Il primo sintomo evidente del tumore alla mammella è tipicamente la presenza di un nodulo che si avverte come diverso dal resto del tessuto mammario. Più dell’80% dei casi di cancro al mammella vengono scoperti quando la donna si accorge di avere un nodulo, ma non tutti i noduli indicano cancro: ad esempio i fibroadenomi sono molto diffusi e benigni. I tumori al mammella primitivi, tuttavia, possono essere rilevati grazie ad una mammografia. Un nodulo trovato nei linfonodi situati sotto le ascelle può inoltre essere un indizio di un tumore mammario. Altri segni che possono far sospettare questa condizione possono include:
- un ispessimento diverso dagli altri tessuti della mammella,
- una mammella che diventa più grande o più bassa,
- un capezzolo che cambia posizione, morfologia o si ritrae (capezzolo introflesso),
- la presenza di una increspatura della pelle o di fossette, “pelle a buccia d’arancia”,
- un arrossamento cutaneo intorno a un capezzolo,
- una secrezione purulenta e/o ematica dal capezzolo,
- dolore costante in una zona della mammella o dell’ascella,
- un gonfiore sotto l’ascella o intorno alla clavicola.
La presenza di dolore (“mastodinia“) può essere indicativo sia di tumore ma anche di altre patologie. I sintomi sono tanto più indicativi di malattia maligna quanto più si presentano monolateralmente (cioè ad una sola mammella e non ad entrambe).
Di tanto in tanto, il tumore alla mammella si presenta come malattia metastatica che corrisponde alla diffusione del cancro oltre all’organo di origine. I sintomi causati dipenderanno dalla localizzazione delle metastasi le cui sedi più comuni sono ossa, fegato, polmoni e cervello. Una inspiegabile perdita di peso può talvolta preannunciare un tumore alla mammella occulto, così come la presenza di febbre o brividi. Dolori alle ossa o alle articolazioni possono a volte essere manifestazioni della presenza di metastasi, così come l’ittero o sintomi neurologici. Questi sintomi sono definiti non-specifici, nel senso che potrebbero essere anche manifestazioni di molte altre malattie.
La maggior parte dei sintomi correlati alla mammella, tra cui la maggior parte dei noduli, non risultano poi essere indice di un tumore sottostante. Meno del 20% dei noduli, per esempio, sono cancerogeni e le patologie mammarie benigne, quali mastiti e fibroadenoma della mammella sono le cause più comuni dei sintomi. Tuttavia, la comparsa di un nuovo sintomo deve essere presa seriamente in considerazione sia dal paziente che dal medico, per via della possibilità di incorrere in un tumore alla mammella a qualsiasi età.
Tutti i segni e sintomi finora elencati sono ancora più indicativi di cancro mammario, se il paziente presenta i seguenti fattori di rischio:
- sesso femminile (ricordiamo infatti che il cancro mammario può colpire anche l’uomo, ma molto più raramente);
- età avanzata (>30 anni);
- fumo di sigaretta;
- genetica (altri casi in famiglia: madre, sorella…);
- mancanza di procreazione;
- esposizione ad inquinamento atmosferico;
- mancanza di allattamento al seno;
- elevati livelli di alcuni ormoni;
- dieta ricca di grassi;
- obesità.
Va infine ricordato che la presenza dei segni e sintomi elencati non assicurano una diagnosi corretta: quest’ultima si dovrà infatti avvalere di esami strumentali (ecografia, mammografia, biopsia…) e di laboratorio.
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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Con “liquido” in chimica si indica uno degli stati della materia, insieme a “solido” ed aeriforme (gas). Generalmente, una sostanza allo stato liquido è meno densa che allo stato solido, cioè un materiale allo stato solido tende ad “andare a fondo” se immerso nello stesso materiale allo stato liquido. Una importante eccezione a quest’ultima affermazione è costituita dall’acqua che è più densa allo stato liquido che allo stato solido, motivo per cui il ghiaccio galleggia sull’acqua.
Gli apparecchi ortodontici vengono applicati ai denti per allinearli e raddrizzarli; sono dispositivi che correggono la posizione dei denti, migliorano l’aspetto del sorriso, mantengono la bocca in buona salute e perfezionano la pronuncia, per cui vale sempre la pena indossarli. Tuttavia, se non si seguono le corrette tecniche di pulizia potrebbero svilupparsi carie, infezioni gengivali e macchie sui denti. La placca e il cibo che si accumulano sull’apparecchio devono essere rimossi costantemente. Se indossi un apparecchio, questo articolo ti insegnerà i metodi giusti per prendertene cura e avere una bocca sana.
Il lavarsi i denti correttamente comincia nel momento in cui acquistiamo lo spazzolino. Come scegliere quello giusto per noi? Cominciamo dalle basi: compra uno spazzolino di qualità e non quello più economico. A meno che non soffriate di particolari patologie di gengive e denti, lo spazzolino ideale ha setole in nylon di durezza media. Esse sono molto efficaci nel rimuovere la placca e i residui di cibo dai denti senza irritare le gengive o erodere lo smalto, come invece succede con le setole dure.
Innanzitutto inumidite sempre lo spazzolino prima di applicare il dentifricio, proprio come fareste se stesse utilizzando uno spazzolino tradizionale. Applicate il dentifricio (va bene un dentifricio qualsiasi), ed appoggiate lo spazzolino direttamente sui denti. Solo a questo punto accendete lo spazzolino elettrico. Sembra una sciocchezza ma se lo accendete prima schizzerete dappertutto. Le prime volte probabilmente vi capiterà, è normale, ma presto ci farete l’abitudine. Ovviamente la stessa regola vale anche quando avete finito di lavarvi i denti: spegnete prima lo spazzolino e solo dopo allontanatelo dalla bocca. Per quanto riguarda il movimento da eseguire, in linea generale gli spazzolini elettrici vanno solamente spostati da una zona all’altra, lentamente, quasi massaggiando i denti, senza sfregare e soprattutto senza esercitare la pressione che usereste con uno con uno spazzolino manuale. Ricordatevi che questi apparecchi eseguono migliaia di movimenti al minuto, quindi lo spazzolino lavorerà al posto vostro, in pratica dovete solo limitarvi a passare lo spazzolino tra un dente e l’altro. Vi accorgerete degli ottimi risultati passando la lingua sui denti una volta finita la pulizia.
In molti si chiedono quali sono le principali differenze tra fluido, crema idratante e siero. La prima cosa da dire è che in cosmetica “fluido” e “crema” indicano generalmente la stessa cosa: i due termini sono sinonimi. Da questo memento in poi in questo articolo useremo solo il termine “siero”. Sieri e creme sono due tipi di cosmetico entrambi molto validi, ma con caratteristiche differenti sia nella composizione che nell’utilizzo. Scopriamo le principali differenze.
In chimica si definisce “miscela” un insieme di sostanze diverse mescolate tra loro. A differenza dei composti, che si possono definire come sostanze elettricamente neutre costituite da due o più elementi diversi i cui atomi vi figurano in proporzioni definite, le miscele hanno una composizione variabile. Ad esempio, in un campione del composto acqua vi saranno sempre due atomi di H per ogni O, mentre lo zucchero e la sabbia si possono mescolare in qualsiasi proporzione. Allo stesso modo, mentre le proprietà dei composti sono diverse da quelle dei componenti, quelle delle miscele sono affini alle proprietà dei costituenti. Non di meno, mentre non è possibile separare i componenti di un composto con mezzi fisici, i costituenti di una miscela si possono separare con l’ausilio di tecniche fisiche.