Come si trasmette l’influenza?

MEDICINA ONLINE VIRUS BATTERI INFLUENZA RAFFREDDORE TEMPERATURA STARNUTO EBOLA TRASMISSIONE MORTE SINTOMI STARNUTO CONTATTO.jpgL’influenza è una malattia infettiva provocata dai virus A e B e i loro sottotipi che, mutando di anno in anno si sviluppano in ceppi diversi, provocando un’epidemia che si verifica per lo più nella stagione invernale.

La trasmissione dell’influenza avviene tramite secrezioni oro-nasali generate tossendo, starnutendo, ma anche semplicemente parlando, che restano sospese nell’aria, la quale, una volta respirata provoca il contagio. Ma la malattia non si trasmette solamente attraverso il contatto diretto, può infatti essere veicolata anche indirettamente, mediante il contatto con una superficie infetta, toccata da una persona influenzata, sulla quale è ancora attivo il virus.

Quando una persona sana entra in contatto con il virus dell’influenza, sviluppa la malattia nel giro di 1 o 3 giorni dal contagio, dunque, per evitare il rischio di contagio, è necessario seguire alcune raccomandazioni tra cui evitare di toccarsi occhi, naso e bocca e lavarsi spesso le mani, starnutire in un fazzoletto di carta e gettarlo subito dopo.

Una volta che il virus è stato contratto, la malattia provoca sintomi quali febbre, mal di testa, brividi, dolori alle articolazioni, debolezza, ma anche raffreddore, mal di gola e tosse, aggravandosi nelle persone più esposte, come anziani e bambini, pazienti che stanno già seguendo particolari terapie o che hanno malattie croniche.

Generalmente la cura dell’influenza prevede la somministrazione di antipiretici e antidolorifici, che aiutano a ridurre il decorso e alleviare i malesseri. Poiché l’influenza è provocata da virus, gli antibiotici non sono efficaci, e vengono prescritti solo nei casi più gravi, quando cioè si sviluppano anche infezioni secondarie di origine batterica.

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Testicoli e scroto: dimensioni, anatomia e funzioni in sintesi

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma TESTICOLI SCROTO DIMENSIONI ANATOMIA FUN Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgIl testicolo (anche chiamato didimo e testicle in inglese) fa parte dell’apparato genitale maschile, in numero di due, all’interno della sacca scrotale, è la gonade maschile. Piccoli nel feto e nel bambino, i testicoli crescono rapidamente di volume alle soglie della pubertà; nell’adulto raggiungono il peso di circa 10-20 grammi ciascuno.
Durante lo sviluppo fetale i testicoli si formano nella cavità addominale, accanto ai reni. Successivamente, si spostano verso il basso trascinandosi dotti, vasi e nervi, che formeranno il funicolo spermatico. Poco prima della nascita o subito dopo, i testicoli vanno a collocarsi nei sacchi scrotali. Quando ciò non avviene si parla di criptorchidismo.

Dimensioni dei testicoli

Pari di numero (testicolo di destra e di sinistra) e simmetrici, i testicoli presentano una forma ovoidale. Di consistenza duro-elastica, in età adulta presentano dimensioni medie pari a:

  • 3.5-4 cm di lunghezza
  • 2.5 cm di larghezza
  • 3 cm di diametro anteroposteriore

Funzioni del testicolo

I testicoli hanno due funzioni: la produzione degli spermatozoi dal momento della pubertà sino alla morte, e la produzione degli ormoni sessuali maschili chiamati androgeni, tra i quali il testosterone è il più importante. La produzione degli ormoni da parte dei testicoli è evidente fin dalla nascita, ma aumenta enormemente intorno alla pubertà e si mantiene ad alto livello per tutta l’età adulta fino a manifestare una diminuzione durante gli ultimi anni di vita.

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Scroto

I testicoli sono sospesi nello scroto, al cui interno giacciono in posizione obliqua, con il polo superiore inclinato in avanti e lateralmente, ed il polo inferiore situato medialmente e all’indietro.
All’interno della sacca scrotale i due testicoli sono parzialmente separati da un setto mediano di tessuto fibroso (il setto scrotale). La posizione esterna dello scroto, quindi la distanza dei testicoli dalla sinfisi pubica, è regolata dal muscolo dartos e dalla sua capacità di contrarsi e rilassarsi in funzione della temperatura. Infatti, se la temperatura dei testicoli sale, la sintesi degli spermatozoi (spermatogenesi) viene inibita; di conseguenza, quando fa freddo, la contrazione della muscolatura scrotale porta i testicoli in posizione più vicina al corpo, facendo apparire più raccolta e raggrinzita la borsa scrotale; viceversa, in ambiente caldo lo scroto si presenta allungato, liscio e flaccido. Anche il muscolo cremastere contribuisce a mantenere la temperatura testicolare, regolandone il funzionamento.
Il gubernaculum testis è un’appendice fibrosa, una lamina connettivale che fissa il polo inferiore del testicolo alla borsa scrotale. All’interno dello scroto i testicoli sono appesi all’estremità inferiore del corrispondente funicolo spermatico.
Oltre ai testicoli, lo scroto accoglie anche i relativi epididimi ed il tratto inferiore del funicolo spermatico. Per approfondire: Scroto: dimensioni, anatomia e funzioni in sintesi

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Anatomia umana

Schema del testicolo
1: Lobuli del didimo/setti
2: Tubuli seminiferi contorti
3: Lobuli del didimo/setti
4: Tubuli seminiferi rettilinei
5: Dotti efferenti
6: Rete testis

Nello schema non è presente l’epididimo, una rete contorta, che raccoglie le terminazioni dei dotti efferenti e sfocia in un dotto deferente, un tubulo rettilineo. I testicoli, o didimi, sono di forma ovale e misurano in media 5 centimetri di lunghezza, 3 centimetri circa di larghezza e 3 centimetri circa trasversalmente. Il peso dei testicoli di un adulto è di circa 18-22 grammi l’uno, compreso l’epididimo, che da solo può pesare 4 gr. Il testicolo sinistro è posizionato lievemente più in basso del destro, la ragione di questo fatto è dovuto all’anatomia delle vene genitali, in quanto la vena genitale sinistra si riversa nella vena renale, mentre la destra sfocia nella vena cava inferiore; in ragione della diversa lunghezza, l’elasticità dei condotti venosi permette al testicolo sinistro di discendere più in basso.

La produzione degli spermatozoi non comincia fino alla pubertà, anche se segue il modello della produzione di ormoni riducendosi in età avanzata. Gli spermatozoi vengono prodotti in ogni testicolo in speciali strutture chiamate tubuli seminiferi con l’ausilio e la protezione delle cellule del Sertoli. Questi tubicini sono al centro di ogni testicolo e sono collegati con una serie di condotti che convogliano lo sperma ad altri importanti organi e, alla fine, fuori dal pene, se ciò è richiesto.

In ogni testicolo, vicino ai tubuli seminiferi, ci sono numerose cellule chiamate cellule interstiziali o cellule di Leydig. Esse sono responsabili della produzione dell’ormone sessuale maschile (testosterone) che viene secreto direttamente nei vasi sanguigni circostanti. Al momento della pubertà, la maggior parte dei cambiamenti che avvengono nel ragazzo è prodotta dalla maggior quantità di testosterone che scorre nel suo corpo. Durante l’eccitazione sessuale i testicoli aumentano di grandezza. Il sangue riempie i vasi sanguigni che si trovano in essi causando il loro ingrandimento. Dopo l’eiaculazione essi tornano alle loro normali dimensioni. Subito prima dell’eiaculazione i testicoli vengono tratti molto vicini al corpo. Dopo l’eiaculazione essi ritornano alla loro posizione usuale nello scroto.

Il medesimo avvicinamento dei testicoli al corpo avviene nei momenti di intensa paura, collera o quando l’uomo ha freddo. In questo modo, naturalmente, il corpo protegge questo meccanismo delicato e vulnerabile. I testicoli pendono fuori dal corpo per potere stare alla temperatura leggermente più bassa che è richiesta per la produzione dello sperma. Quando la stagione è molto calda o durante un bagno tiepido essi pendono più in basso del normale, lontano dal corpo e dal suo calore; al contrario, nella stagione fredda, essi si avvicinano al tepore del corpo per mantenere una temperatura ottimale. Se vengono tenuti alla temperatura corporea, i testicoli non sono più in grado di produrre spermatozoi e l’uomo diventa sterile. Quando i muscoli dell’uomo si tendono, per esempio quando egli si prepara a una fuga o a un’aggressione oppure subito prima dell’eiaculazione, un insieme di muscoli posto nello scroto spinge automaticamente i testicoli verso l’alto, questi sono la fascia cremasterica, la fascia spermatica interna e la fascia spermatica esterna.

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Anatomia microscopica del testicolo

Il testicolo è costituito dalla tunica albuginea e dalle sue dipendenze, da un parenchima costituito dai tubuli seminiferi, e dallo stroma che circonda i tubuli seminiferi e contenente quest’ultimo le cellule di Leydig a funzione endocrina. La tonaca albuginea è la tonaca più intima del testicolo, costituita da tessuto connettivo fibroso denso con fasci di fibre di collagene ad andamento parallelo; è resistente e inestensibile, spessa tra lo 0,5 e 1 mm, e all’esterno continua con l’epiorchio. Negli strati più superficiali troviamo fibrocellule muscolari lisce mentre negli strati più profondi troviamo fibre elastiche. Dalla faccia profonda dell’albuginea, detta tonaca vascolosa perché riccamente vascolarizzata, si dipartono dei setti convergenti verso il mediastino testicolare (o corpo di Highmoro) che si approfondano all’interno del testicolo delimitando circa 300 logge. Ciascuna loggia ha forma piramidale, con la base volta verso la superficie del testicolo e l’apice in corrispondenza del mediastino testicolare (dà passaggio alla rete testis).

Il parenchima, di colorito roseo giallastro, riempie le logge, all’interno delle quali si organizza in lobuli. Ciascun lobulo contiene tubuli seminiferi contorti, le cui estremità si uniscono a formare i tubuli retti che sboccano nella rete testis, posta a livello del mediastino testicolare, una serie di tubuli riccamente anastomizzati. Dalla rete testis si dipartono circa 15-20 condottini efferenti che confluiscono a formare l’epididimo. I tubuli seminiferi contorti sono lunghi da 30 cm a 70 cm e occupano il poco spazio a loro disposizione grazie al loro andamento convoluto.

La parete dei tubuli seminiferi è costituita da epitelio pluriseriato detto epitelio germinativo che poggia su una lamina propria. L’epitelio germinativo comprende accanto alle cellule germinali in diverso stato differenziativo le cellule del Sertoli, che sono cellule di sostegno. Le cellule del Sertoli sono cellule di derivazione mesodermica non spermatogeniche che oltre a sostenere e a nutrire gli spermatozoi svolgono importanti funzioni endocrine. Si estendono per tutto lo spessore dell’epitelio con la base che poggia sulla membrana basale e l’apice verso il lume; l’apice presenta delle infossature entro cui sono contenute le teste degli spermatidi in via di sviluppo. Sono riconoscibili per il nucleo triangolare con nucleolo evidente e cromatina dispersa. Le cellule del Sertoli sono unite da complessi giunzionali, tight junctions, che suddividono l’epitelio germinativo in due compartimenti conosciuti come basale e come luminale. Le cellule del Sertoli mediano quindi gli scambi metabolici tra il compartimento luminale degli spermatidi quello sistemico costituendo una barriera ematotesticolare che isola gli spermatidi dal resto dell’organismo, proteggendoli dal sistema immunitario.

Il citoplasma è acidofilo, con gocciole lipidiche, scarso RER e abbondante REL. Sono talora visibili aggregati proteici noti come corpi di charcot bottcher. Troviamo anche lisosomi primari e secondari. Le cellule del Sertoli mediano la spermatogenesi e la spermiazione, riassorbono i corpi residui tramite fagocitosi. Svolgono anche funzione endocrina: producono ABP (Androgen Binding Protein), sotto lo stimolo dell’FSH ipofisario che concentra il testosterone favorendo la spermatogenesi; secernono inibina che agisce con feedback negativo a livello ipotalamo ipofisario.

Le cellule germinali sono cellule in vario stadio differenziativo. Quelle in stadio precoce di sviluppo si trovano perifericamente mentre quelle negli stadi tardivi prospettano verso il lume. Il processo attraverso il quale gli elementi cellulari passano dalla periferia al lume prende il nome di spermatogenesi. Dura 74 giorni circa e comprende la spermatogoniogenesi (proliferazione per mitosi delle cellule germinali primitive, da cui originano gli spermatociti primari), la spermatocitogenesi (divisione meiotica degli spermatociti primari a formare spermatociti secondari e da questi gli spermatidi) e la spermiogenesi (differenziazione degli spermatidi in spermatozoi maturi, non si hanno fenomeni moltiplicativi). Nello stroma vi sono le cellule di Leydig che producono sotto lo stimolo dell’ormone ipofisario LH o ICSH ormoni androgeni, dei quali il testosterone rappresenta il prototipo.

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La ragazza vegana che beve sperma fresco ogni giorno

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma RAGAZZA VEGANA BEVE SPERMA OGNI GIORNO Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgDella stravagante blogger inglese, Tracy Kiss, avevamo già parlato in questo articolo dove la giovane 29enne inglese aveva confessato ai tabloid britannici la sua abitudine di spalmarsi ogni giorno sul viso sperma fresco. Oggi scopriamo una nuova sua particolare abitudine.

Frullati di frutta e sperma
Vegana, maniaca del fitness e della forma fisica, elargisce consigli e rimedi naturali tra cui spicca un frullato del tutto particolare: fatto con lo sperma che gli regala un suo amico. Perché lo fa? Lei dice che garantirebbe gli anticorpi necessari all’organismo contro i malanni di stagione. “Mi sentivo sempre spossata e senza energia, ora il mio umore è migliorato – confessa al Daily Mail Tracy – mescolando sperma e frutta: il sapore è molto buono ma cambia a seconda di quello che il mio amico mangia”. Piccolo dubbio: ma nutrirsi di proteine umane, e dunque animali, non sarà in contraddizione con la sua dieta vegana?

Se volete vedere un video dove la giovane si spalma lo sperma sul viso e spiega i benefici del farlo, seguite questo link: Si spalma lo sperma fresco di un suo amico sul viso [VIDEO]

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Olio di borragine: funziona davvero per aumentare il seno in modo naturale?

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Roma REGGISENO PROVOCA CANCRO AL SENO Radiofrequenza Rughe Cavitazione Cellulite Peeling Pressoterapia Linfodrenante Dietologo Dieta Dermatologia Gambe Gonfie Edemi Donna1Il seno è una delle parti più delicate del nostro corpo, purtroppo spesso – a causa di dimagrimenti repentini o dell’allattamento – perde tono ed elasticità, ma non per questo siamo disposte a ricorrere al chirurgo estetico: allora come fare?
In rete esistono varie discussioni circa le proprietà dell’olio di borragine spremuto a freddo (venduto in perle in farmacia o erboristeria). Tra le varie qualità di questo olio ci sarebbe anche quella di far aumentare il turgore del seno, questo grazie ai fitoestrogeni. Quanto c’è di vero? Procediamo con ordine. La borragine è una pianta che cresce spontaneamente nei  Paesi Mediterranei caratterizzata da fiori a forma di stella di colore blu; i suoi principi attivi sono principalmente: calcio, potassio, tannini, acido gammalinoleico, acidi omega-6, acido palmitico e fitoestrogeni.

Proprietà:

  • Protegge la cute e rafforza le unghie.
  • Possiede attività anti-ipertensive.
  • Combatte la sindrome mestruale.
  • E’ un ottimo ricostituente.
  • Facilita l’espulsione della secrezione bronchiale.
  • Viene usata nella cura della febbre.
  • Può agire come antinfiammatorio.
  • E’ indicata nella cura delle affezioni respiratori (tosse e raucedine)
  • Incrementa la produzione di urina, consentendo di eliminare
    attraverso essa impurità e tossine del sangue (urea, acidi urici,
    cloruri ecc).
  • Favorisce la traspirazione e stimola la secrezione del sudore.
  • Svolge un’azione depurativa.
  • L’olio previene la secchezza della pelle, ha azione lenitiva e anti-arrossamento
  • E’ un antidepressivo naturale.
  • La presenza di Omega-6 la rende indicata nella riduzione del colesterolo “cattivo” e contro gli eczemi.
  • Grazie alla presenza di mucillagini è un ottimo emolliente
  • Grazie alla presenza di fitoestrogeni, sostanze ormono-simili, la borragine è utile nella prevenzione e riduzione dei sintomi menopausali (medio-lievi), del rischio cardio-vascolare, del rischio osteoporotico, del cancro mammario e dell’endometrio.

Ma ritornando alla questione del seno, come riportato da diversi siti, funziona davvero?

La mia esperienza
Io ho iniziato ad usarlo da una settimana, sia per risolvere dei problemi ai bronchi che come ricostituente, se tra i vari effetti “benefici” dovessi notare anche quello del seno vi terrò sicuramente aggiornate; per ora i risultati non sono visibili.
Per il momento sto assumendo tre opercoli al giorno dopo i pasti, ho acquistato una confezione di Olio di borragine in farmacia, piuttosto costoso, 20 euro per 50 capsule, ma lo trovate anche in versioni più economiche. Per ottenere dei risultati occorre prenderlo per diverso tempo. Tutto quello che è riportato in questo post ovviamente non ha nessuna validità scientifica è semplicemente il frutto delle mie ricerche su questo argomento, quindi mi raccomando se volete essere sicure di poter assumere quest’olio senza problemi chiedete al vostro medico di fiducia o all’erborista. Se volete potete anche optare per la versione in olio da massaggio che va massaggiato direttamente sul decolleté.

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Il comportamento sessuale femminile NON è diverso da quello maschile

MEDICINA ONLINE GELOSIA UOMO EGOISTA SAD COUPLE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA TRISTE GAY ANSIA JEALOUS LOVE COUPLE FRINEDS LOVERUno dei luoghi comuni più diffusi al mondo, soprattutto nella cultura occidentale, è quello secondo cui il comportamento maschile sarebbe molto più orientato alla sessualità rispetto a quello femminile. Per dirla in altri termini si è a lungo pensato (e in parte si pensa ancora) che gli uomini fossero promiscui e poligami, mentre le donne schive e monogame.
Il pregiudizio circa la differenza tra la vita sessuale maschile e quella femminile è stato a lungo sostenuto anche dalla scienza e in particolare dalla biologia. Ma i risultati scientifici sono sempre certi e puri oppure subiscono anche loro una serie di condizionamenti sociali? In questo caso è particolarmente importante appurarlo perché è proprio da questa convinzione che deriva l’idea secondo cui una donna che va a letto con più uomini è “troia”, mentre un uomo che fa la stessa cosa è affascinante e vincente, o ancora la faccia sbigottita che qualcuno fa quando scopre che una donna tiene dei preservativi nel proprio portafoglio: perché mai dovrebbe farlo? Vediamo di capirlo, procedendo per gradi.

L’origine biologica del pregiudizio

Tutto nasce dalla differenza tra sperma maschile e ovulo femminile; in particolare dalla differenza tra l’energia (concepita in termini di costo) che serve per produrre uno spermatozoo e quella che serve per produrre un ovulo. Già Darwin la chiamava anisogamia e pensava che fosse alla base dei diversi comportamenti sessuali maschili e femminili. In che modo? L’idea è questa: la produzione di uno spermatozoo richiede meno energia, cioè è più economica, e quindi il membro maschile della specie può tranquillamente accoppiarsi con diverse femmine senza incorrere in alcun rischio biologico. La produzione dell’ovulo femminile invece richiede molta più energia, ovvero è costosa, e quindi le femmine sono molto più selettive, cercano il maschio migliore che le possa fecondare. Quella che per Darwin era solo un’intuizione diventa una vera e propria teoria scientifica dimostrata quando, nel 1948, Angus Bateman, botanico che non si era mai occupato di genetica, studia la differenza tra comportamento sessuale maschile e femminile nella colonia di moscerini che si era creata attorno alle sue piante di frutta. Lo studio conduce alla conferma della teoria darwiniana, e viene poi ulteriormente verificato, nel 1972, da Robert Trivers, biologo e sociologo, che trasforma l’anisogamia nella teoria dell’investimento parentale. Non cambia molto: lo sperma richiede minore investimento, quindi i maschi hanno più tempo, energia e motivazione di cercare altre compagne da fecondare, mentre le femmine no.

Cosa non funziona dal punto di vista della natura maschile

Tanto per iniziare bisogna fare un’osservazione. Nei casi di studio citati in precedenza il paragone in termini di costo/investimento veniva svolto tra UNO spermatozoo e UN ovulo. Cosa, questa, che non ha molto senso. Come ha notato Donald Dewsbury, docente emerito di psicologia alla University of Florida, il maschio produce milioni di spermatozoi per fecondare UN solo ovulo. Ed è questo il paragone giusto da prendere in considerazione, cioè quello tra milioni di spermatozoi e UN ovulo. Se la pensiamo così risulta evidente che in realtà i costi di produzione non sono poi così diversi.
Non solo ma, nella maggior parte delle specie, il seme prodotto dal maschio contiene un composto bioattivo che richiede moltissima energia per essere prodotto; non a caso esistono situazioni in cui il corpo maschile non riesce a produrre sperma. Infine bisogna anche notare che anche i maschi sono selettivi: non è vero che non scelgono la propria partner. Non tutti i maschi di una determinata specie si potrebbero accoppiare con le femmine di quella stessa specie.

Cosa non funziona dal punto di vista della natura femminile

Gli studi svolti sugli uccelli, in questo caso, sono fondamentali. Nel 1980 si pensava che  circa il 90% delle specie di uccelli conosciute fosse monogamo, ovvero che il maschio e la femmina si accoppiassero solo tra di loro e facessero dei cuccioli da crescere insieme. Oggi invece sappiamo che solo il 7% delle specie di uccelli conosciute è davvero monogamo. Le nuove tecniche di analisi del patrimonio genetico ci hanno infatti permesso di scoprire che tanto i maschi quanto le femmine tendono ad accoppiarsi e a riprodursi con più partner nell’arco della vita. Non solo, ma sappiamo anche che sono soprattutto le femmine a svolgere un ruolo attivo nella seduzione e nella ricerca di altri partner. Ed è proprio questo che, al contrario di quello che si pensava in origine, aiuta a produrre prole e quindi consente alla specie di sopravvivere. In un libro intitolato Promiscuità. Una storia evoluzionistica della competizione spermatica e del conflitto sessuale e pubblicato nel 2001, si legge: “intere generazioni di biologi hanno dato per scontato che le femmine fossero monogame, ma è ormai chiaro che si erano sbagliati.”

Perché ci siamo sbagliati

Le teorie/credenze scientifiche circa la differenza tra il comportamento sessuale maschile e femminile sono il prodotto di un condizionamento sociale, da cui evidentemente neanche la scienza può considerarsi esente. Come detto all’inizio, infatti, tutto ha origine da un’intuizione darwiniana, ma è importante ricordare che le teorie di Darwin subivano l’influenza dell’epoca e della cultura vittoriana. Gli stereotipi sociali e le verità scientifiche in quel periodo erano fortemente legati. Più precisamente la scienza doveva dimostrare gli stereotipi sociali. L’idea cioè che gli uomini fossero attivi, biologicamente complessi, determinanti per l’evoluzione e quindi grandi conquistatori per natura, mentre le donne avevano un ruolo passivo, erano semplici, sottomesse all’uomo, chiaramente prive di mire e di sessualità. Le donne dovevano procreare e non essere interessate ad altro. Stiamo parlando in questo caso di uno stereotipo sociale così radicato da essere esteso anche a tutte le altre specie non umane. La scienza quindi doveva dimostrare che differenze di questo tipo esistevano tra i maschi e le femmine di qualsiasi specie.
Non si può propriamente dire che ci sono state raccontate delle bugie. Diciamo invece che a partire da un dato certo, in un’epoca in cui non esistevano mezzi per circoscrivere e spiegare quel dato, ne venivano date delle interpretazione che sono poi state considerate delle verità scientifiche a partire da cui svolgere studi più accurati. Oggi i dati che abbiamo a disposizione rendono chiaro che le cose stanno diversamente, ma i tempi che servono per distruggere uno stereotipo ben radicato sono spesso più lunghi di quelli richiesti da una scoperta scientifica.

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Mi manchi così tanto che…

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma MI MANCHI COSI TANTO CHE BROKEBACK MOUNTAIN Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Pene.jpgIl fatto è che a volte mi manchi così tanto che ho paura di non farcela…

Dal film “I segreti di Brokeback Mountain” uno splendido film del 2005 diretto da Ang Lee con le grandi prove di Heath Ledger e Jake Gyllenhaal.

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Tecniche mentali per sconfiggere l’ansia da prestazione sessuale

MEDICINA ONLINE AUMENTARE QUANTITA SPERMA EIACULAZIONE FORZA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA AMORE TRISTE GAY ANSIA PRESTAZIONE IMPOTENZA DISFUPochi uomini affrontano l’ansia da prestazione sessuale iniziando dall’aspetto psicologico: diciamo che per risolvere il problema è sempre più facile e pratico iniziare dall’aspetto fisico, ma è un errore perché l’ansia è nella mente e non nel fisico. Esistono tanti metodi collaudati per affrontare e vincere l’aspetto psicologico. Esercizi che possono coinvolgere la coppia, con lo scambio di stimoli ma senza un approccio diretto. Evitando di fatto l’atto sessuale e la conseguente conclusione.

Ansia da prestazione

Il grosso problema nell’affrontare l’ansia da prestazione sessuale può diventare il volere ottenere l’eiaculazione o l’orgasmo ad ogni costo. Con la forte e reale possibilità di aggravare la situazione e ottenere l’esatto opposto. Aumentando invece che sminuire l’ansia da prestazione stessa. Il modo migliore per affrontare il tutto è iniziare a praticare il piacere e il divertimento all’interno della coppia. Con umorismo, senza avere troppo a cuore il prendere sul serio ogni attimo che si vive in intimità. Sia l’eiaculazione che l’orgasmo non devono assolutamente essere visti come un obiettivo da raggiungere. Non sono una regola e non dobbiamo fare in modo che lo diventino. Sono qualcosa che fanno parte dell’eventuale piacere del rapporto e non un obbligo incessante. Se poniamo la nostra attenzione sulla sola soddisfazione psicologica, insieme alla sensualità e al gioco dell’erotismo, è probabile che potrai constatare un notevole abbassamento dell’ansia da prestazione.

Leggi anche: Ansia da prestazione sessuale: vincila con un sano egoismo

Sei semplici consigli

Tra i vari rimedi che puoi adottare per vincere l’ansia da prestazione sessuale, sicuramente troverai utili e preziosi i seguenti sei consigli. Possono tranquillamente aiutare te e il tuo partner. A ridurre l’ansia ed avere così incontri intimi di gran lunga più piacevoli e pieni.

1) Sii fiducioso con il tuo partner durante il rapporto

Entrambi avete bisogno di sicurezza nel vivere il momento piacevole. Il problema non è certamente dovuto alla vostra mancanza di suscitare nell’altro piacere e desiderio sessuale.

2) Non interpretare il sesso come una prova di abilità

Non è una competizione. Utilizzare la parola “amore” invece che “sesso” può aiutare ad uscire da questa possibile visione. Il dare e ricevere piacere può essere vissuto in tanti modi diversi e non devono necessariamente essere identificati con l’erezione e l’atto fisico.

3) Fondere sé stessi e l’altro in un’armonia rilassante

Senza concentrarti esclusivamente sull’aspetto sessuale. Bensì su ogni attimo che può regalare godimento. Uno scambio infinito di stimoli. Approcciare con le tecniche di rilassamento come fosse un nuovo gioco, coinvolgendo sia te che il tuo partner. Con la respirazione profonda. Nell’insieme tutte queste cose sono un eccellente modo per iniziare a ridurre e annullare l’ansia da prestazione sessuale.

Leggi anche: Mancata erezione da ansia da prestazioni: 24 modi per combatterla

4) Esercitare la propria fantasia

La fantasia e l’ironia aiutano ad allontanare qualsiasi tipo di ansia. Inoltre, rendere al meglio con le fantasie erotiche non è mancanza di amore verso il proprio partner.

5) Non bisogna rendere il sesso una cosa “troppo seria”

Come fosse un compito da svolgere con efficienza. Il sesso è tutt’altro che una cosa “seria”! È importante usare tutte le forme di approccio a nostra disposizione. Come può essere un tocco leggero, tanti baci, infinite e ammalianti carezze. Sono tutte cose che possono tranquillamente dare piacere infinito, sciogliendo anche i più rigidi e spaventati. In questo modo allontaniamo per sempre da noi la possibilità di fallimento. Quella che in fondo è probabilmente la tua paura più grande e costante.

Leggi anche: Ansia da prestazione sessuale: cos’è e come combatterla

6) Una buona dose di umorismo

E’ forse la chiave di miglior lettura per ogni cuore disposto ad ascoltarci. L’umorismo non è mai fuori luogo. Neanche in un rapporto con l’altro sesso. Fosse anche solo per finalità sessuali. Il sesso dovrebbe essere la miglior espressione dell’allegria e del gioco, intriso di comicità, visto che è così bello non dovrebbe essere altrimenti!! Goditi il sesso come fosse uno dei tanti giochi che ami fin dalla tua infanzia. Metti sempre più da parte il giudizio verso te stesso, non devi superare alcun esame. Non devi affrontare nessuna competizione. Solo in questo modo puoi facilmente e con certezza abbassare ed annullare l’ansia da prestazione sessuale.

Se pensi di soffrire di disfunzione erettile da cause psicologiche o di ansia da prestazione, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a risolvere il tuo problema.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Parto cesareo programmato: cosa mi succederà dopo?

MEDICINA ONLINE PARTO GRAVIDANZA NATURALE CESAREO DIFFERENZE CHIRURGIA FOTO WALLPAPER PICTURE UTERO CHIRURGO OPERAZIONE RISCHI VANTAGGI VANTAGGI ALLATTAMENTO MADRE FIGLIO NEONATO MORTAìE MORTA LIQUIDOQuando si affronta un parto cesareo programmato in genere, si preferisce ricorrere all’anestesia spinale, che consente alla futura mamma di essere cosciente e di avere un rapido recupero dopo l’operazione. Quanto dura la degenza in ospedale?Durante l’intervento viene applicato il catetere, che però viene rimosso appena possibile. Qualche volta è la neomamma stessa a chiedere di tenerlo ancora qualche ora, per evitare di usare la padella. Comunque, appena le gambe riacquistano la mobilità, all’incirca dopo 6-7 ore, la donna può muoversi e andare al bagno da sola.

Come accade dopo un parto naturale, la neomamma può tenere subito il proprio bambino tra le braccia e provare ad attaccarlo al seno. Anche i tempi della montata lattea saranno più o meno gli stessi. In genere, se tutto è andato bene, le dimissioni dall’ospedale avvengono in seconda giornata, contando come zero il giorno dell’intervento. Più o meno quanto accade dopo un parto naturale, per il quale è prevista una degenza di 48 ore.

E per quanto riguarda le lochiazioni?

All’inizio saranno probabilmente un po’ più scarse rispetto a chi ha partorito naturalmente, perché l’utero può non aver subìto grandi modifiche, poi però seguiranno l’andamento normale, con una durata media di quaranta giorni dal parto. Va detto, tuttavia, che spesso il taglio cesareo viene eseguito a travaglio già iniziato: in questo caso, le lochiazioni sono del tutto simili a quelle che si presentano dopo un parto naturale. Come già detto, grazie alla sutura intradermica non è necessario tornare dal medico per la rimozione dei punti; una visita di controllo viene consigliata, di solito, a circa un mese e mezzo dal parto.

E per quanto riguarda la ripresa della vita intima?

“Anche in questo caso non ci sono differenze rispetto a chi ha partorito naturalmente”, afferma il ginecologo. “Noi diciamo alla coppia di riprendere i rapporti semplicemente quando desiderano farlo. Secondo la mia esperienza, alla visita di controllo sono poche le donne che hanno già iniziato l’atti- vità sessuale, e questo indifferen- temente dal tipo di parto. Probabil- mente, più che un discorso di ripresa dell’organismo, conta il fatto che nei primi tempi le cure per il neonato assorbono quasi completamente le energie di tutte le neomamme”.

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Di nuovo il bisturi?

È importante sottolineare che aver messo al mondo il proprio bimbo con un cesareo non implica, neces- sariamente, che il secondo parto avverrà con il bisturi. Ma quanto tempo occorre aspettare prima di poter dare il via a una nuova gravidanza? Non è mai stato dimostrato che esista una soglia al di sotto della quale il parto naturale comporta rischi per chi ha subìto un cesareo, anche se le informazioni in merito non sono uniformi. Diverse donne che hanno già partorito con cesareo hanno potuto vivere una nascita naturale anche a distanza di solo un anno e mezzo o due dall’intervento, senza problemi.

Come sarà il baby blues?

Anche il fenomeno della malinconia dopo-parto, il cosiddetto baby- blues, può interessare in ugual modo le donne che non hanno avuto un parto naturale e quelle che hanno avuto un cesareo. Molto dipende dal modo in cui è stata vissuta questa esperienza. Più vulnerabili, da questo punto di vista, sono le neomamme che desideravano un parto naturale e per le quali l’intervento è stato avvertito come un’imposizione.

Lo staff di Medicina OnLine

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