono gli ingredienti di base e la modalità di lievitazione: composti di farina, uova, zucchero e burro, entrambi vengono fatti lievitare due o più volte. Ma quali sono le differenze – a parte ovviamente la forma caratteristica – tra colomba e panettone?

Dal punto di vista calorico il panettone generalmente possiede tra le 330 e le 360 calorie per 100 grammi, mentre la colomba ha tra le 400 e le 450 calorie.

Nonostante la tradizione racconti che le origini della colomba ricadrebbero addirittura nella Lombardia del VI secolo, in realtà nella sua forma odierna il dolce pasquale risalirebbe solo al secolo scorso. Diversamente invece dal panettone, che comincia a diffondersi fin dal Medioevo.

Forme a parte, mandorle e granella di zucchero glassate coprono tutte le colombe, mentre esse si trovano solo nei panettoni non tradizionali; l’uvetta, ingrediente forte dei panettoni classici, è sostituita nelle colombe generalmente dalle scorzette di arancia candite. Una differenza sostanziale sta certamente nella distribuzione delle dosi tra i due dolci, conoscenza che rimane un segreto tra i pasticceri.

Secondo questo documento pubblicato dal Ministero delle Attività Produttive con lo scopo di tutelare alcune specialità dolciarie italiane, i passi fondamentali per la realizzazione di entrambi i dolci sono la lievitazione naturale e la presenza di burro e uova fresche. Per il resto i produttori sono liberi di creare la propria colomba e il panettone esclusivo della pasticceria. Unico limite da rispettare è la presenza di almeno il 50% dell’impasto base. Sempre aperte, dunque, le variazioni sul tema, ed è probabilmente così che nasce la differenza tra due dolci così simili tra loro.
Pochi ma fondamentali passaggi di pasticceria, provenienti da una tradizione consolidata, e ingredienti selezionati sono alla base della lavorazione sia del dolce natalizio che della colomba pasquale.

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Marmellata di castagne: ricetta di una delizia autunnale

MEDICINA ONLINE MARMELLATA GELATINA CONSERVA MOSTARDA SENAPE VERDURA FRUTTA OLIO BARATTOLO BOTULINO DISINFEZIONE COTTURA BOLLITURA PESCA KIWI CREMA NUTELLA CASTAGNE RICETTA CACAO FATTA IN CASA YOGURT CALORIE DIETA FRAGOLA.jpgLa marmellata di castagne si prepara lessando le castagne per poi schiacciarle ed unirle allo zucchero ed agli aromi proseguendo la cottura, al termine il composto verrà messo in barattoli. Ecco i passaggi per la marmellata di castagne.

Difficoltà: Facile

Persone: 8

Tempo: 1 10 di cottura

Costo: Economico

INGREDIENTI

2  kg Castagne

1,6 kg Zucchero

3 bicchieri Acqua

1 stecca Vaniglia

1 pizzico Sale

PREPARAZIONE

  1. Fate cuocere le castagne in acqua bollente e leggermente salata, scolatele, sbucciatele e pelatele. Passatele quindi al setaccio o al passaverdura in modo da ottenere un composto che peserete.
  2. Mettete ora in una casseruola posta sul fuoco tanto zucchero quanto è il peso del composto ottenuto (da 2 kg di castagne fresche si ricaverà circa 1,6 kg di composto) e un bicchiere d’acqua per ogni ½ kg di zucchero (cioè 3 bicchieri).
  3. Unite quindi la vaniglia e fate sciogliere lo zucchero, mescolando continuamente sino a che otterrete uno sciroppo denso, togliete la stecca di vaniglia, unite il passato di castagne allo sciroppo e fate cuocere ancora sempre rimescolando a fuoco moderato per circa 40 minuti.
  4. Mettetela ancora calda nei vasetti ben lavati e perfettamente asciutti e lasciate raffreddare a vasi scoperti.
  5. Prima di chiuderli, posate sulla marmellata un dischetto di carta pergamena bagnata nel rum o nel cognac.

CONSIGLI

Una delizia autunnale da consumare in ogni periodo dell’anno. Se vorrete usare castagne secche al posto di quelle fresche, lasciatele prima ammorbidire una notte in acqua tiepida.

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Testosterone basso, alto, valori normali ed interpretazione

MEDICINA ONLINE LABORATORIO BLOOD TEST EXAM ESAME DEL SANGUE FECI URINE GLICEMIA ANALISI GLOBULI ROSSI BIANCHI PIATRINE VALORI ERITROCITI ANEMIA TUMORE CANCRO LEUCEMIA FERRO FALCIFORME MIl testosterone è il più importante un ormone steroideo androgeno ed è responsabile nell’uomo dello sviluppo degli organi genitali e dei caratteri sessuali secondari (barba, peli, timbro della voce, muscolatura), mentre nella donna funge da precursore per la sintesi di un importante ormone femminile (estrogeno). In entrambi i sessi ha poi effetto anabolizzante (stimolazione della sintesi di nuove proteine con conseguente aumento della massa muscolare) e profonde influenze sul comportamento (anche, ma non solo, sul desiderio sessuale).

Nell’uomo viene prodotto principalmente dalle cellule di Leydig, presenti nei testicoli, mentre nelle donne la produzione avviene nelle ovaie (soprattutto in età fertile); la produzione viene stimolata e controllata dall’ormone luteinizzante (LH), sintetizzato dall’ipofisi, all’aumentare dell’LH diminuisce la produzione di testosterone. L’esame misura la concentrazione di quest’ormone in un campione di sangue.

Il testosterone circola nel sangue libero (1-4%) e legato (98% circa). Quest’ultimo può essere in parte legato all’albumina (38%), la principale proteina del plasma, oppure a una proteina legante specifica, e cioè la SHBG, la globulina legante gli ormoni sessuali (60%), anche detta SSBG, cioè globulina legante gli steroidi sessuali. Il legame tra l’ormone e l’albumina non è molto forte e può essere facilmente spezzato, quindi l’espressione testosterone biodisponibile (BAT) è riferita alla somma del testosterone libero e di quello legato all’albumina. Si ritiene che la frazione biodisponibile rappresenti la parte dell’ormone circolante che entra con maggior facilità nelle cellule e rispecchi meglio la bioattività rispetto alla misura pura della quantità totale.

Ricordiamo poi che la variazione dei livelli dell’SHBG può causare inesattezze nella misurazione della concentrazione biodisponibile. La diminuzione del livello di SHBG può essere riscontrata in caso di obesità, ipotiroidismo, durante l’uso degli androgeni e nella sindrome nefrosica. L’SHBG aumenta in caso di cirrosi, ipertiroidismo e uso di estrogeni. In queste situazioni può essere più indicativa la misura del testosterone libero. In molti casi la misura della quantità totale dà al medico tutte le informazioni che gli servono tuttavia, in certi casi (ad esempio se c’è un’anomalia del livello dell’SHBG), può essere eseguito l’esame del testosterone biodisponibile che può diagnosticare con maggior precisione un’eventuale patologia.

Nell’uomo adulto i livelli di testosterone rivestono un ruolo di fondamentale importanza relativamente a

  • sessualità e fertilità (regola il desiderio sessuale e permette la maturazione degli spermatozoi),
  • apparato muscolo scheletrico (previene l’osteroporosi),
  • salute cardiovascolare (rappresenta un fattore protettivo verso diverse malattie metaboliche, come pressione alta e diabete).

Viene utilizzato anche come farmaco, sia negli uomini che nelle donne, in caso di carenza.

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Valori normali del testosterone

Totale

  • Uomini
    • 0 – 5 mesi: 75 – 400 ng/dl
    • 6 mesi – 9 anni: 7 – 20 ng/dl
    • 10 – 11 anni: 7 – 130 ng/dl
    • 12 – 13 anni: 7 – 800 ng/dl
    • 14 anni: 7 – 1,200 ng/dl
    • 15 – 16 anni: 100 – 1,200 ng/dl
    • 17 – 18 anni: 300 – 1,200 ng/dl
    • Adulti: 240 – 950 ng/dl
  • Donne
    • 0 – 5 mesi: 20 – 80 ng/dl
    • 6 mesi – 9 anni: 7 – 20 ng/dl
    • 10 – 11 anni: 7 – 44 ng/dl
    • 12 – 16 anni: 7 – 75 ng/dl
    • 17 – 18 anni: 20 – 75 ng/dl
    • Adulti: 8 – 60 ng/dl

Libero

  • Uomini: 9 – 30 ng/dl
  • Donne: 0.3 – 1.9 ng/dl

Biodisponibile

  • Uomini
    • 20 – 29 anni: 83 – 257 ng/dl
    • 30 – 39 anni: 72 – 235 ng/dl
    • 40 – 49 anni: 61 – 213 ng/dl
    • 50 – 59 anni: 50 – 190 ng/dl
    • 60 – 69 anni: 40 – 168 ng/dl

(Attenzione, gli intervalli di riferimento possono differire da un laboratorio all’altro, fare quindi riferimento a quelli presenti sul referto in caso di esami del sangue ed urina.)

Integrazione

Se interessati all’aumento dei livelli di testosterone in grado di migliorare la prestazione sessuale a qualsiasi età, qui di seguito trovate una lista di altri integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di aumentare la quantità di sperma disponibile, potenziare l’erezione e procurare un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna. Ogni prodotto viene periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

Interpretazione

Uomini

Durante l’infanzia un’eccessiva produzione di testosterone può causare l’inizio di una pubertà precoce.

Nell’uomo adulto un lieve aumento è in genere asintomatico (senza sintomi); aumenti più importanti possono essere segno di tumore e come tale il risultato andrà approfondito.

In caso di valori inferiori alla normalità si è in genere in presenza di ipogonadismo, che può manifestarsi con alterazione delle caratteristiche sessuali (per esempio impotenza) e riduzione della fertilità. Si parla in questi casi di:

  • ipogonadismo primario, quando associato a un aumento dei livelli di LH e FSH, legato a cause:
    • genetiche (per esempio la sindrome di Klinefelter),
    • dello sviluppo (testicolo ritenuto),
    • traumi,
    • ischemia (blocco del flusso di sangue dovuto per esempio a torsione testicolare),
    • infezioni (in passato per esempio un grosso rischio era rappresentato dagli orecchioni),
    • malattie autoimmuni,
    • malattie metaboliche (per esempio insufficienza epatica),
    • orchiectomia (asportazione testicoli);
  • ipogonadismo secondario/terziario, associato a livelli di LH/FSH normali:
    • problemi ipotalamici,
    • problemi ipofisari,
    • iperprolattinemia,
    • malnutrizione,
    • eccesso di esercizio fisico,
    • alcune sostanze d’abuso come la cannabis.

Donne

Durante l’infanzia un’eccessiva produzione di testosterone può causare una mascolinizzazione nelle bambine.

In età adulta può invece manifestarsi sotto forma di

  • comparsa di peli (irsutismo),
  • acne,
  • irregolarità mestruali,
  • problemi di fertilità.

Questa condizione è spesso parte di un quando più generale di sindrome dell’ovaio policistico, più comune nelle donne in sovrappeso; può inoltre essere causata da

  • tumore delle ovaie o alle ghiandole surrenali,
  • iperplasia adenocorticale congenita.

Una diminuzione delle concentrazioni rispetto ai valori di riferimento causa invece sintomi più sfumati, come un calo del desiderio sessuale e alterazioni del tono dell’umore; può essere dovuta a insufficienza ovarica.

Valori Bassi

  • AIDS
  • Cirrosi
  • Criptorchidismo bilaterale
  • Distrofia miotonica
  • Insufficienza renale
  • Iperplasia surrenalica congenita
  • Ipogonadismo
  • Pubertà tardiva
  • Sindrome di Down
  • Sindrome di Klinefelter

Valori Alti

  • Celiachia
  • Gravidanza molare
  • Ipertiroidismo
  • Obesità femminile
  • Ovaio policistico
  • Pubertà precoce
  • Sindrome di Cushing
  • Sindrome di Reifenstein
  • Tumore secernente androgeni
  • Tumore surrene
  • Tumori ovarici

 

(Attenzione, elenco non esaustivo. Si sottolinea inoltre che spesso piccole variazioni dagli intervalli di riferimento possono non avere significato clinico.)

Fattori che influenzano l’esame

  • Negli uomini giovani il livello misurato nelle prime ore del mattino in media è superiore del 50% rispetto alla misurazione nelle ore serali.
  • Il livello può variare considerevolmente a seconda del giorno in cui viene misurato, e a volte varia addirittura più rapidamente. La valutazione dei livelli degli androgeni dovrebbe essere quindi basata su diverse misurazioni.
  • Un aumento eccessivo può essere legato all’uso di steroidi anabolizzanti.
  • Negli uomini i valori possono diminuire in caso di alcolismo e malattie epatiche. Anche alcuni tipi di farmaci, come gli androgeni e gli steroidi, possono far diminuire i livelli degli androgeni.
  • Il tumore alla prostata reagisce agli androgeni, quindi molti uomini con tumori alla prostata in stadio avanzato ricevono una terapia con farmaci che fanno diminuire il livello del testosterone.
  • I farmaci come gli anticonvulsivanti, i barbiturici e il clomifene (Clomid®) possono far aumentare la concentrazione dell’ormone. Le donne in terapia con gli estrogeni possono avere valori più alti del normale.
  • Aumenta dopo l’esercizio fisico e diminuisce con l’età (superati i 40 anni tende a diminuire annualmente dell’1%).

Quando viene richiesto l’esame

Quest’esame in molti casi viene prescritto insieme a quelli dell’FSH e dell’LH ai ragazzi in cui lo sviluppo si presenta tardi o non progredisce. Non tutti i ragazzi iniziano a svilupparsi nello stesso momento, ma di solito lo sviluppo inizia prima dei 10 anni. Tra i sintomi del ritardo della pubertà ricordiamo:

  • ritardo nello sviluppo della massa muscolare,
  • voce che non si abbassa e peli che non crescono,
  • pene e testicoli che non si sviluppano o si sviluppano troppo lentamente.

L’esame può anche essere prescritto in caso di pubertà precoce, con uno sviluppo troppo rapido dei caratteri sessuali secondari (barba, peli, voce adulta, …). Tra le cause della pubertà precoce ricordiamo diversi tipi di tumore e l’iperplasia surrenale congenita.

Negli uomini l’esame può essere prescritto

  • se si sospetta l’infertilità,
  • se il desiderio sessuale diminuisce,
  • osteoporosi,
  • in caso di disfunzione erettile.

Tra gli altri campanelli d’allarme ricordiamo: la mancanza di barba e di peli, la diminuzione della massa muscolare e la ginecomastia (cioè lo sviluppo del seno). La carenza di testosterone totale e biodisponibile è stata inoltre connessa alla maggior presenza di tessuto adiposo viscerale (grasso viscerale o grasso intra-addominale) e all’aumento del rischio di coronaropatie.

Nelle donne l’esame può essere prescritto in caso di irregolarità mestruali o amenorrea (assenza delle mestruazioni), problemi a rimanere incinta o caratteri sessuali maschili, come l’eccesso di peli, calvizie, acne, e/o abbassamento della voce. Il livello può aumentare a causa di tumori che si sviluppano nelle ovaie o nelle ghiandole surrenali, oppure per altre malattie, come la PCOS (sindrome dell’ovaio policistico).

Preparazione richiesta

Non viene richiesta alcuna preparazione.

Altre informazioni

Terapia con il testosterone

L’ormone raggiunge il picco durante l’adolescenza e le prime fasi dell’età adulta. Invecchiando, la quantità diminuisce gradualmente, di solito dell’1% annuo circa dopo i 30 anni. Negli uomini anziani è importante capire se la carenza di testosterone è causata dall’invecchiamento oppure da una malattia (ipogonadismo).

La terapia con il testosterone (con cerotti o iniezioni) è in grado di far aumentare la quantità dell’ormone nell’organismo. Può essere utile per alleviare alcuni sintomi e/o prevenire la perdita di tessuto muscolare e osseo che accompagna l’invecchiamento. I benefici della terapia, tuttavia, non sono ancora stati provati definitivamente. Gli esperti, infatti, temono che la terapia ormonale sostitutiva possa aggravare il tumore alla prostata, ma nessuna ricerca ha finora dimostrato che tale terapia possa provocare il cancro. Chi soffre di disfunzione erettile può avere una carenza di ormone, ma in molti casi la somministrazione di testosterone non migliora i sintomi perché ci sono altre patologie a monte.

La terapia sostituiva offre molte possibilità affascinanti:

  • può aumentare la massa muscolare,
  • migliorare la memoria e la concentrazione,
  • migliorare la libido,
  • far aumentare l’energia.

ma i benefici per la salute offerti dalla terapia sostitutiva non sono però così chiari.

Quali sono i rischi?

La terapia con il testosterone presenta diversi rischi, ad esempio può:

  • far aumentare il rischio di apnea nel sonno, un disturbo del sonno potenzialmente grave in cui il respiro si arresta e riprende più volte nel corso del sonno,
  • far produrre all’organismo troppi globuli rossi (policitemia), aumentando il rischio di malattie cardiache,
  • causare l’acne o altre reazioni cutanee,
  • causare l’iperplasia prostatica benigna (un aumento benigno delle dimensioni della prostata) e forse anche la crescita dei tumori alla prostata,
  • aumentare le dimensioni del seno,
  • limitare la produzione di spermatozoi o far contrarre i testicoli.

Se pensate che la terapia sostitutiva faccia al caso vostro, chiedete al medico quali sono i rischi e quali i benefici. La terapia può essere necessaria se c’è una patologia che fa diminuire la concentrazione di ormone circolante, ma attualmente non è consigliabile curare i normali problemi connessi all’invecchiamento con il testosterone.

La quantità di peli è direttamente proporzionale a quella del testosterone?

Le ricerche hanno dimostrato che c’è una proporzionalità tra la quantità di ormone e quella dei peli, ma la crescita è diversa nelle varie parti del corpo; ad esempio in alcuni uomini l’ormone fa crescere i peli sull’addome e sulla schiena, ma non sul cuoio capelluto, causando la calvizie. I fattori genetici sono i principali responsabili dell’’espressione dell’enzima 5-alfa reduttasi, che converte il testosterone nel diidrotestosterone, causando la predisposizione famigliare alla calvizie. Il finasteride (Propecia®) è un farmaco che inibisce l’azione della 5-alfa reduttasi e può risolvere la tendenza alla calvizie in alcuni uomini.

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