Albinismo: cause, sintomi, diagnosi, terapie, consigli e conseguenze sulla salute

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO ALBINISMOL’albinismo è un’anomalia congenita, ereditaria, caratterizzata dall’assenza della melanina, il pigmento, che conferisce colore alla pelle, alle mucose, ai peli, ai capelli e agli occhi. Gli albini soffrono di disturbi alla vista e hanno, inoltre, una predisposizione per i tumori della pelle. L’albinismo è presente nei popoli di tutte le razze.

Cause

L’albinismo è una condizione genetica causata da una mutazione di uno dei circa 18 geni, finora individuati, che al loro interno contengono le informazioni necessarie per la produzione di melanina in pelle e occhi. La melanina è un pigmento neri, bruno o rossastro, presenti in quantità variabile in vari distretti corporei, tra cui pelle, iride e capelli, in base all’etnia: la quantità di melanina presente determina la colorazione più o meno scura della cute.

Trasmissione

La maggior parte dei casi di albinismo, denominati albinismo oculocutaneo, ha una trasmissione genetica autosomica recessiva. Una malattia è detta a trasmissione autosomica recessiva quando l’allele alterato deve essere presente in coppia (omozigosi), cioè sono necessarie due copie dell’allele difettoso per far sì che la malattia si esprima, a prescindere dal sesso. Non basta un solo genitore portatore sano o malato, bensì entrambi i genitori devono essere portatori sani o malati. Il fenotipo quindi si esprime quando nel genotipo dell’individuo sono presenti entrambi gli alleli responsabili, fatto che spiega l’alta probabilità di sviluppare malattie genetiche in caso di incesto. Quindi:

  • un individuo che possegga entrambi gli alleli alterati: è portatore ed è malato;
  • un individuo che possegga solo un allele alterato: è portatore ma è sano;
  • un individuo che non possegga nessun allele alterato: NON è portatore ed è sano.

Essere portatore sano vuol dire quindi NON avere la patologia ma possedere nel proprio genotipo un allele mutato, che può essere trasmesso alle generazioni successive.

Dalla combinazione delle possibili condizioni di genitori sani, malati e portatori sani, deriva la distribuzione probabilità che la malattia sia trasmessa ai figli:

  • genitori malato-malato: la probabilità che il figlio/a nasca malato è del 100%;
  • genitori sano-malato: la probabilità che il figlio/a nasca portatore sano è del 100%;
  • genitori malato-portatore sano: la probabilità che il figlio/a nasca malato è del 50% e del 50% che nasca portatore sano;
  • genitori sano-portatore sano: la probabilità che il figlio/a nasca sano è del 50% e del 50% che nasca portatore sano;
  • genitori portatore-portatore: la probabilità che il figlio/a nasca portatore sano è del 50% mentre è del 25% che nasca sano o malato.

Se nessuno dei genitori ha un allele mutato, non c’è ovviamente alcuna trasmissione autosomica recessiva ed i figli saranno tutti sani e NON portatori dell’allele mutato.

Nell’immagine che segue, è raffigurata la tipica situazione in cui entrambi i genitori sono sani ma portatori dell’allele mutato:

  • un figlio su quattro avrà entrambi gli alleli alterati e sarà malato ed ovviamente portatore;
  • due figli su quattro avranno un allele normale ed uno alterato e saranno sani ma anche portatori;
  • un figlio su quattro avrà entrambi gli alleli normali e sarà sano e NON portatore.

Sintomi e segni

La pelle, i capelli e i peli degli albini hanno una funzionalità normale. Tuttavia, cambiano colore. La colorazione “tipica” dell’albinismo, totale, è il bianco. In realtà, però, esistono diversi “gradi” dell’anomalia congenita. In alcuni casi, infatti, pelle, capelli e peli tendono a scurirsi leggermente. Per questo, quindi, è erroneo considerare albino solo chi presenta pelle bianca, capelli bianchi e occhi rossi.

Diagnosi

La diagnosi avviene principalmente tramite anamnesi ed esame obiettivo. I test genici possono individuare i geni responsabili dell’albinismo.

Conseguenze per la salute

I principali problemi per la salute di un albino sono legati alla pelle e agli occhi. La melanina colora la pelle rappresentando uno degli “elementi”, visibili, della variazione umana ma, questo pigmento, svolge anche il ruolo di proteggere la pelle dai raggi, dannosi, del sole. Una prolungata esposizione al sole, infatti, determina un aumento della produzione di pigmento, l’abbronzatura, che funge da “filtro solare naturale”. Quando la pelle, però, è poco o per nulla pigmentata risulta priva di protezione. Questa condizione predispone a facili “scottature” – eritema solare – e, con maggiore rischio, a degenerazioni tumorali.

Gli occhi, senza una normale quantità di pigmento durante lo sviluppo embrionale e durante il primo periodo di vita, non si sviluppano bene e non funzionano bene. L’assenza del pigmento oculare – presente nell’iride e nella retina – determina, specifici, cambiamenti dell’occhio e dei nervi ottici:

  • l’iride si presenta trasparente lasciando passare la luce che, normalmente, entra soltanto attraverso la pupilla con, conseguente, ipersensibilità dell’occhio alla luce, fotofobia;
  • la retina, parte dell’occhio in cui sono localizzate le cellule che percepiscono lo stimolo visivo, manca di un’area piccola ma importante, la fovea, per cui si ha una riduzione dell’acuità visiva;
  • le connessioni nervose, addette al trasporto dello stimolo visivo dalla retina al cervello, seguono un percorso anomalo determinando, di conseguenza, una diminuzione della visione tridimensionale;
  • il nistagmo, movimento involontario degli occhi, generalmente, di tipo orizzontale, lo strabismo ed altri difetti oculari – errori di rifrazione – contribuiscono alla riduzione della visione.

L’entità di ognuno di questi disturbi è variabile in relazione alla quantità di pigmento presente durante lo sviluppo dell’occhio.

Conseguenze a livello psicologico

I soggetti con albinismo affrontano varie di discriminazione in tutto il mondo a causa del colore della pelle: come risultato il paziente tende ad isolarsi e può sviluppare depressione ed ideazioni suicidarie.

Terapie e consigli

Non esiste una terapia specifica per l’albinismo. I consigli, per i pazienti con albinismo, sono:

  • evitare la luce solare diretta;
  • utilizzare occhiali da sole;
  • indossare indumenti protettivi;
  • applicare schermi solari con un fattore di protezione superiore a 30 come  protezione contro i raggi UVA e UVB.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Acari ed allergia: cosa sono, dove si trovano, come si combattono

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SBADIGLIO NOIA DORMIRE LETTO SONNO1) Cos’è l’acaro?
Con quattro paia di zampe e un corpo peloso, gli acari sono lunghi da 0,2 a 0,4 mm. Appartenenti alla stessa famiglia dei ragni e degli scorpioni, l’ordine degli Acarina (volgarmente noti come acari) è suddiviso in 5 famiglie, 18 generi e circa 50.000 specie. In caso di allergia agli acari, la causa che scatena l’allergia (allergene) non è l’acaro in sé, ma le sue feci o le secrezioni, oltre che le carcasse post-mortem. A tale proposito, una decina di acari sono particolare causa di allergia: quelli del genere Dermatophagoides (pteronyssinus e farinae) e la Blomia tropicalis.

2) Dove si trovano gli acari?
Soprattutto infestano la biancheria da letto, i peluche, i divani, i tappeti e le moquette. Tutte le case ne ospitano, persino quelle più pulite.

3) Quali misure preventive è possibile mettere in atto?
Per limitare i rischi di allergia, la disinfestazione è fondamentale, anche se è davvero efficace solo se effettuata in modo precoce, completo e prolungato. Tuttavia, alcune semplici misure permettono di alleviare in modo significativo i sintomi. È opportuno aerare al massimo le stanze, mantenere una temperatura ambiente piuttosto fresca e scegliere come arredo interno superfici lisce facilmente lavabili. Inoltre, si possono anche rivestire i materassi con apposite fodere antiacari e cambiare la biancheria del letto ogni settimana, così come passare frequentemente l’aspirapolvere e, all’occorrenza, munirla di apposito filtro. Per la stessa ragione, si consiglia di mantenere un’umidità relativa dell’aria che non superi il 50% e una temperatura ambiente compresa tra 19 e 21°C (da 16° a 18°C nelle camere da letto). Molto utile è anche l’uso di un apposito spray antiacaro, come questo: https://amzn.to/2RtEsvl

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4) Che posto occupa l’allergia agli acari tra le allergie respiratorie?
Per semplificare, si distinguono le allergie stagionali (causate essenzialmente dai pollini) dalle allergie aperiodiche (o perannuali), che possono sopraggiungere in qualsiasi momento dell’anno. L’allergia agli acari è una di quelle. Si tratta della forma di allergia più diffusa in Italia. Colpisce gran parte dei pazienti che presentano segni di rinite allergica o di asma.

5) L’allergia agli acari è più significativa nel bambino o nell’adulto?
È stato riscontrato un aumento della frequenza di allergia agli acari con il passare degli anni. Più si cresce, più si diventa sensibili agli acari. I bambini, dal canto loro, sviluppano presto questa sensibilizzazione, che si manifesta completamente come allergia solo in età adulta. Pare che questa allergia sia decisiva durante l’infanzia per evolversi poi in asma, in particolare a causa dell’interazione con le infezioni virali, spesso a ripetizione a quell’età.

6) Come distinguere questa allergia da un normale raffreddore?
L’inverno è un periodo dell’anno che può dare adito a confusione. Infatti, i raffreddori producono sintomi piuttosto simili a quelli della rinite allergica. Ciò che permette di distinguere una rinite allergica da un classico raffreddore è quando i sintomi persistono in modo anomalo (ad esempio un raffreddore che dura diverse settimane) o quando i sintomi diventano più evidenti in situazioni particolari (spostamenti in campagna o permanenza in ambienti non opportunamente aerati, caratterizzati da una concentrazione abbondante di polvere e acari…). Una buona diagnosi è certamente fondamentale, ma per prima cosa ciò che conta è curare. Infatti, è curando la rinite allergica che è possibile migliorare i sintomi di un raffreddore virale. D’altronde, uno studio ha dimostrato che i soggetti sensibili agli acari sono maggiormente esposti al rischio di infezioni virali. Succede come se l’allergia agli acari rendesse forte o distruggesse la mucosa respiratoria, preparando il terreno alle infezioni che verrebbero ad aggravare il quadro. È una sorta di circolo vizioso, poiché la rinite e la minaccia virale sono molto spesso associate.

7) Come passare dal sospetto a un’effettiva diagnosi di allergia agli acari?
Il test di riferimento è un test cutaneo noto come “prick test” (prove allergiche). Si provoca un contatto pungendo leggermente la pelle del paziente con uno specillo, attraverso una goccia di allergene purificato. In caso di reazione cutanea significa che si è in presenza di una sensibilizzazione. E, in caso di sensibilizzazione e di sintomi, significa che esiste allergia. Un esame del sangue, il Test delle IgE specifiche, prevede un dosaggio di anticorpi diretti verso l’allergene. Sarà possibile ricercare eventuali allergie incrociate, in particolare ai gamberetti o alle lumache, che possono essere talvolta estremamente pericolose nei pazienti molto allergici agli acari.

Per approfondire, leggi: Test per Allergie e Intolleranze Alimentari

8) Di fronte a queste allergie, gli antistaminici e i corticoidi locali sono efficaci?
Quando sono i pazienti stessi a sospettare l’esistenza di una causa allergica dei loro sintomi, il ricorso a questi farmaci è, infatti, frequente e spesso necessario. Sono consigliati sia dal medico curante, sia da familiari e amici. Quindi, esiste spesso anche la possibilità di un’automedicazione che, in un discreto numero di casi, si rivela insufficiente.

9) Per quali pazienti si consiglia una desensibilizzazione?
Per quei pazienti la cui rinite allergica impedisce una buona qualità di vita e la diagnosi è stata ben formulata, è possibile considerare un’immunoterapia allergenica. In un altro caso, quello dei pazienti affetti da una forma molto grave di asma, occorre in primo luogo regolarla e tenerla sotto controllo prima di considerare una desensibilizzazione per migliorarla.

10) Come avviene la desensibilizzazione?
Il principio dell’immunoterapia allergenica o desensibilizzazione è di apportare, in modo frequente e regolare, l’allergene all’organismo. Questo consente di riconoscerlo e di abituarsi poco alla volta senza sviluppare sintomi allergici. In passato, si faceva uso di un certo quantitativo di allergeni per indurre una tolleranza. Oggi, questo fenomeno immunologico si ottiene somministrando tutti i giorni delle gocce sotto la lingua, a digiuno. Nel caso di allergia agli acari, questo trattamento viene assunto tutto l’anno e la sua durata varia da tre a cinque anni. L’efficacia di questa cura varia in base alla gravità dell’allergia, anche se sarà sempre possibile apprezzare una diminuzione più o meno significativa dei sintomi. Infatti, questo trattamento comporta sempre un aumento del numero di giorni senza sintomi e una diminuzione del consumo di farmaci di emergenza. Nella migliore delle ipotesi, si riesce a farli scomparire del tutto.

Consigli antiacari

  • Aver cura della biancheria da letto (materassi, reti) e degli accessori a corredo (lenzuola, guanciali, piumoni e copripiumoni…);
  • Far prendere aria ai letti la mattina;
  • Passare regolarmente l’aspirapolvere (tutte le settimane), utilizzando sistematicamente del materiale specifico (filtro HEPA);
  • Lavare regolarmente la biancheria da letto (ogni 2 settimane) a temperature superiori a 60°C (in assenza di fodere antiacari);
  • Lavare la fodera antiacari a 60°C due volte all’anno;
  • Cambiare le lenzuola una volta alla settimana;
  • Preferire una rete con doghe in legno;
  • Evitare i piumoni in piuma naturale (nicchie in cui si annidano gli acari, difficili da pulire);
  • Pulire i pavimenti e gli oggetti a rischio;
  • Preferire il parquet e il linoleum alla moquette;
  • Lavare tende e cuscini a 60°C;
  • Prediligere i peluche lavabili in lavatrice a 60°C;
  • Rivestire guanciali, materassi e piumoni con fodere antiacari;
  • Gestire la temperatura all’interno della casa, cambiare aria, ecc.
  • Far prendere aria ai letti la mattina e aerare le camere da letto almeno un quarto d’ora al giorno, soprattutto in presenza di tempo freddo e secco;
  • Controllare l’umidità relativa (utilizzare un deumidificatore) al di sotto del 50%;
  • Mantenere una temperatura ambiente ragionevole (al massimo tra 18 e 20° C, in particolare nelle camere da letto).

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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La bellezza del viso passa per il contorno labbra: cosmetici, filler ed esercizi per levigare la zona attorno alla bocca

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA ROSSETTO SPECCHIO BELLEZZA TRUCCO MAKEUP LABBRA SPECCHIETTO NASO BOCCA LABBRA ESTETICA VISO CAPELLIIl contorno labbra è ormai da decenni preso di mira dai ricercatori cosmetici nell’intento di ideare creme e sieri sempre più all’avanguardia per migliorarne l’aspetto e prevenire i segni dell’invecchiamento cutaneo precoce. Il contorno labbra tende ad invecchiare assai più rapidamente rispetto alle altre zone del volto: questo perché le labbra sono perennemente sottoposte a numerosi movimenti, eseguiti per masticare, parlare, sorridere, baciare e quant’altro. Come se ciò non bastasse, il sottilissimo strato di pelle che circonda le labbra è estremamente suscettibile agli insulti atmosferici: il vento, il freddo, gli sbalzi termici tipici di questo mese ed i raggi UV solari od artificiali aggrediscono continuamente questa zona, rendendola via via più debole.

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Acne: cause e trattamenti cosmetici e medici

MEDICINA ONLINE DONNA BELLEZZA COSMETICA CREMA PELLE GRASSA FACCIA COSMETICI ACNE BRUFOLI MASCHERA VISO NATURALESe osserviamo superficialmente la cute, questa appare come un involucro poco interessante che avvolge passivamente il corpo. Non esegue funzioni importanti come quelle del cuore di pompare il sangue né come l’organo coinvolto nel pensiero, nel salto o nella corsa. Tuttavia se pensiamo agli ustionati gravi o semplicemente pensiamo a problemi più banali come pelli impure e all’acne che possono influenzare la vita di tutti i giorni capiamo come la pelle possa influire sulla nostra vita. Perché si parla di pelle impura? Forse perché “impura” vuol dire “sporca”, con alterata integrità e poco omogenea. Esempio di questi difetti possono essere la presenza di polvere, sporco all’interno dei pori come avviene nei comedoni, nell’acne e nella dermatite seborroica. Infatti se vista al microscopio elettronico la pelle è intensamente popolata da batteri, funghi ed altri parassiti che permangono sulla pelle anche se ci siamo lavati accuratamente e che quindi possono aprire le porte a dermatiti, comedoni ed acne.

Leggi anche: Cosa significa avere la “pelle grassa”?

Quali sono le cause?

Fattori genetici

Una pelle particolarmente “grassa” (più ricca di sebo) può esser ereditaria; però non è assolutamente dimostrato che questa causi acne e che i figli di genitori con acne soffrano sicuramente di questo disturbo. Si può per altro affermare che la pelle grassa predisponga all’acne.

Eccessiva produzione ormonale

In alcuni “acneici” si sono riscontrati nel sangue ormoni in eccesso, in molti altri, invece i dosaggi ormonali sono nella norma. È vero tuttavia che in tutte le persone con acne si sono trovate concentrazioni ormonali aumentate a livello cutaneo.

Fattori dietetici

L’ingestione eccessiva di grassi, dolciumi, carboidrati, alcolici, latticini, con una azione diretta sulle ghiandole sebacee, sembrano tutti accentuare, più che causare, l’acne.

Lo stress

In periodi di tensione, come per esempio quando si è sotto esame, l’acne tende a d aumentare. Che lo stress sia causa dell’acne è però ancora da dimostrare, anche se è vero che gli stress emotivo possono aumentare la produzione di ormoni.

Fattori intestinali

La stitichezza molte volte è causa di acne. La pigrizia intestinale causa una mancata eliminazione delle tossine che si accumulano a vari livelli nel corpo, in particolare nella pelle.

Fattori psicosomatici

Dal punto di vista psicologico le malattie della pelle hanno sempre creato molto interesse. Attualmente anche i dermatologi più tradizionalisti ammettono che la componente psicologica è importante davanti a riscontri evidenti quali i legami tra stati ansiosi e aumento dei disturbi cutanei.

Cosmetici

Un ruolo eziologico è svolto anche da fattori esterni e tra questi principalmente dai cosmetici. Spesso,infatti, la detersione aggressiva del viso oppure una cosmesi inadeguata ( cosmetici a base grassa, eccessivi) o adottata con poca igiene contribuiscono ai problemi dermatologici. Anzi l’acne guarisce più tardi nella donna proprio a causa dell’uso sconsiderato di cosmetici, come i fondotinta applicati senza misura, per coprire in modo grossolano l’inestetismo provocato dai brufoli. Ma come devono esser i cosmetici? Innanzitutto devono ridurre il sebo senza interferire con il livello normale dei lipidi della pelle, non devono avere una base alcolica e devono avere un ph compreso tra 5,3 e 5,5 . Quindi no ai prodotti grassi e a quelli su base alcolica sì, invece, ai detergenti specifici insieme a creme idratanti. In estate, poi, è utile adottare una protezione solare. Perché in caso di acne il sole non sempre fa bene e migliora l’aspetto della pelle solo se l’infiammazione non è in fase acuta. Se, invece, è appena comparsa, la situazione peggiora.

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Quali sono i rimedi?

La terapia del passato

In passato si credeva che i batteri della cute, e in particolare il Propionobacterium acnis, fossero i protagonisti dell’acne. Di qui l’impiego di antibiotici per via sistemica o per via topica oppure di potenti antisettici. Questi trattamenti sono risultati più dannosi che utili e in particolare l’uso dell’antibiotico somministrato per lungo tempo espone il paziente al rischio di dismicrobismo, alterazioni epatiche, produzione di batteri antibiotico resistenti. Che i batteri non fossero la causa dell’acne, ma la conseguenza dell’infiammazione, si è capito intorno agli anni 80 quando con l’introduzione dei derivati dell’acido retinoico, cioè della vitamina A, si otteneva la guarigione dell’acne. Nonostante questa evidenza antibiotici e antisettici vengono ancora oggi prescritti nel trattamento dell’acne.

APPLICAZIONE DI PRODOTTI TOPICI
Il farmaco più usato è il benzoilperossido, un potente agente antibiotico e cheratolitico (in grado cioè di rimuovere gli strati superficiali della pelle). L’Acido azelaico è una possibile alternativa al benzoilperossido. Ha un’azione antibatterica, anticomedonica e riduce la produzione di sebo. Antibiotici per uso topico (Eritromicina, Clindamicina). Retinotipi topici. Appartengono a questo gruppo di farmaci la tretinoina, l’isotretinoina e l’adapalene che sono derivati sintetici della Vitamina A (anche chiamata “retinolo“, da cui il nome del gruppo), la quale fra le altre importanti funzioni, esercita anche un’azione a livello della crescita e della differenziazione delle cellule della pelle.

FARMACI PER VIA ORALE
Il trattamento con antibiotici orali viene in genere preso in considerazione quando l’estensione delle lesioni (soprattutto su spalle e petto) è tale da render difficile l’applicazione delle creme. Normalmente è di lunga durata (da 4-6 mesi fino a 2 anni). Gli antibiotici più usati sono le tetracicline (Ambramicina, Minocin, Bassado). Nelle donne, in alternativa agli antibiotici, si può utilizzare un particolare tipo di pillola anticoncezionale. L’equilibrio ormonale tuttavia è molto delicato e questo trattamento deve essere utilizzato con prudenza perché può presentare effetti indesiderati e ha numerose controindicazioni.

PEELING CHIMICO
Peeling con acido glicolico al 70%, o salicilico o piruvico che possono esser eseguiti solo dal medico specialista. La pelle appare più liscia e luminosa, ma l’effetto ottico dura solo 12 mesi, poi il trattamento va ripetuto. Non tutti i soggetti, inoltre, tollerano queste sostanze chimiche, alcune persone possono essere sensibili agli acidi utilizzati.

TERAPIA FOTODINAMICA O PDT
Questo trattamento prevede l’applicazione nelle aree acneiche di un unguento contenente l’ acido 5 Amino Levulinico (5 ALA). Questa sostanza, che non è un farmaco, è in grado di penetrare all’interno dei follicoli infiammati dell’acne. L’attivazione con la luce provoca una pronta liberazione di speci di Ossigeno. Si ottiene così la sterilizzazione immediata del follicolo e quindi, nei giorni seguenti, la scomparsa dell’infiammazione.

LASER FRAZIONATO 
Sicuramente con questo metodo si ottengono i migliori risultati sulle cicatrici da acne che con qualsiasi altra metodologia.
Come agisce? Il laser emette dei microimpulsi che vaporizzano l’acqua presente nella pelle che vengono distribuiti sulla pelle per “punti” da qui il nome “Dot”. Si colpiscono microscopiche aree di pelle lasciando intatte altrettante adiacenti. Queste ultime favoriscono la riparazione RAPIDA dei “micro danni” vicini. Ed esattamente i microimpulsi emessi dal laser determinano un immediata contrazione del collagene e abbiamo inoltre una stimolazione del nuovo tessuto.

Non è vero che…

  • Un’alimentazione ricca di grassi, cioccolato e salumi favorisce l’acne.
  • Stare al sole “asciuga i brufoli e fa guarire l’acne”. L’esposizione protetta rischia di aggravare l’inspessimento della pelle con ostruzione del follicolo pilifero l’esposizione è pericolosa specialmente se siamo in cura con antibiotici direttamente sulla pelle (acido azelaico, benzoilperossido).
  • L’acne viene a chi si lava poco.

È vero che…

  • Non bisogna usare prodotti aggressivi per lavare il viso.
  • Meglio evitare di schiacciarsi i brufoli (comparsa di cicatrici).
  • Bene fare attenzione al trucco utilizzando prodotti non aggressivi come olio di cocco, burro di cacao e cera d’api. Creme leggere ed idrosolubili. Mi raccomando di fare attenzione ai prodotti per il trucco che non devono essere mai aggressivi. Attenzione anche agli scrub, solo se l’acne è lieve e poco diffusa. No ai cortisoni per migliorare la pelle impura.

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Coronavirus: lavarsi bene le mani non è facile come sembra, ecco i trucchi per farlo bene

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO MANI MASSAGGIO BRACCIA DITA POLSO BAGNO LAVANDINO ACQUA LAVARSI LAVAGGIO SAPONE (3)Lavarsi le mani, dalle scoperte del grande medico Ignác Fülöp Semmelweis in poi, è diventato un fatto importantissimo, soprattutto in momenti come questi in cui la paura del contagio da COVID-19 è molto alta. Tenere pulite le mani è la regola più semplice ed efficace per proteggere la propria e l’altrui salute, eppure quasi nessuno lo fa bene. Invece dovremmo imparare tutti a farlo nella maniera adeguata visto che i germi sono ovunque e si spostano facilmente da un punto all’altro utilizzando l’acqua, gli oggetti, gli esseri viventi e le particelle di polvere come navicelle di trasporto. Quando trovano un ambiente ideale o comunque protetto, vi si annidano e, se le condizioni ambientali lo consentono, proliferano moltiplicandosi ad un ritmo impressionante.

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Quando si dovrebbero lavare le mani?

Prima di…

  • Maneggiare o consumare alimenti;
  • Medicare o toccare una propria od un’altrui ferita;
  • Applicare o rimuovere le lenti a contatto.

Dopo aver…

  • Soggiornato alla toilette o aver toccato l’area ano-genitale;
  • Maneggiato cibo crudo, in modo particolare le carni (pollo, maiale, hamburger) od il pesce;
  • Cambiato un pannolino;
  • Soffiato il naso, tossito o starnutito;
  • Aver accarezzato un animale domestico, soprattutto rettili e animali esotici;
  • Aver maneggiato rifiuti;
  • Essersi allenati in palestra;
  • Dopo aver soggiornato in luoghi molto affollati, come le sale da aspetto di ferrovie ed aeroporti;
  • Essere stati a stretto contatto con persone ammalate, ad esempio al ritorno dall’ospedale;
  • Essere stati in contatto con persone infettate da un patogeno trasmissibile, come virus, batteri e funghi.

Come lavarsi le mani?

Quando si parla di igiene personale, non è importante rispettare solo le indicazioni sul momento opportuno per lavarsi le mani, ma anche quelle inerenti la corretta tecnica di lavaggio e detersione. Un risciacquo veloce, infatti, non è sufficiente per eliminare il problema. Vediamo allora alcuni semplici consigli per lavarsi le mani nel modo più idoneo.

  1. Utilizzare sapone (preferibilmente antibatterico) ed acqua corrente, preferibilmente calda ma non troppo;
  2. Lavare accuratamente tutte le superfici;
  3. Sfregare le mani tra di loro incrociando le dita;
  4. Risciacquare abbondantemente;
  5. Asciugare le mani con l’apposita carta usa e getta;
  6. Se il lavandino è dotato di vecchi rubinetti, questi andrebbero chiusi con le mani protette dalla carta usa e getta;
  7. Applicare una crema idratante per prevenire le irritazioni dopo l’utilizzo di detergenti aggressivi.

E’ importante inoltre:

  • non abusare di gel idroalcolici, ma usare acqua e sapone;
  • evitare di lavarsi le mani con acqua troppo calda;
  • evitare di mangiarsi le unghie e le pellicine;
  • usare creme idratanti specifici per le mani.

Coronavirus

Per limitare l’infezione da coronavirus, serve un sapone antibatterico come questo che vi consigliamo: https://amzn.to/3dmLcpU

Per lavarsi le mani in modo ottimale e limitare il rischio di contagio da COVID-19 è importante seguire la seguente procedura, che deve durare non meno di 40 secondi totali:

MEDICINA ONLINE COME LAVARSI LE MANI CON SAPONE ANTIBATTERICO PER ELIMINARE IL VIRUS COVID 19 CORONAVIRUS.jpg

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Mani screpolate: riconoscerle, prevenirle e trattarle con i cosmetici giusti

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO MANI MASSAGGIO BRACCIA DITA POLSOLe mani secche e screpolate sono il risultato di tutti quegli insulti termici, chimici e fisici che ogni giorno si abbattono sulle nostre mani. L’utilizzo smodato di detergenti aggressivi, gli sbalzi di temperatura e la scarsa attenzione nella cura delle mani possono alterare la naturale barriera idrolipidica che riveste l’epidermide; in questo modo, la pelle delle mani perde progressivamente la propria elasticità intrinseca, apparendo visibilmente screpolata, desquamata ed irritata. Il fenomeno delle mani screpolate si accompagna normalmente ad altri disturbi: primi fra tutti, l’arrossamento delle mani, la formazione di micro taglietti sulla pelle e la tipica sensazione di avere la “pelle che tira”.
Vediamo dunque quali soluzioni si possono adottare per ripristinare l’integrità della pelle e come si può prevenire il problema delle mani screpolate.

Identikit di riconoscimento delle mani screpolate

  • Al tatto: la pelle delle mani è ruvida, disidratata, poco elastica e secca.
  • Trama della pelle: irregolare, caratterizzata da piccole rughe e desquamazioni.
  • Colorito: ingrigito, spento, apparentemente poco sano.
  • Complicanze: la pelle è arrossata, presenta fessurazioni ed è calda al tatto.

Cause

La comparsa di screpolature (conosciute con il nome di ragadi) sulla pelle delle mani è favorita da un intreccio di fattori di natura differente. Vediamoli nel dettaglio.
Tutti sappiamo che le mani screpolate sono una condizione caratteristica dei mesi più freddi: quanto detto ci fa giustamente pensare che la presenza delle ragadi sulle mani sia in qualche modo influenzata dal clima. In effetti, quanto ritenuto dal pensiero comune trova anche un effettivo riscontro scientifico. Dal momento che le mani vengono solo di rado riparate dal clima mediante l’ausilio di guanti, risultano continuamente esposte all’azione del vento e del freddo, i principali responsabili delle screpolature della pelle e delle labbra. Inoltre, anche lo smog, l’inquinamento e le polveri possono aderire alla pelle delle mani, favorendo una repentina modificazione dello stato di salute della pelle.
Non dobbiamo comunque dimenticare che le mani screpolate possono manifestarsi anche durante i mesi più caldi: imputati, in questo caso, sono i pericolosissimi raggi UV del sole che, a lungo andare, possono tra l’altro danneggiare anche le fibre di collagene ed elastina, ponendo le basi per la formazione di macchie sulla pelle (lentigo solari).
Nella lista dei fattori di rischio per le mani screpolate non mancano le abitudini cosmetiche sbagliate: i lavaggi delle mani eseguiti con detergenti aggressivi, troppo sgrassanti e di scarsa qualità, così come un’asciugatura non perfetta od un abuso di detersione, possono impoverire il naturale film idrolipidico, predisponendo all’insorgenza di fenomeni irritativi, arrossamenti, disidratazione e pelle secca. Ricordo che il film idrolipidico cutaneo è una sorta di pellicola presente sulla superficie della pelle, costituita da una componente idrofila (NMF) e da una frazione liposolubile data soprattutto dal sebo (95% del totale)
Da ultimo – ma non certo per importanza – le mani screpolate risentono dell’influenza genetica: non a caso, i membri della stessa famiglia tendono spesso ad accusare questo disturbo.

Trattamento cosmetico

Una pelle secca e screpolata è bisognosa di protezione, idratazione e nutrizione. A partire da questo presupposto, il trattamento cosmetico per migliorare l’aspetto delle mani screpolate prevede l’applicazione di più prodotti ad azione specifica.
La scelta dei cosmetici giusti non dev’essere indirizzata semplicemente verso creme idratanti ed ammorbidenti: la “cura” delle mani screpolate deve iniziare già dalla detersione. Ecco dunque che i saponi ed i detergenti devono essere selezionati con cura: da preferire indubbiamente quelli delicati, a pH neutro, meglio ancora se impreziositi con principi attivi funzionali nutrienti e protettivi (es. olio di cocco).
Le creme emollienti, idratanti e nutrienti dovrebbero essere distribuite sulle mani più volte al giorno, soprattutto prima di uscire di casa e prima di coricarsi per il riposo notturno.
Le cosiddette “creme da giorno” per le mani screpolate dovrebbero assorbirsi velocemente per evitare che l’untuosità residua ostacoli i movimenti e le normali azioni quotidiane. Per le creme da notte, invece, si consigliano prodotti anche più oleosi e profondamente nutrienti.
Da scartare le creme troppo profumate: i profumi possono infatti irritare la pelle o, nel peggiore dei casi, favorire persino fenomeni allergici.

CREME IDRATANTI
Abbiamo visto che la pelle delle mani screpolate presenta una scarsa quantità di sebo e di acqua negli strati superficiali dell’epidermide. Per ripristinare la componente idrica della pelle, le creme idratanti sono indubbiamente indicate. A tale scopo, la preferenza va rivolta verso le formulazioni contenenti glicerina, sorbitolo, acido ialuronico, pectine, mucillagini e proteine della seta.
Le creme idratanti possono essere impreziosite con altre sostanze funzionali per velocizzare la guarigione delle ragadi: a tale scopo, la calendula e l’iperico si rivelano molto adatte.

CREME EMOLLIENTI ED OCCLUSIVE
Le creme emollienti ed occlusive sono indispensabili per ammorbidire la pelle delle mani screpolate evitando nel contempo che l’acqua dell’epidermide evapori.
Le creme realizzate con l’olio di cocco sono estremamente efficaci per ammorbidire la pelle delle mani screpolate: un’applicazione costante di questo tipo di creme restituisce tono ed elasticità alle pelli aride. Anche l’olio jojoba (che in realtà è una cera liquida), il burro di karité, il burro di cacao, l’olio di mandorle dolci e l’olio di ricino sono ingredienti funzionali largamente utilizzati nella realizzazione di cosmetici emollienti per mani screpolate.

CREME ANTIAGE
Le mani screpolate costituiscono un fenomeno sempre più ricorrente tra le persone di età non più giovanissima. Donne e uomini maturi dovrebbero volgere l’attenzione verso creme in grado di posticipare o migliorare i segni dell’invecchiamento cutaneo precoce.
A tale scopo, le creme più indicate sono formulate con:
Olio di avocado, per le proprietà protettive solari, antirughe e stimolanti del rinnovamento cutaneo
Ceramidi, in grado di conferire un aspetto vellutato e morbido a pelli estremamente disidratate e screpolate
Vitamine A ed E
Estratto di melograno (ricco in vitamine, polifenoli, flavonoidi), dalle proprietà spiccatamente antiossidanti

Rimedi e prevenzione

Per prevenire le mani screpolate nei mesi invernali o per migliorarne l’aspetto, sono di seguito elencati alcuni importanti suggerimenti:
1) Evitare quanto possibile il contatto con detersivi, solventi ed altre sostanze irritanti: il consiglio è quello di indossare sempre i guanti in lattice (oppure realizzati con vinile o materiali ipoallergenici in caso di allergia al lattice) per lavare le stoviglie, i vestiti o quant’altro
2) Evitare l’utilizzo di saponi o detergenti dall’azione eccessivamente sgrassante; utilizzando questi prodotti il rischio è di rimuovere o danneggiare la sottile pellicola di rivestimento dell’epidermide (film idrolipidico). Per questo è importante preferire prodotti a pH compatibile con quello della cute e molto delicati
3) Durante i mesi invernali, proteggere sempre le mani con un paio di guanti di pile o lana prima d’uscire di casa è importante per evitare che l’aria ed il freddo insultino la pelle delle mani favorendo le screpolature
4) Bere almeno un paio di litri d’acqua al giorno per assicurare all’organismo un’adeguata idratazione anche dall’interno
5) Stimolare la microcircolazione delle mani alternando getti di acqua fredda e calda durante il lavaggio
6) Applicare regolarmente una crema dall’azione emolliente e idratante sulle mani, anche d’estate
Durante i mesi estivi, si raccomanda di applicare sulle mani una crema solare per proteggere la pelle dai raggi UV
7) Non fumare
8) Evitare i luoghi eccessivamente inquinati
9) Assicurare all’organismo una giusta dose di vitamine e minerali, prediligendo gli alimenti ricchi in ferro, riboflavina, niacina e vitamina E: ricordiamo brevemente che anche alcune carenze vitaminiche possono predisporre all’insorgenza delle mani screpolate.

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Perché la nostra pelle è acida?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO UOMO CHE DORME SESSO SESSUALITA MASTURBAZIONE LETTO FACCIA VISOQuando dico che la nostra pelle è acida, intendo che il suo pH si attesta a valori fisiologici al di sotto della neutralità: normalmente tale pH è compreso tra i valori 4,2 e 5,6 anche se i picchi possono raggiungere anche 7 (la neutralità). L’ampiezza di questo intervallo è spiegabile sulla base dei moltissimi fattori capaci di influenzare il pH cutaneo. Il grado di acidità della pelle riconosce infatti un certo grado di variabilità intra ed interindividuale; il pH cutaneo varia ad esempio sulla base della regione corporea considerata, della stagione, del sesso, delle fasi del ciclo mestruale, dei cosmetici e dei detergenti utilizzati, della flora batterica residente e del grado di sudorazione.

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Cosa fare quando la pelle è sensibile e si irrita facilmente?

MEDICINA ONLINE DONNA BELLEZZA COSMETICA CREMA PELLE GRASSA FACCIA COSMETICI ACNE BRUFOLI MASCHERA VISO NATURALELa pelle sensibile è una condizione estremamente diffusa tra la popolazione e spesso purtroppo sottovalutata. In assenza di patologie cutanee od infiammazioni evidenti, si definisce sensibile una pelle fragile e più predisposta a reagire (negativamente) ad agenti fisici o chimici irritanti rispetto ad una cute “normale”. Inoltre, una pelle sensibile è più suscettibile ad allergie, arrossamenti, irritazioni, prurito e bruciori cutanei. Ma non è tutto: le persone che lamentano un’ipersensibilità della pelle sono statisticamente più soggette alla formazione precoce di rughe ed altri inestetismi tipici del photoaging.
La pelle sensibile costituisce comunque un fenomeno molto soggettivo e, come tale, risulta difficile e laborioso stilare dei parametri precisi ed universali per accertare obiettivamente la condizione di ipersensibilità cutanea.

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