La dieta vincente per affrontare i colloqui di lavoro, gli esami universitari ed i concorsi

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In questo periodo di esami universitari e ultime interrogazioni e compiti in classe (da “prendere almeno 7 per non essere bocciati”) lo stress diventa altissimo. Ma in periodi di crisi economica come questo anche un colloquio di lavoro o un concorso pubblico possono “distruggere” la nostra mente e non solo: lo stress, oltre ad essere esso stesso un fattore di rischio per molte patologie come quelle cardiache, è esso stesso il motivo che ci induce a compiere errori dietetici, dal digiuno da “stomaco chiuso” alle overdose di bevande eccitanti (caffè eccetera) o di snack ipercalorici per “tirarsi su”. Rimedi che sembrano utili al momento per un’immediata gratificazione ma che producono alla lunga gli effetti opposti a quelli desiderati. Un’alimentazione corretta, unita ovviamente ad uno stile di vita sano (no al fumo e si all’attività fisica) può invece svolgere un ruolo rilevante non solo durante le settimane di studio ma anche negli impegnativi giorni degli esami.

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Cosa NON serve al cervello

Sostanzialmente sono quattro le regole dietetiche alla base di una buona concentrazione, memoria e reattività:
1) non esagerare con le calorie e mantenere un peso corretto
2) non eccedere con grassi animali e zuccheri semplici
3) privilegiare i carboidrati integrali e determinati grassi come quelli del pesce
4) seguire una dieta variata, ricca di frutta e verdura, per assicurare un buon introito quotidiano di sostanze antiossidanti

I primi due punti sono collegati: spesso chi segue una dieta abbondante di alimenti molto energetici – a meno che non si tratti di un atleta – è anche sovrappeso o obeso. Numerosissimi studi hanno provato che un’alimentazione ricca di colesterolo e grassi principalmente di origine animale (burro, panna, formaggi, carni grasse, salumi ecc.) ma anche di quelli vegetali presenti nei prodotti industriali, diminuisce l’efficienza delle cellule nervose, peggiorando la capacità di apprendimento e mnemoniche, e in più facilitando i processi d’invecchiamento cellulare (il cosiddetto stress ossidativo dovuto all’aumento dei radicali liberi, aumentati a causa degli errori dietetici).
Stessa azione negativa è esercitata dall’eccesso – non certamente da un consumo saltuario – di cibi dolci, quali merendine, gelati, caramelle e così via, e di alimenti a base di cereali raffinati o amidi (pane e riso bianco, pizza, patate). Tutti questi alimenti hanno in comune la caratteristica di avere un indice glicemico alto, ovvero sono in grado di innalzare notevolmente i tassi di zuccheri nel sangue (iperglicemia) rispetto anche ad altri carboidrati, come quelli integrali ad esempio. E i frequenti bruschi rialzi glicemici – con conseguenti ipoglicemie – non giovano alla concentrazione e alla salute delle nostre cellule nervose.

I nutrienti preziosi

Per fortuna esistono delle sostanze alimentari che, al contrario, proteggono i neuroni dallo stress, dovuto sia da cause interne (ad esempio una dieta scorretta) che esterne (ad esempio gli esami). Si tratta per lo più di vitamine e minerali, presenti prevalentemente negli alimenti vegetali, con proprietà antiossidanti, ossia con il compito di proteggere le cellule nervose. Purtroppo i giovanissimi amano poco frutta e verdura, che abbondano di queste preziose componenti, e ciò può portare a carenze che seppur indirettamente influiscono sulla capacità di apprendimento. Le vitamine dalle proprietà antiossidanti, che contrastando l’azione dei radicali liberi contribuiscono all’efficienza dell’organismo e quindi delle capacità mentali sono la E, la A (o betacarotene nei vegetali) e la C, che avendo un’azione benefica sui vasi sanguigni permette una buona circolazione a livello cerebrale.
Poi ci sono le vitamine del gruppo B che tra le tante funzioni permettono al sistema nervoso di funzionare correttamente. In particolare la B1 agisce sul sistema nervoso, la B6 e la B5 su vista e pelle, la B3 contro insonnia e depressione e sul sistema immunitario in generale. In più ogni singola vitamina del gruppo B aumenta l’azione delle altre. Tipici segni di carenza di queste vitamine sono infatti sintomi generali quali affaticamento, svogliatezza, sbalzi d’umore e disturbi gastrointestinali.
C’è chi consiglia, di assumere integratori di vitamine B nei periodi di maggiore necessità, che essendo per fortuna idrosolubili come la C hanno il vantaggio di non accumularsi nell’organismo ma di essere eliminati con le urine.

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Il pesce fa bene, ma non per il fosforo

“Mangia il pesce che ha il fosforo e ti fa bene alla memoria” dicevano le mamme: ecco un vecchio luogo comune che incredibilmente ancora resiste. Il fosforo, minerale presente in tutti gli alimenti di origine animale, fa parte dei fosfolipidi, costituenti delle membrane delle cellule nervose, ma non ha certo un’azione sulla memoria. Inoltre la nostra alimentazione ne è già ricca sia per l’abituale consumo di alimenti proteici, sia per il quantitativo di fosforo utilizzato in agricoltura e che migra nei vegetali.
Le nostre mamme non sapevano che mangiare pesce faceva comunque bene alla memoria ma per un’altra ragione. Mentre una dieta con troppi grassi e colesterolo fa male al cervello, una dieta che abbondi degli acidi grassi del pesce, i cosiddetti Omega 3 di cui tanto si parla, è invece estremamente benefica anche per la memoria, secondo i ricercatori. In particolare, questa azione sarebbe dovuta a un componente degli Omega 3: l’acido docosaesaenoico, detto anche DHA, con una forte azione antinfiammatoria e antiossidante. Il DHA si trova in alte concentrazioni nel cervello ed è indispensabile per le nostre funzioni cognitive.
Tra i minerali utili a chi studia troviamo il selenio e lo zinco, anche questi per le loro capacità antiossidanti e di difesa immunitaria, nonché il magnesio, regolatore dell’umore e ansiolitico, utile in particolare a chi non riesce a concentrarsi o a studiare per colpa dell’ansia e della paura dell’esame. Attenzione alle carenze di ferro, abbastanza frequenti nelle adolescenti: l’anemia, ha tra i suoi sintomi principali proprio la difficoltà a concentrarsi e una scarsa resistenza alla fatica mentale.
Ma ci sono anche altre sostanze presenti nei cibi che sembrano svolgere un’azione diretta sul cervello: la lecitina – e la colina dalla quale deriva – e l’inositolo hanno uno stimolo eccitatorio sulla mente aumentando il numero di neurotrasmettitori. Sono tutti composti chiamati vitamino-simili: la colina serve alla formazione di importanti costituenti delle membrane cellulari (lecitine e sfingomieline) e la sua integrazione viene utilizzata nella cura di svariati disturbi neurologici. Anche l’inositolo è presente nelle membrane cellulari ed è usato in certe patologie per aumentare la velocità della risposta nervosa.

Il menu dello studente

Ma come deve essere la giornata alimentare ideale dello studente, specie se bambino o adolescente, valida anche nei giorni delle prove di esame? Il consiglio più importante è quello di iniziare la giornata con una buona prima colazione. È provato che chi la fa ha delle migliori prestazioni intellettuali rispetto a chi la salta. Inoltre consente di arrivare non troppo affamati o deboli all’ora di pranzo, e quindi di evitare pasti abbondanti con la conseguente sonnolenza pomeridiana. La prima colazione deve essere completa: frutta, latte o yogurt con cereali (muesli con fiocchi di avena) oppure pane (meglio se integrale) e miele o marmellata. Ma anche una porzione di proteine a rotazione: un uovo (magari sbattuto o alla coque), due fette di prosciutto, un pezzetto di formaggio.
Riguardo ai due pasti principali, per avere un’alimentazione equilibrata uno dovrà essere basato più sui carboidrati e l’altro più sulle proteine. Ad esempio, un piatto di pastasciutta al pomodoro fresco con una bella insalata mista e colorata a pranzo; un primo leggero (come una crema di verdure), un secondo a base di pesce, carne bianca o un uovo con contorno a cena. Oppure viceversa, con proteine a pranzo per rimanere più tonici nel pomeriggio e sfruttare l’effetto rilassante (e saziante se si arriva affamati) dei carboidrati alla sera.
Come al solito gli spuntini ideali sono a base di frutta preparata nel modo che il giovane preferisce (al naturale, frullata, macedonia) ma anche a base di pane o yogurt. L’importante però, è che il momento della merenda sia per il bambino una pausa piacevole con qualcosa di buono: via libera quindi a gelati alla frutta o ai frappè al cacao in polvere. Oppure – ma non troppo spesso, una tazza di cioccolata, che per il suo effetto eccitante è un po’ il caffè dei giovanissimi: meglio “somministrarla” nel primo pomeriggio, per non disturbare il sonno. Infatti, se non si dorme bene, non si studia neanche bene.

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Nutrienti per la memoria

Vitamina A. Albicocche, anguria, asparagi, broccoli, carote, cachi, cavolo, indivia, lattuga, melone, peperoni rossi, pomodori, spinaci, zucca.
Vitamina C. Agrumi, broccoli, cavoli, fragole, kiwi, lamponi, mango, papaia, peperoni, pomodori, ribes nero, spinaci.
Vitamina E. Oli vegetali (girasole, mais, oliva), avocado, mandorle, noci, nocciole, pistacchi.
Vitamine gruppo B. Fonti vegetali: cereali integrali, semi oleosi, frutta secca, legumi (soia in particolare), ortaggi (cavoli, radicchio, asparagi, spinaci). Fonti animali: fegato. La B12, quasi assente nel mondo vegetale, si trova anche in pesce, uova e latticini.
Omega 3 e DHA. Sono presenti in tutti i pesci, in particolare in quelli grassi (non di allevamento) come salmone, tonno, aringhe, sardine, sgombri.
Selenio. Fonti vegetali: aglio, broccoli, cavolo, cetrioli, cereali (specie se integrali), cipolle, funghi, sedano. Fonti animali: carne (agnello, anatra, maiale, pollo), formaggi stagionati, pesce (crostacei, frutti di mare, sardine, tonno), tuorlo d’uovo.
Zinco. Fonti vegetali: tutti i cereali e i legumi, frutta oleosa. Tra gli ortaggi: carote, cavolo verde, sedano, spinaci. Fonti animali: carne e pesce in generale (acciughe, polipo, seppie, ostriche).
Ferro. Fonti vegetali: Legumi, pomodori essiccati, radicchio verde, rucola, tarassaco, spinaci, foglie di rapa, germe di frumento, muesli, fiocchi d’avena, semi oleosi e frutta secca. Fonti animali: Fegato, carne in generale, pesce (ostrica, cozza, mormora, scorfano, pagello).
Magnesio. Fonti vegetali: Cereali integrali, legumi, semi oleosi, bieta, spinaci, carciofi, zucchine, banane. Fonti animali: Formaggi stagionati (grana, pecorino), pollo, tacchino, bresaola, uova.
Colina. Verdure (in particolare lattuga e cavolfiore); come lecitina si trova nel tuorlo d’uovo (ricco inoltre di fosfatidilserina, utile per la memoria), cereali e legumi (soia).
Inositolo. Agrumi, cereali integrali, noci, semi oleosi e legumi.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Il cioccolato fa ingrassare? No, fa dimagrire!

MEDICINA ONLINE CIOCCOLATO DOLCIDopo il cioccolato che non ingrassa e le recenti scoperte sulle qualità protettive del cioccolato nei confronti di cuore e vasi sanguigni, ancora buone notizie per chi ama particolarmente il cioccolato, secondo gli studi di alcuni ricercatori pubblicati negli Archives of Internal Medicine, questo, se mangiato occasionalmente, aiuterebbe a dimagrire.

Le qualità del cioccolato
Una barretta di cioccolato ogni tanto non solo fa perdere peso, ma grazie alle sue proprietà antiossidanti, garantisce benefici per la salute, abbassando il colesterolo e la pressione. Gli esperti ritengono che, anche se contiene diverse calorie, il cioccolato è ricco di epicatechina, che aiuta a bruciare le calorie e a migliorare la massa muscolare: insomma ci rende più magri e più tonici, ovviamente se inserito in una dieta corretta. I ricercatori guidati da Beatrice Golomb, dell’University of California di San Diego, affermano inoltre che il cioccolato sia collegato ad un più basso Indice di Massa Corporeo.

Quanto cioccolato al giorno?
Ma qual’è effettivamente la quantità giusta da assumere? Come per ogni alimenti, il consiglio generale è quello di non eccedere, gli studi però hanno dimostrato che non è la quantità, ma quanto spesso si mangia il cioccolato a determinare l’effetto sul proprio fisico. Quindi, il consiglio è quello di mangiarne un pezzetto ogni giorno (30 grammi di cioccolato fondente di alta qualità vanno bene) , in questo modo il corpo ne beneficerà a lungo termine.

Quale tipo di cioccolato?
Se state già partendo per il supermercato per fare incetta di barrette e dolci al cioccolato però, fermatevi! Bisogna infatti fare una fondamentale distinzione tra vari tipi di cioccolato. Andrea Ghiselli, ricercatore dell’INRAN (Istituto nazionale Ricerca Alimenti e Nutrizione) di Roma, ha sottolineato: “Molti studi sul cioccolato sono condotti con cioccolato speciale, ricco di catechine e povero di grassi (esattamente il contrario di ciò che si trova in commercio): le catechine appartengono alla famiglia dei polifenoli, responsabili di effetti positivi sulla pressione sanguigna e sul metabolismo degli zuccheri, oltre che sui livelli di colesterolo ematico. Peccato che il cioccolato commercializzato sia differente e che per avere la stessa quantità di sostanze benefiche occorra normalmente assumere anche chili di grassi saturi“. Il cioccolato, per fare davvero bene, dovrà quindi essere “vero cioccolato”, puro e non avere nulla a che fare con i prodotti che si trovano al supermercato, molto grassi e poco salutari. Va anche sottolineato come risulti sbagliato pensare che un alimento possa avere poteri magici in grado di farci dimagrire. Al contrario è fondamentale riflettere sul modo in cui un alimento si inserisce nella nostra dieta giornaliera. Ci sono poi ovviamente anche casi limite, come quello di Peter Ajello, italo-americano che vive in Florida, che ha perso 90 chili con la dieta del cioccolato!

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Gli integratori per allenare il tuo cervello e sviluppare una memoria prodigiosa

MEDICINA ONLINE CERVELLO INTELLIGENZA IDEA STUDIOEcco a voi una lista di integratori utili per “alimentare” il vostro cervello durante i periodi di stress o quando è richiesto uno sforzo cerebrale maggiore, come durante gli esami all’università visto che la sessione estiva è ormai alle porte. Ma ricordate sempre che il vero segreto per tenere in forma il vostro cervello è: non fumare, mangiare bene, fare attività fisica e soprattutto… studiare con costanza!

Vitamine

  • Vitamina B1 (tiamina) È fondamentale per la salute del cervello. E presente nelle reazioni chimiche che permettono il rilascio dell’acetilcolina (vedi “colina”) nel cervello.
  • Vitamina B2 (riboflavina) È antiossidante, utile nella prevenzione dell’invecchiamento cerebrale.
  • Vitamina B3 (niacina) Se carente, provoca una diminuzione della memoria.
  • Vitamina B5 (acido pantotenico): È antiossidante, Permette all’organismo di utilizzare la colina.
  • Vitamina B6 (piridoxina) È antiossidante. Permette la conversione degli aminoacidi in neurotrasmettitori del cervello (vedi “fenilalanina” e “tirosina”).
  • Vitamina B12 (cobalamina) È un coenzima fondamentale per il cervello e i tessuti nervosi, indispensabile per i vasi cerebrali. Aumenta l’azione della vitamina C e di alcuni aminoacidi.
  • Vitamina C (acido ascorbico) È uno degli antiossidanti più efficaci. E’ un precursore per la produzione di alcuni neurotrasmettitori come la serotonina e la norepinefrina.
  • Acido folico (vitamina B9) È concentrato nel cervello e nei fluidi spinali ed è essenziale per il funzionamento del cervello stesso. È anche indispensabile per la produzione di metionina.
  • Vitamina E (tocoferolo) È un potente antiossidante dei grassi (il cervello è composto per circa il 60% proprio di questi menti) e quindi previene e rallenta l’invecchiamento del cervello dovuto a ossidazione.

Leggi anche: Come funziona la nostra memoria e come facciamo per aumentarla: guida per prendere trenta e lode agli esami universitari

Inositolo 
Si trova in grande concentrazione nelle cellule cerebrali. È utile in caso di ansia e per migliorare la concentrazione.

Cisteina
È indicata soprattutto per la protezione delle membrane delle cellule del cervello dai danni dei radicali liberi, e quindi dall’invecchiamento cerebrale. Protegge anche dai danni causati dal fumo e dall’alcol.

Colina 
Un supplemento di colina (o lecitina) nell’alimentazione può migliorare le funzioni della memoria. Essa è alla base dell’acetilcolina, il neurotrasmettitore responsabile del controllo del pensiero e della memoria.

Fenilalanina e tirosina 
Il cervello utilizza questi due aminoacidi, la fenilalanina e la tirosina, per produrre la norepinefrina, un neurotrasmettitore che gioca un ruolo importante nelle funzioni cerebrali: sembra che controlli la memoria a lungo termine e, se scarsa, potrebbe provocare una diminuzione dei riflessi mentali e depressione. Per utilizzare questi aminoacidi, l’organismo necessito di vitamina C e B6.

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Metianina 
Questo aminoacido protegge il cervello dai danni provocati dalle sostanze tossiche come il mercurio e il piombo.

Cromo 
È un minerale utile per metabolizzare i carboidrati e produrre energia necessaria per l’intero organismo, anche per il cervello.

Germanio
È un minerale utile per ossigenare le cellule di tutto l’organismo, cervello compreso.

Magnesio
È un minerale utile per migliorare l’umore e la concentrazione.

Manganese 
È un minerale utile per produrre un enzima antiossidante (superossido dismutasi) efficace per combattere l’invecchiamento cerebrale precoce. Può essere assunto anche come oligoelemento (una fialetta al giorno, la mattina a digiuno, per un mese o due).

Potassio 
È un minerale utile per la trasmissione degli impulsi elettrici, molto attivo nei tessuti del cervello e nel sistema nervoso. Può essere assunto anche come oligoelemento (una fialetta al giorno, la mattina a digiuno, per un mese o due).

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Zinco 
È un minerale utile per produrre un enzima antiossidante (superossido dismutasi) particolarmente efficace per combattere l’eccesso di radicali liberi, causa di invecchiamento precoce. Inoltre, protegge dagli accumuli di piombo, tossico per il cervello. Può essere assunto anche come oligoelemento (una fialetta al giorno, la mattina a digiuno, per un mese o due).

Ginkgo Biloba 
Particolarmente conosciuta per la sua attività sulla circolazione venosa, arteriosa e capillare, la pianta è ampiamente utilizzata come fluidificante del sangue, perché ne diminuisce la viscosità, con benefici effetti, sull’irrorazione sanguigna dei tessuti cerebrali. Infatti, per la capacità di favorire una corretta distribuzione di ossigeno e glucosio al cervello, incrementa l’acuità mentale, la concentrazione, la memoria a breve termine, e l’abilità cognitiva. Numerose ricerche hanno anche dimostrato che l’uso del ginkgo contrasta i fenomeni di aterosclerosi negli anziani e rallenta la progressione del morbo di Alzheimer. Le sue foglie contengono terpeni, (ginkgolide B) che migliorano l’irrorazione dei tessuti; mentre i polifenoli e i flavonoidi (ginketolo, isiginketolo, bilabetolo, ginkolide) agiscono sulle membrane cellulari, stabilizzandole e contrastano la formazione di radicali liberi.

Lecitina di soia 
La fosfatidilserina migliora la memoria e la capacità cognitiva. Apporta colina (o Vitamina J), una sostanza organica essenziale per la funzionalità nervosa che migliora l’efficienza intellettuale e le capacità mnemoniche. La deficenza di colina può portare a problemi neurologici come per esempio il morbo di Alzheimer e ad un aumento della pressione arteriosa sistemica. L’utilizzo di lecitina è consigliato anche in caso di affaticamento mentale e in fase di preparazione di esami.

Omega 3
Gli omega 3 sono acidi grassi essenziali indispensabili per migliorare la risposta dei neurotrasmettitori delle cellule cerebrali, e di altri messaggeri. Queste sostanze risultano utili per favorire la funzionalità del sistema nervoso centrale, in quanto aiutano il processo di riparazione, quando le cellule sono danneggiate e sono perciò indicate in presenza di scarsa concentrazione, in caso di affaticamento eccessivo, scarsa lucidità, cattiva qualità del sonno e problemi di memoria.

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Glutammina
La Glutammina è l’aminoacido più abbondante presente nel corpo umano. Penetra agevolmente la barriera ematoencefalica entrando rapidamente nel cervello. Una volta all’interno del cervello, viene convertita in Glutammato, il più importante neurotrasmettitore eccitatorio del SNC. La Glutammina ed i suoi metaboliti giocano un ruolo di supporto in molti aspetti fisiologici della regolazione mentale. E’ dimostrato che migliorano il tono dell’umore, la performance mentale e la concentrazione.

Caffeina
Può essere indicato anche assumere caffeina, presente in caffè, cioccolato e nelle bevande energetiche, ma ricordando che il consumo eccessivo comporta nervosismo e irrequietudine. Un altro alleato è il glucosio, il carburante preferito del cervello: può incrementare, anche se a breve termine, le abilità mentali. Va però assunto con moderazione dato che il consumo eccessivo può avere ripercussioni su mente e corpo.

Ginseng
E’ forse il mio integratore preferito insieme al guaranà. La radice di questa pianta ha proprietà adattogene, cioè è in grado di incrementare la resistenza dell’organismo allo stress psicofisico, che si verifica nei cambi di stagione in particolar modo, o durante il verificarsi di situazioni che mettono a dura prova il nostro organismo e la nostra psiche come il cambio del posto di lavoro o un periodo di intensa attività. Inoltre ha proprietà ipocolesterolemizzanti e ipoglicemizzanti. Con un’assunzione costante vedrai migliorare il tuo stato di vigilanza e benessere psicofisico generale. Un recente studio ha anche dimostrato che l’assunzione di ginseng determina un netto miglioramento della capacità di calcolo e deduzione logica, aumento dell’attenzione, del tempo di reazione e un prolungamento della sensazione di benessere, alleviando così il senso di stanchezza. Tieni presente, però, che è meglio evitarne l’uso se soffri di nervosismo, e in gravidanza. Un suo abuso può provocare mal di testa, ipertensione e insonnia, pertanto è consigliato per un periodo breve di circa un mese.

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Guaranà
Oltre al ginseng avrai sentito spesso parlare anche del Guaranà per le stesse proprietà contro stanchezza e astenia psicofisica, ma tieni presente che l’estratto secco di Guaranà contiene tra i suoi principi attivi la guaranina, una sostanza simile alla caffeina, pertanto non deve ma essere assunto da chi soffre di tachicardia e insonnia, ipertiroidismo oltre che in caso di gravidanza. Il suo utilizzo deve essere breve e solo in caso di necessità. Solitamente viene utilizzato prima di un esame scolastico per stimolare l’attenzione e la concentrazione e aumentare la capacità di apprendimento, e per un ciclo di 15 giorni al massimo. Se invece stai seguendo una dieta il guaranà potrebbe aiutarti a smaltire i grassi accumulati e favorire la perdita di peso aumentando la resistenza agli stimoli della fame. L’assunzione deve essere di una compressa al mattino e non superare il mese di assunzione.

Ed infine un “in bocca al lupo” a tutti gli studenti dell’ultimo anno di liceo e a tutti gli studenti universitari!

Prodotti ottimi per contrastare la stanchezza e migliorare memoria e concentrazione, sono:

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Il cioccolato fondente combatte aterosclerosi, infarto del miocardio ed ictus cerebrale

MEDICINA ONLINE CIOCCOLATO DOLCIIn questo articolo abbiamo parlato di un nuovo tipo di cioccolato che “non ingrassa”, ma le buone notizie non finiscono per chi ama il cioccolato (e chi non lo ama?): un quadratino al giorno aiuta a mantenere in salute sia vasi sanguigni che cuore. «Recenti studi scientifici hanno evidenziato che il cacao ha effetti benefici sull’aterosclerosi, cioè la formazione di placche di grasso all’interno delle pareti arteriose che, causando la chiusura progressiva delle arterie e quindi la riduzione del flusso di sangue, può portare all’infarto cardiaco e all’ictus cerebrale» conferma il professor Flavio Doni, responsabile dell’unità operativa di cardiologia del Policlinico San Pietro di Ponte San Pietro.

Continua la lettura con https://www.bergamonews.it/2013/03/05/cioccolato-fa-beneal-cuore-ma-devesseread-alta-presenza-di-cacao/171716/

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Carne creata in vitro con cellule staminali di mucca: la mangeranno anche i vegetariani?

DOTT. EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO MEDICINA ONLINE LABORATORIO RICERCA OSPEDALE SCIENZA SCIENZIATO MICROSCOPIO VETRINO FARMACI CHIMICA TEST ESPERIMENTO ANALISI CLINICHE BIOLOGIA MICROBIOLOGIA VIRUS LABORATORYUn hamburger creato a partire da cellule staminali bovine sarà presto servito nei ristoranti di Londra: è il risultato di anni di ricerche dirette dal Dott. Mark Post in Olanda, che spera così di mostrare al mondo che la “carne in vitro” può divenire a breve una fonte di nutrimento.
Una “carne in vitro”, per definizione, è una carne artificiale. Nella fattispecie questo hamburger è stato concepito utilizzando cellule del collo di una mucca grazie a tecniche sviluppate per la creazione di organi. Le cellule staminali hanno la capacità di trasformarsi in una moltitudine di altre cellule, comprese quelle muscolari necessarie alla carne di hamburger.

Niente grasso

L’équipe del Dott. Post ha utilizzato alcune decine di miliardi di cellule muscolari per creare 20.000 fibre di tessuti muscolari molto fini. Per cui questo hamburger in vitro non è composto di nessuna materia grassa, assicura il Dott. Post al quotidiano New York Times, precisando che il gusto è ragionevolmente buono.
Lo scienziato stima che il costo della carne in vitro dovrebbe in futuro considerevolmente abbassarsi. Ma precisa che ci sono ostacoli maggiori che dovranno essere risolti dagli scienziati prima che cominci la produzione in massa.

Ostacoli

L’ostacolo principale a cui la comunità scientifica deve far fronte non è tanto scientifico ma culturale: non solo dovrà convincere la società che la carne coltivata in un laboratorio non presenta alcun pericolo, ma dovrà anche persuaderla a cambiare alcune abitudini alimentari, una difficoltà non di poco conto.
Un primo passo per smettere l’allevamento intensivo, che porta anche a danni ecologici ambientali? Come si comporteranno i vegetariani e le persone che preferiscono non mangiare carne o pesce per scopi culturali e religiosi?

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Un farmaco al batterio ci curerà dall’obesità?

farmaco batterio obesità guarireBuone notizie per le persone con molti chili in eccesso. Un recente studio ha dimostrato come le persone obese abbiano un sistema batteriologico diverso rispetto al resto della popolazione. I batteri presenti nel loro intestino sono meno numerosi e di un genere differente rispetto a quelle delle persone “normali”.

Akkermansia Muciniphila

Il batterio “Akkermansia Muciniphila”, ad esempio, presente nell’intestino delle persone in una percentuale che va dal 3 al 5 per cento, diminuisce in maniera drastica tra gli obesi. Partendo da questo presupposto, i ricercatori dell’università cattolica di Louvain, in Belgio, ha cercato di aumentare il numero di batteri “Akkermansia Muciniphila” nell’intestino di alcune “cavie” per capire se questo puo’ aiutare loro a dimagrire. Il risultato è stato pubblicato nella rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” e nel test condotto nei topi ha dimostrato come questi abbiano perso perso.

La ricerca sui topi

I ricercatori hanno imposto un regime alimentare molto rigido alle cavie. Parliamo di una dieta ricca di grassi, finalizzata a far crescere in maniera rapida la colonia batterica. Poi i topi sono stati sottoposti ad un “nutrimento” a base di batteri i quali hanno fatto dimagrire le cavie della metà rispetto al loro peso precedente. Inoltre il loro tasso di resistenza all’insulina era diminuito. Il tasso di resistenza è uno dei parametri usati per identificare i casi di diabete. I batteri funzionano come un cemento utile per addensare le barriere mucose all’interno dell’intestino con l’effetto di arrestare il corso di sostanze tra intestino e sangue.

Diventerà un farmaco?

Il professor Patrice Cani ha spiegato che è la prima volta che viene dimostrato un legame tra flora batterica e metabolismo. Per i ricercatori inoltre tale scoperta conferma che solo un tipo di batteri su tutti quelli presenti nel nostro intestino regola il metabolismo. Ora bisogna capire se l’arricchimento di “Akkermansia Muciniphila” possa essere funzionale anche per gli esseri umani. Secondo Patrice Cani in un futuro prossimo si potrebbe arrivare ad un farmaco che aumenti la flora di questo specifico batterio. Colin Hill, microbiologo all’università di Cork è ancora più pragmatico e paradossale: “Penso che si potrà mangiare torte e dolciumi tutti i giorni contando sui batteri che annulleranno gli accumuli di grasso”.

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Il sogno di molti si avvera: arriva la cioccolata che non ingrassa

MEDICINA ONLINE DIETA PERDERE PESO CIBO ALIMENTAZIONI CIOCCOLATO DOLCI GRASSI CALORIEUn cioccolato speciale che ha la metà dei grassi del cioccolato tradizionale e che fa bene come la frutta. Un sogno per golosi? Nient’affatto: è la nuova ricetta presentata da Stefan A.F. Bon, dell’Università di Warwick, durante il 245esimo incontro nazionale dell’American Chemical Society.

Il nuovo cioccolato ha la metà dei grassi e contiene succo di frutta e vitamina C, grazie a una formulazione chimica in grado di ridurre le calorie e aumentare i benefici attraverso la presenza della frutta. La nuova ricetta è applicabile a tutti i tipi di cioccolato – fondente, bianco e al latte – e permette anche di ottenere diverse varietà: alla mela, all’arancia, al mirtillo.

La tecnica – denominata pickering nel gergo specifico – sostituisce al grasso tradizionale microgocce di frutta o cola dietetica, riducendo sensibilmente anche gli zuccheri totali, e promette di garantire un cioccolato denso e tanto vellutato da sciogliersi in bocca. A detta di Bon il pickering, infatti, consentirebbe di preservare “tutte le cose che rendono il cioccolato ‘cioccolatoso’. Il nostro studio – prosegue – è solo il punto di partenza per un sano cioccolato, abbiamo stabilito la chimica alla base di questa nuova tecnica, ma ora speriamo che l’industria alimentare userà il nostro metodo per fare gustose barrette a basso contenuto di grassi”.

Già in passato molti studi hanno elogiato le proprietà benefiche del cacao. Ne sono da tempo note le qualità antiossidanti – garantite dai flavonoidi, presenti in massimo grado nel cioccolato fondente – e nel 2011 una ricerca presentata al Congresso Europeo di Cardiologia ha evidenziato come consumare cacao porti un abbassamento della pressione sanguigna con relativa riduzione di rischio di malattie cardiovascolari. Uno studio ancor più recente condotto dall’Università della California ha poi svelato che che, se assunto con regolarità, non solo migliorerebbe colesterolo e regolazione dell’insulina, ma ridurrebbe anche la massa corporea.

E se già questo ci faceva sentire legittimati nella nostra voglia di cioccolato, non possiamo che aspettare quello made in Warwick. Come dire: golosi di tutto il mondo unitevi! La scienza sembra essere dalla vostra.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Gelato si o no? Calorie e benefici del gelato

MEDICINA ONLINE GELATI DOLCI CALORIE GRASSO DIETAOggi mi sento ottimista e vi rispondo: gelato si, ovviamente con moderazione e possibilmente alla frutta. E poi vi dico una cosa insospettabile: il gelato non fa poi così male, anzi si rivela un alimento in grado di apportare parecchi benefici al nostro organismo, a partire da tutti i nutrienti fondamentali che fornisce: calcio e vitamina B. Forse stentiamo a crederci, ma va bene anche nell’ambito di una dieta ipocalorica. Se scegliamo i gusti alla frutta, non dobbiamo temere per le calorie, a patto di non esagerare con le porzioni. In sostanza, il gelato può diventare proprio ciò che ci serve per appagare gusto e benessere nel momento in cui sta per arrivare la bella stagione che è  il test più importante per la nostra linea. Vediamo nello specifico pregi e virtù del gelato.

Oltre ad essere nutriente, si può considerare un cibo ad indice glicemico basso. Questo vuol dire che consente di evitare i picchi dell’insulina e ci fa sentire sazi più a lungo. Per ciò che riguarda le calorie, siamo su circa 120 kcal su 100 grammi per quelli alla frutta e su 230 kcal per 100 grammi per i gusti alla crema. In entrambi i casi comunque non mancano gli apporti a favore della salute. La frutta mette a disposizione antiossidanti, la crema proteine del latte o delle uova; non mancano sali minerali, grassi facilmente digeribili e fosforo utile per i muscoli. Il gelato è ottimo anche per chi fa sport. Contiene acqua in abbondanza per reintegrare le perdite dovute al sudore che si produce durante l’esercizio fisico. Il lattosio e il saccarosio inoltre si rivelano importanti per il metabolismo dei globuli rossi e per il tessuto nervoso.

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Alcuni gusti in particolare, come la nocciola e il pistacchio, sono ricchi di omega 3 e di omega 6, che contribuiscono a combattere gli effetti dell’invecchiamento cellulare. Da non dimenticare che il gelato fa bene anche all’umore. Lo hanno dimostrato differenti studi scientifici sull’argomento, come quello condotto dagli esperti dell’Institute of Psychiatry di Londra: mangiando il gelato, si innesca nel cervello un meccanismo di ricompensa molto simile a quello che si ottiene nel momento in cui ci si dedica all’ascolto della propria musica preferita. Ciascuno trova una motivazione psicologica che dà soddisfazione: ritorno nostalgico all’infanzia, aiuto nelle crisi sentimentali, consolazione dopo una giornata faticosa. Ogni gusto ha proprietà particolari: caffè e tiramisù per ricaricarsi, amarena e pistacchio per rilassarsi, cioccolato per contrastare i momenti di tristezza. D’altronde non dobbiamo sottovalutare il fatto che gli zuccheri facilmente assorbibili riescono ad attivare la corteccia orbito – frontale, un’area cerebrale inserita in quello che viene definito il circuito del piacere.

Una ricerca dell’Università di Amsterdam ha messo in evidenza che mangiare un delizioso gelato influisce sulle espressioni del viso, che diventano improntate ad una sensazione di gioia. Il discorso sembra valere soprattutto per gli italiani, che possono contare su una tradizione legata al gelato affermata. Insomma il gelato ha tante qualità, influisce positivamente sull’umore, ci fornisce utili elementi nutritivi e va bene anche inserito in una dieta ipocalorica, basta sempre il buon senso e seguire i consigli del vostro medico di fiducia!

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