Vivian Wheeler è la donna con la barba più lunga del mondo

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Roma Medicina Chirurgia Estetica Rughe Filler Cavitazione Peso Dimagrire Pancia Grasso Dietologo Pene HD Grasso Pancia Sex Sessuologo HDL Unità Terapia Dermatologia Pelle PSA Barba Donna Vivian Wheeler 02Negli Stati Uniti d’America si è registrato un record davvero inusuale, quello di Vivian Wheeler, una donna di 63 anni che non si taglia la barba dal 1993, ovvero da ben 20 anni. Ma non è di certo questa la causa principale della sua peluria, che è – tra le donne – la più lunga del mondo: ben 27,9 centimetri di lunghezza! La sua è la barba più lunga del mondo, e grazie ad essa in passato si è esibita sui palchi dei freak show più in voga degli Stati Uniti.

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I capelli rossi si estingueranno entro il 2060

MEDICINA ONLINE DONNA CAPELLI BELLEZZASi chiama rutilismo ed è la predisposizione genetica ad avere capelli e peluria di un fitto color rosso. Per quanto possa, a volte, risultare esteticamente attraente, nella maggior parte dei casi può essere ben considerato una “debolezza” genetica. L’avere i capelli rossi comporta infatti parecchie seccature: una maggior esposizione al melanoma, alle irritazioni cutanee ed una maggior sensibilità agli anestetici. Il gene associato al rutilismo (di cui esistono 40 varianti) risale a circa 100.000 anni fa, ma potrebbe presto scomparire. “Entro il 2060 le nascite di persone con pelle chiara e capelli rossi rappresenteranno meno dell 1% della popolazione – spiega il dottor David Pearce, della University of Rochester Medical Center – Il gene del rutilismo, MC1R sul cromosoma 16, verrà letteralmente spazzato via dai altri geni dominanti. I motivi sono vari: la mescolanza con altre etnie, la particolare debolezza del gene e, non in ultimo, fenomeni evolutivi“. Rossi avvertiti: tra qualche anno sarete una rarità!

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Scoperto un nuovo codice nel DNA

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO LABORATORIO MICROSCOPIO DNA GENETICADalla sua scoperta negli anni ’60 gli scienziati hanno creduto che il Dna fosse “solo” il codice delle “istruzioni” necessarie alle cellule per produrre le proteine. Ma ora è stato scoperto un secondo codice all’interno del Dna. È quanto riferisce la rivista Science sottolineando che la novità potrebbe avere grandi implicazioni nell’uso del genoma dei malati per fare diagnosi. Il nuovo codice è “scritto” proprio sopra quello conosciuto e decodificato ma piuttosto che occuparsi delle proteine, quest’ultimo fornisce alle cellule le istruzioni per controllare i geni.

Continua la lettura su https://www.lastampa.it/scienza/2013/12/13/news/individuato-un-secondo-codice-del-dna-1.35946153/

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Andrew Wardle: “Sono nato senza pene ma sono stato con oltre cento donne”

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Roma Medicina Chirurgia Estetica Rughe Filler Cavitazione Peso Dimagrire Pancia Grasso Dietologo Cellulite Senologo  Studio Grasso Pancia Sessuologo Sesso Viagra HD Dimagrire ANDREW WARDLE NATO SENZA PENE”Sono nato senza pene ma sono stato con oltre 100 donne.” Queste le parole di Andrew Wardle, 39 anni, di  Stalybridge della contea di Greater Manchester in Inghilterra, nell’intervista rilasciata a The Sun.

Andrew avrà un pene

Andrew, di professione bodyguard, è nato senza pene. Tra pochi giorni però con una operazione complicata un lembo di pelle del suo braccio sarà trapiantata e innestata nell’area pubica. Dopo l’operazione così Andrew sarà in grado di avere rapporti sessuali completi. Intervistato dal tabloid britannico The Sun Andrew ha raccontato la sua vita complicata tra operazioni e bullismo. “Ancora non ci posso credere. Finalmente avrò un pene perfettamente funzionante. Potrò iniziare a vivere come una persona normale. Potrò fare molte cose che le persone danno per scontato – continua Andrew – come il sesso o mettere su famiglia.”

Leggi anche: L’uomo con il pene più grande del mondo:”Facevo sesso orale da solo e da morto donerò il mio pene ad un museo”

Una vita difficile

Andrew, dopo esser stato abbandonato dalla madre diciassettenne è stato adottato da una famiglia di Stalybridge passando un’infanzia infelice tra ospedali e operazioni. Ben 15 solo per ricostruire la vescica. “Quando andavo a scuola sono stato anche vittima di bullismo. Prima ragazza? A 17 anni – racconta Andrew – Ho fatto uso di ecstasy e Lsd e ho anche tentato il suicidio. Ho veramente toccato il fondo. Poi finalmente la svolta.” “Presto scriverò un libro sulla mia vita” conclude Andrew.

Molto successo con le donne

La cosa molto interessante è che, nonostante la mancanza di un vero pene, Andrew confessa di aver molto successo con le donne: “Sono stato con oltre 100 donne. Ho avuto molto successo perché riuscivo ad impostare le relazioni non solo sul sesso.” Questo dovrebbe far riflettere molti uomini che si lamentano di essere “belli e simpatici” ma di non trovare una ragazza: forse l’errore è pensare sempre al sesso dimenticandosi che le donne vogliono qualcosa di diverso rispetto ad un rapporto basato esclusivamente sulla fisicità.

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Morire per aver bevuto troppa acqua

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Roma Medicina Chirurgia Estetica Rughe Cavitazione Dieta Peso Dimagrire Pancia Grasso Dietologo Nutrizionista Cellulite Senologo Psicologo Pene Studio Cuore Sessuologo Sesso MORIRE BEVUTO TROPPA ACQUAOgni dieta consiglia di bere almeno due litri di acqua al giorno, per depurarsi dalle impurità: è questa una delle leggi basilari per seguire un buon regime alimentare, ma è sempre necessario accompagnare il consumo di acqua ad una dieta equilibrata e sana. Bere acqua fa bene ma ovviamente, come in tutti i campi, bisogna usare un po’ di buon senso. Buon senso che purtroppo è tragicamente mancato a Jacqueline Henson, la donna che vedete in foto con suo figlio. Jacqueline era una donna inglese di 40 anni, divenuta suo malgrado famosa alcuni anni fa per esser deceduta dopo aver bevuto  ben 4 litri di acqua in appena due ore.

Jacqueline Henson voleva dimagrire velocemente e aveva quindi deciso di seguire la dieta di una rivista, LighterLife, che prevedeva una massiccia assunzione di acqua insieme a una rigidissima dieta (500 calorie al giorno per 12 settimane). Il marito, Brian, ha riferito che la moglie si era convinta che «quanta più acqua avesse bevuto, tanto più peso avrebbe perso». La donna seguiva la dieta da qualche settimana ed è improvvisamente svenuta, per poi morire per un edema cerebrale. La donna aveva interpretato la dieta in modo arbitrario ed errato: più acqua e meno cibi solidi per perdere peso. Assumere 500 calorie al giorno – anziché circa 1500 (il valore normale per una donna media) – e mantenere i ritmi di vita stressanti hanno fatto il resto.

Bere acqua fa bene, ma è una norma che va accompagnata con una dieta alimentare equilibrata e con attività fisica periodica e costante. La comunità scientifica ha sempre sostenuto l’importanza di bere tanto per stare bene, ma ovviamente non bisogna mai dimenticare il buon senso. Come diceva il grande medico rinascimentale Paracelso: “È la dose che fa il veleno”. Perfino il bere troppa acqua può essere mortale ed il caso di Jacqueline Henson lo dimostra.

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Einstein aveva un cervello speciale, ora ne abbiamo le prove

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Roma Medicina Chirurgia Estetica Rughe Cavitazione Dieta Peso Dimagrire Pancia Grasso Dietologo Nutrizionista Cellulite Cibo Senologo Psicologo Pene Studio Cuore Amore Sessuologo Sesso EINSTEIN CERVELLOIl cervello di Albert Einstein non smette di incuriosire. Conservato dopo la sua morte, affettato, fotografato, passato di mano in mano, è ancora una miniera per i neuroscienziati, interessati capire se e come la materia grigia del padre della relatività spieghi in qualche modo il segreto del suo genio.

L’ultima di una lunga serie di osservazioni viene da un gruppo di ricercatori cinesi e americani. In uno studio pubblicato sulla rivista Brain, gli esperti affermano che nel cervello del padre della relatività, il fascio di fibre nervose che collega i due emisferi del cervello è più spesso della media. Weiwei Men, dell’università della Cina Orientale, ha utilizzato alcune foto ad alta risoluzione e un software di sua invenzione per misurare nel dettaglio lo spessore di questo fascio, chiamato corpo calloso, in diversi punti. Ha poi fatto un confronto con immagini di risonanza magnetica del cervello di uomini anziani e altri dell’età di Einstein negli anni in cui formulava le teorie geniali che sono al fondamento della fisica moderna.

Dal confronto delle immagini è risultato che il cervello di Einstein aveva molte più connessioni tra alcune parti della corteccia sia rispetto ai suoi coetanei sia rispetto agli anziani, in particolare nelle aree che regolano la pianificazione, il ragionamento, le decisioni, il recupero dei ricordi. Insieme ad altri tratti peculiari già osservati nel cervello del fisico, per esempio una corteccia prefrontale più grande del normale, il fatto che i due emisferi del suo cervello fossero insolitamente ben collegati potrebbe spiegare secondo gli autori il segreto dell’intelligenza del fisico e la sua capacità di immaginare gli straordinari esperimenti mentali con cui ha rivoluzionato la concezione dello spazio e del tempo.

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L’Italia perde posizioni nella classifica dei Paesi più tecnologici

MEDICINA ONLINE UFFICIO STUDENTE SOCIAL PC COMPUTER PORTATILE SCRIVANIA LAVORO SEDIAL’Italia scende dalla 29esima alla 30esima posizione nella classifica dei Paesi più avanzati in termini di tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Un calo costante: nel 2011 era 28esima. Primo posto, per il terzo anno consecutivo, alla Corea del Sud, seguita da Svezia, Islanda, Danimarca, Finlandia e Norvegia. Tra gli altri paesi nella “top ten”, vi sono Paesi Bassi, Regno Unito, Lussemburgo ed Hong Kong. Lo rivela l’ultima classifica dell’Itu (International Telecommunication Union) sui livelli di accesso, utilizzo e competenze in materia di Ict in 157 Paesi, contenuta nel rapporto Measuring the Information Society 2013.

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Finiremo tutti a fare gli agricoltori sulla luna?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO LUNA MOON CIELO NERO NOTTE BUIO DORMIRE SONNO ASTRONOMIA SPAZIO (2)La NASA ha annunciato per il 2015 l’invio sulla Luna di un carico di piante, un esperimento per verificare se sia possibile crescerne sul suolo del nostro satellite e per sondare le possibilità di una sua futura colonizzazione. L’annuncio ufficiale lo potrete trovare cliccando qui. Il Lunar Plant Growth Habitat team ha progettato una navetta all’interno della quale saranno alloggiate diverse piante all’interno di contenitori sigillati da 1 kg di peso, contenenti tutto il necessario al loro sviluppo, salvo la luce solare. Il tutto dovrebbe viaggiare a bordo di un volo commerciale, sul Moon Express lander finanziato anche dal Google Lunar X Prize.

Dopo l’atterraggio i semi riceveranno l’acqua e la la loro crescita sarà monitorata per 5/10 giorni, dopo do che la loro riserva d’aria si esaurirà, e confrontata con la crescita a terra, i semi saranno quelli del basilico, dell’Arabidopsis (una pianta ornamentale) e della rapa, spiega il comunicato stampa della NASA. Il progetto, realizzato da scienziati della NASA e studenti, è particolarmente economico e costerà appena un paio di milioni di dollari, vent’anni fa sarebbe costato 150 volte tanto. Oltre all’invio della navetta sulla Luna, la NASA prevede di spedire copie degli habitat artificiali alle scuole americane, in modo che gli studenti possano seguire in contemporanea la crescita delle loro piantine e confrontarla con quella delle piante inviate sulla luna.

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