Siti a luci rosse: meno traffico durante feste e partite di calcio

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PENE SESSO UOMO SCROTO TESTICOLI DISFUNSIONE ERETTILE IMPOTENZAI dati che arrivano dal portale PornHub rivelano interessanti aspetti dei comportamenti sociali degli internauti a luci rosse: lo scorso primo luglio allo stadio Olimpico di Kiev mentre si giocava la finale degli Europei tra Spagna e Italia è avvenuto un crollo del traffico online dei siti a luci rosse addirittura del 40% nel nostro Paese e del 35% in quello dei nostri avversari. Anche a Natale succede qualcosa di simile: i click sui siti porno lo scorso anno, sono scesi del 16% la notte della vigilia e  addirittura del 25% il giorno di Natale. E il trend è confermato anche a Capodanno, con un crollo del 50% il 31 dicembre e del 31% il primo giorno dell’anno nuovo.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Sempre meno sesso: colpa di crisi economica, incertezze e social network

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO COPPIA AMORE SESSO RAPPORTO INNAMORATIUno studio svolto dal NatCen Social Research e dai ricercatori dell’University College di Londra ha messo a confronto le abitudini della popolazione sessualmente più attiva (tra 16 e 44 anni) oggi e negli anni novanta: si è scoperto così che la media dei rapporti mensili delle coppie eterosessuali era vent’anni fa di di circa sette, mentre oggi non va sopra i quattro. Le cause? Secondo lo studio sarebbero crisi economica, assenza di certezze per il futuro e sempre maggiore presenza dei social network nella vita quotidiana.

Il Dr Cath Mercer, dell’University College di Londra, ha affermato: “Le persone sono preoccupate per i loro posti di lavoro, preoccupate per i soldi e non sono in vena di sesso. Non solo, però, se si pensa che generalmente le coppie prima di addormentarsi invece che dedicarsi a coccole e carezze finisco sotto alle coperte con il tablet e lo smartphone in mano per dare un’ultima sbirciata a Twitter e Facebook o per rispondere alle e-mail.”

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Col freddo diminuisce il desiderio sessuale? Non è vero

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO NEVE FREDDO COPPIA SESSO AMOREBasta con l’adagio che lega indissolubilmente malinconia e freddo invernale: viceversa, quando le temperature scendono la libido degli uomini sale, parola di una pubblicazione comparsa su The Psychology of Human Sexuality. L’aspetto interessante è che il motivo, a quanto pare, dipende dal fatto che tra dicembre e febbraio le donne ci appaiono più sensuali di quel che sembrano in estate. L’indagine è durata un anno e ha coinvolto 114 uomini. Ogni trimestre i volontari dovevano recarsi presso l’ufficio dei ricercatori, che mostravano loro due gruppi differenti di fotografie: nel primo erano ritratti volti di donne, nel secondo corpi femminili con indosso costumi da bagno. Ogni tre mesi sempre i medesimi scatti.

Il risultato è stato rivelatore: di fronte alle foto con i volti, il livello di eccitazione non cambiava in modo significativo nel corso dei 12 mesi. Al contrario, le immagini più rivelatrici facevano sì che il trimestre dicembre/febbraio risultasse molto più caldo di quello che va da giugno ad agosto. Le stesse donne, nelle stesse immagini, producevano dunque una reazione differente a seconda del periodo dell’anno. I ricercatori hanno poi approfittato di un’utile coincidenza: hanno cioè chiesto agli uomini con una relazione stabile se riscontrassero la medesima fluttuazione del desiderio con le loro partner. Risposta: sì, perché sembravano loro più sexy quando faceva freddo.

Come mai succede tutto questo? Lo studio non lo dice: lo scopo era raccogliere dati, non formulare ipotesi. Intorno alla pubblicazione hanno però battagliato due teorie diverse: da un lato c’è chi ipotizza che il livello degli ormoni degli uomini cambi insieme al mutare delle stagioni e che durante l’inverno sia più alto rispetto al resto dell’anno. Dall’altro lato c’è chi sostiene una tesi meno fisiologica e più psicologica: tutto dipenderebbe dal fatto che in estate è più semplice vedere corpi molto scoperti, e dunque il grado di suggestione necessario a stimolare l’eccitazione sarebbe maggiore rispetto a quando le donne sono imbacuccate dalla testa ai piedi.

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Uomo nel DNA, donna all’esterno: la Sindrome da insensibilità agli androgeni (Sindrome di Morris)

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA BELLA OCCHI VERDI TRUCCO COSMETICA CAPELLI BELLEZZA ESTETICA GIOCO DI SGUARDILa Sindrome da insensibilità agli androgeni, in inglese androgen insensitivity syndrome, anche conosciuta col nome di Sindrome di Morris o Femminilizzazione testicolare, è una patologia appartenente ai “Disordini della Differenziazione Sessuale” (DSD): i soggetti affetti sono persone con corredo cromosomico 46,XY (a cui corrisponde un fenotipo maschile) sviluppano caratteri sessuali femminili. Per farvi capire meglio: il soggetto ha “cromosomi da uomo” tuttavia esternamente appare una donna a tutti gli effetti. E’ una malattia rara, l’incidenza è stimata tra 1/20.000 e 1.99.000 maschi nati vivi; essendo rara consente l’esenzione dal ticket. Le persone affette da questa sindrome sono dal punto di vista anatomico, psicologico e legale delle donne.

CAUSE

L’insensibilità dei tessuti agli androgeni è causata da un allele recessivo che si trova nel cromosoma X (X-linked): è pertanto la madre che trasmette tale condizione alla prole.

Leggi anche: La vagina è uguale in tutte le donne?

TRASMISSIONE AI FIGLI

Una madre portatrice di un gene difettoso ha una possibilità su due che suo figlio XY sia affetto da AIS e una possibilità su due che una figlia XX sia lei stessa portatrice di un gene difettoso. Le donne XX possono sottoporsi a test specifici per verificare se sono portatrici. Alle famiglie affette deve essere offerta la consulenza genetica per informarle sul rischio di ricorrenza e per identificare eventuali portatrici nella famiglia. È consigliata di rado la diagnosi prenatale.

FISIOPATOLOGIA

Nei soggetti affetti da questa sindrome vi è un’insensibilità dei tessuti bersaglio fetali all’azione degli ormoni androgeni. La conseguenza è: sviluppo di gonadi maschili ritenute in addome, sviluppo caratteri sessuali femminili secondari (mammelle, ma non utero né ovaie), ipoplasia vaginale.

L’insensibilità agli androgeni può essere di vari gradi, da 1 (leggera) a 7 (totale o completa).

Se l’insensibilità agli androgeni è completa (grado 7) si parla di CAIS.

Se invece l’insensibilità è parziale (gradi da 1 a 6) si parla di PAIS.

Nel PAIS sono quindi comprese situazioni diverse: dal grado 1 in cui l’insensibilità è lieve e i genitali esterni sono maschili, al grado 6 in cui l’insensibilità è elevata e l’aspetto dei genitali è femminile, passando per varie forme (gradi 2, 3, 4 e 5) in cui c’è una presenza di caratteri sia maschili sia femminili.

Nella forma completa (CAIS) così come in quella parziale (PAIS) non ci sono ovaie, né utero, né tube di Falloppio; la vagina è a fondo cieco e talvolta è corta o quasi inesistente. Alla pubertà avviene lo sviluppo femminile del corpo, però non compaiono le mestruazioni e non è possibile la gravidanza. Alcune ragazze con AIS possono avere una certa quantità di peluria (AIS grado 6), ma normalmente essa è assente (Grado 7) perché la sua crescita dipende dagli androgeni. I capezzoli sono poco sviluppati e di colore chiaro. Può essere necessario ampliare la vagina per permettere i rapporti sessuali.

SINTOMI

I sintomi e segni includono:

  • Amenorrea primaria.
  • Assenza di peli pubici.
  • Individui longilinei, bacino stretto, riduzione dei peli pubici e ascellari.
  • Capezzoli di colore più chiaro.
  • Sterilità.
  • Soggetti psicologicamente e socialmente femminili.
  • Ernia inguinale, rigonfiamenti e dolore in addome a causa dei testicoli ritenuti nel canale inguinale.

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DIAGNOSI

La diagnosi si effettua tramite esame obiettivo della vagina fatto spesso in pubertà quando sorge il sospetto per via della mancata comparsa del menarca. Oltre alla clinica, sono importanti i dati di laboratorio. Il profilo ormonale caratteristico comprende l’aumento basale dell’ormone luteinizzante (LH) e dei livelli del testosterone negli adulti e dei livelli di testosterone nei neonati dopo stimolazione con gonadotropina corionica umana (HCG). I livelli sierici dell’ormone anti-Mülleriano (AMH) sono normali o aumentati. L’ecografia o la risonanza pelvica mostrano l’assenza delle strutture Mülleriane (utero, tube di Falloppio e porzione superiore della vagina), in conseguenza dell’azione dell’ormone anti-Mülleriano (AMH) testicolare. A causa della resistenza agli androgeni, sono assenti le strutture che derivano dai dotti di Wolff (dotti deferenti, epididimo, vescichette seminali). La diagnosi viene confermata dall’analisi genetica.

DIAGNOSI DIFFERENZIALE

La diagnosi differenziale si pone con il deficit di 17-beta-idrossisteroido deidrogenasi, l’ipoplasia delle cellule di Leydig, la disgenesia gonadica completa XY (sindrome di Swyer), il deficit di 5-alfa-reduttasi tipo 2 e le varianti dell’iperplasia congenita del surrene

TERAPIA E FOLLOW UP

La terapia ha come obbiettivo l’asportazione chirurgica delle gonadi ritenute in addome(gonadectomia), che può essere eseguita dopo la pubertà – quando la femminilizzazione è completa – o prima della pubertà, quando deve essere seguita una terapia estrogenica sostitutiva. L’asportazione dei testicoli elimina il rischio – seppur basso – di una degenerazione neoplastica.  Secondo alcuni colleghi il pericolo di degenerazione tumorale è talmente basso che si tende ad aspettare ad effettuare la gonadectomia o addirittura ad evitarla. La dilatazione della vagina può rendersi necessaria per evitare la dispareunia. Nei pazienti adulti è necessario misurare la densità minerale ossea ogni cinque anni. È necessario un sostegno psicologico. I pazienti adulti hanno una normale identità femminile, sono sterili e sono a rischio di osteoporosi, se la terapia sostitutiva ormonale è inadeguata. Il rischio di carcinoma in situ e di gonadoblastoma è inferiore al 5%.

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Il mio pene si sta accorciando: la sindrome della retrazione genitale

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PENE SESSO UOMO SCROTO TESTICOLI DISFUNSIONE ERETTILE IMPOTENZAEsiste una patologia che ti fa pensare che il tuo pene sia più piccolo di quello che realmente sia o che si stia accorciando nel tempo o addirittura stia rientrando nel tuo addome: si chiama Sindrome di Koro (Koro in malese significa “testa di tartaruga”) anche detta Sindrome di retrazione genitale (GRS). I pazienti affetti da tale malattia – che colpisce più gli uomini, ma non solo – vengono presi dal timore che i loro genitali (o il seno o i capezzoli, per le donne) siano più piccoli di come in realtà sono, e che si stiano riducendo e stiano rientrando all’interno del corpo fino a scomparire completamente. Tale timore genera una violenta reazione di ansia acuta. A livello fisiologico non c’è nessun danno reale, le “dimensioni” non sono davvero diminuite (né il pene sta rientrando nell’addome) e tutto funziona alla perfezione: rarissimi i casi al mondo di pazienti con Koro con contemporanea infertilità, il che fa pensare che non ci sia nessuna associazione tra le due patologie.

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Una percezione errata

Alcuni studi hanno dimostrato, attraverso il test proiettivo DAPT (Draw-a-penis Test) che i pazienti che soffrono di questa sindrome hanno una percezione del pene (specie del loro glande) significativamente inferiore a quella mostrata da un gruppo di controllo. In realtà il pene di questi soggetti rientrava assolutamente nella media, sebbene i pazienti Koro percepissero il loro pene di diminuite misure, sia nello stato eretto, sia nello stato di riposo. Il test è stato ripetuto due anni dopo ed ha mostrato gli stessi risultati: i pazienti hanno dimostrato una notevole costanza nel mantenere immutate le loro percezioni dismorfofobiche.

Epidemie in Cina

Questa sindrome è molto diffusa in Cina (specie nella Cina meridionale e nella bassa valle dello Yang-Tze), nel Sud-est asiatico, in particolare in Malesia e in Indonesia, India, Nepal e Thailandia, anche se colpisce prevalentemente uomini di etnia cinese (tanto è vero che viene citata anche nei manuali di medicina cinese tradizionale come “conglomerato freddo nel fegato” ed “esaurimento dello yang del rene”). In Cina vi sono state violente esplosioni epidemiche di questa sindrome: in particolare nel 1948, nel 1955, nel 1966 e nel 1974: ogni volta che c’è una tensione sociale o un disastro naturale si aveva il rischio di diffusione di questa paura. L’epidemia del 1984-1985 durò oltre un anno e colpì oltre 3.000 persone in 16 città e province. A seguito di una campagna per la salute mentale però, l’epidemia non si è più verificata in Cina, il che è sicuramente dovuto anche al miglioramento delle condizioni economiche delle persone e ad una migliore qualità della vita. Questa paura di progressiva retrazione e scomparsa del pene si è diffusa paradossalmente anche in alcune nazioni africane “generose” nelle dimensioni del pene (Sudan e Congo), generando talvolta una sorta di isteria di massa, che ha prodotto omicidi di persone che si pensava fossero possedute dagli spiriti, o fossero degli “untori”. Uno studio del 1992, basato su questionari autocompilati, ha mostrato che i pazienti di questa sindrome sono in genere giovani, single, poco istruiti, religiosi e timorosi delle forze soprannaturali.

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Sintomi della sindrome della retrazione genitale

Gli episodi della sindrome di Koro hanno un inizio improvviso, di intensa ansia, che può durare per diverse ore, fino a due giorni. Questi episodi possono essere cronici e ricorrenti. I sintomi riferiti sono:

  • percezione che la forma e il tono muscolare del pene stia cambiando (capezzoli e seno per le donne);
  • timore di sterilità e di perdere la potenza sessuale;
  • reazione d’ansia acuta caratterizzata da paura di impazzire, dalla certezza di essere posseduti da spiriti maligni;
  • sensazione di morte imminente;
  • paura del cambiamento di sesso o di diventare un eunuco;
  • paura dell’ostruzione delle vie urinarie;
  • paura che il pene scomparirà nell’addome (o il seno nel torace, o il capezzolo all’interno della mammella).

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Diagnosi della sindrome della retrazione genitale

Per diagnosticare questa sindrome, che non ricade in nessuna categoria diagnostica specifica, si potrebbero usare diverse categorie del DSM:  disturbo d’ansia, disturbo da attacchi di panico, depersonalizzazione, isteria, disturbo ossessivo-compulsivo o disturbo psicotico. Anche se il concetto è controverso, nella quarta versione nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (American Psychiatric Association, 1994) sono state introdotte le sindromi “legate alla cultura” (DSM -IV: Appendice I). Il manuale definisce il Koro come un termine, probabilmente di origine malese, che si riferisce a un episodio di improvvisa ed intensa ansia che il pene (o, nelle femmine, la vulva e i capezzoli) si ritirino dal corpo causando la morte.

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Diagnosi differenziale

E’ importante fare diagnosi differenziale con patologie che influiscono realmente con le dimensioni del pene come nella Malattia di Peyronie , dove la tunica albuginea sviluppa tessuto cicatriziale che impedisce la piena espansione di un’erezione e provoca la retrazione del pene flaccido. E’ necessario fare anche differenza con la Dismorfobia peniena (distorta percezione dell’organo genitale che, pur avendo dimensioni e forme appropriate, è visto dalla persona come troppo piccolo o troppo grande o troppo curvo: manca la componente “retrazione all’interno del corpo” e quella di “rimpicciolimento”).

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Terapie folkloristiche, collari e corde

In Cina, il trattamento tradizionale è l’esorcismo, insieme a pozioni di medicina tradizionale, di solito ricavate da erbe, peni animali (di tigre e di cervo), code di cervo. Altri alimenti per la terapia sono la zuppa di pepe, la minestra di zenzero e l’alcol.
E negli “avanzatissimi” stati occidentali cosa accade? Pur se gli esami medici non hanno rivelato effettive riduzioni delle dimensioni del pene, i malati della Sindrome della retrazione genitale ricorrono spesso ad autoterapie come le trazioni meccaniche del pene. La spinta verso l’esterno che dovrebbe allungare il pene, prevede l’utilizzo di collari da mettere intorno al pene, legati a corde e ad altri sistemi di “bloccaggio”. Inutile dire che questi sistemi non solo sono assolutamente inutili: possono essere dannosi! La struttura del pene è molto complessa e delicata e può essere compromessa (anche in maniera permanente) da sistemi assolutamente “bislacchi”. Questi sistemi sono anche usati da soggetti che, pur apprezzando le dimensioni del loro pene, vogliono provare ad allungarlo lo stesso: vi dico solo che il risultato è che spesso questi soggetti ce li ritroviamo al pronto soccorso.

Trattamento della Sindrome della retrazione genitale

Per i casi sporadici occidentali il trattamento medico-narrativo è sicuramente indicato. Il trattamento farmacologico dei sintomi della Sindrome della retrazione genitale prevede l’uso di aloperidolo per 3 settimane.

Se credi di avere un problema di retrazione genitale, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a risolvere il tuo problema.

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Com’è fatto uno spermatozoo e quanto è piccolo rispetto al gamete femminile?

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Rughe Cavitazione Dieta Peso Dimagrire Grasso Dietologo Nutrizionista Cellulite Dimagrire Sessuologo  Roma Trucco COME FATTO SPERMATOZOOLo spermatozoo è una cellula particolarmente  specializzata che ha perso quasi tutto il  citoplasma per essere più veloce e assolvere il compito di portare lontano il suo prezioso carico genetico, come un missile che deve mandare in orbita un satellite. E’ anche chiamato gamete maschile per differenziarlo dal gamete femminile, che è l’ovocita.

Leggi anche: A che velocità viaggiano sperma e spermatozoi? Quanto è lungo il loro viaggio?

Misure dello spermatozoo
E’  lungo circa 60 µm e spesso circa 5  µm ed è piccolissimo rispetto all’ovocita, che misura in media 100 µm di diametro ed è invece la più grande cellula umana.

Leggi anche: Per quanto vivono gli spermatozoi dopo un’eiaculazione in vagina e nell’ambiente?

Struttura dello spermatozoo
Lo spermatozoo maturo è composto da tre zone: testa, collo e coda, come potete vedere nella foto in alto:

  • La testa ha forma normalmente ovale e comprende nella parte anteriore l’Acrosoma, una vescicola che contiene sostanze capaci  di legarsi alla membrana dell’ovocita e aprire un foro per penetrare al suo interno. Il resto della testa è tutta occupata dal nucleo , portatore dei caratteri ereditari paterni.
  • Il collo (segmento intermedio) contiene un piccolo organello, il centriolo, coinvolto nel processo della divisione iniziale dell’ovocita fecondato, inoltre in questo tratto si origina l’assonema che prosegue sino alla fine della coda. Questa struttura formata  da 9 coppie laterali e 2 centrali di microtubuli paralleli tra loro, è la vera responsabile del movimento dello spermatozoo ed è avvolto da organelli chiamati mitocondri, disposti compatti a spirale , capaci di produrre l’energia necessaria al movimento.
  • La coda (flagello) è l’organo di movimento ed è la parte più lunga dello spermatozoo. Si suddivide ulteriormente in tre zone : intermedia, principale e terminale. L’intermedia finisce con un restringimento – annulus – da cui inizia la parte principale con un diametro più sottile e prosegue con la parte terminale , costituita esclusivamente dall’assonema ricoperto solo dalla membrana plasmatica, che avvolge tutto lo spermatozoo.

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I gay hanno tratti del viso più maschili degli etero

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO UOMO FACCIA BARBA CAPELLI FOLTI OCCHI BELLEZZA PELI MATRIMONIO ABITO GALA ELEGANTEI tratti del tuo viso ci dicono se tu sei gay o etero. Alcuni giorni fa leggo sul The Indipendent e sul Daily Mail degli articoli su una particolare ricerca che ha messo in relazione il viso e l’orientamento sessuale degli uomini. Dal risultato è apparso chiaro che omosessuali ed eterosessuali hanno tratti i somatici del viso diversi e – al contrario di quanto si potesse pensare – i gay sono risultati quelli con caratteristiche del viso più maschili degli etero. Lo studio è stato condotto dal Center for Theoretical Study della Charles University di Praga e dall’Academy of Sciences della Repubblica Ceca. In un estratto pubblicato dalla US National Institutes of Health si può leggere:

Gli studi hanno dimostrato come gli uomini omosessuali differiscano dagli uomini eterosessuali in diversi tratti somatici, permettendo di attribuire con precisione l’orientamento sessuale sulla base delle immagini facciali. In un primo studio abbiamo usato una morfometria geometrica per verificare le differenze di forma del viso, rivelando notevoli differenze di forma tra i volti degli uomini eterosessuali e quelli omosessuali. I gay hanno visi relativamente più larghi e più corti, nasi più piccoli e corti, mandibole abbastanza massicce e più arrotondate. In un secondo studio abbiamo testato l’accuratezza dell’orientamento sessuale ipotizzato da ottanta valutatori indipendenti sulla base dei volti, paragonando i risultati con l’orientamento sessuale auto-riferito. I volti degli omosessuali sono stati valutati come più maschili rispetto a quello degli uomini eterosessuali: i nostri risultati hanno così dimostrato che le differenze nella morfologia del viso non si limitano a rispecchiare variazione di femminilità, sfatando anche l’associazione stereotipata della figura dei gay come di “effeminati”.

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Meglio un cane o un uomo? Ecco cosa preferiscono le donne

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO BAMBINA RAGAZZINA CANE ADOLESCENTE NATURA ANIMALILe donne preferiscono un uomo o un cane? Domanda molto particolare, alla quale corrisponde una risposta niente affatto scontata! Vediamo oggi il risultato di un sondaggio che, pur non essendo una ricerca scientifica, rappresenta comunque una prova interessante.

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