Forma del pene: la scienza svela come lo vogliono le donne

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO AMORE COPPIA SESSO FIDANZATI MARE SPIAGGIAI ricercatori dell’Università della California a Los Angeles e della Università del New Mexico hanno condotto una ricerca sul pene, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Plos One. La ricerca ha indagato i gusti di 75 donne a cui sono stati mostrati membri diversi per forma e dimensione stampati in 3D, tutti colorati di blu. Le donne hanno scelto il tipo di pene ideale per un rapporto occasionale di una notte e per un rapporto di lunga durata. Per l’avventura di una notte, la maggior parte delle donne ha scelto un pene lungo 16,3 centimetri e con circonferenza di 12,7 centimetri, di poco superiore alla media italiana. Il pene “migliore” per un rapporto duraturo misura lievemente di meno: 16 cm di lunghezza e 12,2 di circonferenza. In pratica le donne preferiscono un pene dalle misure superiori alla media, soprattutto per il sesso occasionale.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Ecografia dinamica peniena: a che serve e come si svolge l’esame?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO OSPEDALE ANAMNESI ESAME OBIETTIVO SEMEIOTICA FONENDOSCOPIO ESAMEL’ecografia dinamica peniena, anche chiamata ecocolordoppler penieno, è una indagine utilizzata nella diagnosi della disfunzione erettile (impotenza). Sfrutta sonde ad alta frequenza (7.5-13 MHz) con modulo colordoppler, che permette di analizzare il flusso sanguigno del pene. L’esame non è pericoloso per la salute, visto che – al contrario della radiografia – si usano ultrasuoni e non radiazioni ionizzanti, tuttavia presenta il rischio di complicanze ed è considerato molto fastidioso dai pazienti.

Perché si chiama “dinamico” e quali farmaci vengono usati?

Il termine “dinamico” indica il fatto che durante l’esame si usano farmaci vasoattivi, come la papaverina e/o la prostaglandina PGE1 (Alprostadil – Caverject) iniettati direttamente nei corpi cavernosi del pene per indurre un’erezione. Si effettua quindi l’ecografia in condizioni basali e ripetendola ad intervalli prestabiliti dopo l’iniezione dei farmaci e ciò permette di studiare:

  • stato di dilatazione delle arterie cavernose;
  • velocità di afflusso del sangue all’interno dei vasi sanguigni penieni;
  • i corpi cavernosi a riposo ed in erezione;
  • morfologia del pene.

Oltre all’iniezione di farmaci, in alcuni casi il paziente visiona filmati erotici capaci di stimolare l’erezione.

Leggi anche: Testicoli piccoli: quali sono le cause e le dimensioni normali?

Quando si esegue e per chi è indicato?

L’ecocolordoppler penieno è generalmente indicato quando, esclusa una disfunzione erettile su base psicologica, si sospetta una disfunzione erettile causata da alterazioni vascolari (frequente in soggetti con aterosclerosi, diabete, ipertensione arteriosa). L’esame in genere viene prescritto quando le terapie orali per la disfunzione erettile (come il Viagra) non abbiano funzionato.

Come si svolge l’esame?

Il paziente è in decubito supino (cioè sdraiato a pancia in su) con il pene appoggiato alla parete anteriore dell’addome. Sul pene si passa una sostanza tipo gel per favorire gli ultrasuoni. Il medico passa sul pene la sonda ecografica. Il medico effettua una iniezione sul pene, che dovrebbe determinare una erezione, e passa nuovamente la sonda ecografica ad intervalli regolari.

Vedi anche: FOTO DI INIEZIONE SUL PENE

Quanto dura l’esame?

L’esame in sé richiede circa 20 – 30 minuti, salvo situazioni specifiche in cui il medico ha bisogno di più tempo per studiare situazioni anatomiche particolari.

Cosa succede al termine dell’esame?

Al termine dell’esame il paziente può tornare alle proprie attività giornaliere senza problemi. Può guidare. L’erezione indotta farmacologicamente può durare circa un’ora. Può perdurare un senso di fastidio al pene dovuto all’iniezione, che dovrebbe sparire in alcune ore.

L’esame è doloroso?

La parte dell’esame che include il passaggio della sonda ecografica non è dolorosa, tuttavia l’iniezione intracanvernosa dei farmaci è considerata “fastidiosa” (in alcuni casi “dolorosa”, secondo alcuni “estremamente dolorosa”) dalla maggior parte dei pazienti.

Quali i rischi e le complicanze?

Una possibile complicanza è il priapismo: un’erezione che dura oltre il tempo di efficacia del farmaco (cioè circa 1 ora) e che può diventare anche molto dolorosa. Il priapismo può essere trattato mediante iniezione di intracavernosa di etilefrina, ma in alcuni rari casi può richiede la detumescenza chirurgica. In rarissimi casi, l’iniezione può determinare danni più o meno gravi alle strutture del pene.

In caso di risultati positivi, quali altri esami sono necessari?

Le ecografia riscontra qualche danno, il medico potrebbe aver bisogno di altre indagini diagnostiche, come:

Queste indagini non sono sempre necessarie e, essendo alcune invasive e più rischiose, si usano solo quando l’ecografia peniena non sia riuscita a sciogliere il dubbio diagnostico. Per approfondire: Disfunzione erettile: arteriografia, cavernosometria, cavernosografia, esami neurofisiologici

Sullo stesso argomento, leggi: Disfunzione erettile: ecografia colordoppler dinamica del pene

Per approfondire, leggi:

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Come aumentare le dimensioni del pene riducendo il grasso sul pube senza chirurgia

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma Ecografia Spalla Ginocchio Traumatologia Gambe Articolare Sesso Sessualità Uomo AUMENTARE DIMENSIONI PENE RIDUCENDO GRASSO PUBE SENZA CHIRURGICA Medicina Estetica Radiofrequenza Cavitazione Grasso HDSolitamente gli uomini, al contrario delle donne, si preoccupano molto poco delle adiposità localizzate del proprio corpo, ma c’è una eccezione: l’accumulo di grasso a livello del pube.

L’effetto iceberg
Il motivo di tale preoccupazione è che questo tipo di adiposità crea quello Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma Ecografia Spalla Ginocchio Traumatologia Sesso Sessualità Uomo AUMENTARE DIMENSIONI PENE RIDUCENDO GRASSO PUBE SENZA CHIRURGICA EFFETTO ICEBERG Medicina Estetica Radiofrequenza Cavitazione Grasso Anoche io chiamo “effetto iceberg”. In un iceberg la punta visibile è solo una piccola parte del ghiaccio che lo compone, mentre la maggior parte di esso giace nascosto sotto il mare, esattamente come buona parte della base del pene giace nascosta sotto il grasso pubico. Il tessuto adiposo in sede pubica determina un accorciamento visivo del pene, poiché il grasso accumulato tende a ricoprire parte della base del pene “rubando” visivamente vari centimetri ad esso. La lunghezza organica del pene non è in questo caso effettivamente più corta, ma il pene appare più corto alla vista perché parte di esso è ricoperto dal grasso. L’adipe a livello del pube non rappresenta un problema solo dal punto di vista “visivo”, ma anche funzionale dal momento che l’accumulo adiposo causa – durante il rapporto sessuale – una minore profondità di penetrazione con minore stimolazione della partner e minore soddisfazione sia dell’uomo che della donna.

Un centimetro ogni 10 kg
E’ interessante notare come mediamente, per ogni dieci chilogrammi di sovrappeso, vi sia un accorciamento penieno visibile di circa un centimetro, con relativa minore lunghezza di stimolazione sessuale. Un uomo di peso normale di, ad esempio, 70 chilogrammi che abbia una lunghezza del pene allo stato eretto di 13 centimetri, arrivando a pesare 100 chilogrammi di peso, avrebbe un pene “accorciato” di 3 centimetri: il suo pene misurerebbe solo 10 centimetri di lunghezza visibile e sessualmente utile. I restanti centimetri del pene sarebbero bloccati dal suo strato di grasso a livello del pube. Come risolvere questa situazione? Ovviamente la cosa migliore nel caso appena citato sarebbe quella di invitare il paziente a dimagrire di 30 kg, ma sappiamo che ciò è difficile da realizzare. Ecco allora che ci può venire incontro la medicina, che possiede varie armi per ridurre il grasso localizzato – in questo caso particolare il grasso pubico – scoprendo tutti i centimetri nascosti del pene e regalandogli la possibilità di una maggiore penetrazione e stimolazione della partner durante l’atto sessuale.

Come ridurre ed eliminare il grasso sul pube?
Per risolvere questo problema, tanto sentito da noi uomini, io uso una serie di tecniche non chirurgiche combinate tra loro per ottenere una riduzione del grasso localizzato a livello del pube e una riduzione della flaccidità della cute della zona. Ogni singola seduta, che dura circa un’ora, comprende una combinazione perfetta di queste quattro tecniche:

1) Cavitazione: ultrasuoni a bassa frequenza che distruggono gli adipociti (le cellule che contengono il grasso) e quindi “svuotano” il pube del grasso senza lasciare inestetiche cicatrici chirurgiche. Clicca qui per leggere il mio articolo completo sulla cavitazione.

2) Radiofrequenza monopolare: onde elettromagnetiche che agiscono sul collagene, sulla circolazione e sui fibroblasti locali, con effetto tensorio immediato: la cute del pube sarà più tonica e giovane. Clicca qui per leggere il mio articolo completo sulla radiofrequenza monopolare.

3) Massaggio linfodrenante: aiuta la circolazione locale a “smaltire” il grasso fuoriuscito dagli adipociti durante la cavitazione. I grassi rimessi in circolo saranno eliminati con le urine. Il massaggio linfodrenante nella zona pubica ha anche l’azione di migliorare la circolazione sanguigna della zona, con il piacevole risultato di avere potenzialmente migliori erezioni, più potenti e durature. La migliore ossigenazione dei tessuti penieni può inoltre portare ad un aumento della sensibilità del pene: il rapporto sessuale sarà enormemente più piacevole ed appagante. Clicca qui per leggere il mio articolo completo sul massaggio linfodrenante.

4) Applicazione di crema ad azione lipolitica: una mia speciale crema che viene applicata durante il massaggio linfodrenante e che aiuta l’eliminazione del grasso locale.

La sicurezza prima di tutto
Prima di iniziare il primo trattamento, effettuo io stesso una ecografia della zona pubica in modo da scoprire eventuali controindicazioni.

Come si svolge la seduta?
Dopo la visita generale ed una accurata anamnesi, per me necessaria per escludere eventuali controindicazioni, il paziente indossa uno speciale slip usa e getta, si stende sul lettino e scopre il pube. Successivamente inizierò con il primo trattamento (la cavitazione) per poi passare alla radiofrequenza monopolare: per entrambe le tecniche si usano opportuni manipoli che – tramite specifiche manovre – faccio passare sulla parte interessata ricoperta da un gel apparentemente simile a quelli che si usano per le ecografie (alcuni medici usano il normale gel per ultrasuoni, io invece uso uno speciale gel all’acido ialuronico che produco nel mio piccolo laboratorio e che permette di ottenere risultati migliori). Non si avverte dolore, al limite si percepisce calore nella zona trattata e si ode una specie di fischio nelle orecchie causato dagli ultrasuoni, fischio che scompare al termine della cavitazione. Eseguite queste due prime tecniche, si passa al massaggio linfodrenante con contemporanea applicazione della crema ad azione lipolitica. Alla fine della seduta il paziente si toglie il gel in eccesso e può tranquillamente tornare alle proprie attività, avvertirà solamente lieve rossore ed indolenzimento nella zona trattata per alcuni minuti. Il paziente può letteralmente fare il trattamento durante la pausa pranzo e tornare a lavoro subito dopo.

Quali sono le controindicazioni?
Le controindicazioni al trattamento sono l’ipertensione arteriosa grave non in trattamento farmacologico, l’insufficienza renale, l’insufficienza epatica. Non possono sottoporsi al trattamento i portatori di pacemaker e di protesi metalliche. Se non sei sicuro di avere o non avere queste patologie, non devi preoccuparti: tutte le controindicazioni verranno comunque escluse durante la visita medica generale, che effettuo SEMPRE PRIMA della seduta iniziale. Per questo motivo consiglio di portare – al primo incontro – le vostre analisi del sangue più recenti ed altra documentazione sul vostro stato di salute.

Il trattamento è sicuro?
Certamente si: negli anni di esperienza ho sviluppato una particolare tecnica di esecuzione che impedisce agli ultrasuoni ed alle onde elettromagnetiche di danneggiare le delicate strutture presenti nella zona. Attualmente risulto essere l’unico medico in Italia ad effettuare la riduzione del grasso pubico senza chirurgia tramite l’azione combinata delle quattro tecniche prima elencate e sono quindi il medico con più esperienza nell’uso di ultrasuoni e radiofrequenza in zona pubica, una zona estremamente delicata e sensibile e da far trattare solo a personale molto esperto.

Quante sedute sono necessarie?
Dipende molto dalla situazione di partenza del paziente e dal risultato che vuole ottenere, oltre ovviamente alla variabilità individuale. Secondo la mia esperienza posso dire che mediamente solito sono necessarie dalle 6 alle 12 sedute, con cadenza settimanale o bisettimanale.

Quando si vedono gli effetti e quanto durano?
Solitamente i risultati tendono a diventare macroscopicamente evidenti già tra la seconda e la terza seduta. Gli effetti benefici sono estremamente duraturi, ovviamente a meno che il paziente nel tempo non si alimenti con cibi ricchi di grassi: così facendo l’accumulo adiposo che era stato eliminato potrebbe naturalmente riformarsi. Per questo motivo tendo a dare al paziente dei consigli dietologici e sulla attività sportiva che dovrà seguire in modo da evitare il riformarsi dell’accumulo di grasso pubico. Dopo il trattamento completo – se il paziente segue una alimentazione ed uno stile di vita adeguato – i risultati durano tutta la vita. Se il paziente ha difficoltà ad alimentarsi in modo adeguato, si potrà procedere con una bioimpedenziometria (clicca qui per scoprire di cosa si tratta) e la formulazione di una dieta specifica per rimettersi in forma ed evitare il riformarsi in futuro dell’accumulo di grasso in sede pubica.

Aumentare gli effetti visivi di allungamento definendo i peli attorno ai genitali
Parallelamente ai trattamenti prima descritti, l’effetto visivo di allungamento penieno può ancora migliorare praticando una attenta epilazione permanente con Luce Pulsata Medicale che va ad eliminare senza fatica i peli della zona attorno ai genitali. L’epilazione non sarà di tutta la zona dei genitali, ma solo in alcune zone “strategiche” che, una volta “ripulite” dai peli, scopriranno ancor più la pelle peniena, regalando un importante e definitivo allungamento visivo del vostro pene (clicca qui se vuoi leggere il mio articolo completo sulla epilazione definitiva con Luce Pulsata Medicale).

Aumentare la lunghezza del pene con ausili meccanici

Esistono due tipi di strumenti per l’allungamento del pene: le pompe a vuoto e gli estensori. Le pompe a vuoto per l’allungamento penieno sono costituite da un cilindro in cui infilare il pene e di un meccanismo di pompaggio che fa espandere il pene oltre le sue normali capacità. Le pompe a vuoto, pur non fornendo guadagni macroscopici delle dimensioni, in alcuni soggetti potrebbero aumentare circonferenza e lunghezza del pene. Esempi di pompe a vuoto tecnicamente ben costruite, sono:

Le pompe Bathmate non sono tuttavia sempre disponibili su Amazon. Un prodotto più economico, ma comunque caratterizzato da buona costruzione, è questo: https://amzn.to/3qn4ILB
Un altra pompa peniena, ancora più economica ma comunque ben funzionante, è questa: https://amzn.to/3K7H6Ti

Un estensore penieno è una struttura composta da due anelli (uno da fissare alla base del pene, l’altro appena sotto il glande) uniti da aste metalliche ai lati, che vengono regolate in modo da tenere in trazione il pene, “stirandolo”, per ottenere un suo allungamento non chirurgico. Esempi di estensori tecnicamente ben costruiti, sono:

Integratori alimentari efficaci nel migliorare quantità di sperma, potenza dell’erezione e libido sia maschile che femminile

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto, aumentando la quantità di sperma disponibile, potenziando l’erezione e procurando un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna. Ogni prodotto viene periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

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Le posizioni sessuali che causano frattura del pene

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma Ecografia Spalla Ginocchio Traumatologia Gambe Sangue Articolare POSIZIONE FRATTURA PENE Medicina Estetica Luce Pulsata Depilazione Macchie Capillari Rughe Dietologo Radiofrequenza Cavitazione GrassoDi frattura del pene avevo già parlato in questo articolo che vi consiglio di rileggere per capire di cosa stiamo parlando; ma qual è la posizione che più frequentemente determina la terribile frattura peniena? Questa è una domanda che mi fanno spesso i miei pazienti maschi, a cui oggi uno studio pubblicato su “Advances in Urology” ha dato risposta. La risposta alla domanda in questione è la posizione dell’Amazzone, ovvero quella particolare posizione in cui il corpo della donna si muove sopra a quello del maschio. Secondo gli scienziati, questa ‘figura’ è responsabile di circa il 50% di tutte le fratture al pene che avvengono in camera da letto. Lo studio ha anche evidenziato che la seconda posizione che per frequenza determina frattura del pene è quella con la donna a carponi, responsabile del 29% di questi incidenti.

Lo studio

I ricercatori – riporta il ‘Telegraph’ – hanno analizzato, in un periodo di 13 anni, i pazienti che hanno chiesto assistenza in tre pronto soccorso di Campinas (Brasile) con una sospetta frattura al pene. Sono stati esaminati in totale 44 casi, di alcuni anche tra omosessuali. L’età media di questi sfortunati amanti era di 34 anni e alcuni avevano aspettato fino a 6 ore prima di chiedere aiuto ai medici. Nelle conclusioni del lavoro si sottolinea che “quando la donna è sopra, controlla il movimento dell’atto sessuale con tutto il suo peso. Se però – avvertono i ricercatori – la penetrazione avviene in modo sbagliato la donna difficilmente se ne rende conto e questo può portare alla rottura dell’organo maschile. Al contrario quando è l’uomo a controllare il movimento, come avviene in tante altre posizioni, ha la possibilità di fermarsi durante la penetrazione quando avverte dolore”.

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Masturbazione maschile: suggerimenti per raggiungere orgasmi incredibili

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO UOMO CHE DORME SESSO SESSUALITA MASTURBAZIONE LETTO FACCIA VISOL’autoerotismo è la forma di sessualità più diffusa sul pianeta e, negli uomini, abbassa il rischio di cancro alla prostata. La masturbazione essenzialmente non ha controindicazioni (se non quando diventa un gesto compulsivo e patologico), quindi oggi il nostro Staff vi regala alcuni consigli per migliorare la vostra esperienza sessuale in solitudine. Anche se rivolti essenzialmente agli uomini, la maggioranza di questi consigli può essere rivolta anche ad una platea femminile.

  • La prima cosa da fare è eliminare la fretta, meglio fare le cose per bene concedendosi tutto il tempo necessario. Molti sono presi più dall’ansia di essere interrotti e scoperti, oppure dalla possibilità di sporcare che dalle sensazioni del proprio corpo, perdendo l’occasione per conoscerle. La rapidità di esecuzione, unita alla contrazione muscolare del pavimento pelvico, è stata individuata all’interno delle ipotesi causali dell’eiaculazione precoce.
  • La seconda cosa da fare è lasciar stare il materiale pornografico o erotico per qualche minuto. É meglio dedicarsi almeno all’inizio al proprio corpo e alle proprie fantasie: ciò dà la possibilità di sperimentare una nuova sessualità privata. Il materiale pornografico è senza dubbio ultra-stimolante all’inizio, ma – a lungo andare – potrebbe “appiattire” la vostra fantasia e la vostra capacità di provare eccitazione, in alcuni casi portando ad una vera e propria dipendenza comportamentale, quindi meglio non esagerare. Per approfondire questo argomento, leggi: Dipendenza dal sesso: cause, sintomi e caratteristiche del dipendente sessuale
  • Il terzo consiglio è la stretta conseguenza dei primi due: fai attenzione e impara a conoscere il ritmo del tuo respiro e la tensione muscolare, fai attenzione anche alle sensazioni che precedono l’orgasmo e a quelle che lo seguono, quindi senza scappare via subito dopo l’eiaculazione.
  • Evita di bere molti liquidi poco prima di farlo: avere la vescica piena durante la masturbazione, può rendere il tutto meno piacevole.
  • Se hai sempre usato solo la mano destra, prova a cambiare mano, ad usare la sinistra. La sensazione dichiarata da molti uomini è quella di avere la sensazione di star ricevendo la stimolazione da un’altra persona.
  • Prova ad indossare un guanto (in lattice o in altro materiale) sulla mano con cui ti masturbi: anche in questo caso potresti avere l’illusione che sia un’altra persona a masturbarti.
  • Per aumentare il piacere durante la masturbazione, prova l’edging. Se non sai di che si parla, leggi questo articolo: Edging (orgasmo controllato) tecniche per prolungare il piacere sessuale
  • Masturbati il mattino appena sveglio o subito dopo una colazione leggera: i livelli di testosterone – e quindi di libido ed eccitazione – sono più alti durante la prima parte della mattina (entro le ore 10) e quasi tutti i miei pazienti confermano che gli orgasmi “mattutini” sono mediamente più piacevoli ed intensi di quelli pomeridiani o notturni, inoltre sono quelli più facili da raggiungere in tempi brevi;
  • Per sperimentare un nuovo tipo di sesso solitario puoi cambiare posizione: anziché startene sempre seduto o sempre sdraiato, puoi provare a cambiare, a metterti sulle ginocchia, a gambe all’aria appoggiate al muro, disteso a forma di stella o dritto come una colonna. Potrai vedere che sensazioni ti dà ognuna delle posizioni che proverai.
  • Allena il tuo muscolo pubococcigeo: ti regalerà orgasmi migliori e più piacere e controllo durante la masturbazione. Per approfondire, leggi: Esercizi di Kegel: allena il tuo muscolo pubococcigeo per aumentare la potenza sessuale e contrastare l’eiaculazione precoce
  • Mentre ti stimoli, muovi il bacino avanti e indietro come se fosse un vero rapporto: ciò rende la pratica più “realistica” e coinvolge tutto il corpo facendo in modo che le sensazioni non provengano solo dal pene.
  • Scopri tutti i punti del tuo corpo. Masturbarsi non significa necessariamente dare attenzione solo al pene: accarezzati con la mano libera altre zone del corpo, come il perineo, la zona sensibile tra lo scroto e l’ano, o lo scroto (la sacca che contiene i testicoli). Stimola il collo, il petto, i capezzoli e la base del pene, il tutto come se fosse una caccia al tesoro in cui impari a scoprire nuove sensazioni che, magari, potrai raccontare poi al tuo partner.
  • Se per masturbarti sei solito spingere avanti ed indietro il prepuzio sul glande, “srotolandolo” ritmicamente, prova invece a tenere il glande sempre scoperto ed a far semplicemente scivolare la tua mano sul glande, magari dopo aver bagnato la sua superficie con alcune gocce di olio di mandorla per facilitare lo scivolamento.
  • Se hai la possibilità di prendere il sole completamente nudo in un ambiente privato (ad esempio un terrazzo), una volta prova a masturbarti mentre ti abbronzi: il calore sulla tua pelle e la sensazione di essere all’aperto e completamente nudo, possono essere fortissimi stimoli sessuali. Fai attenzione però a non costringere i tuoi vicini di casa ad uno spettacolo a cui probabilmente non vorrebbero assistere, quindi cerca luoghi distanti dai loro occhi.
  • Conoscere il tuo punto L, accessibile dall’ano, potrebbe aprirti nuove strade verso un piacere che non avevi mai provato. Se non sai di che si parla, leggi questo articolo: Punto G maschile: trovare e stimolare il punto L per provare orgasmi più intensi ed aumentare la forza dell’eiaculazione
  • Se ti sei sempre masturbato manipolandoti velocemente e con forza, puoi provare con leggere carezze oppure viceversa, se ti sei sempre masturbato delicatamente, prova a farlo con forza e velocità. Varia la pressione del tocco, la velocità e la zona da stimolare: stimola ora velocemente l’asta e ora delicatamente il frenulo…
  • Usa strumenti. Molti uomini trovano interessante dedicare alla masturbazione un’attrezzatura specifica, che può essere rappresentata da semplici oggetti da inserire nell’ano (facendo attenzione a non inserirli troppo in profondità), vagine o bocche artificiali, lubrificanti particolari ed altri giocattoli erotici (ve ne consigliamo alcuni più avanti in questo articolo).

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Posizioni per la masturbazione

Siccome il sesso in solitaria non è quasi mai considerato un aspetto completo (o da alcuni addirittura “normale”) della sessualità, viene spesso consumato in modo rapidissimo e senza la ricerca di novità. Ecco qui qualche innovazione che può ridare slancio agli intimi momenti solitari:

  • Specie se sei abituato a rapide masturbazioni durante le quali sei tutto contratto, mettiti disteso a pancia su e stiracchia bambe e braccia cercando di allungarti su tutta la superficie del letto.
  • Puoi provare, sempre disteso sul letto con il corpo, a lasciare le gambe fuori e poggiare i piedi a terra, con le ginocchia piegate. Questa posizione ti dà la possibilità di muovere il bacino e di liberare l’energia sessuale che crei con la masturbazione.
  • Un’altra idea è mettersi sulle ginocchia, dritto, oppure a gambe divaricate, oppure seduto sui polpacci. Prova più posizioni per sperimentare le diverse sensazioni.
  • Se poi sei particolarmente agile ed elastico puoi provare le posizioni “avanzate”. Puoi distenderti sulla schiena e successivamente alzare le gambe a candela e portare pian piano i piedi dietro la tua testa. Da questa posizione hai accesso da vicino non solo ai genitali ma anche ai tuoi fianchi, alla schiena e alle gambe.
  • Un’altra alternativa è appoggiare le gambe sul muro, dritte in su oppure poggiando i piedi sul muro e spingendo. In questo modo riesci a ottenere il controllo del movimento del bacino.
  • Una possibilità può essere quella di mettersi in una posizione accartocciata: di lato, oppure sulla schiena o a pancia sotto. Questa posizione può essere interessante per chi fa uso di giocattoli erotici. Probabilmente non dà molte sensazioni particolari durante la stimolazione ma si può fare attenzione alle sensazioni del corpo dopo la masturbazione, al momento di doversi riallungare e tirarsi su.

In questo articolo vi propongo una serie di consigli utili per trarre più piacere da un rapporto sessuale, ma gli stessi consigli sono validi anche per trarre maggior soddisfazione danche dalla masturbazione: Cosa NON devi assolutamente fare prima di un rapporto sessuale

Vibratori e sex toys

Esistono una serie di vibratori, sex toys ed indumenti, che possono essere usati per ottenere più piacere e rendere più appagante la masturbazione ed i rapporti per entrambi i partner, noi vi consigliamo questi:

Integratori alimentari

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto, aumentando la quantità di sperma disponibile, potenziando l’erezione e procurando un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna:

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Fimosi serrata, non serrata, congenita ed acquisita: cause, conseguenze e cure

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Ecografia Vascolare Articolare Reumatologo FIMOSI SERRATA NON CONGENITA Medicina Estetica Luce Pulsata Depilazione Macchie Capillari Mappatura Nei Dietologo Roma  Radiofrequenza Cavitazione Cellulite PelleDi fimosi avevo già parlato in questo articolo, tuttavia, essendo questo un argomento che desta molto interesse soprattutto tra i lettori di sesso maschile ed Continua a leggere

Il bambino con tre peni

MEDICINA ONLINE CHIRURGO CHIRURGIA OPERAZIONE CHIRURGICA TERAPIA ASPORTAZIONE BISTURI SALA OPERATORIA TUMORE CANCRO SUTURA MASSA TUMORALE STADIAZIONE MAMMELLA POLMONI TECNICA GENERALE PANCREAS ANESTESIAUn bambino indiano di due anni è stato operato per risolvere la sua rara malformazione: è nato con tre peni. Questa malformazione prende il nome di “diphallia”, anche se in questo specifico caso si potrebbe parlare di “trifallia”. I dottori hanno definito i peni in esubero come masse “fatte di ossa e pelle”, l’urina infatti passa solo da uno. Il bimbo è stato operato e sottoposto anche ad una colostomia, cioè un abboccamento chirurgico tra colon e parete addominale per permettere alle feci di fuoriuscire attraverso una via alternativa all’ano. I medici hanno corretto la malformazione rimuovendo uno dei tre peni e unito tra loro gli altri due. “Desideravamo solo che il nostro bambino avesse una vita normale – hanno dichiarato i familiari del piccolo – e siamo grati ai dottori per aver portato a termine con successo l’intervento chirurgico”. La “diphallia” è una malformazione estremamente rara: il primo caso è stato registrato nel 1609 e, da allora, la letteratura medica ne ha registrati appena un centinaio. Se vuoi sapere qualcosa di più su questa malformazione, leggi anche: Diphallia: l’uomo nato con due peni [FOTO]

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Disfunzione erettile: terapia orale, mininvasiva e chirurgica

MEDICINA ONLINE TESTICOLI ANATOMIA ANSIA DA PRESTAZIONE SESSO TRISTE SESSUALE PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE COPPIA PSICOLOGIA LETTO PENETRAZIONE UOMO DONNA LIBIDO SPERMA PIACERE MALE GENITALIA SEX.jpgLa disfunzione erettile, chiamata in passato impotenza è definita come “l’incapacità del soggetto di sesso maschile a raggiungere e/o mantenere una erezione sufficiente a condurre un rapporto soddisfacente”. Oggi non ci focalizzeremo sulle cause della disfunzione erettile, faremo invece chiarezza su tutte le terapie disponibili per questa patologia. Se volete sapere cause e prevenzione della disfunzione erettile, leggete invece: La disfunzione erettile (o impotenza): quali sono le cause e come prevenirla

Le terapie per la disfunzione erettile sono classificabili in tre grandi gruppi: la terapia orale (non invasiva), quella mininvasiva, quella chirurgica (invasiva).

1) TERAPIA ORALE (la terapia di prima scelta)

    • TADALAFIL, SILDENAFIL, VARDENAFIL (CIALIS, LEVITRA, VIAGRA)
      Farmaci messi a punto inizialmente per il trattamento dell’angina pectoris, nel corso degli studi clinici mostrarono di aumentare il numero delle erezioni nei pazienti trattati. Devono essere assunti da 30 a 60 minuti prima della prevista attività sessuale, possibilmente a digiuno. La loro azione ha una durata variabile che può arrivare anche alle 36 ore. Non provocano erezione direttamente ma potenziano il rilasciamento protratto della muscolatura liscia dei corpi cavernosi migliorando la qualità dell’erezione. Sono controindicati negli uomini che assumono farmaci a base di nitrati (compresse sub-linguali o cerotti adesivi che producono vasodilatazione delle coronarie) per il rischio di eccessivo abbassamento della pressione arteriosa anche in maniera grave. È efficace nel 50-80% degli uomini. Gli effetti collaterali possono essere: cefalea (16%), flushing (vampate di calore) nel 10%, dispepsia (7%), alterata percezione dei colori, maggiore sensibilità alla luce o visione sfocata (3%). Si consiglia utilizzarli con cautela nei pazienti cardiopatici in terapie complesse con più farmaci (antipertensivi ed antiaritmici) ed in pazienti con crisi lipotimiche (crisi di abbassamento della pressione arteriosa con perdita della coscienza). A tale proposito vi consiglio di leggere anche: Meglio Viagra, Cialis, o Levitra per trattare la disfunzione erettile? Un utile confronto tra i tre farmaci
    • Terapia sostitutiva ormonale
      Il desiderio sessuale è legato ad un buono stato di salute generale, più in particolare al giusto livello di androgeni (ormoni maschili) che regolano anche il tono muscolare, la funzione cardiaca, il tono dell’umore e della concentrazione. Anche se meno nota della menopausa, l’andropausa è quella condizione che inizia nell’uomo che ha superato i 50 anni di età e che si manifesta con una diminuita produzione di testosterone. La somministrazione di testosterone oltre a migliorare la libido e l’induzione dell’erezione, migliora il tono muscolare, riduce
      la stancabilità fisica, aiuta a mantenere il giusto peso forma, migliora la sensazione di benessere. La somministrazione di androgeni va sempre effettuata sotto controllo
      medico-specialistico, in particolar modo per gli effetti collaterali che può avere sulla prostata.
    • Yohimbina
      È un alcaloide estratto dalla corteccia dello Yohimbe (albero del Sud Africa).
      Dai primi del ‘900 è utilizzato come afrodisiaco. Possiede debole attività bloccante alfa adrenergica, cioè bloccherebbe gli stimoli nervosi che determinano spasmo dei vasi sanguigni e mancato rilasciamento della muscolatura dei corpi cavernosi e quindi favorirebbe l’afflusso di sangue al pene. Gli studi clinici non hanno dimostrato però molta efficacia per cui il farmaco non possiede vera e propria validazione scientifica.

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2) TERAPIA MINIVASIVA (FIC e Vacuum Device)

Farmacoprotesi (FIC)

Consiste nell’introduzione, mediante una siringa dotata di un sottilissimo ago, all’interno dei corpi cavernosi, di un farmaco che induce erezione. La FIC consente di ottenere una valida erezione ed esercita un effetto elasticizzante sul tessuto erettile “ginnastica vasoattiva”.
È oggi considerata una terapia di seconda scelta laddove hanno fallito le terapie orali.
Il dosaggio del farmaco scelto è strettamente individuale e va accuratamente determinato
per evitare effetti dannosi secondari quali il priapismo. È sempre raccomandabile avere la reperibilità dello specialista urologo quando si utilizzano tali terapie per far fronte ad eventuali imprevisti, è inoltre indispensabile controllare ogni 6-12 mesi lo stato di salute dei corpi cavernosi con un’ecografia. Per facilitare l’utilizzo di tali terapie in soggetti con scarsa manualità sono stati posti in commercio dispositivi automatici di autoiniezione. L’erezione indotta da farmacoprotesi è generalmente pronta (si manifesta in genere dopo10-20 minuti)
e duratura, migliora con la stimolazione sessuale.
I farmaci utilizzati sono: Prostaglandina E (PGE1 – alprostadil): il farmaco oggi più utilizzato per efficacia, maneggevolezza e sicurezza. È efficace nel 70-80% dei casi.
L’incidenza degli effetti collaterali è molto bassa. La dose varia da 5 a 20 microgrammi.
Casi di erezione prolungata sono segnalati nell’1%. È disponibile nelle farmacie italiane
a pagamento, mentre è gratis per i pazienti medullolesi.
Fenossibenzamina: ottimo e pronto effetto protesico ma scarsamente maneggevole per la sua lunga emivita (24 h) e per la facilità con cui induce priapismo.
Associazioni di farmaci: in caso di scarsa risposta ai farmaci standard (prostaglandine
e papaverina).
Papaverina + fentolamina: utilizzata a motivo della sua efficacia e di un costo relativamente modesto; è più efficace della sola papaverina.
Trimix (papaverina + prostaglandina + fentolamina): viene dosata e preparata sotto stretto controllo specialistico.

Dispositivi a vuoto (vacuum device)

Questi dispositivi creano “vuoto” attorno al pene in modo che il sangue viene costretto ad affluire all’interno degli spazi cavernosi. Sono costituiti da un cilindro di materiale plastico trasparente che viene posto intorno al pene e fatto aderire al pube utilizzando una crema lubrificante per un’adeguata tenuta d’aria. Collegato al cilindro c’è un meccanismo per pompare all’esterno l’aria e produrre il vuoto all’interno che faciliterà l’afflusso di sangue al pene. A tal punto, un elastico verrà Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Estetico Medicina Estetica Roma DISFUNZIONE ERETTILE IMPOTENZA TERAPIA VUOTO PENE Macchie Tatuaggi Capillari PELI RUGHE Radiofrequenza Cavitazione Cellulite Peeling Pressoterapia Linfodrenante Pelle HD 01fatto scivolare dall’esterno del cilindro alla base del pene occludendo il deflusso venoso e favorendo la rimozione del cilindro. La pressione all’interno dei corpi cavernosi aumenta sino a valori simili a quelli ottenibili con la papaverina.
L’effetto compressivo dell’anello elastico riduce sia l’afflusso arterioso che il deflusso venoso causando un aspetto cianotico e l’abbassamento della temperatura del pene. L’anello costrittivo va rimosso al massimo dopo 30 minuti. Il maggior problema di questo sistema
è rappresentato dalla mancanza di spontaneità del rapporto sessuale. Per tale motivo è raccomandato nelle coppie stabilizzate. Necessita inoltre di una certa abilità manuale.
Questi dispositivi sono particolarmente indicati negli uomini anziani con relazioni stabili
e nel caso in cui altri trattamenti risultino inefficaci.

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3) TERAPIA INVASIVA (chirurgica correttiva, vascolare e protesica)

Chirurgia correttiva delle malformazioni:

1) incurvamento del pene congenito o secondario a trauma. Le tecniche chirurgiche di raddrizzamento consistono essenzialmente nel confezionamento di aree di controtrazione controlaterali alla curvatura, mediante plicature o riduzioni della guaina di rivestimento dei corpi cavernosi (albuginea)
in caso di curvature con angolo inferiore ai 90°. Quando l’incurvamento supera i 90° si procede alla correzione dell’angolo di curvatura mediante l’innesto di patch di derma autologo o liofilizzato (patch di allungamento).

2) pene nascosto e micropene: un eccessivo cuscinetto di grasso sovrapubico o un’eccessiva riduzione della cute che riveste
i corpi cavernosi possono nascondere parte del pene.tali difetti possono essere corretti con interventi di liposcultura o utilizzando la pelle prepuziale per aumentare la visibilità del pene.                                        

3) ipospadia: anomalia di sviluppo dell’uretra con sede anomala del meato uretrale esterno.

 4) induratio penis plastica: una volta stabilizzata farmacologicamente la malattia si può procedere ad escissione della placca ed a sostituzione della lesione con patch di derma autologo o liofilizzato con recupero del normale allineamento ed elasticità del pene. Nei casi estremi della malattia con estesa compromissione dei corpi cavernosi (albuginea e tessuto spongioso) è consigliato l’impianto di protesi malleabili.

5) traumi dei corpi cavernosi:

trauma Trauma del pene con frattura del corpo cavernoso

A) ematoma peniero da stravaso per frattura
del corpo cavernoso preparazione     chirurgica del corpo

B) soffusione emorragica sovrapubica     cavernoso ed evidenza della rottura

C) versamento emorragico scrotale

trauma trauma
Preparazione chirurgica del corpo cavernoso ed evidenza della rottura Sutura del corpo cavernoso fratturato

Quando non immediatamente risolti i traumi dei corpi cavernosi danno come esito delle lesioni molto simili a quelle indurative. Il trattamento è analogo a quello della induratio penis plastica e degli incurvamenti.

Chirurgia vascolare del deficit erettile

Le cause più frequenti di disfunzione erettile organica sono quelle vascolari
che possono essere di due tipi:

1) Insufficienza arteriosa (ipoafflusso): erezione incompleta
2) Insufficienza venosa (iperdeflusso): erezione breve (difficoltà di mantenimento)
Dal perfetto bilanciamento del flusso sanguigno arterioso e venoso all’interno dei corpi cavernosi dipende infatti, oltre che l’integrità, anche la durata dell’ erezione. A seconda del tipo di defici (arterioso o venoso) si procede con:

1) Chirurgia del deficit erettile da insufficienza arteriosa: sono stati ideati numerosi interventi chirurgici volti ad aumentare il flusso sanguigno dei corpi cavernosi quando la portata delle arterie dorsali del pene o delle arterie cavernose si mostra insufficiente. Con tecniche diverse si è attuata una deviazione della circolazione ematica da altri distretti a quello penieno mediante by-pass arteriosi (epigastro-cavernoso, epigastro-dorsale termino/laterale o termino/terminale). Tali interventi sono stati ormai abbandonati sia per la loro complessit à che per l’alta incidenza di trombosi e quindi di chiusura dell’anastomosi che di fatto ne vanifica gli effetti positivi.

2) Chirurgia del deficit erettile da disfunzione veno-occlusiva (dvo o fuga venosa):
è una condizione che viene a verificarsi quando esiste un difetto dei meccanismi preposti al mantenimento del sangue all’interno dei corpi cavernosi (sistema corporo-occlusivo) con conseguente impossibilità per i corpi cavernosi di raggiungere e mantenere una pressione adeguata al raggiungimento di una valida erezione. Il sangue defluisce dai corpi cavernosi attraverso 3 sistemi di drenaggio venoso: il superficiale (v. Dorsale superficiale), l’ intermedio (v. Dorsale profonda) ed il profondo (v. Cavernose e crurali). L’intervento consiste nel ridurre il deflusso del sangue dai corpi cavernosi, legando, sezionando ed asportando una delle principali vie di scarico venoso: la vena dorsale profonda con le sue emissarie (vene Circonflesse). Nei casi più complessi si può agire anche sul sistema delle vene cavernose e crurali.

Chirurgia protesica

Obiettivo della chirurgia protesica è quello di sostituire i corpi cavernosi difettosi con degli analoghi artificiali che consentano al pene di mantenere un adeguato livello di rigidità tale da consentire la penetrazione.
È quindi indicata solo su quei soggetti che hanno subito un danno fisico ed irreversibile della struttura erettile dei corpi cavernosi e che quindi non si giovano dei trattamenti farmacologici non invasivi. Va considerata come ultima scelta terapeutica.
Va consigliata solo a pazienti “motivati” con un buon equilibrio e con una buona vita relazionale ed affettiva che hanno ben compreso che la protesi rappresenta l’unico mezzo meccanico che consente di avere un rapporto.
L’impianto di protesi peniene consiste nell’inserire all’interno dei corpi cavernosi dei cilindri di materiale plastico inerte che li sostituiscono nella funzione erettile. I cilindri vengono posizionati nel tessuto spongioso dei corpi cavernosi all’interno della guaina albuginea. L’indicazione all’impianto delle protesi viene oggi limitata alle fibrosi estese dei corpi carnosi, ai casi estremi di induratio penis plastica, a ben definite forme di deficit erettile di origine psicogena in pazienti che rifiutano o non si giovano di terapie farmacologiche alternative non invasive.Indicazioni all’inserimento di protesi peniene

Fibrosi dei corpi cavernosi Fibrosi post-iniettiva (farmacoprotesi)
Fibrosi post-chirurgica
Esiti di priapismo
Induratio Penis Plastica avanzata
Insuccesso di altri trattamenti Deficit erettile vasculogenico
Deficit erettile psicogeno
Rifiuto del paziente di trattamenti alternativi

Le protesi si dividono in due grosse categorie: le semirigide e le gonfiabili.
Entrambe presentano vantaggi e criticità che possono essere così riassunti:

1) semirigide: basso costo, semplicità di impianto, semplicità di utilizzo, elevata affidabilità
nel tempo. Il pene mantiene costantemente una erezione che può indurre imbarazzo.

2) gonfiabili: alto costo, impianto complesso, utilizzo a volte difficoltoso, ridotta affidabilità
nel tempo per rottura di un componente. Ottimo effetto estetico.
Il pene riesce a simulare un’erezione normale.
A volte non garantiscono la rigidità necessaria per un’agevole penetrazione.

All’interno di entrambe le categorie esiste una serie di sottogruppi con caratteristiche specifiche per ogni indicazione. La decisione sulla scelta del tipo di protesi da impiantare varia da caso a caso e deve essere presa insieme al paziente ed alla partner.
Le protesi semirigide debbono conciliare la necessità di una adeguata rigidità con un certo grado di flessibilità, così da essere esteticamente accettabili quando non sono in uso. Sono costituite da un cilindro di materiale plastico inerte che contiene al suo interno un’armatura metallica malleabile che, aumentandone la rigidità, favorisce la penetrazione. Le protesi gonfiabili sono costituite da una coppia di cilindri di materiale plastico inerte che raggiungono la rigidità desiderata grazie ad un liquido che viene fatto circolare a pressione al loro interno. Si dividono in:

1) protesi tricomponenti: coppia di cilindri da inserire nei corpi cavernosi + serbatoio da inserire nello spazio prevescicale + pompa di attivazione da inserire nello scroto. I tre componenti vengono collegati da tubi che permettono il flusso del liquido dal serbatoio ai cilindri per l’erezione ed in senso inverso per la detumescenza.

2) protesi bicomponenti: coppia di cilindri da inserire nei corpi cavernosi + serbatoio e pompa di attivazione associati e posti nello scroto. I due componenti sono collegati da tubi che consentono il flusso del liquido nelle due direzioni.

3) protesi monocomponenti: cilindro con pompa e serbatoio integrati. I cilindri inseriti nei corpi cavernosi contengono nell’estremità distale il complesso pompa/serbatoio che viene attivato con una pressione sul glande. Una seconda pressione attiva la valvola per sgonfiare la protesi consentendone la detumescenza.

Protesi idraulica bicomponente Protesi idraulica monocomponente
Protesi idraulica tricomponente Protesi semirigida

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