Differenza tra emoglobina e globuli rossi

MEDICINA ONLINE LABORATORIO BLOOD TEST ESAME SANGUE ANALISI CLINICHE GLOBULI ROSSI BIANCHI PIATRINE VALORI ERITROCITI LEUCOCITI ANEMIA TUMORE CANCRO LEUCEMIA FERRO FALCIFORME MEDITERRANEI globuli rossi o “eritrociti” sono cellule del sangue che hanno l’importante funzione principale di trasportare l’ossigeno Continua a leggere

Ansia da matrimonio in uomo e donna: sintomi, è normale, cosa fare?

MEDICINA ONLINE ANSIA DA MATRIMONIO MATRIMONIALE UOMO DONNA SINTOMI E NORMALE UN ANNO PRIMA SPOSI MARITO MOGLIE PAURA SPOSARSI CHE FARE.jpgL’ansia prematrimoniale – che si verifichi un anno prima o una settimana prima del matrimonio – è un sintomo molto comune nei futuri sposi, perché nasce dalla paura del cambiamento, dal timore di sbagliare, dalle incertezze del futuro, dalle aspettative, dalle ambizioni e dipende anche dal tipo di rapporto che si ha col partner. A tutto questo si aggiunge la tensione dei preparativi, le pressioni parenti, il peso delle eventuali critiche e tutta una serie di numerose incombenze che ci si trova ad affrontare, in pochissimo tempo, affinché tutto risulti perfetto.
Il DISAGIO è segno che qualcosa sta mutando e genera naturalmente qualche perplessità. Il domani diventa un’ incognita imprevedibile, con nuove gioie, ma anche nuove responsabilità, nuovi equilibri, nuove abitudini. Una cosa è certa: niente sarà mai più come prima! Un certo grado di ansia è quindi giustificata.
Dubbi tipici che frequentemente si manifestano durante il periodo prematrimoniale: 
  • “sto facendo la cosa migliore?”
  • “E’ la persona giusta?”
  • “Amo il partner?”
  • “Andremo d’accordo?”
  • “E se mi pentissi ?”
  • “Cosa faranno i miei genitori senza di me?”
SPOSARSI SIGNIFICA:
aderire spontaneamente ad un nuovo progetto di vita, fondato sulle basi dell’amore vero e reciproco di due innamorati. Affinché ciò accada bisogna essere disposti in prima persona ad affrontare il cambiamento che, se avviene con una certa consapevolezza, diventa una magnifica occasione di crescita personale, che contribuisce alla piena realizzazione di sé. Imparare a conoscersi è un passo importante per guardare al futuro in maniera più serena e sicuramente più consapevole.L’ansia prematrimoniale, come già accennato in precedenza, può essere una manifestazione del tutto fisiologica e legata all’importanza del passo che si sta per compiere. Tuttavia, è necessario imparare ad “ascoltare” i propri sintomi , per comprendere i sottili messaggi che la nostra psiche ci sta mandando, soprattutto nel momento in cui l’angoscia diventa insopportabilmente invivibile, al punto da minare fortemente la serenità della nuova coppia che si sta per formare.
Una SOFFERENZA particolarmente marcata può nascondere problematiche di vario tipo, tra cui:
  • Insicurezza personale, incertezza e sfiducia
  • Disagi di coppia
  • Matrimonio indotto da parenti
  • Bisogno di dare priorità ad altri progetti prima di sposarsi
  • Disturbi d’ansia
  • Incidenza del passato
  • Storia familiare difficile
  • Dubbi sui propri sentimenti o sui sentimenti del partner
  • Legame troppo fusionale con i propri genitori
Eccovi 7 trucchi che potranno certamente aiutarvi per superare l’ansia da matrimonio:

1. Pensate positivo

Imparate a cancellare pensieri nefasti come “Sarà un disastro”, “Andrà tutto malissimo”, “Non sono pronta per tutto questo”, che non faranno altro che aumentare l’ansia e farvi sentire ancora peggio. Non appena inizieranno a comparire nella vostra mente, fermateli pronunciando STOP ad alta voce: sarà più efficace. Una volta che li avrete controllati, cercate di mutarli in positivo in frasi come “Andrà tutto bene”, “Questa cosa può essere risolta”, “Questo è ciò che voglio e lo otterrò”.

2. Analizzate le vostre paure

Se non riuscite a calmare l’ansia da paura e preoccupazione, provate ad analizzarle razionalmente. Appuntatele tutte sulla carta e poi meditate su ciascuna di esse, attribuendo loro il grado di possibilità che accadano veramente con un punteggio da 0 a 100. Vedrete che la maggior parte delle paure avranno una probabilità di verificarsi molto bassa!

3. Staccate

Sappiamo che si è molto prese dai preparativi e non ci si può fermare un secondo, in prossimità del grande giorno, ma se non cercate di staccare un po’, il livello di ansia continuerà ad aumentare, togliendovi concentrazione e facendovi sentire solo molto stanche. Pianificate più volte, nell’arco di una settimana, di fare qualcosa che non abbia nulla a che fare con il matrimonio, come una passeggiata, un giro in bicicletta, un allenamento in palestra, una visita alla SPA, un’uscita con gli amici…

4. Chiedete una mano!

È  normale voler gestire ogni aspetto e ogni dettaglio di modo che vada tutto bene, ma ci sono momenti in cui bisogna prendere in considerazione che non siete superdonne con poteri illimitati. Chiedete aiuto al vostro partner, alla vostra famiglia, agli amici e delegate alcuni compiti: risparmierete un po’ di stress e fatica. In ogni caso, non avete mai pensato alla possibilità di farvi aiutare da un Wedding Planner per organizzare le vostre nozze?

5. Prendetevi cura di voi stesse

Per quanto siate occupate, non scordate mai che la persona più importante della vostra vita siete voi e che meritate amore e appoggio. Non stancatevi di notare i vostri pregi, di indirizzarvi messaggi positivi. Ritagliatevi un po’ di tempo per fare ciò che vi piace e vi fa stare bene, ve lo meritate.

6. Condividete le vostre preoccupazioni 

Non cercate di caricarvi il peso di tutto questo da sole, per apparire forti e non dare preoccupazioni a nessuno: siamo esseri umani e abbiamo bisogno dell’aiuto degli altri! Confidatevi con un familiare o un amico, vi aiuterà molto a condividere e a smaltire le ansie. Ricordate che il migliore confidente è idealmente il vostro partner. Se l’avete scelto come compagno di vita un motivo ci sarà! Abbiate fiducia in lui e confidategli le vostre preoccupazioni.

7. Create dei momenti di coppia

Avete mai pensato che il vostro partner potrebbe essere sopraffatto dalle vostre stesse paure, esattamente come voi? E che probabilmente da mesi non fate altro che parlare delle nozze? Cercate momenti vostri per rilassarvi e stare bene insieme. Programmate un weekend romantico, una cena nel vostro ristorante preferito, un giro insieme, una bella chiacchierata… E in quei momenti ricordatevi di non parlare assolutamente del vostro matrimonio!

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Orgasmi multipli maschili: come avere due o più eiaculazioni di seguito con i nostri 20 consigli

MEDICINA ONLINE SESSO ANALE ANO RETTO LUBRIFICANTE FECI PAURA CLISTERE COUPLE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA JEALOUS LOVE COUPLE FAl contrario delle donne, che possono avere vari orgasmi di seguito, l’uomo generalmente – subito dopo l’eiaculazione – entra nel periodo refrattario, cioè quel lasso di tempo in cui è praticamente impossibile per lui provare piacere ed avere una nuova erezione ed un nuovo orgasmo. Da ciò se ne deduce che sia impossibile per un uomo avere “orgasmi multipli”, cioè vari orgasmi ravvicinati nel tempo. Ciò però non è del tutto vero: con un po’ di allenamento e seguendo i prossimi consigli, è possibile per l’uomo diminuire il più possibile il periodo refrattario post orgasmico ed arrivare ad avere due o più orgasmi in un tempo ravvicinato. Vi anticipo però che non è affatto facile ridurre tale periodo: non esiste un rimedio facile e veloce per raggiungere vari orgasmi di seguito, specie se non siete più giovanissimi (dopo i 30 anni diventa più complesso e tale complessità aumenta progressivamente con l’età), e che difficilmente si può eliminare del tutto il periodo refrattario, ma si può comunque tentare di ridurlo in diversi modi. Vediamo come.

1) Aumenta lo sperma

Il punto di partenza per avere due o più eiaculazioni in tempi ravvicinati è senza dubbio quello di aumentare la quantità di sperma disponibile. A tal proposito leggi questa guida: Come avere un’eiaculazione più abbondante e migliorare sapore, odore, colore e densità dello sperma?

2) Allena il muscolo pubococcigeo

Per avere pieno controllo sui tuoi orgasmi, è importante eseguire con costanza gli esercizi di Kegel. Sono potenti strumenti per controllare la tua eiaculazione, aumentare la potenza del getto eiaculatorio e provare orgasmi più intensi. Avendo pieno controllo della muscolatura pubococcigea otterrai eiaculazioni più potenti e – secondo alcuni ricercatori – potresti riuscire anche a provare l’orgasmo bloccando però l’espulsione di sperma, fatto che rappresenta la chiave per raggiungere orgasmi multipli. Se vuoi capire come farli leggi questo mio articolo: Esercizi di Kegel: allena il tuo muscolo pubococcigeo per aumentare la potenza sessuale e contrastare l’eiaculazione precoce

3) Riottieni subito l’erezione con il supporto farmacologico

Uno dei problemi di riuscire a provare orgasmi multipli è che l’uomo, dopo l’eiaculazione, difficilmente riesce ad ottenere una nuova erezione in tempi rapidi. Per velocizzare i tempi, possono venirci incontro vari farmaci, come il famoso Viagra, a tal proposito leggi: Meglio Viagra, Cialis, o Levitra per trattare la disfunzione erettile? Un utile confronto tra i tre farmaci.

4) Riottieni presto l’erezione senza il supporto farmacologico

Nel caso in cui tu invece preferisca evitare i farmaci, per raggiungere una nuova erezione in tempi rapidi, puoi provare ad assumere specifici integratori alimentari efficaci nel migliorare quantità di sperma, potenza dell’erezione e libido sia maschile che femminile. Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto:

5) Prova il massaggio tantrico

Una delle vie per ottenere orgasmi multipli è il massaggio tantrico del pene, per approfondire leggi: Lingam, il massaggio tantrico del pene

6) Stimola il tuo punto L

Altra importantissima via per ottenere vari orgasmi di seguito è per l’uomo la stimolazione dell’equivalente maschile del punto G, il cosiddetto punto L, a tal proposito leggi:

7) Trova una partner attraente

E’ ovvio che, a causa dell’effetto Coolidge, i tempi di recupero della libido dopo un orgasmo, sono direttamente proporzionali anche a quanto la vostra partner sia capace di risvegliare in voi la voglia di fare sesso. Teoricamente, secondo la fisiologia maschile, la maniera migliore per ottenere il più presto possibile una nuova erezione/eiaculazione subito dopo un orgasmo sarebbe quella di avere varie partner giovani ed attraenti e cambiare partner ad ogni eiaculazione… può sembrare maschilista ma dal punto di vista fisiologico è davvero così; a tal proposito potrebbe tornarti utile questo articolo: Mappa mondiale delle ragazze “facili”: sudamericane più disponibili e le italiane?

8) Evita la masturbazione compulsiva

E’ importante evitare la masturbazione compulsiva, a maggior ragione se vi masturbate varie volte prima dell’incontro amoroso in cui volete raggiungere vari orgasmi di seguito. Al di la di ciò, è importante evitare la masturbazione compulsiva, specie se accompagnata da visione di pornografia online, perché può portare a cali di libido e può farvi apparire la vostra partner meno attraente rispetto a quanto è (cosa che, come visto nel punto precedente, sarebbe controproducente) perché involontariamente la mettete a paragone con le attrici pornografiche. A tal proposito leggi anche: Come capire se soffro di masturbazione compulsiva?

9) Allenati

Anche l’attività sportiva può fare da garante per una buona prestanza sessuale. Un fisico allenato è sempre più resistente e riesce ad avere periodi refrattari più brevi. Non serve diventare atleti: anche una mezzora di camminata al giorno è utile per raggiungere la forma fisica, anche se il mio consiglio è quello di praticare parallelamente pesistica, in modo da aumentare anche la vostra massa muscolare, a tal proposito leggi: Vuoi aumentare il testosterone e combattere l’impotenza? Iscriviti in palestra

10) Allontana l’ansia da prestazione

Soprattutto se siete ancora giovani, il periodo refrattario non è strettamente fisico, anzi, riguarda soprattutto la psiche: problemi di autostima, ansia e stress possono incidere negativamente sulla performance sessuale, contribuendo ad aumentare il periodo refrattario. Infine, non per importanza, è importante che ci sia un aiuto da parte del partner: il petting può risultare un elemento utile per aumentare la libido e ridurre la fase di stasi; a tal proposito leggi: Erezione debole da ansia da prestazione: quali sono i rimedi e le cure?

11) Aumenta il feeling

Per avere orgasmi multipli, non meno importante risulta il feeling col proprio partner: maggiore è l’intesa e più possibilità si hanno di ridurre il periodo refrattario, in quanto – come abbiamo visto nel punto precedente – la psiche gioca un ruolo non meno importante della resistenza fisica; a tal proposito ti può venire incontro la Mappa delle zone erogene femminili: scopri i punti che la fanno impazzire

12) Accorcia i tempi

Altro consiglio è quello di evitare rapporti troppo lunghi: è più difficile raggiungere il secondo orgasmo se per raggiungere il primo siete “durati” un’ora; molto più facile ritrovare libido ed erezione se la prima eiaculazione è stata ottenuta relativamente in fretta; a tal proposito forse può interessarti: Quanto deve durare un rapporto sessuale prima che si parli di eiaculazione precoce?

13) Dimagrisci

I chili di grasso sono nemici dell’eiaculazione maschile, figuriamoci delle eiaculazioni multiple. E’ importante mantenersi in forma per avere buone prestazioni sessuali, a tal proposito leggi: Sono normopeso, sottopeso o sovrappeso? Come si calcola l’Indice di Massa Corporea (BMI)?

14) Riposati a sufficienza

Riposate sempre il più possibile per essere in forma e diminuire la possibilità che la spossatezza post-orgasmo sia eccessiva, a tal proposito leggi: Le cinque regole d’oro per dormire bene

15) Evita le droghe

La maniera migliore per diminuire il periodo refrattario è quello di evitare qualsiasi tossicodipendenza, dalla nicotina alla cocaina, dall’alcol all’eroina; a tal proposito leggi:

16) Conserva lo sperma e la libido

Prima di avere un rapporto dove aspiri ad avere due o più eiaculazioni, cerca di “conservare” lo sperma e la libido evitando ad esempio di masturbarti subito prima: da una parte questo ti potrebbe far “durare di più”, ma dall’altra rischia di diminuire il numero di orgasmi che proverai. Per approfondire:

17) Mangia bene

Un altro elemento che può aiutare nell’intento è la sana alimentazione: questo perché tutto ciò che fa bene a livello cardiologico aiuterà sicuramente nell’attività sessuale: cibi poveri di grassi aiutano le tue arterie a rimanere libere, il che è importante per avere erezioni potenti, rapide e durature; a tal proposito leggi:

18) Consuma cibi afrodisiaci

Effetto placebo o no, è indubbio che ci sono alcuni cibi che possono effettivamente aumentare la vostra libido e ciò si traduce ovviamente in una diminuzione del periodo refrattario e nell’ottenimento di una nuova erezione in tempi rapidi. Attenzione però a non esagerare con le porzioni: le abbuffate sono nemiche dell’erezione! Parlando dei cibi “del sesso”, è necessario citare il peperoncino che – agendo da vasodilatatore ed irritando lievemente la prostata – potrebbe aiutare l’uomo a raggiungere orgasmi multipli. A tal proposito leggi:

19) Bevi tanta acqua

La disidratazione è nemica dell’erezione, dello sperma e della libido. Idratati bene per avere una vita sessuale più piena ed appagante. Evita solo di ingerire troppi liquidi poco prima di avere un rapporto sessuale: avere la vescica piena potrebbe rappresentare un bel fastidio! Quanta acqua bere al giorno? Leggi qui: Fabbisogno idrico giornaliero quanta acqua bere al giorno

20) Alza il tuo testosterone

Il periodo refrattario si verifica perché durante un orgasmo l’organismo produce delle sostanze chiamate ossitocina e prolattina. L’ossitocina abbassa i livelli di testosterone, mentre la prolattina riduce la dopamina: il calo di questi ormoni contribuisce ad abbassare il desiderio sessuale nel cosiddetto periodo refrattario (che può essere variabile anche in relazione all’individuo e l’età). Il nostro obbiettivo quindi deve essere quello di innalzare al massimo i livelli disponibili di testosterone, a tal proposito leggi: Come aumentare il testosterone per migliorare muscoli e rapporti sessuali

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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I 5 migliori consigli per un autunno piacevole ed in salute

MEDICINA ONLINE RAIN TORNADO COLD WATER OMBRELLO TEMPO BOSCO FOGLIE SECCHE AUTUNNO INVERNO CLIMA METEO METEREOPATIA WINTER AUTUMN LEAVES WOODS WALLPAPER Alone-sad-girl-lonely-walk-with-uLe lunghe giornate estive svaniscono, inizia a soffiare più forte il vento, le foglie si seccano e cadono dagli alberi, la mattina e la sera l’aria è molto frizzante: è arrivato l’autunno! Questa stagione è per la terra un periodo di transizione che può essere molto faticoso anche per il nostro fisico abituato al calore e alla “leggerezza” dell’estate. Ecco allora alcuni semplici consigli per affrontare meglio l’autunno…

1) Alimenti caldi e di stagione

Lo sbalzo termico tra la stagione estiva e quella autunnale (che spesso arriva repentinamente) non è da sottovalutare ed è per questo che tanti di noi, almeno all’inizio, percepiscono un freddo esagerato. Dobbiamo semplicemente adattarci alle nuove temperature e non c’è niente di meglio per raggiungere questo scopo che aiutarsi con l’alimentazione. Più che mai importante prediligere frutta e verdura di stagione, in autunno la terra è più che generosa: castagne, zucche, uva, cavoli, barbabietole, ecc. tutti alimenti da portare regolarmente in tavola. Questo è il momento ideale per scaldarsi con zuppe, passati di verdure, minestre, ecc. con tisane e tè, in diversi orari della giornata, aiutandosi anche con spezie “riscaldanti” e benefiche come curcuma, zenzero, cannella, chiodi di garofano. Non bisogna dimenticare però che un po’ di cibo crudo (anche se freddo) è molto importante per assumere vitamine e sali minerali e per il punto successivo…

2) Rafforzare le difese immunitarie

Il cambio di stagione è un periodo critico anche per il nostro sistema immunitario, ed è proprio questo il momento migliore per rafforzarlo e arrivare preparati e forti all’inverno. Anche in questo caso il primo aiuto di fondamentale importanza ci viene dal cibo: bere molto, mangiare ogni giorno qualcosa di crudo, verdure cotte, frutta (anche secca), incentivare il consumo di alimenti che contengono vitamina C sono senz’altro dei buoni consigli. Poi si possono utilizzare anche dei rimedi naturali per rafforzare le difese immunitarie come l’Echinacea, l’Astragalo, la Rosa Canina, il Sambuco, l’aglio, lo zinco, la pappa reale, il propoli e altro. Sia in farmacia che in erboristeria potrete trovare diversi prodotti già formulati con un mix di rimedi pensati proprio per rafforzare il sistema immunitario.

3) Niente pigrizia

L’estate si trascorre più tempo all’aria aperta e per questo solitamente ci si muove un po’ di più. E’ facile invece in autunno farsi prendere la mano dalla pigrizia, complice il tempo più freddo e le giornate generalmente più grigie e molto più corte. E’ importante però non dimenticare che una moderata attività fisica va fatta sempre, scegliete quindi quella che preferite: palestra, nuoto, corsa, camminata, ecc. l’importante è che non siate troppo sedentari.

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4) Riposare il giusto

L’autunno è il momento ideale per entrare in letargo, noi sfortunatamente non possiamo concedercelo, però certamente possiamo cercare di riposare un po’ più se ne abbiamo bisogno o quanto meno rallentare il ritmo frenetico, se lo abbiamo. Riposare bene e per un numero di ore sufficienti è importante e sarebbe anche buona cosa adattarsi a dei ritmi sempre uguali o quanto meno simili ogni giorno ovvero andare a dormire più o meno alla stessa ora e alla stessa ora svegliarsi. Un buon consiglio, valido in realtà tutto l’anno, è poi quello di mangiare almeno 2/3 ore prima di andare a dormire. In questo modo la digestione è facilitata e di conseguenza anche il sonno.

5) Prendersi cura di sé e coccolarsi

E’ molto importante in questa stagione ritagliarsi dei momenti di relaxtutti per sé facendo un bel bagno caldo, guardando un film, bevendo un tè, leggendo, ascoltando la musica, ecc. possono essere pause importanti da concedersi per ricaricare un po’di energia persa e sostenere anche la mente. Con l’aiuto del partner ma anche da soli, ci si possono concedere poi dei massaggi riscaldanti utilizzando ad esempio dell’olio di mandorle dolci o olio di sesamo (leggermente riscaldati a bagno maria per 5 minuti) magari aggiungendo un olio essenziale da scegliere a seconda delle proprie esigenze. Ottimo consiglio è anche quello di prendersi del tempo ogni giorno per meditare, almeno 10 minuti, in cui sedersi in posizione comoda chiudere gli occhi, rilassarsi e respirare in maniera lenta e profonda.

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Doping a partire dai 7 anni di età: un problema in rapida espansione

MEDICINA ONLINE PALESTRA DA GIOVANE BLOCCA CRESCITA TEEN FITNESS HEIGHT STOPT GROWING TREADMILL RUNNER CARDIO CORRERE CORRIDORE CORSA APERTO TAPIS DIETA DIMAGRIRE AEROBICA GRASSO CALORIE SALITA PESI CITTA SMOG BAMBINO SPORTLa notizia non è delle migliori. Di doping nello sport si inizia a parlare molto presto, addirittura, dicono i resoconti più preoccupanti, a cominciare addirittura dai 7 anni. Secondo le stime statunitensi, più di 500 mila alunni delle secondarie americane usano prodotti dopanti. Senza andare così lontano uno studio pilota realizzato nel 1999 fra 3768 studenti delle scuole medie inferiori e dei licei del Veneto, opera dell’Unità operativa di tossicologia forense e antidoping di Padova, pubblicato dall’Espresso, ha dato risultati altrettanto allarmanti. Il 5,8% del campione ha ammesso l’uso personale di dopanti, mentre il 9,5% ne ha segnalato l’uso da parte di un compagno. Ma anche un’indagine più recente svolta nel 2003, su oltre 13mila ragazzi delle scuole medie superiori di tutta Italia, non conforta. Sui 10mila che hanno dichiarato di praticare almeno un tipo di sport, il 7% ha ammesso di assumere sostanze dopanti. E l’età tende ad abbassarsi. Possibile? Si, in una società come la nostra dove la competizione è già esasperata a livello giovanile e dove chi dovrebbe vigilare spesso non lo fa. Dalla federazione che dice di non avere soldi per effettuare test antidoping a tappeto già a livello giovanile, alle famiglie stesse spesso complici nel doping adolescente. Adulti o bambini, le sostanze dopanti non cambiano: ormoni peptidici (Gh o ormone della crescita in particolare) e steroidi anabolizzanti. Con rischi però molto maggiori quando l’organismo è ancora in formazione. A crescere in modo abnorme, infatti, oltre alle masse muscolari sono anche organi vitali come il fegato e il cuore con le conseguenze che si possono immaginare. In un simile contesto, perciò, non stupisce che l’American Academy of Pediatrics (AAP) abbia realizzato una pubblicazione sull’argomento, ripresa da Lancet.

Il doping nei giovani
La dichiarazione dell’associazione affronta vari aspetti della cosiddetta guerra ai farmaci nello sport e su come potrebbe essere vinta. Ma l’aspetto che sta più a cuore concerne la categoria più vulnerabile, quella rappresentata dai bambini. Un numero significativo di adolescenti, infatti, osserva l’AAP, pur non coinvolto in competizioni agonistiche, fa ricorso a sostanze che incrementano le prestazioni. Il dibattito, del resto anche negli Stati Uniti è molto acceso e lo stesso presidente Bush si è espresso in materia di steroidi nello sport e di “giusti segnali” da inviare alle fasce più giovani. Non è casuale, perciò, che sia in prospettiva il ricorso a test antidoping da effettuare nelle scuole superiori statunitensi. Un provvedimento rispetto al quale l’AAP si mostra scettica. Si tratta di deterrenti, dicono all’associazione, che hanno poco effetto sui giovani sportivi. Quindi che fare? L’Associazione dei pediatri statunitensi rimarca il ruolo svolto dai medici. Il medico sportivo, infatti, deve rapportarsi all’atleta consapevole dei limiti etici rispetto all’uso della medicina nello sport. L’atleta non va forzato e la pressione a partecipare alla competizione non deve essere eccessiva. Un problema ancora più evidente quando l’atleta è un giovane, un caso nel quale più che mai il danno reale e potenziale al bambino deve essere al centro dell’attenzione. Urge, perciò, continua la nota dell’AAP, una stretta collaborazione tra aziende farmaceutiche e autorità anti-doping. Conoscere i nuovi prodotti sul mercato, per intendersi, porta a sviluppare più rapidamente nuovi sistemi di identificazione delle sostanze proibite. In più potrebbe essere utile ridurre l’incentivo finanziario per le compagnie farmaceutiche e aumentare quello per la ricerca medico-scientifica altrimenti poco motivata alle indagini in campo medico sportivo. Infine, conclude la dichiarazione dell’AAP, oltre a pubblicare liste di sostanze proibite occorre anche seguire l’evolversi delle tecnologie manipolative. Gli ultimi esempi in questo senso sono il sangue centrifugato o il ricorso a camere ipobariche. Bisogna promuovere un dibattito etico e i medici sportivi hanno un ruolo centrale in questo senso. Educare i giovani, perciò, a non vincere a ogni costo, se possibile.

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Si muore di sclerosi multipla? Quali le aspettative di vita?

medicina-online-dott-emilio-alessio-loiacono-medico-chirurgo-roma-sclerosi-laterale-amiotrofica-sla-morte-riabilitazione-nutrizionista-infrarossi-accompagno-commissioni-cavitazione-radiofrequenza-ecogLa sclerosi multipla è una malattia mortale?
No, non si muore di sclerosi multipla. La sclerosi multipla, di per sé, non è causa di morte.
La vita media delle persone ammalate è quasi sovrapponibile a quella della popolazione generale sana: l’aspettativa di vita nella sclerosi multipla è ridotta solo di alcuni anni.
I casi di mortalità di persone con sclerosi multipla sono legate per il 50% a disabilità di grado elevato o problematiche infettive, mentre nell’altra metà dei casi dipendono dalle stesse cause che la provocano nella popolazione generale sana.

Per approfondire:

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Differenza tra pube e inguine

DIFFERENZA PUBE OSSO ILIACO INGUINE PUBALGIA ANATOMIA FUNZIONICon “pube” (in inglese “pubis”) si identifica una regione anatomica, sita nella parte inferiore della regione ipogastrica e osso pubico. Il pube è la porzione infero-ventrale dell’area iliaca, sostenuta da due ossa, a loro volta chiamate pube, pari e simmetriche che, unitamente all’ileo e all’ischio, concorrono a formare la cintura pelvica dei tetrapodi. I due pubi, destro e sinistro, sono uniti tra loro dalla sinfisi pubica che nelle donne si rammollisce durante la gravidanza e si rilascia durante il parto. La regione anatomica del pube, di forma triangolare, nella pubertà si ricopre di peli.

MEDICINA ONLINE DIFFERENZA PUBE INGUINE FOSSA ILIACA PUBALGIA DOLORE ADDOME SEMEIOTICA ANATOMIA FUNZIONI.jpgCon “inguine” (anche chiamato “regione inguinale”, in inglese “groin”) si identifica la porzione anteriore, laterale ed inferiore della parete addominale, corrispondente alla fossa iliaca (destra e sinistra), quindi stiamo parlando di una zona posta più in alto e più lateralmente rispetto al pube. L’inguine è delimitato dall’anca, identificato in superficie dalla piega che connette l’arto inferiore al tronco, pertanto è il corrispettivo caudale dell’ascella, alla quale è accomunato per la presenza del caratteristico gruppo linfonodale, nonché di caratteristiche cutanee comuni (in particolar modo, le ghiandole sudoripare apocrine).

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Bradiaritmia: tipi, cause, sintomi, prevenzione e trattamenti

MEDICINA ONLINE ELETTROCARDIOGRAMMA ECG ESAME ONDE ONDA P T U COMPLESSO QRS SEGMENTO ST TRATTO INTERVALLO RR INTERPRETAZIONE SIGNIFICATO CUORE IMPULSO ELETTRICO NODO SENO ATRIALE SETTO ATRIO VENTRICOLOUna bradiaritmia è un’aritmia cardiaca caratterizzata da un rallentamento patologico della frequenza cardiaca causato da un disturbo nella formazione o nella conduzione dell’impulso elettrico cardiaco. La diminuzione della frequenza cardiaca può essere talmente severa da non permettere il corretto pompaggio del sangue non solo sotto sforzo, ma perfino con soggetto a riposo, ad esempio mentre è steso su un letto. Il deficit di funzione di pompa del cuore porta l’organismo (e soprattutto il cervello) a non avere adeguato nutrimento ed ossigeno con possibile perdita di coscienza e – se il normale ritmo non viene ripristinato e la bradiaritmia è severa –  al decesso del paziente, anche a causa dell’accumulo di liquidi a livello polmonare (edema polmonare cardiogeno) determinato dall’insufficienza cardiaca conseguente alla bradiaritmia.

Cause di bradiaritmia

In condizioni normali l’impulso elettrico si genera nel nodo seno atriale (il pacemaker naturale del cuore) e viene condotto attraverso gli atri ed i ventricoli mediante il nodo atrioventricolare e il sistema di conduzione intraventricolare specializzato (fascio di His). Tale percorso dell’impulso elettrico cardiaco è necessario per il corretto susseguirsi di sistole (contrazione) e diastole (riempimento) del cuore: una bradiaritmia è un disturbo che interferisce nella genesi o nella conduzione di tale impulso elettrico, impedendo quindi il normale susseguirsi di sistole e diastole e rendendo il cuore inefficace.

Le cause più frequenti di bradiaritmia sono la malattia del nodo del seno atriale ed i blocchi atrio-ventricolari, che nei casi più gravi possono addirittura determinare il decesso di individui giovani e considerati sani, come recentemente accaduto al compianto capitano della Fiorentina Davide Astori, il cui cuore – colpito da bradiaritmia severa – ha rallentato fino all’arresto cardiaco con formazione di abbondante edema polmonare cardiogeno rilevato all’autopsia.

Nella malattia del nodo del seno si verificano basse frequenze sinusali (il pacemaker naturale rallenta) o improvvisa assenza della genesi del battito (blocco seno-atriale o arresto sinusale, in cui il pacemaker naturale si ferma del tutto).

Nei blocchi atrio-ventricolari si verificano invece disturbi di conduzione dell’impulso dagli atri ai ventricoli. Possono avvenire all’interno del nodo atrioventricolare o nel sistema di conduzione intraventricolare. Sono classificati per gradi:

  • primo grado: tutti gli impulsi atriali sono condotti ai ventricoli con un rallentamento;
  • secondo grado o conduzione intermittente: alcuni impulsi sono condotti e altri bloccati;
  • terzo grado o blocco completo: nessun impulso atriale viene condotto ai ventricoli.

I blocchi a livello del nodo atrioventricolare hanno carattere spesso benigno e minore tendenza alla progressione. I blocchi situati al di sotto del nodo e fascio di His hanno una più elevata tendenza alla progressione in blocchi più gravi.

E’ importante ricordare che alcune bradiaritmie possono essere anche causate dall’assunzione di farmaci (β-bloccanti, calcio antagonisti, digossina) e/o droghe. Ricordiamo inoltre che la velocità di scarica del nodo senoatriale può essere modificata da diversi fattori, tra i più importanti c’è la regolazione nervosa da parte del sistema nervoso parasimpatico (tono vagale) che determina una riduzione della frequenza cardiaca: una eccessiva stimolazione vagale (ad esempio in caso di asfissia) può determinare una bradicardia patologica transitoria anche mortale. Altre cause di severa bradiaritmia sono:

  • infarto del miocardio: gli infarti, soprattutto quelli della parete inferiore, possono essere la causa di una disfunzione del sistema di conduzione cardiaco, causando la bradicardia patologica;
  • miocardite, endocardite: sono patologie caratterizzate da un’infiammazione del muscolo cardiaco, o del suo rivestimento più interno, da varie cause, anche infettive. L’infiammazione può ledere il sistema di conduzione, determinando la bradicardia patologica;
  • ipotiroidismo: la riduzione della funzione tiroidea può ridurre anche la frequenza cardiaca;
  • alterazioni elettrolitiche: in particolare l’aumento del potassio può essere la causa di una riduzione della frequenza cardiaca;
  • ipotermia: l’abbassamento notevole della temperatura corporea può associarsi a una riduzione della frequenza cardiaca;
  • patologie infettive: solitamente la febbre determina un aumento della frequenza cardiaca, tuttavia alcune infezioni come la febbre tifoide e la brucellosi possono determinarne un abbassamento;
  • ipertensione endocranica: l’aumento della pressione all’interno della teca cranica, secondario a molte patologie (per esempio tumori dell’encefalo, meningiti) può scatenare di riflesso una riduzione della frequenza cardiaca.

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Sintomi di bradiaritmia

I disturbi bradiaritmici possono associarsi a sintomi come

  • astenia (debolezza);
  • facile affaticabilità;
  • capogiro;
  • lipotimia;
  • dispena (difficoltà a respirare);
  • sincope;
  • offuscamento della vista;
  • dolore toracico;
  • lampi luminosi;
  • confusione mentale.

In molti casi la bradiaritmia è del tutto asintomatica (cioè non fornisce alcun sintomo della propria presenza).

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Diagnosi di una bradiaritmia

Gli strumenti diagnostici necessari per diagnosticare una bradiaritmia, sono:

  • elettrocardiogramma;
  • Holter ECG 24 ore.

Tali esami sono svolti come integrazione di una visita cardiologica che comprende anamnesi ed esame obiettivo, inoltre possono essere associati ad una ecografia con colordoppler per studiare eventuali anomalie di flusso intracardiaco e morfologiche di pareti e valvole cardiache, che a volte possono essere la causa a monte del rallentamento patologico della frequenza cardiaca. Utile anche un prelievo ematico, per individuare eventuali anomalie elettrolitiche o degli ormoni tiroidei, come causa scatenante di bradicardia.

Difficoltà della diagnosi

Non sempre è facile diagnosticare una bradiaritmia, specie in individui sani ed asintomatici, che possono superare diverse visite cardiologiche con ECG normali, dal momento che la bradiaritmia in alcuni casi può essere intervallata da periodi dove l’aritmia non si verifica. E’ importante ricordare poi che soprattutto gli sportivi professionisti tendono ad avere una bradicardia fisiologica, cioè tendono normalmente ad avere una frequenza cardiaca lievemente più bassa di quella della popolazione non sportiva, inferiore ai 60 battiti al minuto (bpm); tale bradicardia può essere quindi considerata normale durante la visita, ma degenerare in un rallentamento estremo in un secondo momento, con i risultati che conosciamo.

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Trattamento della bradiaritmia

Se le bradiaritmie si presentano in corso di terapia con farmaci che possono esserne responsabili, la sospensione della terapia può risolvere il problema. A seconda della sede e dell’entità del blocco, nonché alla presenza di sintomi associati, può essere indicato l’impianto di un pacemaker.

Prevenzione

Le bradiaritmie sono prevalentemente l’espressione di un invecchiamento del “sistema elettrico” del nostro cuore, per tale motivo non esistono programmi di prevenzione particolari. È tuttavia necessario effettuare una valutazione aritmologica qualora ci fosse una certa familiarità per difetti del battito cardiaco (ad esempio padre, madre o fratelli con tale patologia).  Nei soggetti a rischio si promuove l’adozione di stili di vita sani che prevedano:

  • non fumare;
  • non bere eccessive quantità di alcool;
  • dieta sana ed equilibrata;
  • praticare regolarmente attività fisica aerobica;
  • mantenere un peso corporeo ottimale per età e altezza.

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