Tutte le tecniche per aumentare lunghezza e circonferenza del pene

MEDICINA ONLINE SESSO AMORE COPPIA RAPPORTO SESSUALE ATTRAZIONEQui di seguito elencherò una lista di alcune tecniche chirurgiche, che possono essere usate singolarmente o insieme tra loro, mirate all’aumento delle dimensioni (sia lunghezza che circonferenza) del pene maschile:

  • sezione laser del legamento sospensore del pene ed (eventuale) inserimento di distanziatore pubo-cavernoso;
  • vibroliposcultura sovrapubica;
  • lipopenoscultura con metodica di Colemann (per l’ingrossamento del pene);
  • laser-plastica cutanea sovrapubica;
  • laser-plastica cutanea peno-scrotale.

Per approfondire le singole tecniche, continua la lettura con: http://www.chirurgiasessuale.it/cs/lui/procedure.asp

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L’amplificazione del punto G per aumentare il piacere sessuale femminile

MEDICINA ONLINE SESSO AMORE COPPIA RAPPORTO SESSUALE ATTRAZIONEAumentare il volume del punto G? Una nuova tecnica, ancora poco conosciuta in Italia, lo permette!

Il  G-Spot Amplification™ o G-Shot™è un metodo sicuro, veloce, efficace e indolore per amplificare o aumentare il volume del punto di Grafenberg (G-Spot o punto-G) per mezzo di una sostanza dalla formulazione originale. L’ingrediente attivo è un collagene sottoposto a un particolare trattamento che rende superflui i test allergologici preliminari, diversamente dalla maggior parte dei prodotti a base di collagene presenti sul mercato.

Il trattamento, che avviene in ambulatorio con una semplice anestesia locale e dura pochi minuti, rende più facile localizzare il punto-G e pertanto aiuta la donna a ottenere il massimo piacere sessuale. Il G-Spot Amplification™  è stato inventato e messo a punto dal dr. David Matlock del Laser Vaginal Rejuvenation Institute™  Medical Associates, Inc., un centro medico statunitense riconosciuto in tutto il mondo per le sue pionieristiche tecniche chirurgiche di ringiovanimento vaginale e di laser-vaginoplastica.

Gli studi del dott. Matlock confermano che il 95% delle donne sottoposte al trattamento riportano un aumento della gratificazione sessuale. Se questi risultati saranno confermati da ulteriori studi sono sicuro che in pochi anni questo semplice intervento diventerà tra le operazioni ambulatoriali più richieste dalle donne.

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Iniezione di acido ialuronico sul pene: il rapporto sessuale dura quattro volte di più!

MEDICINA ONLINE SESSO AMORE COPPIA RAPPORTO SESSUALE ATTRAZIONEL’eiaculazione precoce non fa più paura grazie ad un nuovo rivoluzionario metodo. Da oggi sarà possibile durare più a lungo mentre si fa l’amore grazie ad una ricerca scientifica che a portato alla creazione di un filler a base di acido ialuronico da iniettare sul glande. Quest’ultimo, una volta iniettato all’interno della parte terminale del pene, consentirebbe di aumentare di quattro volte la durata di un rapporto sessuale, almeno stando a quanto affermato da Alessandro Littara, direttore del Centro di Medicina sessuale di Milano.

La ricerca anti eiaculazione precoce, pubblicata di recente sulla rivista International Journal of Impotence Research è stata eseguita beneficiando della partnership di diversi centri universitari, fra cui l’Institute for Membrane and System Biology dell’Università di Leeds e il dipartimento di specialità chirurgiche di Reggio Emilia.

Per giungere alla scoperta di questo rivoluzionario metodo in grado di estendere l’orgasmo, i ricercatori hanno preso in esame un gruppo di oltre 100 pazienti con un’età compresa fra i venticinque e i quarant’anni. Tutti i soggetti in questione avevano una partner fissa da almeno 12 mesi e soffrivano di eiaculazione precoce. Il detto disturbo finiva con il manifestarsi dopo appena un minuto dall’inizio del rapporto sessuale.

Grazie alle iniezioni sul glande, l’80% di coloro che hanno preso parte allo studio è riuscito a migliorare le proprie performance sessuali. Oltre a riscontrare un considerevole aumento della durata delle proprie prestazioni, gli ex eiaculatori precoci hanno finito con il riscontrare anche una maggiore durata nel partner. Quest’ultimo caso si sarebbe verificato nel 70% dei casi. E’ inoltre stato riscontrato una crescita del volume del glande, tutto ciò senza alcun effetto collaterale o complicazione di sorta. Per quel che concerne i dettagli tecnici, la durata del filler si aggira intorno ai 12 mesi, tuttavia, l’effetto del medesimo in molti casi ha superato i 18 mesi.

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Meno lavori e più rischi la disfunzione erettile

MEDICINA ONLINE PC COMPUTER WORK TECNOPATOLOGIE DIPENDENZA DA INTERNET WEB SHOPPING ONLINE MASTURBAZIONE PORNOGRAFIA GIOCO D'AZZARDO UFFICIO LAVORO LAVORARE PROGRAMMARE LINGUAGGIO PROGRAMMAZIONE SEX ADDICTMai come in questo momento la canzone “Chi non lavora non fa l’amore” esprime un concetto veritiero: da una ricerca, condotta su maschi di cinque grandi Paesi europei (Italia, Spagna, Francia, Inghilterra e Germania) e’ infatti emerso che chi sta a casa dal lavoro, o lavora senza impegno, ha un più alto rischio di soffrire di disfunzione erettile, cioè quella che una volta veniva chiamata “impotenza sessuale”.

Lo studio, presentato a Riga durante un meeting internazionale che ha visto riunirsi i massimi esperti in Urologia e Andrologia, evidenzia che gli impotenti hanno un tasso di assenteismo del 29%, mentre l’assenteismo di chi e’ sessualmente attivo non supera il 18%.

Emmanuele A. Jannini, professore di endocrinologia e sessuologia all’Universita’ dell’Aquila ci spiega che gli uomini che soffrono di disfunzione erettile mostrano a livello lavorativo una minore produttivita’ rispetto agli uomini senza questo problema. Per questo studio e’ stato utilizzato il Work Productivity and Activity Impairment Questionnaire (WPAI), uno strumento validato, grazie al quale adesso abbiamo uno spaccato “sociale” di questa condizione cosi’ diffusa”. Quindi, piu’ sei forte in amore meno lavori. Ma un elemento accomuna tutti i lavoratori: la crisi. Infatti le difficolta’ economiche e lavorativo producono ansia, depressione e disagio sessuale.

“Il consiglio che devo dare e’ quello di andare dal medico e raccontare la propria disfunzione – precisa Jannini – per ricevere la corretta diagnosi e il giusto aiuto, anche farmacologico. E siccome siamo in tempo di crisi, magari con particolare attenzione anche i costi della terapia”. Lo studio dimostra infine che l’effetto della disfunzione erettile non riguarda solo chi e’ prossimo alla pensione. Sotto i cinquant’anni la percentuale di “tempo lavorativo” perduto e’ prossima al 10%, esattamente il doppio di quanto accade tra chi riesce a far l’amore senza problemi.

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La regola d’oro per ridurre l’appetito e il girovita: fare attività sportiva al mattino e a digiuno

MEDICINA ONLINE PALESTRA ALLENAMENTO UOMO DONNA MUSCOLI PESI BELLEZZA GINNASTICA PESISTICA FITNESS YOGA STRETCHINGPraticare attività fisica la mattina aiuta a dimagrire di più. Secondo una ricerca, infatti, 45 minuti di sport anche a livelli moderati aiuta a sviluppare l’autocontrollo e fa calare l’interesse per il cibo, dando una mano a chi vuole perdere qualche chilo.

Lo studio pubblicato su Medicine and Science in Sports and Exercise, dimostra che il nostro cervello reagisce in maniera diversa davanti allo stimolo del cibo a seconda dell’orario in cui si è svolta l’attività fisica.

Metà del campione coinvolto nella ricerca era costituito da donne normopeso, l’altra metà da donne obese che avevano necessità di dimagrire. Il campione di 35 volontarie è stato analizzato da un punto di vista cerebrale mostrando loro le immagini di cibo dopo essersi o meno allenate al mattino. Il risultato ha evidenziato come le donne che si erano allenate per 45 minuti la mattina correndo a velocità moderata sul tapis roulant, hanno dimostrato uno scarso impulso da parte del cervello alla vista del cibo e durante la giornata hanno svolto più movimento. Questo dimostra che l’attività fisica non solo riduce l’interesse nei confronti degli alimenti ma spinge anche a muoversi di più aumentando il consumo calorico giornaliero che si traduce inevitabilmente in perdita di peso. Viene quindi smentito il credo secondo cui fare sport aumenta la voglia e la necessità di mangiare, piuttosto svolge un effetto regolatore e di autocontrollo sull’organismo che permette di capire di quante calorie si abbia effettivamente bisogno senza esagerare.

Lo studio però non riesce a tracciare definitivamente un risultato per quanto riguarda la durata del disinteresse verso il cibo da parte del cervello dopo l’attività fisica. Inoltre esistono altri fattori in grado di influenzare tale comportamento. Fattori molto personali come quelli psicologici e fisiologici del singolo. Inoltre secondo gli esperti gli effetti sull’appetito variano a seconda della regolarità nello svolgimento dell’esercizio fisico e dell’intensità con cui ci si allena. Inoltre sembra che le persone in sovrappeso abbiano un calo dell’appetito inferiore dopo l’esercizio fisico e i veri risultati i questi termini arrivano solo dopo che si sono persi i primi chili. Infine tutti i risultati vanno calibrati sulla singola persona perché è vero che subito dopo aver svolto l’attività fisica il desiderio di mangiare diminuisce, ma questo si traduce in termini di dimagrimento solo se poi non si cade nella tentazione di abbuffarsi dopo qualche ora avendo la scusa di aver fatto sport.

Un altro dato importante da menzionare è quello che risulta da un importante studio effettuato in Scozia indica che fare attività fisica prima di colazione è più efficace se si punta a dimagrire e ad avere il ventre piatto. Secondo i ricercatori dell’Università di Glasgow, infatti, le prime ore del mattino sono ideali per dimagrire perché si bruciano più grassi: sia quelli presenti nel sangue sia quelli presenti in punti chiave del corpo come la vita, la pancia o le cosce. Il motivo è molto semplice: l’esercizio fisico a stomaco vuoto fa sì che l’organismo sia costretto a trarre energia e forza per l’attività utilizzando le sostanze grassi già presenti all’interno del corpo, aiutando la perdita di peso e il miglioramento della linea. Rimandare l’impegno a dopo colazione significa bruciare anche le sostanze – zuccheri in primis – appena immesse con il pasto. Anche la salute ne trarrebbe giovamento, visto che la ginnastica a stomaco vuoto aiuta a bruciare i grassi come il colesterolo, che se sono presenti nel sangue in grandi quantità alla lunga possono ostruire le arterie, possono essere responsabili dell’aumento della pressione e rappresentare un fattore di rischio per l’infarto.

L’esperimento degli studiosi ruotava sul fatto che 10 volontari hanno fatto 3 visite nel centro di ricerca di Glasgow e hanno fatto colazione: la prima volta senza fare attività fisica; la seconda facendo una camminata a ritmo veloce prima di colazione; la terza facendola a stomaco pieno. I risultati sono stati molto chiari: chi ha fatto del moto prima di cappuccino e cornetto ha bruciato il 33% di grassi in più di chi l’ha fatto subito dopo. Ma non solo: ai primi è stato riscontrato un calo ancora maggiore di grassi nel sangue, a vantaggio sia della linea sia della salute. In ogni caso, precisano gli studiosi, anche fare ginnastica dopo colazione va bene: la grande differenza sussiste tra chi la fa e chi non la fa, a prescindere dal momento. A stomaco vuoto, infine, l’attività fisica può essere anche intensa visto che in condizioni medie il corpo umano ha riserve di energia per un periodo di tempo che può arrivare anche a 2 ore.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Il cibo si trasforma in grasso tre ore dopo averlo mangiato

MEDICINA ONLINE DIETA PERDERE PESO CIBO ALIMENTAZIONI CIOCCOLATO DOLCI GRASSI CALORIEUna ricerca dell’Università di Oxford ha scoperto che i grassi diventano tessuto adiposo dopo tre ore dal pasto, soprattutto se consumato la sera. Per dimostrarlo, gli scienziati hanno dato ai volontari 30 grammi di strutto, tracciandone poi gli spostamenti nel corpo già dopo un’ora dall’assunzione. Solo una piccolissima quantità dei grassi presi a colazione finiva nel tessuto adiposo, mentre la sera la percentuale di immagazzinamento diventava della metà. Il professor Fredrik Karpe, esperto di metabolismo, al Daily Mail ha affermato:

«Si tratta di un processo molto veloce causato dai cambiamenti ormonali che avvengono sul finire della giornata e che rendono più facile il deposito adiposo nella zona della vita. Ma la buona notizia è che tale deposito è temporaneo, perché il grasso deve poi muoversi da lì per andare a nutrire i muscoli, a patto però che non si mangi troppo, perché in quel caso si salta la fase della mobilitazione e si ha solo l’accumulo, con inevitabili ripercussioni sulla bilancia».

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I dieci cibi che ti fanno dimagrire

MEDICINA ONLINE DIETA DONNA PANCIA GRASSO DIMAGRANTE GRASSI CALORIE ATTIVITA FISICA SPORT DIMAGRIRE PERDERE PESOA dispetto del titolo, non esistono cibi che ti fanno dimagrire; esistono però cibi che – grazie alle proprie caratteristiche – possono aiutarti a mantenere bellezza, salute e linea in maniera più facile. Volete sapere qualcuno di questi cibi? Oggi ve ne propongo dieci, dalla “banale” mela, fino alle… alghe!

1) L’amica della pancia piatta: la mela

Essendo ricca di pectina, una fibra alimentare, la mela favorisce il transito intestinale e stimola l’attività digestiva. Una mela di medie dimensioni contiene, buccia compresa, 3 o 4 g di fibre. Per sfruttare al massimo l’azione delle fibre, mangiala cruda e intera. In più, poiché è un ottimo, spezza-fame e contiene pochissime calorie (54 kcal per 100 g), cerca di sgranocchiarla spesso!

2) Obiettivo pancia piatta: l’ananas

Il segreto dell’ananas per la pancia piatta? Il suo alto contenuto in bromelina, un enzima che accelera l’assorbimento da parte dell’organismo delle proteine alimentari (carne, pesce, uova, latticini e proteine vegetali). Per essere efficace, però, va consumato fresco, poiché la bromelina viene distrutta dal calore, ad esempio quando si preparano la conserve. L’ananas contiene inoltre fibre alimentari insolubili, che favoriscono il transito intestinale.

3) Il nemico della ritenzione idrica: il porro

Il porro contiene l’inulina, un polisaccaride appartenente alla famiglia dei glucidi, che aiuta a combattere la ritenzione idrica. È inoltre ricco di potassio e di sodio e favorisce quindi la secrezione biliare e l’eliminazione delle urine. Queste proprietà rendono il porro uno dei vegetali a più alta efficacia diuretica! In cucina usa in particolare la parte verde, ricca di fibre e meno ricca di zuccheri rispetto alla parte bianca.

4) Il brucia-grassi: il peperone

Il peperone aiuta a eliminare parte degli zuccheri e dei grassi prima che vengano assimilati dall’organismo: contiene infatti piccole quantità di capsaicina e di capsinoidi, sostanze dal sapore piccante in grado di stimolare i succhi gastrici. Inoltre, ha pochissime calorie (21 kcal per 100 g) e possiede proprietà diuretiche. Se poi vuoi fare il pieno di betacarotene, un potente antiossidante, porta in tavola il peperone rosso, che ne contiene di più rispetto a quello verde.

5) L’anticellulite: il tè verde

Uno dei tuoi migliori alleati contro la cellulite è il tè verde! È ricco di antiossidanti, che aiutano a mantenere la tonicità delle cellule e quindi a contrastare la formazione della cellulite. Il tè verde contribuisce inoltre a “destoccare” ed eliminare i lipidi accumulati nelle cellule adipose e limita l’assorbimento dei grassi e dei glucidi.

6) Il campione dei cibi dimagranti: il tofu

Il tofu è un alimento meno diffuso in Italia, si ottiene a partire dalla cagliata del latte di soia e ha un alto potere saziante poiché contiene molte proteine vegetali (11 g per 100 g). Inoltre, apporta 120 kcal ogni 100 g pur essendo povero di grassi, ma… ricchissimo di grassi buoni, ovvero di acidi grassi polinsaturi e in particolare di omega 3. Un ottimo alimento dietetico, quindi, da inserire spesso nel tuo menù!

7) La nemica della ritenzione idrica: la ciliegia

La ciliegia favorisce la diuresi e l’attività intestinale; è molto calorica (68 kcal per 100 g), quindi non esagerare! Per eliminare i liquidi puoi bere delle tisane a base di piccioli di ciliegia, ugualmente efficaci contro la ritenzione idrica grazie all’alto contenuto in flavonoidi e sali di potassio.

8) La brucia-grassi: la cannella

Recenti studi scientifici hanno dimostrato che la cannella aiuta a diminuire la concentrazione di zuccheri nel sangue, impedendo quindi che vengano trasformati in grassi di deposito. Questa spezia ti aiuta inoltre a mettere meno zucchero e condimenti grassi nei cibi, perché li rende molto più gustosi. Utilizzala per insaporire lo yogurt e i formaggi bianchi e prova ad aggiungerla ai tuoi piatti, ad esempio sulle mele cotte al forno.

9) L’anticellulite: la cipolla

La cipolla combatte la cellulite eliminando l’acqua in eccesso e le tossine. La sua azione diuretica è dovuta probabilmente alla ricchezza di inulina presente nel bulbo e all’elevato rapporto potassio/sodio. È inoltre in grado di regolare l’assorbimento degli zuccheri e stimolare l’eliminazione dei grassi. Ti consigliamo di mangiarla cotta: è più digeribile.

10) Le migliori alleate della linea: le alghe

Le campionesse della linea? Le alghe! Hanno pochissime calorie, saziano molto e facilitano il transito intestinale. Le più famose? L’agar-agar, spesso usata al posto della gelatina, il wakamé, che puoi consumare in insalata o nelle minestre, il kombu, di cui spesso si usa quello seccato per insaporire i brodi, e infine il nori, utilizzato per avvolgere il sushi e il maki.

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In futuro sarai grasso? Ecco come scoprirlo

MEDICINA ONLINE DIETA UOMO PANCIA GRASSO DIMAGRANTE GRASSI CALORIE ATTIVITA FISICA SPORT DIMAGRIRE PERDERE PESOIl nostro corpo manda segnali continuamente, alcuni di essi, se ben interpretati, possono farci capire se in futuro avremo una alta probabilità di essere grassi oppure no.

Respiro

Si può capire molto dal respiro di una persona: quanto aglio ha mangiato, quante birre ha bevuto, e anche, se sarà in sovrappeso. Secondo un recente studio pubblicato sul “Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism”, il miscuglio chimico del respiro delle persone può essere un segnale precoce di obesità. “Le persone che hanno sia l’idrogeno che il metano presenti nella loro respirazione tendono ad avere un più alto indice di massa corporea, così come una più alta percentuale di grasso corporeo”, spiega l’autore dello studio, il dottor Ruchi Mathur del Cedars-Sinai Medical Center.

Perché? La presenza di metano è associato ad un microrganismo chiamato Methanobrevibacter smithii, che aiuta il processo di trasformazione del cibo in energia. Tuttavia, una sovrabbondanza di M. smithii può portare ad uno squilibrio nel microbioma intestinale che può causare un aumento di peso.

La ricerca del dott. Mathur suggerisce che alcuni casi di obesità sono legati a uno squilibrio dei microrganismi nell’intestino, e che possono prevedere una predisposizione alla pesantezza. Il test della respirazione da anni si effettua con successo, ma ci sono anche altri modi in cui il medico può stabilire si è inclini a mettere su chili di troppo. Non tutti questi fattori sono spesso valutati adeguatamente, quindi se si nota che il peso aumenta, anche se non si mangia troppo, bisogna chiedere al proprio medico almeno una di questa quattro cose:

Tiroide 

Le prove di laboratorio TSH e T4 libero chiariscono il medico quanto bene questo organo funzioni. “Una tiroide poco attiva o pigra, rende il metabolismo anche pigro- dice la dott. Elisabetta DeRobertis, della Scarsdale Medical Nutrition and Diabetes Center- Anche se i risultati sono per la fascia alta del range di normalità, si potrebbe prendere in considerazione la terapia con farmaci per prevenire l’aumento di peso”.

Insulina

Questo ormone non è solo coinvolto nel diabete: chiunque abbia più insulina circolante avrà più difficoltà a gestire il proprio peso. Se il livello è troppo alto potrebbe essere necessario mangiare meno calorie, soprattutto carboidrati, in quanto l’insulina in eccesso li trasforma rapidamente in grasso.

Le tue vecchie foto di famiglia 

Il medico di famiglia potrebbe non aver bisogno di prove fotografiche, ma circa la metà degli adulti grassi erano bambini in sovrappeso, secondo un recente articolo nel Journal of Clinical Nutrition. Anche se non sei pesante ora, il passato può dare delle utili indicazioni. “Se tu eri in sovrappeso nell’infanzia e avevi genitori sovrappeso- sottolinea la dottoressa- dovrai lavorare di più per mantenere il peso sotto controllo. Non c’è medicina che può cambiare i geni, quindi la chiave è osservare una buona dieta e mantenere l’abitudine all’esercizio fisico”.

Le abitudini di sonno

La mancanza di sonno interferisce con gli ormoni leptina e grelina. “La leptina ti dice quando sei pieno e la grelina ti dice quando hai fame- spiega dice il Dott. Tanvir Hussain, cardiologo a Los Angeles- Una certa insonnia, o anche una scarsa qualità del sonno, provoca livelli di leptina in calo e di grelina livelli in aumento”. Gli studi dimostrano che si deve dormire dalle sei alle sette ore a notte, e anche un paio di notti di cattivo sonno possono portare a chili di troppo.

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