Altro che cibi fast food, super-porzioni a tavola e troppe bibite dolci. Questa volta a finire sul banco degli imputati per l’obesità infantile c’è la mancanza di sonno. Chi dorme meno mangia di più, e viceversa. Uno studio condotto da Chantelle Hart, del Centro di ricerca sull’obesità della Temple University di Philadelphia, pubblicato su ‘Pediatrics’, ha esaminato l’impatto del sonno sui comportamenti alimentari dei bambini.
Lo studio ha coinvolto 37 bambini di 8-11 anni. Per la prima settimana i bambini sono stati invitati a dormire come al solito, poi, durante la seconda settimana alcuni hanno ridotto e altri allungato il sonno rispetto alle loro abitudini, mentre nella terza e ultima settimana di studio si sono invertite le parti. Durante la settimana in cui i bambini hanno aumentato il loro sonno, hanno anche finito per consumare una media di 134 calorie in meno al giorno, pesavano circa 250 grammi in meno e avevano a digiuno livelli più bassi di leptina (l’ormone responsabile del senso di fame) rispetto alla settimana di sonno ridotto.
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Lo Staff di Medicina OnLine
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Il week end si avvicina e milioni di italiani alle prese con la dieta “post-ferie”, grazie alla quale sperano di buttare giù i chili acquistati durante le vacanze, si lasceranno tentare dalle ritrovate cene del sabato sera in città e i classici pranzi della domenica, interrotti d’estate, ma un “must” appena si torna alla routine. Risultato: gli sforzi fatti dal lunedì al venerdì per perdere peso verranno vanificati. Già, perchè un sondaggio inglese ha scoperto che durante il fine settimana si può arrivare ad assumere l’incredibile cifra di 10 mila calorie. La metà di quello che dovrebbe essere l’intero introito energetico settimanale. Concentrato in soli due giorni.
Lo sperma e il sesso orale sono antidepressivi naturali per le donne. Detta così sembra una affermazione bislacca, magari pronunciata da un uomo piuttosto ottimista. Ed invece ad affermarlo è una ricerca di qualche tempo fa della rinomata State University di New York che ha comparato la vita sessuale di 293 donne e la loro salute mentale. Il risultato ha evidenziato come il sesso orale sia il miglior rimedio per la depressione femminile, poiché lo sperma contiene sostanze in grado di risollevare l’umore e conciliare il sonno. Inoltre contiene ormoni quali il cortisolo, l’estrogeno e l’ossitocina che hanno effetti antidepressivi.
La NASA ha annunciato per il 2015 l’invio sulla Luna di un carico di piante, un esperimento per verificare se sia possibile crescerne sul suolo del nostro satellite e per sondare le possibilità di una sua futura colonizzazione.
Biorivitalizzazione cutanea per le 20enni, rimozione tatuaggi per le over 35, cavitazione per distruggere la cellulite, filler innovativi per correggere difetti di età e stress, e botulino anche per le ‘zampe di gallina’. Dal XV Congresso internazionale di medicina Estetica, fatto a Milano alcuni giorni fa, arrivano tutti i trend, novità e la classifica dei trattamenti di medicina estetica a cui si sottopongono gli italiani e a cui sempre più si sottoporranno nel 2014 che sta per arrivare.
L’identità delle persone poggia sempre più sull’aspetto estetico, e questo vale ancora di più per noi italiani: siamo terzi al mondo per numero di interventi di medicina e chirurgia estetica in rapporto alla popolazione. E i numeri parlano chiaro: l’anno scorso in Italia gli interventi di medicina estetica sono aumentati del 24,5% e il dato appare in aumento anche per quest’anno. E’ quanto emerso dall’incontro organizzato dal Censis dedicato alla “Fenomenologia della società impersonale”.
Mentre il luogo comune vuole che i giovani mangino male, e non conoscano i principi di una sana alimentazione, sono invece molto più in forma dei loro padri e delle loro madri Secondo un’indagine dell’Osservatorio Nestlè-Fondazione ADI, infatti, il 66 per cento dei ragazzi italiani tra i 16 e i 34 anni è normopeso, contro il 44,6 per cento delle persone tra i 45 e i 65 anni. I dati sono stati presentati oggi a Lecce in occasione del XV Corso Nazionale
Che la sedentarietà sia un nemico della nostra salute ormai è assodato. Fare regolare attività fisica, infatti, fa bene sia al corpo sia al cervello. Ora, uno studio condotto all’Università di Montreal, e presentato in occasione del Congresso Neuroscience 2013 a San Diego, rivela che se le donne in dolce attesa mettono al bando la sedentarietà, praticando almeno 20 minuti di moderato esercizio fisico tre volte alla settimana, è più rapido lo sviluppo del cervello dei neonati. «La nostra ricerca indica infatti che l’esercizio fisico durante la gravidanza favorisce lo sviluppo del cervello del bambino appena nato» ribadisce il professor Dave Ellemberg, coordinatore del team. «Si tratta – aggiunge – del primo studio (randomizzato e controllato) sugli esseri umani per misurare oggettivamente l’impatto dell’attività fisica durante la gravidanza direttamente sul cervello dei bambini».