Riconoscere il cancro al seno: sintomi precoci e tardivi

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Senologia Mammografia Tumore Cancro Seno Mammella Diagnosi Mastectomia Medicina Chirurgia Estetica Plastica Cavitazione  Dietologo Roma Cellulite Sessuologia EcografieIl primo sintomo evidente del tumore alla mammella è tipicamente la presenza di un nodulo che si avverte come diverso dal resto del tessuto mammario. Più dell’80% dei casi di cancro al mammella vengono scoperti quando la donna si accorge di avere un nodulo, ma non tutti i noduli indicano cancro: ad esempio i fibroadenomi sono molto diffusi e benigni. I tumori al mammella primitivi, tuttavia, possono essere rilevati grazie ad una mammografia. Un nodulo trovato nei linfonodi situati sotto le ascelle può inoltre essere un indizio di un tumore mammario. Altri segni che possono far sospettare questa condizione possono include:

  • un ispessimento diverso dagli altri tessuti della mammella,
  • una mammella che diventa più grande o più bassa,
  • un capezzolo che cambia posizione, morfologia o si ritrae (capezzolo introflesso),
  • la presenza di una increspatura della pelle o di fossette, “pelle a buccia d’arancia”,
  • un arrossamento cutaneo intorno a un capezzolo,
  • una secrezione purulenta e/o ematica dal capezzolo,
  • dolore costante in una zona della mammella o dell’ascella,
  • un gonfiore sotto l’ascella o intorno alla clavicola.

FOTO DI CAPEZZOLO INTROFLESSO

La presenza di dolore (“mastodinia“) può essere indicativo sia di tumore ma anche di altre patologie. I sintomi sono tanto più indicativi di malattia maligna quanto più si presentano monolateralmente (cioè ad una sola mammella e non ad entrambe).

Di tanto in tanto, il tumore alla mammella si presenta come malattia metastatica che corrisponde alla diffusione del cancro oltre all’organo di origine. I sintomi causati dipenderanno dalla localizzazione delle metastasi le cui sedi più comuni sono ossa, fegato, polmoni e cervello. Una inspiegabile perdita di peso può talvolta preannunciare un tumore alla mammella occulto, così come la presenza di febbre o brividi. Dolori alle ossa o alle articolazioni possono a volte essere manifestazioni della presenza di metastasi, così come l’ittero o sintomi neurologici. Questi sintomi sono definiti non-specifici, nel senso che potrebbero essere anche manifestazioni di molte altre malattie.

La maggior parte dei sintomi correlati alla mammella, tra cui la maggior parte dei noduli, non risultano poi essere indice di un tumore sottostante. Meno del 20% dei noduli, per esempio, sono cancerogeni e le patologie mammarie benigne, quali mastiti e fibroadenoma della mammella sono le cause più comuni dei sintomi. Tuttavia, la comparsa di un nuovo sintomo deve essere presa seriamente in considerazione sia dal paziente che dal medico, per via della possibilità di incorrere in un tumore alla mammella a qualsiasi età.

Tutti i segni e sintomi finora elencati sono ancora più indicativi di cancro mammario, se il paziente presenta i seguenti fattori di rischio:

  • sesso femminile (ricordiamo infatti che il cancro mammario può colpire anche l’uomo, ma molto più raramente);
  • età avanzata (>30 anni);
  • fumo di sigaretta;
  • genetica (altri casi in famiglia: madre, sorella…);
  • mancanza di procreazione;
  • esposizione ad inquinamento atmosferico;
  • mancanza di allattamento al seno;
  • elevati livelli di alcuni ormoni;
  • dieta ricca di grassi;
  • obesità.

Va infine ricordato che la presenza dei segni e sintomi elencati non assicurano una diagnosi corretta: quest’ultima si dovrà infatti avvalere di esami strumentali (ecografia, mammografia, biopsia…) e di laboratorio.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Liquido in chimica: definizione e caratteristiche fisiche

MEDICINA ONLINE LABORATORIO CHIMICA FISICA SANGUE ANALISI FECI URINA GLICEMIA AZOTEMIA DENSITA CHEMISTRY LAB VISCOSITA LIQUIDO GAS SOLIDO FLUIDO ACQUA PESO SPECIFICO SCUOLA RICERCA RESISTENZA ATTRITO.jpgCon “liquido” in chimica si indica uno degli stati della materia, insieme a “solido” ed aeriforme (gas). Generalmente, una sostanza allo stato liquido è meno densa che allo stato solido, cioè un materiale allo stato solido tende ad “andare a fondo” se immerso nello stesso materiale allo stato liquido. Una importante eccezione a quest’ultima affermazione è costituita dall’acqua che è più densa allo stato liquido che allo stato solido, motivo per cui il ghiaccio galleggia sull’acqua.

Le proprietà principali di un materiale allo stato liquido sono:

Fluidità

Un liquido è un fluido che, in assenza di forze esterne tra cui quella di gravità, ha una forma sferica. I liquidi, a causa della limitata forza di coesione fra le molecole, sono scorrevoli, cioè fluidi. Si dice quindi che “non hanno forma propria”. Non tutti i liquidi sono egualmente fluidi, così si dice che l’etere è più fluido dell’acqua o anche che l’acqua è più viscosa dell’etere.

Elasticità

i liquidi sono molto elastici, cioè si deformano facilmente sotto l’azione di una forza e riprendono immediatamente la forma primitiva appena cessa l’azione della forza deformatrice.

Incomprimibilità

un liquido è un fluido il cui volume è costante a temperatura e pressione costanti; la comprimibilità dei liquidi è in genere molto bassa, e trascurabile se confrontata a quella dei gas, quindi i liquidi sono considerati incomprimibili.
Anche se hanno un coefficiente di comprimibilità che varia in funzione della natura del liquido stesso, alcuni di questi liquidi come l’acqua sono stati testati a pressioni fino a 10.000 bar dando variazioni molto piccole, invece altri come gli idrocarburi hanno sensibili variazioni con pressioni di 100 bar.

Comportamento di atomi e molecole nei liquidi

Le molecole o atomi che costituiscono il liquido interagiscono fra loro, sebbene non fortemente come nel solido. Non sono fra loro in posizioni fisse ma “scorrono” gli uni sugli altri, sebbene si ipotizzi l’esistenza di cluster o gabbie relativamente stabili, in liquidi dai forti legami intermolecolari come l’acqua.

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Come lavarsi i denti con l’apparecchio fisso

 

MEDICINA ONLINE LAVARSI I DENTI GENGIVE LINGUA LABBRA CORRETTAMENTE INCISIVI MOLARI PREMOLARI CANINI BAMBINI ADULTI DENTIFRICIO SPAZZOLARSI SPAZZOLINO MOVIMENTO COLLUTORIO FLUORO FILO INTERDENTALE BOCCA BAGNO TECNICA.jpgGli apparecchi ortodontici vengono applicati ai denti per allinearli e raddrizzarli; sono dispositivi che correggono la posizione dei denti, migliorano l’aspetto del sorriso, mantengono la bocca in buona salute e perfezionano la pronuncia, per cui vale sempre la pena indossarli. Tuttavia, se non si seguono le corrette tecniche di pulizia potrebbero svilupparsi carie, infezioni gengivali e macchie sui denti. La placca e il cibo che si accumulano sull’apparecchio devono essere rimossi costantemente. Se indossi un apparecchio, questo articolo ti insegnerà i metodi giusti per prendertene cura e avere una bocca sana.

Scegli lo spazzolino da denti

Sebbene sia adatto anche un normale spazzolino, dovresti valutare di acquistarne uno elettrico oppure a ultrasuoni, studiato specificatamente per la pulizia di chi indossa un apparecchio. Questi strumenti garantiscono un’igiene migliore e fanno risparmiare tempo. Scegli uno scovolino con la testina angolata e uno spazzolino che riesca a raggiungere i denti fra i vari elementi dell’apparecchio. Ad esempio, il produttore Oral-B mette a disposizione un sistema molto efficace di scovolini con testa triangolare sostituibile. Se hai deciso di usare uno spazzolino elettrico o a ultrasuoni, sappi che è molto difficile “manovrare” la testina in bocca quando indossi l’apparecchio. Inoltre, le setole si rovinano più in fretta, perché restano incastrate fra i fili e le staffe. Se hai optato per un normale spazzolino, le setole devono essere inclinate verso l’alto e verso il basso, per pulire accuratamente i denti fra le staffe. Ricorda che i denti hanno diverse superfici: quella esterna (vicino alle guance o alle labbra, quella interna (verso la lingua) e la corona (o superficie masticatoria che nei denti dell’arcata superiore è rivolta verso il basso, mentre in quelli dell’arcata inferiore è rivolta verso il palato). Devi pulire ogni parte, quindi procurati uno spazzolino piccolo e flessibile, che puoi muovere agilmente in bocca.

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Spazzola la parte esterna dei denti

Questa è la parte frontale, che si vede quando sorridi. Non dimenticare di rimuovere la placca che si accumula lungo la linea gengivale. Inizia dalla superficie esterna dei denti inferiori. Porta le arcate a contatto fra loro, muovi lo spazzolino avanti e indietro gradatamente su tutti i denti. Sputa, se necessario. Ora pulisci la parte esterna dei denti superiori. Mantieni sempre le arcate chiuse e spazzola i denti superiori con movimenti circolari delicati. Non tralasciare nessun dente. Se stai usando un normale spazzolino, dovrai inclinarlo verso la linea delle gengive e verso l’alto. In questo modo puoi staccare le particelle di cibo che si sono accumulate nella parte alta e bassa dell’apparecchio. Esegui dei movimenti circolari per spazzolare le staffe. Dedica 25-30 secondi a ciascuna di esse. Puoi anche usare uno scovolino per pulire la parte superiore di questi elementi. La maggior parte delle staffe ha un piccolo foro (molto difficile da vedere), quindi muovi lo scovolino all’interno di ciascuno di essi.

Spazzola la superficie interna dei denti

Muovi lo spazzolino in avanti e indietro, verso l’alto e verso il basso, infine esegui movimenti circolari per pulire tutto il lato interno di entrambe le arcate. Quando indossi l’apparecchio non dovresti avere difficoltà a spazzolare il lato interno dei denti, dato che in genere non ci sono staffe su questa superficie.

Pulisci la superficie masticatoria

Gira lo spazzolino in modo che sia perpendicolare allo spazio interdentale. Strofina le setole in avanti e indietro, oltre che con movimenti circolari. In questo modo sei sicuro di pulire ogni fessura difficile da raggiungere e che potrebbe nascondere placca e residui di cibo.

Concentrati sulle altre zone della bocca

La bocca umana è piena di germi e placca, che alimentano infiammazioni come la gengivite; per questo motivo non devi trascurare le gengive, la lingua e l’interno delle guance. Prima di spazzolare queste zone, sputa nel lavandino, se ne senti il bisogno. Prendi lo spazzolino e muovilo molto delicatamente sulle gengive inferiori e superiori. Al termine di questa operazione, gira lo strumento di 180° e ripeti il procedimento all’interno delle guance. Questa zona è difficile da spazzolare, quindi puoi aiutarti con l’altra mano; al termine sputa nel lavandino. Gira lo spazzolino verso il basso, spazzola le gengive e il tessuto morbido su cui si appoggia la lingua; pulisci sotto la lingua e poi il palato. Infine, tira fuori la lingua e spazzolala. Ricorda di espirare dalla bocca, altrimenti avrai i conati di vomito. Sputa e risciacqua sia la bocca sia lo spazzolino.

Controlla i denti

Osserva se sono puliti; nel caso notassi delle tracce di placca o cibo, prendi nuovamente lo spazzolino risciacquato ed elimina ogni residuo. Se hai la sensazione che sia rimasto qualche residuo fra i denti, spazzola quella zona (nel modo che preferisci) per sbarazzarti di ciò che hai dimenticato.

Risciacqua la bocca

Prima di spazzolare i denti, vale la pena prendere un sorso di acqua per un rapido risciacquo. Alla fine, sputa e ripeti l’operazione; in questo modo elimini alcune particelle di cibo. Una volta terminato di usare lo spazzolino, dovrai risciacquare di nuovo con l’acqua. Quando sostituisci i tiranti dell’apparecchio, il dolore che provi può essere alleviato con dell’acqua calda, che ammorbidisce anche le setole dello spazzolino.

Passa il filo interdentale

Questa operazione può sembrarti molto complicata a causa della presenza dell’apparecchio. Per questa ragione, dovresti considerare i bastoncini con forcella tendifilo oppure l’idropulsore. Questi strumenti per la pulizia interdentale sono molto più rapidi e semplici da usare rispetto al classico filo, inoltre puoi comprarli nella maggior parte dei supermercati. Prendi un lungo segmento di filo interdentale, avvolgilo attorno al dito e infilalo in ciascuna fessura fra un dente e l’altro. Piega il filo attorno a ogni dente, invece di farlo scorrere in linea retta: in questa maniera puoi rimuovere la placca che si è accumulata alla base del dente stesso. Se stai utilizzando i tiranti di rifinitura, potrebbe essere quasi impossibile riuscire a infilare il filo interdentale sotto di essi o sotto un doppio cavo di metallo. Per questo motivo, limitati a spingere il filo verso il basso nello spazio interdentale, come descritto in precedenza. Se invece non hai i tiranti di rifinitura, è consigliabile far passare il filo interdentale sotto i cavi, perché è il modo più sicuro per pulire i denti ed evitare la gengivite. Valuta di usare un idropulsore, uno strumento elettrico che emette un getto d’acqua e si rivela molto efficace per coloro che indossano un apparecchio ortodontico. La sua funzione è simile a quella del filo ed elimina placca e residui dalle fessure che lo spazzolino non è in grado di raggiungere.

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Usa un collutorio

Dopo avere usato il filo interdentale, metti in bocca un sorso di collutorio pari a un tappo (o la quantità indicata sulla confezione) e risciacqua il cavo orale per almeno 30 secondi. Scegli un prodotto specifico per sbarazzarti dell’infiammazione gengivale. I collutori al fluoro sono altrettanto efficaci. Riescono, infatti, a pulire zone che lo spazzolino non è in grado di raggiungere e proteggono i denti dalla carie. Sputa il collutorio e fai un rapido risciacquo con acqua calda.

Fai dei gargarismi con acqua salata due volte al giorno

Dovresti procedere a questa operazione al mattino e alla sera. Se hai delle lesioni all’interno della bocca, l’acqua salata potrebbe causare una leggera sensazione di bruciore, ma è in grado di prevenire la gengivite.

Risciacqua lo spazzolino prima e dopo aver lavato i denti

L’ultima cosa che desideri è quella di “alimentare” l’infiammazione gengivale con i batteri e i residui di cibo rimasti fra le setole. Risciacqua sempre lo spazzolino con acqua molto calda e fai scorrere un dito sulle setole per eliminare i frammenti di alimenti che puoi aver dimenticato l’ultima volta. Per uccidere una quantità maggiore di germi, immergi lo spazzolino in acqua ossigenata.

Sostituisci regolarmente lo spazzolino

Dovresti cambiarlo ogni tre mesi o anche più spesso, nel caso le setole si usurassero. Quando appaiono sfilacciate, non sono in grado di pulire adeguatamente i denti. Se hai uno scovolino, dovrai sostituirne spesso la testina. Se l’ortodontista non ti fornisce dei ricambi, sappi che puoi acquistarli al supermercati e in farmacia. Vale la pena portarne sempre uno con te.

Presta attenzione a quello che mangi

Il modo migliore per proteggere i denti è quello di evitare gli alimenti che li danneggiano insieme all’apparecchio. Non mangiare cibi duri o difficili da masticare, come mele, toffee, caramelle, mais (sgranocchiando la pannocchia), pretzel duri, popcorn, frutta secca, carote o bagel. Non mangiare il ghiaccio o le gomme da masticare. Riduci o evita completamente gli zuccheri. Le bibite e gli alimenti zuccherini corrodono i denti e causano la formazione della placca, che a sua volta scatena la gengivite.

Segui una dieta equilibrata

Le vitamine e i minerali che puoi ottenere da un’alimentazione sana, composta da fibre, proteine, grassi sani e qualche carboidrato, ti permettono di combattere e tenere a bada l’infiammazione gengivale. Una dieta sana ti permette di restare in buona salute, un aspetto altrettanto importante. Cerca di consumare cibi nutrienti, ricchi di fibre, come i lamponi, i cereali integrali, le verdure a foglia verde, la zucca e i frutti morbidi.

Pulisci i denti dopo ogni pasto

Potrebbe sembrarti una scocciatura, ma è un dettaglio cruciale! La gengivite è in grado di svilupparsi in 48 ore a causa di una scarsa igiene (mancato uso di spazzolino e filo interdentale) oppure per una tecnica di pulizia scorretta. Se non lavi i denti dopo aver mangiato, potresti ritrovarti con delle macchie sullo smalto quando verrà tolto l’apparecchio.

Sottoponiti a regolari pulizie presso il dentista o l’ortodontista

Dovresti andare dal dentista almeno una volta all’anno per una visita di controllo e una pulizia; se in passato hai avuto problemi, come sanguinamento e infiammazione gengivali, dovresti recarti dal medico anche più spesso. Se puoi, fissa un appuntamento dopo ogni serraggio dell’apparecchio. È molto probabile che verrai sottoposto una pulizia con idropulsore, perché l’igienista dentale potrebbe avere qualche difficoltà a muovere gli strumenti attorno all’apparecchio. Per i pazienti con gengivite, è importante che il personale medico usi l’acqua al posto dell’ablatore. Chiedi al tuo dentista di usare questa durante la procedura di pulizia.

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Quale spazzolino usare per lavarsi i denti?

MEDICINA ONLINE LAVARSI I DENTI GENGIVE LINGUA LABBRA CORRETTAMENTE INCISIVI MOLARI PREMOLARI CANINI BAMBINI ADULTI DENTIFRICIO SPAZZOLARSI SPAZZOLINO MOVIMENTO COLLUTORIO FLUORO FILO INIl lavarsi i denti correttamente comincia nel momento in cui acquistiamo lo spazzolino. Come scegliere quello giusto per noi? Cominciamo dalle basi: compra uno spazzolino di qualità e non quello più economico. A meno che non soffriate di particolari patologie di gengive e denti, lo spazzolino ideale ha setole in nylon di durezza media. Esse sono molto efficaci nel rimuovere la placca e i residui di cibo dai denti senza irritare le gengive o erodere lo smalto, come invece succede con le setole dure.
Lo spazzolino deve essere anche comodo da impugnare ed avere una testina abbastanza piccola per poter raggiungere tutti i denti, soprattutto quelli posteriori. Se hai difficoltà a fare entrare il tuo spazzolino in bocca, è probabilmente troppo grande per te.
Gli spazzolini elettrici sono un’ottima alternativa, se sei pigro e pensi in questo modo di essere più meticoloso nella pulizia. Tuttavia, anche uno spazzolino manuale può fare un lavoro preciso: è tutta una questione di tecnica.
Dovresti evitare assolutamente gli spazzolini con setole “naturali” di origine animale, perché possono essere ricettacolo di batteri. Scegli infine uno spazzolino dotato di puliscilingua, utile per lavare anche la lingue e non solo i denti.

I migliori prodotti per l’igiene orale

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per la cura ed il benessere della bocca e del viso, in grado di migliorare l’igiene orale, combattere l’alito cattivo, pulire la lingua dalla patina ed idratare le labbra:

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Come lavare i denti con lo spazzolino elettrico

MEDICINA ONLINE LAVARSI I DENTI GENGIVE LINGUA LABBRA CORRETTAMENTE INCISIVI MOLARI PREMOLARI CANINI BAMBINI ADULTI DENTIFRICIO SPAZZOLARSI SPAZZOLINO MOVIMENTO COLLUTORIO FLUORO FILO INTERDENTALE BOCCA BAGNO TECNICA.jpgInnanzitutto inumidite sempre lo spazzolino prima di applicare il dentifricio, proprio come fareste se stesse utilizzando uno spazzolino tradizionale. Applicate il dentifricio (va bene un dentifricio qualsiasi), ed appoggiate lo spazzolino direttamente sui denti. Solo a questo punto accendete lo spazzolino elettrico. Sembra una sciocchezza ma se lo accendete prima schizzerete dappertutto. Le prime volte probabilmente vi capiterà, è normale, ma presto ci farete l’abitudine. Ovviamente la stessa regola vale anche quando avete finito di lavarvi i denti: spegnete prima lo spazzolino e solo dopo allontanatelo dalla bocca. Per quanto riguarda il movimento da eseguire, in linea generale gli spazzolini elettrici vanno solamente spostati da una zona all’altra, lentamente, quasi massaggiando i denti, senza sfregare e soprattutto senza esercitare la pressione che usereste con uno con uno spazzolino manuale. Ricordatevi che questi apparecchi eseguono migliaia di movimenti al minuto, quindi lo spazzolino lavorerà al posto vostro, in pratica dovete solo limitarvi a passare lo spazzolino tra un dente e l’altro. Vi accorgerete degli ottimi risultati passando la lingua sui denti una volta finita la pulizia.

2 minuti

Altro piccolo accorgimento riguarda il tempo di spazzolamento: dimenticatevi di passare decine di minuti davanti allo specchio, con uno spazzolino elettrico 2 minuti sono più che sufficienti. Cercate di distribuire uniformemente il tempo per lo spazzolamento per tutte le arcate dentali ed evitate di rimanere troppo a lungo a lavarvi i denti, non serve a niente! Ricordate, 2 minuti bastano e avanzano. Se proprio volete aumentare l’igiene della vostra bocca al limite lavatevi i denti più volte al giorno.

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Come si usa uno spazzolino elettrico: differenza tra le testine

Gli spazzolini elettrici utilizzano testine intercambiabili, e anche se sono tutte molto simili tra loro, a seconda del tipo, vanno utilizzate in modi leggermente diverso.

Principalmente possiamo dividere le varie testine in 2 categorie:

  • Testine a forma di spazzolino: sono quelle adottate dalla Philips e recentemente anche dalla Oral B (sono le testine Trizone). Queste testine sono molto simili ad uno spazzolino manuale e i movimenti da effettuare ricordano appunto i movimenti classici. Per chi non è abituato ad utilizzare gli spazzolini elettrici, forse sono la scelta migliore, almeno per iniziare. Queste testine prendono più denti in una sola volta. Ricordatevi che i movimenti sono simili, ma dovete sempre limitarvi a spostare lentamente lo spazzolino, non dovete sfregare velocemente, ne applicare troppa pressione. Eccovi comunque un video realizzato dalla Oral B per un corretto utilizzo per queste tipo di testine.
  • Testine rotonde: fanno parte della linea standard adottata dalla Oral B, la forma è simile agli strumenti usati dai dentisti. Queste testine coprono un dente alla volta e di norma bisogna iniziare a spazzolare partendo dalle zone esterne. Soffermatevi sempre qualche secondo su ogni dente e inclinate leggermente lo spazzolino per raggiungere anche gli spazi tra i denti. Anche utilizzando queste testine non dovrete mai sfregare velocemente lo spazzolino elettrico, ma limitarvi a spostarlo lentamente cercando di ricoprire tutta la superficie dentale.

Come scegliere la testina dello spazzolino elettrico?

Entrambi i sistemi di testina sono buoni e permettono di ottenere gli stessi risultati. La differenza principale sta semplicemente nel tipo di movimento da eseguire e alla fine dei conti si tratta semplicemente di una questione di abitudine e di comodità, quindi solo provandoli riuscirete a trovare il tipo di testina più adatto a voi. C’è comunque da dire ormai in commercio esistono molti tipi diversi di testine, con setole differenti e con vari accorgimenti, ognuno studiato per specifici problemi e necessità. Per orientarvi nel mondo delle testine abbiamo creato delle pagine apposite dove abbiamo raccolto tutte le testine attualmente in commercio per le marche principali:

Quando lavarsi i denti?

Esattamente come fareste con uno spazzolino manuale, quindi almeno 2 volte al giorno, una mezz’oretta dopo i pasti principali. Sotto questo punto di vista uno spazzolino elettrico è identico ad uno spazzolino manuale, al limite chiedete consiglio al vostro dentista. Ovviamente è importante lavarsi i denti prima di andare a dormire, e la mattina dopo aver fatto colazione. Anche dopo pranzo sarebbe il caso di lavarsi i denti, ma ovviamente, dati gli impegni (specialmente lavorativi) questo non sempre è possibile. Nei casi in cui non avete la possibilità di lavarvi i denti, avere a portata di mano un collutorio (ce ne sono di poco ingombranti, quelli formato da viaggio) è la soluzione ideale, se non avete nemmeno un collutorio ripiegate su una gomma da masticare, lo sfregamento sui denti aiuta a pulirli proprio come una gomma da cancellare. Non è come lavarsi i denti, ma sempre meglio di niente.

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Differenza tra fluido, crema e siero per viso e corpo: vantaggi e svantaggi

MEDICINA ONLINE FLUIDO CREMA SIERO DIFFERENZE IDRATANTE ANTIAGE CORPO VISO QUALE SCEGLIERE PELLE SECCA IMPERFEZIONI UV VOLTO COSMETICA TEXTURE ASSORBIMENTO DERMA EPIDERMIDE RUGHE BELLEZZA.jpgIn molti si chiedono quali sono le principali differenze tra fluido, crema idratante e siero. La prima cosa da dire è che in cosmetica “fluido” e “crema” indicano generalmente la stessa cosa: i due termini sono sinonimi. Da questo memento in poi in questo articolo useremo solo il termine “siero”. Sieri e creme sono due tipi di cosmetico entrambi molto validi, ma con caratteristiche differenti sia nella composizione che nell’utilizzo. Scopriamo le principali differenze.

Consistenza più leggera del siero

Sia che si parli di cosmetici idratanti, antirughe o antiage, punto in comune è la differenza nella texture: più corposa quella della crema, più leggera quella del siero, ciò perché il siero è privo della componente grassa, oltre ad essere il più ricco di principi attivi. Ciò gli permette di penetrare in tempi molto più veloci all’interno della pelle, fornendo una maggiore idratazione anche alle pelli grasse, al contrario della crema, la quale a causa della sua composizione corposa non riesce ad essere assorbita perfettamente e rapidamente, causando a volte fastidiosi episodi di sudorazione e lucidità. A causa della sua componente maggiormente acquosa il siero si presenta in boccette di vetro con apposito contagocce.

Modalità d’uso

La crema può e deve essere utilizzata quotidianamente, dopo la detersione della pelle, mentre invece è consigliabile applicare il siero in cicli della durata di non più di 2 mesi, intervallati da periodi di non uso, variabili in base al tipo di pelle. Assorbendosi nell’immediato, il siero rappresenta un’ottima soluzione soprattutto nei momenti in cui la nostra pelle risulta maggiormente trascurata e la crema da sola non basta. La crema può essere usata in quantità maggiore, mentre il siero fa effetto anche con quantità di prodotto minore (motivo per cui viene generalmente venduto in contenitori meno capienti, generalmente 15 o 30 ml, mentre la crema in contenitori di 50 ml).

Crema o siero per viso e corpo

Per quanto riguarda il viso la crema è solitamente consigliata per chi ha una pelle secca: essendo molto ricca, idrata in profondità il derma. Per le pelli grasse è invece preferibile il fluido che nutre la pelle senza lasciare eccessi che altrimenti creerebbero quella fastidiosa patina lucida nella zona ‘T’ (naso e fronte). Se si parla invece di corpo, generalmente il fluido si utilizza in estate per avere una pelle idratata ma non appesantita, mentre la crema è l’ideale per l’inverno.

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Utilizzarli entrambi?

Come abbiamo appena visto, la crema va usata tutti i giorni, mentre i due prodotti vanno associati solo nei casi in cui la nostra pelle risulti particolarmente danneggiata e poco luminosa. Per ottenere il massimo del risultato desiderato, un piccolo trucco è quello di scegliere un siero ed una crema dalle diverse funzioni, cosicché da poter beneficare di più azioni ricostituenti.

Quando il siero diventa essenziale?

Generalmente, l’associazione di crema e siero è utile soprattutto quando la pelle non è più giovanissima, cioè superati i 30/35 anni; invece il siero è meno utile per pelli giovani, al di sotto dei 30 anni, età in cui è generalmente sufficiente solo la crema. Come prima detto, però, l‘associazione tra i due prodotti è utile in quei pericoli dell’anno in cui la pelle è particolarmente stressata a prescindere dall’età.

Ecco i soggetti che possono maggiormente beneficiare di un siero idratante:

  • soggetti giovani che soffrono spesso di imperfezioni che utilizzano trattamenti aggressivi che seccano la pelle;
  • soggetti giovani e meno giovani, in periodi in cui la pelle è particolarmente stressata e secca, ad esempio nel cambio di stagione;
  • uomini, per lenire la pelle dopo la rasatura;
  • coloro che hanno più di 30/35 anni, per combattere le rughe sottili dovute alla disidratazione e prevenire i segni dell’invecchiamento;
  • soggetti con pelli mature, per aumentare la luminosità del colorito e rimpolpare il viso;
  • in caso di pelli arrossate, per lenire gli arrossamenti e offrire sollievo dalle irritazioni (dopo controllo medico);
  • in caso di pelli esposte al sole ripetutamente e per lunghi periodi;
  • in caso di pelli che risentono dell’esposizione ai fattori ambientali: freddo, vento, raggi UV, inquinamento, aria condizionata, riscaldamento, ecc.

Vantaggi e svantaggi

Ecco una lista di vantaggi della crema rispetto al siero:

  • generalmente sufficiente per la maggior parte delle pelli;
  • generalmente sufficiente al di sotto dei 35 anni;
  • maggior facilità di trovare buoni prodotti a costi ridotti;
  • costo generalmente minore;
  • maggiore quantità di prodotto a parità di prezzo.

Ecco una lista di svantaggi della crema rispetto al siero:

  • generalmente non sufficiente da sola oltre i 30 anni;
  • minore rapidità di assorbimento;
  • minore quantità di assorbimento;
  • meno efficace in condizioni di pelle molto stressata e secca.

Ecco una lista di vantaggi del siero rispetto alla crema:

  • molto più efficace, specialmente oltre i 30 anni;
  • molto più efficace in condizioni di pelle molto stressata e secca;
  • maggiore rapidità di assorbimento;
  • maggiore quantità di assorbimento.

Ecco una lista di svantaggi del siero rispetto alla crema:

  • minore facilità di trovare buoni prodotti a costi ridotti;
  • costo generalmente maggiore;
  • minore quantità di prodotto a parità di prezzo.

I vantaggi e gli svantaggi qui esposti sono ovviamente delle generalizzazioni: ogni prodotto va valutato e comparato singolarmente.

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Differenza tra miscela omogenea ed eterogenea

MEDICINA ONLINE LABORATORIO CHIMICA FISICA SANGUE ANALISI FECI URINA GLICEMIA AZOTEMIA DENSITA CHEMISTRY LAB VISCOSITA LIQUIDO GAS SOLIDO FLUIDO ACQUA PESO SPECIFICO SCUOLA RICERCA RESISIn chimica si definisce “miscela” un insieme di sostanze diverse mescolate tra loro. A differenza dei composti, che si possono definire come sostanze elettricamente neutre costituite da due o più elementi diversi i cui atomi vi figurano in proporzioni definite, le miscele hanno una composizione variabile. Ad esempio, in un campione del composto acqua vi saranno sempre due atomi di H per ogni O, mentre lo zucchero e la sabbia si possono mescolare in qualsiasi proporzione. Allo stesso modo, mentre le proprietà dei composti sono diverse da quelle dei componenti, quelle delle miscele sono affini alle proprietà dei costituenti. Non di meno, mentre non è possibile separare i componenti di un composto con mezzi fisici, i costituenti di una miscela si possono separare con l’ausilio di tecniche fisiche.

Una miscela può essere eterogenea od omogenea:

  • miscela eterogenea: è un tipo particolare di miscela in cui è possibile riconoscerne i vari componenti con un microscopio ottico, o anche ad occhio nudo. È il caso di molte rocce o del latte o dell’olio immerso nell’acqua, ad esempio;
  • miscele omogenee o soluzioni: sono un tipo particolare di miscela in cui le molecole o gli ioni sono così intimamente mescolati tra loro tanto che la composizione risulta uniforme ovunque, per piccolo che possa essere il campione esaminato.

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Differenza tra soluzione e miscela in chimica con esempi

MEDICINA ONLINE LABORATORIO CHIMICA FISICA SANGUE ANALISI FECI URINA GLICEMIA AZOTEMIA DENSITA CHEMISTRY LAB VISCOSITA LIQUIDO GAS SOLIDO FLUIDO ACQUA PESO SPECIFICO SCUOLA RICERCA RESISSi definisce “soluzione” in chimica una miscela omogenea in cui una o più sostanze sono contenute in una fase liquida o solida o gassosa; una soluzione contiene particelle diverse mescolate e distribuite in modo uniforme nello spazio disponibile in modo che ogni volume di soluzione abbia la medesima composizione degli altri. La misura della quantità di soluto rispetto alla quantità di soluzione è detta concentrazione e viene misurata sia tramite unità fisiche che tramite unità chimiche.

In una soluzione viene denominato solvente la sostanza presente in quantità maggiore e soluto (o soluti) la sostanza (o le sostanze) presente in minor quantità.

  • Le soluzioni gassose (gas in gas) vengono normalmente dette miscele gassose.
  • Le soluzioni solide (solido in solido) sono dette leghe.
  • Le soluzioni liquide in cui un soluto si scioglie in un liquido (soluto in acqua) vengono dette soluzioni acquose.

Una soluzione consiste quindi in una miscela di due o più componenti che formano una dispersione molecolare omogenea in una sola fase fisica. Ricordiamo che la “fase” in chimica indica una porzione di materia che, ad occhio nudo o al microscopio ottico, presenta in ogni suo punto le medesime proprietà fisiche e chimiche.

In chimica si definisce “miscela” un insieme di sostanze diverse mescolate tra loro. A differenza dei composti, che si possono definire come sostanze elettricamente neutre costituite da due o più elementi diversi i cui atomi vi figurano in proporzioni definite, le miscele hanno una composizione variabile. Ad esempio, in un campione del composto acqua vi saranno sempre due atomi di H per ogni O, mentre lo zucchero e la sabbia si possono mescolare in qualsiasi proporzione. Allo stesso modo, mentre le proprietà dei composti sono diverse da quelle dei componenti, quelle delle miscele sono affini alle proprietà dei costituenti. Non di meno, mentre non è possibile separare i componenti di un composto con mezzi fisici, i costituenti di una miscela si possono separare con l’ausilio di tecniche fisiche.

Una miscela può essere eterogenea od omogenea:

  • miscela eterogenea: è un tipo particolare di miscela in cui è possibile riconoscerne i vari componenti con un microscopio ottico, o anche ad occhio nudo. È il caso di molte rocce o del latte, ad esempio;
  • miscele omogenee (anche chiamate soluzioni): sono un tipo particolare di miscela in cui le molecole o gli ioni sono così intimamente mescolati tra loro tanto che la composizione risulta uniforme ovunque, per piccolo che possa essere il campione esaminato.

In altre parole la soluzione è quel tipo particolare si miscela in cui i due o più componenti sono mescolati in modo omogeneo, in modo che ogni volume di soluzione abbia la medesima composizione degli altri. Tutte le soluzioni sono quindi miscele, ma non tutte le miscele sono necessariamente soluzioni.

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