Bamifix (bamifillina) 300mg 600mg compresse, foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA AEROSOL ASMA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS INTRAMUSCOLO PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICA EFFETTI COLLATERALI CONTROINDICAZIONIPrincipio attivo: Bamifillina Cloridrato

Forma: Compresse Rivestite

Categoria Farmacoterapeutica

Antiasmatico per uso sistemico

Indicazioni

Asma bronchiale, affezioni polmonari con componente spastica bronchiale.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Infarto miocardico acuto. Ipersensibilita’ nota al prodotto ed ai derivati xantinici.

Posologia

Adulti: Per via orale: generalmente una compressa rivestita di Bamifix 600 mg o 2 di Bamifix 300 mg al mattino e alla sera prima dei pasti.La posologia puo’ variare da 900 a 1800 mg al giorno secondo prescrizione medica. Per via rettale: 1 supposta Adulti per 2 volte al giorno.Bambini: di eta’ inferiore ai due anni: mezza supposta pediatrica per2 volte al giorno; di eta’ superiore ai due anni: 1 supposta pediatrica per 2 volte al giorno. Evitare la somministrazione ad intervalli ravvicinati.

Avvertenze

La bamifillina va somministrata con cautela nei neonati, nella prima infanzia (evitando dosaggi elevati e ricordando di frazionare le supposte), nei casi di insufficienza cardiaca avanzata, ipertensione arteriosa grave, insufficienza epatica e renale, ulcera gastrica e ipertiroidismo. Tenere il medicinale fuori della portata e della vista dei bambini.

Interazioni

Non sono note interazioni con bamifillina, tenere comunque presenti quelle note per la teofillina. Eritromicina, TAO, lincomicina, clindamicina, allopurinolo, cimetidina, vaccino antinfluenzale, propranololo possono aumentare i tassi sierici di teofillina; fenitoina, altri anticonvulsivanti ed il fumo di sigaretta possono diminuire i tassi siericidi teofillina. Il prodotto non dovrebbe essere somministrato contemporaneamente ad altri preparati xantinici. Occorre usare cautela nel casodi associazione con efedrina o altri simpaticomimetici broncodilatatori.

Effetti Indesiderati

In qualche raro caso sono stati segnalati cefalea e gastralgia. Dosi superiori a quelle terapeutiche possono indurre la comparsa di nausea edi fini tremori distali che scompaiono con la riduzione della posologia. Sono anche state segnalate reazioni allergiche quali orticaria, prurito, rash, dermatite.

Gravidanza E Allattamento

Le ricerche sul ciclo riproduttivo hanno evidenziato che la bamifillina non influenza la fertilita’, la gestazione, l’allattamento e lo sviluppo embriofetale. Si consiglia comunque, per norma precauzionale, dievitare la somministrazione nei primi mesi di gravidanza. Con l’impiego di bamifillina durante la gravidanza non si sono mai osservati casidi tossicita’ neonatale. Per precauzione comunque se ne sconsiglia l’uso negli ultimi giorni di gravidanza e durante l’allattamento.

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Budiair (budesonide) 200mcg aerosol, foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA AEROSOL ASMA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS INTRAMUSCOLO PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICA EFFETTI COLLATERALI CONTROINDICAZIONIDenominazione

BUDIAIR 200 MCG SOLUZIONE PRESSURIZZATA PER INALAZIONE

Principi Attivi

Ogni erogazione contiene 200 mcg di budesonide.

Eccipienti

1,1,1,2 tetrafluoroetano (HFA 134a), etanolo anidro, glicerolo.

Indicazioni

Trattamento dell’asma persistente lieve, moderato e severo.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ nota alla budesonide o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Posologia

La posologia va adattata al singolo paziente in relazione alla gravita’ dell’asma ed alla fase della terapia. Il trattamento deve essere individualizzato nei pazienti che utilizzavano un altro tipo di dispositivo inalatore e che vengono trasferiti alla terapia. Adulti e adolescenti di eta’ superiore a 12 anni: 200 mcg (1 erogazione) 2-4 volte al di’. Nei periodi di asma severo la posologia giornaliera puo’ essere aumentata fino ad un massimo di 1600 mcg. La dose di mantenimento e’ individuale e dovrebbe essere la dose minima che permetta l’assenza di sintomatologia: usualmente e’ sufficiente una erogazione (200 mcg) al giorno. Bambini di eta’ compresa fra 6 e 12 anni: in genere 200 mcg (unaerogazione) al giorno. In caso di necessita’, aumentare fino a 400 mcgal giorno. Il limite di eta’ e’ determinato dalla possibilita’ di impiegare correttamente il medicinale. Pazienti non trattati con corticosteroidi: l’effetto terapeutico si manifesta di solito entro 10 giornidall’inizio del trattamento, tuttavia in quei pazienti in cui e’ presente abbondante secrezione bronchiale, si consiglia di associare per unbreve periodo (circa 2 settimane) un trattamento corticosteroideo orale. Inizialmente si comincia con dosaggio pieno e si riduce gradualmente fino ad effettuare il mantenimento solo con il prodotto. Le riacutizzazioni dell’asma a seguito di infezioni batteriche dovranno essere trattate con antibiotici incrementando la posologia. Pazienti trattaticon corticosteroidi: particolare attenzione deve essere posta nel trasferire un paziente dalla terapia corticosteroidea orale a quella con il farmaco. L’introduzione del medicinale nella terapia dovra’ avvenirein una fase relativamente stabile del paziente. IL prodotto dovra’ essere associato per circa 10 giorni alla terapia orale e quindi si dovra’ iniziare la riduzione della dose del corticosteroide orale fino alla dose minima che in associazione con il medicinale da’ una risposta stabile; in molti casi e’ possibile sospendere del tutto la somministrazione per via orale, mentre in alcuni casi si dovra’ mantenere il trattamento con una dose minima di corticosteroidi orali. Tuttavia, nel passare dalla terapia orale al prodotto, in qualche caso, potra’ verificarsi una diminuzione dell’effetto steroideo sistemico con comparsa disintomi quali rinite, eczema, cefalea, dolori muscolari ed articolarie, raramente, nausea e vomito: valutare l’opportunita’ o meno di mantenere il paziente in terapia per via inalatoria. Il tempo necessario per recuperare la produzione fisiologica di corticosteroidi naturali puo’ essere lungo ed in alcune condizioni, quali stress fisico per infezioni gravi, traumi e interventi chirurgici, puo’ essere necessario associare alla cura un trattamento di corticosteroidi per via orale; anchenei casi di riacutizzazioni. E’ essenziale che il paziente esegua correttamente le istruzioni per l’uso. Prima di impiegare l’inalatore perla prima volta oppure se esso non sia stato usato per tre giorni o piu’, rimuovere la chiusura di protezione del boccaglio premendolo delicatamente sui lati e premere una volta nell’aria per rilasciare una erogazione in modo da assicurarsi dell’effettivo funzionamento. Nell’usoseguire attentamente le seguenti istruzioni: tenere l’erogatore tra ilpollice e l’indice, con il boccaglio dalla parte inferiore; toglierela chiusura di protezione; effettuare una espirazione completa e quindi collocare il boccaglio tra le labbra ben chiuse; inspirare a lungo eprofondamente con la sola bocca, contemporaneamente premere con l’indice una sola volta. Terminata l’inspirazione trattenere il respiro ilpiu’ a lungo possibile. Terminate le inalazioni, richiudere il boccaglio con la chiusura di protezione. Il boccaglio va sempre tenuto pulito. La pulizia va effettuata con acqua tiepida, dopo aver estratto il contenitore sotto pressione. Nei bambini le inalazioni devono essere effettuate sotto la sorveglianza di un adulto. E’ utile chiudere le narici del bambino durante l’inalazione. Confezione con dispositivo Jet: togliere la chiusura di protezione dal JET e tenerlo in posizione capovolta, con la bomboletta verso l’alto; effettuare un’espirazione completa e quindi collocare il boccaglio fra le labbra ben chiuse; premere con l’indice sul contenitore sotto pressione ed inspirare profondamenteanche dopo pochi istanti; terminata l’inspirazione trattenere il respiro piu’ a lungo possibile e richiudere il JET con l’apposita chiusuradi protezione; il JET deve essere tenuto pulito: la pulizia va effettuata con acqua tiepida, dopo aver estratto il contenitore sotto pressione. Lasciare asciugare completamente in un luogo caldo. Evitare un calore eccessivo.

Conservazione

Il contenitore sotto pressione non va forato, non deve essere avvicinato, anche se vuoto, a fonti di calore, non deve essere congelato e nondeve essere esposto alla luce solare diretta. Non conservare al di sopra di 25 gradi C.

Avvertenze

Il farmaco non e’ indicato per il trattamento della dispnea acuta o dello stato asmatico. Queste condizioni devono essere trattate con la usuale terapia. I pazienti devono essere istruiti sul corretto uso dell’inalatore. Il medicinale costituisce un trattamento profilattico dellamalattia asmatica per cui deve essere assunto regolarmente alle dosiprescritte e non deve essere interrotto all’improvviso. In caso di ulcera a carico dell’apparato digerente si impone un’attenta sorveglianzadel paziente durante la terapia. Particolare attenzione deve essere posta sia nel trasferimento dei pazienti dalla terapia con corticosteroidi orali a corticosteroidi per via inalatoria sia nel loro successivomantenimento. I pazienti devono essere in una fase relativamente stabile della malattia prima di iniziare la terapia inalatoria con corticosteroidi a dosi elevate, in aggiunta alla dose di mantenimento abituale con corticosteroidi sistemici. Dopo circa 10 giorni si puo’ iniziarea ridurre gradualmente la dose giornaliera. In molti casi e’ possibile sostituire del tutto il corticosteroide orale con quello per via inalatoria. I pazienti con alterazioni della funzionalita’ surrenalica potrebbero necessitare di un trattamento supplementare con corticosteroidi per via sistemica durante periodi di stress fisico. Cio’ vale ancheper i pazienti in trattamento cronico con alte dosi di corticosteroidi per via inalatoria. Tali pazienti potrebbero avere un’alterazione della funzionalita’ surrenalica che si puo’ manifestare clinicamente durante i periodi di stress e necessitare di un trattamento complementarecon corticosteroidi sistemici. Nel passaggio dalla terapia orale a quella con budesonide per via inalatoria possono insorgere sintomi che risultavano in precedenza soppressi dal trattamento sistemico con corticosteroidi, con manifestazioni quali rinite, eczema, cefalea, dolori muscolari ed articolari e, raramente, nausea e vomito: istituire un trattamento specifico in associazione alla terapia inalatoria. Alcuni pazienti potrebbero lamentare sintomi non specifici durante la sospensione graduale dei corticosteroidi sistemici. In questi casi i pazienti vanno incoraggiati a proseguire il trattamento con budesonide per via inalatoria e a sospendere i corticosteroidi orali. Dopo la somministrazione puo’ manifestarsi broncospasmo paradosso con sibili espiratori. Incaso di reazione severa, va valutata l’opportunita’ di continuare iltrattamento o se sostituirlo con una terapia alternativa. In caso di insorgenza di dispnea acuta va utilizzato un broncodilatatore ad azionerapida ed il paziente va rivalutato. Se i sintomi dell’asma non sonoadeguatamente controllati da dosi massime di corticosteroidi inalatori, puo’ essere necessario un trattamento complementare di breve duratacon corticosteroidi per via sistemica. Si possono presentare effetti sistemici con i corticosteroidi inalatori. I possibili effetti sistemici includono la sindrome di Cushing, aspetto Cushingoide, soppressionesurrenalica, ritardo della crescita in bambini e adolescenti, riduzione della densita’ minerale ossea, cataratta, glaucoma e, piu’ raramenteuna serie di effetti psicologici o comportamentali che includono iperattivita’ psicomotoria, disturbi del sonno, ansieta’, depressione o aggressivita’. E’ importante che la dose dei corticosteroidi per inalazione sia la piu’ bassa dose possibile con cui viene mantenuto il controllo effettivo dell’asma. Si sono verificati casi molto rari di crisi surrenaliche acute. I sintomi di insufficienza surrenalica inizialmentesono aspecifici ed includono anoressia, dolore addominale, perdita dipeso, stanchezza, mal di testa, nausea, vomito; sintomi specifici incaso di trattamento con corticosteroidi inalatori comprendono ipoglicemia con riduzione dello stato di coscienza e/o convulsioni. Situazioniche potrebbero potenzialmente determinare una crisi surrenalica sono:traumi, interventi chirurgici, infezioni e rapida riduzione del dosaggio. I pazienti che ricevono dosi elevate devono essere strettamente valutati e la dose gradualmente ridotta. Il monitoraggio della riservasurrenalica puo’ anche essere necessario. Si raccomanda di eseguire verifiche periodiche dell’altezza dei bambini e adolescenti in trattamento di lunga durata. In caso di ritardo della crescita, la terapia va rivista allo scopo di ridurre il dosaggio. I pazienti in precedenza dipendenti da corticosteroidi orali possono manifestare gli effetti di un’alterata funzionalita’ surrenalica. Il ripristino dell’attivita’ delsurrene dopo l’interruzione della terapia puo’ essere lento e quindi ipazienti steroido-dipendenti trasferiti alla budesonide possono rimanere a rischio di alterata funzionalita’ surrenalica per un tempo considerevole: monitorare la funzione dell’asse ipofisi-surrenalico. Al fine di ridurre il rischio di candidosi orale e di raucedine, va consigliato ai pazienti di risciacquare il cavo orale o spazzolare i denti dopo ciascuna somministrazione. Le esacerbazioni dei sintomi dell’asma potrebbero essere dovute a infezioni batteriche acute del tratto respiratorio: e’ richiesta un’appropriata terapia antibiotica. In tali pazienti puo’ essere necessario aumentare la dose della budesonide e istituire un trattamento complementare di breve durata con corticosteroidi orali. Per la riduzione dei sintomi dell’asma acuto puo’ essere necessario l’uso di un farmaco broncodilatatore a rapida azione. Va prestata particolare attenzione ai pazienti affetti da tubercolosi polmonare infase attiva o quiescente ed un adeguato trattamento specifico va istituito prima di iniziare la terapia. Allo stesso modo, i pazienti con infezioni micotiche, virali o batteriche del tratto respiratorio richiedono un’attenta sorveglianza e attenzione e l’uso del farmaco e’ consentito solo se l’infezione viene trattata con un’opportuna terapia concomitante. Nei pazienti con un’eccessiva secrezione mucosa nel tratto respiratorio puo’ essere necessario un trattamento complementare di breve durata con corticosteroidi orali. Nei pazienti con disfunzione epatica severa, l’eliminazione della budesonide assunta per via inalatoriapotrebbe essere ridotta e la biodisponibilita’ sistemica aumentata. Nepotrebbero risultare effetti sistemici. Trattamenti concomitanti conketoconazolo e itraconazolo o con altri inibitori del CYP3A4 devono essere evitati. Contiene piccole quantita’ di etanolo e glicerolo. Taliquantita’ sono trascurabili e non costituiscono un rischio per i pazienti, alle dosi terapeutiche normalmente utilizzate.

Interazioni

Nei pazienti in terapia con corticosteroidi per via orale il passaggioall’impiego del solo farmaco per via inalatoria deve avvenire in modograduale. Dopo stabilizzazione del paziente, si associa il medicinalee si riduce progressivamente la dose di corticosteroide orale, controllando lo stato generale del paziente ad intervalli regolari. Cio’ e’necessario a causa del lento ripristino della funzionalita’ surrenalica compromessa dall’impiego prolungato del corticosteroide orale. Trattamenti concomitanti con ketoconazolo e itraconazolo devono essere evitati poiche’ la loro somministrazione potrebbe causare un aumento delladisponibilita’ sistemica della budesonide. Anche altri potenti inibitori del CYP3A4 possono produrre aumenti marcati dei livelli plasmaticidi budesonide. il prodotto contiene una piccola quantita’ di etanolo.Esiste la teorica possibilita’ di un’interazione con disulfiram o metronidazolo, in soggetti particolarmente sensibili in trattamento con tali farmaci.

Effetti Indesiderati

Effetti indesiderati comuni (> 1/100, < 1/10). Infezioni ed infestazioni: candidosi orofaringea Disturbi respiratori, toracici e del mediastino: raucedine, tosse, irritazione della gola. Disturbi gastrointestinali: disfagia. Rari (> 1/10,000, < 1/1.000). Disturbi del sistema immunitario: shock anafilattico, ipersensibilita’. Disturbi endocrini: insufficienza surrenale, ipercorticosurrenalismo. Disturbi psichiatrici:depressione, aggressivita’, ansieta’, disordini psicotici, comportamenti anormali, irrequietezza. Disturbi del sistema nervoso: iperattivita’ psicomotoria. Disturbi respiratori, toracici e del mediastino: broncospasmo. Disturbi dei tessuti cutanei e sottocutanei: atrofia cutanea,orticaria, rash, dermatite, prurito, eritema, angioedema. Disturbi muscoloscheletrici e del tessuto connettivale: ritardo della crescita. Disturbi generali e condizioni del sito della somministrazione: irritabilita’. Lesioni, avvelenamento e complicazioni procedurali: contusione. Molto rari inclusi casi isolati (< 1/10.000). Disordini endocrini: soppressione surrenale. Disturbi psichiatrici: nervosismo. Disturbi delsistema nervoso: disgeusia. Disturbi oculari: cataratta, glaucoma. Disturbi respiratori, toracici e del mediastino: disfonia. Disturbi gastrointestinali: nausea, glossodinia, stomatite, secchezza delle fauci.Disturbi muscoloscheletrici e del tessuto connettivo: mal di schiena.Esami: diminuita densita’ ossea. Sconosciuti. Disturbi psichiatrici: disturbi del sonno. Il trattamento puo’ favorire l’infezione da candidadell’orofaringe. L’esperienza ha dimostrato che l’infezione da candida si manifesta meno frequentemente se il prodotto viene inalato primadei pasti e/o sciacquandosi la bocca dopo l’inalazione. Nella maggiorparte dei casi la candidosi risponde alla terapia antifungina topica senza che sia necessario interrompere il trattamento. Gli effetti sistemici dei corticosteroidi inalatori sono piu’ probabili in caso di trattamenti prolungati con dosi elevate. Gli effetti sistemici includono soppressione surrenalica, ritardo della crescita dei bambini e adolescenti, diminuzione della densita’ minerale ossea, cataratta e glaucoma,aumento della suscettibilita’ alle infezioni. La capacita’ di adattamento allo stress fisico puo’ essere diminuita. Tali effetti sistemici,comunque, sono molto meno frequenti con la budesonide per via inalatoria che con i corticosteroidi per via orale. In casi molto rari puo’ manifestarsi broncospasmo paradosso con aumento immediato del sibilo espiratorio dopo il trattamento. In caso di reazione severa, la terapia va rivista e se necessario sostituita con un trattamento alternativo.

Gravidanza E Allattamento

I dati disponibili relativi all’esposizione di un consistente numero di donne in gravidanza indicano che il rischio di effetti teratogeni non aumenta con l’uso di budesonide per via inalatoria. In gravidanza labudesonide per via inalatoria dovrebbe essere utilizzata solo quandoi benefici siano maggiori dei potenziali rischi. Deve essere utilizzata la dose minima efficace di budesonide richiesta per mantenere un adeguato controllo dell’asma. Non e’ noto se la budesonide passi nel latte materno. La somministrazione di budesonide per via inalatoria durante il periodo di allattamento e’ opportuna solo quando i benefici attesi per la madre siano maggiori dei possibili rischi per il bambino.

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Cosa si prova prima di morire? Una ricerca americana prova a spiegarlo

MEDICINA ONLINE MORTE COSA SI PROVA A MORIRE TERMINALE DEAD DEATH CURE PALLIATIVE TERAPIA DEL DOLORE AEROPLANE TURBINE CHOCOLATE AIR BREATH ANNEGATO TURBINA AEREO PRECIPITA GRATTACIELO GLASS WALLPAPER PIC HI RES STRAGE PHOT.jpgCosa succede quando si muore?

Si dice che quando una persona passa a miglior vita nell’attimo prima di morire riveda per un istante moltissime immagini della sua vita, come una lunga pellicola cinematografica che ti passa davanti agli occhi. Ma cosa si prova realmente quando si muore? Quali sono le vere reazioni che si innescano nel nostro cervello? Alcuni ricercatori dell’American Chemical Society hanno cercato di dare una risposta a queste domande. In questa ricerca viene spiegato come reagisce l’uomo difronte alla morte.

Paura, dolore e istinto di sopravvivenza

La prima emozione che si prova è la paura: una risposta cognitiva che scatta come un allarme per far fronte ad una situazione di pericolo. Quando un individuo si spaventa la prima parte del corpo che si attiva è il talamo (un componente del sistema nervoso centrale). Una volta attivato il talamo, quest’ultimo manda segnali, sotto forrma di impulsi, alle altre zone del cervello, mentre nel resto del corpo si diffondono alcune sostanze come l’adrenalina, il glucosio e il cortisolo (un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali). Mentre il talamo avvia tutto questo processo, l’ippotalamo trasmette all’organismo degli impulsi che avviano le reazioni più classiche di fronte ad un episodio di pericolo, come la fuga o l ‘istinto difensivo. Dopo la reazione di paura l’individuo comincia ad urlare, ma al contrario di quanto si pensi, il fatto di emettere delle grida non è la conseguenza di un’azione del lobo temporale (l’area che gestisce il linguaggio), ma bensì dell’amigdala, ovvero un’area del cervello che controlla le emozioni, in particolar modo la paura.

Gli ultimi istanti

Dopo queste situazioni arriva quella più brutta: quella del dolore e della sofferenza. Quando si viene colpiti o feriti, i nocicettori (terminazioni di neuroni sensoriali) inviano degli impulsi al talamo in modo da far capire al cervello che si tratta di una situazione di dolore. In questo modo il nostro cervello cerca di reagire dando dei segnali al corpo in modo da evitare che l’esperienza di dolore si ripeta. Basti pensare a quando si tocca un oggetto rovente, nell’attimo in cui si prova il dolore la prima cosa che fa il corpo è quello di allontanare la mano dalla fonte di calore in modo da evitare di soffrire nuovamente. Tuttavia se il dolore e quindi la ferita è talmente grave da impedire al cervello di dare degli impulsi di “fuga”, si entra nello stato di morte clinica. In questa situazione il cervello resta attivo ancora per pochi secondi entrando in quella fase chiamata: “esperienza pre morte”. Dopo arriva l’ultima fase, quella della morte biologica.

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Le dimensioni del pene contano o no? I consigli delle mie pazienti

MEDICINA ONLINE GELOSIA UOMO COME FUNZIONA ONE HUNGRY SAD COUPLE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVER SEX GIRLPrima di iniziare la lettura, leggi la prima parte dell’articolo: Le dimensioni del pene contano o no? Le confessioni senza censura delle mie pazienti ed i loro consigli per avere un pene più bello e la seconda parte dell’articolo: Le dimensioni del pene contano o no? Le confessioni senza censura delle mie pazienti (seconda parte)

Nella lunga raccolta di interviste sull’argomento (quelle che avete letto nei due precedenti articoli sono solo una parte del materiale che ho raccolto), una cosa mi è subito stata chiara: quando le donne dicono “le dimensioni del pene non contano” quasi sempre stanno mentendo. Nel confessionale che diventa alcune volte il mio studio sono emersi questi interessanti dati:

1) oltre l’85% delle donne intervistate conferma di mentire quando dice pubblicamente che “le dimensioni non contano” perché prova vergogna a dire la verità o perché non vuole offendere gli uomini che ha di fronte;

2) le dimensioni del pene contano per quasi il 90% delle donne che hanno partecipato alla ricerca (ed il rimanente 10% potrebbe anche avermi mentito per pudore), anche se tutte ammettono che poi “diventa tutto inutile se un pene di grandi dimensioni viene usato male”;

3) quasi il 20% delle donne ha dichiarato di aver mollato almeno una volta nella vita un partner perché aveva un pene troppo piccolo, anche se non gliel’ha mai confessato apertamente;

4) per quasi la totalità delle intervistate la pulizia è vitale: il pene deve essere ben pulito in ogni sua parte (specie sotto la corona del glande, punto in cui si accumula il cosiddetto “smegma”) e non deve avere cattivi odori anche se però non deve profumare di sapone troppo dolce. E’ interessante notare come tre mie pazienti abbiano invece ammesso di trovare eccitante un lieve odore di sudore proveniente dai genitali;

5) per meno di un terzo delle donne la cute deve essere bella e senza inestetismi, ma la maggior parte non ci fa troppo caso, a meno che il pene non sia ricoperto di foruncoli. Una giovane donna mi ha riferito di trovare fastidioso un colore della pelle del pene troppo più scuro rispetto alla carnagione del resto del corpo;

6) alcune donne preferiscono genitali parzialmente depilati, altre no. Non è amata una depilazione totale della zona; mediamente apprezzata invece una depilazione su asta del pene e scroto ed una folta peluria sul pube;

7) la circonferenza dell’asta peniena è molto importante per circa il 70% delle intervistate, tra queste più della metà dice che la circonferenza è addirittura più importante della lunghezza. Quasi tutte ammettono che tra un pene di ottima lunghezza ma di piccola circonferenza ed un pene di media lunghezza ma con buona circonferenza, preferirebbero di gran lunga il secondo poiché sarebbe capace di dare una sensazione di pienezza maggiore durante la penetrazione;

8) il glande di elevate dimensioni è apprezzato da più del 60% delle intervistate, ma è anche importante un certo equilibrio tra la circonferenza del glande e quella dell’asta del pene: non sono amati glandi grossi su un’asta “sottile” e ancor meno sono amati glandi piccoli o comunque con circonferenza minore di quella dell’asta;

9) tra chi preferisce un pene lungo, la metà del campione dice che se spinto troppo in profondità può generare un dolore molto acuto che impedisce un rapporto sessuale piacevole ed apprezzerebbe un uomo che abbia l’accortezza di evitare una penetrazione troppo profonda ed irruenta;

10) il 75% delle intervistate preferisce un uomo abbastanza carino ma con un pene grande, ad uno bellissimo ma con un pene sotto la media;

11) quasi il 90% delle donne non ama una grande quantità di grasso sul pube: l’adipe pubico oltre ad indicare un uomo non in salute, tende a nascondere parte del pene e farlo apparire più piccolo anche in erezione;

12) la grandezza dei testicoli è meno importante per quasi tutte le donne intervistate, anche se sono preferiti testicoli medio grandi e “compatti” al tatto. Da una piccola percentuale di donne viene riferita una preferenza per uno scroto “pieno” e possibilmente simmetrico;

13) quasi la totalità delle donne ha detto di preferire un uomo con un pene con una lunghezza lievemente sopra la media ma che lo usi bene, ad uno con un pene molto sopra la media ma che lo usi “benino“;

14) quasi la metà delle intervistate, specie quelle più giovani, ha ammesso di mentire sulle dimensioni del pene del proprio partner quando ne parla con le proprie amiche, aumentandone le dimensioni per “fare bella figura” ed essere invidiata dalle altre;

15) circa un terzo delle donne ha detto di preferire un pene circonciso perché più pulito ed “ordinato”, un altro terzo preferisce un pene non circonciso perché trova piacevole “giocare” col prepuzio del partner, il restante terzo dice che per lei è indifferente.

16) alla domanda “chi ha il pene più grande con cui hai avuto rapporti sessuali, il tuo compagno attuale o un ex?” solo una su cinque ha risposto “il compagno attuale”, quindi significa, statisticamente, che la vostra attuale partner ha probabilmente in passato fatto sesso con un ex che ha il pene più lungo del vostro;

17) quando il partner ha chiesto alle donne intervistate “sono io quello con il pene più lungo tra tutti quelli con cui sei stata?”, quasi la loro totalità ha risposto “si” mentendo, solo per non far rimanere male il partner.

Aumentare la lunghezza del pene con ausili meccanici

Esistono due tipi di strumenti per l’allungamento del pene: le pompe a vuoto e gli estensori. Le pompe a vuoto per l’allungamento penieno sono costituite da un cilindro in cui infilare il pene e di un meccanismo di pompaggio che fa espandere il pene oltre le sue normali capacità. Le pompe a vuoto, pur non fornendo guadagni macroscopici delle dimensioni, in alcuni soggetti potrebbero aumentare, anche se di poco, circonferenza e lunghezza del pene. Esempi di pompe a vuoto tecnicamente ben costruite, sono:

Le pompe Bathmate non sono tuttavia sempre disponibili su Amazon. Un prodotto più economico, ma comunque caratterizzato da buona costruzione, è questo: https://amzn.to/3qn4ILB
Un altra pompa peniena, ancora più economica ma comunque ben funzionante, è questa: https://amzn.to/3K7H6Ti

Un estensore penieno è una struttura composta da due anelli (uno da fissare alla base del pene, l’altro appena sotto il glande) uniti da aste metalliche ai lati, che vengono regolate in modo da tenere in trazione il pene, “stirandolo”, per ottenere un suo allungamento non chirurgico. Esempi di estensori tecnicamente ben costruiti, sono:

Integratori alimentari

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto, aumentando la quantità di sperma disponibile, potenziando l’erezione e procurando un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna:

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Le dimensioni del pene contano o no? Le confessioni senza censura delle mie pazienti (seconda parte)

MEDICINA ONLINE PENE LUNGHEZZA TEDESCHI ACCUSANO MISURA ACCORCIA DOTTORE AIUTO IL MIO PENE SI STA ACCORCIANDO SPERMA AUMENTO EIACULAZIONE ORGASMO SESSO UOMO DONNAPrima di iniziare la lettura, leggi la prima parte dell’articolo: Le dimensioni del pene contano o no? Le confessioni senza censura delle mie pazienti ed i loro consigli per avere un pene più bello

1) Assunta (54 anni, impiegata, coniugata). Il pene deve essere grande ma deve essere usato bene. Tra uno grande ma usato male ed uno più piccolo ma usato bene preferisco quello piccolo. Certo che se è troppo piccolo non è che quando lo spoglio ci fa una bella figura! Altra cosa importante è che riesca a mantenere l’erezione e che non venga subito.

2) Marianna (63 anni, casalinga, coniugata). Le dimensioni del pene sono sempre state importanti per me, negli anni però ho cominciato a dare più importanza a come l’uomo lo usa e soprattutto a quanto riesce a mantenere una buona erezione. Meglio duro e medio che moscio e lungo!

3) Giulia (47 anni, libero professionista, divorziata). Preferisco un pene lievemente sopra la media ma non troppo: se l’uomo ha un pene troppo lungo pensa che basti questo per farmi godere e si limita a movimenti noiosi, se invece ha un pene nella media si impegna di più. Deve essere pulito e cambiare spesso posizione. Meglio non depilato e con testicoli grandi e duri. Mi piacerebbe vedere dal vivo un pene circonciso.

4) Maria (42 anni, casalinga, impegnata). E’ meglio saperlo usare bene che avere un pene troppo grande. Certo che se piccolo non è che mi ispiri molto sesso, almeno che sia nella media! Per me sono importanti i preliminari, mi piace fare il sesso orale al mio ragazzo, quindi il suo pene deve essere ben pulito e non deve avere cattivi odori. Preferisco che sia depilato sull’asta e lo scroto e lo sperma non deve avere un sapore acido. Mi piace l’idea di un pene circonciso, ma nessuno dei miei partner lo era.

5) Paola (51 anni, impiegata, divorziata). Ho divorziato con mio marito per vari motivi, tra cui anche quello di avere una vita sessuale veramente misera. Le sue misure erano normali, ma non sapeva usarlo bene e spesso la sua igiene intima lasciava a desiderare.

6) Giulia (60 anni, casalinga, coniugata). Mio marito ha un pene di dimensioni normali, forse lievemente sotto la media, ma non l’ho mai trovato insufficiente per raggiungere il piacere anche perché con gli anni abbiamo trovato delle posizioni con cui riesco a raggiungere l’orgasmo e poi il feeling nel sesso è la cosa più importante anche delle dimensioni del pene. L’unico problema è che negli ultimi tempi la libido di entrambi è diminuita e lui è anche ingrassato molto ed il grasso sul pube fa apparire il suo pene più piccolo. Una volta ho avuto un partner circonciso ma non mi è piaciuto molto: mi faceva impressione senza prepuzio.

7) Rita (44 anni, disoccupata, single). Preferisco un pene un po’ più grande della media e che abbia una buona circonferenza che è la cosa che più sento nella penetrazione. Non faccio troppo caso ai testicoli a meno che non siano piccoli, cosa non del tutto piacevole. La lunghezza è importante, ma anche come viene usato: deve saper cambiare posizione ed avere molta creatività. L’igiene è importante, preferisco pochi peli ma non zero: sono io la donna!

Per leggere le considerazioni finali ed i consigli delle mie pazienti riguardo alla lunghezza del pene, leggi questo articolo: Le dimensioni del pene contano o no? I consigli delle mie pazienti

Aumentare la lunghezza del pene con ausili meccanici

Esistono due tipi di strumenti per l’allungamento del pene: le pompe a vuoto e gli estensori. Le pompe a vuoto per l’allungamento penieno sono costituite da un cilindro in cui infilare il pene e di un meccanismo di pompaggio che fa espandere il pene oltre le sue normali capacità. Le pompe a vuoto, pur non fornendo guadagni macroscopici delle dimensioni, in alcuni soggetti potrebbero aumentare, anche se di poco, circonferenza e lunghezza del pene. Esempi di pompe a vuoto tecnicamente ben costruite, sono:

Un prodotto più economico, ma comunque caratterizzato da buona costruzione, è questo: http://amzn.to/2HRt3Ah

Un estensore penieno è una struttura composta da due anelli (uno da fissare alla base del pene, l’altro appena sotto il glande) uniti da aste metalliche ai lati, che vengono regolate in modo da tenere in trazione il pene, “stirandolo”, per ottenere un suo allungamento non chirurgico. Esempi di estensori tecnicamente ben costruiti, sono:

Integratori alimentari efficaci nel migliorare quantità di sperma, potenza dell’erezione e libido sia maschile che femminile

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto, aumentando la quantità di sperma disponibile, potenziando l’erezione e procurando un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna. Ogni prodotto viene periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Le 5 frasi da evitare se stai conoscendo una ragazza su Facebook

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Roma Medicina Chirurgia Estetica Rughe Cavitazione Dieta Peso Dimagrire Pancia Grasso Dietologo Cellulite Cibo Senologo Psicologo Pene Cuore Amore Sessuologo Sesso INTERNET DIPENDENZA ITALIANI FACEBOOKFacebook collega persone da tutto il mondo in una comunità nel quale poter scambiare pensieri, opinioni e allo stesso tempo fare nuove conoscenze. La semplicità con la quale è possibile entrare in contatto con nuove persone però, non fa sì che sia più facile instaurare un rapporto. Infatti occorre sempre educazione ed una certa abilità, specialmente se si desidera conoscere una ragazza. Questa lista si propone di elencarvi delle frasi da evitare se stai conoscendo una ragazza su Facebook.

1) Mi ricordi la mia ex

Nel conoscere una ragazza su Facebook è assolutamente sconsigliato parlare delle proprie ex. Nella maniera più assoluta non dovete accostare la ragazza alla vostra ex. Quindi evitate di dire che la ragazza in questione vi ricorda una vostro passato amore, specialmente per quanto riguarda l’aspetto fisico o caratteriale.

2) Sono molto povero

Certamente nel conoscere una nuova ragazza, è sempre meglio evitare dei riferimenti espliciti alla vostra condizione economica. Quindi evitate di sottolineare delle vostre difficoltà economiche, sopratutto perché una ragazza si aspetta una persona sicura di sé e non qualcuno che si piange addosso a causa delle sue disgrazie.

3) Dalle foto non sembri così grassa!

Facebook permette di vedere l’altra persona esclusivamente dalle foto che questa pubblica. Non conoscendo perfettamente la ragazza con la quale state parlando, evitate di fare riferimenti al suo aspetto fisico, specialmente al peso. Le ragazze sono molto sensibili riguardo questo argomento, quindi anche se è lei stessa a dirvi che non si piace per via di qualche chilo in più, non dite assolutamente che non sembra poi così grassa, al massimo cercate di cambiare argomento.

4) Sei la ragazza più bella che abbia mai visto

Nel conoscere una ragazza, evitate tutti i tipi di esagerazioni. Così come è sconsigliabile fare battute che possono offenderla, allo stesso tempo è meglio evitare di esagerare con i complimenti. Infatti dire “sei la ragazza più bella” può far si che la ragazza vi reputi poco credibili e vi snobbi pensando che siete dei disperati in cerca di attenzioni. Equilibrio è la parola fondamentale, tralasciate le frasi cinematografiche strappalacrime, risultano banali.

5) Ti ho già vista da qualche parte?

Se si sta conoscendo una ragazza, cercate di sembrare delle persone interessanti e in un certo senso disinteressate. Quindi evitate di approcciarvi chiedendo se vi siete già visti da qualche parte, non è assolutamente un fine utile alla conversazione (specialmente se lo chiedete senza che davvero vi siate già incontrati). Proponete delle frasi più originali, parlate del più e del meno con il fine di conoscervi meglio e di trovare gli interessi in comune.

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Alex Zanardi e l’incidente che ha cambiato per sempre la sua vita

MEDICINA ONLINE ALEX ZANARDI FORMULA 1 2001 LAUSITZRING F1 GP GRAN PREMIO CRASH MORTE DEAD DEATH AUTO INCIDENTE AUTOMOBILISTICO VIDEO ITALIA RETTILINEO AMPUTAZIONE GAMBE PARAOLIMPIADI VITTORIA WALLPAPER  PICS PHOTO PICTUREAll’inizio della stagione 2001 la carriera di Alex Zanardi si trova ad un punto di svolta: dopo i due campionati americani CART conquistati nel 1997 e nel 1998 e il deludente ritorno in F1 con la Williams nel 1999 il driver bolognese si prende un anno sabbatico nel 2000 prima di tornare nella serie “yankee” con il team Mo Nunn Racing.

Il feeling con la squadra e con la monoposto – una Reynard motorizzata Honda – non è dei migliori: non riesce mai a salire sul podio – a differenza del compagno di scuderia, il brasiliano Tony Kanaan – e ottiene come miglior piazzamento un quarto posto a Toronto.

La tragedia delle torri gemelle

Martedì 11 settembre 2001, pochi giorni prima della tappa tedesca del campionato CART sul circuito del Lausitzring, l’attenzione è concentrata sulla tragedia delle torri gemelle di New York e il giorno seguente – dopo alcune riunioni – gli organizzatori dell’evento decidono di correre ribattezzando la gara “American Memorial” in omaggio agli USA. Alex Zanardi si trova a proprio agio sul circuito del Lausitzring: nelle prove libere del giovedì lui e Kanaan sono i più veloci ma l’annullamento delle qualifiche del venerdì (a causa della pioggia) costringe il pilota bolognese a partire dalle retrovie in quanto la griglia viene formata in base alla posizione nella classifica del campionato.

L’incidente del Lausitzring

Nella gara del 15 settembre 2001 sulla pista del Lausitzring Zanardi offre una delle migliori prestazioni della sua carriera: dopo aver effettuato diversi sorpassi (partiva 23esimo) si ritrova addirittura in testa e niente sembra poter ostacolare il suo cammino verso la vittoria. La situazione cambia, però, dopo l’ultima sosta ai box: nella fase di rientro in pista la monoposto di Alex Zanardi perde il controllo a bassa velocità su un tratto sporco e viene centrata in pieno lateralmente dalla vettura del canadese Alex Tagliani. Nell’impatto (avvenuto ad una velocità di 320 km/h) la Reynard Ford di Tagliani spezza a metà la Reynard Honda di Zanardi, il quale subisce l’amputazione immediata di entrambe le gambe (quella sinistra al di sopra del ginocchio, quella destra sotto). Alex Zanardi inizialmente non sembra rendersi conto di quanto è avvenuto: prima di perdere i sensi per lo choc cerca infatti di aprirsi la visiera del casco e di slacciarsi le cinture di sicurezza.

All’inizio nulla, poi lungo la strada qualche immagine è affiorata. Ricordo la partenza, il recupero, i tanti sorpassi, poi l’ingresso e l’uscita dai box, le mani che si agitano per cercare di recuperare la vettura e la fiammata. Poi basta. Buio.

Le cure

Zanardi viene portato in elicottero all’ospedale di Berlino in condizioni gravissime e dopo essere stato in coma farmacologico per tre giorni viene operato per rimuovere il ginocchio destro. Il 31 ottobre 2001 – dopo un mese e mezzo di ricovero e 14 interventi chirurgici – Alex Zanardi viene dimesso dalla clinica tedesca, pronto ad affrontare la seconda parte della sua straordinaria vita. All’incidente seguirono sette arresti cardiaci, Zanardi restò per 55 minuti con meno di un litro di sangue in corpo, subì svariate operazioni e l’amputazione di entrambe le gambe, eppure non ha mai perso il sorriso e la voglia di vivere e di scherzare su quello che gli era accaduto.

La vita è un percorso lungo, dal quale s’impara sempre qualche cosa, eppure siamo consapevoli che moriremo ignoranti perché non si può imparare tutto. Quanto mi è accaduto mi ha arricchito di esperienze che altrimenti avrei completamente ignorato. Certo ci sono state molte difficoltà, ma anche tante soddisfazioni e alla fine non ho alcun rimpianto per quello che mi è accaduto.

Io ho una filosofia di vita: non importa dove tu sia, cosa tu sia facendo e quali siano gli obiettivi che ti sei posto. L’importante è che tu sia consapevole che il giorno seguente hai la possibilità di fare qualche cosa in più, di migliorarti. Sempre. Qualcuno ha bisogno di spinte e la religione può rappresentare questo. Da parte mia ho sempre pensato che Dio avesse problemi ben più grandi di cui occuparsi che non di me.

Il mio sogno era di correre in F.1 con la Ferrari e diventare campione del mondo. Invece la mia rossa è stata la macchina della Indy Car con la quale ho vinto due titoli negli Usa. Ma è stato bellissimo anche così. Uno sogna, ma poi concretamente deve porsi degli obiettivi sul percorso da raggiungere un po’ per volta. Senza mai mollare.

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Cosa si prova morendo: il racconto di una infermiera

MEDICINA ONLINE MORTE COSA SI PROVA A MORIRE TERMINALE DEAD DEATH CURE PALLIATIVE TERAPIA DEL DOLORE AEROPLANE TURBINE CHOCOLATE AIR BREATH ANNEGATO TURBINA AEREO PRECIPITA GRATTACIELO GLASS WALLPAPER PIC HI RES STRAGE PHOTO.jpgLe unità di cure palliative o di terapia intensiva degli ospedali hanno uno stretto rapporto con la morte, dando luogo a numerose esperienze che sfuggono a qualsiasi spiegazione razionale. Pazienti che intuiscono il momento esatto in cui moriranno, altri che sembrano decidere da sé il giorno e l’ora, affrettando o ritardando la morte, sogni premonitori di familiari o presentimenti di terze persone che senza neanche sapere che qualcuno è ricoverato o ha subito un incidente sono sicuri che sia morto. Solo i professionisti sanitari che lavorano da vicino con i pazienti terminali conoscono in prima persona la portata e la varietà di queste strane esperienze. La scienza non è stata capace di offrire alcun tipo di risposta, per cui in genere vengono descritte come eventi paranormali o soprannaturali. Un’etichetta “troppo vaga per la grandezza di queste esperienze”, secondo l’infermiera britannica Penny Sartori, che da circa vent’anni lavora nell’unità di terapia intensiva. Una carriera sufficientemente solida per aver visto di tutto, intuire standard ed elaborare ipotesi su questi fenomeni. È a tal punto così che sta per discutere una tesi di dottorato sul tema, le cui conclusioni principali verranno anticipate nel libro The Wisdom Of Near-Death Experiences (La saggezza delle esperienze vicine alla morte, Watkins Publishing).

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“Allucinazioni” condivise da familiari

Nel corso della sua carriera, la Sartori ha incontrato pazienti che hanno vissuto esperienze vicine alla morte (EVM) e familiari che hanno vissuto da vicino esperienze di morte condivisa (EMC). La quantità e la ripetizione degli standard fa sì che l’infermiera scarti l’ipotesi della casualità o dell’impossibilità di trovare un ragionamento logico per questo diffuso fenomeno. Tra il 70 e l’80% dei pazienti aspetta di stare solo nella stanza prima di morire. La tesi principale della Sartori è che “il nostro cervello è indipendente dalla coscienza. È il mezzo per canalizzarla, per cui in realtà è fisicamente estranea al corpo”. Un’idea che spiegherebbe, ha aggiunto la dottoranda, perché “l’anima e la coscienza possono sperimentarsi al margine del corpo”, come nelle EVM o nella meditazione buddista. Gli esempi di cui la Sartori si avvale nel suo libro sono molto numerosi, ma tutti coincidono in genere nel fatto che i pazienti che vivono le EVM sono sempre quelli che abbracciano la morte nel modo più tranquillo e felice, come i familiari che presentono la morte dei propri cari. Perché? In base agli incontri che ha avuto con questi ultimi, è dovuto al fatto che sono convinti che si tratti solo della fine della vita terrena. Al margine del fatto che siano persone credenti, agnostiche o atee, tutte sperimentano il sogno o la visione di come il familiare se ne andrà da questo mondo guidato da qualcuno (coniugi già defunti, esseri anonimi o angeli) e con una chiara sensazione di “pace e amore”. All’inizio, riferisce la Sartori, “mi colpiva il fatto che alcuni familiari dei defunti non si sentissero tristi dopo aver diagnosticato la morte del proprio caro, ma parlandoci mi sono resa conto che in realtà erano tranquilli per il fatto di aver sperimentato questa sensazione di trascendenza della vita”.

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Scegliere il momento “più appropriato” per morire

Non è il caso degli esempi di persone che sapendo quando moriranno chiedono di restare qualche minuto da soli o lo fanno proprio quando il familiare, che rimane tutto il tempo al loro fianco, li abbandona solo un momento per andare in bagno. Altri casi che richiamano l’attenzione allo stesso modo sono quelli delle persone che muoiono subito dopo aver visto un familiare che tardava ad andare a trovarli perché era all’estero, o quando terminano tutti i documenti relativi a eredità e assicurazioni sulla vita. “Sembrano attendere che avvenga un evento specifico per permettersi di morire”, ha riferito l’infermiera. La sensazione di trascendenza è sperimentata sia dai credenti che dagli agnostici o atei. Il direttore del Tucson Medical Center John Lerma, specializzato in cure palliative, ha raccolto esempi molto simili a quelli citati dalla Sartori in Into the Light: Real Life Stories About Angelic Visits, Visions of the Afterlife, and Other Pre-Death Experiences (Nella Luce: Vere Storie di Vita su Visite Angeliche, Visioni dell’Aldilà e Altre Esperienze Pre-Morte, New Page Books). Secondo i suoi resoconti, tra il 70 e l’80% dei pazienti aspetta che i propri cari escano dalla stanza per morire. La Sartori rifiuta di credere che queste esperienze siano motivate da allucinazioni. “Non è possibile che varie persone vedano la stessa cosa e siano capaci di descriverla in modo uguale se è davvero una percezione distorta della realtà”, ha indicato. Una tesi che si basa sulle famose teorie del professor Raymond Moody, che ha coniato il concetto di esperienze vicine alla morte alla fine degli anni Settanta del Novecento. I suoi studi più innovativi si concentrano sulle esperienze condivise dalle persone che accompagnano coloro che si trovano in trance di morte. “Aprono una via completamente nuova di illuminazione razionale sulla questione della vita dopo la morte, perché le persone che comunicano queste esperienze sono sane. In genere sono sedute accanto al letto di morte di una persona cara quando sopravviene una di queste esperienze meravigliose e misteriose. E il fatto stesso che le persone non siano prossime alla morte invalida la clausola di esenzione. Visto che le loro esperienze non si possono attribuire a mancanze della chimica cerebrale, dovremo andare al di là di questa argomentazione”.

Nuove vie di studio

Il ricorso, “cinico” secondo la Sartori, a spiegare questo fenomeno a partire dalle disfunzioni cerebrali non si sostiene nemmeno con gli esempi di persone ricoverate con Alzheimer avanzato che all’improvviso recuperano la capacità di raziocinio. “Si tratta di pazienti in uno stadio terminale della malattia, incapaci di articolare la parola, che in modo sorprendente iniziano a parlare con la massima coerenza, interagendo con gente che non è nella stanza e che spesso sono familiari defunti”, ha spiegato la Sartori. “In genere accade che dopo questa esperienza smettono di essere agitati e finiscono per morire con un sorriso sul volto, solitamente uno o due giorni dopo”. Anche l’idea che queste visioni siano indotte dai farmaci non è accettata dalla Sartori, perché “questi provocano ansia, tutto il contrario di ciò che provano i pazienti”. Nel suo libro, l’autrice sostiene che questo tipo di esperienze, raccolte nel corso di tutta la sua carriera, possono essere fondamentali per dimostrare l’esistenza di una vita dopo la morte, e che devono almeno aprire una nuova via di studio (come alcune che partono dalla fisica quantistica) per gli studi scientifici. Quello di cui dice di essere convinta è che “la morte non è terribile quanto la immaginiamo di solito”.

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